Volantini Gobbi-Göring e scontri all’USI, tutto da rifare

Volantini Gobbi-Göring e scontri all’USI, tutto da rifare

Da TIO.CH l Noseda si appella al proscioglimento dell’ex docente. I fatti risalgono al 2012, giudice, in entrambe i casi, era Mauro Ermani, il primo si concluse con una condanna simbolica, il secondo con un nulla di fatto motivato dall’ipotesi che vi fosse stato uno scambio di persona.

Tutto da rifare nelle due vicende giudiziarie che riguardarono l’ex docente autore dei volantini “Norman Gobbi-Göring” e dei disordini No-Tav avvenuti all’USI. Giudice, in entrambe i casi, era Mauro Ermani, il primo si concluse con una condanna simbolica, il secondo con un proscioglimento.
A far riavvolgere il nastro è proprio quest’ultima sentenza, contro cui, come riporta il Corriere del Ticino, il procuratore generale John Noseda ha deciso di appellarsi. Il legale di Norman Gobbi, Aron Camponovo, potrebbe inoltre, come sembra intenzionato a fare, presentare un appello adesivo, ossia un appello incidentale e aggiuntivo a quello del PG, contro la sentenza che vide l’uomo condannato solo per diffamazione e non anche per ingiuria.

Perciò, come detto: tutto da rifare, si torna in aula. I fatti risalgono al 2012, da un lato c’è la vicenda con al centro il ministro Norman Gobbi, paragonato al gerarca nazista Hermann Göring. Alla comparsa del volantino, appeso all’ospedale Civico, Gobbi sporse denuncia portando all’identificazione dell’autore: l’ex docente, che si scoprì in seguito aver preso anche parte ai disordini dell’USI.

Gobbi aveva chiesto un risarcimento di mille franchi, da devolvere in beneficenza, ma la pretesa venne giudicata eccessiva e la vicenda giudiziaria si concluse con una condanna simbolica: il pagamento di un franco di risarcimento e 10 aliquote da 100 franchi (sospese per 2 anni). Sentenza che il giudice Mauro Ermani giustificò sottolineando la tiratura limitata del volantino e l’attitudine del partito di appartenenza del bersaglio del volantino, la Lega, non proprio “immacolato” in quanto ad attacchi.

Parallelamente, l’ex docente era finito in aula anche per i disordini scoppiati all’USI durante una conferenza del procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, che alcuni giorni prima aveva ordinato l’arresto di una ventina di manifestanti No-TAV. L’uomo era infatti stato individuato dal Pg Noseda, anche sulla base delle testimonianze di alcuni agenti, come uno degli autori della manifestazione che degenerò poi in scontri con la polizia accusandolo di sommossa e violenza contro le autorità. Il riesame dei filmati portò il giudice Ermani a notare delle incongruenze rispetto alla versione fornita dagli agenti. Il giudice decise quindi di prosciogliere l’ex docente ritenendo vi fosse stato uno scambio di persona.

http://www.liberatv.ch/articolo/29587/volantini-gobbi-g%C3%B6ring-e-scontri-all%E2%80%99usi-tutto-da-rifare-noseda-si-appella-al

Gobbi: “Berna non ci ascolta? E allora i problemi ce li risolviamo da soli”

Gobbi: “Berna non ci ascolta? E allora i problemi ce li risolviamo da soli”

Da TIO.CH l Nonostante il “no” alla mozione di Quadri, resterà l’obbligo per i cittadini italiani di presentare l’estratto del casellario giudiziale per ottenere un permesso B o G in Ticino.

Lorenzo Quadri, nella sua mozione parlamentare in cui chiedeva la richiesta sistematica di un estratto del casellario giudiziale per i cittadini dell’Unione europa, che intendono risiedere o lavorare in Svizzera, aveva ricordato il caso di Raffaele Sollecito. Il giovane pugliese aveva ottenuto un permesso di dimora “B” in Ticino, nonostante l’accusa di omicidio di una studentessa inglese, Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il 1° novembre del 2007. Nel frattempo Sollecito è stato prosciolto da ogni accusa, mentre nel nostro cantone, recentemente, è entrato in vigore l’obbligo di presentare un estratto del casellario giudiziale per gli stranieri che intendono richiedere il rilascio di un permesso di tipo “B” o “G”.

In Ticino il tema riguardante il rilascio di permessi di soggiorno a persone con precedenti penali o sotto inchiesta giudiziaria è molto sentito. Prova ne sono le numerosi interrogazioni parlamentari susseguitesi nel corso di questi ultimi anni. Atti pubblici che non si limitano al caso Sollecito (si ricorda l’interrogazione del deputato leghista Daniele Caverzasio). Anche quello di Michele Antonio Varano, ricercato in Italia per contrabbando internazionale di sigarette, costituitosi lo scorso dicembre a Genova, aveva suscitato dubbi sul fatto che viveva in Ticino con regolare permesso di soggiorno grazie all’aiuto sociale elargito dallo Stato consistente in 90mila franchi di contributi sociali. E che dire del “frontaliere della ‘ndrangheta”, l’ex operaio delle officine FFS di Bellinzona sospettato dalla procura distrettuale antimafia di Milano di essere a capo di una cellula locale dell’associazione criminale calabrese?

Il tema della sicurezza e della lotta alla criminalità, come detto, è molto sentito in Ticino e l’emersione dei casi citati ha sollevato strascichi polemici sfociati in quello che alcuni media ticinesi avevano definito “i permessi facili”. Anche il gruppo parlamentare del PLRT chiedeva ad inizio 2015, di migliorare, rendendola più severa, la procedura di rilascio dei permessi di dimora, in particolare quelli “B” e quelli per i frontalieri “G”.

A dire la verità la richiesta risale già al settembre del 2013 e nel dicembre del 2014 il Governo cantonale rispondeva, sostanzialmente, che l’obbligo di presentare il casellario giudiziale per gli stranieri che chiedono permessi dimora (B) o di lavoro (G) non era possibile. Tuttavia, su decisione del direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, per ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di dimora o di lavoro per frontalieri, da inizio aprile 2015 è d’obbligo il casellario giudiziale.

Un obbligo che vige unicamente per i cittadini italiani. La bocciatura del Nazionale alla mozione del consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri, quindi non riguarderà il canton Ticino.

Norman Gobbi: “Abbiamo preso questa decisione perché, nonostante i proclami fatti a Berna, i problemi del Ticino non vengono presi in considerazione. E quindi non ci resta altro che risolverli da soli, a livello cantonale”.

http://www.tio.ch/News/Ticino/Attualita/1030003/Gobbi-Berna-non-ci-ascolta-E-allora-i-problemi-ce-li-risolviamo-da-soli/

Permessi: “Dopo il no di Berna, per il Ticino non cambia nulla”

Da TICINONEWS.CH l Dopo il no di Berna alla mozione leghista, Gobbi prende posizione, e si toglie pure qualche sassolino dalla scarpa.

Il Consiglio Nazionale oggi ha respinto la mozione di Lorenzo Quadri che chiedeva le verifiche dei precedenti penali e il controllo del casellario giudiziale per i cittadini dell’Unione Europea che richiedono un permesso B o G.

Un provvedimento simile invece è stato già applicato nelle scorse settimane in Ticino dal Dipartimento delle Istituzioni. Il direttore Norman Gobbi da noi contattato ci dice che “la decisione di Berna non cambia nulla a livello ticinese. La misura dell’introduzione del controllo del casellario giudiziale resta” e aggiunge “il voto del Nazionale dimostra che i problemi del Canton Ticino siano, nonostante tutti i proclami dei partiti nazionali, ancora incompresi”.

“Infatti” aggiunge il Consigliere di Stato “non tutti i consiglieri nazionali ticinesi l’hanno votata, e alcuni si sono furbescamente astenuti. Fintanto che non si farà fronte unito, si uscirà perdenti”.

Tutti i dettagli nel servizio TG di TeleTicino del 05.05.2015

Il Governo tra forchette e coltelli

Il Governo tra forchette e coltelli

Dal Corriere del Ticino l Sarà la volta buona? Avremo un vero Governo di concordanza (in linea con il vigente sistema elettorale) oppure si inizierà a tarallucci e vino per finire a botte? Sono solo alcuni degli interrogativi che è lecito porsi all’inizio della nuova legislatura che, nata sotto la stella delle buone intenzioni, attende di vedere la luce dei fatti. Nelle parole si promette una declinazione differente della politica, dalla logica dello scontro a quella del confronto finalizzato all’accordo. Riconosciamolo, sarebbe un mutamento radicale di paradigma dopo lotte, sgambetti e veleni reciproci.
Se è vero che i piccoli e semplici gesti sono a volte in grado di cambiare e indirizzare le grandi scelte, potremmo essere sulla buona strada. Ad inizio giugno il Governo si riunirà in clausura un paio di giorni in una località per ora top secret (ma non resterà tale a lungo in un cantone pettegolo come il nostro e con una fortissima pressione mediatica) in una valle del Ticino. A definire le coordinate è stato il neopresidente del Governo Norman Gobbi che debutta in questo ruolo dopo un quadriennio da «soldato semplice» nel Consiglio di Stato, e lo fa lanciando alcune proposte, anche genuine.
In primo luogo il Governo terrà la sua riunione plenaria nell’intera giornata di mercoledì, una full immersion a Palazzo nei dossier per poi permettere ai singoli capodipartimento di dedicare gli altri giorni della settimana all’attività del proprio dicastero. Ma c’è una novità, o meglio, la riedizione di quella che nei primi anni Novanta era una consuetudine che poi, tensione dopo tensione, scusa dopo scusa, litigio dopo litigio, è venuta a cadere: il pranzo in comune. La seduta del mercoledì non vedrà più i consiglieri di Stato scattare ognuno alle proprie faccende al rompete le righe per la pausa di mezzogiorno, ma i cinque si concederanno un pasto assieme. Sarà questo il piccolo-grande passo del quadriennio alle porte? C’è chi scommette di sì. Il già consigliere di Stato Alex Pedrazzini ricorda gli anni 1991-1995 quando Dick Marty, Giuseppe Buffi, Renzo Respini, Pietro Martinelli e lui pranzavano assieme il martedì, giorno di riunione dell’epoca. «Era un momento di autentica convivialità, che faceva seguito a discussioni franche, fin accese, che magari non scaturivano in un accordo attorno al tavolone del Palazzo delle Orsoline. Ma a tavola, con un bicchiere di vino, nasceva una complicità che rendeva tutto più facile e si impattavano gli ori». Pedrazzini, a scanso di equivoci, precisa che «il conto lo pagavamo noi, non i ticinesi».
Inutile nasconderlo, a tavola, spesso si crea armonia e un ambiente tra i commensali che, quando i formalismi prendono il sopravvento, è impossibile far nascere. Anche se rischiamo di passare per maschilisti sfegatati, va rilevato (quale semplice dato oggettivo) che il tradizionale pranzo era andato scemando con l’avvento delle donne nell’Esecutivo e viene rilanciato nel 2015, l’anno dell’uscita di scena del genere femminile dalla stanza dei bottoni. Un caso? Ognuno risponda seguendo la sua personale sensibilità.

Gobbi non ha preso i colleghi uomini solo per la gola, ma ha promosso un’altra iniziativa che mira a ridurre quella distanza che esiste tra Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Quest’ultimo, da sempre, considera i consiglieri di Stato poco sensibili e distanti dai problemi che è chiamato a trattare il Parlamento. In realtà i temi sono i medesimi, ma l’approccio del muro contro muro ha portato all’esasperazione degli stessi. E allora? Dato che parlarsi quando le discussioni sono in progress è meglio che scontrarsi a Palazzo delle Orsoline facendo tramontare ogni possibile soluzione, Gobbi ha estratto dal cilindro quanto già esiste a Berna.

Una sorta di casa von Wattenwyl per instaurare un tavolo e un punto d’incontro tra il Governo, i presidenti e i capogruppo dei partiti rappresentati nello stesso Esecutivo. Si potrà obiettare che non si tratta di nulla di particolarmente originale, neppure innovativo. Ma forse sarà davvero utile.
Sulla politica soffia un vento nuovo che fa rima con responsabilità nella consapevolezza che una riedizione della politica del recente passato non ci aprirà le porte del futuro. Pare incredibile, ma dopo aver vissuto decine di mesi di campagna elettorale per spostare solo alcune pedine in Gran Consiglio e avere un volto nuovo in Governo (senza che i rapporti di forza siano mutati) si compiono oggi mosse semplici che nessuno aveva osato proporre prima.

E allora non resta che augurare buon appetito al nostro Consiglio di Stato, auspicando che da quel tavolo del mercoledì alle ore 12 possano sortire soluzioni interessanti per tutti i ticinesi. Nella speranza che i pasti scelti dal menu richiedano in prevalenza l’uso della forchetta. I coltelli, metaforicamente parlando, in politica sono già stati usati troppe volte, riservando molti bocconi amari e indigesti ai cittadini.

Gianni Righinetti, Corriere del ticino, 4 maggio 2015

Nomina di un coordinatore per il Municipio di Rovio

Nomina di un coordinatore per il Municipio di Rovio

Il Consiglio di Stato ha deciso di affiancare al Municipio di Rovio la figura di un coordinatore, che avrà il compito di sostenere e accompagnare l’impegnativo lavoro di recupero dei ritardi amministrativi e contabili accumulati. L’obiettivo è di ripristinare la normale operatività del Comune entro le prossime elezioni comunali di aprile 2016.
Considerato il protrarsi delle difficoltà nella gestione amministrativa del Comune di Rovio, Il Consiglio di Stato ha affidato un mandato per il ruolo di coordinatore a Loris Zanni, già segretario comunale del Comune di Bellinzona e titolare dell’omonimo studio specializzato in consulenza giuridica e amministrativa nel settore dei Comuni. Il periodo considerato dall’incarico è quello compreso fra i mesi di maggio e dicembre 2015– con possibilità di una proroga, qualora ne emergesse la necessità.

Il Governo precisa che questa misura di accompagnamento si è resa necessaria, malgrado i progressi registrati negli ultimi mesi, ma non priva il Municipio delle proprie competenze decisionali e delle proprie responsabilità. L’obiettivo è piuttosto di garantire all’Esecutivo un supporto professionale nello svolgimento dei propri compiti e – soprattutto – nell’oneroso processo di normalizzazione della gestione contabile e amministrativa del Comune. L’intento del Consiglio di Stato è che il Comune Rovio possa iniziare la prossima nuova Legislatura con la dovuta tranquillità e senza il peso dei ritardi passati, nell’interesse dei cittadini.

Il mercoledì a tavola assieme

Il mercoledì a tavola assieme

Da CDT.CH l Norman Gobbi sdogana il pranzo in comune del Governo: “Voglio alimentare uno spirito conviviale”.

Nuovo Governo, nuove abitudini. L’Esecutivo ha tenuto la sua prima riunione del mercoledì e da adesso in avanti sarà questa la giornata dedicata alla riunione settimanale. Ma non  è tutto: «Il mercoledì – ci ha detto il presidente Norman Gobbi – andremo a pranzo assieme. Vuole essere l’inizio di una nuova tradizione, anche per alimentare uno spirito conviviale, perché lo spirito di squadra è importante».

E c’è un’altra novità, sempre promossa dal presidente Gobbi: «Creare una sorta di casa von Wattenwyl per imitare ciò che avviene a Berna e incontrare anche noi, a scadenze regolari o per questioni puntuali, i presidenti e i capogruppo dei partiti di Governo. Vogliamo iniziare la legislatura in maniera costruttiva per evitare le incomprensioni del passato quadriennio. Sono convinto che parlandosi e restando in contatto si possano evitare malintesi e tensioni inutili».

Il Governo torna al lavoro

Il Governo torna al lavoro

Da RSI.CH l Prima riunione del Consiglio di Stato ticinese dopo le elezioni cantonali.
Il Governo ticinese è tornato a riunirsi per la prima volta dopo le elezioni del 19 aprile e i consiglieri di Stato si sono impegnati nella preparazione della riunione di clausura, prevista per l’inizio di giugno, durante la quale saranno definite le priorità della legislatura appena cominciata.

Al termine dei due giorni di vertice, sottolinea Norman Gobbi, l’obbiettivo è di avere delle idee chiare e condivise in modo da potersi confrontare con i partiti.

Il presidente del Consiglio di Stato vuole pure evitare il rapporto conflittuale tra Governo e Parlamento che ha segnato l’ultimo quadriennio.

http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-Governo-torna-al-lavoro-4490434.html

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Gobbi, Vitta e il futuro del Ticino

Da CDT.CH l Prima uscita della legislatura per i consiglieri di Stato: “Il Ticino ha bisogno di progetti”.
Uno abita a nord, ad Airolo. L’altro a Sant’Antonino, a sud, paese di cui per 15 anni è stato sindaco. Il territorio che sta in mezzo (e non solo) lo conoscono bene. E nei prossimi anni impareranno di sicuro a conoscerlo ancora meglio. Sarà stata probabilmente solo una fortuita coincidenza di date, ma il presidente del Governo Norman Gobbi e il consigliere di Stato fresco di elezione Christian Vitta hanno scelto l’assemblea dell’Ente regionale per lo sviluppo del Bellinzonese e valli (ERS-BV), svoltasi giovedì sera, per la prima uscita pubblica della legislatura. I ministri nel loro breve intervento hanno posto l’attenzione sull’importanza dell’Alto Ticino per «disegnare» il Cantone che verrà. Un Cantone, ha osservato il confermato direttore del Dipartimento delle istituzioni, che a breve sarà confrontato a due importanti sfide: l’apertura della galleria di base del San Gottardo e il risanamento del tunnel autostradale (sempre del San Gottardo): «Governo, Comuni e gli enti regionali devono impegnarsi, assieme, affinché l’alta Leventina non resti isolata in occasione degli interventi previsti nel traforo». Detta in parole povere, significa sostenere la costruzione del secondo tubo, tema sul quale i cittadini svizzeri si esprimeranno nel 2016 (verosimilmente il 28 febbraio).

Per Christian Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia, il Ticino ha bisogno di «progetti incentrati sul medio-lungo termine. Sarà un piacere per me lavorare con l’ERS-BV e gli altri enti regionali, i quali denotano un forte dinamismo. A livello professionale negli ultimi anni mi sono fatto un’idea delle esigenze delle valli e dello spirito e della voglia che i diversi attori hanno nel portare avanti le iniziative». L’ex sindaco di Sant’Antonino ha infatti curato gli studi di alcune aggregazioni. Nel Sopra- e nel Sottoceneri. Ha toccato per mano le realtà locali. Lo stesso dicasi per Norman Gobbi, secondo il quale gli enti regionali sono un «valore aggiunto in un contesto economico, quello ticinese, dove vi sono difficoltà ad attirare nuove aziende».

Inoltrate ben 160 candidature per «Mister turismo» bleniese

Se non è un record poco ci manca. Sono state inoltrate ben 160 candidature per il posto di responsabile della futura antenna dell’ERS-BV per la Valle di Blenio (cfr. il CdT del 24 febbraio). La scrematura ha ridotto a 15 i papabili (la metà di origini bleniesi), di cui sette hanno avuto un colloquio con i sindaci dei tre Comuni (Serravalle, Acquarossa e Blenio) e il direttore dell’ente Raffaele De Rosa. Il o la prescelto/a verrà nominato/a a breve, in quanto l’entrata in servizio è prevista entro l’estate.

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

“Abbiamo chiesto l’espulsione”

Da RSI.CH l Norman Gobbi conferma la richiesta fatta a Berna per allontanare dalla Svizzera il giovane vicino a posizioni dell’IS.
“Il Dipartimento delle Istituzioni ha inviato una richiesta di espulsione in data 10 marzo, dopo aver ricevuto informazioni di polizia”.  Sono parole del direttore Norman Gobbi, che conferma quanto anticipato da Liberatv, e sono riferite al cittadino di nazionalità marocchina vicino a posizioni dell’IS intervistato giovedì da Falò.

Quanto alle effettive possibilità, che questa richiesta venga accolta il responsabile delle Istitizioni è cauto: “L’auspicio è quello. Ciò detto la nostra legge federale è buonista e tutelante nei confronti di questa tipologia di persone”.
Gobbi precisa infine che “da parte nostra siamo contrari alla presenza sul territorio di persone il cui obbiettivo è di radicalizzare i mussulmani”.