Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

Attività in costante aumento alla Sezione della circolazione

La Sezione della circolazione resta uno fra i servizi più sollecitati dell’Amministrazione cantonale. I dati del 2017 mostrano infatti che sono state più di 575’000 le pratiche evase, con una media di circa mille telefonate ricevute ogni giorno. Il fatturato totale si è attestato a poco più di 174 milioni di franchi.

Il rendiconto della Sezione della circolazione mostra un ulteriore consolidamento dell’attività, che si è tradotta in 575’095 pratiche gestite dai diversi settori durante lo scorso anno, per un introito finanziario complessivo di 174’379’920.22 franchi.

La situazione delle immatricolazioni ha confermato anche nel 2017 le tendenze pluriennali. Il parco veicoli del Cantone Ticino è ulteriormente aumentato, e a fine anno contava 328’218 fra autoveicoli, motoveicoli, veicoli di lavoro, agricoli, rimorchi e altro; un dato che segnala un aumento del 0.63% rispetto a quello di fine 2016 (326’162). A incidere particolarmente sono state le automobili, passate da 226’713 a 227’908 unità, mentre il settore della navigazione ha conosciuto un lieve calo da 7’029 a 6’964 natanti immatricolati.

Particolarmente significativi risultano anche i dati dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione. Nel 2017 sono state emanate 72’916 decisioni, con una crescita del 14.58%. A motivare questo aumento, che si inserisce in una tendenza pluriennale, sono soprattutto le nuove norme, dai quali deriva anche una maggiore complessità nella gestione dei procedimenti amministrativi e penali.

Per quanto riguarda l’Ufficio tecnico, tra settembre e dicembre 2017, vi è stata la chiusura di tre piste per i collaudi. Questa misura si è resa necessaria per eseguire degli importanti lavori che hanno portato all’eliminazione delle fosse d’ispezione e alla posa di 8 nuovi elevatori per autoveicoli leggeri che sono operativi dal 1. agosto 2017. La chiusura temporanea, ha contribuito in buona parte alla diminuzione del 18.09% del numero dei collaudi che sono passati dai 64’943 del 2016 ai 53’197 del 2017. Per quanto riguarda infine il contatto con i cittadini, il 2017 è stato il quinto anno di attività del “Contact center”: le sollecitazioni si sono confermate altissime, con un totale di 212’310 chiamate telefoniche.

A livello di informatico, si è registrato un incremento di visite del 15.15% sulla pagina www.ti.ch/circolazione. Gli apprezzati  servizi online offerti dalla Sezione della circolazione – quali la modifica della data del collaudo; quella dell’indirizzo di domicilio;
l’appuntamento per l’esame pratico e il pagamento della e-fattura – sono stati ulteriormente potenziati. Infatti, da inizio maggio 2017, l’utente può partecipare alle aste online per aggiudicarsi i numeri di targa più interessanti oppure acquistarne altri a prezzo
fisso. Nel corso degli otto mesi di attività sono state vendute 125 targhe all’asta online e 826 targhe a prezzo fisso (auto e moto) per un introito complessivo di 792’550 franchi, mentre la vendita diretta ha fruttato 225’700 franchi per un totale complessivo di
1’018’250 franchi.

Inoltre a partire dal mese di novembre è possibile pagare online le multe ordinarie e le tasse di giudizio dei provvedimenti amministrativi (revoche, ammonimenti).

La semplificazione delle relazioni fra cittadino e Stato è un obiettivo strategico al quale il Dipartimento delle istituzioni ha dedicato particolare attenzione negli ultimi anni, e alcune delle principali innovazioni introdotte in questo ambito hanno interessato proprio la Sezione della circolazione con la sua offerta di servizi online.

Rimborsiamo l’imposta

Rimborsiamo l’imposta

Articolo apparso nell’edizione di mercoledì 31 gennaio 2018 de La Regione

Targhe auto, i ricorsi accolti fanno saltare i calcoli. Saranno ristornati in totale 8 milioni di franchi Gobbi: ‘Il tribunale ci ha messo dei paletti. L’attuale legge ha palesato i suoi limiti’. Riforma attesa per l’estate.

La “mazzata” del 2017 non era legale. Il Consiglio di Stato non poteva azzerare di punto in bianco il bonus agli automobilisti, raddoppiandogli l’importo da versare. Poteva al massimo aumentare del 10% il prelievo, non di più. Dunque il governo correrà ai ripari, prima che una valanga di ricorsi (sulle fatture del 2018, appena recapitate ai conducenti) blocchi del tutto l’ingranaggio.
Lo farà ristornando circa otto milioni di franchi a chi, nel 2017, si è visto aumentare la tassa di circolazione (poi sostanzialmente confermata nel 2018). Questo l’effetto della decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello, di cui ‘La Regione’ ha riferito ieri. I giudici hanno dato (parzialmente) ragione a quattro cittadini che, grazie al sostegno del Fronte degli automobilisti ticinesi (Fat), avevano contestato l’aumento (vedi sotto). L’indomani il Dipartimento delle istituzioni ha fatto sapere di “prendere atto” della decisione, ma soprattutto “considerato l’impatto del provvedimento” di voler proporre all’Esecutivo di “restituire l’importo versato in eccesso a tutti i cittadini ticinesi che hanno avuto un aumento delle imposte di circolazione 2017”, ricalibrando “allo stesso modo” anche le imposte 2018. I colleghi hanno già dato un via libera di principio all’operazione, ci spiega il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Ma, chiediamo, cosa non ha funzionato nel sistema? L’adeguamento dei bonus e dei malus si era reso necessario per garantire la neutralità finanziaria degli ecoincentivi, così come prevede la legge. «L’errore a mio avviso sta nel manico – risponde il ministro –: il fondo vincolato alla neutralità finanziaria e la rapida evoluzione del parco veicoli hanno palesato tutti i limiti dell’attuale base legale. L’adeguamento delle imposte, lo ricordo, è stato attuato per rispondere al principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge vigente, un principio sul quale oggi il Tribunale ci dice che possiamo anche soprassedere: devi garantire la neutralità tra bonus e malus, ma hai anche delle limitazioni sui correttivi da porre – sintetizza Gobbi –. Abbiamo voluto correggere il prima possibile il disavanzo tra bonus e malus che stava diventando importante, ma alla fine dell’operazione ci troveremo con una perdita a bilancio di circa otto milioni». E che “penalizzerà il raggiungimento degli obiettivi della manovra di risanamento delle finanze cantonali”, come si legge nella nota del Di. Questo perché, come detto, non ci si limiterà a versare il dovuto (circa tremila franchi) solo ai ricorrenti. «Ritengo che politicamente non si possa applicare la decisione solo a coloro che hanno fatto ricorso – spiega Gobbi –, ma sia equo e corretto dare la possibilità di rimborso a tutti coloro che hanno avuto un peggioramento dell’imposta oltre il limite del 10% fissato dal Tribunale. Il margine di apprezzamento del governo è un elemento importante della sentenza». La fattura del 2018 va pagata comunque? «Sì perché è stata emessa. Non sapevamo che la decisione sui ricorsi sarebbe giunta proprio in questi giorni…». Il ristorno verrà versato in seguito, secondo modi e tempistiche ancora da definire e sulle quali ci vorrà l’avallo dell’Esecutivo. «Dovremo trovare le modalità d’attuazione, garantendo che l’onere amministrativo sia ponderato alla necessità». Semmai ci fosse bisogno di dirlo, tutto il “pasticcio” giustifica ancor di più l’annunciato cambio del calcolo. Il Dipartimento vuole trovare una soluzione entro l’estate, in modo da poterla già applicare nel 2019. «Il gruppo di lavoro sta testando le simulazione del sistema di calcolo, ponderando tutti gli elementi. L’obiettivo è di trovare un calcolo che si più stabile e meno complesso di quello attuale».

Imposte di circolazione 2017

Imposte di circolazione 2017

In seguito alla decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale di appello di accettare il ricorso di quattro cittadini ticinesi sulla modifica dell’imposta di circolazione 2017, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi intende proporre al Governo di riversare ai cittadini ticinesi circa 8 milioni di franchi pagati in eccesso con le imposte di circolazione nel 2017 e nel 2018.

Il Dipartimento delle istituzioni ha preso atto della decisione della Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello su quattro ricorsi inoltrati da cittadini ticinesi contro la decisione concernente l’aumento delle imposte di circolazione per l’anno 2017.
Una decisione dell’Esecutivo cantonale per garantire il rispetto del principio della neutralità finanziaria sancito dalla legge sulle imposte di circolazione del 2009 – e approvata dal Gran Consiglio – correggendo gli importi dei bonus e dei malus applicati.

L’Autorità giudiziaria ha parzialmente accolto il ricorso inoltrato dai cittadini. In particolare è stato ritenuto troppo alto il margine di apprezzamento che la norma legale lascia al Governo. In questo senso il Tribunale ha quantificato in una variazione massima del 10% lo spazio di manovra accettabile. Pertanto la Sezione della circolazione dovrà emettere una nuova fattura che tenga conto della riduzione del bonus applicato per l’anno 2017 e per il 2018 unicamente ai quattro cittadini che avevano inoltrato formalmente reclamo, come emerge da una valutazione giuridica del Consiglio di Stato. Nel concreto si tratta di versare un importo totale di circa 3’000 franchi per il 2017 e il 2018.

Considerato l’impatto del provvedimento, nelle prossime sedute il Consigliere di Stato Norman Gobbi porterà sul tavolo del Governo la proposta di restituire l’importo versato in eccesso a tutti i cittadini ticinesi che hanno avuto un aumento delle imposte di circolazione per il 2017. Allo stesso modo anche le imposte del 2018 saranno ricalibrate di conseguenza. Si tratterebbe di una somma di circa 4 milioni per il 2017 su un totale di quasi 111 milioni di incassi (3,6 %) e circa 4 milioni per il 2018 su una somma di poco superiore ai 109 milioni. Questo provvedimento, se accolto dall’Esecutivo, impedirà però di dar seguito al principio della neutralità finanziaria del sistema di calcolo imposta dalla legge e penalizzerà il raggiungimento degli obiettivi della manovra di risanamento delle finanze cantonali (tema quest’ultimo peraltro già trattato anche in occasione dell’approvazione del Preventivo per il 2018).

 

Da 10 a 50 franchi in meno

Da 10 a 50 franchi in meno

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 16 gennaio de La Regione.

Imposta di circolazione, lo sconto è accordato soprattutto ai 18mila conducenti più penalizzati nel 2017

Barboni, aggiunto capo della Sezione: ‘Il sistema di incentivi è normale che abbia una durata. Ha funzionato, perché il cambiamento c’è stato’.

Da 10 a 50 franchi in meno. L’imposta di circolazione 2018 è un po’ meno salata sia per i veicoli più inquinanti, quindi penalizzati dal sistema degli ecoincentivi, sia per quella categoria di automobilisti che aveva ricevuto una vera e propria ‘stangata’ l’anno scorso. Come deciso dal Consiglio di Stato in dicembre, la Sezione della circolazione ha proceduto ad applicare lo sconto, ridistribuendo così l’eccedenza registrata in cassa nel 2017. La legge sancisce che l’impatto dei ‘bonus’ e dei ‘malus’ deve risultare neutro: se quindi l’anno scorso si era corsi ai ripari perché il saldo era in rosso (troppi i bonus, troppo pochi i malus), oggi c’è margine per restituire una piccola parte dell’incasso. Più di un milione, la maggior parte ripartito tra i 18mila conducenti di macchine che emettono da 121 a 130 grammi di CO2 al chilometro. «È stata la categoria più penalizzata dall’adeguamento – spiega Aldo Barboni, aggiunto e sostituto capo della Sezione della circolazione –. Per questo il coefficiente è stato ritoccato al ribasso del 5%, ciò che in media si quantifica in una riduzione di 20 franchi dell’imposta». Conducenti che fino al 2016 erano al beneficio di un bonus che dimezzava la fattura, e che si sono ritrovati a pagarla “piena” nel 2017. «La riduzione del coefficiente è stata applicata anche alle categorie a cui viene applicato il malus – riprende Barboni – con riduzioni tra i 10 e i 50 franchi della fattura». Per chi riceve il bonus invece nessuna variazione, così come per gli 80mila veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 2009, data in cui è entrato in vigore il sistema basato sulle emissioni di CO2. «Sistema di incentivi che, vorrei sottolinearlo, ha dimostrato di funzionare – commenta ancora l’aggiunto capo della Circolazione –. Gli incentivi hanno una durata, perché servono, lo dice il termine, a incentivare il cambiamento. Cambiamento che c’è stato». Il parco veicoli aumenta ogni anno e diventa sempre più ‘eco’. Raggiunto l’obiettivo, è tempo di voltare pagina. Il Dipartimento ha già approfondito la questione della nuova formula, ma nel frattempo sono state depositate delle iniziative popolari che sollecitano altro. Se nel nuovo calcolo, stando a quanto aveva dichiarato Norman Gobbi al nostro giornale in dicembre, si dovrebbero confermare le prime ipotesi (che combinavano sia il fattore delle emissioni che quello del peso), ci sarebbe più apertura sulla richiesta di mettere un tetto all’incasso globale dell’imposta. Oggi (dato 2018) con le targhe lo Stato incassa 136 milioni, a cui si aggiungono quelle della navigazione, per un totale che raggiunge in pratica i 140 milioni di franchi. L’iniziativa del Ppd chiede di non oltrepassare gli 80 milioni. Si vedrà. «Personalmente non credo sia utile mettersi oggi dei paletti – commenta Barboni –. C’è un gruppo di lavoro che sta studiando la soluzione migliore con il coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti. La volontà è quella di approfondire più vie». Il nuovo calcolo sarà portato all’attenzione del Gran Consiglio entro l’estate, con l’intenzione di applicarlo dall’anno prossimo. Intanto dalla Circolazione richiamano l’attenzione alle procedure già disponibili che facilitano il compito ai conducenti: oltre a pagare la fattura dell’imposta online, è pure possibile annunciare il cambio d’indirizzo (ed evitare che la busta faccia il giro del cantone…). Al sito www.ti.ch/circolazione sono disponibili diversi servizi online, che evitano all’utente di fare la fila allo sportello. Anche per depositare le targhe non è più necessario recarsi a Camorino.

Imposte di circolazione 2018

Imposte di circolazione 2018

Nel 2018 il totale dell’importo fatturato si attesta a circa 136 milioni di franchi, leggermente inferiore al 2017, ai quali si aggiungono circa 3.6 milioni per le imposte di navigazione. Come deciso dal Consiglio di Stato nel mese di dicembre scorso, il saldo positivo di oltre un milione di franchi ottenuto con i correttivi introdotti a inizio 2017 nel meccanismo dell’imposta di circolazione è stato ridistribuito agli automobilisti ticinesi. L’operazione ha comportato così una leggera diminuzione delle imposte di circolazione auto per la categoria maggiormente penalizzata lo scorso anno (121-130 grammi di CO2/km), ma anche per le altre categorie colpite da malus.

In generale la categoria maggiormente penalizzata nel 2017 (121-130 grammi di CO2/km) ha ottenuto una riduzione media di circa 20 franchi, mentre le altre categorie colpite da un malus hanno in generale ricevuto uno sconto compreso tra i 10 e i 50 franchi. Per tutte le altre categorie di veicoli non c’è stata invece nessuna variazione.

Anche nel 2017 si è registrata una leggera crescita del parco veicoli automobili, passato dalle 226’713 unità immatricolate a fine 2016 alle 227’908 di fine 2017: questo comporta ovviamente un aumento dei beneficiari degli ecobonus. Come previsto dall’attuale legge, la decisione del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre ha permesso di garantire la neutralità finanziaria nella distribuzione dei bonus e dei malus. Il calcolo dell’imposta di circolazione di base anche per quest’anno non è stato modificato. A questo proposito si rammenta che il Consiglio di Stato intende tuttavia rivedere l’attuale formula di calcolo delle automobili, dando così seguito al progetto avviato nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni, con il coinvolgimento di tutti i principali attori del settore.

Infine si rammenta che sarà possibile pagare l’imposta di circolazione entro il 1. marzo 2018, anche tramite la procedura elettronica (e-fattura) disponibile sul sito internet della sezione nella rubrica denominata “online”. Da tempo infatti il Dipartimento delle istituzioni dedica una particolare attenzione alla digitalizzazione dei servizi dell’Amministrazione cantonale, e negli ultimi anni ha ampliato l’offerta elettronica dei servizi della Sezione della circolazione. Tutti i servizi e le procedure online sono stati riassunti in un volantino informativo intitolato “Per uno Stato più vicino ai cittadini” allegato alla fattura dell’imposta di circolazione. Nell’ambito del programma cantonale di prevenzione “Strade sicure” sarà inoltre recapitato anche un opuscolo di presentazione dell’associazione Nez Rouge Maggiori informazioni possono essere ottenute visitando la pagina www.ti.ch/circolazione.

Buone notizie per gli automobilisti ticinesi

Buone notizie per gli automobilisti ticinesi

Giornale del Popolo – Redazione.

L’anno prossimo gli automobilisti ticinesi pagheranno meno per l’imposta di circolazione. Il motivo? I correttivi introdotti a inizio 2017 nel meccanismo dell’imposta di circolazione, fa sapere il Governo, hanno portato a un saldo positivo bonus- malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato. In base al principio della neutralità finanziaria del programma di ecoincentivi, questo importo sarà dunque ridistribuito agli automobilisti, riducendo le imposte di circolazione. A beneficiarne sarà soprattutto la categoria più penalizzata lo scorso anno (121-130 grammi di CO2/km). L’attuale sistema di calcolo per l’imposta di circolazione, ricorda nella propria nota il Consiglio di Stato, si basa sul principio degli ecoincentivi, premiando le automobili più efficienti. La crescita del numero di veicoli in circolazione nel nostro Cantone – ch e aveva portato con sé un aumento dei beneficiari degli “e cobonus” – aveva tuttavia reso sempre più difficile per il Cantone rispettare il principio della neutralità finanziaria del sistema di sovvenzioni. All’inizio di quest’anno si era reso necessario intervenire, adeguando i coefficienti che stabiliscono l’importo che ogni conducente è tenuto a pagare. Ciò aveva comportato un aumento dell’importo per alcune categorie di vetture. Ma, siccome nel 2018 il meccanismo dell’imposta si baserà ancora sul principio degli ecoincentivi, il Consiglio di Stato ha approvato mercoledì una modifica del Regolamento di applicazione della Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore. Una decisione che permetterà di azzerare il saldo positivo registrato dal sistema: le eccedenze accumulate nel 2017 saranno infatti redistribuite agli automobilisti del Cantone, garantendo la neutralità finanziaria prevista dalla legge. A beneficiare della compensazione finanziaria nel 2018 saranno come detto soprattutto i veicoli colpiti lo scorso anno da un forte aumento dell’imposta, ad esempio i veicoli con emissione di CO2 compresa fra 121 e 130 grammi al chilometro. In questo caso il coefficiente di moltiplicazione passa da 1 a 0,95. Leggera riduzione anche per i veicoli colpiti da malus (ossia un’e m i ssi one di CO2 superiore a 140 grammi), per cui il coefficiente di moltiplicazione viene ridotto dello 0,02. Confermata invece per il 2019 l’intenzione del Governo di rivedere la formula di calcolo. A questo proposito l’Esecutivo ha fatto sapere che entro la prossima estate sarà presentato il messaggio apposito, che dovrà «tradurre in realtà la proposta finale del Gruppo di lavoro che è stato incaricato di sviluppare il nuovo meccanismo, proposta che cercherà ovviamente di tener conto dell’esito della passata consultazione e delle iniziative popolari p endenti».

Automobilisti: Piccolo sconto dopo la stangata

Automobilisti: Piccolo sconto dopo la stangata

Corriere del Ticino – Massimo Solari.

L’imposta di circolazione del 2018 scende – Ne beneficerà soprattutto chi era stato penalizzato a gennaio Un milione da ridistribuire su oltre 79.000 veicoli – Norman Gobbi: «Entro l’estate la proposta per il 2019»
A gennaio diversi automobilisti potrebbero vivere un secondo Natale. Sì perché dopo la stangata del 2017, l’imposta di circolazione del prossimo anno diminuirà leggermente. Lo ha annunciato ieri il Dipartimento delle istituzioni, precisando che la decisione è stata presa dal Governo alla luce degli incassi eccessivi registrati. «I correttivi introdotti a inizio 2017 nell’imposta di circolazione – si spiega – hanno portato a un saldo positivo bonus-malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato: in base al principio della neutralità finanziaria del programma cantonale di ecoincentivi, questo importo sarà ridistribuito nel 2018 agli automobilisti ticinesi». E a beneficiare di questo piccolo sconto sarà proprio chi a inizio anno era stato particolarmente penalizzato, ossia la categoria di veicoli con emissioni tra i 121 e i 130 grammi di CO2/Km. Tenuto conto della leggera riduzione che interesserà anche le automobili con un’emissione maggiore a 140 grammi, nel complesso saranno 79.161 i veicoli toccati, in particolare VW Golf e Skoda Octavia. Si tratta del 53% dei 147.108 che oggi sottostanno al sistema degli ecoincentivi e per i quali lo sconto medio sarà di poco meno di 13 franchi.
Ma a fronte dell’importante rincaro del 2017, quello che arriverà a gennaio sarà un mero contentino? «Sarà anche un contentino, ma frutto di una decisione di coerenza e legalità» sottolinea il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi. Per poi precisare: «Come lo scorso anno si è dovuto essere coerenti e legali nel rispettare la neutralità finanziaria di un conto – quello dei bonus/malus – che era in passivo, allo stesso modo è corretto che la leggera eccedenza registrata quest’anno venga ritornata a chi maggiormente ha contribuito al risanamento del citato conto. E cioè coloro che hanno subito il maggior aumento sull’imposta di circolazione 2017». Nel 2019 la musica dovrebbe però cambiare. Il Governo ha infatti confermato la volontà di rivedere la formula di calcolo per le imposte di circolazione. E, come anticipato dal Corriere del Ticino lo scorso marzo, la soluzione alla quale si tende prevede l’addio al sistema bonus/malus e il ricorso a due soli parametri: la massa a vuoto del veicolo e le sue emissioni di CO2. A Gobbi abbiamo chiesto di aggiornare le tempistiche del messaggio. «Dovremmo arrivare entro l’estate con una proposta che fungerà in sostanza da controprogetto alle iniziative pendenti in Parlamento».
In effetti la riforma in corso non è il solo dossier sul tavolo della politica. L’inasprimento dell’imposta a inizio 2017 – in alcuni casi addirittura raddoppiata – era sfociata in reclami, ricorsi e anche nel lancio di una doppia iniziativa popolare targata PPD. Un’azione riuscita, dal momento che il testo «Per un’imposta di circolazione più giusta» ha raccolto 12.114 firme, mentre in 10.306 hanno sottoscritto «Gli automobilisti non sono un bancomat» con cui si chiede il risarcimento di quanto pagato in più per il 2017.
Entrambe ritenute ricevibili, le iniziative come verranno ponderate nel quadro nella nuova formula di calcolo? «L’obiettivo – conclude Gobbi – è quello di lavorare di concerto con tutti gli attori coinvolti, al fine di individuare una soluzione il più possibile condivisa. Evidentemente accontentare tutti non sarà facile».

Imposte di circolazione 2018: prevista una diminuzione

Imposte di circolazione 2018: prevista una diminuzione

I correttivi introdotti a inizio 2017 nel meccanismo dell’imposta di circolazione hanno portato a un saldo positivo bonus-malus superiore di circa un milione di franchi, rispetto a quanto preventivato: in base al principio della neutralità finanziaria del programma cantonale di ecoincentivi, questo importo sarà ridistribuito nel 2018 agli automobilisti ticinesi. L’operazione comporterà dunque una leggera diminuzione delle imposte di circolazione, principalmente per la categoria più penalizzata lo scorso anno (121-130 grammi di CO2/km), ma anche per le altre categorie colpite da malus.

L’attuale sistema di calcolo per l’imposta di circolazione si basa sul principio degli ecoincentivi, che premia le automobili più efficienti. La crescita del numero di veicoli in circolazione nel nostro Cantone – che aveva portato con sé un aumento dei beneficiari degli «ecobonus» – aveva tuttavia reso sempre più difficile per il Cantone rispettare il principio della neutralità finanziaria del sistema di sovvenzioni, sancito nella Legge sulle tasse e imposte di circolazione. All’inizio del 2017 era quindi stato necessario intervenire – secondo le prescrizioni di legge – e adeguare i coefficienti che stabiliscono l’importo che ogni conducente è tenuto a pagare; questo aveva comportato un aumento dell’importo per alcune categorie di vetture.

Poiché nel 2018 il meccanismo dell’imposta di circolazione si baserà ancora sul principio degli ecoincentivi, nella seduta di ieri il Consiglio di Stato ha approvato una modifica del Regolamento di applicazione della legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore. Questa decisione permetterà di azzerare il saldo positivo registrato dal sistema: le eccedenze accumulate nel 2017, pari a circa un milione di franchi, saranno infatti redistribuite agli automobilisti del Canton Ticino, garantendo la neutralità finanziaria prevista dalla legge.

A beneficiare della compensazione finanziaria nel 2018 saranno in particolare i veicoli colpiti lo scorso anno da un forte aumento dell’imposta di circolazione, quali i veicoli con emissione di CO2 compresa fra 121 e 130 grammi di CO2/km. In questo caso il coefficiente di moltiplicazione passa da 1 a 0.95. Leggera riduzione anche per i veicoli colpiti da malus (emissione di CO2 superiore a 140 grammi): in questi casi il coefficiente di moltiplicazione viene ridotto di 0.02.

Il Consiglio di Stato ha inoltre confermato che per l’anno 2019 intende rivedere l’attuale formula di calcolo per le imposte di circolazione, dando seguito al progetto avviato nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni, con il coinvolgimento di tutti i principali attori del settore. Il Governo presenterà prima dell’estate del 2018 il messaggio destinato a tradurre in realtà la proposta finale del Gruppo di lavoro che è stato incaricato di sviluppare il nuovo meccanismo, proposta che cercherà ovviamente di tener conto dell’esito della passata consultazione e delle iniziative popolari pendenti.

Nominato il Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione

Nominato il Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione

Il Consiglio di Stato, nella seduta de 20 dicembre 2017, ha nominato il signor Christian Cattaneo quale Capo dell’Ufficio tecnico della Sezione della circolazione.

Nato il 20 febbraio 1974 a Lugano, Christian Cattaneo è cresciuto a Melide; coniugato con Barbara e papà di Nicole, nel 1998 ha conseguito la laurea in informatica e matematica presso l’Università di Friburgo.

Dopo una prima esperienza presso una società di consulenza di Ginevra, Christian Cattaneo ha assunto nel 2000 il ruolo di relationship manager presso il Centro sistemi informativi fino al 2010, anno in cui è entrato nel Dipartimento delle istituzioni presso la Segreteria generale per la conduzione di progetti strategici tra i quali l’implementazione della rete radio di sicurezza nazionale Polycom utilizzata dalla Polizia cantonale e dagli altri enti di primo intervento nonché l’edificazione della nuova centrale comune di allarme e parallelamente l’adozione del nuovo sistema integrato di condotta utilizzato dalle principali forze dell’ordine attive sul territorio cantonale.

Nella sua funzione di capo progetto ha avuto modo di affinare le sue competenze nella pianificazione, nella gestione, nella conduzione, nel coordinamento e nel controllo delle attività dei progetti, nonché sviluppare buone capacità decisionali, di analisi e di sintesi. Inoltre la lunga esperienza presso l’Amministrazione cantonale gli ha permesso di acquisire una completa conoscenza delle procedure, questo garantirà quindi la possibilità di entrare in funzione dal 1° gennaio 2018. Nel suo nuovo ruolo Christian Cattaneo sarà inoltre chiamato a completare l’importante progetto di riorganizzazione in atto presso l’Ufficio tecnico e nel contempo garantire la direzione dell’Ufficio.

Infine il Consiglio di Stato coglie l’occasione per esprimere un pensiero di gratitudine all’attuale capo ufficio Alfio Ghidossi per l’impegno e la dedizione profusi durante la sua pluriennale esperienza professionale e per rivolgergli i migliori auguri di un sereno pensionamento e formula i propri auguri a Christian Cattaneo per la nuova sfida che lo attende all’interno dell’Amministrazione cantonale.