Campo Vallemaggia diventa Villaggio degli alpinisti

Campo Vallemaggia diventa Villaggio degli alpinisti

Il villaggio sparso, situato alla fine di una valle laterale della Vallemaggia, è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana.

Silenzioso, appartato e impressionante: chi visita Campo Vallemaggia incontra l’autenticità nel mezzo di un selvaggio mondo alpino. Il Comune ticinese sarà ufficialmente accolto il 21 giugno 2025 nel gruppo dei Villaggi degli alpinisti svizzeri che già comprende St. Antönien, i villaggi dell’Engadina Lavin, Guarda & Ardez e la Valle Onsernone. Tipiche case in pietra ticinesi, imponenti palazzi, chiese pittoresche, laghi alpini cristallini, boschi di larici ariosi e impressionanti guglie di gneiss: il Comune di Campo, nell’omonima valle alpina ticinese, è uno dei villaggi più autentici della Svizzera meridionale. Il villaggio sparso, situato alla fine di una valle laterale della Vallemaggia, è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana. Il Comune si distingue per la natura intatta, un’offerta turistica selezionata e un attraente programma di escursioni e attività invernali lontano dai percorsi più battuti – tutti criteri che contraddistinguono i Villaggi degli alpinisti.

Grande impegno della popolazione locale
Il Comune di Campo Vallemaggia, composto dal capoluogo Campo e dai tre villaggi Cimalmotto, Pian di Campo e Niva, a prima vista non sembra un tipico Villaggio degli alpinisti. La popolazione è molto ridotta – solo circa 50 persone vi risiedono stabilmente – e anche le strutture ricettive e i negozi sono limitati. Nonostante ciò, il gruppo di coordinamento internazionale ha deciso di ammettere Campo Vallemaggia come Villaggio degli alpinisti. “La decisione è stata presa grazie al grande impegno delle persone del posto che si dedicano attivamente allo sviluppo sostenibile” spiega Julia Isler, Responsabile del progetto Villaggi degli alpinisti presso il Club Alpino Svizzero CAS. Inoltre, Campo Vallemaggia soddisfa i criteri grazie al paesaggio intatto, al carattere rurale e alle possibilità di sport di montagna vicine alla natura – e risponde agli obiettivi dell’iniziativa Villaggi degli alpinisti. Il 21 giugno 2025, Campo Vallemaggia diventerà ufficialmente il 4° Villaggio degli alpinisti in Svizzera e il 42° nell’arco alpino. Timo Cadlolo, Responsabile dello sviluppo regionale della Vallemaggia, si rallegra: “L’ammissione è una bella conferma del lavoro svolto dalla popolazione locale. Allo stesso tempo rappresenta l’inizio di un nuovo sviluppo per Campo Vallemaggia”.

Per famiglie, amanti del relax e appassionati di sport di montagna
Solo recentemente, Campo Vallemaggia si è aperto al turismo dolce. L’offerta di alloggi è limitata ma in grado di soddisfare diverse esigenze. Nel Comune si trovano la curata Locanda Fior di Campo, l’agriturismo Munt la Reita e il rifugio alpino Rifugio la Reggia. Le attività sportive di montagna giocano un ruolo importante: Cimalmotto, ad esempio, è tappa dell’impegnativo sentiero in quota Via Alta Vallemaggia. Sentieri più semplici e altri più alpini conducono ad alpeggi, passi e cime che delimitano la valle a nord, sud e verso l’Italia. In inverno, grazie alla sua altitudine, il Comune offre ottime condizioni per lo sci alpinismo e le ciaspolate. Tra le mete di interesse storico-culturale figurano il sentiero didattico della pietra ollare che segue le tracce degli antichi artigiani e l’impressionante «muro delle capre» Muro Bombögn sulla cresta del Pizzo Bombögn, costruito per proteggere dai danni causati dalle capre e dall’erosione. Dal punto di vista geologico è interessante la frana – oggi stabilizzata – sotto Campo, considerata uno dei maggiori fenomeni di instabilità dei pendii in Europa. Tipici della regione sono i «torbe» in legno con base in muratura, usati come granai per la segale. Da non perdere durante una visita il tipico formaggio della Vallemaggia, prodotto con latte di capra e vacca dalle tre aziende agricole locali e venduto nei loro spacci.

https://www.ticinonews.ch/ticino/campo-vallemaggia-diventa-villaggio-degli-alpinisti-413962

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Campo Vallemaggia è il 42esimo Villaggio degli alpinisti.

La località ticinese viene inserita nella lista che già comprende St. Antoenien, i villaggi dell’Engadina Lavin, Guarda e Ardez, e la Valle Onsernone. «Il villaggio – scrive il Club Alpino Svizzero – è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana», con natura intatta e un’offerta turistica selezionata.
I Villaggi degli alpinisti sono piccole e tranquille località che hanno scelto il turismo dolce. Il progetto è promosso dai club alpini di Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera.

https://www.bluewin.ch/it/attualita/regionali/campo-vallemaggia-villaggio-alpinisti-2749768.html

(Immagine: SAC/Timo Cadlolo)

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Comunicato stampa

Con l’arrivo dell’estate tornano anche quest’anno le campagne di sensibilizzazione “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”, promosse dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con esperti del settore, enti di soccorso e numerosi partner. L’obiettivo è chiaro: promuovere la sicurezza di chi vive la natura, fornendo strumenti utili per informare, educare e proteggere, sia in montagna che in prossimità di fiumi e laghi.

Entrambe le iniziative si fondano sulla prevenzione, la diffusione di buone pratiche e lo sviluppo di un comportamento consapevole, con l’intento di ridurre gli incidenti e i rischi legati alle attività all’aperto.

Montagne Sicure: libertà e responsabilità
La montagna affascina per la sua bellezza e il senso di libertà che trasmette, ma può nascondere insidie spesso sottovalutate, soprattutto da chi la frequenta solo saltuariamente. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata sono tra le principali cause di incidenti. Inaspettatamente, le statistiche degli ultimi anni mostrano che spesso sono proprio gli escursionisti esperti a essere maggiormente coinvolti in incidenti, talvolta con esiti fatali.  
Per questo motivo, la campagna “Montagne Sicure” continua a promuovere il messaggio “Liberi e sicuri”, invitando a pianificare con cura ogni uscita, rispettare sentieri segnalati e indicazioni ufficiali, consultare preventivamente le previsioni meteo ed equipaggiarsi in modo adeguato.  
Durante l’estate, il materiale informativo sarà distribuito lungo i principali percorsi escursionistici, presso capanne e impianti di risalita. Sono previste anche attività formative in collaborazione con le guide alpine, il Soccorso alpino, la Polizia cantonale e altri partner. Il libretto “Consigli per una montagna sicura” sarà disponibile a breve in tedesco, francese e inglese, così da raggiungere anche i visitatori internazionali.  
In collaborazione con sureVIVE (una società di Rega), è in corso un’analisi approfondita degli incidenti per definire le priorità tematiche delle prossime campagne. Inoltre, vista la crescente diffusione di smartphone e strumenti digitali, verranno organizzati momenti formativi sull’uso corretto delle app e delle funzionalità utili in caso di emergenza. Anche Ticinopass, il pass unico per accedere agli impianti di risalita ticinesi, partecipa alla rete di collaborazioni, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità reciproca e il messaggio condiviso della sicurezza in montagna.  

Acque Sicure: conoscere per prevenire
Anche le acque dei laghi e dei fiumi, se non affrontate con consapevolezza, possono diventare pericolose. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’uso imprudente di stand up paddle e canoe senza dispositivi di sicurezza sono comportamenti a rischio, talvolta fatali.  
La campagna, che torna con lo slogan “La prudenza fa la differenza”, sarà al centro di un’intensa azione informativa in italiano, tedesco, francese e inglese. Il programma, realizzato con il contributo dei Comuni interessati e delle associazioni partner, si rivolge a bagnanti, sportivi, famiglie, anziani e migranti, promuovendo comportamenti responsabili, la conoscenza delle aree balneabili e il rispetto delle regole di sicurezza e della segnaletica.  
Saranno attivi i servizi di pattugliamento lungo i fiumi Maggia, Verzasca e nella zona della foce del Cassarate. Quest’anno i pattugliatori, oltre ai compiti di sensibilizzazione e di avviso agli enti di soccorso in caso d’incidente, svolgeranno un sondaggio ai bagnanti per valutare la loro percezione dei rischi. Un’infoline dedicata ai torrentisti sarà operativa grazie alla collaborazione con le aziende idroelettriche. Materiale informativo verrà distribuito nei lidi, nelle piscine e nei locali pubblici.  
Le attività di sensibilizzazione coinvolgeranno anche il pubblico residente, con campagne sui media cantonali, articoli redazionali e contributi su riviste specializzate. Sono inoltre previste iniziative didattiche durante eventi manifestazioni, con un’attenzione particolare ai bambini, categoria particolarmente vulnerabile.  
Si segnala la posa di nuova segnaletica presso la pozza di S. Petronilla a Biasca e l’aggiornamento di quella al Pozzo di Tegna e al ponte di ferro a Ponte Brolla, danneggiata dall’alluvione del 2024.  
Tra le novità principali figura il riconoscimento ufficiale della Società Svizzera di Salvataggio Lugano come unico centro cantonale per la formazione delle unità cinofile da salvataggio. Questo progetto, sostenuto dalla Commissione Acque Sicure, rappresenta una prima assoluta a livello nazionale e costituisce un passo fondamentale nella strategia di prevenzione per le acque libere del Cantone, in particolare con l’utilizzo di unità cinofile imbarcate sui natanti in servizio sul lago e durante le manifestazioni estive che andranno ad aggiungersi agli incontri con le scuole  e presso enti e associazioni.

Un tuffo nella prevenzione: premiati i vincitori
L’evento si è svolto presso lo Splash & Spa di Rivera, in collaborazione con la Croce Verde di Lugano e la Polizia cantonale. Le giornate hanno riscosso un buon riscontro da parte del pubblico e hanno incluso una simulazione di salvataggio in acqua di un bambino. Ci congratuliamo con i vincitori, che verranno contattati personalmente.

Le campagne sono rese possibili grazie a una rete di collaborazioni solida e articolata. Tra le più recenti, spicca quella con RSI, BancaStato e TicinoSentieri, che ha portato alla pubblicazione di “In cammino tra i laghetti”, una serie di prospetti che integra messaggi di sensibilizzazione di entrambe le campagne.
Come sottolinea Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: «Il Cantone Ticino conferma attraverso il lavoro delle due Commissioni consultive Montagne sicure e Acque sicure il proprio impegno per la sicurezza di chi frequenta la natura. Le sinergie tra Dipartimento, soccorritori, professionisti dei due settori e operatori turistici sono fondamentali per trasformare l’informazione in azione concreta: la prima misura di protezione è una scelta consapevole».  

Tutti gli interessati possono trovare aggiornamenti, materiale informativo e consigli pratici sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure seguendo le pagine Facebook e Instagram di TicinoSicuro.  

Gli svizzeri chiedono sicurezza con un esercito più forte

Gli svizzeri chiedono sicurezza con un esercito più forte

Norman Gobbi commenta un recente sondaggio sul ruolo delle forze armate

Un quadro preoccupante o, meglio, preoccupato, emerge dallo studio “Sicurezza 2025” pubblicato dall’Accademia militare svizzera e dal Centro di studi sulla sicurezza, entrambi affiliati al Politecnico federale di Zurigo. La popolazione elvetica manifesta infatti crescenti timori per la situazione geopolitica internazionale e chiede risposte concrete in termini di difesa e cooperazione internazionale.
I dati raccolti tra gennaio e febbraio 2025 su un campione di 2’091 cittadini aventi diritto di voto rivelano un cambiamento significativo nella percezione della sicurezza. L’81% degli intervistati si dichiara pessimista sulla situazione politica globale, una percentuale praticamente invariata rispetto al 2024, ma che testimonia la persistenza delle preoccupazioni. Più significativo è il calo dell’ottimismo sul futuro della Svizzera stessa: solo il 69% si mostra fiducioso, contro il 79% dell’anno precedente. Questo deterioramento dell’umore nazionale si riflette anche nella sensazione generale di sicurezza, scesa all’86% rispetto al 92% del 2024.
In questo contesto di incertezza crescente, gli svizzeri privilegiano chiaramente la sicurezza rispetto alla libertà personale”, esordisce Norman Gobbi, “una tendenza che segna una svolta importante nella mentalità nazionale. La richiesta di un esercito forte e ben equipaggiato è quasi unanime: l’80% considera l’esercito necessario o indispensabile, mentre il 90% vuole forze armate “molto ben addestrate” e il 74% “completamente equipaggiate. Questi numeri, seppur leggermente inferiori al 2024, restano impressionanti e dimostrano il consenso trasversale attorno alla necessità di una difesa efficace”.
La disponibilità a investire maggiori risorse nella difesa raggiunge il picco dal 1986, con il 24% dei cittadini favorevoli a incrementare la spesa militare. Il tradizionale sistema di milizia basato sul servizio obbligatorio mantiene un solido sostegno del 60%.
Per Gobbi, “questo risultato conferma l’attaccamento a un modello di difesa radicato nella storia e nell’identità nazionale svizzera”.
Particolarmente significativo è l’atteggiamento verso la NATO. Una maggioranza del 53% si dichiara favorevole al rafforzamento dei legami con l’Alleanza atlantica, mentre il 32% sostiene addirittura l’adesione completa della Svizzera all’organizzazione. “Questi dati rappresentano un’evoluzione notevole per un paese tradizionalmente neutrale e indicano come le sfide geopolitiche contemporanee stiano ridefinendo le priorità strategiche nazionali”, commenta Gobbi, che prosegue: “l’invasione russa dell’Ucraina ha chiaramente influenzato la percezione della neutralità svizzera: sebbene l’87% della popolazione rimanga ancora favorevole a questo principio fondamentale, si tratta di un calo significativo rispetto al 97% registrato prima dello scoppio della guerra”. Per il 28% degli intervistati, la Svizzera dovrebbe inoltre prendere posizioni più nette nei conflitti militari internazionali, mentre il 40% ritiene che l’interdipendenza economica e politica renda ormai impossibile una vera neutralità.
Sul fronte delle politiche di genere nella difesa, emerge un forte sostegno all’uguaglianza: il 67% della popolazione approva l’estensione del servizio obbligatorio alle donne, pur lasciando loro la scelta tra servizio militare, civile o sociale. Tuttavia, l’introduzione del servizio militare obbligatorio specificamente per le donne raccoglie ancora solo il 47% dei consensi. “Questa apertura è un riflesso positivo del dibattito sociale di questi ultimi anni, che ha visto superare i pregiudizi su funzioni prettamente maschili o femminili e pone al centro il contributo che il cittadino, indipendentemente dal genere, può dare al suo Paese”, commenta Gobbi.
Interessante notare come gli svizzeri si mostrino meno entusiasti verso forme di cooperazione internazionale più “soft”: il rafforzamento della mediazione dei conflitti ottiene il 72% di approvazione, mentre l’aumento degli aiuti allo sviluppo si ferma al 52%. Per Gobbi questo aspetto è significativo perché “suggerisce una preferenza per approcci più diretti e concreti alla sicurezza rispetto a strategie diplomatiche o umanitarie”,
Il sondaggio rivela una popolazione svizzera che, pur mantenendo alcuni pilastri della propria identità nazionale, si sta adattando pragmaticamente alle nuove realtà geopolitiche. La richiesta di un esercito più forte e di maggiore cooperazione internazionale non rappresenta un abbandono dei valori tradizionali, ma piuttosto la loro evoluzione di fronte alle sfide del XXI secolo. Gli svizzeri sembrano aver compreso che la sicurezza nazionale richiede oggi un equilibrio più sofisticato tra neutralità, cooperazione internazionale e deterrenza militare credibile; anche se l’eventuale collaborazione con la NATO chiederà un voto popolare tutt’altro che scontato”, conclude il Consigliere di Stato. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Comunicato stampa

Il 13-14 giugno scorsi ha avuto luogo a Locarno l’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale. Organizzato per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, l’evento ha riscosso un grande successo, riunendo oltre 150 professionisti della medicina legale provenienti da tutta la Svizzera, dalla Germania e dal Lussemburgo. Un importante momento istituzionale e di scambio scientifico, che attesta la crescita della medicina legale del Canton Ticino.

Sono oltre 150 i professionisti del settore della medicina legale che il 13-14 giugno scorsi si sono riuniti a Locarno, nella splendida cornice della Sala della Società Elettrica Sopracenerina, per l’Assemblea 2025 della Società svizzera di medicina legale, ritornata in Ticino dopo diversi anni.
L’Assemblea, oltre a fungere da appuntamento istituzionale, rappresenta un importante momento di scambio a livello scientifico, vista la presenza di medici legali, tossicologi e genetisti forensi provenienti da tutta la Svizzera, ma anche dalla Germania e dal Lussemburgo in particolare, che sulle due giornate di lavori hanno tenuto approfondite relazioni su tematiche afferenti ai campi della medicina legale.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale è stata organizzata per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, in funzione del 1° gennaio 2024 e diretto dalla Dr. med. Rosa Maria Martinez. Un evento che ha riscosso un grande successo, sia in termini della folta presenza di professionisti che di ricchezza dei contenuti, che attesta la crescita che ha contraddistinto la medicina legale del Canton Ticino. 
Un Istituto fortemente voluto dal Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, vista l’importanza della medicina legale in favore del buon funzionamento della Giustizia ticinese, per la sua operatività quotidiana e quindi per la collettività tutta.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale ha quindi consentito di sottolineare ancora una volta l’importanza del lavoro svolto ogni giorno da tutti gli operatori della medicina legale, che risulta infine fondamentale per la credibilità della Giustizia stessa. Ciò ritenuto quando la medicina legale opera con indipendenza, competenza e trasparenza, non aiuta solo il magistrato: aiuta l’intera collettività a credere in un sistema più giusto, più umano e più moderno. Principi che hanno guidato e guideranno gli ulteriori sviluppi dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, una realtà altamente qualificata e oggi pienamente inserita nel panorama della medicina legale svizzero e internazionale.

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Inaugurata sabato nella campagna, con un momento di festa molto sentito dalla cittadinanza, la nuova infrastruttura sportiva

Le Terre di Pedemonte possono finalmente contare su una palestra polifunzionale moderna, a disposizione della scuola, delle società sportive locali e della popolazione del territorio per attività aggregative di vario genere. L’inaugurazione dell’immobile, con tanto di festa, è stata organizzata dal Comune sabato in serata. Un momento semplice ma sentito (la partecipazione della cittadinanza è stata numerosa), col quale l’autorità ha voluto valorizzare uno spazio fondamentale per le attività motorie, all’interno di un piccolo polo sportivo con tanto di terreni da tennis, campi di calcio e pista ciclopedonale lungo l’argine. L’evento ha visto dapprima la consueta parte ufficiale, con gli interventi del sindaco Giotto Gobbi che ha ricordato l’iter che ha portato all’edificazione della struttura, del consigliere di Stato Norman Gobbi e dell’architetto Elena Fontana di Zurigo. Presente all’evento anche il presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann.
Un’opera perfettamente inserita nell’ambiente circostante, dotata di posti protetti per la popolazione, costruita secondo le più moderne tecnologie e materiali (tanto da fregiasi del marchio Minergie-A e Minergie-P, un unicum per simili infrastrutture in Svizzera) che garantiscono una migliore resa termica e un miglior comfort all’interno. Al taglio del nastro ha fatto seguito un’ottima maccheronata offerta alla popolazione.

(Immagine: Comune Terre di Pedemonte)

https://www.laregione.ch/cantone/locarnese/1846372/palestra-verscio-festa-pedemonte-sentito

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ci sono incontri che iniziano in modo semplice, quasi ordinario, ma che con il tempo rivelano la loro profondità. Il mio con Gianmaria fu così.
Fino a quel 7 gennaio 2019, al Bar Indipendenza di Chiasso, i nostri contatti erano stati solo professionali: lui giornalista, vicedirettore del Giornale del Popolo, io spesso oggetto delle sue domande. Quel giorno, però, fu l’inizio di un cammino condiviso che andò ben oltre il lavoro.
Dopo le elezioni cantonali, Gianmaria entrò nel mio staff. Era il nostro punto di riferimento per i media, ma ridurlo a questo ruolo sarebbe ingiusto. Con il suo modo di fare – cordiale, sereno, calmo – sapeva portare equilibrio anche nelle situazioni più turbolente. In direzione sapeva sempre ridimensionare tutto con lucidità, anche quando c’era tensione, tranquillizzando i tusan o l’eterno agitato Sacha.
Gianma era così: una presenza solida, positiva, profonda. Aveva fatto pace con il suo passato, vissuto nel bene e nel male, senza rimpianti. E per me non era solo un collaboratore. Era una persona con cui confrontarmi, su tutto, soprattutto su politica. Un fratello maggiore, con cui si parlava in dialetto, come si fa tra gente che si capisce davvero.
Sul lavoro era presenza discreta. Potremmo raccontare tanti aneddoti. Mi piace raccontarne uno, rammentatomi dal Cancelliere e pure lui uomo di questo Borgo Arnoldo Coduri.
La sera di quella tremenda nevicata che bloccò Bellinzona, il Gran Consiglio e l’intera viabilità, Gianma restò bloccato in ascensore a Palazzo governativo dopo la caduta della rete elettrica. A dire il vero un fatto non eccezionale… ma in quella serata lo fu per lui.
Evidentemente preoccupato, non si lasciò perturbare. Chiamò il Cancelliere: “mo cume fu a saltà fö?” con il suo solito tono ironico e allegro. Prontamente le chiavi della cancelleria lo estrassero, ma il rientro non fu dei più agevoli…
Questo ci mostra come lui fosse sempre osservatore e talvolta attore dei fatti, senza mai però voler apparire, come quando lavorava dietro le quinte per la comunicazione del Dipartimento.
Parlava spesso con orgoglio dei suoi figli, Valentina e Gianluca, e della gioia di essere nonno. Gli brillavano gli occhi quando raccontava dei progressi del piccolo Edoardo e del recente arrivo di Filippo. E poi Bea, la sua compagna di vita, la sua felicità. Con lei condivideva sogni e progetti per il tempo che sarebbe venuto dopo il lavoro. Un tempo che purtroppo è stato più breve del previsto. Ci siamo visti l’ultima volta qualche settimana fa, a Bellinzona. Come sempre, ci siamo trovati al Bar Incontro, il nostro solito posto. Un “feca” o un “bücer”, l’immancabile “paiéta”, e la solita conversazione fatta di politica, sport e vita.
Mi mostrò con un sorriso un vecchio video di lui stesso, portiere del suo FC Mendrisio in LNB. Era orgoglioso, ma soprattutto divertito: lo spirito era quello di sempre, allegro, positivo, tenace. Anche quando la malattia si è fatta sentire, Gianma ha mantenuto quello spirito. Al telefono, la voce era più affaticata, ma il tono rimaneva lo stesso. Positivo.
Come quando avrebbe dovuto vedere Marzio dopo una conferenza, ma c’era prima da passare dal medico. Con la sua solita discrezione, lasciava intendere tutto senza mai lamentarsi.
Oggi lo salutiamo con dolore, ma anche con gratitudine. Per quello che è stato, per ciò che ha dato, per l’esempio che lascia.
A Bea, Valentina, Gianluca e a tutta la famiglia va il mio e nostro abbraccio più sincero.

Ciao Gianma. Grazie da tütt. Bon viacc, Amiis.

Norman

Ricordo pubblicato nell’edizione di domenica 15 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Sovraffollamento strutture carcerarie

Sovraffollamento strutture carcerarie

«Non voglio fare il leghista»

Anche Norman Gobbi ha riconosciuto la questione «dell’ampia occupazione» delle carceri. «Qualcuno ha chiesto quali misure strutturali si possono attuare: non vorrei fare il leghista, ma una risposta è molto semplice. Non lo dico, ma vi faccio un esempio. In Italia, la popolazione italiana all’interno delle strutture carcerarie è del 60%-70%. In Ticino il rapporto è inversamente proporzionale ». Un problema, ha spiegato il responsabile del Dipartimento delle istituzioni, comune «in tutta la Svizzera». La causa è la posizione «di transito » del Ticino, ma anche il traffico di stupefacenti, «un problema endemico di tutta l’Europa». Inoltre, per Gobbi, serve una certa coerenza da parte del Parlamento. «Ripensando alla discussione sul consuntivo, da un lato ci si chiede di fare di meno. Ma dall’altro, leggendo i rapporti settoriali, ci viene chiesto di fare di più anche per l’ultimo caso sociale. Quando si devono fare delle scelte, bisogna alzare o abbassare la ‘‘livella’’ dove ce lo si può permettere». Per quanto riguarda il personale, infine, Gobbi ha evidenziato il numero di candidature giunte per il concorso per l’assunzione di agenti di custodia. «Ne sono arrivate ben 180», ha spiegato. Un numero «inaspettato» e che fa dunque ben sperare nell’ottica di migliorare le condizioni di lavoro nel settore.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 13 giugno 2025 del Corriere del Ticino

 
Legge sul materiale bellico – è iniziato il salvataggio dell’industria svizzera della difesa

Legge sul materiale bellico – è iniziato il salvataggio dell’industria svizzera della difesa

Comunicato stampa di Alleanza Sicurezza Svizzera

L’Alleanza sicurezza Svizzera accoglie con favore la modifica approvata dal Consiglio degli Stati per evitare l’imminente scomparsa dell’industria svizzera degli armamenti. Ora è la volta del Consiglio nazionale. È probabile che segua il referendum del GSsE così come la campagna dell’Alleanza sicurezza Svizzera.
 
Importante decisione del Consiglio degli Stati
In seguito all’inasprimento delle norme sulle esportazioni nell’ottobre 2021, i Paesi partner europei hanno perso fiducia nella Svizzera come fornitore: è prevalso il principio “no Cina, no Svizzera”. L’orario ridotto e i licenziamenti nelle aziende svizzere sono una realtà. I Paesi limitrofi considerano la Svizzera un partner inaffidabile e hanno capito che non saranno più riforniti dalla Svizzera in caso di alleanza e non potranno più scambiare materiale e armamenti di provenienza svizzera tra loro. Questa situazione deve essere corretta.
 
Mantenere la capacità in Svizzera
Nessun effetto deterrente, nessun esercito in grado di difendere, nessuna integrazione di nuove tecnologie e una posizione negoziale debole per la Svizzera saranno il risultato se il Consiglio nazionale non seguirà le posizioni del Consiglio degli Stati il prossimo autunno. Reto Nause, presidente dell’Alleanza sicurezza Svizzera, ha dichiarato quanto segue: “Il divieto di riesportazione di armi verso i Paesi dell’Allegato 2 OMB deve essere abolito ed i permessi di esportazione per i Paesi dell’Allegato 2 devono essere concessi. Questo è l’unico modo per mantenere le competenze in Svizzera e fermare il continuo esodo di aziende”.
 
L’Alleanza sicurezza Svizzera è pronta per la campagna di votazione
L’Alleanza sicurezza Svizzera è pronta per la campagna in vista della votazione. In autunno, il GSsE lancerà un referendum contro la modifica alla Legge sul materiale bellico per attaccare l’industria svizzera degli armamenti come uno dei pilastri centrali della sicurezza nazionale. Una base industriale efficiente è essenziale per mantenere e sviluppare ulteriormente i sistemi di difesa esistenti e futuri e per adattarli alle nuove minacce. L’Alleanza sicurezza Svizzera è certa che anche la popolazione abbia riconosciuto l’importanza della sicurezza e che si esprimerà a favore di una Svizzera capace di difendersi anche grazie ad una propria industria della difesa.
 

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Tempi lunghi ma sicurezza garantita

Collaudi in Ticino e nei Cantoni

La Svizzera sta affrontando una crisi silenziosa ma significativa nel sistema dei collaudi tecnici dei veicoli. “In Ticino, al momento, un veicolo viene convocato per il collaudo tra i dodici e i quattordici mesi dopo il termine previsto per legge, una situazione che riflette un problema nazionale più ampio che ha spinto l’Ufficio federale delle strade (USTRA) a manifestare preoccupazione per i ritardi accumulati dai Cantoni“, esordisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi.
Il sistema svizzero prevede una periodicità specifica per i collaudi: le automobili e i motoveicoli vengono collaudati secondo la periodicità 5-3-2 (cinque anni la prima volta, successivamente dopo tre anni e in seguito ogni due anni). Questo schema, già modificato in passato dall’USTRA – che aveva proposto di passare dagli attuali 4-3-2-2 anni, ai 6-3-2-2 – dovrebbe garantire la sicurezza stradale e il rispetto degli standard ambientali.
Tuttavia, la realtà sul territorio racconta una storia diversa. “Qualche Cantone ha accumulato a tutt’oggi parecchio ritardo nell’eseguire i collaudi periodici, creando una situazione paradossale dove le proposte di allungamento degli intervalli risultano più restrittive della prassi attuale“, prosegue Gobbi.
I ritardi non sono casuali, ma derivano da fattori strutturali precisi. Gobbi sottolinea che “i ritardi sono principalmente il risultato dell’incremento dell’età media delle vetture in circolazione e, in parte, dell’aumento del parco veicoli“.
Il dato è confermato dalle statistiche nazionali: Il parco totale di auto in Svizzera è cresciuta dello 0,9% negli ultimi due anni, mentre parallelamente si registra un fenomeno ancora più significativo nell’elettromobilità, dove il numero di veicoli elettrici (auto elettriche pure e ibridi plug-in che possono essere collegati alla rete elettrica) è aumentato del 36% nello stesso periodo.
Di fronte a questa crescita costante, i Cantoni hanno dovuto implementare strategie di ottimizzazione per gestire il carico di lavoro crescente senza incrementare proporzionalmente le risorse. La Sezione della circolazione ha già intrapreso misure significative per migliorare l’efficienza nell’ambito dei collaudi veicoli, come l’introduzione delle conferme di riparazione e l’installazione di nuovi lift“, prosegue il Consigliere di Stato.
Queste ottimizzazioni, seppur efficaci, non riescono a colmare completamente il divario tra domanda e capacità operativa. Il sistema si trova così in una situazione di equilibrio precario, dove ogni incremento del parco veicoli o variazione nell’età media delle vetture può causare ritardi significativi.
Per Gobbi, “nonostante i ritardi sollevino preoccupazione, è importante contestualizzare l’impatto sulla sicurezza. Gli incidenti stradali dovuti a difetti tecnici dei veicoli sono rari, un dato che l’USTRA stesso ha utilizzato per giustificare l’allungamento degli intervalli di collaudo, sostenendo che l’adattamento del periodo d’intervallo dei collaudi non ha alcun effetto negativo sulla sicurezza stradale“.
Tuttavia, questo non diminuisce l’importanza del problema dal punto di vista amministrativo e della fiducia dei cittadini nel sistema. “La situazione è costantemente monitorata e che numerose iniziative sono state recentemente introdotte, mentre altre sono attualmente allo studio per ottimizzare ulteriormente le tempistiche“, assicura Gobbi.
Il 2025 porta nuove sfide al sistema, con l’introduzione di normative più severe in materia di rumore e l’evoluzione tecnologica del parco veicoli che richiede competenze sempre più specifiche. La crescita dell’elettromobilità, con veicoli che necessitano di controlli tecnici differenziati, aggiunge ulteriore complessità al quadro.
La tensione tra USTRA e Cantoni riflette una sfida più ampia del federalismo svizzero: come garantire standard uniformi quando le responsabilità operative sono delegate ai livelli locali? I Cantoni si trovano a dover gestire una crescita costante della domanda con risorse che, pur ottimizzate, restano sostanzialmente stabili. “La soluzione non può limitarsi a semplici aggiustamenti normativi, ma richiede un ripensamento sistemico che tenga conto dell’evoluzione del parco veicoli svizzero e delle nuove tecnologie automotive. Solo attraverso un dialogo costruttivo tra livello federale e cantonale si potrà trovare un equilibrio sostenibile tra efficienza operativa, sicurezza stradale e soddisfazione dei cittadini” conclude Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 8 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Faccio fatica a trovare le parole giuste…

Faccio fatica a trovare le parole giuste…

Gianmaria Pusterla non è stato solo un collaboratore, ma una presenza leale, intelligente e generosa al mio fianco. Lo incontrai nel gennaio 2019, quando il Giornale del Popolo aveva ormai chiuso. Lui ne era vicedirettore, e da lì iniziò un percorso insieme che è durato sei anni, intensi e sinceri.
La sua è stata una scelta fuori dagli schemi — proprio come piacciono a me — e si è rivelata una delle più felici. Con Gianmaria ho trovato molto più di un collega: un confidente, un fratello maggiore, una persona con cui confrontarmi senza filtri. E lo facevamo sempre in dialetto, come due vecchi amici di paese: diretti, schietti, veri. Era il nostro modo naturale di capirci al volo.
La sua scomparsa, così improvvisa e dolorosa, mi lascia senza parole. Lascia un vuoto enorme in chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerlo e volergli bene. Se ne va un uomo di grande valore, un giornalista acuto, un profondo conoscitore del nostro Cantone, del suo Mendrisiotto, e dello sport che amava con passione: il calcio. E naturalmente, il suo amatissimo Liverpool.
Caro Gianma, grazie di cuore per ogni parola, ogni consiglio, ogni risata.

You’ll never walk alone.