Ticino e Uri, uniti dal San Gottardo e dalla collaborazione tra Polizie cantonali anche durante l’emergenza COVID-19

Ticino e Uri, uniti dal San Gottardo e dalla collaborazione tra Polizie cantonali anche durante l’emergenza COVID-19

Comunicato stampa

Il Passo del San Gottardo è una via di transito che da secoli unisce il Ticino al resto della Svizzera e al Nord Europa. La “Via delle Genti”, un nome che ben spiega la funzione e l’importanza che il Passo del San Gottardo ha avuto in passato, tanto da diventare un’icona svizzera, famosa a livello internazionale. È un simbolo di unione ma anche di collaborazione, in particolare tra il nostro Cantone e il Canton Uri. In occasione dell’odierna riapertura dell’asse stradale dopo la chiusura invernale, questo importante aspetto è stato sottolineato al culmine del Passo dai Comandanti delle rispettive Polizie cantonali, Matteo Cocchi e Reto Pfister, e dai responsabili dei Reparti stradali Marco Guscio e Thorsten Imhof.

Come si ricorderà a inizio aprile i Corpi di polizia cantonali di Ticino e Uri hanno messo in atto delle misure per scongiurare lo spostamento di persone verso il Ticino a fini turistici. Un’operazione che unita ad altre iniziative e sensibilizzazioni è stata coronata da successo, anche grazie alla comprensione della serietà del momento da parte dei Cittadini confederati. La nuova fase di parziali riaperture permetterà l’afflusso di turisti che, nel corso dei prossimi mesi, vorranno raggiungere il Sud delle Alpi. Questa nuova situazione, legata al COVID-19, impone comunque di non abbassare la guardia e i contatti, in particolare tra i Cantoni confinanti, devono rimanere stretti e costanti. Si tratta di un fattore decisivo nell’ambito della valutazione e dell’applicazione delle direttive, dell’organizzazione di azioni di controllo congiunte e soprattutto nell’affinare le molteplici attività di polizia grazie allo scambio costante di esperienze. Collaborazione che è stata rafforzata negli ultimi mesi e che dimostra il forte senso di amicizia che ci lega a cavallo delle Alpi e che deve rimanere qualitativamente alta e orientata alla sicurezza di cittadini e turisti. In quest’ambito di collaborazione attiva e coordinata, si evidenzia che negli scorsi giorni è stato intercettato e arrestato a Faido un rapinatore in fuga dal canton Uri. (foto in allegato)

 

Sessione estiva delle Camere federali – Il Consiglio di Stato incontra la Deputazione ticinese

Sessione estiva delle Camere federali – Il Consiglio di Stato incontra la Deputazione ticinese

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Palazzo delle Orsoline la Deputazione ticinese alle Camere federali, per la tradizionale riunione di preparazione in vista della Sessione estiva, in programma tra il 2 e il 19 giugno. La riunione ha permesso di discutere alcuni temi di particolare interesse per il nostro Cantone.

Dopo la sessione straordinaria dedicata ai temi legati alla pandemia COVID-19, le Camere federali torneranno a riunirsi per una sessione ordinaria. All’ordine del giorno figurano diversi temi di particolare interesse per il Cantone Ticino, dei quali hanno discusso oggi il Consiglio di Stato e la Deputazione ticinese, durante il consueto incontro di preparazione.In primo piano vi sono le relazioni fra Svizzera e Italia, in particolare per quanto riguarda i tempi di riapertura delle frontiere in questa fase di graduale ripartenza delle attività economiche e commerciali. Come noto, la questione è delicata e il nostro Cantone ha chiesto di essere coinvolto nelle trattative. Sempre in tema di relazioni bilaterali, Governo e Deputazione si sono informati reciprocamente sullo stato dei negoziati per l’accordo fiscale e sulla situazione del Comune di Campione d’Italia.

Un altro tema di una certa rilevanza nell’ambito della pandemia da coronavirus è rappresentato dalla discussione sulla presa a carico dei costi di laboratorio per la diagnosi del COVID-19 con la richiesta da parte della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità di esonerare tali costi dalla franchigia dell’assicurazione malattia di base.

Tra i temi di particolare rilevanza della Sessione estiva delle Camere federali c’è il Messaggio del Consiglio federale sulla promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione nel periodo 2021/2024 nel quale il Governo propone un investimento di circa 28 miliardi di franchi. A questo proposto è previsto nel corso della sessione estiva un incontro tra la Deputazione ticinese e la Segretaria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione Martina Hirayama.

In ambito sanitario saranno invece discusse le misure di contenimento dei costi (pacchetto 1) nella Legge federale sull’assicurazione malattie e la modifica della procedura di autorizzazione dei fornitori di prestazioni. Quest’ultimo provvedimento fornirà ai Cantoni maggiori competenze nel fissare limiti al numero di medici autorizzati, nel settore ambulatoriale, a fatturare a carico dell’assicurazione obbligatoria.

Governo e Deputazione si sono infine occupati anche di temi che riguardano la situazione della filiera vitivinicola e il Messaggio del Consiglio federale sull’armonizzazione delle pene e l’adeguamento del diritto penale accessorio alla nuova disciplina delle sanzioni.

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi  

Dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi  

Comunicato stampa

I Servizi del Gran Consiglio informano che oggi ha avuto luogo, a Bellinzona, davanti al Presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, al I Vicepresidente Daniele Caverzasio e al Segretario generale Tiziano Veronelli, la cerimonia per il rilascio della dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte dei Pretori, dei Pretori aggiunti e del Presidente della Pretura penale – eletti il 9 marzo scorso – per il periodo di nomina 1° giugno 2020 – 31 maggio 2030.
Alla cerimonia hanno partecipato anche il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Presidente del Consiglio della magistratura Werner Walser e la direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti.  

Conferenza sul riconoscimento facciale e sul controllo della distanza sociale  

Conferenza sul riconoscimento facciale e sul controllo della distanza sociale  

Comunicato stampa

“Riconoscimento facciale e controllo della distanza sociale post epidemia”: è questo il titolo di una conferenza video sulla piattaforma Microsoft Teams che il Gruppo Cyber Sicuro del Cantone Ticino organizza giovedì 28 maggio dalle 17.00 alle 18.45. Ad affrontare il tema l’ing. Giuseppe Amato, responsabile del Gruppo di ricerca Artificial Intelligence and Multimedia Information Retrieval (AIMIR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (CNR). Modererà l’incontro il professore della SUPSI, Dipartimento tecnologie innovative, Alessandro Trivilini, membro del Gruppo Cyber Sicuro.

Lo sviluppo degli algoritmi per il riconoscimento facciale ha raggiunto una maturità tale da poter essere adottato e implementato sia negli smartphone di ultima generazione, sia negli impianti smart per videosorveglianza e in altri dispositivi di uso comune. L’arrivo del COVID-19 ha messo in prima linea le soluzioni di analisi visuale per il riconoscimento facciale del volto di una persona quando indossa una mascherina di protezione. La comunità scientifica è al lavoro per sviluppare nuovi algoritmi di riconoscimento facciale in presenza di mascherine di protezione e per il controllo del rispetto della distanza sociale tra persone (attraverso i loro volti) nei luoghi pubblici.Il Gruppo Cyber Sicuro del Cantone Ticino ha deciso di tematizzare l’argomento vista la sua attualità, organizzando un evento in video conferenza a cui il pubblico può partecipare gratuitamente (previa iscrizione al sito www.cybersicuro.ch), utilizzando la piattaforma Microsoft Team. La conferenza vedrà la partecipazione straordinaria dell’ing. Giuseppe Amato, responsabile del Gruppo di ricerca Artificial Intelligence and Multimedia Information Retrieval (AIMIR) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa (CNR). Il viaggio-intervista sarà condotto da Alessandro Trivilini, membro del Gruppo Cyber Sicuro.
Ulteriori dettagli sul sito www.cybersicuro.ch  

Schnelle Grenzöffnung missfällt dem Tessin

Schnelle Grenzöffnung missfällt dem Tessin

Da www.nzz.ch
Italien will Anfang Juni seine Grenzen zur Schweiz öffnen – das Tessin reagiert darauf skeptisch. Die gesundheitlichen Bedenken überwiegen, mögliche Folgen für die Wirtschaft spielen kaum eine Rolle.

Nicht nur die Landesregierung, auch das Tessin ist überrascht: Italiens Ankündigung, am 3. Juni seine Grenzen zur Schweiz vollständig zu öffnen, stösst auf wenig Gegenliebe. «Wir stellen jetzt vor allem Überlegungen zum gesundheitlichen Schutz der Bevölkerung an», sagt der Tessiner Regierungspräsident Norman Gobbi (Lega). Denn schliesslich grenze der Südkanton an die beiden italienischen Regionen an, welche die schwersten Folgen im Zusammenhang mit dem Coronavirus hätten erdulden müssen.
Gobbi ist erstaunt über den Gesinnungswandel Italiens. Gemäss seinen Worten richteten italienische Politiker noch vor kurzem Appelle an die Schweiz und das Tessin, weil sie deren vorsichtige Öffnung als vorschnell empfanden. Und nun wolle man plötzlich selber die Grenzen öffnen: Das sei doch wohl ein übereilter Schritt, so Gobbi.

Das Risiko würde wieder steigen
Laut dem Tessiner Kantonsarzt Giogio Merlani ist die epidemiologische Situation in Norditalien noch wenig klar. Seiner Ansicht nach wird eine uneingeschränkte Grenzöffnung zu mehr Personenverkehr führen, der deutlich über den bisher zugelassenen Grenzgänger-Transit hinausgeht. Dies werde das Risiko erhöhen, dass das Coronavirus im Tessin wieder vermehrt auftrete.
Es könnte auch das Ende der allmählichen Normalisierung im Südkanton bedeuten. Dann müsste man wieder regional und international die Bewegungsfreiheit einschränken, meint Merlani. Und zwar in höchstem Masse, wie es eben in einem solchen Fall notwendig werde, was auch allgemein anerkannt sei.
Aber würde die Grenzöffnung die stark gebeutelte Tessiner Wirtschaft nicht etwas beleben? Der Volkswirtschaftsdirektor des Südkantons sieht keine unmittelbare Folgewirkung: Momentan sei der berufliche grenzüberschreitende Personenverkehr garantiert, erklärt der freisinnige Staatsrat Christian Vitta. In diesem Sinne betreffe die geplante Öffnung seitens Italiens die Tessiner Wirtschaft nicht direkt.
Auch für Vitta steht vor allem ein epidemiologisches Monitoring im Vordergrund. Der Chef des kantonalen Finanz- und Wirtschaftsdepartementes hofft darauf, dass sich der Bundesrat punkto Grenzöffnung mit Italien auf Leitlinien einigt, welche die Gefährdung durch das Coronavirus mit einschliessen. «Als Kantonsregierung haben wir die Durchführung von medizinischen Kontrollen an der Grenze verlangt – eine Massnahme, die bis heute nicht umgesetzt ist», hält Vitta fest.
Und was sagen Tessiner Wirtschaftsvertreter zur geplanten Grenzöffnung Italiens? Wichtig sei es, einen «normalen» Zustrom italienischer Grenzgänger garantieren zu können, erklärt beispielsweise Nicola Bagnovini, Direktor der Tessiner Sektion des Baumeisterverbandes. Gerade der regionale Bausektor sei seit vielen Jahren auf die «frontalieri» angewiesen. Anderseits hatte Bagnovini zu Beginn der Corona-Krise den schnellen und massiven Tessiner Lockdown befürwortet, um eine zweite Corona-Welle möglichst zu vermeiden, die der Wirtschaft langfristig noch stärker schaden könnte.
Daher wünscht sich Bagnovini, dass der Bundesrat bei den Verhandlungen mit Italien sowohl wirtschaftliche wie auch gesundheitliche Aspekte berücksichtigt. Man müsse jetzt alles tun, um eine Wiederholung des allgemeinen Notstands der letzten zwei Monate zu verhindern. Der Kampf gegen das Coronavirus müsse weitergehen.

Firmenprobleme liegen anderswo
Der Bundesrat habe während der Corona-Krise immer gut gearbeitet und bereits sehr viel getan. Dies sagt Beatrice Fasana, Geschäftsführerin einer Tessiner Firma, die Lebensmittel herstellt. Nun glaubt Fasana, die entsprechenden Sicherheitsmassnahmen und die Garantie risikofreien Arbeitens lägen in der Verantwortung der einzelnen Tessiner Firmen. Hilfe bieten könne der Staat bzw. der Kanton, indem er vor allem kleinen Firmen in allen Wirtschaftszweigen Geldbeträge à fonds perdu zuspreche und so einen Neustart ermögliche.
Darüber hinaus scheint für Fasana das Problem der Immobilien-Mietzinse für Firmen im Tessin ein sehr ernstes zu sein. Auch die Eigentümer der Liegenschaften sollten ihren Beitrag leisten, um die Situation für die Firmen zu entschärfen – was derzeit nicht geschehe. Fasanas Firma selber geht es gut: Wegen der Systemrelevanz der Lebensmittelbranche war die Landesgrenze für ihre «frontalieri» immer durchlässig. Daher würde eine reguläre Öffnung der italienischen Grenze für Fasanas Unternehmen keine Veränderung bedeuten.
Volkswirtschaftsdirektor Vitta treibt den Relaunch der Tessiner Wirtschaft weiter voran. Hierbei geht es nebst den kurzfristig eingeleiteten Massnahmen auch um strukturelle Projekte mittel- bis langfristiger Art. Aber wo momentan der Schwerpunkt liegt, ist für Vitta klar: Es sei dringend notwendig, mit geeigneten Massnahmen den Tourismus so gut wie möglich wieder anzukurbeln, da der Sommer vor der Tür stehe.
Es ist damit zu rechnen, dass die Schweizer heuer ihre Ferien meist im eigenen Land verbringen. Denn Auslandsreisen werden generell Einschränkungen unterworfen bleiben. Auch von daher dürfte Italiens Grenzöffnung, die einen deutlichen touristischen Hintergrund hat, nicht so stark ins Gewicht fallen.

Tessin will mehrstufige Grenzöffnung
In den nächsten zwei Wochen wird das Tessin bilanzieren, welche Folgen die allmähliche Öffnung der Baustellen, Firmen, Restaurants und der Schulen zeitigt. Hierbei könne man nicht von Vor- oder Nachteilen wirtschaftlicher Art sprechen, sondern nur von Vorsicht und Schutz der Bevölkerung, hält Regierungspräsident Gobbi fest. Diese Erfahrungen werde das Tessin in die Verhandlungen zwischen der Schweiz und Italien punkto Grenzöffnung einbringen. Der Bundesrat habe nämlich zugesichert, dass das Tessin mit einbezogen werde, so Gobbi.
Der Tessiner Regierungspräsident will dem Bundesrat keine Bedingungen aufzwingen. Gemäss seinen Worten geht es darum, sich auf einen genauen Grenzöffnungsplan – nach Möglichkeit einen mehrstufigen – zu einigen. Dann lässt sich ein Rückschlag mit dramatischen Folgen vermeiden. Gobbi betont: «Das Motto der Stunde lautet, Vorsicht walten zu lassen.»

https://www.nzz.ch/schweiz/italiens-grenzoeffnung-missfaellt-dem-tessin-ld.1557207

Immatricolazioni crollate della metà

Immatricolazioni crollate della metà

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 19 maggio 2020 de La Regione

In Ticino un calo del 54%. Mercato dell’auto sull’orlo del collasso in tutta la Svizzera

È un crollo. Il numero di auto immatricolate in Canton Ticino in questo periodo di ‘lockdown’ a causa della pandemia di coronavirus è in caduta verticale, se confrontato allo stesso periodo del 2019. «Dal 1° gennaio al 30 aprile sono state immatricolate 3’577 nuove automobili, quando nello stesso periodo del 2019 sono state 6’604», dice a ‘laRegione’ Aldo Barboni, aggiunto e sostituto caposezione della Circolazione. Un dato eloquente nella sua evidenza, ma non è tutto. Perché «se dal 1° gennaio al 15 marzo abbiamo avuto 3’031 immatricolazioni, dato coerente con le 3’693 dello stesso periodo l’anno scorso, le cose cambiano analizzando il periodo che va dal 16 marzo al 4 maggio: ebbene, quest’anno sono state solo 574 contro le 2’983 dell’anno scorso».

Da questi dati, evidenzia Barboni, «appare in modo estremamente chiaro quanto la situazione legata alla pandemia abbia colpito in modo marcato il settore dell’automobile». Considerando come in tutta l’Amministrazione cantonale la Sezione della circolazione «ha gli uffici che registrano il maggior numero di utenti allo sportello», queste settimane delicate sono state gestite «con soddisfazione».

Nel senso che, prosegue l’aggiunto e sostituto caposezione, «a partire dal 16 marzo la sezione ha operato con un effettivo ridotto, con circa il 20 per cento delle unità totali al lavoro. Si è trattato dapprima di fare fronte alle esigenze dei servizi considerati essenziali per lo Stato, come l’immatricolazione di veicoli per il personale dell’ambito socio-sanitario o le necessità degli autotrasportatori, ad esempio». Posto che la priorità era chiara, «non abbiamo trascurato nemmeno le esigenze degli altri utenti e possiamo dire, con un filo d’orgoglio, che servizi molto sollecitati come Immatricolazioni e Conducenti non hanno mai avuto sospesi: le pratiche che giungevano per posta erano regolarmente evase il giorno stesso». C’è soddisfazione, si diceva. Sia «per aver mantenuto il servizio», sia «per la risposta avuta dall’utenza». Il Servizio immatricolazioni, ad esempio, «prima della pandemia riceveva il 90 per cento della sua utenza allo sportello e un 10 per cento delle pratiche giungeva per posta». Questo dato, annota Barboni, «si è invertito e nessuno si è lamentato per il servizio o per i ritardi».

E adesso si torna a operare a pieno regime? «Sì, seppur con numerose misure di protezione che la situazione impone a tutti i cittadini. Oggi operiamo in quella che il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ha definito ‘una nuova normalità’, ovvero una piena operatività contraddistinta dalle misure di protezione, come detto, e da nuove abitudini da assorbire per collaboratori e utenti».

E c’è spazio anche per delle novità. Sono state eliminate alcune pratiche allo sportello, «tra queste non è più possibile effettuare un cambio veicolo o un deposito di targhe allo sportello. Pratiche che fino a metà marzo erano presentate regolarmente nell’ordine di alcune centinaia al giorno, e che oggi vengono inviate per posta o tramite la bucalettere fuori dalla nostra sede. Le stesse vengono evase il medesimo giorno e rispedite all’utente», conclude l’aggiunto e sostituto caposezione.

Ed è notizia di ieri l’attivazione di una piattaforma del settore auto e per aziende con grandi parchi veicoli, sempre in seno alla Sezione della circolazione. Che ha ampliato la propria offerta di servizi online con ‘ePartner’, spazio che sarà loro dedicato: «Semplifica e velocizza i rapporti con l’utenza, gestendo autonomamente gli appuntamenti al collaudo dei veicoli i quali possono essere riservati online e poi eseguiti presso l’Ufficio tecnico a Camorino o presso il Tcs a Rivera». Potranno beneficiare di questo servizio «i garage in grado di comprovare lo svolgimento di almeno 50 collaudi annui e le aziende con un parco veicoli composto da almeno 30 unità».

‘Pretura penale, urgente un giudice temporaneo’

‘Pretura penale, urgente un giudice temporaneo’

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 19 maggio 2020 de La Regione

Giacenze in aumento, a causa pure delle ‘disfunzioni’ alla Pretura di Riviera. Il Consiglio di Stato al parlamento: la Pretura penale necessita al più presto di un rinforzo.

La situazione della Pretura penale e quella della Pretura del Distretto di Riviera “impongono un intervento urgente, volto a supportare l’attività giudicante di queste autorità”. In altre parole, occorre designare al più presto “un/a magistrato supplente per un tempo determinato con il compito di evadere una serie di incarti”. È quanto scrive il Consiglio di Stato in una lettera inviata la scorsa settimana all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio e per il tramite di questo alla commissione parlamentare Giustizia e diritti.

Operativa in Ticino dal 2003 (sede a Bellinzona), la Pretura penale si compone di cinque giudici: il presidente e i quattro pretori di valle (tra cui quello di Riviera), che all’occorrenza fungono da giudici penali di prima istanza. Processi e sentenze: i cinque magistrati sono chiamati a deliberare sulle opposizioni, fra l’altro, ai decreti d’accusa emanati dal Ministero pubblico. Si parla di penale minore, anche se quest’ultimo costituisce oggi il grosso delle vertenze trattate dalle Corti penali cantonali. La missiva del governo al Gran Consiglio prende spunto dai dati, eloquenti, sul numero dei nuovi incarti e soprattutto su quello degli arretrati. Dal Rapporto 2019 del Consiglio della magistratura e delle autorità giudiziarie, ricorda il Consiglio di Stato, “emerge che la Pretura penale è stata di nuovo confrontata con un importante afflusso di nuove entrate che hanno raggiunto una quota record di 1’048 unità”. L’incremento degli incarti evasi, pari a 1’015 unità, “non compensa tuttavia il maggior aumento delle nuove entrate rispetto all’anno precedente (il 2018, ndr), ciò che si riflette nelle giacenze che si assestano a ben 807 unità”. Secondo il Consiglio della magistratura, si evidenzia nella lettera firmata dal capo dell’Esecutivo e direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, “questa situazione presenta delle criticità tenuto conto del principio di celerità”. Una situazione che deriva però anche da quella “venutasi a creare negli anni in seno alla Pretura del Distretto di Riviera”, cosa che “non ha di certo contribuito a ridurre le giacenze presso la Pretura penale”. E qui il governo menziona il pretore di Riviera Patrizia Gianelli, entrata in carica nove anni fa, e quanto annota al riguardo il rapporto del Consiglio della magistratura: “Sulla base dei dati disponibili, anche nel 2019 il funzionamento di questa Pretura (del Distretto di Riviera, ndr) resta critico, sia sotto il profilo giurisdizionale, sia gestionale. Da rilevare anche l’apporto – (di nuovo) intempestivo e sotto le aspettative – in Pretura penale, pur tenuto conto delle assenze per malattia del pretore, che però in questo ambito sono state parzialmente compensate”. Gianelli – che in marzo il Gran Consiglio non ha rieletto alla carica di pretore, decisione da lei impugnata davanti al Tribunale federale (il ricorso è tuttora pendente) – terminerà la propria attività alla fine di questo mese. Le subentrerà Elisa Bianchi Roth.

‘Nella Pretura di Riviera disfunzioni preoccupanti’

La Pretura di valle versa comunque “in una situazione di estrema emergenza: dal 2011 a fasi alterne, e dal 2016 in modo più costante e diffuso, sono infatti state accertate importanti carenze e disfunzioni per efficienza ed efficacia nella risposta di giustizia”, sottolinea il Consiglio di Stato manifestando “seria preoccupazione”. Il quale – alla luce “delle problematiche sorte in Pretura penale” e “delle disfunzioni presenti ormai da anni presso la Pretura del Distretto di Riviera” e delle relative conseguenze – ritiene “necessario” intervenire “con celerità per supportare entrambe le autorità giudiziarie”. E “l’intervento auspicato, discusso con il presidente della Pretura penale (Marco Kraushaar, ndr), è quello di designare un magistrato supplente per un tempo determinato con il compito di evadere una serie di incarti”. E meglio, “un/a magistrato a tempo pieno presso la Pretura penale per il periodo 1° giugno 2020 – 31 dicembre 2020 con il compito di evadere 75-100 incarti (numero ancora da determinare d’intesa con il presidente della Pretura penale in base alla tipologia)”. Non solo: “Con una simile soluzione, si sgraverebbe anche la neo pretore del Distretto di Riviera (Bianchi Roth, ndr), che si potrebbe concentrare sul funzionamento della Pretura nei primi mesi di attività”. Resterebbe un nodo, più politico che procedurale, da sciogliere. Chi designerebbe il magistrato supplente (che per il Consiglio di Stato dovrebbe essere una persona “con esperienza in ambito penale giudicante” e che per sei mesi verrebbe supportato da “un/a vicecancelliere/a” messo a disposizione dalla Divisione giustizia)? Stando all’articolo 24 della Legge sull’organizzazione giudiziaria, sarebbe il Consiglio di Stato. I tempi oltretutto sono stretti, tant’è che il governo auspica che il magistrato entri in funzione il 1° giugno. Memore tuttavia di quanto accaduto nel recente passato con il giudice straordinario per il Tribunale penale cantonale e per evitare quindi polemiche, l’Esecutivo chiede al Gran Consiglio “di determinarsi in merito” a quanto indicato dall’articolo 24 della Log.

Quando Michel Piccoli diceva “je suis piottese”

Quando Michel Piccoli diceva “je suis piottese”

Da www.ticinonews.ch

Lo affermò nel 2007 al Locarno Festival e così Norman Gobbi lo ricorda nel giorno della sua scomparsa

“Je suis piottese”, disse nel 2007 Michel Piccoli. E così Norman Gobbi lo ricorda su Instagram nel giorno della sua scomparsa.
L’attore morto all’età di 94 anni, fu ospite al Locarno Festival 13 anni fa. In quella sede dichiarò di avere lontane origini ticinesi, più precisamente leventinesi di Piotta. Fu un momemento molto sentito per i leventinesi ma anche molto discusso perché sembrò piuttosto una battuta.
Ma altro che battuta. All’epoca della dichiarazione il lavoro genealogico partì immediatamente per scoprire e pubblicare – sul dizionario leventinese – tutte le discendenze dell’attore Michel Piccoli, smentendo così a tutti gli effetti i suoi legami italiani.

Attivazione di una piattaforma per professionisti del settore auto e per aziende con grandi parchi veicoli

Attivazione di una piattaforma per professionisti del settore auto e per aziende con grandi parchi veicoli

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che la Sezione della circolazione ha ampliato la propria offerta di servizi online con l’attivazione della piattaforma denominata ePartner dedicata ai professionisti del settore auto e per le aziende con grandi parchi veicoli. Una piattaforma che permette una gestione autonoma degli appuntamenti al collaudo a Camorino e a Rivera.

La nuova piattaforma ePartner dedicata ai professionisti del settore auto e per le aziende con grandi parchi veicoli – consultabile all’indirizzo https://www4.ti.ch/di/sc/veicoli-e-collaudi/portale-garage/ – semplifica e velocizza i rapporti con l’utenza grazie alla possibilità di introdurre facilmente moduli per il disbrigo di pratiche online, garantendo così anche un contributo concreto al contenimento dei costi e un risparmio di tempo per l’utenza. Pensata e ottimizzata prima della crisi legata al virus Covid-19, l’offerta oggi si affianca alle numerose possibilità online, via mail e posta tradizionale che la Sezione della circolazione consiglia a tutti gli utenti per rendere più veloce il disbrigo delle pratiche (in linea generale prese a carico il giorno stesso di ricezione) senza la necessità di recarsi agli sportelli di Camorino.In concreto, tramite ePartner la piattaforma consente di gestire autonomamente gli appuntamenti al collaudo dei veicoli, i quali possono essere riservati online e poi eseguiti presso l’Ufficio tecnico a Camorino o presso il TCS a Rivera. La riservazione degli appuntamenti al collaudo è comodamente accessibile sia da computer sia da dispositivo mobile. Potranno beneficiare di questo servizio i garage in grado di comprovare lo svolgimento di almeno 50 collaudi annui e le aziende con un parco veicoli composto da almeno 30 unità. Il servizio viene messo a disposizione dei professionisti al costo di Fr. 100.- all’anno. Si specifica che, quale ulteriore contributo al superamento delle attuali difficoltà dovute al nuovo coronavirus, il Dipartimento delle istituzioni rinuncia a percepire la tassa per il 2020.