Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Sulla violenza domestica “teniamo alte le antenne”

Siamo attivi e vigili soprattutto in queste delicate settimane

“In queste settimane, in cui in Ticino quasi tutta l’economia ha dovuto tirare il freno e bloccarsi e in cui le amministrazioni pubbliche, da quella cantonale a quelle comunali – e qui ringrazio tutti gli amministratori politici e ogni collaboratore amministrativo dei Comuni – devono garantire solo i servizi essenziali per la necessità di fermare gran parte delle attività con l’obiettivo superiore di salvaguardare la salute di ognuno di noi, la vita quotidiana di gran parte delle nostre famiglie si è del tutto rivoluzionata”.
A esprimersi così è il consigliere di Stato Norman Gobbi, che aggiunge: “Le mamme, ma anche tanti papà, sono diventate d’un tratto anche maestre, docenti dei loro figli, per seguirli nei compiti scolastici richiesti da una scuola che insegna… a domicilio. È un’esperienza particolare, dalla quale sia il sistema scolastico, ma anche i nuclei familiari trarranno grandi insegnamenti e magari nuovi slanci”.
Questa è la parte bella della medaglia. “Sì, perché non dobbiamo nasconderci anche le difficoltà e il disagio che molte famiglie già vivevano in tempi “normali” e che queste settimane e quelle che verranno potrebbero moltiplicare. La violenza domestica rappresenta un fenomeno doloroso della nostra società, contro il quale abbiamo e mettiamo in campo molte energie per combatterlo, per contenerlo, per prevenirlo.
L’obbligo di convivere sotto lo stesso tetto per un maggior numero di ore può potenziare tale disagio e sfociare in atti violenti. Allora è bene sapere che le istituzioni in questo settore non hanno “chiuso per pandemia”, ma rimangono attive, vigili e pronte a intervenire.
Per la nostra Polizia la protezione delle vittime è come sempre una priorità. La polizia può continuare a ordinare l’allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati dei minori. Possono ancora essere emanati divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano ad occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza. In questo senso le Autorità regionali di protezione, la Camera di protezione, le Preture, il Ministero pubblico e il Magistrato dei minorenni garantiscono la loro operatività.
La rete contro la violenza domestica ha inoltre intensificato la sensibilizzazione alle famiglie. Una rete che quindi rimane vigile, alla quale chi è in difficoltà può rivolgersi in ogni momento. Il mio auspicio è che in questi momenti di crisi in molte persone possa scattare un cambiamento positivo. Ma non dobbiamo nemmeno chiedere gli occhi e dunque è necessario che le istituzioni, così come molti enti
no profit attivi sul territorio possano continuare il loro lavoro”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.


Numeri d’emergenza per chi è vittima di violenza domestica

In caso di timore per la propria integrità o di un proprio famigliare si deve chiamare la Polizia al 117
Per urgenze mediche il 144
Casa Armonia (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sopraceneri) 0848 33 47 33
Casa delle Donne (protezione e accoglienza immediata) raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sottoceneri) 078 624 90 70
Servizio per l’aiuto alle vittime di reati, 0800 866 866
Ufficio dell’assistenza riabilitativa / Ufficio di patronato: per gli autori/autrici 091 815 78 71
Consultorio delle Donne: informazioni e sostegno alle donne (Lugano) 091 972 68 68 – 076 248 09 94
Consultorio Alissa: informazioni e sostegno alle donne (Bellinzona) 091 826 13 75

Videoconferenze? Utili e necessarie, ma… attenzione!

Videoconferenze? Utili e necessarie, ma… attenzione!

Comunicato stampa

Il Gruppo Cyber sicuro, in relazione al crescente uso delle piattaforme di videoconferenze per scopi professionali, esprime alcune raccomandazioni per persone, aziende ed enti pubblici.

Il Gruppo Cyber Sicuro del Canton Ticino, a seguito del cambio di paradigma di lavoro e studio imposto dal COVID-19, esprime alcune raccomandazioni per persone e aziende sull’utilizzo consapevole delle piattaforme di videoconferenza.
Da più fonti è stato infatti appurato che alcune di queste piattaforme, con particolare riferimento a quelle più diffuse e disponibili gratuitamente, utilizzino i dati propri e del dispositivo per una condivisione o rivendita a scopo commerciale con terze parti.
Questo può ovviamente rappresentare un pericolo in quanto è possibile che queste azioni possano compromettere la sicurezza dei dati aziendali, e quindi la reputazione dell’azienda o dell’ente/istituzione interessata.
Il Gruppo Cyber sicuro invita quindi le persone e le aziende a consultare attentamente i termini e le condizioni d’uso, come pure invita i dipendenti a consultarsi con il proprio datore di lavoro circa la piattaforma più idonea da utilizzare e non prendere iniziative proprie.  

www.cybersicuro.ch
Raccomandazioni per l’uso di piattaforme per videoconferenze   

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Truffe e frodi all’insegna del Coronavirus

Comunicato stampa

La diffusione del Covid-19 non ha sicuramente scoraggiato i malintenzionati che si approfittano della situazione con truffe e frodi legate al virus. Sempre più segnalazioni giungono alla Polizia cantonale ed è quindi importante sensibilizzare la popolazione affinché non cada in questo tipo di tranelli.

Per quanto riguarda le tipologie di truffe e frodi, sono state segnalate email che danno parvenza di provenire dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) o dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Missive che promettono visite a domicilio per una valutazione sanitaria e che invece hanno lo scopo di carpire dati riservati (numero di carta di credito, password di accesso al servizio di home banking, ecc.) tramite la tecnica del phishing. Vi sono poi finti operatori sanitari che contattano la popolazione proponendo tamponi a domicilio per la ricerca del Covid-19. In questo modo potrebbero riuscire ad accedere alle abitazioni per effettuare dei furti. Non mancano neppure gli appelli sui Social o le telefonate con richieste di donazioni a favore delle vittime del virus. Donazioni che vengono purtroppo intascate dai malintenzionati. Fiorenti pure gli annunci di vendita online di materiale sanitario, previo pagamento, che non viene fornito oppure è di scadente qualità.
Sono stati anche segnalati messaggi WhatsApp da profili clonati che hanno l’obiettivo di infettare con programmi malevoli i cellulari per prenderne il controllo da remoto e infine chiedere il versamento di somme di denaro per il loro sblocco. Pure presenti catene di Sant’Antonio il cui unico scopo è il diffondere false notizie intasando la rete.

– Per proteggervi dai malintenzionati vi invitiamo nuovamente a seguire i sottostanti consigli:
– Se ricevete email da sconosciuti e senza sollecitazione non aprite link e allegati e non rispondete.
  In particolare nei casi di phishing, il mittente tende a sfruttare indirizzi riconducibili a ditte o enti riconosciuti.
– Non condividete dati personali, password o dati di accesso ai vostri account o dispositivi.
– Mantenete costantemente aggiornati il sistema operativo e le applicazioni presenti sui vostri dispositivi.
– Non lasciatevi mettere sotto pressione da persone sconosciute che vi chiamano al telefono.
  In caso di dubbio interrompete immediatamente la telefonata.
– Effettuate pagamenti anticipati unicamente su piattaforme di shopping sicure e per importi poco elevati.
  Per importi maggiori scegliete un altro tipo di pagamento.
– Prima di dar seguito a richieste di pagamento per beni e prestazioni verificatele attentamente.

Vi invitiamo a informarvi unicamente tramite i canali ufficiali di informazione per non incorrere in false notizie (fake news) pubblicate in particolare sui Social.
Diffidate delle attrezzature mediche o dei prodotti disinfettanti il cui prezzo è elevato poiché chi li vende sfrutta l’attuale situazione di incertezza. Inoltre, le autorità sanitarie solitamente non contattano i cittadini per e-mail o per telefono.
In caso di sospetti contattate immediatamente la Polizia al 117. Informate inoltre familiari e conoscenti in relazione a questo tipo di fenomeni.

Coronavirus – La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.

Coronavirus – La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.

Comunicato stampa

“La responsabilità salva vite umane. Fai la scelta giusta, resta a casa.” Il Consiglio di Stato e lo Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) lanciano oggi un nuovo messaggio per richiamare l’attenzione sull’importanza della responsabilità individuale nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo.

Il nuovo messaggio segna l’entrata nella fase rossa dell’emergenza COVID-19, nel nostro Cantone. Con un rinnovato appello alla responsabilità individuale, si vuole mantenere alta l’attenzione sulle regole di comportamento da rispettare e che molti hanno imparato ad adottare. Il rispetto di queste misure permette infatti di non rendere inutili gli sforzi che sono stati finora compiuti dalle autorità sanitarie, dalle istituzioni, dai lavoratori, dagli over 65, dalle aziende e dalla grande maggioranza della popolazione.

La diffusione del virus si combatte uniti e solidali, restando a casa, rispettando le norme d’igiene accresciute e la distanza sociale. Uscire oggi senza un valido motivo è un comportamento fortemente irresponsabile. È fondamentale affrontare questa pandemia con la dovuta serietà e il rispetto delle regole di comportamento più volte ribadite.

Il Consiglio di Stato e lo SMCC sono consapevoli dei sacrifici già profusi dalla popolazione in queste settimane, alla quale si chiede tuttavia un ulteriore sforzo in termini di pazienza, tolleranza e disciplina. In questi ultimi giorni, è stato infatti osservato un crescente allentamento del rispetto delle misure. In questa fase, è necessario mantenere ancora alta la guardia ed è pertanto fondamentale un ulteriore sforzo collettivo e di responsabilità individuale per rallentare la diffusione del coronavirus fra la popolazione del Canton Ticino.

Coronavirus e violenza domestica: la rete ticinese contro la violenza domestica è operativa

Coronavirus e violenza domestica: la rete ticinese contro la violenza domestica è operativa

Comunicato stampa

Le misure a tutela della salute pubblica volute dal Consiglio federale e dal Consiglio di Stato ticinese impongono in questo periodo di stare al proprio domicilio. La convivenza obbligata comporta non solo la condivisione di momenti familiari spensierati, ma anche delle difficoltà che potrebbero aggravare episodi di violenza intrafamiliare, episodi che possono portare a violenze inaccettabili e proibite dalla legge.

Il Consiglio di Stato rammenta che anche in questo periodo la rete contro la violenza domestica nel nostro Cantone è sempre operativa. In caso di necessità, tutte le persone che sono toccate dal fenomeno della violenza domestica non devono esitare a prendere contatto con:  

In caso di timore per la propria integrità o di un proprio famigliare
Polizia 117  
Urgenze mediche
144
Casa Armonia (protezione e accoglienza immediata)
raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sopraceneri)
0848 33 47 33
Casa delle Donne (protezione e accoglienza immediata)
raggiungibile 24/24 e 7/7 (Sottoceneri)
078 624 90 70  
Servizio per l’aiuto alle vittime di reati
091 814 75 02 – 091 814 75 08  
Ufficio dell’assistenza riabilitativa / Ufficio di patronato
per gli autori/autrici
091 815 78 71  
Ufficio dell’aiuto e della protezione
091 814 71 01  
Consultorio delle Donne
informazioni e sostegno alle donne (Lugano) 
091 972 68 68 – 076 248 09 94 
Consultorio Alissa
informazioni e sostegno alle donne (Bellinzona) 
091 826 13 75    

Per i corpi di polizia la protezione delle vittime è come sempre una priorità.
La polizia può continuare a ordinare l’allontanamento di una persona violenta dalla propria abitazione e segnalare alle autorità competenti i casi in cui sono minacciati dei minori.
Possono ancora essere emanati divieti di contatto e di avvicinamento e le autorità cantonali continuano ad occuparsi dei casi a elevato rischio di violenza. In questo senso le Autorità regionali di protezione, la Camera di protezione, le Preture e il Ministero pubblico e il Magistrato dei minorenni garantiscono la loro operatività.  
La rete contro la violenza domestica ha intensificato inoltre la sensibilizzazione alle famiglie attraverso l’attivazione di messaggi informativi su siti molto frequentati e attraverso messaggi in newsletter e social media quali ad esempio:
www.ticinoperbambini.ch/Coronavirus
www2.aspi.ch/lettera-ai-genitori-ai-tempi-del-coronavirus/        

Coronavirus: visita del Consigliere federale Ignazio Cassis

Coronavirus: visita del Consigliere federale Ignazio Cassis

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato e una delegazione dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta (SMCC) hanno incontrato oggi a Bellinzona il Consigliere federale Ignazio Cassis, Capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). L’incontro ha permesso di fare il punto della situazione sulla diffusione del coronavirus in Ticino e sulle misure intraprese per affrontare questa crisi sanitaria.

Si è svolto oggi a Palazzo delle Orsoline un incontro tra il Consiglio di Stato in corpore, una delegazione dello SMCC composta dal Comandante della Polizia cantonale e Capo dello SMCC Matteo Cocchi, Ryan Pedevilla, Caposezione della protezione della popolazione e del militare, e Giorgio Merlani, Medico cantonale, e il Consigliere federale Ignazio Cassis accompagnato dal Segretario di Stato Roberto Balzaretti, Capo della Direzione degli affari europei.  

Il Consiglio di Stato ha anzitutto ringraziato Ignazio Cassis per l’incontro e per aver sostenuto la posizione del Cantone nei confronti delle autorità federali. Il Cantone Ticino sottolinea che questa soluzione ha permesso di compiere dei passi in avanti rendendo le misure cantonali per fronteggiare la crisi sanitaria compatibili con il quadro giuridico federale.

Il Consiglio di Stato e lo SMCC hanno poi ribadito la serietà della crisi sanitaria in Ticino, confermata in data odierna dal superamento della soglia dei cento decessi e che mette a dura prova la tenuta del sistema sanitario ticinese. Il Ticino è stato colpito prima rispetto ad altri Cantoni e finora in maniera più dura.

Da parte sua, il Consigliere federale Ignazio Cassis ha espresso la vicinanza della Confederazione al Ticino e lodato il lavoro delle autorità cantonali, del personale sanitario e di tutti coloro che sono impegnati nella gestione della crisi. Il Consigliere federale ha poi sottolineato che “la soluzione trovata, che permette al Ticino di adottare misure più restrittive rispetto a quelle in vigore nel resto del Paese, dimostra quanto Berna riconosca la situazione straordinaria che il Cantone sta vivendo e quanto faccia il possibile per sostenerlo”.

Il Capo del DFAE ha ricordato come l’intervento del proprio Dipartimento abbia permesso di far giungere in Ticino del materiale medico, nonostante le molte restrizioni al transito merci imposte da diversi Paesi. Proprio stamattina il Consigliere federale ha portato con sé due respiratori pronti per l’uso in cure intensive. Contatti regolari fra il ministro degli esteri ed i suoi omologhi dei Paesi vicini assicurano inoltre che il personale sanitario frontaliero possa continuare a lavorare in Svizzera, evitando il collasso dell’intero sistema. Infine, tali contatti rendono possibile l’operazione di rimpatrio delle migliaia di turisti svizzeri ancora bloccati all’estero. 

La visita del Consigliere federale Ignazio Cassis proseguirà con la sua partecipazione al rapporto dello SMCC alla Centrale cantonale di allarme (CECAL).

“Sempre nei nostri cuori, grazie per quello che hai fatto per noi e per il Ticino”

“Sempre nei nostri cuori, grazie per quello che hai fatto per noi e per il Ticino”

Da www.liberatv.ch

La Lega piange Attilio Bignasca.

Michele Foletti: “Se ne va un altro pezzo del nostro movimento. Dopo la morte di Giuliano scoprimmo un Attilio diverso”. Zali: “Mancherai a tutti noi”. Caverzasio: “La sua voce era sempre ascoltata, non solo nella Lega”

La notizia è arrivata quasi all’ora di pranzo di una domenica di quarantena, gettando nello sconforto i rappresentanti leghisti e della politica in generale: Attilio Bignasca, conosciuto come Conte Zio, fratello di Giuliano, se ne è andato.

Stanno arrivando le prime reazioni social e non solo.
La Lega lo saluta così: “Addio caro Attilio, ti ricorderemo per sempre! Grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per il nostro Cantone e per la Lega, sarai sempre nei nostri cuori”.
Norman Gobbi lo ricorda con tristezza: “Caro Attilio, grazie per quanto hai fatto e quanto ci hai insegnato. Ti ricorderemo come “il pompiere” (Nano dixit) e “Conte Zio”. Ci mancherai, tanto! Un abbraccio a Paola, Antonella, Carlotta, Giulianino e Filippo”.

Poche e sentite parole per Claudio Zali: “Caro Attilio mancherai a tutti noi”.
Interpellato da La Regione, il capogruppo Michele Foletti è commosso. “È un pezzo della nostra storia che se ne va, un altro importante pezzo dopo la scomparsa del fratello Giuliano… (..). Quando nel 2013 morì Giuliano, il fondatore del nostro movimento, scoprimmo un nuovo Attilio. Riuscì in un’impresa che a molti parve impossibile, quella cioè di tenere insieme la Lega: riuscì a motivarci tutti e a proseguire. Come coordinatore, riuscì a portare avanti la Lega e a farla crescere”.

Anche Daniele Caverzasio gli riserva belle parole, sempre a La Regione: “Attilio mancherà a tutti. Quando iniziai in Gran Consiglio ero suo compagno di banco, mi fece da mentore, spiegandomi tutto quello che c’era da sapere sui meccanismi del parlamento. Lo chiamavamo Conte Zio, lo zio di tutti di noi e una voce, la sua, sempre ascoltata nel movimento, e non solo nel movimento”.

Anche Massimiliano Robbiani ha voluto dire la sua: “Caro Attilio, caro amico riposa in pace. Sei sempre stato una persona discreta, molto attiva politicamente e molto sensibile. Te ne sei andato in punta di piedi. Hai sempre lottato per il ceto medio e basso.. e collaborato in stretta armonia con tuo fratello Nano. Due caratteri diversi ma con un unico obiettivo, lavorare per il bene dei Ticinesi e del Ticino. Mi hai sempre capito e rispettato anche perché sei sempre stato una persona intelligente e comprensiva. Ci mancherai caro Attilio. Lavorerò e lavoreremo per portare avanti tutto quello che tu hai sempre fatto e voluto per bene del tuo amato Ticino. Riposa serenamente”.

Il granconsigliere Stefano Tonini ha svelato un retroscena accaduto durante la campagna elettorale per le cantonali; “Buon viaggio caro Attilio, grazie per tutti i momenti e il tempo che mi hai dedicato in questi anni. È stato molto bello ascoltare i tuoi aneddoti sull’arbitraggio. Ma un grazie te lo dico soprattutto per quello che mi hai detto durante la corsa per le elezioni Cantonali dello scorso anno: parole forti, forse troppo dure, ma che mi hanno fatto cambiare atteggiamento in alcune situazioni e mi hanno dato anche lo stimolo e la motivazione per fare bene e per poi accettare appieno la carica in Gran Consiglio. Grazie, quindi, per avermi portato a fare del mio meglio. In giorni come questi non esistono mai le parole giuste, ma spero comunque che il mio pensiero ti arrivi, là, ovunque tu sia”. 

Il sindaco di Bioggio e granconsigliere Eolo Alberti, che sta vivendo un momento difficile avendo contratto il Coronavirus, posta una foto con Bignasca e Zali. “Un grave lutto, che ha colpito il mondo politico e famiglia Bignasca è per noi motivo di dolore e in questa triste circostanza ogni parola suona superflua. Il ricordo di Attilio rimarrà sempre tra di noi. La vita ci mette sempre a dura prova e per questo abbraccio dal più profondo del cuore Antonella e tutta la famiglia Bignasca. Riposa in pace Attilio”.

Anche i Giovani UDC lo ricordano: “I Giovani UDC Ticino porgono a tutta la famiglia Bignasca e ai cari amici della Lega dei Ticinesi le proprie condoglianze. Caro Attilio, non ti dimenticheremo. Riposa in pace”.

Segue di poco un toccante ricordo dell’UDC cantonale, che si rammarica di non poter salutare come si vorrebbe Attilo Bignasca, date le attuali disposizioni sui funerali. “L’UDC Ticino si unisce al dolore dei famigliari e della Lega dei Ticinesi per la scomparsa di Attilio Bignasca. In particolare siamo vicini, in questo momento di tristezza, alla figlia Antonella e suo marito Carlo Danzi. Siamo riconoscenti al coordinatore del movimento leghista per il suo impegno costante nella difesa del Ticino e della Svizzera. Abbiamo combattuto assieme, ognuno nei rispettivi ranghi e nel totale rispetto reciproco, molte battaglie politiche per il bene del popolo ticinese. Ci dispiace che le attuali circostanze non permettano di celebrare un meritevole addio e ultimo saluto degno del rango per una persona che ha contribuito per decenni a proteggere e a cambiare le sorti del nostro cantone. Il vivo ricordo di Attilio Bignasca ci dà la motivazione e l’opportunità per riaffermare con gli amici leghisti gli stessi principi e ideali nei quali crediamo e che ci muovono anche nelle nuove sfide”.

Gli rivolge un pensiero il democentrista Tiziano Galeazzi: “Addio caro Attilio fai buon viaggio… avrò sempre un bel ricordo di te. Ora potrai raggiungere tuo fratello Nano e mettete un pò a posto anche il Paradiso…. Sincere condoglianze a tutta la tua famiglia”.

 
Coronavirus: l’esercito porta a termine la prima missione in Ticino, ma il lavoro prosegue

Coronavirus: l’esercito porta a termine la prima missione in Ticino, ma il lavoro prosegue

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni informa che domani, lunedì 30 marzo, il primo distaccamento militare impiegato in Ticino porterà a termine il compito a lui affidato nel campo della logistica. I militari tornano a disposizione dell’esercito svizzero e a loro verranno affidati nuovi incarichi in tutta la Svizzera, a seconda delle richieste dei cantoni, per far fronte all’emergenza COVID-19. In Ticino sono tuttora in impiego 150 militari con compiti sanitari in supporto agli infermieri di tutti gli ospedali dell’EOC e delle cliniche private.

Il distaccamento in partenza fa parte della compagnia di trasporto 1/4, una delle prime a essere state mobilitate a seguito della decisione del Consiglio federale del 16 marzo scorso con la quale si autorizzava a chiamare in servizio le truppe in prontezza elevata per sostenere le autorità civili nei settori della sanità, della logistica e della sicurezza. Proprio nel settore della logistica, il 19 marzo, il distaccamento in questione ha dato il cambio agli uomini del battaglione logistico 92 del tenente colonnello SMG ticinese Marcello Lesnini che per primi, essendo in servizio per l’annuale corso di ripetizione, sono stati incaricati di fornire appoggio al Canton Ticino per lo spostamento di materiale sanitario tra gli ospedali. Per la prestazione fornita nello spostare letti, respiratori e apparecchi per monitorare i pazienti in terapia intensiva, gli uomini del battaglione logistico 92 hanno ricevuto i sentiti ringraziamenti dell’Ente Ospedaliero Cantonale prima di essere sostituiti, alla fine del normale corso di ripetizione, da alcuni uomini della mobilitata compagnia di trasporto 1/4. Ora anche quest’ultimi hanno terminato il loro compito e tornano in seno alla loro compagnia, in Svizzera interna, pronti per nuove missioni.

Il distaccamento della compagnia di trasporto 1/4 è il primo, tra i militari mobilitati, a portare a termine il suo compito a favore delle autorità civili. Inoltre non bisogna dimenticare che già prima della mobilitazione diverse unità militari, soprattutto i militari in ferma continuata e le reclute delle scuole sanitarie 42 di Airolo del colonnello SMG Daniele Meyerhofer, sono state chiamate a prestare il loro aiuto per il trasporto e la cura dei pazienti degli ospedali ticinesi; alcune sono ancora in servizio, mentre altre sono state sostituite e rinforzate da altre truppe mobilitate come la compagnia sanitaria 2 del capitano Marco Spacio. In Ticino sono tuttora in impiego 150 militari che svolgono compiti sanitari in supporto agli infermieri delle strutture sanitarie (Ospedali dell’EOC e cliniche private) e a favore del servizio ambulanze, mentre l’esercito è pronto a fornire ulteriore supporto alle autorità a fronte di future richieste

“Amici svizzero tedeschi, non venite”

“Amici svizzero tedeschi, non venite”

Da www.mattinonline.ch

“Dall’11 marzo abbiamo lo stato di necessità, alcuni giorni dopo lo ha istituito anche la Confederazione con la situazione straordinaria e il Consiglio di Stato ha allineato il termine sino al 19 aprile, come previsto attualmente da Berna. Dico attualmente perché sappiamo che è una lotta che ha bisogno della partecipazione di tutti ma comunque con i dati che abbiamo ancora di esito incerto”.
“Proprio a seguito del prolungo dello stato di necessità e della modalità operativa instaurata nel Governo ho proposto di prorogare il termine del passaggio di presidenza. Stiamo lavorando come una squadra, con compiti suddivisi. Il presidente si occupa in modo costante del contatto con la popolazione, io anche a livello di conferenze intercantonali, dove intrattengo contatti e metto a disposizione la nostra esperienza ticinese, come lo Stato Maggiore di Condotta. Gli altri cantoni guardano a noi come un esempio. La decisione è la più giusta, la priorità del Governo è affrontare la lotta al Coronavirus”.
“Abbiamo ricevuto segnalazione da parte dei cittadini e non solo di cittadini confederati che fanno anche sport sul nostro Cantone. Sono situazioni che creano caos, ieri Berset ha chiesto di restare a casa per Pasqua, li prego di rimanere a casa anche adesso, anzi lo dirò in svizzero tedesco, per coloro che amano il nostro Cantone come noi”.