Controprogetto per l’iniziativa antiburqa. Accolta la proposta governativa

Controprogetto per l’iniziativa antiburqa. Accolta la proposta governativa

Il divieto di coprirsi il volto “nelle vie pubbliche e nei luoghi aperti al pubblico o destinati ad offrire un servizio pubblico” non va iscritto nella Costituzione cantonale, ma nella legge: così la pensa il Gran Consiglio ticinese, che ha accolto oggi un controprogetto all’iniziativa di Giorgio Ghiringhelli, dal contenuto analogo anche se di rango inferiore. La proposta governativa è stata preferita con 41 voti contro 25 e 15 astenuti ma ora l’ultima parola spetterà al popolo, che si dovrà pronunciare su entrambe le varianti, probabilmente il prossimo 22 settembre.

Sì del Gran Consiglio al voto per lettera generalizzato

Sì del Gran Consiglio al voto per lettera generalizzato

Anche il Ticino si adegua al resto della Confederazione. Con 42 voti favorevoli, contro 24 e un astenuto, dopo che i socialisti hanno chiesto l’appello nominale per l’entrata in materia, il Gran Consiglio ha dato oggi il suo assenso al voto per corrispondenza anche per le consultazioni cantonali e comunali, così come proposto dall’iniziativa parlamentare di Angelo Paparelli (Lega).

Sicurezza, alcuni compiti ai privati

Sicurezza, alcuni compiti ai privati

Obbligatori però formazione e casellario giudiziale. Gli agenti privati potranno essere impiegati per compiti di sorveglianza di stranieri sottoposti a regime di fermo ma dovranno avere una formazione obbligatoria adeguata. Questo, in estrema sintesi, è quanto ha deciso il Gran Consiglio ticinese con 59 voti contro 21 (buona parte dei socialisti e UDC) e tre astenuti.

Si vota su curatele e legge tutoria

Si vota su curatele e legge tutoria

Il Consigliere di Stato cerca di fare un po’ più luce sul complesso referendum sul quale si voterà il prossimo 3 marzo.

Cooperazione: Quale è il senso di questo cambiamento legislativo voluto dal legislatore federale?
Norman Gobbi:
Innanzitutto un miglior accompagnamento non soltanto da parte delle Autorità regionali di protezione, ma anche da figure specialistiche nell’ambito delle misure di protezione, per anziani non più autonomi e giovani minorenni o giovani adulti non più in grado di gestirsi autonomamente.

Il ventiseiesimo giudice d’Appello

Il ventiseiesimo giudice d’Appello

Lunedì l’elezione, l’altro ieri la dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Designato dal Gran Consiglio giudice del Tribunale d’appello, Charles Jaques (nella foto Ti-Press) ha dichiarato giovedì fedeltà a Costituzione e leggi. Alla cerimonia, svoltasi a Bellinzona nella sala del Legislativo cantonale, hanno preso parte fra gli altri il presidente del parlamento Michele Foletti e il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi. Jaques è il ventiseiesimo giudice d’Appello.

Tutorie professionalizzate: tira aria di referendum

Tutorie professionalizzate: tira aria di referendum

I Comuni stanno valutando come muoversi contro la modifica voluta dal parlamento. La domanda di referendum ancora non è formalizzata. Ma tra i Comuni ticinesi c’è chi si sta mobilitando perché contrario alla decisione del parlamento di professionalizzare la figura del presidente delle nuove “Autorità regionali di protezione” (Arp), ovvero le Tutorie. Durante la seduta del Gran Consiglio dello scorso 26 settembre, il plenum aveva dato luce verde alla riforma della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele.