Un aiuto sul territorio

Un aiuto sul territorio

Da rsi.ch | I 30 agenti in arrivo in Ticino in caso di aumento delle entrate illegali non sarebbero impiegati sul confine

Il servizio al Quotidiano: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Un-aiuto-sul-territorio-9288409.html

Sono 30 gli agenti provenienti dal resto della Svizzera su cui potrà contare la polizia ticinese tra metà luglio e metà settembre in caso di forte aumento delle entrate illegali. Il loro impiego non dipenderà da un superamento di soglie di allarme ma scatterà su richiesta delle autorità.Le misure presentate a Berna sono adeguate alle necessità dei cantoni, secondo il consigliere di Stato Norman Gobbi, mentre il comandante della polizia cantonale ticinese, Matteo Cocchi, sottolinea che le eventuali forze di supporto non sarebbero impiegate lungo la frontiera, di competenza delle guardie di confine.
Gli agenti andrebbero infatti a sostenere gli sforzi di controllo lungo gli assi di penetrazione, come strade, treni e stazioni, così come altre missioni già attive sul territorio cantonale.

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Dal 1. luglio i controlli radar mobili saranno segnalati: ecco le modalità

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni |

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che – a partire dal 1. luglio – i controlli di velocità effettuati sulle strade ticinesi con apparecchi radar mobili saranno segnalati alla popolazione, secondo quanto recentemente stabilito da Governo e Parlamento. La Polizia cantonale pubblicherà un comunicato stampa ogni settimana, accompagnato da un messaggio sui propri profili in Facebook e Twitter e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio».

Nell’aprile del 2016 il Gran Consiglio ticinese ha modificato la prassi in materia di
controlli di velocità sulle strade ticinesi, stabilendo il principio che la posizione degli apparecchi mobili deve essere segnalata. Dopo una serie di esperimenti sul campo e un confronto con le prassi in vigore in altri Cantoni, il Consiglio di Stato ha deciso che l’informazione agli automobilisti dovrà avvenire evitando di annullare completamente l’efficacia dei controlli. A questo proposito la Polizia cantonale e le comunali hanno negli scorsi mesi definito un coordinamento delle loro attività di controllo della velocità. Il nuovo sistema – che entrerà in funzione a partire dal 1. luglio – prevede perciò che ogni settimana vengano resi noti, tramite i canali ufficiali della Polizia cantonale, i Distretti e i Comuni nei quali saranno effettuati controlli della velocità tramite apparecchi mobili.

Nel dettaglio, settimanalmente entro le ore 18 del venerdì, saranno pubblicate le
informazioni sui controlli radar effettuati la settimana successiva tramite un comunicato stampa (sul sito www.polca.ti.ch) e messaggi sui profili Facebook e Twitter della Polizia cantonale, e sull’applicazione per dispositivi mobili «Polizia e territorio». Dalle segnalazioni saranno comunque esclusi i rilevamenti con vetture civetta e i controlli mediante pistola laser, che sono utilizzati solo per contrastare infrazioni gravi alla Legge federale sulla circolazione stradale. La nuova prassi non si applicherà inoltre ai controlli mobili sulla rete autostradale, considerato il parere negativo espresso dall’Ufficio federale delle strade (USTRA).

In generale, Dipartimento delle istituzioni e Consiglio di Stato concordano sul principio che la prevenzione sia lo strumento prioritario per ridurre gli incidenti stradali e per migliorare la sicurezza. La velocità eccessiva rimane una delle principali cause degli incidenti gravi e letali che si verificano sulle nostre strade, e il rispetto dei limiti è quindi un gesto che esprime anzitutto la volontà di tutelare la propria incolumità e di quella degli altri utenti della strada. Gli apparecchi mobili per il rilevamento della velocità sono un’opzione secondaria, che viene impiegata solo nei punti della rete stradale nei quali le misure di prevenzione non hanno ancora prodotto gli effetti auspicati.

Prevenzione e sensibilizzazione presso la Foce del Cassarate

Prevenzione e sensibilizzazione presso la Foce del Cassarate

Comunicato stampa del Municipio di Lugano | La Città di Lugano ha partecipato alla campagna di prevenzione e sensibilizzazione lanciata dalla Commissione cantonale acque sicure negli scorsi giorni presso la Foce del Cassarate. Con l’inizio della bella stagione, infatti, la Foce è una meta molto frequentata da residenti e turisti per la sua invidiabile posizione e la sua ideale conformazione.

Un sondaggio svolto sul posto la scorsa estate dalla Commissione cantonale acque sicure ha evidenziato un’errata percezione del rischio, una scarsa conoscenza delle regole da rispettare e un’evidente disinformazione da parte dei bagnanti. Lo scopo del progetto è quindi attirare l’attenzione su un comportamento che permetta di evitare incidenti.

Il programma di prevenzione comprende una cartellonistica informativa generale su tutto il territorio comunale, una cartellonistica sul posto, un’azione di sensibilizzazione mediante opuscoli, flyer informativi e sottopiatti negli esercizi pubblici e un servizio saltuario di pattugliamento a piedi nelle immediate vicinanze della Foce e sul lago con il natante, in collaborazione con la Società Svizzera di Salvataggio di Lugano.

Durante la giornata di Sportissima di domenica 10 settembre il progetto “Acque sicure” del Dipartimento delle istituzioni sarà inoltre presentato con uno stand informativo presso il Lido di Lugano.

La campagna, pianificata e avviata nel 2017, si estenderà anche per le prossime stagioni con opportuni adeguamenti e appropriati miglioramenti.

L’iniziativa rientra nel concetto di prevenzione e protezione della Città di Lugano sviluppato dal Servizio sicurezza e salute.

Uniformazione dei gradi e delle condizioni di stipendio dei Corpi di polizia cantonale e comunali

Uniformazione dei gradi e delle condizioni di stipendio dei Corpi di polizia cantonale e comunali

Comunicato stampa del Consiglio di Stato |

Il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo Regolamento che uniforma i gradi e le condizioni di stipendio fra i Corpi di Polizia comunali e la Polizia cantonale. La misura permetterà di aumentare la stabilità degli organici delle forze dell’ordine ticinesi, eliminando in particolare uno dei fattori che regolarmente sono all’origine dello spostamento di agenti.

La Legge sulla collaborazione fra la Polizia cantonale e le Polizie comunali – approvata dal Parlamento il 16 marzo 2011 – aveva conferito al Consiglio di Stato una delega legislativa, incaricandolo di proporre un sistema retributivo e lavorativo armonizzato per tutti i Corpi di polizia attivi sul territorio cantonale. Il progetto approvato dal Governo nella seduta odierna – frutto delle riflessioni di un gruppo di lavoro costituito nel maggio 2015 – risponde al mandato e permette di creare condizioni salariali uniformi, eliminando uno dei fattori che comportano regolari spostamenti di agenti. In questo modo, sarà assicurata una maggiore stabilità all’assetto delle varie Polizie ticinesi.

Occorre evidenziare che il progetto proposto non concerne unicamente l’uniformazione dei gradi e degli stipendi degli agenti, ma getta anche le basi per procedere con l’uniformazione in futuro anche delle modalità di avanzamento e di promozione, così come delle norme che regolano le indennità e le modalità di compensazione del lavoro straordinario nonché la formazione dei quadri.

A livello pratico, i Comuni avranno ora due anni di tempo – dall’entrata in vigore del nuovo sistema – per adeguare i gradi dei propri agenti. Per quanto riguarda invece gli avanzamenti salariali, in futuro avverranno in base alle disposizioni della nuova Legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti; al momento dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento, i Comuni avranno comunque la facoltà di decidere se riconoscere ai propri agenti in carica i diritti salariali acquisiti.
Il prossimo passo nell’armonizzazione del sistema consisterà in una nuova definizione delle responsabilità fra Polizia cantonale e Corpi comunali, e sarà tematizzato dal gruppo di lavoro Polizia ticinese.

Bello Figo, Gobbi rassicura

Bello Figo, Gobbi rassicura

Da laRegione | «Il sedicente gruppo con cui erano firmati i volantini, ‘Nuova Destra’, non era nei monitor che controllano i siti estremisti (…)», «La decisione di annullare il concerto di Bello Figo non è venuta dalla polizia cantonale, bensì dai gerenti della discoteca che hanno valutato nell’ottica costi-benefici su quanto sarebbe costato assicurare la sicurezza». Così ieri il consigliere di Stato Norman Gobbi ha tranquillizzato la Sinistra che si era fatta promotrice di un’interpellanza per chiedere al governo quali strategie intraprende per arginare i fenomeni di estrema destra. Il capo del Dipartimento delle istituzioni ha spiegato che il Cantone si muove a livello di prevenzione, alla stessa stregua delle strategie messe in atto a livello di Confederazione contro la violenza giovanile. Il consigliere di Stato Gobbi, rispondendo al caso specifico di Bello Figo, ha evidenziato: «Il miglior deterrente è stato quello di assicurare i due autori alla giustizia». I due autori, sulla ventina, si sono costituiti dopo che i dispositivi di videosorveglianza li avevano immortalati.

Polizia a regione… unica

Polizia a regione… unica

Da laRegione | Entro l’estate il Dipartimento delle istituzioni incontrerà gli attori in causa – Il tema della riunificazione ha tenuto banco durante l’assemblea dell’Associazione delle Polizie comunali ticinesi tenutasi al Cpi di Mendrisio

Stesso luogo – il Centro di pronto intervento di Mendrisio –, appuntamenti diversi (due giorni fa era la presentazione del rapporto d’attività della Polizia Regione II, ieri l’assemblea dell’Associazione delle Polizie comunali ticinesi presieduta da Dimitri Bossalini), stesso tema affrontato in entrata dei lavori: la polizia… riunita. Tiene banco, evidentemente, la questione di riunificare le regioni di polizia. Tiene banco, a maggior ragione, nel Mendrisiotto. I Comuni polo di Mendrisio e Chiasso non vedono la questione di buon occhio, il Dipartimento delle istituzioni ‘spinge’ affinché si faccia un passo avanti. E in tal senso entro l’estate, ci ha confermato il consigliere di Stato Norman Gobbi, avverrà una «consultazione formale», la quale sottoporrà agli attori in causa «la riunificazione delle regioni di Polizia comunale». Questo perché, a detta del ministro, «le zone urbane hanno bisogno di regioni uniche: all’interno di piccole realtà è molto più difficile e anche oneroso garantire la copertura (del servizio di polizia, ndr) 24 ore su 24 per tutto l’anno». Ma su questo argomento, non v’è l’unanimità. Lo stesso capodicastero Sicurezza pubblica di Mendrisio, Samuel Maffi (ieri presidente di sala), aveva ribadito due giorni or sono che con l’organizzazione in atto «siamo perfettamente in grado di coprire il servizio» (vedi ‘laRegione’ di ieri). Par di capire, dunque, che (almeno) nel Mendrisiotto si dovrà far breccia in altri campi. E in tal senso Norman Gobbi ha spiegato che la riunificazione prevista «non significa annullare i corpi». E sebbene «la rivalità tra Mendrisio e Chiasso l’abbiamo più o meno ‘messa via’ sul corpo pompieri (la creazione di un consorzio unico, ndr) adesso ne troveremo un’altra». Lo stesso consigliere di Stato, si legge tra le righe, è già pronto a più o meno accese discussioni: «Ma è inevitabile – ammette – che nel Mendrisiotto ci sarà una regione di polizia sola» e il Distretto «può affrontare questa sfida senza problemi». Pareri condivisi, per contro, su quanto fatto negli ultimi anni. Riorganizzazioni e implementazioni «hanno portato oggettivamente a un aumento chiaro e netto della sicurezza» ha evidenziato in entrata di assemblea Samuel Maffi. Questo grazie «a una marcata attività sul terreno di tutte le forze dell’ordine». Ma pure grazie «alla regionalizzazione delle Polizie comunali: una scelta vincente». Il Mendrisiotto, «quello che militarmente e tecnicamente era indifendibile, grazie alle collaborazioni oggi è più difeso e più sicuro» ha confermato Gobbi. I dati sono lì da vedere. Le regioni di polizia hanno dato i frutti auspicati. La polizia unica farà lo stesso? Il Dipartimento ‘spinge’, i Comuni polo temporeggiano.

(Articolo di Stefano Lippmann)

Prevenzione Anche nei laghi basta un attimo

Prevenzione Anche nei laghi basta un attimo

Dal Corriere del Ticino | È partita la nuova campagna «Acque sicure» – Marcel Luraschi: «Le difficili immersioni di ricerca»

«Basta un attimo. La sicurezza in acqua dipende da te» è la nuova campagna di Acque sicure volta a sensibilizzare chi si reca al lago o al fiume per divertimento. «I nostri corsi e specchi d’acqua sono vettori turistici importanti, ma spesso non se ne conoscono i pericoli», ha detto il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi illustrando, ieri a bordo di un battello a Locarno, la rinnovata campagna promossa dal Dipartimento. La comunicazione da quest’anno non riguarderà solo i fiumi ticinesi, ma anche i laghi vista la crescita di incidenti. In particolare nel 2015 vi sono stati 5 morti per annegamento di cui 4 nei laghi, mentre nel 2016 il bilancio è salito a 7: quattro i decessi nei laghi, uno in piscina e 2 nei fiumi. Per cercare di prevenire gli incidenti evitabili, ossia dovuti a un comportamento scorretto da parte dei bagnanti, il Consiglio di Stato ha creato nel 2016 una Commissione consultiva, di cui fanno parte numerosi attori del territorio. Il presidente della Commissione nonché della Società svizzera di salvataggio Boris Donda ha posto l’accento su nuovi fenomeni in voga tra i giovani sui social, che Acque sicure cerca di prevenire: «Ci sono giovani che si filmano al fiume mentre si tuffano da trapezi fissati ai ponti oppure mentre fanno equilibrismo su fettucce fissate tra i massi». Per verificare la percezione di pericolo da parte dei bagnanti sono stati condotti nel 2016 due sondaggi, uno per i fiumi e uno per i laghi. A preoccupare Donda è in particolare la scarsa conoscenza dei rischi relativi ai laghi: solo la metà ne è consapevole, mentre il 40% ritiene di conoscerli, spesso ritenendo vere alcune false credenze. Per ciò che concerne i fiumi, il 60% degli intervistati ammette di non aver letto e compreso la segnaletica preventiva. La capo progetto Fabienne Bonzanigo ha sottolineato che «alcune semplici regole che si applicavano in passato sembrano ormai dimenticate: ad esempio non tuffarsi dove non c’è visibilità, o aspettare 2 o 3 ore dopo il pasto prima di entrare in acqua». Acque sicure ha riattivato il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto e le infoline per gli amanti del canyoning (www.ti.ch/acque-sicure). Il sindaco di Locarno Alain Scherrer ha ricordato le attività di prevenzione svolte dalla città e ha sottolineato come «la nuova campagna intende porre l’accento sul buon senso e la responsabilità di ciascuno per evitare le situazioni di pericolo».

Presente alla conferenza stampa, il responsabile del Servizio lacuale della Polizia cantonale Marcel Luraschi ci ha spiegato il lavoro degli agenti: «Durante i mesi estivi siamo in otto e ci dividiamo tra il Ceresio e il Verbano». Le zone di intervento sono molto particolari e variano dal lago, ai fiumi, fino alle grotte: «Oltre ad essere tutti subacquei, ognuno dei nostri agenti ha una specializzazione, tra chi è bravo a scendere in profondità, a chi conosce bene la Verzasca, a chi è specializzato nelle difficili immersioni di ricerca».

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Al via la nuova campagna di prevenzione “Acque sicure”

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | È stata presentata questa mattina l’edizione 2017 del programma di prevenzione «Acque sicure», promosso dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Commissione cantonale. La campagna di sensibilizzazione dei frequentatori di fiumi e laghi in vista della prossima estate è iniziata già da qualche giorno, sul territorio della Città di Locarno, con la comparsa di enigmatici cartelloni che raffigurano alcuni bagnanti immersi in una pozza d’acqua e persone intente a praticare sport acquatici.

Con l’inizio della bella stagione, le rive di fiumi e laghi ticinesi diventano meta prediletta di residenti e turisti. Affinché sia possibile godere in piena sicurezza di questi affascinanti doni del nostro territorio, il Cantone attirerà durante tutta la stagione estiva l’attenzione sulle regole che permettono di evitare comportamenti a rischio e incidenti.

La presentazione odierna – con la partecipazione del Consigliere di Stato Norman Gobbi, del sindaco di Locarno Alain Scherrer, del Presidente della Commissione Boris Donda e della responsabile del progetto «Acque sicure» Fabienne Bonzanigo – ha anzitutto permesso di svelare il significato della campagna di affissione avviata negli scorsi giorni. Con lo slogan “Basta un attimo. La sicurezza in acqua dipende da te” l’azione pone l’accento su attenzione e vigilanza che bisogna avere costantemente nei contesti acquatici. Infatti, i rischi in acqua sono alti e sempre dietro l’angolo, ma soprattutto dipendono fortemente dal proprio senso di responsabilità.

Per la tradizionale campagna di prevenzione si è trattato di un cambiamento di stile rispetto al passato, in linea con il nuovo orientamento introdotto nel 2016 dal Dipartimento delle istituzioni. Come noto, il nome della Commissione consultiva è stato modificato in «Acque sicure», per mettere in evidenza che la prevenzione riguarda non solo i corsi d’acqua, ma anche i laghi. Le statistiche mostrato infatti che anche tutti gli specchi d’acqua maggiori nascondono insidie, alle quali bagnanti e amanti dello sport devono prestare attenzione.

Oltre ai cartelloni pubblicitari che compariranno su tutto il territorio ticinese e sulle principali linee del trasporto pubblico su gomma, la campagna 2017 – nella rinnovata veste grafica, che caratterizza anche il sito internet http://www.ti.ch/acque-sicure– proporrà durante tutta l’estate eventi speciali e azioni di sensibilizzazione che coinvolgeranno anche bambini e società sportive di oltre Gottardo. Saranno poi distribuiti a tutti gli attori turistici interessati i rinnovati opuscoli informativi sui rischi nei fiumi e sulle regole di convivenza nei laghi e promossa un’informazione nei lidi, ristoranti nei grotti in altri esercizi pubblici del Cantone. Saranno infine riproposti il servizio di pattugliamento giornaliero lungo i fiumi Maggia e Verzasca durante i mesi di luglio e agosto e le infolines per gli amanti del canyoning.

Cartella stampa: http://www4.ti.ch/sala-stampa/comunicati-stampa/cartella-stampa/?idCartella=155170

La Polizia cantonale in un tweet

La Polizia cantonale in un tweet

Comunicato stampa della Polizia cantonale | Da oggi la Polizia cantonale sarà presente anche su Twitter per migliorare ulteriormente la sua comunicazione pubblica con la popolazione e con i media. Attività in continua evoluzione e che deve essere costantemente adattata. Twitter ha raggiunto un’importanza fondamentale per gli avvenimenti in tempo reale e per l’influenza che i suoi utenti esercitano nel web. Per questo motivo è stato ritenuto di primaria importanza, come richiesto dal Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi e dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, la presenza del Corpo su questo social media. Si tratta di un nuovo tassello social che si aggiunge all’ormai consolidata presenza della Polizia cantonale in Facebook, che ha permesso al Corpo di superare gli oltre 13’000 follower.

I recenti tragici fatti a livello europeo, quali calamità naturali e attentati terroristici, hanno dimostrato l’assoluta importanza della “comunicazione di emergenza” ed in questo contesto i social sono un ormai fondamentale veicolo di raccolta e diffusione di informazioni in caso di emergenze. Il loro uso va ad integrare la comunicazione e l’informazione tradizionale dei canali istituzionali semplificando il flusso di informazioni e riuscendo a raggiungere in tempi brevi un pubblico molto ampio. Grazie alle loro caratteristiche permettono anche di ottenere una comunicazione molto mirata, ad esempio grazie all’uso degli hashtag è possibile accedere in modo rapido a determinati post seguendo lo sviluppo e gli aggiornamenti di una situazione. In particolare Twitter grazie alla sua caratteristica di post real time (live twitting), alla messaggistica pubblica riesce a divenire un ottimo canale di comunicazione e informazione continua. Inoltre, permette di categorizzare i tweet, in altre parole i messaggi pubblicati, con gli hashtag rendendo possibile il canalizzare tutte le conversazioni relative ad un evento come una situazione di pericolo imminente.

Il profilo https://twitter.com/PoliziaTI consentirà agli utenti di seguire l’evolversi di un evento di emergenza, ottenere utili informazioni relative alla circolazione stradale nonché accedere ai temi d’attualità grazie ai comunicati stampa e ai testi di prevenzione pubblicati dal Corpo. Attraverso Twitter, utilizzato da numerosi media svizzeri ed esteri, gli interessati potranno consultare direttamente le informazioni a partire dal proprio computer o dal proprio cellulare. L’offerta globale delle informazioni divulgate dalla Polizia cantonale rimarrà comunque accessibile sul sito internet www.polca.ti.ch. Le risorse impiegate nella gestione del nuovo profilo Twitter della Polizia cantonale saranno quelle già attualmente presenti in seno al Servizio Comunicazione e Media del Corpo.

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Conferenza cantonale consultiva sulla sicurezza

Comunicato stampa del Dipartimento delle istituzioni | Coordinamento dei controlli di velocità sulle strade, collaborazione tra Polizie cantonale e comunali, stato del progetto «Polizia ticinese» e strategia di accoglienza dei Nomadi sul nostro territorio. Sono questi i principali temi discussi oggi pomeriggio a Bellinzona, durante il 12. incontro della Commissione cantonale consultiva sulla sicurezza.

L’incontro odierno ha permesso, come di consueto, un confronto fra i principali attori istituzionali incaricati di garantire la sicurezza nel nostro Cantone. Alla riunione hanno partecipato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, i municipali dei Comuni-Polo in materia di polizia e i rappresentanti delle forze dell’ordine, cantonale e comunali.

Il centro della discussione è stato anzitutto occupato dall’attuazione della Legge cantonale sulla collaborazione tra polizie, entrata pienamente in vigore dal 1. settembre 2015 nelle otto Regioni istituite sul territorio cantonale. Il bilancio della riorganizzazione è considerato finora positivo, da tutti i partner coinvolti. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ribadito l’intenzione del Dipartimento di procedere in futuro a ulteriori accorpamenti – in particolare tra Mendrisio e Chiasso e fra Locarno e Ascona – e anticipato l’intenzione di avviare a breve una procedura di consultazione.

I partecipanti alla riunione sono stati informati sulle decisioni prese dal Consiglio cantonale dei comandanti in relazione alle nuove impostazioni dei controlli di velocità sulle strade ticinesi, dando seguito a quanto approvato dal Governo nello scorso mese di febbraio. In futuro, le polizie ticinesi dovranno coordinare i loro programmi di controllo della velocità tramite apparecchi mobili, in modo da evitare sovrapposizioni nel tempo e nello spazio. Le misure necessarie saranno adottate nei prossimi mesi. A partire dal 1. luglio 2017, invece, prenderà avvio la segnalazione dei controlli radar mobili, tramite gli strumenti della comunicazione istituzionale. I dettagli in merito a questa novità saranno presentati prossimamente alla popolazione.

Il Dipartimento delle istituzioni ha infine reso noto che il Gruppo di lavoro sul progetto «Polizia ticinese» ha iniziato a riunirsi – i risultati saranno sottoposti al Dipartimento delle istituzioni entro la fine del 2017 – e che i Comuni riceveranno a breve nuove direttive per regolare l’occupazione abusiva degli spazi pubblici, in particolare per quanto riguarda la permanenza di carovane nomadi su territorio comunale.

La Conferenza consultiva tornerà a riunirsi giovedì 21 dicembre 2017.