Pp in più, fine consultazione

Pp in più, fine consultazione

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 14 agosto 2019 de La Regione

Documento presto in governo, i tempi dipenderanno però anche dalle osservazioni

Lunedì prossimo si chiuderà la procedura di consultazione avviata intorno alla metà di luglio dal Dipartimento istituzioni sul progetto di messaggio governativo per il potenziamento del Ministero pubblico. Un rafforzamento dell’organico e dell’azione della magistratura inquirente, al quale il Consiglio di Stato ha già espresso un sì di principio, che si intende concretizzare con un procuratore ordinario in più, da destinare alla squadra di pp che indaga sui reati economico-finanziari. Ma anche con l’assegnazione ai segretari giudiziari, dietro autorizzazione del procuratore generale, di competenze decisionali nel penale ‘minore’, e meglio nell’ambito dei procedimenti contravvenzionali (per esempio emanazione di decreti d’accusa o di non luogo). Queste le principali misure prospettate nel documento spedito in consultazione, in cui si stabilisce pure che la Procura “indirizza al Consiglio di Stato, entro un anno dall’approvazione del messaggio da parte del Gran Consiglio, un rapporto in merito alla riorganizzazione del Ministero pubblico, proponendo i necessari adeguamenti legislativi volti a incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’autorità giudiziaria e dare riscontro alle criticità emerse”. Il procuratore generale, il presidente del Consiglio della magistratura, i vertici del Tribunale d’appello, della Corte dei reclami penali, del Tribunale penale, della Corte di appello e revisione penale, dell’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi e della Pretura penale, nonché il Magistrato dei minorenni, il comandante della Polizia cantonale e l’Ordine degli avvocati (Oati): sono i rappresentanti degli uffici giudiziari e gli enti (nel caso dell’Oati) cui il Dipartimento ha sottoposto il progetto di messaggio. Termine della consultazione, lunedì 19. Dopodiché «valuterò, con la direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti, le varie prese di posizione sulle misure proposte, alle quali, ricordo, il Consiglio di Stato ha avuto un approccio positivo – afferma il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi –. È mia intenzione portare già a settembre la bozza di messaggio in governo, per l’approvazione. I tempi chiaramente dipenderanno anche dal contenuto delle osservazioni che scaturiranno dalla consultazione». Varato dall’Esecutivo il messaggio definitivo, la parola andrà al Gran Consiglio, dato che per realizzare il potenziamento occorre modificare la Legge sull’organizzazione giudiziaria: prima di approdare al plenum, il documento sarà esaminato e discusso dalla commissione Giustizia e diritti. Se l’aumento del numero dei magistrati otterrà luce verde, i procuratori passeranno da 21 a 22, pg compreso. Nel Canton Ginevra, anch’esso sede di una piazza finanziaria, sono 44…

Seehofers erweiterte Grenzkontrollen

Seehofers erweiterte Grenzkontrollen

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 3 agosto 2019 del Tages Anzeiger

Der deutsche Innenminister Horst Seehofer (CSU) will ein Konzept für einen wirksameren Schutz vor illegaler Migration.

Seit 2015 führt Deutschland an der Grenze zu Österreich verstärkte Kontrollen durch, die Jahr für Jahr verlängert werden. Plant der deutsche Innenminister Horst Seehofer Ähnliches nun an der Grenze zur Schweiz? Diese Frage stellt sich, weil Seehofer dem deutschen Nachrichtenmagazin «Spiegel» gestern sagte, Deutschland habe der illegalen Einwanderung entgegenzuwirken «durch eine erweiterte Schleierfahndung und anlassbezogene, zeitlich befristete Kontrollen auch unmittelbar an der Grenze – auch an der Grenze zur Schweiz». Gemäss dem «Spiegel» will Seehofer bis nächsten Monat ein Konzept vorlegen, wie er der illegalen Migration begegnen will. 2018 seien insgesamt 43000 unerlaubte Einreisen nach Deutschland registriert worden. Viele weitere Migranten seien eingereist, ohne kontrolliert zu werden.
Nach der Tötung eines Kindes im Frankfurter Bahnhof durch einen aus dem Kanton Zürich eingereisten Mann mit Migrationshintergrund wolle Seehofer wieder Kontrollen an der Grenze zwischen beiden Ländern einführen, hatten Medien zuvor berichtet. «Ich werde alles in die Wege leiten, um intelligente Kontrollen an der Grenze vorzunehmen», sagte er.

Keine stationäre Kontrolle
Freitagnachmittag sah sich das deutsche Innenministerium zur Präzisierung veranlasst. Seehofer plane keine stationären Kontrollen an der Grenze zur Schweiz, hiess es in einem Tweet. Er habe mehrfach darauf hingewiesen, dass die Schleierfahndung in keinem unmittelbaren Zusammenhang mit der Tat am Frankfurter Bahnhof stehe. Der Innenminister beabsichtige eine erweiterte Schleierfahndung an der Grenze – zeitlich befristet und wenn es die Sicherheitslage erfordert. Seehofers Aussagen sorgen hierzulande für Aufsehen. Der Präsident der Sicherheitspolitischen Kommission des Nationalrats, Werner Salzmann (SVP, BE), kann der Verknüpfung zwischen der Tat am Frankfurter Hauptbahnhof und verstärkten Grenzkontrollen Deutschlands keinen Sinn abgewinnen. Salzmann sagt auf Anfrage, die EU solle doch ihre Aussengrenze besser schützen, anstatt Kontrollen zur Schweiz zu verstärken. Der Täter von Frankfurt sei nicht im Schengener Informationssystem ausgeschrieben gewesen. Es entspreche gängiger Praxis, dass ein Flüchtiger aufgrund einer Anzeige wegen häuslicher Gewalt national zur Fahndung ausgeschrieben werde – und nicht international. Zudem hätten konkrete Auffälligkeiten die Polizei zu einer Kontrolle veranlassen müssen. Der Präsident der Sicherheitspolitischen Kommission des Ständerats, Josef Dittli (FDP, UR), sagt, es sei das Recht und die Pflicht jedes Landes, dafür zu sorgen, dass die Einwohner sicher zusammenleben könnten. «Ich würde es aber als diskriminierend empfinden, sollte Deutschland gegenüber der Schweiz spezielle Vorkehrungen treffen, die für die anderen Nachbarländer Deutschlands nicht gelten.» Davon gehe er allerdings nicht aus.

Keine Gesichtserkennung in der Schweiz
Der Tessiner Justiz- und Polizeidirektor Norman Gobbi (Lega) fühlt sich an die Situation von 2015 und 2016 erinnert, als viele Migranten von Italien her die Südgrenze der Schweiz illegal überquerten.
In der Folge verschärfte die deutsche Polizei den Grenzschutz an der Landesgrenze zur Schweiz.
Für Gobbi ist klar, dass die Staaten den Übertritt von Migranten an der Grenze im Griff haben müssen. «Indem Migranten die illegale Einreise verwehrt wird, lassen sich viele Folgeprobleme verhindern», sagt Gobbi.
Eine strikte Migrationspolitik sei besser als eine Politik der offenen Tore.
Was aber meinte Seehofer, als er von «intelligenten Grenzkontrollen» sprach? Sicherheitspolitiker Salzmann hält es für möglich, dass der Deutsche den Ausbau technischer Massnahmen mit Videoüberwachung und Gesichtserkennung vorschlagen wird. Auch für Gobbi ist dies denkbar. Dasselbe habe man im Tessin auch schon diskutiert. In seinem Kanton gebe es stellenweise Videoüberwachung, auch entlang der grünen Grenze, aber keine Gesichtserkennung.

Acque sicure: posati due cartelli di prevenzione in zona Aquino (Valle Verzasca)

Acque sicure: posati due cartelli di prevenzione in zona Aquino (Valle Verzasca)

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che nell’ambito del progetto “Acque sicure” sono stati posati due cartelli di prevenzione in zona Aquino (Comune di Lavertezzo), che informeranno i bagnanti sulla pericolosità di questo luogo, dove negli anni scorsi sono avvenuti numerosi incidenti, alcuni dei quali con esito mortale.
I due cartelli, dalle dimensioni di 128 x 89,5 centimetri, ritraggono dall’alto il tratto di fiume interessato, mostrandolo dal punto di vista in cui si trova il bagnante e informando in quattro lingue sui pericoli della zona. La posa di questi cartelli è stata possibile grazie alla collaborazione del Comune di Lavertezzo e dalla Sezione lacuale della Polizia cantonale.
Approfittando della posa di questi cartelli, la Commissione consultiva “Acque sicure” invita i bagnanti a visitare il sito internet (www.acquesicure.ch) per prendere visione dei consigli e dei comportamenti corretti da adottare in ambito balneare, nonché a prestare la massima prudenza quando ci si trova in prossimità di laghi e corsi d’acqua.

Concorso per aspiranti Agenti di custodia: prorogata la scadenza del concorso

Concorso per aspiranti Agenti di custodia: prorogata la scadenza del concorso

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni comunica di aver prorogato la data di scadenza del bando di concorso per aspiranti Agenti di custodia per le Strutture carcerarie cantonali al 16 agosto 2019.
Oggi, venerdì 19 luglio 2019, sul Foglio Ufficiale è stata pubblicata la proroga, questo per permettere di poter disporre di più candidature possibili per questa importante funzione nel settore esecuzione pene e misure. Una funzione per la quale è prevista una specifica scuola della durata di 8 mesi, che prenderà avvio nel primo trimestre del 2020.
Il concorso è aperto a donne e uomini nati fra il 1974 e il 1995. Le candidature dovranno pervenire entro il 16 agosto 2019 ed esclusivamente on-line, attraverso il sito www.ti.ch/concorsi. Tutte le informazioni sui requisiti, le competenze e i compiti richiesti agli aspiranti, possono pure essere reperite consultando il sito www.ti.ch/carcere.

Preture delle Giurisdizioni di Mendrisio-Sud e Mendrisio-Nord: designazione dei Pretori aggiunti supplenti

Preture delle Giurisdizioni di Mendrisio-Sud e Mendrisio-Nord: designazione dei Pretori aggiunti supplenti

Comunicato stampa

Oggi pomeriggio si è tenuta a Mendrisio la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dei Pretori aggiunti supplenti designati dal Consiglio di Stato presso le Giurisdizioni di Mendrisio-Sud e Mendrisio-Nord.
A contare da domani, 19 luglio, Matteo Salvadè e Massimiliano Cometta, attuali Segretari assessori presso le Preture delle Giurisdizioni rispettivamente di Mendrisio-Sud e di Mendrisio-Nord, assumeranno, nella misura del 50% ciascuno, la carica di Pretore aggiunto supplente presso dette Giurisdizioni pretorili. Gli interessati sostituiranno temporaneamente la Pretore aggiunto titolare Roberta Solcà, alla quale il Consiglio di Stato formula i migliori auguri.
Classe 1985, il Dr. iur. avv. Matteo Salvadè ha conseguito nel 2009 il Master in diritto all’Università di Friborgo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2011. A partire dallo stesso anno ha svolto il ruolo di Segretario assessore presso la Pretura di Mendrisio-Sud, all’interno della quale ha potuto compiere in questi anni un arricchente percorso di crescita in particolare a livello professionale.
In quest’ottica, si evidenzia come Matteo Salvadè nel corso del 2017 abbia assunto temporaneamente la carica di Pretore supplente di Mendrisio-Sud, in sostituzione del Pretore titolare allora assente.
Classe 1976, l’avv. Massimiliano Cometta ha conseguito nel 2002 la licenzia in diritto all’Università di Zurigo, ottenendo in seguito il certificato di capacità di avvocato in Ticino nel 2006. Dopo l’esperienza maturata in Magistratura presso il Tribunale cantonale amministrativo e la Pretura di Lugano, dal 2011 è attivo in qualità di Segretario assessore presso la Pretura di Mendrisio-Nord, all’interno della quale ha potuto consolidare il proprio percorso di crescita segnatamente dal punto di vista professionale, rafforzando le proprie conoscenze e competenze tecnico-giuridiche.

 

Strade: così si muovono i radar semi-stazionari

Strade: così si muovono i radar semi-stazionari

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 15 luglio 2019 del Corriere del Ticino

Ecco quali distretti ticinesi sono stati visitati dai due nuovi apparecchi nei loro primi sei mesi di lavoro Effettuati ottanta controlli della velocità – Lugano, Bellinzona e Locarno in testa alla speciale classifica

Dal 1. gennaio di quest’anno, se ne saranno accorti in tanti, c’è una nuova presenza sulle strade ticinesi: i due radar semi-stazionari che, appunto, vengono spostati regolarmente da una località all’altra del cantone per scattare qualche fotografia ai conducenti più indisciplinati. Due apparecchi di color grigio nuovi fiammanti e, vista la loro importante stazza, anche ben visibili che da sei mesi hanno mandato in pensione i nove radar fissi fino ad allora presenti in Ticino. E se «a livello statistico è prematuro trarre delle conclusioni» sul loro operato, come ci spiega il direttore del Dipartimento delle istituzioni nell’intervista qui a fianco, abbiamo comunque approfittato delle informazioni disponibili per andare a vedere come si sono spostati negli ultimi sei mesi i due fotografi meno apprezzati del cantone. Ogni venerdì, infatti, la Polizia cantonale comunica le località in cui, nella settimana successiva, verranno effettuati i controlli della velocità mobili. Ma non solo, vengono appunto anche segnalati i Comuni (generalmente tre o quattro nell’arco di una settimana) dove andranno posizionati i due radar semi-stazionari. E così li abbiamo suddivisi negli otto distretti ticinesi per vedere quali sono le «zone calde» nel nostro cantone.

Lugano in testa
Complessivamente nei loro primi sei mesi di lavoro i due radar semi-stazionari sono stati spostati ottanta volte. In alcuni Comuni ben più di una volta. Nei comunicati della Polizia cantonale, sommando le località, in cima alla lista figura il distretto di Lugano, con 25 controlli effettuati nei suoi Comuni. Al secondo posto, a pari merito con tredici controlli a testa, troviamo invece il distretto di Locarno e quello di Bellinzona, seguiti a ruota dal Mendrisiotto (12). Meno toccato, probabilmente anche per ovvie ragioni demografiche e quindi di minor traffico, troviamo l’Alto Ticino con le sue valli. In questa regione il distretto più controllato è quello della Leventina (9), seguito dalla Riviera (5), dalla Vallemaggia (2) e dal distretto di Blenio con un solo controllo. Nella classifica tra Sottoceneri e Sopraceneri la spunta quest’ultimo con 43 controlli contro 37.

Guidate con prudenza
I radar, si sa, scaldano spesso gli animi degli automobilisti e sicuramente sono amati da ben pochi di essi. Tuttavia, come fa la Polizia cantonale in ogni suo comunicato sui radar, a questo punto è comunque importante ribadire una cosa: la velocità elevata è una delle maggiori cause di incidenti, con esiti a volte anche letali. Che vi piacciano o meno i radar, occorre guidare con prudenza.

***

«Il loro scopo preventivo è già parzialmente raggiunto»

Dal 1. gennaio di quest’anno sono andati in pensione i cosiddetti radar fissi sulle strade cantonali. Al loro posto sono arrivati i due radar semi-stazionari. Come giudicate, in generale, i primi sei mesi di questo cambiamento?
È stato positivo per la sicurezza stradale? 
«A livello puramente statistico è prematuro trarre delle conclusioni dopo solo 6 mesi di funzionamento. Segnalo tuttavia che la presenza dei due radar semi-stazionari, già solo per la loro mole assai imponente, ha dimostrato un effetto preventivo e dissuasivo significativo. In sostanza, lo scopo di indurre l’automobilista a una guida corretta è già stato parzialmente raggiunto».

Dall’inizio del 2018, inoltre, comunicate ogni settimana anche le località in cui verranno posizionati i radar semi-stazionari. Ha avuto un impatto positivo questa attività d’informazione?
«Questa forma per segnalare la presenza dei radar è la risposta a una mozione parlamentare del 2014. Si era riusciti a trovare un compromesso tra l’esigenza di non andare contro la legge federale sulla circolazione stradale e la necessità di fare prevenzione. C’è chi ritiene tale misura inutile e chi invece dimostra ancora interesse verso questo tipo di intervento di carattere preventivo. Per ora continuiamo con tale prassi e monitoriamo l’interesse che suscita tra i cittadini».

Come viene deciso dove posizionare i radar semi-stazionari? Quali criteri vengono utilizzati? 
«Vengono posizionati secondo il principio di una costante ed omogenea rotazione sull’intero territorio cantonale, tenendo in particolare in considerazione i tratti di strada dove vengono segnalati importanti superamenti della velocità. La Polizia cantonale tiene in considerazione il tasso di incidentalità e le richieste di privati ed enti pubblici, il tutto coordinato tramite una piattaforma informatica, che considera pure l’ubicazione dei radar installati dalle Polizie comunali».

Nel dicembre dello scorso anno in una nostra intervista il comandante Matteo Cocchi affermava: «Sarà inoltre introdotta la possibilità per le autorità comunali come pure per i cittadini di richiedere alla Polizia cantonale di effettuare controlli della velocità con le nuove postazioni semi-stazionarie lungo le tratte ritenute pericolose». Avete avuto richieste in questo senso dai Comuni oppure da cittadini?
«Le richieste sono numerose, tanto che con l’attuale dotazione di apparecchi non siamo in grado di esaudirle tutte in tempo ragionevole. La cittadinanza apprezza la presenza dei semi-stazionari e li richiede, proprio per raggiungere lo scopo di ridurre le velocità laddove sono presenti obiettivi sensibili, come scuole o centri abitati».

Una curiosità. I nove apparecchi fissi sono già stati venduti all’asta? 
«Posso anticipare che gli apparecchi fissi verranno messi all’asta in occasione della giornata delle porte aperte della Polizia cantonale, prevista sabato 5 ottobre sull’aerodromo di Lodrino».

Il finto ex cuoco di Berlusconi è stato espulso

Il finto ex cuoco di Berlusconi è stato espulso

Da www.ticinonews.ch

Su decisione della Segreteria di stato della migrazione, ll 48enne ha dovuto lasciare la Svizzera lo scorso giugno

Il 48enne italiano Salvatore Carpinteri, che si vantava di essere l’ex cuoco di Silvio Berlusconi, è stato espulso dalla Svizzera. Come riferisce Il Caffè, la decisione è stata presa dalla Segreteria di Stato della migrazione su proposta delle autorità ticinesi lo scorso giugno.
Carpinteri, ricordiamo, era recentemente stato oggetto di un’interrogazione del deputato dell’MPS Matteo Pronzini, nella quale si chiedeva come fosse possibile che con il suo bagaglio di condanne gli fosse stata concessa l’autorizzazione di aprire la propria ditta nel Canton Ticino.
Ma in realtà, come precisato dal Consiglio di Stato rispondendo all’atto parlamentare di Pronzini, il 48enne non ha mai ricevuto il permesso di esercitare in Svizzera. Infatti la sua richiesta era stata respinta nel 2017 “per ragioni di ordine pubblico”. Tuttavia, sfruttando i termini del ricorso, l’uomo è potuto rimanere in Ticino fino alla primavera scorsa quando gli è stato intimato il divieto d’entrata in Svizzera.

Divisione della giustizia: pubblicato il bando di concorso per il/la futuro/a responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa

Divisione della giustizia: pubblicato il bando di concorso per il/la futuro/a responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa

Comunicato stampa

La Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni informa che oggi, venerdì 12 luglio 2019, è stato pubblicato sul Foglio ufficiale del Cantone il bando di concorso pubblico per la posizione di Capo/a dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa nell’ambito del settore dell’esecuzione delle pene e delle misure.
Dopo un’esperienza ultratrentennale nel settore dell’esecuzione delle pene e delle misure, l’attuale responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, Luisella Demartini-Foglia, passerà a beneficio della pensione nell’autunno prossimo.
In quest’ottica, la Divisione della giustizia è alla ricerca di un/una sostituto/a alla direzione dell’Ufficio, chiamato a svolgere un servizio fondamentale in un settore sensibile dello Stato. In particolare, l’Ufficio ha come compito la prevenzione e il controllo del rischio di recidiva tramite l’azione educativa e la reintegrazione sociale, assicurando, durante la detenzione, l’assistenza sociale a tutte le persone che ne fanno richiesta. L’Ufficio propone e controlla anche l’esecuzione delle misure penali previste dal Codice penale nei casi di malattie psichiche, dipendenze, giovani adulti e internamento. Si occupa pure della tematica relativa alla violenza domestica, per quanto concerne il sostegno e la gestione di autori o autrici. Inoltre gestisce l’esecuzione delle pene alternative contestualmente alla sorveglianza elettronica e al lavoro di pubblica utilità.
Il/la futuro/a responsabile dell’Ufficio dell’assistenza riabilitativa assicurerà la direzione – conduzione, gestione, coordinamento, pianificazione e controllo – dell’Ufficio nei suoi ambiti di competenza, implementando le modifiche legislative e normative in materia di esecuzione delle pene e delle misure attinenti all’assistenza sociale, al reinserimento e alla prevenzione della recidiva. Aspetto centrale sarà posto sulla garanzia del rispetto delle norme etiche e deontologiche e del perseguimento degli obiettivi di esecuzione nella presa a carico delle persone detenute o sottoposte a mandato ed affidate all’Ufficio. Il/la responsabile dell’Ufficio si occuperà altresì, d’intesa con la Divisione della giustizia, del tema della violenza domestica, con particolare riguardo al sostegno e alla gestione di autori o autrici.
A livello di requisiti, per la posizione posta a concorso si ricerca una persona con formazione accademica completa (master o licenza) in scienze umane, specificatamente in ambito sociale, economico, giuridico e criminologico, che disponga di predisposizione e/o esperienza di conduzione di un ufficio o di un gruppo, come pure nello sviluppo e nella gestione di progetti e nel loro coordinamento. Capacità decisionale, analitica e orientata al risultato, attitudine al lavoro indipendente e di gruppo, all’ascolto e alla mediazione, affidabilità, discrezione e accentuato spirito di iniziativa, come pure buone conoscenze linguistiche – dovendo partecipare o condurre riunioni inter-cantonali –, sono altri aspetti che si rivelano essenziali per la posizione posta a concorso.

Tutte le informazioni e i requisiti per partecipare al concorso pubblico, aperto sino al 12 agosto 2019, sono consultabili alla pagina web www.ti.ch/concorsi.

Rancate: chiude il centro migranti

Rancate: chiude il centro migranti

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 12 luglio 2019 del Corriere del Ticino

Dal 2020 la struttura potrebbe sorgere a Stabio o nella cittadina di confine
Tra un anno il centro per i migranti di Rancate molto probabilmente chiuderà. Il Governo cantonale, come confermato alla RSI dal consigliere di Stato Norman Gobbi, è infatti in fase di trattativa con la SEM (la Segreteria di Stato della migrazione) e le parti sono alla ricerca di una soluzione alternativa. Tra le ipotesi – a dipendenza che si tratti di una soluzione provvisoria o più a lungo termine – c’è quella di trasferire il centro a Chiasso o a Stabio.

Entrate in calo
Della chiusura del centro di Rancate (tecnicamente si tratta di un centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata) si era già parlato esattamente un anno fa ed era stato deciso di prolungare l’attività fino all’estate di quest’anno ed eventualmetne estenderla – come appunto è stato ora deciderlo – fino al luglio dell’anno prossimo. I motivi della chiusura sono da ricercare nella drastica diminuzione delle entrate di migranti in Ticino. Aperto nel giugno del 2016, tra l’agosto di quell’anno e il dicembre dell’anno successivo aveva ospitato oltre 10.000 persone.
Sempre stando alla RSI il Governo e la SEM starebbero discutendo due ubicazioni alternative per la nuova sede. Una sarebbe la protezione civile di Stabio. E il ministro Gobbi invece, direttore del Dipartimento delle istituzioni, starebbe anche valutando un ipotesi che prevede la creazione di un centro unico a Chiasso, agli ex magazzini FFS. Un centro che unirebbe le guardie di confine (incaricate dei primi controlli in ambito migratorio), la stessa SEM e il Dipartimento istituzioni competenti in ambito di asilo. Gli ex magazzini sono tra l’altro già allestiti, senza però essere mai stati utilizzati, come dormitorio. Il numero di migranti in entrata in Ticino, come detto, è diminuito in modo sostanzioso. Stando alle informazioni fornite ieri a Rancate avrebbero soggiornato da inizio anno circa tre persone al giorno. Nel 2018 il centro è costato circa 670.000 franchi (le spese sono state coperte da cantone e Confederazione). Un drastico calo che giustifica la chiusura di Rancate ma – a detta di Norman Gobbi – non dovrebbe vanificare la possibilità di pianificare soluzioni più a lungo termine. Non si può infatti assolutamente escludere, nei prossimi anni, un riacutizzarsi dei dei fenomenti migratori e, di conseguenza, dei tentativi di raggiungere il nostro Paese.

****

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 11 luglio 2019 de Il Quotidiano
Rancate, Centro verso la chiusura
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11967569