Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Studio dell’Aggregazione tra Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’istanza di aggregazione presentata dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare un progetto aggregativo tra i quattro comuni.

Dando seguito alle istanze per l’avvio di uno studio di aggregazione formulate ai primi di maggio 2026 dai Municipi di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone, il Consiglio di Stato ha nominato l’apposita Commissione di studio incaricata di allestire la proposta di Comune aggregato.  

L’iniziativa promossa dai quattro Comuni si inserisce nell’approccio cantonale che predilige le iniziative provenienti dal basso, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge Comuni confinanti che, pur non appartenendo al medesimo comprensorio definito nel Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), presentano molteplici collegamenti e interrelazioni. Il PCA stesso prevede che possano essere avviati progetti aggregativi promossi dalle collettività locali anche qualora divergenti dagli scenari proposti, posto che non ne derivino conseguenze determinanti sull’impostazione complessiva della pianificazione e sull’insieme degli scenari, ciò che è il caso per il progetto di Bedano, Cadempino, Gravesano e Lamone. L’istanza è stata pertanto accolta e il PCA potrà essere adattato una volta che l’aggregazione dovesse concretizzarsi  

La Commissione di studio, i cui rappresentanti sono stati designati dai rispettivi Municipi, è composta da:

  • per il Comune di Bedano: Dario Fraschina (Sindaco) e Daniele Cairoli (Vicesindaco);
  • per il Comune di Cadempino: Tom Cantamessi (Sindaco) e Juri Bonizzi (Vicesindaco);
  • per il Comune di Gravesano: Maurizio Anghileri (Sindaco) e Tiziano Cremona (Vicesindaco);
  • per il Comune di Lamone: Daniele Franzoni (Sindaco) e Matilde Ribolzi (Municipale).   

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con l’autorità cantonale verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Aggregazioni nel Locarnese – presentati i risultati dei laboratori partecipativi

Comunicato stampa

Qualità di vita elevata, ma anche sfide sempre più complesse legate a mobilità, alloggi, sviluppo territoriale e competitività regionale. È il quadro che emerge dal rapporto finale elaborato al termine del percorso promosso dai sette Comuni coinvolti – Locarno, Losone, Brione sopra Minusio, Orselina, Minusio, Tenero-Contra e Mergoscia – con il coordinamento della Sezione degli enti locali del Dipartimento delle istituzioni. I risultati sono stati presentati giovedì 20 maggio in una serata pubblica che ha visto un’ottima partecipazione di popolazione. Toccherà ai Municipi decidere se, e in che modo, dare seguito agli spunti emersi dal percorso partecipativo.

Nel corso della serata, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha presentato i principali risultati emersi dal lavoro svolto nelle scorse settimane, che ha coinvolto autorità comunali, rappresentanti della società civile e mondo economico in un ampio esercizio di riflessione sullo sviluppo futuro del comprensorio e sui possibili scenari istituzionali della regione. È seguito un momento di dialogo aperto con la popolazione, durante il quale i rappresentanti dei sette Comuni hanno potuto rispondere alle domande e raccogliere osservazioni e spunti.
Dal rapporto emerge come il Locarnese presenti oggi un livello di qualità di vita generalmente elevato, grazie in particolare alla qualità del territorio, dei servizi e dell’offerta culturale, sociale ed economica presenti nel comprensorio. Allo stesso tempo, i lavori hanno evidenziato alcune importanti sfide future legate in particolare all’evoluzione demografica, all’accesso all’alloggio, alla mobilità, alla capacità progettuale del territorio e al mantenimento della competitività regionale.
I laboratori partecipativi, che si sono svolti il 6 e 7 marzo a Locarno, avevano l’obiettivo di individuare le principali misure necessarie per affrontare queste sfide nei prossimi anni e di valutare quale assetto istituzionale potesse risultare maggiormente idoneo a sostenerle in modo efficace e sostenibile. In questo senso, per numerosi ambiti emersi durante i lavori – tra cui pianificazione territoriale, mobilità, politiche giovanili, sviluppo economico e coordinamento dei servizi – i partecipanti hanno ritenuto che uno scenario aggregativo possa offrire maggiori capacità di coordinamento e di sviluppo.
Nel corso della presentazione è stato inoltre sottolineato come il laboratorio non avesse l’obiettivo di prefigurare decisioni politiche o imporre soluzioni istituzionali, bensì quello di mettere a disposizione dei Municipi e della popolazione elementi concreti di riflessione sul futuro del comprensorio. Il rapporto precisa, infatti, che i risultati emersi non costituiscono in alcun modo una decisione aggregativa formale, ma rappresentano una base di valutazione a disposizione dei Comuni.
Con la serata pubblica di Minusio si conclude il lavoro di accompagnamento svolto dalla Sezione degli enti locali nell’ambito di questo percorso. Nel pieno rispetto dell’autonomia comunale, spetterà ora ai sette Municipi determinarsi sui possibili passi successivi.

 
 
 
I patriziati ticinesi guardano al futuro

I patriziati ticinesi guardano al futuro

All’assemblea annuale spazio a digitalizzazione, investimenti sul territorio e coinvolgimento delle nuove generazioni – Riconfermato il presidente Tiziano Zanetti

“Stiamo guardando avanti in modo concreto”. È con questo messaggio che l’Alleanza patriziale ticinese (ALPA) ha voluto presentare sabato a Cevio la propria visione del futuro durante l’assemblea annuale, che ha riunito i rappresentanti dei 198 patriziati del cantone.
L’incontro è stato segnato dal rinnovo parziale del Consiglio direttivo, dalla riconferma per i prossimi quattro anni del presidente Tiziano Zanetti e dal lancio del nuovo sito internet dell’associazione. Al centro della giornata c’è quindi stato soprattutto il tema della modernizzazione dei patriziati.
“Dobbiamo cominciare a parlare adesso dei patriziati moderni”, ha dichiarato Zanetti a SEIDISERA, spiegando che molti enti stanno investendo sempre di più sul territorio e aggiornando i propri strumenti amministrativi.
Tra le novità presentate figura anche GEREPA (Gestione Registro Patriziali), un nuovo applicativo per la gestione del registro patriziale, pensato per semplificare l’amministrazione dei circa 90’000 patrizi ticinesi. Uno strumento “atteso da dieci anni” che, secondo Zanetti, renderà la gestione “molto immediata e fruibile”.
Il presidente dell’ALPA ha inoltre respinto l’idea di patriziati legati soltanto al passato. “C’è il legame al territorio, al passato, alle nostre origini, certamente, ma stiamo guardando avanti in modo concreto”, ha affermato, ricordando gli investimenti realizzati negli ultimi anni e le collaborazioni con enti regionali, organizzazioni turistiche e Comuni.
Uno degli obiettivi dichiarati resta anche quello di coinvolgere maggiormente i giovani. Negli ultimi quattro anni, ha spiegato Zanetti, otto membri del Consiglio direttivo sono stati sostituiti con persone “giovani” e “motivate”.
“Sono sempre ottimista”, ha concluso il presidente dell’ALPA, parlando dello stato di salute dei patriziati ticinesi. Ma “si può ancora migliorare”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/I-patriziati-ticinesi-guardano-al-futuro–3728424.html

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I temi più cari ai patriziati
https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3727563

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‘Dai Patriziati valore aggiunto incalcolabile’
All’assemblea dell’Alleanza patriziale ticinese, il presidente Tiziano Zanetti rivendica il ruolo dei patrizi ticinesi – Norman Gobbi: «Lupo, fare di più: il rischio di alpeggi abbandonati è reale».

«Il valore aggiunto che i Patriziati portano al Ticino è incalcolabile: la difesa delle tradizioni e la cura dei luoghi di montagna non sono solo atti di conservazione, ma creano un indotto turistico ed economico vitale per l’intero equilibrio regionale». E, ancora di più, «la nostra missione per i prossimi anni sarà quella di continuare a promuovere la modernizzazione tecnologica, l’abituale salvaguardia del territorio e l’ulteriore consolidamento del ruolo dei Patriziati nella società moderna coinvolgendo sempre più i giovani, trasformando l’amore per la propria terra in un impegno civile concreto e consapevole». Tiziano Zanetti, presidente dell’Alleanza patriziale ticinese riunitasi in assemblea a Cevio sabato, ha le idee in chiaro: 198 enti, con quasi 100mila patrizi ticinesi, hanno un ruolo «fondamentale» sotto vari aspetti.

Innovazione tecnologica
Per espletarlo al meglio, non mancano progressi tecnologici come il nuovo software ‘Gerepa’, «ideato per la tenuta dei registri ma che non è solo un aggiornamento tecnico, bensì una vera  rivoluzione che snellirà la burocrazia e le procedure interne. Consentirà un approccio semplice ed efficace a tutti i dati». Questo perché, riprende Zanetti nel suo discorso, «l’attività patriziale nel nostro cantone è poliedrica. Se la manutenzione del paesaggio resta il cuore pulsante del nostro mandato, i Patriziati si distinguono oggi come motori di cultura, didattica e turismo».

I progetti continuano
Dal punto di vista operativo e finanziario, il presidente Alpa riferisce che «spiccano progetti di ampio respiro come il recupero degli alpeggi e la tutela delle aree boschive, che testimoniano una programmazione lungimirante. Molte di queste opere sono state possibili grazie al sostegno del Fondo per la gestione del territorio o del Fondo di aiuto patriziale, ma è altrettanto significativo notare come molte amministrazioni abbiano agito in totale autonomia economica, attingendo a fondi propri». Infine, tra i temi più complessi affrontati dal Consiglio direttivo, e per  salvaguardare
l’economia alpestre», ovviamente c’è il lupo: «Occorre al più presto trovare una soluzione per limitare e gestire efficacemente la sua presenza che diventa sempre più preoccupante e invasiva».

Gobbi: ‘Custodi del territorio’
Nel suo intervento, il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi ricorda che i Patriziati sono «i custodi del territorio in un contesto sempre più complesso, segnato da eventi estremi e sfide che richiedono capacità di adattamento senza perdere il legame con le proprie radici». Dopo aver sottolineato l’importanza dell’ammodernamento con il software ‘Gerepa’, Gobbi annota anche come «nel 2025 l’attività di sostegno del Cantone attraverso il Fondo di aiuto patriziale e il Fondo gestione territorio è ulteriormente cresciuta. Sono stati sostenuti 25 progetti tramite il Fap per un importo totale di oltre 1 milione di franchi, mentre l’Fgt ha finanziato 6 progetti per quasi 577mila franchi. Complessivamente, parliamo di sussidi per circa 1,6 milioni di franchi. Sono numeri che dimostrano due aspetti fondamentali: da una parte il dinamismo dei Patriziati, dall’altra la volontà concreta del Cantone di continuare a investire nella gestione e valorizzazione del territorio». Una combinazione che Gobbi definisce «efficace e proficua».

‘Per Blatten mobilitazione federale rapida, per la Vallemaggia no’
Perché «il nostro territorio negli ultimi anni è stato segnato da eventi estremi e il luogo dove ci troviamo (Cevio, ndr) ne è un esempio. L’alluvione ha scosso profondamente le comunità locali e causato ingenti danni anche a proprietà patriziali. Le tragedie hanno purtroppo mostrato anche un’altra realtà: non tutte le catastrofi sembrano ricevere la stessa attenzione da Berna». E Gobbi punta il dito, con assoluta determinazione: «In situazioni recenti come quella di Blatten la mobilitazione federale è stata rapida e immediata. Per la Vallemaggia e la Mesolcina, invece, la sensazione diffusa è stata quella di dover attendere più a lungo e lottare maggiormente per ottenere risposte». Ma in tutto questo, assicura, «il Cantone c’è e non farà mai mancare la propria presenza».

‘Tutelare la biodiversità non sia sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna’
Sulla gestione del lupo, Gobbi afferma che «la tutela della biodiversità non può tradursi in un sacrificio silenzioso di chi vive e lavora in montagna. Comprendo bene l’apprensione dei Patriziati e lo sconforto degli allevatori. Il rischio di un progressivo abbandono degli alpeggi è reale e avrebbe conseguenze profonde sul territorio. Perché senza agricoltura e allevamento non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo presidio del territorio, la valorizzazione del paesaggio, la cura dei pascoli e una parte importante dell’identità delle nostre valli». E l’auspicio è che arrivino «soluzioni per interventi più incisivi ed efficaci». Come noto, intanto, l’Ufficio caccia e pesca presenterà a breve una proposta che «prevede la creazione di un ristretto gruppo di cacciatori di fiducia, appositamente formati, che possano affiancare i guardiacaccia nell’esecuzione degli abbattimenti, senza essere vincolati ai periodi di caccia ordinari».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 11 maggio 2026 de La Regione

(Nella foto Tiziano Zanetti, Presidente ALPA)

Cantone e Comuni uniti di fronte alle sfide climatiche

Cantone e Comuni uniti di fronte alle sfide climatiche

Comunicato stampa

Dialogo, concretezza e collaborazione al centro del settimo Simposio

In un contesto in cui i mutamenti climatici si manifestano con effetti sempre più concreti sul territorio ticinese, pur avendo origini e dinamiche di portata globale, Cantone e Comuni rafforzano l’impegno comune per affrontare questa sfida. Il settimo Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, svoltosi oggi a Bellinzona, segna un passo importante in questa direzione, ponendo le basi per una collaborazione più stretta, strutturata e orientata a soluzioni concrete.

Si è tenuta presso l’Auditorium della Scuola cantonale di commercio la settima edizione dell’appuntamento annuale dedicato al dialogo istituzionale, quest’anno incentrato sul tema dell’adattamento ai mutamenti climatici. L’evento ha riunito più di 200 partecipanti tra rappresentanti del mondo politico, istituzionale, tecnico e accademico, chiamati a confrontarsi su una sfida che riguarda da vicino Comuni e territorio.
Promosso dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento del territorio, con la partecipazione di MeteoSvizzera, il pomeriggio di studio ha offerto uno spazio di confronto concreto su un tema che richiede uno sguardo ampio e lungimirante, capace di superare i confini ticinesi. Proprio in questo senso, la presenza congiunta dei diversi attori coinvolti ha rappresentato un segnale chiaro: la collaborazione tra livelli istituzionali non è solo possibile, ma necessaria per affrontare fenomeni complessi che si riflettono in modo diretto sulla realtà locale.
Il Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali ha richiamato con forza l’urgenza del tema, sottolineando come gli effetti dei cambiamenti climatici siano ormai evidenti anche in Ticino: «Abbiamo toccato con mano la forza e l’impatto di eventi estremi che hanno evidenziato la vulnerabilità del nostro territorio. Il cambiamento è già in atto e richiede un’azione coordinata, sia sul fronte della prevenzione sia su quello dell’adattamento».
Nel suo intervento, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha posto l’accento sulla necessità di un approccio pragmatico e condiviso: «Rimanere fermi oggi non è un’opzione. Dobbiamo lavorare insieme, con realismo e responsabilità, per costruire risposte concrete. Il federalismo è lo strumento che ci permette di farlo, anche di fronte a sfide che superano i confini del nostro Cantone».
Gobbi ha inoltre evidenziato come l’iniziativa si inserisca in un percorso più ampio volto a rafforzare il dialogo tra Cantone e Comuni, anche attraverso nuovi strumenti e modalità di collaborazione, con l’obiettivo di accompagnare gli enti locali nell’affrontare le trasformazioni in atto.
I lavori sono iniziati con la presentazione dei nuovi scenari climatici nazionali «Clima CH2025» da parte di MeteoSvizzera, seguita da un intervento dedicato alla distinzione tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, a cura del Centro competenze cambiamento climatico e territorio della SUPSI.
Centrale della giornata sono stati i quattordici laboratori tematici, che hanno permesso alle partecipanti e ai partecipanti di confrontarsi direttamente su soluzioni pratiche e strumenti operativi. La formula dei laboratori, fortemente orientata all’interazione, ha favorito non solo la condivisione di conoscenze, ma anche la creazione di contatti diretti tra persone e servizi, permettendo di individuare interlocutrici e interlocutori di riferimento per i diversi ambiti. Dalla gestione delle ondate di calore alla risposta agli eventi naturali estremi, fino alle strategie per coinvolgere la popolazione: i laboratori hanno messo al centro problemi reali e strumenti immediatamente applicabili a livello comunale.
In parallelo ai laboratori, una sessione dedicata ha coinvolto gli ospiti di MeteoSvizzera, offrendo un importante contributo scientifico al dibattito. Durante il pomeriggio erano inoltre presenti alcuni stand informativi della SUPSI e dell’Istituto della formazione continua, dedicati all’offerta formativa rivolta a chi opera o è attivo politicamente negli enti locali. Accanto a questi, la Sezione del militare e della protezione della popolazione ha presentato il progetto pilota del Centro cantonale polivalente, volto a favorire l’integrazione delle persone nel settore dell’asilo attraverso attività di utilità pubblica sviluppate in collaborazione con gli enti del territorio.
La giornata si è conclusa con una tavola rotonda che ha riunito rappresentanti del Cantone, dei Comuni ed esperte ed esperti del settore, offrendo uno spazio di confronto sulle prospettive future della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Il dibattito ha confermato la volontà condivisa di rafforzare il coordinamento e di sviluppare risposte sempre più efficaci alle sfide poste dai mutamenti climatici.
Il messaggio emerso con chiarezza è che le sfide climatiche non possono essere affrontate in modo isolato, ma richiedono una visione comune, strumenti condivisi e una collaborazione continua tra tutti i livelli istituzionali. In questo senso, l’appuntamento odierno rappresenta non solo un momento di confronto, ma anche l’avvio concreto di un percorso che vedrà Cantone e Comuni sempre più impegnati, insieme, nel dare risposte alle trasformazioni in atto.

Il lavoro politico inizia con l’ABC

Il lavoro politico inizia con l’ABC

La politica più vicina ai cittadini, essere consiglieri comunali tra sfide e soddisfazioni

Era il 14 aprile 1996 quando Norman Gobbi muoveva i primi passi nella vita politica, entrando in Consiglio comunale a Quinto per la Lega dei Ticinesi. Appena diciannovenne aveva deciso di mettersi a disposizione della propria comunità, partendo dal livello più vicino ai cittadini, là dove la politica assume un volto concreto e quotidiano. « Ero rimasto colpito dalle idee del Nano », ricorda. « Ho visto nella Lega un movimento che lottava per la difesa degli interessi del Canton Ticino, con un forte desiderio di preservare l’identità del nostro territorio. Non è stato facile all’inizio, avevo appena raggiunto la maggiore età e mi sono trovato confrontato con colleghi navigati ». Un ingresso precoce, ma già l’anno successivo, nel 1997, Gobbi assume la presidenza del Consiglio comunale e nel 2008 viene eletto Municipale alla guida del Dicastero sicurezza ed economia pubblica. «Non era evidente fare il leghista nelle valli a quei tempi», osserva. « C’era un confronto diretto, talvolta troppo acceso, ma è stata una vera palestra politica ». Un cammino iniziato in un piccolo Comune di valle che richiama anche oggi il valore dell’impegno personale: mettersi a disposizione della propria comunità, con spirito di servizio e concretezza.

Segnali da cogliere
Impegnarsi in prima persona nella vita pubblica richiede tempo, dedizione e capacità di assumersi responsabilità. Chi lo fa mette in conto ore di preparazione, di discussione e inevitabilmente qualche mal di pancia. Emblematico quanto accaduto lo scorso dicembre in Consiglio comunale a Bellinzona. A seguito della dimissione di un consigliere comunale per motivi di salute, la lista dei subentranti è stata spulciata come non era mai successo prima. La prima subentrante ha detto no. Idem il secondo e il terzo. I motivi erano diversi, da questioni personali a professionali o di studio. La quarta papabile aveva invece nel frattempo cambiato domicilio. Anche a Chiasso la complicata sostituzione di una consigliera comunale ha riacceso i riflettori su un tema complesso: la difficoltà nel reperire candidati.

Una guida accessibile
Per sostenere chi decide di intraprendere questo cammino e fornire gli strumenti necessari fin dall’inizio, la Sezione degli Enti locali del Dipartimento delle Istituzioni ha pubblicato la nuova edizione dell’ABC del Consigliere comunale. Si tratta di una guida chiara e accessibile che accompagna passo dopo passo nella comprensione dei meccanismi istituzionali e nel ruolo di chi si mette al servizio della collettività. La pubblicazione è disponibile online sul sito internet www.ti.ch/sel e offre una panoramica completa sul funzionamento dei Consigli comunali, sui diritti e doveri delle consigliere e dei consiglieri, e sugli strumenti di partecipazione politica. La nuova edizione introduce importanti novità: grazie a link e codici QR, è possibile accedere a mini corsi digitali, video e risorse didattiche attraverso una piattaforma formativa dedicata. Un passo deciso verso una formazione più accessibile, concreta e al passo con i tempi.

Mettersi a disposizione
« Con questa nuova edizione dell’ABC compiamo un passo importante verso una formazione più moderna che risponde ai bisogni concreti di chi opera nei nostri Comuni», sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzioni. «È anche un modo per incentivare l’assunzione di cariche pubbliche e facilitare il compito a chi decide di intraprendere questo percorso». E tornando indietro cosa direbbe oggi il Consigliere di Stato al Norman Gobbi diciannovenne appena eletto in Consiglio comunale a Quinto? «Gli direi di essere coraggioso, lo preparerei a un viaggio sulle montagne russe. Gli direi che dev’essere fiero di impegnarsi per il suo Cantone e per il suo Comune e che dopo 30 anni avrà qualche capello bianco ma ancora lo spirito degli albori».

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 19 aprile 2026 de Il Mattino della domenica

Aggregazione Gordola e Lavertezzo: istituita la Commissione di studio

Aggregazione Gordola e Lavertezzo: istituita la Commissione di studio

Comunicato stampa

Dando seguito all’istanza dei due Municipi, il Consiglio di Stato ha formalizzato l’avvio della procedura aggregativa tra Gordola e Lavertezzo istituendo la Commissione di studio incaricata di elaborare una proposta di aggregazione in un unico Comune.

Lo scorso 29 settembre 2025 i Municipi di Gordola e Lavertezzo hanno sottoscritto e trasmesso al Consiglio di Stato un’istanza congiunta per l’avvio di una procedura di aggregazione tra i loro Comuni. Qualche mese prima, il 25 giugno 2025, il Governo aveva deciso la chiusura del progetto aggregativo tra il Comune di Lavertezzo e quello di Locarno, decisione contro la quale alcuni cittadini di Lavertezzo hanno presentato ricorso al Gran Consiglio. Quest’ultimo ha respinto il ricorso nella seduta del 23 febbraio 2026 e a fine marzo la decisione di chiusura della procedura aggregativa che coinvolgeva anche Lavertezzo è infine divenuta definitiva.
Il Governo si è quindi ora pronunciato sulla richiesta di Lavertezzo e Gordola, approvando l’istanza e nominando una Commissione di studio che ha il compito di preparare un progetto di Comune aggregato. Va ricordato che da tempo i due Comuni hanno comunque già intrapreso concreti passi per approfondire l’ipotesi di una loro unione.
Il progetto si inserisce in modo coerente nell’approccio promosso dal Cantone, che predilige le iniziative promosse dal livello locale, orientate al consolidamento istituzionale e al rafforzamento dell’organizzazione e del servizio alla cittadinanza. La proposta coinvolge due Comuni confinanti appartenenti al medesimo comprensorio definito nel PCA ed è pertanto pienamente in linea con gli orientamenti cantonali in tema di aggregazioni.
La Commissione di studio, composta da tre membri per Comune designati dai rispettivi Municipi, è così composta:
– per Gordola: Damiano Vignuta, Sindaco, René Grossi, Vicesindaco e Nicola Domenighetti, Municipale
– per Lavertezzo: Andrea Berri, Sindaco, Mehmet Göksungur, Vicesindaco e Claudio Zanierato, Municipale  

La Commissione potrà avvalersi del supporto di consulenti esterni e costituire gruppi di lavoro su temi specifici. Il contatto con il Dipartimento delle istituzioni verrà assicurato dalla Sezione degli enti locali.

(Immagine: gordola.ch)

Nuova edizione dell’ABC del Consigliere comunale

Nuova edizione dell’ABC del Consigliere comunale

Comunicato stampa

È disponibile l’edizione aggiornata al 2026 dell’ABC del Consigliere comunale. La pubblicazione in formato digitale, completamente rivista, integra importanti novità, tra cui contenuti multimediali e percorsi di autoformazione accessibili online. Il manuale – disponibile tramite il sito internet www.ti.ch/sel – è destinato alle consigliere e ai consiglieri comunali, ma rappresenta uno strumento utile anche per funzionarie, funzionari e cittadine e cittadini interessati al funzionamento delle istituzioni locali.

L’ABC del Consigliere comunale è da anni un punto di riferimento per chi opera all’interno dei legislativi comunali. La nuova edizione 2026 è completa e sostituisce integralmente la versione del 2012 e i successivi aggiornamenti, offrendo un testo adattato alle più recenti modifiche legislative, in particolare della Legge organica comunale (LOC), del relativo regolamento di applicazione (RALOC) e del Regolamento sulla gestione finanziaria e sulla contabilità dei Comuni (RGFCC), nonché di altre normative rilevanti.
La struttura della pubblicazione – da qualche anno disponibile unicamente online – rimane invariata e si articola in capitoli introduttivi accompagnati da schede di approfondimento. Essa fornisce le nozioni di base sul funzionamento del Consiglio comunale, sui diritti e sugli obblighi delle consigliere e dei consiglieri comunali e sugli strumenti di partecipazione a loro disposizione. Il manuale tratta inoltre temi quali regolamenti comunali, ordinanze municipali, convenzioni, referendum e iniziative comunali, nonché gli elementi essenziali della gestione finanziaria e della perequazione intercomunale.

Nuovi contenuti multimediali
Un’ulteriore novità della nuova edizione 2026 è rappresentata dall’integrazione di contenuti multimediali. Grazie a link e codici QR inseriti nel testo, è possibile accedere a minicorsi digitali, corredati da filmati e risorse didattiche, che illustrano in modo pratico e concreto alcuni aspetti del funzionamento dei consigli comunali. I contenuti sono disponibili accedendo al sito della Sezione degli enti locali alla piattaforma digitale www.formativa.org, sviluppata nell’ambito del progetto Interreg RigeneraTI-VA, volto a sperimentare nuove modalità di sviluppo delle competenze nel settore degli enti locali. L’accesso alla piattaforma è gratuito, ma è necessario registrarsi.
Questa evoluzione si inserisce nell’impegno del Dipartimento delle istituzioni volto a mettere a disposizione dei Comuni strumenti sempre più moderni, accessibili ed efficaci. In particolare, la Sezione degli enti locali è attivamente impegnata nel promuovere lo sviluppo delle competenze di chi opera nei Comuni e nei patriziati, anche attraverso l’utilizzo di canali digitali innovativi e percorsi di formazione continua. In questo contesto si inserisce anche il lavoro in corso per rafforzare gli strumenti del dialogo istituzionale tra Cantone e Comuni. In particolare, è stato avviato un gruppo di lavoro misto con l’obiettivo di migliorare la qualità, la tempestività e la circolazione delle informazioni, attraverso lo sviluppo di strumenti digitali moderni, facilmente accessibili e realmente utili nella gestione quotidiana delle attività amministrative.

Un supporto concreto per chi opera nei Comuni
«Con questa nuova edizione dell’ABC compiamo un passo importante verso una formazione più accessibile, aggiornata e vicina ai bisogni concreti di chi opera nei nostri Comuni», sottolinea il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «L’integrazione di contenuti multimediali e lo sviluppo di strumenti digitali rientrano in una visione più ampia: rafforzare le competenze, migliorare la circolazione delle informazioni e sostenere un dialogo istituzionale sempre più efficace tra Cantone e Comuni. Allo stesso tempo, vogliamo facilitare il compito di chi si avvicina alla vita pubblica, contribuendo a contrastare le difficoltà che oggi toccano le istituzioni e incentivando l’assunzione di cariche pubbliche».
Attraverso questa nuova edizione dell’ABC, il Dipartimento delle istituzioni intende facilitare l’accesso alle informazioni tecniche di base e sostenere le consigliere e i consiglieri comunali nell’esercizio consapevole del loro ruolo, contribuendo così a rafforzare la qualità dei processi decisionali a livello locale e a favorire un rinnovato coinvolgimento nella vita istituzionale.

La pubblicazione e i contenuti multimediali sono accessibili gratuitamente nella fase pilota sulla piattaforma indicata. Per accedere ai minicorsi è necessario creare un account personale. Le indicazioni per registrarsi alla piattaforma www.formativa.org sono disponibili sul sito della Sezione degli enti locali www.ti.ch/sel nella pagina «Sviluppo delle competenze» del menu «Comuni».

Cantone e Comuni insieme per affrontare le sfide climatiche

Cantone e Comuni insieme per affrontare le sfide climatiche

Comunicato stampa

Come possono Cantone e Comuni affrontare insieme le sfide poste dai mutamenti climatici? È questa la domanda al centro della settima edizione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, in programma giovedì 23 aprile 2026, dalle 13.30 alle 18.30, presso l’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona. L’evento riunirà rappresentanti del mondo politico, istituzionale, tecnico e accademico per discutere strumenti, esperienze e prospettive legate all’adattamento ai mutamenti climatici.

Giunto alla sua settima edizione, il Simposio – promosso dal Dipartimento delle istituzioni e dal Dipartimento del territorio, con la partecipazione di MeteoSvizzera – si conferma quale momento privilegiato di incontro e dialogo tra Cantone e Comuni. In un contesto in cui il Cantone sta rafforzando la comunicazione e la collaborazione con gli enti locali, l’obiettivo è sviluppare modalità di lavoro sempre più efficaci, concrete e orientate ai risultati, capaci di rispondere alle trasformazioni in atto sul territorio.
L’edizione 2026 sarà dedicata al tema dell’adattamento ai mutamenti climatici, una tematica che riguarda sempre più da vicino il Ticino e le sue comunità. L’evento è organizzato congiuntamente dalla Sezione degli enti locali (SEL) e dall’Ufficio del clima e della decarbonizzazione (UCD), in collaborazione con MeteoSvizzera, che presenterà in questa occasione i nuovi scenari climatici nazionali «Clima CH2025».
Nel corso del pomeriggio si alterneranno momenti di approfondimento e spazi di confronto. Particolare rilievo sarà dato ai laboratori tematici, concepiti come momenti di lavoro partecipativi e orientati alla pratica, che permetteranno alle partecipanti e ai partecipanti di entrare in contatto diretto con esperte ed esperti dei diversi ambiti e di individuare interlocutrici e interlocutori di riferimento. In questo senso, il Simposio intende favorire non solo la condivisione di contenuti, ma anche la costruzione di relazioni, nella consapevolezza che la collaborazione passa anche attraverso la conoscenza.
In parallelo ai laboratori rivolti ai Comuni, è prevista una sessione dedicata di laboratori riservata agli ospiti di MeteoSvizzera, organizzata su un percorso specifico. Ad aprire i lavori sarà il Consigliere di Stato Claudio Zali, mentre nella seconda parte del pomeriggio interverrà il Consigliere di Stato Norman Gobbi. La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata alle prospettive future della collaborazione tra Cantone e Comuni.  
L’invito è rivolto a politiche e politici comunali e cantonali, quadri e funzionarie e funzionari delle amministrazioni pubbliche, tecniche e tecnici comunali, nonché a partner esterni attivi nei settori energetico, climatico e della governance territoriale.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria entro il 16 aprile 2026 tramite il modulo disponibile sul sito www.ti.ch/eventisel, dove è possibile consultare anche il programma dettagliato dell’evento.

Dire addio ai piccoli comuni: in Svizzera fanno sul serio

Dire addio ai piccoli comuni: in Svizzera fanno sul serio

Il Ticino è passato dai 247 municipi del 1980 ai 100 di oggi e il numero è destinato a calare ancora.
Una tendenza che riguarda tutte le zone del Cantone, e che è incoraggiata dal governo di Bellinzona.

Ogni tanto bisognerebbe buttare l’occhio oltre la “ramina” (così è chiamata in Ticino la rete di confine) e magari interrogarsi sul motivo per cui l’efficiente – almeno sulla carta – macchina
amministrativa ticinese subisca in maniera così rilevante il fascino delle aggregazioni tra Comuni.
Già perché se lo scorso settembre quota 100 Municipi sembrava essere un risultato più che onorevole – con tanto di celebrazione pubblica da parte del Governo cantonale e del suo presidente Norman Gobbi – ora altre aggregazioni stanno prendendo corpo, a cominciare da quella che nell’estate del 2027 dovrebbe portare al voto i cittadini di cinque Municipi del Mendrisiotto.

Sul confine
Municipi che ruotano attorno a Chiasso e che hanno tante affinità con il nostro territorio, dalla Val d’Intelvi – con tanto di gemellaggio già in essere tra i due avamposti di frontiera di Scudellate (Breggia) ed Erbonne (Centro Valle Intelvi) – al Basso Lario, dove in maniera scherzosa lo scorso anno in occasione di “Nebiopoli” (il locale e storico Carnevale) il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni aveva lanciato una clamorosa annessione di Cernobbio e Maslianico.
E pensare che solo quarantacinque anni fa – nel 1980 – il Ticino contava 247 Comuni. Ora siamo a quota 100, ma il dato a stretto giro verrà ritoccato al ribasso.

Un progetto avanza anche nel Locarnese
A conferma di questa affermazione c’è anche il fatto che il Distretto del Locarnese, sin qui algido nonostante il clima nei confronti delle aggregazioni, si è messo in moto in maniera totalmente autonoma, organizzando la scorsa settimana un momento di confronto al “Palexpo” aperto a 170 persone tra autorità comunali, società civile e mondo economico. L’aggregazione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) interessare sette Municipi, vale a dire Locarno, Losone, Brione-Sopra Minusio, Orselina, Minusio e Tenero-Contra, mentre altri cinque si sono sfilati.
Se il Ticino va di corsa, i Grigioni hanno nel contempo ingranato la quinta (o sesta) marcia, tanto che il Governo cantonale ha già dichiarato di voler raggiungere il numero massimo di 50 Municipi, contro gli attuali 100. Anche in questo caso, vale la pena ricordare che nel 2001 i Comuni grigionesi erano ben 212. Questo dà l’esatta dimensione di quanto le aggregazioni tra Municipi abbiano rappresentato una priorità nell’agenda politica cantonale e dei singoli Municipi. Sia il Ticino che i Grigioni hanno dunque dimostrato che “più grande e più organizzato” è lo slogan con cui i singoli Comuni dovranno raffrontarsi negli anni a venire. D’altronde il Ticino ha dimostrato che nulla è impossibile, se si desidera raggiungere a tutti i costi quel determinato obiettivo.
Lo dimostra quanto accaduto nel 2017 a Bellinzona, città che da poco più di 18 mila abitanti è rapidamente passata ad averne 42 mila. Merito di una maxi aggregazione con altri dodici Comuni, finalizzata ad avere “un Comune con solide risorse finanziarie e tecniche”.

La grande Chiasso
La strada sembra ormai tracciata. E’ chiaro che il cammino anche per le aggregazioni in divenire è tutt’altro che semplice. Certo è che il Governo di Bellinzona guarda con attenzione e con spirito decisamente collaborativo a questo tipo di iniziative. Di sicuro anche il nostro territorio è uno spettatore interessato di parte di queste dinamiche. Qualora dovesse andare in porto l’aggregazione di Chiasso, i Comuni comaschi di confine si troverebbero a dialogare con un realtà forte di 20mila abitanti, capace di trattare – anche in chiave Interreg – progetti e iniziative con Bellinzona con un potere contrattuale decisamente più elevato rispetto all’attuale.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 marzo 2026 de La Provincia/Frontiera: il lavoro senza confini