Norman Gobbi “Ufficio della migrazione: si va avanti!”

Norman Gobbi “Ufficio della migrazione: si va avanti!”

Dal Mattino della domenica | Continua la riorganizzazione per migliorare il controllo su chi vive e lavora in Ticino

Da domani i frontalieri dovranno presentarsi ai posti di polizia del nostro Cantone con il proprio documento di identità per una verifica di autenticità. Si mette in atto la riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione, che permetterà di garantire un’analisi ancora più attenta delle richieste.

Settimana scorsa, dopo la notizia dell’eliminazione della misura del casellario, ho voluto ribadire su queste pagine la mia volontà di impegnarmi comunque per avere più controlli su chi viene a lavorare o a vivere nel nostro Cantone. E posso portarvi dei risultati concreti. Dopo l’esito positivo delle verifiche esperite dall’Avv. Lorenzo Anastasi sull’Ufficio della migrazione e dopo aver ricevuto luce verde dalla Sottocommissione Vigilanza del Parlamento, da domani possiamo finalmente mettere in pratica la prima fase del progetto di riorganizzazione elaborato con il mio Dipartimento.

In questa fase entrerà in vigore per i permessi G – e quindi per i lavoratori frontalieri – una nuova procedura guidata, che prevede la verifica del documento d’identità da parte dei servizi della Polizia cantonale per i richiedenti il rilascio di un nuovo permesso G. Contestualmente avrà luogo la chiusura del Servizio regionale degli stranieri di Agno. I richiedenti dovranno presentarsi personalmente davanti ai nostri agenti in uno dei posti di Polizia designati per una verifica dell’autenticità del proprio documento d’identità. Oltre a garantire un incremento sotto il profilo della sicurezza, la nuova procedura guidata permetterà di riorientare parte delle risorse sul controllo materiale e sull’approfondimento delle domande presentate dall’utenza. Inoltre quest’ultima, come pure il suo datore di lavoro, potranno far capo a una procedura di richiesta meno macchinosa.

La seconda fase del progetto sarà invece attuata a dicembre con l’estensione della procedura guidata a tutte le richieste di un permesso per stranieri, la chiusura di tutti i Servizi regionali e l‘introduzione del Servizio nuove entrate a Lugano. L’obiettivo è di mettere in pratica la riorganizzazione entro fine 2017. Obiettivo che c’eravamo posti all’inizio dei lavori e che riusciremo a garantire nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare a inizio anno.

Questa riorganizzazione si è resa necessaria – e urgente – negli ultimi anni. L’evoluzione normativa in materia di stranieri, in particolare dopo l’entrata in vigore dell’Accordo sulla libera circolazione, ha comportato un marcato incremento della popolazione straniera in Ticino. Negli ultimi dieci anni le persone straniere residenti nel nostro Cantone sono passate da 82’402 a 99’538! Era quindi necessario aggiornare un’organizzazione che risaliva al 1954 per permettere una maggiore qualità nei controlli effettuati, a fronte di un forte aumento delle pratiche trattate dall’Ufficio della migrazione, che solo nel 2016 sono state oltre 140’000!.

Voglio più sicurezza sul nostro territorio, e questa sicurezza passa anche dai controlli su chi ci vive e chi ci lavora. Anche se la maggioranza del Governo ha deciso di cedere al ricatto per l’accordo fiscale, e quindi rinunciare alla misura del casellario, continuerò a fare quanto possibile, con il mio Dipartimento, per il bene di tutta la popolazione. Ribadisco quello che ho già affermato la scorsa settimana: sono convinto che la misura del casellario sia efficace, e che il suo successo possa essere evidenziato anche dal consenso che ha ricevuto non solo a livello cantonale, ma addirittura a livello federale! Ed è per questo che voglio continuare con quanto nelle mie possibilità per garantire un maggiore controllo della popolazione presente sul territorio. Grazie a questa riorganizzazione sarà assecondata la volontà popolare, che in più occasioni e in diversi modi ha richiesto un maggior controllo su chi vive e lavora nel nostro Cantone!

Norman Gobbi,

Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi a Bellinzona la prima seduta ordinaria del 2017 – la 43. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal Cancelliere dello Stato Arnoldo Coduri e dal capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

La Piattaforma ha anzitutto preso atto dell’imminente apertura della seconda fase della consultazione in merito al Piano cantonale delle aggregazioni, che si concentrerà sulle modalità per l’attuazione dei nuovi scenari individuati e sugli incentivi finanziari previsti per la riorganizzazione amministrativa e gli investimenti a carattere socio-economico.

È stato quindi valutato lo stato di avanzamento della riforma dei rapporti istituzionali «Ticino 2020», e sono stati indicati i primi elementi della nuova impostazione prevista per il sistema di perequazione delle risorse. Entro la fine dell’anno è attesa la consegna del rapporto conclusivo con le misure proposte nei sei ambiti di «priorità 1» – assicurazioni sociali, assistenza, famiglie, anziani, scuole, mobilità, perequazione –, che nel corso del 2018 dovrebbero essere consolidate in un messaggio al Gran Consiglio.

Il Dipartimento del territorio ha poi informato la Piattaforma riguardo al disegno di revisione della Legge sui beni culturali e del suo regolamento, che risponde alle richieste dell’iniziativa popolare «Un futuro per il nostro passato». Le modifiche normative proposte puntano in particolare ad accelerare la procedura per la protezione degli immobili di interesse cantonale, mantenendo l’autonomia decisionale dei Comuni sugli oggetti di rilevanza locale e riequilibrando i contributi finanziari pubblici per la conservazione. È stato deciso che una consultazione sul progetto sarà effettuata tramite la Piattaforma, con l’obiettivo che il messaggio del Consiglio di Stato sia pubblicato entro l’autunno.

Il Dipartimento delle istituzioni ha in seguito presentato la proposta di rivalutazione delle modalità di calcolo degli effettivi delle Polizie comunali, condividendo con la Piattaforma i risultati della consultazione condotta negli scorsi mesi; è stato stabilito che i parametri attuali saranno modificati unicamente per le zone di retroterra e montagna.

Il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha poi fornito alcuni aggiornamenti in merito alla nuova Legge cantonale sui pompieri, a temi energetici e alla politica fiscale.

In merito al progetto per l’introduzione del voto elettronico, la Piattaforma ha espresso il proprio sostegno per questa modalità di espressione della volontà popolare ed è stata informata sui progressi compiuti dal Gruppo di lavoro istituito dal Cantone e sulle discussioni in corso con la Sottocommissione parlamentare.

Il prossimo incontro della Piattaforma è previsto per mercoledì 23 agosto.

Chiusura del poligono di tiro Rovagina a Morbio Superiore

Chiusura del poligono di tiro Rovagina a Morbio Superiore

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni informa che a causa di un cedimento strutturale del sottotetto, il poligono di tiro a 300 metri Rovagina a Morbio Superiore è inagibile fino a nuovo avviso. I tiri obbligatori e il tiro in campagna a 300 metri possono essere eseguiti presso qualunque poligono di tiro del Cantone. I tiri con la pistola a 25 metri si svolgeranno regolarmente.

A causa di un cedimento di parte del sottotetto avvenuto negli scorsi giorni, si stanno effettuando gli accertamenti del caso. In attesa dei risultati il poligono di tiro a 300 metri è stato chiuso precauzionalmente.

Pertanto per il tiro obbligatorio a 300 metri previsto a Morbio Superiore per mercoledì 7 giugno 2017 così come i tiri in campagna previsti per venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 giugno 2017 sono annullati. Per chi fosse interessato a eseguire iI tiro obbligatorio e il tiro federale in campagna a 300 metri, vi ricordiamo che gli stessi possono essere eseguiti gratuitamente su qualsiasi altro poligono di tiro del Cantone. Ulteriori informazioni circa giorni e orari sono consultabili sul sito www.ti.ch/militare.

Il tiro obbligatorio e il tiro in campagna alla pistola a 25 metri potranno essere svolti regolarmente negli orari previsti presso il poligono della Rovagina a Morbio Superiore.

Il poligono a 300 metri della Rovagina, Morbio Superiore rimane chiuso fino a nuovo avviso.

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione: entrano in vigore le modifiche legislative

Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione: entrano in vigore le modifiche legislative

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Nella propria seduta odierna il Consiglio di Stato ha stabilito che il 15 giugno 2017 entreranno in vigore le modifiche alla Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e il relativo regolamento. Gli esercizi pubblici potranno perciò posticipare alle 2.00 la loro chiusura ogni venerdì, sabato e nei giorni prefestivi.

La decisione segue il voto del Gran Consiglio, che lo scorso 11 aprile ha approvato il controprogetto all’iniziativa popolare legislativa elaborata «Ticino 3.0 – Bar aperti fino alle 03.00». Il Consiglio di Stato ha ora stabilito che le modifiche legislative adottate dal Parlamento entreranno in vigore il 15 giugno 2017.

Si tratta di un passo importante per il nostro Cantone, che il Governo – su proposta del Dipartimento delle istituzioni – ha voluto compiere con la massima celerità possibile, in modo da rispondere alle esigenze del settore turistico, in vista dell’imminente inizio della stagione estiva riconoscendo l’importanza del settore turistico e alberghiero per l’economia ticinese e fornendo strumenti adeguati e flessibili per le sfide future.

Come noto, la revisione normativa introduce la possibilità di posticipare la chiusura degli esercizi pubblici alle 2.00 il venerdì, il sabato e durante i giorni prefestivi; ogni esercente manterrà comunque la possibilità di anticipare la chiusura del proprio locale, fino a un massimo di due ore prima dell’orario notificato al Comune, tramite un semplice avviso alla Polizia comunale territoriale competente. Inoltre nell’ambito del mantenimento dell’ordine e della quiete è stata rafforzata la figura del gerente, la cui competenza è stata estesa oltre che all’interno dei locali, alle immediate vicinanze dell’esercizio pubblico.

Va infine sottolineata la possibilità di estendere la durata dei permessi speciali dagli attuali 15 giorni a 3 mesi, mantenendo la competenza per il loro rilascio ai Comuni, con il preavviso del Cantone. Ciò risponde alla crescente importanza assunta dalle manifestazioni organizzate sul territorio ticinese, che contribuiscono in larga misura a favorire la coesione sociale e la promozione del settore del turismo e hanno ripercussioni economiche rilevanti sia per i Comuni sia per il Cantone.

Pubblicato il concorso per il Capo della Sezione degli enti locali

Pubblicato il concorso per il Capo della Sezione degli enti locali

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni informa che quest’oggi è stato pubblicato il bando di concorso per la sostituzione dell’attuale Capo della Sezione degli enti locali, Elio Genazzi, che dal 1. aprile 2018, beneficerà del pensionamento.

La Sezione degli enti locali, composta dall’Ufficio amministrativo e del contenzioso, da quello della gestione finanziaria nonché dagli ispettorati dei patriziati e dei consorzi, si occupa della vigilanza amministrativa e finanziaria su Comuni, Patriziati e Consorzi comunali. Grazie alla sezione è possibile migliorare continuamente il rapporto tra lo Stato e il cittadino così come pure tra gli enti locali e il Cantone.

Il nuovo responsabile avrà il compito di portare avanti i progetti strategici avviati in ambito comunale ovvero il Piano cantonale delle aggregazioni e la riforma Ticino 2020. Una funzione chiave, che contribuirà in prima persona a disegnare la futura nuova organizzazione comunale e regionale del nostro Cantone. Oltre a ciò, dovrà assicurare la direzione della Sezione, coordinare l’attività della piattaforma che regola i rapporti tra il Cantone e i Comuni, gestire i cantieri aggregativi, così come presiedere e partecipare a gruppi di lavoro e commissioni cantonali e federali nonché intrattenere i rapporti con gli uffici del Cantone e della Confederazione.

Per svolgere questo ruolo si cerca una persona di cittadinanza elvetica con una formazione accademica conseguita presso un’università svizzera, preferibilmente in economia o in diritto, e con una pluriennale e riconosciuta esperienza in ruoli dirigenziali nonché con una comprovata conoscenza della gestione di progetti. Deve conoscere a fondo la legislazione e l’organizzazione dei Comuni e della realtà dell’Amministrazione cantonale. Deve possedere buone capacità decisionali, di analisi e di sintesi, nonché buone competenze relazionali e comunicative nelle lingue nazionali.
Il dettaglio dei compiti e dei requisiti sono pubblicati nel bando di concorso.

Per i concorsi valgono le condizioni generali in vigore nell’Amministrazione cantonale. Ulteriori dettagli, come le modalità di partecipazione, sono disponibili sul sito www.ti.ch/concorsi.

Giustizia: efficienza attraverso dialogo e conduzione

Giustizia: efficienza attraverso dialogo e conduzione

Discorso pronunciato dal Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2017/18 |

Stimati Magistrati di ogni ordine,
Stimato Presidente e membri del Consiglio della Magistratura,
Stimati Giudice federale, Presidente del Tribunale di appello, Procuratore generale,
Stimati Professori,
Funzionari dell’Amministrazione cantonale,
Collaboratori giuridici e amministrativi della Magistratura,
Egregi Avvocati e Pubblici notai,
Gentili Signore ed Egregi Signori,

a nome del Consiglio di Stato, rivolgo un cordiale benvenuto a questo nostro annuale appuntamento che segna con l’ufficialità l’apertura del nuovo anno giudiziario 207/18.

L’anno che si sta per concludere è stato costellato da vari avvicendamenti in Magistratura che, come di consueto, vado a ricordare. A livello di giudicature di pace, il popolo ha eletto per il Circolo di Onsernone Bruno Gazza, per il Circolo di Mendrisio Giorgio Romano, per quello di Caneggio Romana Poncioni, per il Circolo di Magliasina Lavinia Sergi-Indemini, per il Circolo di Taverne Lara D’Alessio, per il Circolo di Onsernone Pietro Garbani Nerini e per il Circolo di Agno Chiara Lurati. Per le Preture, il Pretore Matteo Pedrotti ha assunto l’ottobre scorso la presidenza della Pretura di Lugano, subentrando al Pretore Francesco Trezzini. Tre sono stati i Pretori supplenti straordinari nominati nel corso dell’anno: Elisa Bianchi Roth ed Elettra Orsetta Bernasconi Matti in sostituzione della Pretore Sonia Giamboni e Matteo Salvadè in sostituzione del Pretore Enrico Pusterla. L’agosto scorso, ha quindi assunto la Presidenza dell’Ufficio dei giudici dei provvedimenti coercitivi il giudice Maurizio Albisetti subentrando a Edy Meli. All’interno del Ministero pubblico è stata nominata quale procuratrice supplente straordinaria Cinzia Luzzi in sostituzione della procuratrice pubblica Francesca Lanz e nei giorni scorsi, il Parlamento ha nominato neo procuratrice pubblica Anna Fumagalli in sostituzione di Nicola Corti. Nei prossimi mesi sarà la volta di sostituire la procuratrice pubblica Roberta Arnold. Infine, in quest’anno giudiziario ha preso avvio il rinnovo delle cariche, con l’elezione per il periodo 2017-2027 del Tribunale di espropriazione, sempre presieduto dalla giudice Margherita De Morpurgo e quindi dell’elezione del Consiglio della Magistratura per il periodo 2017-2022, presieduto dal giudice Werner Walser.

Tanti gli avvicendamenti, giustificati da svariati motivi, che rappresentano per i neo eletti una nuova sfida da raccogliere e affrontare. A tutti, formulo i miei auguri per un lavoro proficuo ed efficiente.
Un pensiero di riconoscenza vada anche ai giudici Marco Ramelli e Claudio Lepori, già presidenti del Tribunale di appello, al già giudice d’appello Italo Macconi e all’avv. Gianmaria Mosca, curatore per anni della Raccolta di giurisprudenza in materia di locazione, deceduti negli scorsi mesi.

* * *

Oggi si apre il nuovo anno giudiziario. È questo il momento in cui spetta a me fornire un resoconto ai rappresentanti della magistratura, delle istituzioni e alla collettività, dell’attività legata all’amministrazione della giustizia svolta nel nostro Cantone alla luce dei risultati raggiunti formulati nel Rendiconto della Magistratura 2016. Il momento quindi di indicare i rimedi e le iniziative che, ad avviso del Dipartimento delle istituzioni, sono suscettibili di migliorare la risposta di giustizia che i cittadini attendono.

Sapete che il Progetto “Giustizia 2018” che si prefigge di dotare il nostro Cantone di un apparato giudiziario moderno, efficace ed efficiente, che sappia rispondere in modo sempre soddisfacente e puntuale alle esigenze dei cittadini segue il suo corso. Con qualche ritardo rispetto alla tabella di marcia prefissata, ritardo dovuto a progetti concomitanti del Governo e del Dipartimento, in particolare legati al Pacchetto di misure di risanamento delle finanze cantonali. Faremo il punto i prossimi mesi. Nel frattempo, a questo progetto se ne è aggiunto uno fondamentale ai fini dell’efficienza, derivante dalla nuova Legge stipendi degli impiegati dello Stato. Nuova legge che porterà a partire dal prossimo anno, l’implementazione di un sistema di valutazione delle prestazioni dei collaboratori dell’Amministrazione cantonale e quindi anche della Magistratura, giocoforza definendo a monte gli obiettivi complessivi del rispettivo ufficio che sia amministrativo o giudiziario.

La giustizia è indipendente: ma non dall’efficienza. La buona gestione deve venir prima di tutto. E questo non è un discorso da non affrontare, trincerandosi dietro il principio della separazione dei poteri e dell’autonomia della Magistratura. La valutazione del personale legata a un giudizio sulle prestazioni, definite dagli obiettivi, è determinante per migliorare le prestazioni in qualsiasi organizzazione, così da orientare l’attività verso una sempre migliore partecipazione dei singoli al raggiungimento degli obiettivi definiti dall’ufficio. Una sfida questa, che è stata colta dai Presidenti delle Magistrature permanenti nel corso del primo incontro avvenuto con il Dipartimento il 16 maggio scorso a Bellinzona, i quali hanno dato il loro consenso a costituire nei prossimi mesi un gruppo di lavoro che procederà all’elaborazione di un sistema unico di valutazione del personale da introdurre in Magistratura, declinato alle esigenze delle singole Autorità giudiziarie. Un aspetto centrale della nuova Legge stipendi degli impiegati dello Stato, che presuppone un rafforzamento della cultura dei colloqui regolari e della valutazione per obiettivi generali della singola Autorità giudiziaria e, di conseguenza, della valutazione più specifica degli obiettivi legati ai singoli collaboratori.

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I dati statistici relativi all’anno 2016 che si è concluso di cui al Rendiconto della Magistratura 2016, evidenziano per il Consiglio della Magistratura una situazione che, dal profilo dei numeri, è definita dal “risultato lusinghiero”. Me ne rallegro.
Ma esaminando il Rendiconto, mi rammarico ancora una volta dell’assenza di indicazioni sulla durata dei procedimenti, come pure di un monitoraggio degli incarti prescritti. Dati riconosciuti e conosciuti ormai in tanti Paesi e Cantoni, che in Ticino non sembrano ancora aver assunto quell’importanza che meritano. Dati tuttavia che assumono un’importanza decisiva quando l’Esecutivo e il Legislativo devono determinarsi sui correttivi a eventuali disfunzionamenti – relativi – della giustizia, che vanno a concludersi sempre con potenziamenti organizzativi.

La valutazione dell’efficienza, non può unicamente fondarsi su dati lusinghieri, occorrendo analizzare ulteriori indicatori per un’analisi puntuale del settore della giustizia in termini di efficienza: la durata e la percentuale dei casi di conferma della decisione nel successivo grado di giudizio, come pure la percentuale delle sentenze impugnate per rispetto a quelle emesse. E l’Esecutivo e il Legislativo, quando decidono un potenziamento – e lo faranno ancora prossimamente – devono poter valutare innanzitutto l’impegno e la professionalità dei magistrati e dei loro collaboratori. Inoltre, devono poter valutare se i ritardi sono ascrivibili a carenze e lacune nell’organizzazione e nell’impiego delle risorse, oppure a situazioni conclamate legate a responsabilità personali che citava il già Consigliere di Stato Alberto Lepori. Questa modalità di monitoraggio è in uso presso l’Amministrazione cantonale, perché non in tutta la Magistratura? Perché non estendere la conduzione efficace che conoscono alcune autorità giudiziarie cantonali a tutto il potere giudiziario?

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La giustizia è un elemento centrale dello Stato di diritto. È quindi fondamentale che essa si modernizzi nell’organizzazione e nella gestione e, in particolare nella conduzione del suo personale, se intende assicurare a lungo termine la propria funzione con qualità, nel rispetto delle garanzie costituzionali e convenzionali, a costi ragionevoli per la collettività.

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Sulla conduzione del personale, ribadisco la necessità di definire gli obiettivi da raggiungere, aspetto che non può prescindere da una rilevazione di tutti gli incarti pendenti presso le varie autorità giudiziarie, così da poter determinare le priorità di intervento. Un primo importante passo per ragionare in ottica di efficienza. Tanto semplice, quanto efficace una volta concretizzato nell’attività giudiziaria.

Connesso a questo tema, vi è quello delle attività accessorie svolte dai magistrati a tempo pieno segnalato dal Consiglio della Magistratura. Un tema che verrà affrontato prossimamente dal Dipartimento, anche per le ripercussioni, non solo sull’indipendenza e l’imparzialità della Magistratura, ma anche, richiamando quanto appena detto, sull’efficienza dell’operato del potere giudiziario.

Altro ambito che mira all’ammodernamento della gestione dell’apparato giudiziario è l’introduzione degli eDossier, i dossier elettronici. Ed è proprio il Tribunale federale che ha dato un impulso di rilievo verso l’automatizzazione delle procedure di giustizia in materia civile, penale e amministrativa. E il Dipartimento delle istituzioni, intende aderire, a questa ulteriore sfida che deve affrontare la Magistratura. Un tema importante, quanto inevitabile, vista l’evoluzione della nostra società, che discuteremo in occasione dei prossimi incontri tra Magistratura e Dipartimento, incontri che vedranno la partecipazione a dipendenza dei temi, anche di interlocutori terzi del potere giudiziario.

* * *

È stato scritto negli scorsi mesi che l’anno giudiziario che si è chiuso, andrà ricordato come l’anno della riduzione dei giudici dei provvedimenti coercitivi e quello delle partenze dei magistrati al Ministero pubblico. Non direi proprio. Anzi.

L’anno che si chiude deve essere ricordato come l’anno dell’inizio di un proficuo dialogo, costante e regolare, tra Potere esecutivo e giudiziario, grazie alla formalizzazione, avvenuta con un primo incontro lo scorso maggio, di un tavolo di discussione e di dialogo costruttivo sui temi della giustizia, nella pur sempre fisiologica dialettica delle rispettive posizioni.

* * *

Termino il mio intervento odierno, con un ragionevole auspicio. Ovverosia quello di poter constatare in futuro che quel tribunale o quell’altra autorità giudiziaria, ha incrementato fortemente la produttività, contraendo in maniera drastica le pendenze e ciò, non a discapito della qualità delle decisioni. Come? Grazie a una conduzione efficace da parte del Presidente, alla condivisione di personale, a riorganizzazioni dei flussi di lavoro e a un’accresciuta collaborazione tra gli attori della giustizia, soprattutto.

Rendere la giustizia efficace attraverso l’efficienza costituisce un obiettivo di lunga durata per le Istituzioni di uno Stato moderno, anche in funzione di una politica di crescita e di sviluppo. Da qui l’importanza e la necessità di affrontare il tema seriamente, in maniera partecipata e costantemente.

Vi ringrazio dell’attenzione.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e
Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Aggregazione Valle della Tresa: istituita la Commissione di studio

Aggregazione Valle della Tresa: istituita la Commissione di studio

Nella seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione inoltrata dai Municipi di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa e ha istituito la Commissione di studio incaricata di elaborare il progetto aggregativo.

Dando seguito all’istanza di aggregazione sottoscritta il 15 maggio 2017 dai quattro Municipi dei Comuni di Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio che allestirà lo studio di aggregazione del comprensorio ai sensi della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni.

Il Governo valuta positivamente l’iniziativa promossa dai quattro Comuni in vista di un consolidamento istituzionale, ritenuta la vocazione territoriale del comparto della Valle della Tresa e le numerose interrelazioni già oggi esistenti al suo interno. La proposta si inserisce peraltro in modo coerente nel comprensorio Malcantone Ovest definito nel progetto di Piano cantonale delle aggregazioni.

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

  • per il Comune di Croglio membro Margherita Manzini, Sindaca  (supplente Roberto Ghiazza, Vice Sindaco)
  • per il Comune di Monteggio membro Piero Marchesi, Sindaco (supplente Mauro Zoccatelli, Municipale)
  • per il Comune di Ponte Tresa membro Daniel Buser, Sindaco (supplente Rinaldo Marchesi, Vice Sindaco)
  • per il Comune di Sessa membro Sergio Antonietti, Sindaco (supplente Giuliano Zanetti, Vice Sindaco)

I Comuni hanno concordato tra loro che il coordinamento dei lavori venga assunto dal Comune di Monteggio. La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

La Commissione è stata invitata a presentare il proprio rapporto al Consiglio di Stato entro il 31 dicembre 2017.

PG, concorso “affollato”

PG, concorso “affollato”

Da RSI.ch | Tre procuratori in carica e almeno quattro esterni per il posto di John Noseda. Gobbi: “Rimane una carica pubblica importante”

L’approfondimento a Il Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/PG-concorso-affollato-9187078.html

L’interesse per succedere a John Noseda, che tra poco più di un anno concluderà il suo mandato di procuratore generale per raggiunti limiti di età, non sembra mancare, malgrado le dimissioni polemiche di Nicola Corti nei mesi scorsi abbiano creato un po’ di scompiglio.

“Rimane una carica pubblica importante”, ha motivato così l’interesse suscitato dal concorso il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Dal toto-candidati sono usciti diversi nomi di magistrati in carica: quelli dei due sostituti procuratori generali Antonio Perugini e Andrea Pagani, ma pure quelli di Moreno Capella e di Fiorenza Bergomi. I primi tre hanno trovato conferme, il quarto no.

Tanti nomi e un rischio, quello che si crei una lotta interna: “Spero che i procuratori in carica si concentrino non tanto sulla campagna elettorale davanti al Gran Consiglio, ma nello svolgere il loro lavoro in maniera corretta. Dall’altra parte credo che sia anche opportuno che il Parlamento abbia un ampio ventaglio di scelta”, ha precisato Gobbi.

I “papabili” esterni alla Procura sarebbero almeno 4: tra loro ha già confermato pubblicamente la sua discesa in campo l’avvocato Emanuele Stauffer, che è un ex procuratore. Anche l’ex sindaco di Bellinzona Brenno Martignoni ha fatto sapere di essere tra i candidati. La procedura prevede che tutte le candidature siano trasmesse alla Commissione di esperti, chiamata a preavvisarle all’indirizzo del GC. Si potrebbe andare in aula già entro l’autunno.

Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Nuovi spazi e nuovi orari alla Sezione della circolazione

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione, da qualche giorno i locali del Servizio immatricolazioni della Sezione della circolazione, a Camorino, sono nuovamente aperti. La nuova impostazione degli spazi è accompagnata da un ripensamento degli orari di apertura all’utenza: dal 1. giugno i principali servizi (immatricolazioni, conducenti e contabilità) saranno infatti disponibili ininterrottamente, dalle 8.00 alle 16.00.

Lo scorso 31 agosto, nell’ambito del pacchetto di misure per il riequilibrio delle finanze cantonali, il Consiglio di Stato ha stanziato un credito da 324’000 per la riorganizzazione logistica del Sevizio immatricolazioni della Sezione della circolazione; l’obiettivo dell’investimento era di migliorare il servizio alla cittadinanza attraverso l’incremento del numero degli sportelli aperti e ammodernando il sistema di prenotazione.

Dopo due mesi di lavori di ristrutturazione – durante i quali una parte degli sportelli è sempre rimasta aperta, permettendo lo svolgimento delle pratiche – sono entrate in funzione negli scorsi giorni le nuove postazioni di lavoro, collocate direttamente allo sportello. La nuova impostazione evita spostamenti e perdite di tempo ai funzionari, rendendo ancora più rapido il servizio all’utenza. Il sistema di prenotazione (ticket) è stato invece aggiornato con l’introduzione di un apparecchio di ultima generazione, che permette agli utenti di orientarsi meglio all’interno dello stabile amministrativo e di raggiungere più velocemente il Servizio del quale hanno bisogno. A complemento di questi interventi, a partire dal 1° giugno sarà introdotta l’apertura degli sportelli continuata dalle 8 alle 16, senza pausa nella fascia di mezzogiorno; ciò permetterà a cittadini e professionisti di accedere ai servizi in modo più flessibile e libero.

Da anni il Dipartimento delle istituzioni si impegna costantemente e dedica molte energie alla semplificazione del rapporto tra cittadino e stato: anche gli interventi logistici e organizzativi attuati al Servizio immatricolazione della Sezione della circolazione rientrano in questa visione.

Migrazione, più controlli su frontalieri e permessi B

Dal Giornale del Popolo | A breve prenderà avvio la riorganizzazione dell’Ufficio migrazione – Due le tappe previste dal Governo per terminare il progetto entro fine anno.

Dopo lo stop si riparte. La riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione sarà introdotta dal 19 giugno. Una seconda e definitiva fase partirà, invece, dal 4 dicembre di quest’anno. Come rende noto il Consiglio di Stato è stato stabilito che l’intera riorganizzazione sarà a regime entro la fine dell’anno. E questo considerato l’esito positivo dell’audit e il via libera al progetto giunto nelle scorse settimane dalla Sottocommissione della Vigilanza in Parlamento. Ma facciamo un passo indietro. Come si ricorderà, lo scorso 7 marzo il Consiglio di Stato aveva sospeso, in via temporanea, l’entrata in vigore di questa nuova organizzazione. E questo in attesa dei risultati della perizia che il Governo aveva dato a un perito esterno. Il tutto, lo ricordiamo, era partito a causa dello scandalo dei permessi. La perizia ha dimostrato la bontà della riorganizzazione e soprattutto l’assenza di problemi particolari. Ecco perché ora, lo stesso Esecutivo cantonale, ha dato il suo ok alla riforma. La riorganizzazione dell’Ufficio della migrazione avverrà in due fasi. Come ci spiega il responsabile del DI Norman Gobbi «rispetto alla proposta approvata dal Consiglio di Stato in marzo non ci sono cambiamenti. Anche l’audit del giudice Lorenzo Anastasi ha verificato che la riorganizzazione permetterà di incrementare sia l’iter sia i controlli sui dossier presentati in fase di rilascio o di rinnovo di un permesso. E quindi ha dato la sua approvazione al tutto». La prima fase, ci spiega ancora il consigliere di Stato, «interessa i lavoratori frontalieri e quindi il rilascio e il rinnovo dei permessi G. La novità più importante riguarda il luogo in cui presentare i propri documenti. Dal 19 giugno, infatti, i frontalieri non dovranno più recarsi allo sportello dell’Ufficio della migrazione, ma dovranno presentarsi a un posto di gendarmeria. Una modifica che garantisce quella prossimità chiesta anche dai Comuni. Concentrando, invece, a Lugano e Bellinzona la verifica si rischiava di perderla». Questo cambiamento, precisa il capo del Dipartimento, «risponde anche alle necessità delle aziende ed è stata salutata favorevolmente dalla Camera di commercio e dagli impresari costruttori. Qualche critica era invece arrivata dall’AITI. Ma noi siamo convinti che la procedura guidata agevola anche l’azienda». Dal mese di dicembre entrerà in vigore un secondo cambiamento che il direttore del DI spiega in questo modo: «La nuova procedura sarà estesa anche ai nuovi o ai rinnovi dei permessi B. In questi casi non ci sarà l’obbligo di presentarsi in un posto di gendarmeria, ma sarà organizzato un colloquio con il richiedente, in modo da verificare eventuali criticità del dossier. In questo modo aumentiamo i controlli per gli stranieri che risiedono sul nostro territorio. È vero che si va un po’ più a fondo nell’analisi delle richieste, ma visto che queste persone risiedono sul nostro territorio e quindi hanno anche diritti (come la disoccupazione o l’assistenza) e doveri, ci è sembrato corretto agire in questo modo». Come rileva lo stesso capo del DI «revocare un permesso B è più difficile che non concederlo e quindi è molto importante il lavoro eseguito in modo preliminare». In questo senso la riorganizzazione con i due centri, a Bellinzona (dove ci si occuperà soprattutto di rifugiati e frontalieri) e quello di Lugano (dedicato ai permessi B e C) «permetterà di avere un controllo migliore della situazione e soprattutto rendere più efficace il servizio offerto alla popolazione. Il tutto mantenendo l’attuale organico». Per quanto riguarda le cifre Norman Gobbi ricorda che «il numero di decisioni, da parte degli Uffici della migrazione, ogni anno, sono diverse migliaia e sgravando la parte sui frontalieri, il loro lavoro sarà sicuramente inferiore e potranno così concentrarsi sugli altri casi».

(Articolo di Nicola Mazzi)