Rete ferroviaria: il Ticino chiede interventi strutturali

Rete ferroviaria: il Ticino chiede interventi strutturali

Gobbi: «L’asse nord-sud è sotto pressione, servono decisioni rapide»

Il documento che arriverà sul tavolo del Consiglio federale porta la firma di sei cantoni: Basilea Città, Basilea Campagna, Ginevra, Ticino, Vallese e Vaud. Un appello unitario, trasversale alle regioni linguistiche, che solleva una preoccupazione comune:la rete ferroviaria svizzera ha raggiunto i propri limiti di capacità. La risoluzione è stata presentata in occasione del terzo Congresso nazionale delle ferrovie, Bahn26, che si è svolto a Basilea in gennaio. Per il nostro Cantone il documento è stato sottoscritto dal presidente del Consiglio di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, che, unitamente ai suoi colleghi, chiede alla Confederazione un deciso potenziamento dell’offerta e delle infrastrutture ferroviarie. «Per il Ticino avere una rete ferroviaria efficiente è una necessità vitale – spiega Gobbi –l’asse nord-sud è la nostra spina dorsale, rappresenta il principale corridoio del traffico ferroviario transalpino di merci e collega i principali poli svizzeri alla regione metropolitana diMilano».

I punti critici della rete ferroviaria
Già oggi, sottolineano i Cantoni nella risoluzione, le infrastrutture ferroviarie sono sottoposte a una pressione crescente: pendolarismo in aumento, traffico merci intenso e una popolazione destinata a crescere ulteriormente. Su molte linee, traffico viaggiatori e merci convivono sugli stessi binari, con inevitabili ripercussioni sulla puntualità e sulla qualità del servizio. «Alla Confederazione chiediamo segnali chiari –precisa Gobbi –priorità definite, tempistiche certe e finanziamenti adeguati. La rete ferroviaria deve essere in grado di rispondere alla crescente domanda. Questo richiede uno sviluppo dell’offerta e delle infrastrutture adeguato alle reali esigenze, senza indugio».

Le richieste del Ticino
Ogni Cantone ha presentato richieste relative alla realizzazione di progetti all’indirizzo del Consiglio federale e, per il Ticino, la priorità è chiara: rafforzare l’asse nord-sud, migliorando capacità e tempi di percorrenza verso Milano, città che rappresenta il vero capolinea dell’asse ferroviario. Le strozzature nei nodi di Bellinzona, Lugano e Mendrisio, così come sul versante italiano, limitano oggi l’efficienza del Tunnel di base del San Gottardo e penalizzano un servizio ferroviario competitivo, nonostante le distanze ridotte. «AlpTransit ha cambiato il volto della mobilità svizzera – afferma il presidente del Governo –ma senza interventi mirati sui nodi e sul versante italiano rischiamo di non sfruttarne appieno il potenziale».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 25 gennaio 2026 de Il Mattino della domenica

Valutazione della spesa pubblica del Cantone Ticino: lo studio dell’istituto BAK Economics

Valutazione della spesa pubblica del Cantone Ticino: lo studio dell’istituto BAK Economics

Comunicato stampa

Il Comitato guida per la revisione della spesa, composto da membri del Consiglio di Stato e della Commissione gestione e finanze del Gran Consiglio, ha presentato oggi i principali risultati dello studio sulla spesa pubblica del Cantone Ticino effettuata dagli specialisti dell’istituto di ricerca BAK Economics di Basilea. I dati raccolti mostrano che il Ticino, per finanziare le stesse prestazioni alla popolazione, registra costi leggermente superiori rispetto agli altri Cantoni (circa l’1%) – con un differenziale di costo che si attesta a circa 96,7 milioni di franchi.

Nell’ambito della discussione sul Preventivo 2024 del Cantone, il Gran Consiglio aveva approvato l’iniziativa parlamentare «Per la revisione della spesa dello Stato». In risposta a questo mandato, il Comitato guida per la revisione della spesa – composto da membri del Consiglio di Stato e della Commissione parlamentare gestione e finanze – si è rivolto all’istituto di ricerca BAK Economics di Basilea, commissionando uno studio dettagliato sulla spesa pubblica del Cantone.  
L’analisi si è concentrata sull’esame sistematico dei costi sostenuti dallo Stato per l’erogazione delle prestazioni pubbliche, in 29 ambiti operativi. La metodologia del benchmarking intercantonale ha permesso di tenere distinte le componenti di costo strutturali – che sono difficilmente influenzabili, in quanto legate a fattori demografici o geografici – dai costi unitari, che sono frutto di decisioni politiche.  
L’analisi, basata sui dati relativi al 2022, ha mostrato che le uscite nette per abitante (i cosiddetti «costi standard») del Cantone Ticino sono superiori del 5% rispetto alla media degli altri 25 Cantoni svizzeri. Tuttavia, lo studio ha riscontrato che il Cantone Ticino presenta significativi svantaggi strutturali, a causa di alcuni fattori non influenzabili a livello politico. Di conseguenza, per garantire alla sua popolazione un livello di prestazioni paragonabile a quello di altri Cantoni, il Ticino deve sostenere costi del 4% superiori alla media intercantonale. Questi svantaggi strutturali sono riscontrati in particolare nei settori dell’istruzione, della salute e della socialità (le voci di spesa «ospedali», «anziani» e «invalidità»).  
Concentrando l’attenzione sulle componenti di spesa politicamente influenzabili (i cosiddetti «costi unitari»), i ricercatori del BAK Economics hanno così evidenziato che la spesa in Ticino risulta essere dell’1% superiore rispetto alla media dei Cantoni strutturalmente simili. 
A livello metodologico, va sottolineato che il benchmarking intercantonale non ha lo scopo di indicare potenziali di risparmio garantiti o realizzabili nel corto termine. Si tratta invece di uno strumento di supporto e orientamento per i decisori politici, che punta ad assisterli nelle riflessioni strategiche e, eventualmente, nell’elaborazione di misure concrete. Qualsiasi conclusione sull’effettivo potenziale di risparmio per il Cantone Ticino dovrà tenere conto dei contesti istituzionali e politici. Inoltre, va ricordato che un livello di costi superiore alla media in un determinato ambito potrebbe essere il risultato di precise scelte politiche.  
I lavori del Comitato guida per la revisione della spesa proseguiranno e terranno conto dei risultati dello studio, che può essere consultato, nella sua versione integrale, collegandosi alla pagina web www.ti.ch/finanze-cantonali.

Il Consiglio di Stato incontra la Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider

Il Consiglio di Stato incontra la Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider

Comunicato stampa

Una delegazione del Consiglio di Stato ha incontrato oggi a Berna la Consigliera federale e responsabile del Dipartimento federale dell’interno Elisabeth Baume-Schneider in rappresentanza del Consiglio federale. Nel corso dell’incontro, richiesto dal Governo ticinese nelle scorse settimane, sono stati affrontati diversi temi di rilevanza per il Cantone Ticino come la perequazione finanziaria intercantonale, le misure di risparmio della Confederazione e il tema dell’aumento dei costi della salute che – come noto – ha un impatto molto forte sulle famiglie ticinesi e sulle finanze cantonali. Con questo genere di incontri, il Consiglio di Stato intende rafforzare la consapevolezza delle autorità federali sulla complessità delle sfide che il Ticino sta affrontando e per individuare margini di manovra per attuare misure concrete.

Una delegazione del Consiglio di Stato, composta dal Presidente del Governo Norman Gobbi e dai Consiglieri di Stato Raffaele De Rosa e Marina Carobbio Guscetti, ha incontrato oggi a Berna la Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider accompagnata da alcuni rappresentanti dall’Amministrazione federale, tra cui la direttrice dell’Amministrazione federale delle finanze Sabine D’Amelio-Favez.
L’incontro ha permesso uno scambio franco e diretto con le autorità federali in particolare sull’aumento dei costi della salute e sulle conseguenze di questa dinamica a livello cantonale. Il Consiglio di Stato ha anzitutto ricordato che la forte crescita dei premi di cassa malati, negli ultimi anni, ha avuto un impatto rilevante sul bilancio delle famiglie e sulle finanze del Cantone. La delegazione ha inoltre sottolineato la particolare situazione a livello economico e sociale in Ticino.
Alla luce del quadro descritto, fonte di enorme preoccupazione sotto ogni prospettiva, il Consiglio di Stato ticinese ha ribadito la richiesta di considerare con urgenza l’adozione di misure strutturali a livello federale, per evitare che l’attuale problema dell’assicurazione malattia – con una situazione divenuta insostenibile per le economie domestiche e per le finanze pubbliche – comprometta ulteriormente la fiducia della cittadinanza nel sistema sanitario e abbia effetti negativi sulla coesione nazionale.
Il Consiglio di Stato, inoltre, ha tematizzato anche gli ulteriori oneri previsti per il Cantone a fronte delle misure di risparmio della Confederazione e il futuro del sistema di perequazione intercantonale. Su questo tema, come noto, è ora stata messa in consultazione una modifica dell’ordinanza federale che – grazie a un costante lavoro di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle autorità federali – tiene conto di alcune richieste da parte del Cantone Ticino.

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la terza del 2025 e la 75. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La riunione si è aperta con una discussione dedicata alle attese dei Comuni nei confronti del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale. Sono state in particolare discusse le implicazioni finanziarie per gli enti locali del Preventivo 2026 del Cantone e l’applicazione delle due iniziative popolari approvate nella votazione cantonale dello scorso 28 settembre. A quest’ultimo proposito, il Governo ha confermato l’intenzione di presentare un messaggio all’indirizzo del Parlamento entro la primavera del 2026, con una proposta di finanziamento.
Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha poi informato i rappresentanti dei Comuni sulla costituzione del Gruppo di lavoro che sarà incaricato di studiare l’introduzione dell’imposta sulle residenze secondarie, anch’essa approvata lo scorso 28 settembre nella votazione federale che ha sancito l’abolizione del valore locativo.
Il Dipartimento delle istituzioni ha poi ringraziato i rappresentanti dei Comuni per l’importante contributo messo in campo nell’ambito della prevenzione e della lotta alla violenza domestica. È stato ricordato anche l’invito ad aderire alla campagna nazionale «L’uguaglianza previene la violenza», ordinando il materiale messo gratuitamente a disposizione degli enti locali.
La Cancelleria dello Stato ha infine aggiornato sui preparativi per l’entrata in vigore della nuova Legge sulla videosorveglianza pubblica, prevista per il 1. luglio 2026: prossimamente verrà messo a disposizione un modello standard di regolamento, per i Comuni che ne avessero necessità. Sono state inoltre anticipate alcune novità normative in materia di esercizio dei diritti politici e la pubblicazione di una nuova direttiva, intitolata «Interventi delle autorità comunali nelle campagne di votazioni e elezioni», che riassumerà la giurisprudenza recente del Tribunale federale e fornirà alcuni suggerimenti pratici.
La Piattaforma ha approvato il calendario delle sedute per il prossimo anno: il primo appuntamento è fissato per mercoledì 11 marzo 2026.

Andamento finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2025

Andamento finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2025

Comunicato stampa

In base al rendiconto intermedio a fine settembre 2025, il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dell’andamento delle finanze cantonali per l’anno 2025. L’aggiornamento delle principali voci di spesa e ricavi determina un disavanzo stimato di -37.4 milioni di franchi, migliore di 11.2 milioni di franchi rispetto al precedente preconsuntivo.

L’aggiornamento del disavanzo d’esercizio è determinato da un lato da maggiori spese per 51.5 milioni di franchi e dall’altro da maggiori ricavi per complessivi 110.7 milioni di franchi. Per i dettagli concernenti i principali scostamenti rimandiamo al rapporto allegato che riporta il confronto dei dati con il preventivo.
Per quanto attiene alle spese, l’aumento previsto è determinato in particolare, per quanto concerne i contributi, dall’incremento di 15.5 milioni delle prestazioni complementari AVS/AI, di 6.8 milioni della partecipazione alla riduzione del premio dell’assicurazione malattia, anche a seguito della mancata introduzione della misura di contenimento, e di 6.6 milioni dei contributi per insolventi. Si discostano poi dal preventivo di spesa le prestazioni per richiedenti l’asilo (10 milioni), quelle per i rifugiati (4.6 milioni), per le persone con statuto di protezione S (4 milioni) e quelle assistenziali (3.2 milioni).
Per quanto attiene alla spesa del personale, nel complesso si delinea un sostanziale rispetto del preventivo. A fronte di una crescita stimata in 6 milioni di franchi della spesa per il personale docente, in particolare nel settore della scuola media e della scuola media superiore come pure in quello della pedagogia speciale, si contrappone una tendenziale valutazione al ribasso di pari importo della spesa per il personale amministrativo.
L’aumento dei ricavi rispetto al preventivo è dovuto soprattutto alla quota sull’utile della Banca Nazionale Svizzera che ammonta a 80.1 milioni di franchi e che non era stata prevista a preventivo. Si evidenzia poi un incremento stimato provvisoriamente in 60 milioni di franchi delle imposte di successione e donazione, di 13.3 milioni della quota IFD sull’anno corrente e di 10 milioni delle imposte alla fonte. D’altro canto, considerate le ultime previsioni congiunturali del BAK Economics di Basilea del mese di ottobre (peggiori rispetto a quelle disponibili per l’allestimento del preventivo, ma migliori di quelle dello scorso mese di luglio), si segnala una diminuzione complessiva di 40.3 milioni di franchi dei gettiti fiscali stimati, leggermente inferiore a quella segnalata nel precedente preconsuntivo.
I dati presentati con questo preconsuntivo sono da considerare con cautela, non solo perché provvisori, ma anche in relazione alle incertezze e alla volatilità del momento. Segnaliamo anche che il miglioramento rispetto ai dati di preventivo è determinato in particolare da maggiori entrate di natura straordinaria legate all’anno 2025.    

Contrastare la violenza domestica: il Ticino traccia un bilancio incoraggiante

Contrastare la violenza domestica: il Ticino traccia un bilancio incoraggiante

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni (DI), il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) hanno presentato nel corso di una conferenza stampa il bilancio d’attività sul fronte della lotta alla violenza domestica nel corso dell’ultimo anno, soffermandosi su alcune misure: il disegno di Legge cantonale sulla prevenzione e il contrasto alla violenza domestica, l’entrata in funzione a livello svizzero del numero unico a tre cifre e la campagna nazionale di prevenzione “L’uguaglianza previene la violenza”.

Lo scorso anno su 563’633 reati complessivi registrati in Svizzera, 21’127 si riferivano a violenza domestica. I dati di polizia svizzeri mostrano che ogni due settimane una persona muore per violenza domestica, 26 persone nel 2024, in gran parte donne. Le vittime sono 70% donne e 30% uomini. Le persone con disabilità e gli anziani risultano particolarmente vulnerabili. Nel Canton Ticino, nel 2024 si sono registrati 982 interventi di polizia per situazioni di disagio famigliare; sono stati 60 gli allontanamenti coattivi degli autori dall’abitazione comune e 142 gli allontanamenti volontari. L’Ufficio dell’assistenza riabilitativa ha seguito 108 autori di violenza, avviando percorsi di sostegno. Le Case protette hanno accolto 48 donne e 52 bambini vittime di violenza domestica. Il Servizio per l’aiuto alle vittime ha registrato consulenze rivolte a 330 persone circa per violenza domestica (79% donne). I dati 2025 per il Ticino confermano oggi sostanzialmente quelli del 2024, con una lieve flessione per il secondo anno consecutivo.
Il bilancio del Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica è complessivamente positivo: delle 80 misure previste, 79 sono state realizzate, attivate o sono in fase di sviluppo. Molte di queste prevedono continuità e aggiornamenti costanti. Le misure attuate in questi quattro anni hanno permesso un rafforzamento significativo dei servizi coinvolti, una migliore capacità di intervento e una più efficace protezione delle vittime. Tra le misure principali figurano: formazione del personale di farmacia, sensibilizzazione di medici di famiglia, avvocati e magistrati; diffusione della guida «Contatti dopo la violenza domestica» ai professionisti della protezione dei minori; creazione del Centro di competenza violenza della Polizia cantonale e riorganizzazione del servizio dedicato; introduzione della gestione della minaccia nella revisione della legge sulla polizia, formazione dei primi infermieri forensi presso la SUPSI; diffusione delle campagne nazionali di sensibilizzazione; incontri strutturati tra istituzioni e società civile.
Il Presidente del Consiglio di Stato ha comunicato che il bilancio finale del Piano d’azione presentato nel 2021 e aggiornato del 2022, inizialmente previsto per quest’anno, viene rinviato al prossimo anno per allinearsi alle strategie nazionali (Roadmap Violenza domestica e Piano d’azione nazionale 2022-26). ll Governo intende consolidare quanto ottenuto e sviluppare entro il 2027 una quarantina di nuove misure che verranno inserite nel Piano d’azione.
Il Direttore del DSS, Raffaele De Rosa ha ricordato che la violenza domestica è un fatto drammatico per chi lo vive, e anche un fallimento di tutta la comunità, perché mina la fiducia, la sicurezza e la dignità all’interno delle relazioni più intime. Contrastare la violenza domestica significa proteggere chi subisce e costruire un futuro diverso per bambine e bambini che hanno il diritto di crescere in un ambiente sicuro. La violenza tra le mura di casa non è mai una questione privata: riguarda tutti noi. E ognuno di noi – istituzioni, enti partner, comunità – ha una parte di responsabilità nel garantire che le vittime trovino ascolto, protezione e una via d’uscita concreta. Per questo è essenziale rafforzare l’impegno nelle politiche coordinate e nella rete di intervento che negli anni si è consolidata grazie al lavoro congiunto di istituzioni, enti partner, fondazioni, associazioni, professioniste e professionisti, volontarie e volontari. Una rete che non è un concetto astratto, ma è fatta di persone che ogni giorno ascoltano, accolgono, accompagnano e lavorano con competenza per fermare la spirale della violenza. Fra le novità, il direttore del DSS, ha aggiornato sull’avanzamento dell’introduzione del numero unico nazionale a tre cifre, che a livello federale si prevede sarà attivo dal 1° maggio 2026. Uno strumento semplice, immediato e riconoscibile per chi cerca aiuto o per chi assiste a situazioni di pericolo e che permetterà di orientare rapidamente le vittime verso i servizi adeguati in tutto il Paese. Un numero unico significa meno esitazione, più rapidità, più chiarezza. È un tassello che potrà davvero fare la differenza nei momenti in cui ogni secondo pesa, ha spiegato De Rosa, rimarcando la chiara volontà politica di contrastare con forza e determinazione la violenza in tutte le sue forme e di continuare a lavorare con serietà e senso di responsabilità per proteggere chi è più fragile e per rafforzare gli strumenti che funzionano.
“La violenza di domestica, sessuale e di genere è purtroppo una triste realtà che tocca in misura prevalente le donne ed è in aumento. Il fatto che molti episodi non vegano denunciati rende questa piaga sociale ancora più preoccupate. È una sconfitta per l’intera società e per tutti noi, ecco perché dobbiamo impegnarci ancora di più per prevenirla e contrastarla”, ha dichiarato la Direttrice del DECS, Marina Carobbio Guscetti. La Consigliera di Stato ha poi espresso soddisfazione per l’avvio della campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere “L’uguaglianza previene la violenza”. Lanciata la scorsa settimana dalla Confederazione, verrà promossa per i prossimi tre anni, a scadenza semestrale, con regolari nuovi contenuti. Il Consiglio di Stato si sta impegnando per diffondere in modo capillare gli importanti messaggi della campagna, unendo le forze con rappresentanti del Parlamento cantonale, dei Comuni, come pure di enti e di associazioni. La direttrice del DECS ha quindi messo in evidenza il ruolo centrale dell’educazione, ambito essenziale per prevenire la violenza di genere poiché contribuisce a contrastare gli stereotipi e a promuovere relazioni fondate sulla parità, sul consenso e sul rispetto reciproco. Marina Carobbio Guscetti ha illustrato alcune delle attività realizzate nelle scuole in occasione del 25 novembre e durante i 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere. Ha infine ricordato che anche nei settori della cultura e dello sport gli sforzi vanno ulteriormente moltiplicati, per garantire ambienti improntati a rispetto ed equità.

Il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi si è infine soffermato su una misura particolarmente attesa del Piano d’azione cantonale: la Legge cantonale per la prevenzione e il contrasto della violenza domestica, attualmente in fase di consultazione interna all’Amministrazione cantonale. Essa s’inserisce nell’ambito dell’asse d’intervento politiche coordinate e concretizza l’adesione all’iniziativa parlamentare presentata nella forma generica da Roberta Soldati e cofirmatari per una “Legge cantonale contro la violenza domestica” da parte del Parlamento il 13 giugno scorso. La legge, che si fonda sul quadro legislativo internazionale, nazionale e trova ispirazione da quelle esistenti in altri Cantoni, ha quale scopo quello di favorire la collaborazione delle autorità competenti, dei servizi e della società civile al fine di adottare un approccio integrato volto a prevenire e contrastare la violenza domestica e attuare le misure di intervento in ambito di prevenzione, protezione e perseguimento. Essa si applica ai casi di violenza domestica subiti sia da donne che da uomini. È composta da 19 articoli, organizzati in sei titoli. La lotta alla violenza domestica richiede un impegno costante e una visione comune: il Consiglio di Stato esprime la propria gratitudine a tutte le persone che, a titolo professionale o volontario, operano quotidianamente in questo ambito con competenza e impegno. Invita infine la popolazione ad aderire alle varie manifestazioni della campagna “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”

Deputazione e Governo: fronte comune su perequazione e tagli FFS

Deputazione e Governo: fronte comune su perequazione e tagli FFS

C’è preoccupazione per la riorganizzazione di Cargo ed i progetti ferroviari messi in pausa, ma pure impegno a difendere gli interessi del Ticino a Berna

Questa mattina a Bellinzona si è tenuto l’incontro della deputazione ticinese alle camere federali con il Consiglio di Stato, al centro delle discussioni rimangono la perequazione finanziaria e i tagli previsti delle Ferrovie federali svizzere.
La perequazione finanziaria nella sua struttura attuale sfavorisce il cantone Ticino. Il Consiglio di Stato e la deputazione ticinese hanno ribadito la volontà di far fronte comune a Berna, sottolineando però le oggettive difficoltà nel far comprendere la posizione ticinese. 
La deputazione ha – tra le altre cose – incontrato anche i dirigenti di FFS. Soddisfazione per i dipendenti di Cargo, che hanno tutti trovato un nuovo impiego. Preoccupazione invece per quella che sarà una seconda ondata di licenziamenti. 
“Purtroppo – afferma Greta Gysin, presidente della deputazione ticinese alle Camere federali – questa riorganizzazione di Cargo è una necessità. Lo abbiamo visto dal punto di vista finanziario. Così Cargo, se non modifica i propri processi di produzione, non può sopravvivere. E perderemo di fatto tutti i posti di lavoro in Ticino. Ci sarà un seguito in questa riorganizzazione. E dovremo prestare attenzione perché, per le persone colpite, si trovino delle soluzioni. Ma anche perché il trasporto merci su ferrovia non cada nel dimenticatoio”.
Sempre in ambito ferroviario, il programma “Trasporti 45” ha messo nel cassetto alcuni progetti di ammodernamento delle stazioni ticinesi. Anche su questo punto è stata promessa battaglia.
“Ci sono diversi progetti – aggiunge Gysin – ma, per citare due esempi, si tratta di rendere più flessibili i nodi di Bellinzona e di Lugano per permettere una maggiore frequenza. Ma anche di adeguare ad esempio, il marciapiede di Mendrisio per permettere anche a treni più lunghi la fermata in quella stazione. Sono dei progetti di minore entità, ma che per il buon funzionamento e per il flusso del trasporto pubblico in Ticino, sono assolutamente essenziali”.
Una posizione evidentemente condivisa dal Consiglio di Stato. Il presidente Norman Gobbi ha confermato l’impegno comune per far rientrare queste opere nel programma “Trasporti. 45”. E sono progetti che, è stato detto, non hanno una valenza solo regionale, ma anche nazionale e internazionale.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Deputazione-e-Governo-fronte-comune-su-perequazione-e-tagli-FFS–3290072.html

 

 

 

Faccia a faccia tra Governo e Gestione sul preventivo

Faccia a faccia tra Governo e Gestione sul preventivo

L’incontro a Palazzo è durato due ore – Gobbi: “Abbiamo chiesto di dare stabilità al sistema” – Sirica: “Sono fiducioso che troveremo una soluzione”

È durato all’incirca due ore il faccia a faccia sul Preventivo 2026 del Canton Ticino tra la Commissione della gestione e il Consiglio di Stato, accompagnato per l’occasione da un esperto di finanze pubbliche.
All’incontro, tenutosi martedì, era invece assente a Palazzo una maggioranza favorevole ai conti cantonali che per l’anno prossimo prevedono un disavanzo di poco inferiore ai 100 milioni di franchi. “Non da oggi ma da venticinque anni il Canton Ticino – ha detto il presidente del Governo Norman Gobbi ai microfoni della RSI – ha un deficit strutturale, pari a circa il 2% ogni anno sulla spesa pubblica. Questo, a fronte di un’evoluzione che ha visto alcune voci esplodere, conferma la capacità del Consiglio di Stato di controllare la spesa”. Alla Commissione, ha proseguito Gobbi, “abbiamo chiesto di dare stabilità al sistema. Con un preventivo che presenta già 120 milioni di risparmi e permette di assorbire l’ulteriore aumento dei sussidi di cassa malati dato dall’aumento annunciato dei premi”.
Da parte sua, il presidente della Gestione, Fabrizio Sirica, ha ribadito qual è “l’obiettivo e il punto fermo della Commissione, andare in aula a dicembre e quindi entro il 2 dicembre firmare il o i rapporti”. Alla richiesta del Governo di “fare i compiti”, Sirica replica, dicendo: “Penso che non sia costruttivo dare inviti a l’uno e l’altro potere. Altrimenti si potrebbe dire molto anche dal punto di vista del Parlamento sui compiti fatti oppure no dall’Esecutivo. Di certo la situazione finanziaria è strutturalmente complessa per le condizioni quadro. Però questo è il lavoro dei partiti politici e dei rappresentanti del popolo. Sono fiducioso che troveremo una soluzione”.
Nel frattempo a destra e sinistra si annunciano rapporti tra il critico e il contrario. Quello dell’UDC accelera sulla riduzione della spesa. Quello PS-Verdi frena su alcuni risparmi e propone di agire pure sulle entrate. Anche perché sullo sfondo ci sono le due iniziative sulle casse malati votate a fine settembre.
Il governo prevede una loro implementazione dal 2027, anche se la volontà popolare era di agire subito. “Un anno per attuare un’iniziativa che pesa potenzialmente 300 milioni e oltre il 10% della spesa cantonale è comunque un tempo rapido”, obietta il presidente del Governo. “Domani incontreremo i due comitati di iniziativa assieme per illustrare come pensiamo di attuare le due iniziative senza mandare a catafascio le finanze pubbliche”. Appuntamento mercoledì, sempre a Palazzo, sempre per fare i conti.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Faccia-a-faccia-tra-Governo-e-Gestione-sul-preventivo–3270722.html

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Preventivo 2026, Gobbi: “Situazione di grande fragilità. Serve stabilità finanziaria”
Il preventivo 2026 al centro stamattina di un incontro tra il Governo e la Commissione della Gestione.

Il presidente Norman Gobbi si appella all’unità: “Vogliamo attuare le iniziative sulle casse malati ma per farlo serve stabilità”, spiega. I deputati rispondono con due, forse tre rapporti sulle finanze.

Il Consiglio di Stato rilancia, “deputati, approvate il preventivo”. Questo, in sostanza, il messaggio tra le righe di quanto esposto stamattina alla Gestione con il supporto di un esperto: i bisogni dei ticinesi aumentano e il deficit strutturale del Cantone è al 2% della spesa. “È una situazione di grande fragilità che pone degli interrogativi su come poter assorbire le due iniziative popolari votate che dovremo e vogliamo mettere in vigore”, ci dice il presidente Norman Gobbi. “Vogliamo attuarle entrambe, ma tutto deve verificarsi in un quadro di stabilità finanziaria, che passa anche dall’approvazione del preventivo 2026 che prevede comunque già oggi delle misure di risparmio per circa 120 milioni, rispettivamente degli aggiustamenti sulla spesa in aiuto a questa fascia di popolazione che ha bisogno di recuperare potere d’acquisto con i sussidi di cassa malati”.

Parola alla Gestione
Dal canto suo la Gestione prende atto e risponde con due, forse tre rapporti. “Si può comunicare che ci sono due impostazioni differenti”, ci spiega il presidente Fabrizio Sirica. “Una dell’UDC, che verosimilmente ritiene si debba fare di più sul fronte delle uscite, e un’impostazione rossoverde che ritiene che determinati tagli non vadano fatti pur riconoscendo una certa urgenza della finanza pubblica”. I fronti che si stanno delineando sono per l’approvazione di questo preventivo rivisitato oppure per bocciarlo tout-court? “È ancora presto per dirlo, abbiamo ancora tre settimane per delineare maggioranze e minoranze rispetto ai conti pubblici”.

Centro in attesa
Quanto al centro politico per ora attende e, a seconda di come si svilupperanno i rapporti dei colleghi, deciderà se intraprendere una terza via, comunque verosimile. Tutti, però, sono consapevoli: le strategie vanno delineate sul medio termine anche in vista del messaggio per l’attuazione delle iniziative sulle casse malati, di cui è stata fornita la tabella di marcia. “Domani incontreremo i due fronti degli iniziativisti poi allargheremo la discussione proprio per presentare tutto il piano d’azione che prevede già una messa in vigore nel 2027. Questo proprio per rispondere a un bisogno essenziale della popolazione”, conclude Gobbi.

https://www.ticinonews.ch/ticino/preventivo-2026-gobbi-situazione-di-grande-fragilita-serve-stabilita-finanziaria-420997

Ticino in prima linea nel contrasto alla violenza domestica, sessuale e di genere

Ticino in prima linea nel contrasto alla violenza domestica, sessuale e di genere

Comunicato stampa

È stata inaugurata oggi, dalla Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, la prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere, dal titolo L’uguaglianza previene la violenza.
La campagna – sviluppata e promossa dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo in collaborazione con la Confederazione, i Cantoni, i Comuni e numerose organizzazioni della Società civile – verrà riproposta ogni sei mesi durante i prossimi tre anni con lo scopo di coinvolgere l’insieme della popolazione in favore di una società fondata sul rispetto che prende le distanze da ogni forma di violenza a casa, per strada, sul lavoro o a scuola.
In una prima fase la campagna sarà destinata in particolare alle vittime, in una seconda fase alle persone loro vicine e in una terza fase alle persone violente o potenzialmente violente.
A partire da maggio 2026 la campagna promuoverà inoltre la diffusione del nuovo numero nazionale dedicato all’assistenza alle vittime (142), che sarà coordinato a livello cantonale dal Dipartimento della sanità e della socialità.  
In Ticino, la campagna s’inserisce nelle importanti attività portate avanti dal Consiglio di Stato che ha adottato dal 2021 un Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, come pure il Programma cantonale di promozione dei diritti, di prevenzione della violenza e di protezione di bambini e giovani (0-25 anni) e il Piano d’azione cantonale per le pari opportunità.
I messaggi della campagna verranno proposti attraverso spazi pubblicitari, canali social ufficiali dell’Amministrazione cantonale, varie attività di sensibilizzazione promosse da Istituzioni cantonali e comunali e numerose associazioni della società civile presenti in Ticino.
Nel corso del mese di novembre diversi Dipartimenti procederanno con l’invio del materiale informativo cartaceo (ad esempio locandine e volantini) agli enti partner, al fine di promuovere una maggiore divulgazione della campagna.
Il Consiglio di Stato ribadisce con convinzione il motto che “Tutti insieme uniti contro la violenza, possiamo davvero fare la differenza”.  
Informazioni, consigli e offerte di sostegno sono disponibili sul sito dedicato alla campagna www.senza-violenza.ch.  
Dal 25 novembre al 10 dicembre 2025 si terrà inoltre anche nel Canton Ticino la campagna mondiale denominata “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”, promossa dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni.
In allegato il programma (non esaustivo) dedicato alla Campagna dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, disponibile anche all’indirizzo www.ti.ch/violenza.  
Per maggiori informazioni e per contribuire alla diffusione del materiale informativo, è possibile rivolgersi al Coordinamento istituzionale in ambito violenza domestica presso la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni (violenzadomestica@ti.ch / 091 814 32 32).  

Preventivo 2026 del Cantone Ticino e ulteriori misure di riequilibrio finanziario

Preventivo 2026 del Cantone Ticino e ulteriori misure di riequilibrio finanziario

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il preventivo 2026 del Cantone che prevede un disavanzo d’esercizio di 97.4 milioni di franchi, rispettando il vincolo del freno ai disavanzi pubblici. Unitamente al preventivo vengono presentate delle ulteriori misure di rientro finanziario per un ammontare di circa 120 milioni di franchi. I dati relativi al Piano finanziario della gestione corrente 2027-2029 mostrano che la situazione finanziaria permane fragile e sarà ulteriormente aggravata dai nuovi oneri derivanti dalle riforme appena approvate in votazione popolare così come da decisioni prese a livello federale.

Il preventivo presenta un disavanzo di 97.4 milioni di franchi, un autofinanziamento di 134 milioni di franchi e un grado di autofinanziamento del 46.2%. Considerato un onere netto per investimenti di 290 milioni di franchi, mantenuto quindi a livelli elevati, il disavanzo totale ammonta nel 2026 a 156 milioni di franchi e il debito pubblico a fine 2026 dovrebbe superare l’importo di 2.9 miliardi di franchi. Il capitale proprio resta negativo e potrebbe attestarsi, tenuto conto dei dati di preconsuntivo 2025 e di preventivo 2026, a -361.9 milioni di franchi.

La spesa corrente (spese totali, dedotti i contributi da riversare e gli addebiti interni) cresce di 107.1 milioni di franchi rispetto al preventivo 2025 (+2.6%). Gli aumenti di spesa maggiori si riscontrano per le spese di trasferimento (+95.8 milioni di franchi), per quelle finanziarie (+9.2 milioni) e per le spese sul personale (+8.9 milioni).

I ricavi correnti (ricavi totali, dedotti i contributi da terzi da riversare e gli accrediti interni) aumentano di 104.2 milioni di franchi rispetto al preventivo 2025 (+2,6%), grazie in particolare alla crescita dei ricavi da trasferimento (+62.4 milioni) e dei ricavi fiscali (+47.8 milioni).

Gli sforzi intrapresi nell’ambito del preventivo 2024 e del preventivo 2025 sono continuati con questo preventivo, che prevede ulteriori misure di riequilibrio finanziario per un importo di circa 120 milioni di franchi che interessano sia il fronte delle uscite che quello delle entrate. Ciò consente di presentare un preventivo 2026 con un risultato entro il limite imposto dal freno all’indebitamento, anche se preoccupante in ottica futura.

Le misure proposte con il preventivo 2026 si aggiungono nei vari ambiti a quelle decise negli scorsi anni e che continuano tuttora ad esplicare i loro effetti; l’impatto sul 2026 delle misure decise nell’ambito dei preventivi 2024 e 2025 può essere quantificato in circa 68 milioni di franchi, per un totale cumulato di poco meno di 190 milioni di franchi. Le misure sono in parte di competenza del Governo e in parte di competenza del Parlamento (per i dettagli si rimanda allo specifico capitolo del messaggio). Le stesse toccano tutti gli ambiti, dal personale, ai beni e servizi, ai trasferimenti, ai ricavi, e sono da considerare complessivamente nell’ottica di un’equa partecipazione di tutti i settori al risanamento dei conti cantonali. Le misure proposte porteranno un leggero beneficio per le finanze comunali in quanto le stesse sono più che compensate con l’aumento di gettito comunale derivante dall’adeguamento delle stime immobiliari e da altre puntuali misure.

Assieme al preventivo 2026, il presente messaggio contiene il piano finanziario 2027-2029 che già considera una stima dell’importante impatto finanziario di EFAS (finanziamento uniforme delle prestazioni) e delle misure di risparmio della Confederazione, ma non le conseguenze finanziarie della riforma fiscale del valore locativo e delle due iniziative concernenti i premi di cassa malattia approvate dai cittadini nelle votazioni federali e cantonali del 28 settembre 2025.

A livello cantonale, il Consiglio di Stato ha preso atto dell’esito delle votazioni popolari sulle due iniziative popolari relative ai premi di cassa malattia, la prima volta a contenere i premi entro il limite del 10% del reddito disponibile, e la seconda a concedere un aumento della loro deduzione fiscale. L’approvazione di entrambe le iniziative, non considerata né nel preventivo 2026 né nel piano finanziario, comporta un aggravio per il Cantone stimato a 350 milioni di franchi. Il Consiglio di Stato incontrerà a breve tutte le parti interessate al fine di discutere le modalità d’implementazione delle iniziative e di garantire il loro finanziamento. La loro entrata in vigore dovrà essere stabilita unitamente alla loro copertura finanziaria. A questo aggravio si aggiunge anche quello derivante dall’approvazione a livello federale della riforma relativa al valore locativo, riforma non ancora considerata nei dati di piano finanziario, che potrebbe pesare sulle finanze cantonali fino a 55 milioni di franchi a seconda delle misure di compensazione che verranno adottate, verosimilmente a partire dal 2028.

Se aggiungiamo anche l’impatto di EFAS e le misure di risparmio della Confederazione il disavanzo complessivo è superiore ai 700 milioni di franchi, insostenibile per una realtà come il Ticino. Per questo motivo Consiglio di Stato, Parlamento, Comuni e partner sociali dovranno confrontarsi e accordarsi sulle misure necessarie a garantire l’imprescindibile copertura finanziaria.

I dati di piano finanziario mostrano ad ogni modo una situazione molto preoccupante in prospettiva, che non permetterà di rispettare il freno ai disavanzi già a partire dal 2027, evidenziando quindi la necessità di importanti interventi che considerino sia il fronte della spesa che quello delle entrate nell’ambito dei futuri preventivi. Ricordiamo che il freno ai disavanzi impone di ammortizzare il saldo negativo del conto di compensazione, per cui il rispetto del vincolo finanziario imporrà a termine anche di compensare questo saldo negativo.

Le misure proposte con i preventivi 2024 e 2025 e con quello attuale del 2026 contribuiscono a migliorare le tendenze finanziarie, ma non sono sufficienti per raggiungere un equilibrio finanziario che diviene obiettivo ancora più complicato ora, considerando i nuovi oneri legati alle iniziative approvate. Occorrerà quindi rinnovare e intensificare gli sforzi per poter rispondere alle necessità del Cantone e della sua popolazione e nel contempo rispettare quanto la Costituzione e la legge sulla gestione e sul controllo finanziario ci impone, ossia l’equilibrio finanziario e i vincoli del freno ai disavanzi che ne conseguono. Questo richiede il coinvolgimento di tutti a fronte di un contesto preoccupante che richiede un importante sforzo collettivo.