Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Comunicato stampa

La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile riprenderà a partire da lunedì 25 maggio 2020 nel rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale. Pertanto tutti i convocati al reclutamento che hanno previsto di svolgere la scuola reclute nell’estate del 2020 verranno contattati personalmente nei prossimi giorni per informarli della nuova data prevista. Per evitare incomprensioni i convocati al reclutamento ai quali è stata annullata la convocazione riceveranno un’informazione personale e sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Comunicato stampa

Oggi, giovedì 14 maggio, alla Caserma del Monte Ceneri, si è svolta la cerimonia della resa della bandiera della compagnia sanitaria 2 che oggi verrà liberata dal servizio. Alla cerimonia, svoltasi in forma ridotta nel rispetto delle norme igieniche accresciute, hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi e il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3.

Tra le prime truppe chiamate a far fronte all’emergenza Coronavirus, la compagnia sanitaria 2 (cp san 2) del capitano Marco Spacio è entrata in servizio sulla piazza di mobilitazione di Ambrì il 17 marzo 2020. Da allora, acquartieratasi nella caserma del Monte Ceneri, ha fornito il suo sostegno alle autorità del Canton Ticino rilevando le truppe delle Scuole sanitarie 42 di Airolo che dai primi giorni della crisi avevano offerto spontaneamente il loro aiuto. Dopo un breve periodo di formazione specifica all’impiego per il COVID-19, il 21 marzo, quale primo compito, i soldati della cp san 2 hanno montato una tenda sanitaria militare davanti all’ospedale Civico.

Svariate le attività svolte dagli uomini del capitano Spacio, per la maggior parte concentrate su compiti d’appoggio agli ospedali: triage dei pazienti, monitoraggio dei parametri vitali, supporto logistico e trasporto di materiale sanitario tra i nosocomi. Non sono mancati anche compiti più impegnativi: ad esempio, alcuni soldati hanno prestato servizio nei reparti di chirurgia, medicina, oncologia e in pronto soccorso. Fino a un massimo di 60 militari sono stati impiegati contemporaneamente; a loro vanno aggiunti inoltre tutti i militi il cui lavoro in cucina, magazzino ed ufficio ha garantito il buon funzionamento della compagnia. Oltre agli ospedali Beata Vergine (Mendrisio), Italiano, Civico (Lugano), San Giovanni (Bellinzona) e La Carità (Locarno), anche la clinica Moncucco, la fondazione Madonna di Re, la Clinica Santa Chiara e la Clinica Malcantonese di Castelrotto così come i centri per richiedenti l’asilo di Chiasso e Balerna hanno usufruito del sostegno dei militari.
“La compagnia sanitaria 2 si è fatta trovare pronta e il duro lavoro svolto nei corsi di ripetizione passati ha dato i propri frutti. Nelle varie strutture sanitarie e in caserma avete lavorato in maniera professionale e diligente dando sempre il massimo delle vostre capacità. Sono consapevole del fatto che avete vissuto delle situazioni difficili. Non si è mai abbastanza pronti a confrontarsi con il dolore e la morte dell’essere umano. Ho un profondo rispetto del lavoro svolto e di come avete gestito le varie situazioni.” Sono le parole che il capitano Spacio ha rivolto ai suoi uomini. Hanno inoltre preso la parola il comandante del battaglione d’ospedale 5, il cappellano e un soldato. Il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3 responsabile dell’impiego militare in Canton Ticino, nel ringraziare tutti i militari per lo straordinario impegno dimostrato, si è detto orgoglioso di come ognuno abbia prontamente risposto alla chiamata mettendosi a disposizione con professionalità e spirito di sacrificio in questo difficile momento. Ha infine preso la parola il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi che, nel ringraziare i militari per il servizio reso al Ticino e ai Ticinesi, ha affermato: “L’impiego coordinato di tutte le nostre migliori forze di primo intervento predisposto dallo SMCC ha dimostrato le ottime capacità del Canton Ticino di affrontare un’emergenza tanto subdola come quella legata al virus Covid-19. E in questo contesto l’Esercito ha prestato un contributo sussidiario di prim’ordine. Voi soldati avete dato tanto a favore dei vostri concittadini ticinesi. Sono convinto che abbiate ricevuto un equivalente ritorno di benefici in quanto a esperienza e motivazione. Fatene tesoro per la vostra vita quotidiana”.
Domani, venerdì 15 maggio, dopo 60 giorni di servizio, la compagnia sanitaria 2 verrà licenziata, ma non tutti i suoi uomini torneranno subito a casa: un distaccamento di volontari si è offerto di continuare il lavoro restante. Questi militari verranno attribuiti pertanto alle Scuole sanitarie 42 di Airolo che oggi hanno rilevato la compagnia sanitaria 2 nell’adempimento delle richieste cantonali che restano pendenti: l’appoggio sanitario al centro richiedenti l’asilo di Balerna e il rinforzo al servizio ambulanze.

 

Didascalia:
Immagine 1: La compagnia sanitaria 2 al completo.
Immagine 2: Il presidente del Governo Norman Gobbi consegna al capitano Spacio (e in seguito a tutti i militi) una bottiglia di Merlot di Mezzana con etichetta commemorativa e firmata in ricordo dell’impiego in Ticino della cp san 2.
Immagine 3: Un momento dell’intervento del presidente del Governo Norman Gobbi.
Immagine 4: Il comandante della divisione territoriale 3 Lucas Caduff in primo piano al momento del Salmo Svizzero. Alle sue spalle il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi.

“L’Esercito è essenziale anche in tempo di pace”

“L’Esercito è essenziale anche in tempo di pace”

“Ci sono importanti aspetti che spesso sfuggono all’analisi della gente di fronte a questa emergenza sanitaria. Penso in particolare all’organizzazione che permette di far funzionare tutto il sistema sanitario. Il grande lavoro di riorientamento delle strutture ospedaliere, per esempio, è stato sostenuto in modo importante dai militi della Protezione civile e dell’Esercito”. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi a poco più di due mesi ormai dall’inizio della crisi sanitaria esprime il suo ringraziamento a due istituzioni che fanno grande la Svizzera. “È l’occasione per sottolineare l’apporto dato da Esercito, Protezione civile e Servizio civile nell’affrontare tutte le situazioni nuove che si sono create. In tutta la Svizzera e in Ticino in particolare l’impiego ha dimostrato la validità di queste istituzioni a favore della protezione della popolazione. Soprattutto il nostro modello di milizia si è dimostrato vincente e ha permesso il coinvolgimento attivo di parecchie donne e uomini che generosamente hanno risposto presente, contribuendo ad affrontare la crisi”, sottolinea il direttore del Dipartimento delle Istituzioni.

Ma si può quantificare questo impegno? “L’Esercito ha messo a disposizione una compagnia sanitaria, che opera a livello cantonale. Possiamo dire che circa 200 soldati hanno e stanno svolgendo i loro compiti, soprattutto legati all’ambito sanitario. Per quanto riguarda la Protezione civile impegnata nella logistica, nei trasporti, nei controlli e che impiega per meno giorni i militi, il numero aumenta e ci attestiamo attorno alle 800 unità. I civilisti presenti nelle strutture socio-sanitarie sono una sessantina”, precisa Norman Gobbi.

Si può dunque dire che Esercito e Pci hanno risposto presente alle richieste di sostegno giunte in questa situazione. “In effetti, prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la crisi ha dimostrato che il nostro Paese è dotato di strumenti efficaci per affrontare anche le situazioni più impegnative. Il nostro sistema di milizia, poi, è un valore aggiunto, perché permette di coinvolgere donne e uomini che trovano motivazioni supplementari legate allo spirito volontaristico. Mettersi a disposizione per il bene comune – e in questo caso per dare una mano in una circostanza che ha risvolti drammatici o comunque molto pesanti sulla vita quotidiana – fa crescere e maturare tutta la società civile. Per questo motivo non posso che ringraziare tutti i militi che si sono impegnati sino a oggi e che continueranno a farlo anche nelle prossime settimane, assieme alle persone che li guidano per svolgere al meglio i loro compiti”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di promozione uff SMG a Lucerna

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di promozione uff SMG a Lucerna

È un onore per me poter intervenire qui oggi a Lucerna in questa chiesa dedicata a San Paolo per portare il saluto dell’autorità politica, sia nella mia veste di presidente della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri, sia come Consigliere di Stato della Repubblica e Cantone Ticino. Un Cantone qui rappresentato da un solo neo ufficiale di SMG. Un Cantone che costituisce però un territorio non solo fisico ma pure istituzionale molto importante per l’Esercito elvetico. Non è un caso – e qui colgo l’occasione per salutarlo e per complimentarmi per il lavoro che svolge – non è un caso dicevo che il comandante della Scuola di Stato Maggiore Generale sia un ticinese, il brigadiere Maurizio Dattrino.

Felicitazioni! Complimenti! Dopo un percorso molto impegnativo, oggi raccogliete i frutti di questi vostri sforzi. So che siete reduci dalla “100 km”: non già una marcia, ma una maratona intellettuale che vi ha impegnati per 36 ore consecutive, con uno sforzo psico-fisico di alto livello. È uno sforzo commisurato agli impegni che le vostre nuove posizioni all’interno dell’Esercito vi richiederanno.

Avete superato molte prove di selezione. Siete sicuramente l’élite del nostro Esercito e uno di voi un domani potrà essere chiamato a guidare l’Esercito svizzero. Questa consapevolezza vi deve guidare nei compiti che sarete chiamati a svolgere da oggi in avanti e per i quali vi faccio i miei auguri più sentiti.

Il federalismo
So che in quest’ultima settimana siete stati impegnati anche in Ticino. Anche se la scuola ha la sua base a Kriens, è emblematico e normale che alcuni corsi si svolgano sia in Romandia, sia al sud delle Alpi. Per noi svizzeri e per l’Esercito in particolare il federalismo – e quindi la promozione e la difesa di tutte le 4 componenti culturali e linguistiche – sono un dato fondante. Sono un aspetto che fa parte del DNA, perché la nostra Nazione è nata, si è sviluppata e si è consolidata proprio grazie alla compartecipazione e alla promozione delle nostre quattro regioni. Un patto che è la forza della Svizzera.

Il mio intervento qui a Lucerna con voi assume pure questo significato: il rappresentante del Cantone della minoranza linguistica italiana viene chiamato a rappresentare tutta la Svizzera. Anche per questo sono particolarmente fiero di essere qui con voi, ma soprattutto, come voi, sono fiero di essere Svizzero.

La formazione
Siete giunti al termine di una scuola che vi ha visti impegnati per otto settimane, suddivise in due sessioni a cavallo tra il 2019 e il 2020. Un impegno medio tra le 70 e le 80 ore settimanali, culminate, come ho già avuto modo di dire, con la 100 km. Una scuola di alto livello, che si inserisce in un percorso di formazione che vi ha portato a essere non solo militari migliori, ma uomini e professionisti migliori. Ritengo che i corsi a cui si accede all’interno della formazione militare siano quelli che meglio portano la persona ad acquisire competenze al top per essere sfruttate sia in ambito militare, sia in ambito civile. La maggior parte di voi – tenuto conto che più della metà siete soldati di milizia – potrà sfruttare questa risorsa anche nei vostri ambiti professionali. Sono sicuro che ne trarrete grande profitto personale. Ma sono anche convinto che la nostra economia in generale, e in particolare le aziende per le quali siete professionalmente occupati, ne trarranno pure un grande beneficio. Dico questo per esperienza personale. E lo dico anche per far comprendere che la qualità della formazione costituisce uno dei grandi meriti che dobbiamo riconoscere all’esercito. Lo dobbiamo sempre di più far capire anche al resto della popolazione civile.

Le sfide
Le sfide che attendono il nostro Esercito sono molteplici. Non starò qui io a farvi un elenco preciso. A me spetta però il compito di toccare un paio di aspetti che già quest’anno ci vedranno impegnati.

Scontato è il primo elemento: il popolo svizzero sarà chiamato probabilmente in autunno a decidere sul finanziamento per l’acquisto dei nuovi aerei militari. Sarà una campagna dura. Ancora una volta gli oppositori dell’Esercito non perderanno occasione per sminuire e addirittura denigrare in alcuni casi il ruolo fondamentale dell’Esercito, oltre che la necessità imprescindibile di avere aerei da combattimento all’altezza dei compiti loro assegnati di protezione dello spazio aereo nazionale.

Non devo certo qui trovare con voi le giustificazioni per accogliere positivamente l’acquisto dei nuovi jet militari. A me semmai corre l’obbligo di sensibilizzarvi sulla difficoltà – come abbiamo potuto vedere in passato – anche di questa votazione e sull’importanza che ognuno di voi potrà personalmente avere, affinché l’esito del voto sia all’altezza delle nostre aspettative. È attraverso l’impegno personale che si vince questo tipo di sfida elettorale, per cui vi esorto a compiere ogni sforzo possibile nell’ambito delle nostre istituzioni democratiche e degli ambiti di interesse che tutti voi potete coltivare.

La seconda sfida attuale corre sul filo legislativo: la modifica della legge sul servizio civile per renderlo meno attrattivo, oggi al vaglio del Parlamento federale. Gli intendimenti sono chiari e il Consiglio federale nel messaggio ha accolto le preoccupazioni avanzate dai vertici dell’esercito e fatte proprie anche dalla Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri. Vedremo che cosa decideranno in ultima istanza Consiglio Nazionale e Consiglio degli Stati.

Concludo qui questo mio intervento, sperando di aver saputo tener desta la vostra attenzione, nonostante le poche ore di sonno degli ultimi giorni…

Complimenti e auguri per tante soddisfazioni sia in ambito militare, sia in ambito professionale e nella vostra vita privata.  

“L’Esercito è una grande azienda che fa bene al nostro Cantone”

“L’Esercito è una grande azienda che fa bene al nostro Cantone”

Impegno per garantire la presenza del settore militare in Ticino

È un’azienda dalle grandi dimensioni quella costituita dalla presenza in Ticino dell’esercito svizzero. “Certo – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Se pensiamo che sono circa 700 i collaboratori/militari professionisti e che la massa salariale globale in Ticino ammonta a circa 66 milioni di franchi si può capire come l’esercito svizzero, se considerato anche in quest’ottica, dia un buon contributo alla nostra economia, senza dimenticare l’indotto che crea. E in questo senso a livello salariale si possono aggiungere tranquillamente altri 30 milioni di franchi. Siamo molto vicini ai 100 milioni: non male davvero come azienda! Inoltre ci sono posti di lavoro, e qui mi riferisco solo per fare un esempio alla RUAG presente soprattutto a Lodrino, con un alto contenuto tecnologico e innovativo. Insomma, posti di lavoro dall’elevato “valore aggiunto”, come si usa dire in queste situazioni”.

Ma l’Esercito qui a sud delle Alpi comporta pure altri punti di forza. “A livello strategico è importante mantenere una presenza forte a sud del massiccio del San Gottardo, nella zona di frontiera con l’Italia e più in generale con l’area mediterranea. L’impegno del Dipartimento delle istituzioni è quello di rafforzare questa presenza, sia per offrire ai giovani ticinesi possibili sbocchi di impiego, sia per garantire una partecipazione attiva e concreta della Terza Svizzera all’interno dell’Esercito. Il Ticino in questo senso ha molto da dare all’Esercito, anche nella costruzione di quella coesione nazionale che porta a mantenere e a rinnovare l’identità della nostra Nazione”, sottolinea Norman Gobbi. “Su questa linea vorrei citare anche i vantaggi che offre una formazione militare all’economia privata. Una crescita dell’individuo che può svilupparsi in maniera sinergica tra il settore militare e il settore civile. Se invece parliamo del significato e dell’importanza dell’Esercito, allora non si può dimenticare come oggi esso si ponga a supporto delle forze dell’ordine. E qui dobbiamo essere ben coscienti che se il nostro livello di sicurezza – anche in Ticino –  ha raggiunto uno standard elevato lo si deve anche alla presenza dell’Esercito. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Per questo ogni azione che tende a indebolire l’Esercito è una picconata al pilastro della nostra sicurezza individuale e collettiva”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di promozione dei medici militari nella chiesa St. Etienne di Moudon.

Discorso pronunciato in occasione della cerimonia di promozione dei medici militari nella chiesa St. Etienne di Moudon.

– Fa stato il discorso orale –

Gentili signore, egregi signori
È per me un onore e un piacere intervenire a questa importante cerimonia per porgervi gli auguri in rappresentanza dell’autorità politica. È un onore rappresentare la Svizzera tutta, in qualità di Consigliere di Stato del Canton Ticino, minoranza linguistica e culturale del nostro Paese. Una scelta, quella del vostro Comando, che racchiude tanti significati e che mostra subito l’essenza della Svizzera e in parallelo l’essenza dell’Esercito: la volontà di esser uniti nonostante le differenze di religione, di lingua e più in generale di cultura. Essere uniti per garantire libertà e prosperità ai cittadini svizzeri.
La Svizzera, questa Willensnation, oggi più che mai ha bisogno di simboli forti per riaffermare la sua vocazione. L’Esercito è uno di questi simboli – anzi forse il simbolo più forte – che favorisce la nostra coesione nazionale.
Nel contesto di quanto sin qui detto, permettetemi di fare un parallelismo tra ciò che significano il Ticino e la minoranza linguistica italiana per la Svizzera e quanto rappresentate voi per l’Esercito.
Anche voi, come il Ticino, siete “piccoli”, nel senso che siete una categoria minoritaria rispetto alle altre componenti dell’Esercito. Ma anche voi, come il Ticino per la Svizzera, risultate indispensabili per il funzionamento stesso dell’Esercito.
Senza di voi – se pensiamo al tempo di guerra – nessuna attività potrebbe essere portata avanti. Nessuna chances di riuscita. Senza di voi – per rimanere nell’auspicato periodo di pace – qualsiasi scuola o servizio, a cominciare dal reclutamento, non potrebbe mai essere organizzato. L’indispensabilità della minoranza!
È per questo motivo che sono ancora più onorato di rivolgermi a voi. Ed è per questo motivo che anche voi dovete essere consapevoli e onorati del valore della vostra funzione all’interno dell’Esercito. Una funzione che nel corso dei secoli ha cambiato modalità di intervento grazie all’evoluzione della medicina: dalla farmacologia, alla traumatologia, dalla chirurgia, alla cardiologia, e via discorrendo. Ma come il medico di truppa nella battaglia di Solferino con Henri Dunant, o sulle navi da guerra, o nel corso dei due grandi conflitti mondiali era spesso l’unica àncora di salvezza per i soldati, oggi – voi – siete un punto di riferimento per i giovani e per tutti i militi del nostro Esercito.
Nella mia carriera nell’esercito fortunatamente non ho mai dovuto ricorrere all’intervento del medico militare. Conosco invece molto bene il suo ruolo e la sua importanza nel contesto di una scuola reclute o di un corso di ripetizione.
Siete un punto di riferimento, come detto, per i soldati. Con il vostro lavoro potete diagnosticare problematiche e risolverle prima che intervengano complicazione più gravi. Lo si constata soprattutto nel corso del reclutamento, delle entrate in servizio ma non solo. Siete un punto di riferimento durante le scuole reclute e nei corsi di ripetizione, quando il giovane in formazione chiede il vostro aiuto. Spesso per problemi fisici, talvolta anche per questioni personali, che richiedono quindi da parte vostra una buona conoscenza anche della psicologia, del comportamento umano. Chi dirige una scuola reclute o è alla testa di un servizio d’istruzione della formazione confida molto sul vostro lavoro. Lo dico non senza ironia: quante volte abbiamo vissuto con un po’ di terrore la possibilità di “fuga” dei militi prima di esercizi fisici o di una marcia!!! Di fronte alla cosiddetta Linea blu è indispensabile il rapporto di fiducia, accompagnato dall’alta professionalità richiesta al medico militare e dalla responsabilizzazione del milite. Credo che su questo fronte notevoli passi avanti siano stati fatti per sconfiggere quello spettro che spesso aleggia (ma io vorrei dire aleggiava) chiamato simulazione.
Anche qui il vostro ruolo è stato e sarà essenziale. All’interno della struttura militare voi godete di ampia autonomia. È un riconoscimento indispensabile del vostro ruolo di medico. E sono sicuro che saprete dimostrare ogni giorno la professionalità e la responsabilità a cui siete chiamati. Sapete che sarete chiamati anche a fare sacrifici: confido nelle vostre qualità di uomini e di professionisti e auspico che abbiate sempre come sostegno la convinzione personale di compiere un lavoro molto importante.
Oggi, al termine di questa cerimonia, l’Esercito svizzero si arricchisce di competenze, che voi portate direttamente grazie alle vostre qualità e alla vostra formazione civile. Nello stesso tempo anche voi – attraverso il contatto giornaliero con i giovani e con i militi – vi arricchirete di esperienze, approfondendo un bagaglio che vi permetterà di esercitare a ogni livello con il massimo profitto.
È l’augurio che sento di rivolgervi in questa giornata e al termine di una cerimonia che mette al centro il vostro successo, ma anche la vostra responsabilità. Allo stesso modo l’augurio va a tutta l’”istituzione Esercito”.
In tempi di cambiamenti ha saputo rimanere al passo con quanto gli ruota attorno, sia a livello nazionale, sia a livello internazionale. Ha fatto i sacrifici che una situazione finanziaria non prospera gli ha imposto, ma ha pure mantenuto elevata la sua qualità di istruzione e la sua capacità di intervento, sapendo integrarsi con i bisogni di una moderna necessità di sicurezza.
Dal Ticino, e a nome di tutta la Confederazione, sono quindi orgoglioso e grato di salutarvi, augurandovi il successo che meritate. Nello stesso tempo assicuro all’Esercito tutto il mio impegno nei ruoli che la carica politica mi permette di esercitare, affinché il nostro strumento di difesa nazionale continui a essere centrale per la democrazia e per la libertà del nostro Paese e dei suoi cittadini!

Norman Gobbi incontra gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi

Norman Gobbi incontra gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi

Comunicato stampa

La sala del Gran Consiglio a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona ha ospitato venerdì 4 ottobre il tradizionale incontro tra il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi. Si è trattato di un momento di dialogo e di condivisione, nobilitato quest’anno dall’intervento di Stefano Trojani, già istruttore militare e oggi responsabile per la sicurezza del World Economic Forum (WEF).

È diventato un appuntamento fisso quello che vede il direttore del Dipartimento delle istituzioni incontrare annualmente gli ufficiali e i sottufficiali professionisti ticinesi. Un’ occasione per le autorità politiche cantonali e militari di confrontarsi su temi d’attualità che riguardano l’attività dell’Esercito nel nostro Cantone.

Dopo il saluto introduttivo di Ryan Pedevilla, Capo della Sezione del Militare e della Protezione della popolazione, ha preso la parola Norman Gobbi, il quale ha esposto alla platea composta da un’ottantina di ufficiali e sottufficiali professionisti nonché da alcuni ufficiali di Polizia i progetti attualmente in atto a favore dell’Esercito, mettendo nel contempo l’accento sull’importanza di difendere e promuovere l’italianità al suo interno. Un obiettivo che sta particolarmente a cuore al capo del Dipartimento delle istituzioni. Norman Gobbi ha citato alcune cifre significative: ”Si è riusciti a mantenere in Ticino 800 posti di lavoro legati all’Esercito, confermando anche la presenza di RUAG. Negli ultimi 10 anni sono stati investiti dalla Confederazione 220 milioni di franchi e altri 117 milioni sono previsti nei prossimi 5 anni a Sud delle Alpi per immobili dell’esercito. La qualità che contraddistingue militari professionisti e soldati di milizia ticinesi viene riconosciuta e ripagata dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport”. L’elenco delle infrastrutture in opera e in programma è lungo: si va dalla Piazza d’armi di Isone, al Centro logistico Monte Ceneri, per giungere al nuovo Centro di reclutamento e Centro modico regionale.

Durante la sua esposizione Gobbi ha pure evidenziato il ruolo del professionista nell’esercito, auspicando che il suo statuto venga sempre meglio difeso e promosso. Tra gli altri temi, ha ricordato i passi che si sono compiuti negli ultimi mesi per cercare di contenere il troppo frequente ricorso al servizio civile. E non è mancato, per concludere, un accenno alla progettazione del Poligono di tiro al Monte Ceneri, il cui credito di progettazione è stato approvato nel corso della primavera dal Gran Consiglio. 

Dopo un momento in cui il Consigliere di Stato ha risposto ad alcune domande poste dagli ufficiali e sottufficiali, è intervenuto il Comandante della Divisione territoriale 3 – divisionario Lucas Caduff – che ha sottolineato gli ottimi rapporti di collaborazione tra le parti. Il testimone è poi passato a Stefano Trojani, attuale responsabile della sicurezza del WEF, il quale ha presentato la complessa organizzazione che si cela dietro l’organizzazione di incontri internazionali (non solo a Davos) promossi dal World Economic Forum. Una “macchina” che si muove per prevenire la violenza contro le persone e le cose, prendendo misure e anticipando eventuali rischi. 

A conclusione della serata, il classico momento conviviale, che ha dato un’ulteriore occasione per approfondire il contatto diretto tra autorità politiche e autorità militari.

In Ticino l’esercito investe e continua a investire

In Ticino l’esercito investe e continua a investire

Norman Gobbi sottolinea gli ottimi rapporti con il Dipartimento federale del militare

Ottocento posti di lavoro, investimenti per 220 milioni di franchi negli ultimi 10 anni e altri 117 milioni da investire nei prossimi 5 anni al sud delle Alpi. Basterebbero queste cifre per comprendere l’importanza della presenza dell’Esercito Svizzero in Ticino. “Una presenza determinante per la nostra economica – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che venerdì si è incontrato a Bellinzona con gli ufficiali e sottufficiali professionisti ticinesi. Il Ticino può beneficiare di un indotto molto interessante anche sotto il profilo dello sviluppo tecnologico. In questi anni abbiamo cercato di promuovere la presenza di ticinesi nelle strutture dell’esercito, aumentando l’italianità. L’esercizio è più che riuscito e anche per questo il Dipartimento federale del militare, della protezione della popolazione e dello sport ci riconosce un ruolo importante”.

“In qualità di direttore del Dipartimento delle istituzioni i rapporti con il Dipartimento federale e con Armasuisse sono molto ricorrenti. Il Ticino per l’esercito è importante strategicamente, essendo la parte più meridionale della Svizzera e di frontiera con l’Italia. Siamo riusciti a mantenere una buona presenza al sud delle Alpi e ciò può solo portare dei vantaggi, come si è detto anche economici”.

Discorso aperto quello del reclutamento e della scelta del servizio civile in sostituzione del servizio militare tradizionale. “Le modifiche introdotte nei passati anni per facilitare questa opzione ha comportato una perdita di uomini che si impegnano nel servizio militare. A livello federale si stanno promuovendo iniziative anche politiche per contenere questa diminuzione. È un intervento necessario, pena un impoverimento pericoloso degli effettivi”.

E sul servizio militare per le donne? “Ritengo che favorire la scelta di ragazze ad entrare nell’esercito sia molto positivo. Il Ticino è tra i Cantoni più attivi in questo ambito. Per esempio, alle giornate di informazione dedicate ai giovani in vista poi della giornata di reclutamento vengono invitate anche tutte le ragazze ticinesi. Nel campo delle  pari opportunità, la scelta di arruolarsi nell’esercitosi può rivelare molto attrattiva e portare poi a sviluppi positivi, non solo per la personalità della ragazza, ma anche in concreto per affrontare il mondo del lavoro. E lo stesso esercito può essere un buon datore di lavoro anche per le donne”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.