Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Un coraggio e una libertà da premiare con il nostro sostegno!

Elezioni comunali 2016: un grazie alle leghiste e ai leghisti che si sono messi a disposizione

Ricordo ancora come se fosse ieri i primi passi che ho mosso nel mondo politico; primi passi sicuramente difficili, dato che non era semplice per un giovane, oltretutto proveniente dalle Valli, schierarsi a favore del neonato Movimento della Lega dei Ticinesi fondato da Giuliano Bignasca. Era un Ticino profondamente diverso, in cui l’appartenenza partitica contava eccome e, se non si era dalla “parte giusta”, si rischiava di rimanere completamente fuori dal giro; in una parola: esclusi. Lo chiamavano il “tavolo di sasso”, che tutto voleva e tutto decideva. In un Cantone in cui la partitocrazia la faceva da padrona, era quindi complicato per un giovane che doveva costruirsi il proprio futuro entrare a far parte di un Movimento vissuto come rivoluzionario. Un Movimento vicino al Popolo ticinese, alla gente, volto appunto a dare voce alle persone escluse dal “tavolo di sasso”, che ha sempre messo al primo posto il bene del Ticino e dei Ticinesi, combattendo al loro fianco diverse battaglie fondamentali, dal no allo Spazio economico europeo del 1992 all’iniziativa contro l’immigrazione di massa del 2014. La Lega è sempre stata lì, vicina ai problemi dei cittadini e con la volontà di rispondere concretamente alle loro preoccupazioni.

Oggi il Ticino fortunatamente è cambiato. Non per questo però essere leghisti è divenuto più facile; anzi! Alcuni Comuni vivono tutt’oggi di un certo retaggio del passato, per il quale a dispetto delle idee conta maggiormente il partito oppure il nome di famiglia. Ed è per questo motivo che la Libertà ed il Coraggio delle persone che si sono messe a disposizione nei loro Comuni nelle fila del nostro Movimento sono da ammirare e soprattutto da premiare con il nostro sostegno! Questo poiché nelle loro scelte hanno messo al primo posto i bisogni dei cittadini, che nei Comuni trovano l’Istituzione a loro più prossima e dunque più significativa. La Lega negli anni, grazie al supporto dei Ticinesi, è riuscita a raggiungere traguardi importanti, sia a livello cantonale, con il raddoppio in Governo del 2011 confermato lo scorso aprile, sia a livello comunale, con i rappresentanti del Movimento che siedono negli Esecutivi e nei Legislativi di molti Comuni ed in maniera capillare sul nostro territorio. Una presenza che si traduce nel prezioso contributo che le leghiste e i leghisti offrono a favore della popolazione. Un esempio è quello di Lugano, dove i rappresentanti della Lega, specialmente quelli all’interno del Municipio, hanno lavorato con dedizione negli ultimi anni ottenendo ottimi risultati. Un lavoro che ha permesso di ridare stabilità alla Città, rendendola di conseguenza un partner ancora più affidabile a livello istituzionale.

In quest’ottica, con la fiducia rinnovata dei Ticinesi, il nostro Movimento continuerà ad adoperarsi con impegno per il benessere delle nostre molteplici comunità locali. Una sfida, quella che ci attende domenica prossima, tanto difficile quanto essenziale per proseguire sul cammino segnato, dove al centro di tutto v’è sempre stata la difesa degli interessi del nostro Cantone e del Popolo ticinese. Ad una settimana da questo appuntamento fondamentale, oltre ad invitare tutti a sostenere i candidati della Lega, voglio però innanzitutto dire un grande grazie a tutte le persone che si sono messe a disposizione del nostro Movimento. Grazie per il tempo e per le energie che avete dedicato e dedicherete alla collettività, grazie soprattutto per l’esempio di Libertà e Coraggio nelle vostre scelte e nel vostro agire. Oggi come 25 anni fa, siamo qui, a lottare per il bene del Ticino e dei Ticinesi. E non molleremo.

Norman Gobbi

La Lega dei ticinesi e il Mendrisiotto:  Vicinanza al cittadino e amore per il territorio

La Lega dei ticinesi e il Mendrisiotto: Vicinanza al cittadino e amore per il territorio

da l’Informatore di venerdì 11 marzo 2016

Un anno fa, il 17 marzo 2015, ho presentato con grande soddisfazione la nuova organizzazione della Polizia cantonale, con la regionalizzazione della Gendarmeria e l’obiettivo dichiarato del mio Dipartimento di migliorare e aumentare il presidio nel Mendrisiotto. I fenomeni criminali transfrontalieri, una difficoltosa mobilità stradale – che complica gli interventi delle forze dell’ordine – e la necessità di coordinare l’attività con le Polizie comunali e le Guardie di confine ci avevano spinto ad aumentare la nostra presenza sulla fascia di confine e riportare gli agenti sul territorio, a contatto con i cittadini. Una strategia che a un anno di distanza da segnali molto positivi. Il mio impegno in questo settore è motivato da una consapevolezza forte e chiara; considerata la situazione critica della fascia di confine e i numerosi fattori di rischio, la presenza della Polizia cantonale è più necessaria nel Mendrisiotto che altrove. Una strategia che comprende anche spazi logistici adeguati. Ecco perché il mio Dipartimento partecipa all’edificazione del Centro di pronto intervento di Mendrisio.
Qualche settimana fa, lo ricordo, sono stato invitato a presentare nella Sala del Consiglio comunale di Mendrisio un ulteriore tassello di questo importante progetto, la seconda fase di realizzazione dello stabile; ho così potuto trascorrere qualche ora piacevole in compagnia della popolazione mo-mo, raccogliendo nuove conferme sulla forza d’animo con la quale la Regione sta affrontando un momento storico tutt’altro che facile. La sicurezza, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un bene primario che va garantito a tutti i cittadini ticinesi. Un valore che da sempre la Lega dei ticinesi difende in prima linea.
È quindi fondamentale proseguire con il completamento del CPI; una struttura che avrà un ruolo cruciale per il futuro della sicurezza nel Distretto e in tutto il Cantone. Riunendo sotto un unico tetto polizia, pompieri e protezione civile, permetterà infatti nuove forme di collaborazione con soluzioni logistiche ottimali, migliorando il servizio alla popolazione.
Il futuro vedrà confermare la vicinanza al Borgo mo-mo e a tutto il Distretto. Prossimamente il Governo licenzierà il messaggio che propone gli stanziamenti necessari per consentire il trasferimento della Polizia cantonale, grazie agli sforzi intrapresi dal mio Dipartimento.
Il messaggio che vogliamo diffondere fra la cittadinanza, con queste operazioni di notevole importanza finanziaria, è semplice ma cruciale: sulla sicurezza in questo Distretto non intendiamo risparmiare, perché un Mendrisiotto ben protetto è il primo passo per un Ticino più sicuro. Un consolidamento della Lega dei ticinesi nell’esecutivo e nel legislativo comunale del Magnifico Borgo consentirà di sicuro un accelerazione del nostro avvicinamento a questo traguardo. Il prossimo 10 aprile, quindi sarà importante dare sostegno alla Lista della Lega dei ticinesi, movimento che più di tutti pone l’accento e agisce concretamente per la sicurezza di tutti i ticinesi.

Norman Gobbi
Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni

Più sicurezza nel Mendrisiotto grazie al Centro di pronto intervento

Dal Mattino della Domenica del 22bfebbraio 2016

Un progetto che s’inserisce nella strategia volta ad aumentare la sicurezza sul territorio

Tutti i cittadini del Mendrisiotto, tutti i Momò, sanno benissimo cosa significa quando parlo dell’importanza di garantire la sicurezza sul territorio. Questo poiché, rispetto ad altre zone del Cantone, questa regione è maggiormente esposta a fenomeni come ad esempio il frontalierato dei furti, che toccano purtroppo da vicino i cittadini. Fenomeni che vanno combattuti con forza alfine di rendere il nostro Cantone ancora più sicuro e di conseguenza i cittadini più tranquilli. Negli ultimi anni è stata portata avanti dal Dipartimento delle istituzioni da me diretto una strategia che persegue l’obiettivo di accrescere la sicurezza nell’intero Cantone, aumentando il presidio del territorio. Dal rafforzamento della Polizia cantonale, sia in termini di uomini che di mezzi, alla regionalizzazione della Gendarmeria – con il I° Reparto situato proprio nel Mendrisiotto e attivo 24 ore su 24 –, volta a riportare gli agenti sul terreno, passando per il miglioramento della collaborazione tra le forze dell’ordine. Questi i pilastri di questa strategia che ha permesso di ottenere dei risultati positivi. Ma la guardia non deve mai essere abbassata, anzi: occorre infatti continuare a lavorare affinché sia garantita una sempre maggior sicurezza ai cittadini, ogni giorno.

Il reparto della Gendarmeria del Mendrisiotto è al momento situato a Chiasso, in attesa di trasferirsi nel nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio, per il quale il Municipio del Comune ha di recente stanziato un credito di oltre 20,5 milioni di franchi per la realizzazione della seconda parte del progetto. Il Centro di Pronto intervento sarà sostenuto anche dal Governo, dato che lo stesso ospiterà la Polizia cantonale, permettendo di riunire sotto un unico tetto quest’ultima insieme alla Polizia comunale, ai Pompieri e alla Protezione civile. Una vicinanza che consentirà quindi di accrescere la sicurezza nel Mendrisiotto grazie ad una migliore e più efficace collaborazione tra i diversi partner. Il progetto in questione rappresenta un tassello fondamentale della politica di sicurezza intrapresa negli ultimi anni. Un segnale concreto da parte delle Autorità, in questo caso specialmente rivolto a tutti i cittadini del Mendrisiotto, che a giusta ragione chiedono maggior sicurezza e un miglior presidio della loro splendida regione.

Il nuovo Centro di pronto intervento di Mendrisio rappresenterà un chiaro punto di riferimento per tutto il Popolo Momò. Un punto di riferimento visibile sul territorio, che avvicinerà pure le Istituzioni al cittadino, dimostrando a quest’ultimo che le Autorità lavorano e collaborano insieme alfine di garantire la sua sicurezza. Un aspetto, quello della vicinanza delle Istituzioni nei confronti della cittadinanza, che ho sempre messo al centro della politica intrapresa in questo ambito in qualità di Direttore del Dipartimento delle istituzioni. Questo poiché ritengo che la sicurezza sia un bene primario per il quale tutti noi siamo chiamati a fornire il nostro contributo: dalle Autorità fino ai cittadini che, come non mi stancherò mai di ripetere, costituiscono delle preziose sentinelle sul territorio. Avanti così dunque, per una sempre maggior sicurezza del Mendrisiotto, dell’intero Ticino e di tutti i Ticinesi!

Migranti, scatta la cellula di crisi

Migranti, scatta la cellula di crisi

La richiesta è partita dalla Polizia cantonale per gestire l’ondata di profughi che premono sul confine. A seguito della situazione creatasi sulla fascia di confine, il Comandante della Polizia cantonale ha richiesto l’attivazione di uno Stato Maggiore di Condotta ad hoc.

Questa misura è stata avvallata dal Direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi. Questo pomeriggio a Rivera vi è stata la prima riunione di coordinamento, sotto la direzione del Comandante Matteo Cocchi, alla presenza di rappresentanti della Polizia cantonale, del Centro di Cooperazione Doganale e di Polizia di Chiasso, della Sezione del Militare e della Protezione della Popolazione, dell’Ufficio del Medico cantonale, della Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze, del Corpo delle Guardie di Confine regione IV e della segreteria di Stato della migrazione (Centro di registrazione di Chiasso).

Durante il rapporto di coordinamento si è proceduto ad uno scambio d’informazioni da parte di tutti i rappresentanti presenti, allo scopo di avere una chiara e attuale visione d’insieme della situazione creatasi. Al momento non sono state intraprese delle disposizioni particolari, in quanto quelle già messe in atto dai differenti enti negli ultimi giorni, risultano essere appropriate e opportune.

In base all’evoluzione della situazione seguiranno ulteriori incontri di coordinamento, da cui potranno scaturire ulteriori direttive che andranno ad aggiungersi a quelle attualmente in atto. Un importante aspetto discusso durante l’incontro è stato quello della situazione sanitaria. Il medico cantonale ha ribadito quanto già comunicato, nel corso del pomeriggio, da parte del Consiglio di Stato e della Città di Chiasso.

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Lavorare insieme per il bene del Ticino

Anche per chi come me ha l’onore di presiedere il Consiglio di Stato, salutare il nuovo Presidente del Gran Consiglio significa rivolgersi a colui che, come sapete, ha l’onore ancora più grande di essere chiamato «il primo cittadino» di questo Cantone.

Questo discorso è quindi anzitutto un gesto dovuto, di rispetto e di deferenza, verso la persona che è stata scelta per incarnare il vero sovrano di queste nostre terre: quel Popolo che il sistema svizzero, il nostro sistema di democrazia diretta, ha scelto di mantenere al centro del proprio universo politico.

La cerimonia per l’elezione del Presidente del Parlamento dovrebbe quindi essere molto più di un semplice atto formale, e mai ridursi a una banale alternanza di colori partitici. La sedia sulla quale il vostro concittadino e sindaco Luca Pagani siederà durante i prossimi dodici mesi non è solo quella con lo schienale più alto di tutta l’Aula del Gran Consiglio; è quella alla quale tutto il Ticino guarderà, in attesa delle risposte che questa classe politica ha il dovere di fornire.

Ecco perché, caro Luca, soprattutto nel primo anno della nuova Legislatura avrai il compito di ricordare a tutti il vero motivo della loro presenza a Palazzo delle Orsoline. Siamo stati eletti, Governo e Parlamento, non per mettere in scena una guerra dei poteri; non per sfidarci o per cercare visibilità; non per sprecare tempo in discussioni interminabili – e nemmeno per giocare a “solitario” sui nostri computer portatili, in attesa del nostro turno per parlare.

Siamo stati eletti perché il popolo ticinese, il nostro Sovrano, ci ha dato fiducia nella convinzione che sapremo collaborare – Esecutivo e Legislativo – per cercare e possibilmente trovare, insieme, soluzioni a problemi che tutti conosciamo fin troppo bene.
Voglio ripetere la parola insieme, perché quella che si sta aprendo dovrà essere la Legislatura della maturità per la politica di questo Cantone. La Legislatura del lavoro comune e concertato, che sappia superare i personalismi e i ragionamenti di fazione. Dovremo dimostrare, ai molti cittadini ticinesi che stanno soffrendo, che siamo capaci di accantonare le nostre ambizioni personali per dare la priorità ai loro bisogni.

Non voglio esagerare con l’enfasi, ma fuori dall’Aula del Gran Consiglio, a Bellinzona, sono collocati i busti di otto personaggi che hanno costruito il Ticino moderno, tutti accomunati dall’esperienza di membri del Gran Consiglio. Non è un caso e nemmeno uno scherzo che l’architetto abbia voluto posizionarli con gli occhi rivolti verso l’aula dove si svolgono i lavori parlamentari. Il messaggio è chiaro: illustri predecessori ci hanno affidato in eredità un Paese da amministrare con cura, e giudicano il nostro operato anche dal silenzio della pietra. Ognuno di noi sa benissimo se stia onorando la memoria dei loro sforzi.
Allo stesso modo, anche i ticinesi che verranno dopo di noi esprimeranno un giudizio sul nostro operato, con la differenza che in questo caso potremmo avere la fortuna – o la sfortuna… – di sentire questo giudizio direttamente dalla loro voce.

A nome del Consiglio di Stato voglio quindi esprimere l’intenzione di consacrare il nostro massimo impegno alla ricerca di soluzioni politiche concordate, per il bene del Ticino. Spero che anche dai banchi di questo Gran Consiglio sia questo l’intento con il quale si apre la Legislatura 2015/2019.
Da questo punto di vista, voglio esprimere – con il massimo rispetto per la separazione dei poteri dello Stato – tutta la mia soddisfazione per la decisione di questo Gran Consiglio. Scegliendo Luca Pagani il Parlamento ha voluto premiare una persona che spicca per senso civico e attivismo sociale, e che rappresenta una realtà del nostro Cantone nella quale emergono – in tutta la loro dimensione – i problemi e le opportunità che il Ticino ha di fronte a sé.

Il Mendrisiotto nel quale ci troviamo oggi è la regione di frontiera di un Cantone di frontiera, e più di tutte le altre regioni del nostro Cantone sta vivendo le contraddizioni legate agli avvenimenti politici ed economici degli ultimi anni. Che parliamo di sicurezza, pianificazione del territorio, sviluppo economico oppure mobilità, sappiamo che il Mendrisiotto sta chiedendo l’attenzione e l’aiuto del Cantone per progettare un futuro migliore.

Non si tratta di caldeggiare favoritismi locali, perché sappiamo tutti che il compito di Governo e Parlamento è di progettare globalmente il futuro di questo Cantone. Tuttavia, la possibilità di spostare l’attenzione – a rotazione – sulle diverse micro-realtà del nostro territorio è una delle forze del sistema elvetico, non solo a livello cantonale. Ben venga, quindi, la possibilità di avere un’attenzione particolare per chi ha pagato probabilmente più di altri per le scelte politiche che non sono sempre state effettuate con la giusta considerazione per il nostro Cantone.

La consapevolezza di essere uniti da qualcosa che è più grande delle nostre diversità è ciò che ha costruito la Confederazione e, più in piccolo, anche questo Cantone. Un Cantone tanto diverso quanto unito dalle relazioni umane. Se pensiamo alle vacanze in Leventina del nostro nuovo «primo cittadino» e alla forte relazione, anche sportiva, tra queste due terre ticinesi poste agli estremi, questi elementi costituiscono la felice sintesi di questa condivisione e di questo voler vivere insieme. Con piacere ricordo, caro Luca, l’appello fatto lo scorso novembre al tradizionale pranzo della società di tiro La Balernitana, dove ci ripromettevamo – sotto l’egida del presidente societario Roberto Scotti – di ripresentarci entrambi da Presidenti. Ecco, ci siamo!

Da leventinese sono perciò doppiamente felice di essere qui con voi a Balerna, oggi, per portare a un «primo cittadino» momò il mio saluto e gli auguri del Governo; perché solo se manterremo forte il desiderio di restare uniti potremo portare l’aiuto della politica e del Cantone a tutti i concittadini che ne hanno bisogno.

Discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi in occasione della cerimonia per l’elezione del Presidente del Gran Consiglio Luca Pagani
18 maggio 2015

I superpoteri di Norman Gobbi 

I superpoteri di Norman Gobbi 

Di Roberta Pantani-Tettamanti, Mattino della domenica 05.04.2015

Nelle scorse settimane, sull’Informatore (settimanale del Mendrisiotto) è apparso un trafiletto, firmato da un cittadino del Mendrisiotto, indignato perché sulla sponda sinistra del ponte di Castello, nel comune di Breggia, era stato apposto uno striscione che sosteneva la rielezione di Norman Gobbi in Consiglio di Stato. Ora, va detto che il sedime utilizzato normalmente per pubblicizzare feste campestri e appuntamenti della Valle di Muggio non è pubblico e che i sostenitori del Consigliere di Stato, ignari del fatto e assolutamente in buona fede, hanno pensato che lo spazio potesse essere utilizzato. Il comunicato esposto in questo momento, sul quale si chiede di non affiggere materiale legato alle lezioni, è comparso dopo la rimozione dello striscione in questione. Per dovere di cronaca va inoltre aggiunto che ai proprietari del sedime sono giustamente state porte le scuse di Gobbi. 

Lo scritto di questo signore mi dà l’occasione, come momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica di Chiasso, di evidenziare come il nostro distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Ministro Gobbi. 

È delle scorse settimane la conferenza, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della Polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Ciò significa per il Mendrisiotto, un ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo presso la gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della Cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della Comunale del Magnifico Borgo. Quella della collaborazione fra Corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa ! è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti. 

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario, mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta. 

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. La sicurezza è un investimento oneroso, ma tutti ne beneficiamo. 

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione si è avuto con la brillante operazione di Polizia seguita alla rapina di lunedì scorso a Novazzano, conclusasi con il fermo (immediato) di 6 persone. Il dispositivo di chiusura dei valichi ha funzionato, così come la collaborazione messa in atto tra le forze di Polizia del distretto. Un plauso alla Cantonale e alla Comunale di Chiasso per l’ottimo risultato ottenuto. I fatti che parlano da soli sono questi. 

Sempre in questo trafiletto sull’Informatore, la persona ironizzava sulla caricatura de Il Mattino, che presenta Gobbi e gli altri candidati al Consiglio di Stato vestiti dei supereroi. Non so se si tratta di un superpotere, ma la capacità straordinaria del Consigliere di Stato Norman Gobbi è rappresentata dalla sua dedizione per il bene dei Ticinesi e dal suo lavoro indefesso per trovare le soluzioni adatte ai bisogni dei cittadini; di tutti i cittadini. Lui, che è originario e abita in Alta Leventina, ha sempre preso decisioni i cui benefici sono andati a favore di tutto il Cantone e quindi anche del nostro Mendrisiotto. Forse questo non fa di Norman Gobbi un supereroe, sono però sicura che ne fa un buon membro del nostro Governo.

Rapina di Novazzano, eseguiti sei arresti. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”

Rapina di Novazzano, eseguiti sei arresti. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”

Rapina di Novazzano, la maxi operazione continua: arrestati una donna e un minorenne. Gobbi: “Grazie a tutte le forze dell’ordine”. Salgono a sei le persone in carcere per il colpo messo a segno ieri nel Mendrisiotto. Il bottino è stato interamente recuperato

Salgono a sei gli arresti per la rapina di ieri pomeriggio a Novazzano. Il Ministero pubblico, la Magistratura dei minorenni e la Polizia cantonale fanno sapere che “in relazione alla rapina in un distributore di benzina avvenuta ieri poco prima delle 16 a Novazzano in via Casate, sono stati arrestate ulteriori due persone. Si tratta di un minorenne e di una donna. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore pubblico Zaccaria Akbas e dalla Magistratura dei minorenni”.
Il bottino è stato recuperato e le persone arrestate dovrebbero essere prevalentemente italiane, ma alcune forse residenti in Ticino.

Intanto, prima che scattassero i due arresti, il ministro Norman Gobbi ha scritto un post sul suo profilo Facebook: “Ringrazio le donne e gli uomini impegnati in prima persona al di qua e al di là della frontiera nella grande operazione interforze che, a poche ore dalla rapina di Novazzano, ha permesso agli agenti della Polizia cantonale di fermare quattro presunti rapinatori. Ciò dimostra che le strategie e le tattiche di intervento che abbiamo elaborato e messo in atto in questi quattro anni sono vincenti e danno i loro frutti. È una conferma ulteriore dei risultati contenuti nel rapporto d’attività 2014 della Polizia cantonale. Un grazie alla popolazione del Mendrisiotto per la pazienza dimostrata nel sopportare i disagi generati dai posti di blocco e dalla chiusura delle frontiere. Si tratta di piccoli sacrifici, ma il risultato è evidente: il Mendrisiotto e il Ticino sono più sicuri”.

http://www.liberatv.ch/articolo/29247/rapina-di-novazzano-la-maxi-operazione-continua-arrestati-una-donna-e-un-minorenne

Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Norman Gobbi al servizio (anche) del Mendrisiotto

Da L’Informatore del 27.03.2015 , di Roberta Pantani Tettamanti*

Come cittadina momò e responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica del Comune di Chiasso, voglio testimoniare di come il nostro Distretto abbia beneficiato e beneficerà delle decisioni del Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi.

È di due settimane fa la conferenza stampa, non a caso organizzata nel Mendrisiotto, nella quale si è presentata la nuova riorganizzazione della polizia cantonale, che dal 1° luglio approfitterà della creazione di cinque reparti. Per il Mendrisiotto ciò significa il ritorno di una sede della Polizia cantonale aperta 24 ore su 24. Dopo un primo periodo transitorio che lo vedrà operativo nei locali della gendarmeria di Chiasso, il reparto del Mendrisiotto e Basso Ceresio troverà la sua sede definitiva nel nuovo Centro di Pronto Intervento di Mendrisio, dove gli agenti della cantonale lavoreranno a stretto contatto con quelli della comunale del Magnifico Borgo.

Quella della collaborazione fra corpi di polizia non è una conseguenza dell’occupazione di locali attigui, bensì l’attuazione di una strategia messa in atto nell’ambito della sicurezza dal Cantone e dai Comuni, voluta e sostenuta in prima persona dal Consigliere di Stato Norman Gobbi. Essa è più ampia di quanto fin qui detto e coinvolge pure il Corpo federale delle guardie di confine. La collaborazione interforze significa poter moltiplicare le pattuglie che giorno e notte sorvegliano il confine e le strade del Mendrisiotto, significa ridurre i tempi di intervento, significa aumentare la reale possibilità di catturare i malintenzionati fino a renderla talmente alta dal farli desistere nei loro intenti.

Un esempio concreto del successo di questa collaborazione lo abbiamo avuto lo scorso novembre, quando su segnalazione di un cittadino (perché ognuno di noi in questa battaglia può fare la differenza) tre rumeni sono stati consegnati nelle mani della giustizia. Dopo la segnalazione alla centrale, le guardie di confine hanno individuato i malviventi grazie all’utilizzo di un drone. Il susseguente intervento congiunto di pattuglie della Cantonale, della Comunale e del Corpo federale delle guardie di confine ne ha permesso l’arresto.

Vedere le auto delle pattuglie sulle nostre strade, indipendentemente dal corpo d’appartenenza, e sentire il drone volare sopra i tetti del Mendrisiotto, non instaura in me la sensazione di vivere in un luogo poco sicuro. Al contrario mi dice che nelle nostre strade e nei nostri cieli sono messi in atto gli strumenti necessari a prevenire i crimini e a tutelare i cittadini. Mi sento quindi protetta.

Nei prossimi mesi il Ticino, Mendrisiotto compreso, approfitterà dei benefici di un altro provvedimento voluto dal Ministro Gobbi: l’aumento degli effettivi della Polizia cantonale. 

La sicurezza è un investimento oneroso, di cui beneficiano tutti. I progetti sviluppati in qusti quattro anni e le decisioni prese dal Ministro Norman Gobbi hanno reso e permetteranno di rendere il cantone e il Mendrisiotto un posto migliore in cui vivere e, migliorando la percezione di sicurezza dei cittadini, ne aumentano la qualità di vita.

* Consigliera Nazionale e Municipale di Chiasso responsabile del Dicastero Sicurezza pubblica

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

48 agenti di polizia dichiarano fedeltà

Si è tenuta sabato pomeriggio presso il Cinema Teatro di Chiasso la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte degli aspiranti e agenti e ispettori della Scuola cantonale di polizia 2014. Durante la cerimonia sono intervenuti la Consigliera nazionale e capo dicastero sicurezza del Comune di Chiasso Roberta Pantani, il Consigliere di Stato e Direttore DI Norman Gobbi, il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, oltre a numerosi ospiti.

Si tratta di Stephania Ern, Giovanni Leidi, Manuel Mauri Brusa ed Edoardo Sciaroni per la Polizia giudiziaria.

Per la Polizia cantonale Andrea Alemani, Madhu Bardelli, Marco Bernardini, Vittoria D’Elia, Simone Dioli, Edoardo Fumi, Mario Gigante, Stefano Gut, Alessandro Laurenzi, Hugo Machado Borges, Donatello Mignami, Sara Milesi, Goran Milosevic, Renzo Minelli, Mirko Monighetti, Nicola Mozzettini, Daniel Panizzolo, Gabriele Paris, Simone Pellanda, Nebojsa Petrovic, Andrea Pierin, Brian Rogger, Luca Rovelli, Ilija Sicic, Marko Stevanovic, Alan Tantardini, Stefanie Wiggers e Davide Zappella.

16, infine, gli agenti che andranno a rafforzare i corpi di polizia locale. Andrea Banditelli alla Polizia Ceresio Nord; Samuel Cuni-Berzi, Jair Laffranchini Del Torchio e Ivan Stanic alla Polizia della Città di Locarno; Giuliano Barbanti, Matias Bullo, Luca Delfini, Isabella Osterwalder e Sanel Pokrklic alla Polizia della Città di Lugano; Luca Durini e Gabriel Dzinaku per la Polizia della Città di Mendrisio; Kevin Rossi e Philippe Valsangiacomo per la Polizia comunale di Giubiasco; Gregory Christen e Mauro Manzoni per la Polizia comunale di Minusio, e Fabio Lanni per la Polizia intercomunale di Gordola.

Più sicurezza anche per il Mendrisiotto

Dal Mattino della domenica, 22.03.2015. La riorganizzazione della Polizia voluta da Norman Gobbi rafforzerà la sicurezza dei Ticinesi.

Norman Gobbi, il nostro 4×4 della politica per la sicurezza, non si ferma e alle parole preferisce sempre i fatti. A chi in questa lunga campagna elettorale lo accusa del fatto che il Ticino non sia più un posto sicuro a causa dell’amministrazione leghista, il nostro Norman risponde con i dati oggettivi (- 20% di furti tra il 2013 e il 2014, come ha riferito la R$I !!!) e soprattutto con la realizzazione dei progetti che rafforzano la sicurezza sul nostro territorio. Progetti portati avanti in questi quattro anni dal ministro Gobbi e frutto della tenacia che ha sempre contraddistinto il suo operato. 

Rafforzare la sicurezza dei Ticinesi

L’obiettivo di Norman Gobbi è sempre stato quello di aumentare la sicurezza del Canton Ticino, sia oggettiva – quella delle statistiche per intenderci – che soggettiva, ovvero quella che ognuno di noi percepisce. E per farlo in questi quattro anni ha dotato la Polizia cantonale di mezzi tecnologici migliori, perché possa intervenire ancor più in maniera efficace per tutelare noi cittadini. Ha inoltre deciso sul medio-lungo termine, come organizzare le sedi di polizia sul territorio cantonale e non da ultimo, il nostro ministro ha dato più agenti alla Cantonale, ma non per star dietro alle scrivanie, ma per essere sul campo a fronteggiare i delinquenti stranieri che pensano di venire a delinquere indisturbatamente nel nostro Paese e tornarsene poi a casa loro in libertà. Ah già. Tutte balle della Lega populista e razzista (e da qualche settimana anche “fascista”) che siamo invasi anche dai criminali stranieri! Ebbene, anche per far fronte all’ondata di criminalità d’importazione, Norman Gobbi ha promosso la nuova organizzazione della Gendarmeria della Polizia cantonale. Se fino ad oggi le unità mobili partivano dalle sedi cantonali di Camorino e Pambio-Noranco, dal 1. luglio l’attività della Gendarmeri verrà regionalizzata a favore di una maggior presenza degli agenti sul territorio e suddivisa in cinque reparti: Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Valli, Bellinzonese e Alto Ticino, Stradale. Una nuova organizzazione che permetterà di aumentare l’efficacia e la rapidità degli interventi della Polizia; una nuova organizzazione che riporterà gli agenti di Polizia vicino ai cittadini!

Una misura a favore del Mendrisiotto

Il Mendrisiotto vive da alcuni anni una situazione non facile, in particolare a causa della sua vicinanza con le frontiere che gli europeisti – liblab, PPDog e P$ – hanno voluto aprire con i Bilaterali (grazie!). Una decisione scellerata a cui solo la Lega dei ticinesi si è sempre opposta, fin dal principio! Per questo motivo Norman Gobbi è voluto tornare ad un maggior presidio del territorio, anche in questa regione, costituendo il I° Reparto della Gendarmeria proprio nel Mendrisiotto. Una misura che consentirà di ottimizzare pure la collaborazione tra la Polizia cantonale, le Comunali e le Guardie di confine, fondamentale, con queste ultime in particolare, alfine di tenere sotto controllo le nostre frontiere. 

Continuare a lavorare per la nostra sicurezza

Norman Gobbi in questi quattro anni ha sempre lavorato per la sicurezza del Ticino e dei Ticinesi:  ha aumentato il numero di agenti presenti sul territorio, riorganizzando la Polizia cantonale e dotandola di mezzi moderni per compiere il suo importante lavoro, stimolando pure la collaborazione interforze. La chiusura notturna dei valichi secondari, spinta a Berna dalla nostra Roberta Pantani e sostenuta fermamente dal ministro leghista Gobbi, sarà un’altra importante misura che renderà più sicuri i nostri confini. Tutti i leghisti sono dunque in campo per migliorare la sicurezza del Canton Ticino, capitanati dal nostro “4×4 della politica per la sicurezza” Norman Gobbi che, in questi quattro anni, si è impegnato con dedizione alfine di accrescere la sicurezza di ogni singolo Ticinese!  Avanti così!

Lega dei Ticinesi