Servizio di (C) TeleTicino
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Da RSI.CH l La cerimonia si è svolta nella sala del Gran Consiglio, a palazzo delle Orsoline a Bellinzona – VIDEO
Il nuovo Consiglio di Stato si è insediato ufficialmente – e tra gli applausi – giovedì mattina alle 10.00 a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona. La cerimonia è durata circa mezz’ora ed è stata costellata da quattro intermezzi musicali a cura del Conservatorio della Svizzera italiana.
Nell’aula del Gran Consiglio – gremita per l’occasione da parte di autorità, delegati partitici e comunali, parenti ed invitati personali dei neoeletti – hanno prestato dichiarazione di fedeltà gli uscenti Claudio Zali e Norman Gobbi della Lega dei ticinesi, Manuele Bertoli del partito socialista, Paolo Beltraminelli del partito popolare democratico ed il nome nuovo di questa legislatura, Christian Vitta, del partito liberale radicale, che subentra a Laura Sadis. La dichiarazione di fedeltà è stata resa dinanzi al giudice Mauro Ermani, assistito dal cancelliere dello Stato Giampiero Gianella.
“Auguro ai consiglieri di Stato – ha dichiarato in aula il presidente del Tribunale di appello – di lasciarsi alle spalle le tossine di questa lunga campagna elettorale”. Perché , oggi, con la prima seduta di Governo e l’attribuzione dei Dipartimenti, iniziano ufficialmente i lavori della nuova legislatura.
Dipartimenti, tutto invariato
Al termine della cerimonia i consiglieri di Stato si sono riuniti e, poco dopo mezzogiorno, il neo-presidente del Governo, Norman Gobbi, ha annunciato, come prevedibile, lo status quo dei dipartimenti: a Claudio Zali quello del territorio, allo stesso Gobbi le istituzioni, a Manuele Bertoli l’educazione, a Paolo Beltraminelli la sanità e a Christian Vitta, subentrante di Laura Sadis, le finanze.
joe.p./ang
Da Neue Zürcher Zeitung (foto: Keystone) l Die Tessiner Regierungsratswahlen bestätigen die bestehende Tendenz nach rechts. Die Lega bleibt stärkste Kraft in der fünfköpfigen Tessiner Regierung. Wie erwartet ist der Freisinn mit seinem Angriff auf den zweiten Staatsratssitz der Rechtspopulisten gescheitert.
Im Radrennfahrer-Trikot präsentierte sich ein zurückhaltender Tessiner FDP-Präsident Rocco Cattaneo am Sonntagnachmittag vor den TV-Kameras. Das Bild ist bezeichnend: Der Freisinn, der einst im Südkanton die unbestrittene Leaderposition innehatte, musste einige Gänge zulegen, wollte er gegen die Lega antreten und einen zweiten Regierungsratssitz zurückerobern. Jenen, welchen die Rechtspopulisten der FDP bei den letzten Kantonalwahlen im Jahr 2011 abspenstig machten, womit sie die relative Mehrheit im fünfköpfigen Staatsrat errangen.
Aufgrund technischer Probleme mit beschädigten Wahlzetteln kamen erst am späten Abend die endgültigen Ergebnisse der Staatsratswahlen zustande. Diese gehen als schweizweite Seltenheit noch immer im Proporzverfahren über die Bühne. Punkto Duell des Freisinns mit der Lega zeigten die Resultate schliesslich eine leicht ambivalente Situation: Die Rechtspopulisten können ihre beiden Sessel dank genügend persönlichen Stimmen für ihre Magistraten Claudio Zali (83 307 Stimmen) und Norman Gobbi (73 540 Stimmen) im Staatsrat halten, verlieren aber spürbar an Wählerstimmen (27,7 Prozent, 2011: 29,8 Prozent).
Lega leidet wegen SVP
Besonders auffällig ist der Verlust von Wählerstimmen für die Lega ausgerechnet in ihrer Hochburg Lugano (5,6 Prozent weniger auf 30,8 Prozent). Der kantonsweite Rückgang dieser Stimmen erfolgte vor allem zugunsten des neuen Rechtsblocks namens La Destra, der unter Führung der SVP steht und der Lega im Gegensatz zu 2011 die Unterstützung versagte. Er konnte dadurch deutliche 4,5 Prozent aller Tessiner Stimmen auf sich vereinen und entzog wohl auch der CVP (ihr Staatsrat Paolo Beltraminelli erhielt 45 597 Stimmen) und der SP (43 694 Stimmen für Regierungsrat Manuele Bertoli) etliche Voten, da beide Parteien deutlich schlechter als erwartet abschnitten (CVP 17,5 Prozent; 2011: 19,9 Prozent; SP 14,8 Prozent, 2011: 16,3 Prozent). Die Grünen wiederum, die sich populistisch geben und gerne Themen rechts der Mitte pflegen, legten auch diesmal zu (6,6 Prozent), aber überraschenderweise nur sehr wenig (2011 gewannen sie 4 Prozent mehr Stimmen und kamen auf 6,1 Prozent). – Insgesamt bestätigen die diesjährigen Tessiner Regierungsratswahlen die bestehende Tendenz nach rechts. Interessant ist ausserdem, dass die FDP nach einem parteiinternen knappen Schlussspurt zwischen Luganos Stadtrat Michele Bertini und FDP-Grossratsfraktions-Chef Christian Vitta mit Letzterem (62 641 Stimmen) nur einen Staatsratssitz besetzt, aber mit 26,3 Prozent Wählerstimmen gegenüber 2011 immerhin um 1,3 Prozent zugelegt hat – der Rechtsblock konnte dem Freisinn also wohl nur wenige Stimmen wegschnappen. Offenbar schätzen die Wahlberechtigten an der FDP das wiederbelebte Prinzip der schonungslosen Offenheit wieder mehr, dulden aber weiterhin den wenig nützlichen Regionalismus, für welchen die Lega steht und welcher die Entwicklung des Südkantons dank engerem Zusammenwirken mit Bern hemmt. Insgesamt wurden 16,11 Prozent leere Wahlzettel eingereicht, was die deutlichen Stimmenverluste teilweise erklärt. – Erst im Laufe des Montags werden die Ergebnisse der Grossratswahlen bekannt. Hier zeichnet sich ein veritables Kopf-an-Kopf-Rennen zwischen FDP und Lega ab.
Briefwahl bereitet Sorgen
Apropos Briefwahl: Diesbezüglich sorgte in den Reihen des Freisinns einer seiner Grossratskandidaten für Konsternation. Zwei Tage vor dem Wahlsonntag begann die Tessiner Staatsanwaltschaft gegen Michele Kauz wegen Verdachts auf Wahlbetrug und Stimmenkauf zu ermitteln. Er soll via Facebook einer Grossratskandidatin der Grünen eine Fotografie zugeschickt haben, auf welcher ein Stoss Wahlzettel abgebildet ist. Dies seien die Stimmen, die er zu ihren Gunsten bereithalte, habe Kauz unter das Bild geschrieben. Davon erfuhr Grünen-Koordinator Sergio Savoia und meldete die Angelegenheit der Staatsanwaltschaft. Den Medien erklärte Kauz, er habe lediglich Verwandten und Freunden beim Ausfüllen der Wahlzettel geholfen und Empfehlungen abgegeben. Die Unterlagen seien nicht in seine Obhut übergegangen; die Betreffenden hätten die Wahlzettel selber abgeschickt. Savoia befürchtet, dass es sich um keinen Einzelfall handelt und die Kantonalwahlen womöglich annulliert werden müssen.
Die Briefwahl hatte bereits vorher für Schlagzeilen gesorgt. Es waren drei Anzeigen auf der Site eines Tessiner Online-Basars aufgetaucht, in denen unterschriebene, aber nicht ausgefüllte Wahlzettel feilgeboten wurden. Wie die Staatsanwaltschaft mitteilte, hat sie in diesem Zusammenhang gegen sieben Personen ermittelt. Dank ihrem Eingreifen konnten die Betreffenden keine Wahlzettel verkaufen, sondern reichten sie ordnungsgemäss ausgefüllt selber ein. Übrigens hat der Kanton Tessin die Briefwahl erst heuer eingeführt – und ist damit das Schweizer Schlusslicht.
NZZ, 20.04.2015, Peter Jankovsky
Da Corriere del Ticino l Rieletti a pieni voti i due consiglieri di Stato uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali Festa al quartier generale tra abbracci e sospiri di sollievo – «La vittoria più bella»
Alle 20.20, quando mancava ancora il risultato di Mendrisio – e il distacco era di poco più di 700 schede – è iniziato qualche coro «Lega, Lega, Lega» e dall’interno del quartiere generale in via Monte Boglia i giovani leghisti hanno cominciato a portar fuori le bottiglie di prosecco per festeggiare. Ma l’euforia era ancora tutto sommato contenuta perché, di fatto, mancava la conferma ufficiale della vittoria. Poi alle 20.41 ecco uscire sul balcone del primo piano, quello dell’ufficio del Nano, Maruska Ortelli, Roberta Pantani e Antonella Bignasca al grido di «Abbiamo vinto a Mendrisio, è fatta» sventolando la bandiera leghista. E dalla folla si è alzato un boato, la tensione che ha tenuto banco nelle ore precedenti è stata tutta liberata, pure – per dirla tutta – con qualche «vaffa». E poi gli applausi, gli abbracci, le pacche sulle spalle date davvero con vigore. Ora è ufficiale, la Lega ha vinto le elezioni cantonali 2015, riconfermando i due candidati uscenti e con un risultato a livello di voti personali ben oltre le aspettative. Anche senza la macchina da voti Marco Borradori, il movimento di via Monte Boglia ha superato gli 80.000 voti personali con Claudio Zali. «Grande Mendrisio», «Abbiamo preso anche Mendrisio» si sente dire dai presenti. E poi via con la frase ripetuta quasi come un mantra, con la quale Norman Gobbi, alla festa del Conza aveva scaldato la platea: «Siamo ancora qui, siamo ancora qui». Senza dimenticare: «Nano, Nano, Nano». Già perché se questa è la prima elezione cantonale senza Giuliano Bignasca, Guliano Bignasca non è mai mancato: la maggioranza aveva la spilla con la faccia del Nano e la scritta «Non molleremo». «Abbiamo vinto senza l’aiuto di nessuno, solo grazie alla gente. Ora dobbiamo lavorare per ripagare questa fiducia in tutti gli ambiti» ci dice un emozionato Boris Bignasca che aggiunge: «Dedico questa vittoria a mio papà, a Flavio Maspoli, a Michele Barra e a Rodolfo Pantani». Accanto a noi un euforico Giancarlo Seitz iniziava a distribuire come da tradizione i suoi adesivi con scritto questa volta: Grazie ticinesi, Zali e Gobbi e un numero 2 con i colori ticinesi a fare da sfondo. «È la vittoria più grande, due anni fa alla morte del Nano, nessuno ci avrebbe scommesso» commenta una raggiante Antonella Bignasca, non prima di un abbraccio liberatorio con Norman Gobbi che, diciamolo, nemmeno dopo il risultato di Lugano si era rilassato del tutto. «Io lo dicevo che non era una vittoria scontata» conclude la figlia di Bignasca che fino all’ultimo ha preferito non esporsi troppo. «Io non sono come mio papà, non sento le cose». «È stata una partita che si è giocata fino all’ultimo minuto e devo dire grazie alla popolazione per l’appoggio» ci dice al volo Gobbi prima di essere preso d’assalto dei suoi sostenitori. Le bandiere continuano a sventolare, parte pure un «chi non salta liberale è» (più volte sentito durante il lungo pomeriggio di attesa).
E ci imbattiamo con un Michele Foletti dopo una doccia di birra e prosecco. Ma vuoi per l’orario, vuoi perché per scaramanzia la base leghista non aveva davvero preparato il dopo ai risultati definitivi, la festa leghista questa volta non ha avuto un finale in piazza. Né in piazza della Riforma, come quattro anni fa, e nemmeno in piazza della Foca a Bellinzona come aveva inzialmente ipotizzato Attilio Bignasca. «Io vorrei andare a Bellinzona con la bandiera europea listata a lutto» ci aveva detto prima di mezzogiorno.
Insomma i festeggiamenti sono rimasti in via Monte Boglia, in un gran viavai di gente ma, forse, meno intenso del solito. Anche perché su alcuni volti oltre all’entusiasmo abbiamo potuto vedere la stanchezza («no no, altro che piazza io voglio andare a mangiare una pizza»). «Sono contentissimo, è un grande risultato anche a Mendrisio siamo il primo partito» commenta Daniele Caversazio, aggiungendo che erano molte le incognite. E dalla folla si alza un «È stata la vittoria più bella, meglio di quattro anni fa».
Netoska Rizzi
Da Mattinonline.ch l La Lega ha riconfermato i due seggi in Consiglio di Stato. Una maggioranza relativa legittimata dall’aver corso da soli contro tutti, nonostante gli antileghismi isterici degli altri partiti. Ma i ticinesi hanno saputo dare fiducia a chi alle parole ha preferito i fatti. Claudio Zali e Norman Gobbi saranno quindi i ministri leghisti per i prossimi 4 anni, ottenendo risultati strepitosi ai preferenziali, essendo di gran lunga i più votati. Per il resto nessuna sorpresa, con un esecutivo che sarà formato da Christian Vitta, che ha battuto in volata Michele Bertini, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli.
La Lega Dei Ticinesi ha vinto le elezioni cantonali che sono risultate tiratissime e grazie all’impegno dei nostri candidati ora Via Monte Boglia è in festa…
Claudio Zali: “Per me è un punto di partenza. Ora mi impegnerò per i prossimi quattro anni a favore del Ticino e dei ticinesi!”
Norman Gobbi: “Una vittoria tiratissima. Sapevamo che ci attendeva una sfida molto difficile, ma grazie al nostro impegno e al nostro grande lavoro risultiamo vincenti!”
Da TagesAnzeiger.ch (foto Keystone). Die Lega dei Ticinesi hat die Staatsratswahlen gewonnen, die FDP hat ihr Wahlziel knapp verpasst. Die Grünen blieben weit unter den Während in den Kantonen Luzern und Zürich bei den jüngsten Wahlen die bürgerlichen Parteien zugelegt haben, ist der Kanton Tessin bei den Erneuerungswahlen für den Staatsrat, die Kantonsregierung, an diesem Wochenende weiter nach rechts gerutscht. Die Ergebnisse für den Kantonsrat werden im Laufe des Montags bekannt.
Die rechtspopulistische Regionalbewegung Lega dei Ticinesi, ein Unikum in der Schweizer Politlandschaft, konnte gestern ihren Triumph von 2011 wiederholen und erreichte einen Wählerstimmenanteil von 23,58 Prozent. Damit stellt die Bewegung trotz leichter Verluste (minus 2,3 Prozent gegenüber 2011) weiterhin zwei Staatsräte. Die bisherigen Amtsinhaber Claudio Zali sowie Norman Gobbi wurden bestätigt. Dieses deutliche Ergebnis war so nicht erwartet worden, da die Lega ihren Wahlkampf dieses Mal ohne ihren legendären und 2013 verstorbenen Gründer Giuliano Bignasca führen musste. Dazu kam, dass die Lega nicht mehr auf die Unterstützung der SVP zählen konnte, die mit einer eigenen Listenverbindung «Die Rechte» antrat, weil sie sich von der Lega verraten fühlte. Die Verbindung der Rechtsparteien erreichte einen Wählerstimmenanteil von knapp 4 Prozent.
«Rechte hat mehr Vertrauen»
Die FDP konnte ihr erklärtes Wahlziel, den 2011 verlorenen Sitz im Staatsrat zurückzuerobern, nicht erreichen. Der Ausgang war aber denkbar knapp – bis am Schluss war es ein knappes Rennen zwischen Lega und FDP. «Wir konnten den Abwärtstrend stoppen», kommentierte FDP-Kantonalpräsident Rocco Cattaneo mit einer gewissen Genugtuung. Der Wähleranteil erreichte 23,03 Prozent. Die FDP zog ohne die bisherige Staatsrätin Laura Sadis ins Rennen, die nach Querelen mit der Parteileitung auf eine erneute Kandidatur verzichtet hatte. Die FDP bestätigte somit ihren einzigen Sitz in der Regierung. Diesen wird der bisherige Fraktionschef Christian Vitta einnehmen.
Auch die CVP und die SP konnten ihren jeweiligen Staatsratssitz verteidigen, mussten bei den Wähleranteilen aber Federn lassen. Die CVP rutschte auf unter 15 Prozent, die SP auf unter 13 Prozent ab. Manuele Bertoli (SP) wurde als Staatsrat bestätigt – über sein Parteiergebnis war er nicht glücklich, wie er gegenüber dem TA sagte. «Die Tessiner scheinen der Rechten mehr zu vertrauen», kommentierte er, nachdem er die Wähleranteile für die Lega und «Die Rechte» zusammengezählt hatte. Für die CVP wurde Gesundheitsdirektor Paolo Beltraminelli bestätigt. Damit besteht der neue Staatsrat ausschliesslich aus Männern.
Weit unter den Erwartungen blieben mit einem Wählerstimmenanteil von rund 4,4 Prozent die Grünen. Deren Koordinator Sergio Savoia, ein Querdenker und Unterstützer der SVP-Masseneinwanderungsinitiative, hatte Hoffnungen auf einen Staatsratssitz gehegt. Davon blieb er meilenweit entfernt. Als letzter Kanton der Schweiz wählt der Kanton Tessin seine Regierung nach dem Proporzsystem. Das bedeutet auch, dass die persönliche Popularität einzelner Parteiexponenten nicht so ausschlaggebend ist wie bei Exekutivwahlen in anderen Kantonen, die im Majorzverfahren organisiert sind.
Der langjährige Lega-Staatsrat und amtierende Stadtpräsident von Lugano, Marco Borradori, zeigte sich positiv überrascht vom Ergebnis. Er deutete an, dass die Lega nun noch mehr Verantwortung im Staatsrat und das Finanz- und Wirtschaftsdepartement übernehmen müsste. Die Lega hatte sich in ihrem Wahlkampf ganz auf eine Eindämmung der Grenzgänger konzentriert, die im Südkanton ein Politikum erster Güte darstellen. Mehr als ein Viertel aller Arbeitsplätze wird von Pendlern aus Italien besetzt. Das tägliche Verkehrschaos, insbesondere im Südtessin, und die Verdrängung einheimischer Arbeitskräfte, gekoppelt mit permanentem Lohndruck, sind deshalb Dauerthema.
Hohe Wahlbeteiligung
Die Wahlbeteiligung betrug am gestrigen Sonntag 62,3 Prozent und stieg damit gegenüber 2011 um 3,5 Prozent an. Dafür dürfte die Einführung der Briefwahl ausschlaggebend sein. Von dieser neuen Möglichkeit, die in den anderen Schweizer Kantonen längst Realität ist, machten 82,7 Prozent der Stimmbürger Gebrauch. Ein Wahlbetrug sorgte allerdings in den letzten Tagen für Aufregung. FDP-Grossratskandidat Michele Kauz hatte sich Bilder verschickt, die zeigen, dass er 14 Wahlzettel ausgefüllt hatte. Die Staatsanwaltschaft leitete auf Anzeige der Grünen eine Untersuchung ein. Zudem hatten einige Bürger ihre Wahlunterlagen auf Onlineportalen zum Verkauf angeboten.
Da LeMatin.ch (foto Keystone). Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.
La composition du gouvernement tessinois au terme des élections cantonales de dimanche reste inchangée. La Lega conserve ses deux sièges, le PLR, le PDC et le PS maintiennent chacun le leur. Aucune femme n’a été élue pour remplacer la ministre radicale démissionnaire Laura Sadis, ce qui fait de l’Exécutif tessinois le seul entièrement masculin de Suisse.
La composition du Grand Conseil sera elle annoncée lundi. La participation au scrutin a atteint 62,3 % et plus de 80 % des électeurs ont choisi de voter par correspondance.
Le dépouillement des votes, dimanche à partir de midi, a été marqué au fil des heures par une course-poursuite constante entre la Lega et le PLR qui se sont talonnés jusqu’au résultat final. La Lega, parti fondé par Giuliano Bignasca en 1991, a perdu un peu de terrain dans quelques communes de la région de Lugano considérées comme ses fiefs historiques, notamment Paradiso et Sorengo.
Au final, elle a obtenu 27,7 % des voix (-2,1 % par rapport à 2011) devançant de peu le PLR avec 26,3 % ( 1,3 %). Le PDC a décroché 17,5% des suffrages (-2,4 %) et le PS 14,8 % (-1,5 %).
Gouvernement tout au masculin, fait unique en Suisse
La Lega confirme ses deux conseillers d’Etat sortants Claudio Zali et Norman Gobbi, le PDC reconduit Paolo Beltraminelli et le PS Manuele Bertoli. Le siège de la radicale Laura Sadis, démissionnaire, n’est lui pas allé à une femme. Il sera occupé par Christian Vitta, 42 ans, économiste et chef de groupe PLR au Grand Conseil. Le Tessin devient le seul canton suisse dont l’exécutif est uniquement masculin.
Les élections 2015 pour le renouvellement du gouvernement ont été caractérisées par une nette poussée de la droite (environ 60 % entre la Lega, le PLR et «La destra», une alliance entre l’UDC et des petites formations de droite) et un recul du PDC et du PS.
Les Verts, qui briguaient un siège au gouvernement, ont subi une cuisante défaite en ne totalisant que 6,6 % des suffrages ( 0,5 %). Parmi les petites formations, «Montagna viva», qui s’était déjà présentée en 2011 et qui se bat pour la survie des régions de montagne, a obtenu un peu plus de 10’000 voix, soit 1,2 %.
Moins d’1 % pour la «Lega sud»
En revanche la «Lega sud», récemment constituée et qui prônait l’annexion du Misox (GR) au Tessin en vue du lancement d’une région autonome lombarde «du Gothard à Pavie» (I), a réalisé le plus mauvais score avec 452 votes (0,09 %).
Le meilleur résultat personnel a été obtenu par le conseiller d’Etat Claudio Zali, en charge du département du territoire, qui a totalisé 83’307 voix. Ex-juge à Lugano, Claudio Zali, 53 ans, a remplacé Michele Barra, décédé en octobre 2013 six mois après avoir succédé à Marco Borradori devenu dans l’intervalle maire de Lugano.
«La Lega a su dominer la campagne électorale en chevauchant les thèmes chers aux Tessinois, soit la peur des frontaliers, les relations tendues avec l’Italie sur le plan fiscal, la décision de la Banque nationale (BNS) de renoncer au taux plancher entre le franc et l’euro, la crise économique, sans oublier le régionalisme», a affirmé à l’ats, le politologue tessinois Oscar Mazzoleni, chargé de cours à l’Université de Lausanne.
http://www.lematin.ch/suisse/politique/La-Lega-reste-le-premier-parti-du-Tessin/story/16304554
Ultima riunione del Governo e ultimo selfie prima delle elezioni cantonali del prossimo 19 aprile. Si è tenuta oggi, mercoledì, l’ultima seduta del Governo ticinese che vedrà le sue fila rinnovarsi il prossimo 19 aprile. Quattro dei componenti del Consiglio di Stato si ripresentano – Norman Gobbi, Claudio Zali, Paolo Beltraminelli e Manuele Bertoli – ma non l’attuale direttrice del Dipartimento delle finanze e dell’economia Laura Sadis.
In seguito all’incontro, i cinque – non dimentichiamo il cancelliere Giampiero Gianella – sono andati a pranzo insieme, e per immortalare il momento, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Gobbi ha scattato un selfie poi pubblicato su Twitter accompagnato dal messaggio “Ultima riunione del #CDS con pranzo di commiato dalla collega Laura Sadis con GovSelfie d’obbligo!”
http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-GovSelfie-daddio-4333462.html
Il valico di Pizzamiglio non deve essere un caso isolato. Ieri il Governo ha approvato la risposta alla procedura di consultazione inerente la chiusura notturna dei valichi secondari preparata dal mio Dipartimento. Obiettivo ultimo: far sì che altri 9 valichi secondari vengano chiusi durante la notte, come accade oggi al valico di Pizzamiglio.
In questa mia prima legislatura, mi sono impegnato, tra le altre cose, per accrescere la sicurezza nel nostro Cantone, dotando la Polizia cantonale delle risorse umane e dei mezzi necessari. Al termine di una campagna in cui da tutte le parti si chiede concretezza, ecco i fatti: diminuzione dei furti nel 2014, collaborazione interforze accresciuta, ritorno ad una maggiore prossimità con la riapertura di posti regionali di Gendarmeria, aumento del numero degli agenti della Polizia cantonale nei prossimi anni. Se non si riesce a vedere la concretezza in tutto questo, vi rimando all’ottimo lavoro svolto da tutti nel caso della rapina di Novazzano. Più concreto di così!
Aver vinto le importanti battaglie di cui sopra non deve farci pensare di aver vinto la guerra contro la criminalità; si possono e si devono studiare e decidere altri provvedimenti che vanno a collocarsi nella visione, e nelle susseguenti strategie, messe in atto dal 2011. La chiusura dei valichi secondari rappresenta uno dei tasselli di questa strategia volta ad incrementare la nostra sicurezza. Già il 5 febbraio dello scorso anno, avevo formalmente proposto all’Amministrazione federale delle dogane di chiudere, durante le ore notturne, una serie di valichi secondari. Una prima proposta non condivisa da Berna per svariati motivi, tra essi le obbligazioni della Svizzera nel quadro dell’Accordo di Schengen. Ispirata dalla della serata organizzata dal mio Dipartimento a Mendrisio sull’emergenza furti che ha toccato il Mendrisiotto a inizio 2014, la nostra Consigliera nazionale Roberta Pantani ha quindi presentato il 5 marzo 2014 la mozione “Chiusura dei valichi secondari tra Svizzera e Italia”. Il 14 maggio il Consiglio federale ha poi accolto la mozione. A contribuire a questo importante risultato, è stata anche la visita in Ticino, avvenuta il 7 maggio 2014 sull’onda della votazione sull’immigrazione di massa, della Consigliera federale Widmer-Schlumpf, dove ho potuto renderla attenda sulle nostre preoccupazioni circa la gestione e la difesa dei confini nazionali, sulla necessità di rafforzare il Corpo delle Guardie di confine e sui margini di manovra legali che permettono la chiusura dei valichi secondari.
10 valichi secondari da chiudere
Il Consiglio di Stato si è quindi espresso ieri in merito allo studio preliminare redatto dalle Guardie di confine per l’attuazione della mozione Pantani. E, confermando quanto da me indicato alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf il 7 maggio 2014, ha proposto la chiusura notturna (dalle ore 23.00 alle ore 05.00) dei seguenti valichi: Novazzano, Ponte Faloppia, Pedrinate, Pizzamiglio, San Pietro di Stabio, Ligornetto, Arzo, Ponte Cremenaga, Cassinone e Indemini. Rispetto al rapporto delle Guardie di confine, il Governo propone di chiudere anche i valichi di Ponte Faloppia, Ligornetto e Indemini, così da poter sviluppare una strategia di sicurezza maggiormente efficace. La richiesta, anticipata il 7 maggio 2014 dal sottoscritto alla Consigliera federale Widmer-Schlumpf, si basa sul fatto che questi tre valichi sono già stati utilizzati in passato da bande di delinquenti per aggirare i controlli; inoltre, la loro chiusura non corre il rischio d’impedire il traffico residuo, visti gli altri passaggi aperti nelle vicinanze. Ed è proprio quest’ultimo aspetto derivante da un accordo in materia doganale concluso tra Svizzera e Unione europea che va valutata l’implementazione della mozione Pantani.
Difendere la porta sud della Svizzera
L’ho ripetuto più volte: il Ticino è la porta sud della Svizzera! Un Cantone confrontato con fenomeni d’importazione preoccupanti (criminalità transfrontaliera, passatori, ecc.), acuiti dalla vicinanza con l’Italia, che fatica, e non poco, a combattere la criminalità e ad avere un controllo sui flussi migratori. La chiusura dei valichi, da me sempre sostenuta, è una risposta chiara ai Ticinesi, che da tempo chiedevano misure più restrittive nel controllo dei nostri confini. Una risposta che s’impone, dato il momento storico in cui viviamo e visto che gli Accordi bilaterali hanno reso più difficile il presidio di queste zone. Per questo il Consiglio di Stato ha chiesto un’ulteriore chiusura dei valichi; ed è per questo che, con la fiducia dei Ticinesi, continuerò a sostenere questa misura, così come tutte quelle volte a rafforzare la sicurezza sul suolo ticinese. Perché la sicurezza è un bene primario che va salvaguardato e difeso, a favore della tranquillità di ogni singolo cittadino!
Norman Gobbi
L’importante ricorrenza è stata sottolineata anche con un libro commemorativo e con l’inaugurazione della nuova bandiera in Piazza Grande. In questa occasione si sono presentati in alta tenuta: i quadri in completo grigio, camicia bianca e cravatta rossa, i militi (almeno in parte) con la divisa della festa e con i guanti bianchi. Non siamo certo abituati a vederli così i cir- ca millesettecento militi iscritti alla Federazione cantonale ticinese dei corpi pompieri (Fctcp). Uomini (e qualche donna) che durante tutto l’an- no dedicano al volontariato la maggior parte del loro tempo libero con dedi- zione e non senza sacrifici per formare un fronte altamente professionale d’intervento. La loro specialità è porta- re aiuto in tutte le situazioni dove gli eventi colpiscono la popolazione o feriscono l’ambiente.
Ma sabato era giorno di festa e Piazza Grande a Locarno ha accolto dirigenti e militi provenienti da tutto il Cantone e il festoso dispositivo scenico per sottolineare i 75 anni di vita della Fctcp: cerimonia d’inaugurazione della nuova bandiera, concerto della Musica dei pompieri ticinesi e veicoli e mezzi d’intervento. Di prima mattina si è tenuta anche l’assemblea della Federazione e la presentazione del libro evocativo per i 75 anni “Di fuoco e di fatiche” cu- rato da Aldo Morosoli, svoltesi nella sala della Sopracenerina. “Pompieri in Piazza” è la cornice che ha accolto per tutta la giornata centinaia di persone che hanno voluto conoscere l’alto grado di preparazione, ammirare veicoli e mezzi e seguire dal vivo le varie esercitazioni; molti i bambini che si sono divertiti trasformandosi in Grisù in erba nel “villaggio 118” allestito dai pompieri.
Impegno esemplare
L’assemblea – presieduta dal presidente della Fctcp, nonché comandante del Corpo pompieri di Locarno maggiore Alain Zamboni – si è caratterizzata an- che per il riconoscimento di fedeltà a vari pompieri (da 15 a 35 anni di appartenenza), attaccamento sottolineato anche dall’intervento di Margrit Elbert (delegazione Compagnie assicurazioni svizzere) che ha definito «eccezionale e inestimabile la fedeltà e la dedizione dei militi ticinesi, ben più dure- vole rispetto alla media svizzera». È seguita la presentazione del volume “Di fuoco e di fatica”. «Un testo di grande storia – ha detto il presidente Alain Zamboni – sono pagine che ci riempio- no di orgoglio».
Poi, sulla piazza affollata, un grande applauso ha salutato il nuovo vessillo. Un “battesimo” che ha avuto per madrina e padrino il sindaco di Locarno Carla Speziali e il maggiore Ivan Weber; la benedizione è stata impartita dal vicario episcopale don Claudio Mottini. Nel suo intervento il consigliere di Stato Norman Gobbi si è rifatto allo spirito che 75 anni or sono ha animato il dire del generale Henri Guisan, invitando (allora i soldati, oggi i pompieri) a essere uniti e a impegnarsi per il bene comune: «Questo gonfalone è il simbolo dell’unione di tanti cuori» ha detto, aggiungendo: «Non si fa, si è pompiere».
Il significato della nuova bandiera è stato illustrato dal comandante ten col Alain Zamboni: «È un elemento di identificazione che riassume le peculiarità che ci caratterizzano; fondo rosso e blu (i colori del Ticino) con cinque fiammelle ondeggianti di diverso colore a rappresentare le varie casisti- che d’azione: incendio, inquinamenti, danni della natura, incidenti stradali e di natura diversa».
di Fausta Pezzoli-Vedova, LaRegione Ticino, 13.04.2015