Cassa malati: un piano d’azione responsabile

Cassa malati: un piano d’azione responsabile

L’aumento dei premi dell’assicurazione malattia continua a gravare in modo crescente sui bilanci delle famiglie ticinesi. Le due iniziative popolari recentemente approvate – “Basta spennare il cittadino: cassa malati deducibile integralmente!” e “Esplosione dei premi di cassa malati: ora basta!” – hanno espresso con chiarezza la volontà dei cittadini: servono soluzioni concrete e sostenibili.
Il Consiglio di Stato sta dunque elaborando un piano d’azione per attuare le decisioni popolari, garantendo al contempo la stabilità delle finanze cantonali. Il Parlamento sarà pertanto chiamato a esprimersi su tale percorso.
La strategia proposta si fonda su tre principi: gradualità, coordinamento e responsabilità condivisa.
In una prima fase, si interverrà per contenere ulteriormente la crescita della spesa sanitaria, predisporre le basi tecniche necessarie all’attuazione delle due iniziative e limitare l’impatto sui conti pubblici. Ciò avverrà attraverso l’adeguamento dei parametri dei sussidi e l’introduzione di un monitoraggio trimestrale della spesa sanitaria.
Grazie alla prevista copertura finanziaria, dal 2027 sarà possibile procedere in modo graduale, introducendo meccanismi transitori per l’applicazione del principio del 10% e per l’integrazione con le deduzioni fiscali, così da creare un sistema unitario e coerente.
Per accompagnare questo processo, si prevede l’istituzione di gruppi tecnici composti da rappresentanti dei partiti, dei Comuni, delle casse malati e da esperti indipendenti. Il loro compito sarà analizzare scenari alternativi, formulare proposte condivise e individuare misure strutturali per contenere i costi sanitari. Un approccio analogo sarà adottato anche per l’attuazione del nuovo sistema relativo alle case secondarie, in vista dell’abolizione del valore locativo prevista per il 2028.
Una volta definite e condivise le soluzioni, il Cantone avvierà una campagna di comunicazione chiara e trasparente per informare cittadini e Comuni sulle nuove regole e sui benefici attesi, garantendo un adeguato accompagnamento.
L’obiettivo è duplice: rispettare la volontà popolare e assicurare la sostenibilità e la stabilità del sistema nel tempo. Solo un approccio responsabile e concertato potrà permetterci di proteggere le famiglie senza compromettere la qualità dei servizi e l’equilibrio delle finanze pubbliche.

Opinione pubblicata nell’edizione di domenica 26 ottobre 2025 de Il Mattino della domenica

 

 

 

Bilaterali, tra i Cantoni contrari c’è il Ticino

Bilaterali, tra i Cantoni contrari c’è il Ticino

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3226731

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Il no del Ticino, “già stati agnello sacrificale della Confederazione”

È la presa di posizione del presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi, a margine del sostegno dei Governi Cantonali al pacchetto di misure legate al rapporto con l’Europa.

Il sostegno dei Bilaterali III da parte della Conferenza dei Governi Cantonali continua a far discutere soprattutto in Ticino, uno dei quattro cantoni che si è pronunciato contro l’adozione del pacchetto di misure. Ticinonews ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi per raccogliere le prime reazioni. 

I motivi del “no”
“In queste prese di posizione non sono state considerate le richieste del Canton Ticino”, spiega Gobbi, “il Ticino ha detto no a questa presa di posizione, perché non tiene conto delle nostre difficoltà nell’ambito della libera circolazione”. In particolare, ad essere problematiche, sono state le questioni legate alla parificazione delle rette universitarie, che “evidentemente sarà un problema per l’Università della Svizzera Italiana e quindi di riflesso per il Canton Ticino”. Inoltre, Gobbi spiega come anche la questione del referendum obbligatorio sia stata fonte di tensioni: “il Ticino è tra i 10 cantoni che lo voleva, questa però non è la posizione maggioritaria. alla fine abbiamo detto no a questa presa di posizione che non teneva conto anche di altri aspetti”. 

La richiesta al Consiglio Federale: misure accompagnatorie
Il Consiglio di Stato ha ancora la possibilità di elaborare la presa di posizione che presenterà al Consiglio Federale. In essa, verranno formulate delle richieste. Il risultato non permette di farsi troppe illusioni: “i Cantoni hanno detto sì e il moto sarà questo”. D’altra parte, “se gli accordi bilaterali dovranno evolversi il Canton Ticino dovrà avere delle misure compensative, perché già con i bilaterali I e II il Canton Ticino è stato l’agnello sacrificale della Confederazione”. In particolare, si chiedono delle misure accompagnatorie che tengano conto di una mediana dei salari “ampiamente sotto la media nazionale” per residenti e frontalieri.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-no-del-ticino-gia-stati-agnello-sacrificale-della-confederazione-420204

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

Da poco più di un anno alla Sezione della circolazione risponde un voicebot – Il bilancio è positivo

Dal 2 settembre 2024 alla Sezione della circolazione di Camorino risponde l’AI, un voicebot concepito in Svizzera che è in grado di comprendere anche il dialetto ticinese. Per stilare un bilancio, a un anno dalla sua introduzione, il Radiogiornale della RSI ha intervistato Gianbattista Pron, aggiunto al capo Sezione della circolazione.
“Dai dati che abbiamo raccolto in questo anno di utilizzo del voicebot è andata molto bene. Abbiamo visto una diminuzione dei contatti gestiti dal nostro centralino, quindi quelli che arrivano direttamente all’operatore, del 30%. Questo vuol dire che il voicebot si occupa del 30% delle telefonate che arrivano alla Sezione della circolazione, quindi un risultato direi molto buono”.
Il dubbio maggiore è che una voce creata con l’IA non sia in grado di rispondere alle domande dell’utenza. Gianbattista Pron rassicura: il voicebot impara da ogni chiamata che gestisce, quindi le sue capacità sono migliorate, e, trattandosi di un’evoluzione continua, migliorerà ancora.
Un altro grande interrogativo riguarda i tempi di attesa delle telefonate: sono stati effettivamente ridotti? Secondo l’aggiunto al capo Sezione della circolazione la risposta è sì: “Il voicebot è subito disponibile, non bisogna aspettare che un operatore sia libero e quindi, quando la telefonata entra alla Sezione della circolazione, il voicebot risponde immediatamente”. Il tempo d’attesa sarebbe in questo modo annullato, almeno per parlare con il voicebot.
Il progetto pilota di Camorino intende aumentare la qualità e la rapidità del servizio all’utenza: il sistema, infatti, risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e dovrebbe ridurre i tempi di attesa. Il personale (in carne e ossa) risponde solo nel caso in cui il voicebot non riesce ad evadere la richiesta dell’utente. Si tratta di un sistema già rodato: utilizzato da altre Sezioni della circolazione in Svizzera e da alcune aziende ticinesi.
Quello che è sicuro è che l’IA sta entrando ed entrerà sempre di più nella nostra quotidianità, e l’implementazione di nuove tecnologie procede anche nell’Amministrazione cantonale, secondo la Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CA-Camorino-l%E2%80%99IA-si-occupa-del-30-delle-telefonate%E2%80%9D–3225120.html

Aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona: istituita la Commissione di studio

Aggregazione tra Brissago e Ronco sopra Ascona: istituita la Commissione di studio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione formulata dai Municipi di Brissago e di Ronco s/Ascona e ha istituito la Commissione incaricata di elaborare una proposta di aggregazione in un unico Comune.

Dando seguito all’istanza per l’avvio di uno studio di aggregazione sottoscritta lo scorso ottobre dai Municipi di Brissago e di Ronco sopra Ascona, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio incaricata di allestire una proposta di Comune aggregato.
L’iniziativa promossa dai due Comuni si inserisce in modo coerente nell’approccio indicato dal Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), che predilige le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge due Comuni confinanti appartenenti al medesimo comprensorio definito nel PCA ed è pertanto pienamente in linea con gli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni. La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

per il Comune di Brissago:

  • Veronica Marcacci Rossi, Sindaco
  • Fabio Solari, Vicesindaco
  • Giuseppe Cotti, Segretario comunale
  • supplente: Giovanni Chiappini

per il Comune di Ronco s/Ascona:

  • Paolo Senn, Sindaco
  • Boris Sussegan, Vicesindaco
  • Geo Gallotti, Segretario comunale

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(Immagine: www.brissago.ch)

Garantire rapidamente una difesa efficace contro droni e attacchi aerei

Garantire rapidamente una difesa efficace contro droni e attacchi aerei

Comunicato stampa Alleanza Sicurezza Svizzera

La Svizzera presenta lacune sensibili nella propria difesa contraerea ed al momento non sarebbe in grado di respingere né un attacco con droni, né un attacco con missili da crociera o razzi balistici. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene pertanto la richiesta della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) al Consiglio federale, volta all’azione rapida ed incisiva di fronte alla straordinaria minaccia nello spazio aereo europeo.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha approvato una mozione che chiede al Governo una risposta rapida e completa alla situazione di minaccia eccezionale nello spazio aereo europeo da parte della Russia. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene la mozione e si attende che il Parlamento accolga tale richiesta durante la Sessione invernale.
 
Un attacco di droni oggi non potrebbe essere respinto
Le ripetute violazioni dello spazio aereo polacco – in concomitanza con una grande esercitazione di truppe russe e bielorusse nelle zone di confine – mostrano chiaramente che la Russia sta testando le lacune nelle difese aeree europee e mettendo alla prova la coesione dell’Occidente. Secondo le valutazioni del DDPS, la Svizzera non sarebbe attualmente in grado di respingere un attacco perpetrato con droni come quello subito dalla Polonia.
La strategia di difesa dovrà essere applicabile a più livelli, in particolare per lungo, medio e corto raggio fino alla cosiddetta difesa anti-droni a portata ultra-corta. Inoltre, dovrà essere progettata per diverse situazioni difensive, ad esempio sopra aree non abitate ma anche per impieghi su folle o aeroporti.
 
Puntare alla cooperazione con aziende svizzere
Poiché per il lungo e il medio raggio sono già in corso procedure d’acquisto, da un lato si tratta ora di accelerare queste acquisizioni dove possibile. Dall’altro, la protezione a breve e ultra-breve distanza e per l’uso in ambito civile deve essere resa immediatamente disponibile. Esistono diverse imprese svizzere che possiedono tutte le competenze necessarie (dall’abbattimento, al danneggiamento, alla cattura con reti fino all’interferenza tramite jammer), che hanno successo a livello internazionale e sono pronte ad aiutare rapidamente la Svizzera. Le tradizionali procedure di acquisto non sono più adeguate per una situazione straordinaria come quella attuale.
Il Consiglio federale è quindi chiamato a reagire in modo rapido e completo alla minaccia straordinaria che incombe sullo spazio aereo europeo da parte della Russia. Occorre acquistare i sistemi necessari e le relative munizioni in quantità sufficiente per proteggere lo spazio aereo svizzero, ciò il più presto possibile. La Svizzera deve poter neutralizzare attacchi con droni, missili da crociera e razzi balistici – anche in numero elevato e prolungati nel tempo. La situazione straordinaria impone un intervento immediato.

www.alleanzasicurezza.ch

(Immagine: sito web Alleanza Sicurezza Svizzera)

In arrivo la prima esperta della circolazione

In arrivo la prima esperta della circolazione

Comunicato stampa

Nella sua seduta del 15 ottobre 2025 il Consiglio di Stato ha deciso di assumere la signora Miranda Prosperi, classe 1994, quale futura esperta della circolazione.  
La signora Prosperi è la prima donna in Ticino a intraprendere questo percorso professionale, in un ambito nel quale la presenza femminile è ancora poco diffusa. La funzione di esperto della circolazione richiede un Attestato federale di capacità (AFC) come meccanico per automobili o in un’altra professione tecnica equivalente.  
Miranda Prosperi inizierà a breve il suo percorso di formazione presso l’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione, con l’obiettivo di acquisire le competenze necessarie per svolgere i collaudi di veicoli e gli esami di guida.  
Il Dipartimento delle istituzioni e la Sezione della circolazione formulano alla signora Prosperi i migliori auguri di successo e soddisfazione nel suo percorso formativo e professionale.

“Una nuova era nella gestione dei migranti”

“Una nuova era nella gestione dei migranti”

Norman Gobbi commenta l’avvenuta inaugurazione del Centro Polifunzionale di Camorino

L’apertura, avvenuta lo scorso 27 settembre, del Centro cantonale polivalente di Camorino rappresenta per Norman Gobbi molto più di una nuova struttura ricettiva. Il presidente del Consiglio di Stato e direttore del Dipartimento delle istituzioni ha definito questo progetto da 13,5 milioni di franchi “una svolta storica nel modo in cui il Ticino gestisce l’accoglienza dei migranti, restituendo il controllo al Cantone, allo scopo di ridurre i costi operativi e assistenziali”.
Gobbi ha sottolineato come il nuovo centro segni un approccio innovativo: “con questa struttura fuori terra, moderna e funzionale, dimostriamo che è possibile coniugare efficienza amministrativa e percorso integrativo“. I 175 posti letto distribuiti su tre livelli, con camere per famiglie e spazi comuni, sostituiranno non solo il rifugio sotterraneo, ma anche i collocamenti in Hotel o pensioni.
La vera innovazione, secondo Gobbi, sta nel modello gestionale: “Per la prima volta in Ticino un centro d’accoglienza è gestito direttamente dall’Amministrazione cantonale, attraverso un ufficio dedicato. Questo ci permette un presidio più ravvicinato, una razionalizzazione dei costi e soprattutto un controllo diretto sui processi di integrazione“. La collaborazione con la Croce Rossa del Sottoceneri garantisce comunque competenze specifiche mantenendo la regia pubblica.
Il direttore ha evidenziato l’importanza del percorso integrativo: “Gli ospiti non vengono parcheggiati in attesa senza che abbiano nulla da fare, ma seguono attività formative, occupazionali e corsi che li preparano all’autonomia. È un investimento per evitare che dipendano dalla pubblica assistenza e per la sicurezza del territorio“.
Sul fronte della sicurezza interna, Gobbi ha rassicurato la popolazione di Camorino, coinvolta fin dall’inizio nel progetto: “Non ci sono divise, ma personale formato professionalmente. Il dialogo con i cittadini è stato fondamentale, continua e continuerà ad esserlo“.
Guardando al futuro, Gobbi ha voluto lanciare un messaggio chiaro: “Questo centro dimostra che accoglienza efficiente e controllo del territorio non sono incompatibili. È la prova che con trasparenza, gestione pubblica e visione strategica si possono superare le divisioni ideologiche. Il Ticino ha scelto la strada della modernità e della responsabilità, ed è un modello da cui altri cantoni potranno trarre ispirazione“.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 19 ottobre 2025 de Il Mattino della domenica

L’anno di tutti i pericoli

L’anno di tutti i pericoli

Ospite a Lugano dell’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana, il capo uscente dell’esercito, Thomas Süssli, ha illustrato la possibile strategia di difesa mentre nei cieli europei le nubi si fanno sempre più minacciose.
Entro il 2027 la Federazione Russa sarà militarmente in grado di estendere il conflitto in Europa e la Cina di annettere Taiwan.

«Il 2027 sarà l’anno più pericoloso. Le informazioni raccolte dai servizi segreti dei Paesi europei convergono nell’indicare che tra due anni la Russia sarà militarmente in grado di estendere il conflitto in Europa». A lanciare l’allarme è stato martedì sera al LAC di Lugano il comandante di corpo e capo dell’esercito elvetico uscente Thomas Süssli, invitato dall’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana ARMSI in occasione della propria Conferenza annuale. Prima della relazione del Capo dell’Esercito, alcuni militi della Scuola reclute «Scuola di salvataggio 75» moderati da Giancarlo Dillena – hanno portato al foltissimo pubblico presente una testimonianza sulla loro esperienza. Introdotta da un messaggio videoregistrato del consigliere di Stato Norman Gobbi, la serata è stata condotta da Marco Netzer, presidente dell’ARMSI.
«Lo scenario più pericoloso per la Svizzera è un’Europa destabilizzata e divisa»- ha affermato Süssli -. «E tutti gli sviluppi geopolitici e di politica di sicurezza attuali vanno proprio in questa direzione, in un contesto mondiale sempre più destabilizzato e conflittuale». Il capo dell’esercito ha sottolineato il fatto che il Dipartimento degli esteri elvetico, nel suo Rapporto 2021 (ovvero prima dell’invasione russa dell’Ucraina) presentava l’evoluzione in corso a livello mondiale come una «svolta epocale». L’epoca presente si configura come il passaggio turbolento ad un mondo multipolare, in cui sempre più Paesi non si attengono a regole internazionalmente condivise.

La politica di Pechino in Asia
In questo contesto, la Cina forte di una massa critica, di una dotazione militare (compresa quella di testate nucleari) e della capacità economica e tecnologica di una superpotenza – conduce una politica di egemonia dei Paesi del Sud globale e di controllo militare dell’area asiatica, a cominciare da quella del Mare del Sud cinese. Entro il 2027, nelle intenzioni di Xi Jinping, l’obiettivo di annessione militare di Taiwan sarà raggiungibile. Sul fonte europeo – ha affermato Süssli – la Russia intende ridiventare una potenza mondiale, allargando i suoi territori. Putin ha avvertito che la Russia rifiutava il ruolo di piccola potenza regionale che gli USA e l’Europa le volevano assegnare dopo il crollo dell’URSS e nel dicembre 2021 ha posto alla NATO, come condizione per superare il conflitto russo-ucraino, di ritirarsi entro i confini che aveva nel 1997, ciò che avrebbe significato la fine della NATO stessa.

Mosca fomenta le divisioni
La Russia pratica già una strategia (che tocca la Svizzera) di disinformazione, spionaggio, sabotaggi e test di droni nei cieli europei per verificare la capacità di difesa reale della NATO e dell’Europa. Mosca fomenta inoltre le divisioni fra i Paesi dell’UE e specula su quelle all’interno alla NATO (e sul fatto che ci vuole l’unanimità per applicare la clausola dell’aiuto reciproco sancita dall’art. 5, in caso di attacco a uno dei Paesi membri). A partire dal 2027, lo stato dei suoi armamenti ( incrementati a marce forzate e piazzati alle frontiere europee) dovrebbe permetterle di lanciare un nuovo attacco esplorativo in Europa. La Svizzera è pronta per uno scenario come questo? Le riforme militari fatte nei decenni scorsi sotto il segno del «dividendo della pace » hanno ridotto il compito di difesa a mera competenza, tagliando significativamente le spese dell’armamento e gli effettivi.

Una difesa dissuasiva
L’esercito svizzero ha attuato le decisioni del Parlamento e del popolo con la riforma Esercito XXI (adottata a larga maggioranza nel 2003). La conseguenza è che oggi il materiale bellico in dotazione è obsolescente e insufficiente. Il tempo, purtroppo, stringe. Che fare? «Stiamo lavorando per rendere di nuovo il nostro esercito capace di dissuasione » – ha affermato Süssli – . «Presentando in modo credibile che siamo disposti a difendere la nostra sovranità, in terra, nei cieli e nello spazio cyber. I margini finanziari dell’esercito, a partire dal 2018, crescono. Dal 1.1.2024 abbiamo un Comando Cyber. Dal 2028 avremo i nuovi jet e una difesa aerea molto performante. E forti di una capacità tecnologica avanzata, entro il 2027 avremo un sistema incisivo di droni di attacco». La guerra in Ucraina in corso dimostra fino a che punto la tecnologia (droni, robotica, intelligenza artificiale…) è un elemento decisivo per i conflitti militari attuali e futuri.
«Ma da soli non si può agire. Stiamo attuando una politica di cooperazione internazionale militare attiva. La neutralità non si tocca – ha precisato Süssli – e l’entrata nella NATO è fuori discussione. Ma uno scambio di conoscenze e una collaborazione nelle esercitazioni della difesa aerea e di terra con i Paesi vicini è necessaria da subito. Nel momento in cui dovessimo far fronte ad un conflitto europeo bisognerebbe aver costruito in precedenza una interoperatività con i partner. « Chiamo tutto questo ripristino di una difesa credibile e, di conseguenza, dissuasiva verso chi intendesse colpire anche la Svizzera» – ha concluso il capo dell’esercito. È l’eredità che consegna, dal 1. gennaio 2026, al suo successore Benedikt Roos.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 17 ottobre 2025 del Corriere del Ticino

 

Bilaterali, Gobbi: “Cantoni verso approvazione”

Bilaterali, Gobbi: “Cantoni verso approvazione”

A Bruxelles il presidente del governo ticinese ha delineato le tappe che porteranno al voto “presumibilmente nel 2027” sul pacchetto di accordi – “Ticino sempre esposto, serviranno misure”

Un sì dei Cantoni e il voto nel 2027. Il presidente del governo ticinese Norman Gobbi, parlando a Bruxelles in veste di rappresentante dei governi cantonali (“e non in veste di leghista della prima ora”, ha specificato ai microfoni del Radiogiornale), ha delineato le tappe che porteranno al voto sul nuovo pacchetto di accordi tra Svizzera e Unione Europea, i cosiddetti Bilaterali III. L’occasione è stata una tavola rotonda con governatori e rappresentanti politici delle regioni confinanti con la Svizzera.
Secondo Gobbi il prossimo 24 ottobre i governi cantonali prenderanno probabilmente una posizione favorevole sull’intero pacchetto, nonostante non tutte le osservazioni critiche nell’ambito della libera circolazione saranno accolte. Il processo proseguirà con la conclusione della consultazione da parte del Consiglio federale nelle prossime settimane, seguita dalla preparazione di un messaggio per il Parlamento federale.
“Ci sarà tutto il 2026 per dibatterne a livello di Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati”, ha spiegato Gobbi, aggiungendo che “molto presumibilmente nel 2027 ci sarà la votazione popolare”, prima quindi delle successive elezioni federali.
Il consigliere di Stato ha poi sottolineato la particolare posizione del Ticino: “Noi siamo il cantone più esposto alle criticità degli accordi già oggi vigenti e probabilmente anche di quelli futuri”, evidenziando in particolare le problematiche legate alla forte presenza di lavoratori frontalieri e all’effetto dumping sui salari.
In vista di un possibile esito positivo della votazione federale, Gobbi ha quindi anticipato la necessità di misure compensative: “Sarà compito del Canton Ticino e dei suoi rappresentanti, sia a livello cantonale che federale, portare avanti misure di compensazione a tutela del nostro territorio”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Bilaterali-Gobbi-%E2%80%9CCantoni-verso-approvazione%E2%80%9D–3198444.html

(Immagine: RSI)