Coronavirus: adesso cosa ci aspetta?

Coronavirus: adesso cosa ci aspetta?

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) con l’aiuto del Medico cantonale Giorgio Merlani, ha creato un video informativo nel quale si ipotizzano due possibili scenari sull’evoluzione della diffusione del Coronavirus.

La discriminante di questi scenari sarà il rigore con il quale verranno rispettate le norme igieniche e di distanza sociale accresciute. Sarà quindi necessario riuscire a convivere serenamente una dimensione diversa rispetto a quella conosciuta sino a poche settimane fa, scoprendo soluzioni rispettose dei nuovi parametri che questo virus ci impone, alfine di evitare una nuova importante ondata di contagi.

“Non è ancora finita, sarà fondamentale proteggere le persone più vulnerabili come abbiamo fatto finora e continuare a farlo. Siamo noi che decidiamo come si diffonderà di nuovo il virus” ricorda il Medico cantonale.              

Il video è visibile al seguente link:

https://youtu.be/ErhImdaaqss

“Difficile dire quando lo sport potrà tornare”

“Difficile dire quando lo sport potrà tornare”

Da www.ticinonews.ch

Così il vicepresidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi a Fuorigioco @ home: “Tutto dipenderà dall’evoluzione del virus, ma le istituzioni stanno facendo la loro parte”

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, è intervenuto questa sera nell’ambito della trasmissione “Fuorigioco @ home”, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Teleticino. Il vicepresidente del Consiglio di Stato ha inizialmente ripercorso le ultime, intensissime settimane: “Era impossibile ipotizzare qualcosa di simile a capodanno 2019; le prospettive qualche mese fa erano decisamente diverse. Anche per lo sport, perché nessuno credo avrebbe mai potuto immaginare l’annullamento o lo spostamento di eventi come i campionati nazionali, gli Europei e le Olimpiadi”.
In questo momento così delicato una delle sfide più difficili è quella della ricerca dell’equilibrio tra le esigenze della salute pubblica e dell’economia: “È un po’ come quando nell’ambito della sicurezza, devi garantire quest’ultima senza al contempo andare a intaccare la libertà di ognuno. Riuscire a farcela è difficile, anche perché non si può ragionare in maniera lineare come siamo abituati a fare solitamente. Al contrario, ogni giorno si deve tornare a riflettere e rivalutare su diversi aspetti, prima di prendere una decisione”. Senza contare che – rispetto ad altre situazioni – non ci si può nemmeno aggrappare agli insegnamenti derivanti dal passato, visto che si tratta di una problematica inedita: “Esatto, la mancanza di informazioni non ci permette di essere strutturati e coordinati a livello di Paesi. Le crisi epidemiche si ripropongono ciclicamente, ma questa è la prima volta da diversi anni che tocca tutti in maniera così sentita. A livello mondiale molti governi hanno adottato approcci differenti per gestire questa pandemia, creando un po’ di disorientamento. Soltanto adesso, a settimane di distanza, i dati che emergono stanno permettendo di trarre le prime conclusioni su chi ha agito meglio. Il tutto poi è stato fin qui messo a dura prova da una mobilità che rispetto al passato, al giorno d’oggi è totalmente differente e ci espone a dei rischi. L’Islanda, ad esempio, è un’isola separata dal resto dell’Europa. Eppure, nonostante non sia strettamente a contatto con una zona rossa come il Ticino – e abbia circa lo stesso numero di abitanti del nostro cantone – ha comunque fatto registrare diversi casi positivi di coronavirus”.
Per quel che concerne le discussioni tra Berna e il Consiglio di Stato, Gobbi ha espresso soddisfazione: “Fino ad ora ci hanno capiti, permettendo – al di là delle leggi federali – di avere delle finestre regionali di crisi che noi abbiamo chiesto e ottenuto. Questo è importante, perché dimostra la sensibilità di un Consiglio Federale in grado di comprendere che ogni cantone è confrontato con una situazione differente, come dimostra ad esempio il tasso di ospedalizzazioni, che in Ticino è più elevato che in altre regioni elvetiche. Questa attenzione da parte del Consiglio Federale ha permesso di tutelare il più possibile sia il territorio che le aziende”.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha poi espresso il suo parere su quanto sta accadendo anche in ambito sportivo, dove a regnare sovrana è l’incertezza: “Come e quando lo sport potrà riprendere dipenderà dall’evoluzione del virus. Trovare una risposta è difficile, tant’è vero che persino l’Oktoberfest è stata annullata oggi con oltre cinque mesi di anticipo rispetto alla manifestazione. I club ticinesi attivi nelle leghe nazionali si sono informati per determinare come e quando riprendere gli allenamenti, soprattutto quelli in gruppo per gli sport di squadra. L’introduzione di sedute a gruppetti ridotti è un tema, ma nulla è ancora stato deciso. Ogni passo verrà monitorato ed effettuato in maniera proporzionale. Ci tengo però a sottolineare che lo sport individuale non è proibito e gli sportivi d’élite devono continuare ad allenarsi – con le dovute precauzioni – per farsi trovare pronti alla ripresa delle attività”.
La situazione però è diversa da sport a sport, con ad esempio l’hockey che non sa se potrà ripartire a settembre e il calcio che invece dovrebbe ancora terminare la stagione attuale: “I punti interrogativi sono diversi. Tornare a giocare a porte chiuse potrebbe creare difficoltà dal punto di vista della resa economica, con una mancanza di introiti derivanti dal pubblico. Sappiamo però anche che andare allo stadio e vedere una partita – specialmente in curva – comporta una vicinanza con altri individui che non si trova per esempio a teatro. Le problematiche da legate a igiene e distanze sociali sarebbero dunque più difficili da risolvere e contenere. Questa pandemia ci ha toccato negli ultimi due mesi e purtroppo probabilmente ci accompagnerà anche nei prossimi, per questo per decidere quali saranno i prossimi passi bisognerà valutare l’evoluzione del virus”.
Un aiuto per club e manifestazioni sportive sta però giungendo dalle istituzioni: “La Confederazione ha compreso la gravità della situazione, interrompendo subito i vari tornei e fornendo delle rassicurazioni economiche, legate in particolare all’indennità per lavoro ridotto. Dal canto nostro, come cantone abbiamo sospeso l’intimazione delle quote per la partecipazione ai costi della sicurezza. Evidentemente queste misure non possono coprire tutti i danni e i costi che ancora vi sono e che ci saranno in futuro, come quelli fissi legati alle infrastrutture (seppur minori ora che tutto è fermo), ma credo che Ticino e Svizzera abbiano dato delle risposte corrette fin qui. Ora bisognerà valutare come affrontare il futuro”.

Coronavirus: dotazione di materiale sanitario

Coronavirus: dotazione di materiale sanitario

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) comunica che la dotazione di materiale sanitario a disposizione delle strutture sanitarie ticinesi è stata recentemente rifornita di dieci respiratori Hamilton T1 messi a disposizione dall’Esercito. Questi respiratori di ultima generazione andranno in parte a sostituire le apparecchiature destinate alle intubazioni di lungo periodo negli ospedali Covid-19, adattandole ulteriormente ai più moderni parametri di qualità.
Otto respiratori Hamilton verranno in particolare consegnati all’ospedale La Carità di Locarno, centro Covid-19 dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), e due alla Clinica Moncucco di Lugano.
Il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta ringraziano per la particolare attenzione dimostrata dall’Esercito nei confronti della realtà ticinese che da quasi 2 mesi è confrontata con la pandemia.

“Priorità ai lavoratori ticinesi, la crisi coronavirus lo insegna”

“Priorità ai lavoratori ticinesi, la crisi coronavirus lo insegna”

“Chissà se questa emergenza sanitaria dovuta al virus Covid-19 ci farà cambiare paradigma, e finalmente considerare davvero prioritaria l’assunzione di personale residente in Ticino a vantaggio di tutta la nostra economia e in generale della nostra collettività!”. Ad esprimersi in tal senso è il consigliere di Stato Norman Gobbi, che prosegue: “Riuscire a trovare gli aspetti positivi dalle crisi è compito di persone intelligenti. «Non tutto il male viene per nuocere», recita l’antico adagio, che racchiude una grande verità. E allora, accanto a nuove possibilità, per esempio, legate al mondo digitale che la chiusura forzata di molte attività ha evidenziato, dobbiamo poter richiamare l’attenzione di tutti – datori di lavoro in primis – a una maggiore responsabilità nell’assunzione di personale”

Che cosa intende per “maggiore responsabilità”? “Se per il settore sanitario, lo sappiamo, ci vogliono interventi e investimenti importanti nel campo della formazione che richiedono quindi anche tempi lunghi, per molte altre branchie della nostra economica si tratta di capire al meglio il valore umano del collaboratore, che non può essere solo una persona da “sfruttare”, ma una forza propulsiva che fa crescere l’azienda e quanto gli sta attorno. Non voglio far credere – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – che si tratti di un’operazione semplice, ma pongo sul tavolo questa riflessione, che deve portarci a conclusioni anche rapide. Dare, per esempio, più opportunità d’apprendistato ai nostri giovani per farli crescere in azienda, confermando loro il posto di lavoro una volta terminato il tirocinio, senza invece cedere alla facile scappatoia di assumere personale non residente con qualifiche magari maggiori in considerazione dell’età e della formazione già completata. Personale, quest’ultimo, che si adegua anche a salari non idonei alle qualifiche, perché il differenziale del costo della vita tra il Ticino e le zona di confine permette loro di vivere molto bene”.

Quali sono secondo lei i settori maggiormente interessati? “Abbiamo assistito – dobbiamo ribadirlo – a una progressiva sostituzione di lavoratori a favore di frontalieri soprattutto nel settore terziario (negli altri settori già storicamente si è sempre verificata questa necessità di accedere al mercato del lavoro estero su comprovata necessità). È qui che la responsabilità dei datori di lavoro, siano essi banche, assicurazioni, ma anche tutto il settore della ristorazione, agenzie di sicurezza, ecc., deve manifestarsi. E il passo più importante è legato al livello salariale, perché i residenti devono poter avere i mezzi finanziari sufficienti per vivere in Ticino. È un investimento per tutta la nostra comunità. Quanto vissuto in queste settimane lo conferma. Spero davvero che qualcosa possa cambiare, ma il cambiamento richiede volontà, forza e costanza!”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Coronavirus: nuove disposizioni per gli enti locali e per le Autorità amministrative cantonali e comunali e per le Autorità giudiziarie amministrative e civili

Coronavirus: nuove disposizioni per gli enti locali e per le Autorità amministrative cantonali e comunali e per le Autorità giudiziarie amministrative e civili

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha modificato due Decreti esecutivi riguardanti da un lato il funzionamento delle autorità comunali, consortili e patriziali, e dall’altro l’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili in tempo di emergenza epidemiologica da Covid-19. I due decreti aggiornano quelli del 20 marzo 2020 ed entrano in vigore il 20 aprile 2020.

Il Decreto esecutivo che riguarda gli enti locali stabilisce in particolare:

  • la sospensione sino al 25 maggio 2020 compreso dello svolgimento dei Legislativi comunali in seduta pubblica. Nel caso di assoluta urgenza – su oggetti di competenza del Legislativo – i Municipi continuano a poter disporre le misure e gli interventi necessari, che sottoporranno a posteriori al legislativo per ratifica a conclusione dello stato di necessità.
  • Per i lavori delle Commissioni del Legislativo – analogamente a quanto concesso ai Municipio – si inserisce la facoltà di sedute a distanza; vanno però applicate le modalità decisionali e di verbalizzazione previste dalla legge organica comunale, garantendo la riservatezza, la sicurezza e l’integrità dei dati.
  • Viene prorogato all’8 giugno 2020 il termine per la tenuta delle sedute costitutive dei Comuni con elezioni tacite.
  • Il termine per stabilire il moltiplicatore 2020 è posticipato al 30 giugno 2020.
  • Sono infine sospesi i termini fino al 31 maggio per la raccolta firme per le iniziative comunali in corso, così come quelli per la presentazione della domanda di referendum già in corso.

Il Decreto esecutivo sull’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili in tempo di emergenza epidemiologica da Covid-19 ha introdotto il 20 marzo 20220 in una prima fase di assoluta emergenza, delle importanti limitazioni all’emanazione di solo decisioni urgenti, inderogabili e necessarie per il buon funzionamento delle Autorità menzionate. Con le modifiche odierne il Consiglio di Stato ha definito la ripresa equilibrata dell’attività legata al sistema giudiziario cantonale, in un’ottica di efficienza e in maniera progressiva:18
Nell’ottica di una giustizia efficiente e adeguata nelle tempistiche decisionali a partire dal 20 aprile 2020 è quindi prevista la ripresa dell’attività della giustizia civile (Giudicature di pace, Preture e Tribunale di appello, camere civili, comprese Autorità di conciliazione in materia di locazione) con l’intimazione graduale di decisioni e la citazione alle udienze  (anche in videoconferenza, come da disposizioni federali), sopralluoghi, interrogatori, ecc., nel rispetto delle distanze sociali e delle norme igieniche accresciute.
Le attività ordinarie in ambito amministrativo, cantonale e comunale, restano sospese fino a domenica 26 aprile 2020 e limitate pertanto ai compiti essenziali e necessari per il buon funzionamento e riprenderanno, sempre in maniera graduale, a partire da lunedì 27 aprile 2020.
L’attività della giustizia penale, pure limitata ai servizi urgenti e inderogabili in questo periodo ma non oggetto di regolamentazione specifica, riprenderà gradualmente a partire da lunedì 20 aprile 2020.
I Decreti esecutivi sulle decisioni in ambito comunale, così come quello riferito alle misure sull’operato procedurale delle Autorità amministrative cantonali e comunali e delle Autorità giudiziarie amministrative e civili sono stati pubblicati sul sito web del Cantone alla pagina “Atti normativi e decisioni concernenti l’emergenza epidemiologica COVID-19”. Saranno inoltre pubblicati sul Bollettino ufficiale delle leggi.

l Governo abbassa il moltiplicatore d’imposta di Astano

l Governo abbassa il moltiplicatore d’imposta di Astano

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha fissato d’ufficio, anche per il 2020, il moltiplicatore d’imposta del Comune di Astano passando dal 130% del 2019 al 110%. Il Governo ha tenuto conto degli sforzi intrapresi dalle Autorità comunali per porre rimedio alla difficile situazione finanziaria del Comune, decidendo in via eccezionale di diminuire il moltiplicatore stanziando un aiuto supplementare.

Come noto, il Comune di Astano versa in una situazione finanziariamente critica, frutto di una serie di disavanzi che lo hanno condotto a erodere interamente il capitale proprio. Per questo motivo, lo scorso anno il Consiglio di Stato ha dovuto fissare d’ufficio il moltiplicatore d’imposta al 130%: una soluzione di compromesso tra quanto votato dal Legislativo di Astano (100%) e il moltiplicatore aritmetico necessario per chiudere in pareggio i conti comunali alla fine del 2019 (160%). Secondo i dati del preventivo 2020 il Comune dovrebbe applicare un moltiplicatore del 145%.

Tuttavia, il Consiglio di Stato ha tenuto conto degli sforzi intrapresi dal Municipio e dall’Assemblea comunale per migliorare la situazione finanziaria e in questo senso ha fissato il moltiplicatore d’imposta per l’anno 2020 al 110%. Per evitare un incremento del disavanzo del bilancio comunale ha pure concesso un contributo supplementare in base a quanto previsto dalla Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. Gli organi comunali di Astano dovranno pertanto impegnarsi a non stanziare nuovi crediti di investimento e a non prendere decisioni che portino ulteriori aggravi al conto economico del Comune rispetto al preventivo 2020.

Un reportage per raccontare il Covid-19 in Ticino

Un reportage per raccontare il Covid-19 in Ticino

Da www.ticinonews.ch

Ripercorrere il virus e fare chiarezza su tutto quello che è successo a livello cantonale e federale: questo l’obiettivo del reportage di Teleticino

Un diario di bordo che si trasforma in un reportage. È quello che ha fatto la collega di Teleticino Laura Milani per raccontare il fenomeno del Coronavirus in Ticino. Il racconto si divide in alcune tappe principali: dalla poca consapevolezza iniziale, alla prima vittima con le prime misure restrittive che hanno sconvolto le nostre abitudini, alla chiusura quasi totale con le misure che andavano oltre il Consiglio federale fino al raggiungimento del picco artificioso con la prospettiva di un dopo, che è ancora sconosciuto a tutti noi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/499444/un-reportage-per-raccontare-il-covid-19-in-ticino

«Così è cambiato il lavoro della polizia nell’affrontare l’emergenza coronavirus»

«Così è cambiato il lavoro della polizia nell’affrontare l’emergenza coronavirus»

Intervista a Marco Zambetti pubblicata nell’edizione di mercoledì 15 aprile 2020 del Corriere del Ticino

Dal 1. gennaio il maggiore Marco Zambetti ha assunto il ruolo di capo area della Gendarmeria della Polizia cantonale. Un periodo di entrata in funzione segnato dall’emergenza coronavirus. Lo abbiamo intervistato per un bilancio dei primi 100 giorni d’attività.

Come è cambiato il lavoro degli agenti della Gendarmeria?
«Occorre fare una premessa. Agli inizi di gennaio si è dato avvio a un’approfondita attività di analisi e valutazione della situazione attraverso anche una visita dei posti di Gendarmeria e uno scambio di pareri con i vari quadri. Questo con l’obiettivo di affrontare eventuali problematiche operative e del personale. Un lavoro che si è però bruscamente interrotto con l’emergenza coronavirus. Lo scenario in cui si è trovata ad operare nelle ultime settimane la Gendarmeria della Polizia cantonale è infatti nel frattempo drasticamente mutato».

In che modo?
«Gli spostamenti della popolazione si sono ridotti e una buona parte della gente resta al domicilio. Numerosi valichi sono inoltre stati chiusi e il presidio, sia alle frontiere, di competenza dell’Amministrazione federale delle dogane, sia sul territorio, di competenza della Polizia cantonale in collaborazione con le Polizie comunali, è stato rafforzato. Tutto questo si traduce in una minore incidenza di problematiche legate alla circolazione stradale, gli infortuni sul lavoro o la piccola criminalità. Non è più necessario il mantenimento d’ordine durante gli eventi sportivi e si nota anche un calo di determinate tipologie di reato (come i furti con scasso). Ma attenzione, questo non vuol dire che la guardia vada abbassata. Basti pensare alle segnalazioni di comportamenti pericolosi e irresponsabili al volante oppure al recente infortunio in montagna avvenuto nel Bellinzonese. Senza dimenticare le frequenti truffe telefoniche. Giusto e indispensabile non smettere dunque mai di richiamare tutti al senso di responsabilità, evitando attività non urgenti e pericolose che possono sovraccaricare il lavoro delle forze dell’ordine. Vi sono infine le questioni latenti e da non sottovalutare legate per esempio a un possibile incremento dei reati violenti nel contesto domestico».

E per quanto riguarda l’emergenza sanitaria?
«Dal profilo organizzativo abbiamo da una parte lo Stato maggiore cantonale di condotta, e dall’altra la Polizia cantonale impegnata nel presidio del territorio in stretto contatto con le Polizie comunali. Sono entità distinte ma collegate tra loro. In qualche modo, la testa e il braccio. Detto questo, è stato messo in piedi un dispositivo con un servizio dedicato e capillare e numerose pattuglie chiamate a garantire 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 un controllo accresciuto del cantone e un contatto diretto con la popolazione. Questo al fine di far rispettare le direttive federali e cantonali: si va dal divieto di assembramenti con più di 5 persone, al controllo delle autorizzazioni per quel genere di attività ancora permesse, passando per il rispetto delle prescrizioni igieniche accresciute, fino ad arrivare alla sensibilizzazione dei gruppi vulnerabili. L’obiettivo è uno solo: rallentare la diffusione del contagio, preservando il buon funzionamento del sistema sanitario e salvando vite umane. A tutto ciò, con l’arrivo delle vacanze pasquali, si è poi aggiunta la problematica di chi si sposta verso il Ticino da oltre San Gottardo, che ha portato a un ulteriore sforzo di sensibilizzazione».

Parliamo ora di norme igieniche e di sicurezza per gli agenti.
«Sin dall’inizio e in maniera graduale sono state introdotte delle chiare disposizioni sanitarie. Si va dall’obbligo delle mascherine in auto o nel contesto di interventi in cui è impossibile mantenere le distanze accresciute (esempio: i controlli etilometrici durante i quali vanno indossati anche i guanti), passando per delle esenzioni o limitazioni dell’attività per chi ha compiuto 60 anni o chi presenta delle patologie a rischio. Si cerca inoltre di andare incontro a chi deve occuparsi dei figli a casa o ha problematiche sanitarie di vario genere in famiglia. Questo diluendo o riducendo le mansioni».

Per concludere?
«Guardando a quanto messo in piedi in queste settimane, non può non venire in mente l’immagine della macchina, in cui ogni ingranaggio deve concorrere al buon funzionamento dell’intero sistema. È importante fare gioco di squadra ed è fondamentale che ogni cittadino contribuisca a sua volta attenendosi scrupolosamente alle disposizioni».

“Non siamo macchine ma esseri umani”

“Non siamo macchine ma esseri umani”

Da www.ticinonews.ch

Il direttore del DI commenta le immagini delle lunghe code fuori dai supermercati. “La popolazione ha bisogno di tempo, ci sarà una graduale ripresa”

Oggi per il Canton Ticino è stato un giorno di leggera riapertura e qualche concessione in più. Tra queste, lo ricordiamo, era stata dichiarata una fascia oraria mattutina per permettere agli over65 di andare a fare la spesa ma con l’invito – detto e ripetuto – dalle autorità di sfruttare in ogni caso al più possibile i servizi solidali messi a disposizione proprio per gli over65.

“Ci vuole tempo per raggiungere tutti i cittadini”
Ma le immagini di questa mattina lasciano un po’ di amaro in bocca. Lunghe code fuori dai supermercati dove si vedono over65 e non e, a tal proposito, durante il Tg Speciale di Teleticino si è espresso il consigliere di Stato Norman Gobbi. “Tanti cittadini sono attenti ma ci vuole tempo per raggiungere tutti” ha spiegato, aggiungendo: “Nonostante gli sforzi comunicativi, i messaggi non sempre passano. Avevamo consigliato di utilizzare i servizi messi in campo dagli enti e dai comuni agli anziani”.

“Siamo esseri umani, non macchine”
E prosegue: “Abbiamo dato raccomandazioni per tornare, piano piano, alla normalità. Questo – spiega Gobbi – è lo stesso approccio che abbiamo avuto nella chiusura delle attività ed è lo stesso che abbiamo ora con le riaperture”. Ed è quello che in soldoni è successo con le raccomandazioni agli anziani: prima non potevano andare a fare la spesa e ora possono farlo, in una fascia oraria mattutina. “Ma la popolazione ha bisogno di tempo per adeguarsi – aggiunge il Direttore delle istituzioni – non siamo macchina ma esseri umani e ci sono anche diverse sensibilità”.

“Il Ticino è diverso, abbiamo delle richieste per Berna”
Gli esperti lo dicono e il messaggio sembra quasi chiaro: dovremo imparare a convivere con il virus. Ma, d’altro canto, non è neanche immaginale pensarci rinchiusi in casa per troppo altro tempo. “Gli allentamenti saranno fatti passo passo, questa settimana abbiamo cominciato ad aprire qualcosa, ma le decisioni devono essere soppesate per cercare la soluzione migliore”. E in questo senso, spiega Gobbi, il Ticino chiede a Berna di avere l’autonomia necessaria anche per le riaperture: “Il nostro Cantone è diverso e bisogna tenere conto anche qui della regionalità, siamo confrontati con una situazione di confine diversa rispetto agli altri Cantoni”. Il Ticino infatti, si vede confrontato con la vicina Lombardia, epicentro del virus, ma anche con provincie come Como o Varese che ora hanno un’impennata di casi, ed è per questo che, sottolinea Gobbi, “non sarà possibile una riapertura unanime in tutta la Svizzera”.

“Una graduale ripresa”
Per quanto riguardo il futuro, Gobbi parla con consapevolezza di cambiamenti: “Ci sarà un graduale ripresa ma sarà diverso, un diverso vivere e le nostre abitudini cambieranno”.

Coronavirus e violenza domestica: chi puoi contattare

Coronavirus e violenza domestica: chi puoi contattare

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ribadisce che in questo periodo la rete contro la violenza domestica nel nostro Cantone è a disposizione di tutti coloro che ne fanno richiesta.

Per sensibilizzare e informare ulteriormente le persone che si dovessero trovare in situazioni critiche, il Dipartimento della sanità e della socialità e il Dipartimento delle istituzioni, presentano un volantino con le indicazioni principali sul da farsi e a chi rivolgersi in caso di bisogno.

Con lo slogan “Al sicuro in casa, proteggiamoci anche dalla violenza”, il volantino in questi giorni verrà trasmesso: agli studi medici privati e alle farmacie, grazie all’apprezzata collaborazione dell’Ordine dei medici e dell’Ordine dei farmacisti del Canton Ticino; agli ospedali regionali dell’EOC grazie all’interessamento delle direzioni e alla Camera di Commercio.
Una successiva distribuzione in altri luoghi di aggregazione collettiva è in corso di definizione.

La Hotline cantonale coronavirus che risponde al numero 0800 144 144 dà supporto alla popolazione anche sulla tematica della violenza domestica.

Volantino