“La giustizia è proprio il mio ambito”

“La giustizia è proprio il mio ambito”

Intervista alla prima ufficiale della polizia cantonale ticinese: la 44enne Bernadette Rüegsegger di Airolo

La parità tra i sessi di recente in Ticino ha fatto un ulteriore passo avanti. Il Consiglio di Stato la scorsa settimana ha nominato la prima donna ufficiale della polizia cantonale le cui radici vengono fatte risalire alla compagnia di linea istituita nel 1804, l’anno dopo la nascita del cantone. In 219 anni di storia il corpo non aveva mai avuto un graduato donna anche se dal 1987, quando entrarono in servizio le prime agenti femminili in divisa, il numero delle donne è in crescita.

L’onore di rompere il ghiaccio ed aprire una nuova via è toccato a Bernadette Rüegsegger. Classe 1979, nata e cresciuta ad Airolo, madre di due figli, è laureata in diritto all’università di Zurigo, ha conseguito il brevetto di avvocato e anche un master in advanced studies in Forensics alla Hochschule di Lucerna. Alla RSI non nasconde la sua emozione e sua gioia per essere stata scelta quale nuova responsabile dei servizi generali della polizia cantonale dopo essere stata per cinque anni funzionario dirigente a capo del Servizio giuridico. Assumerà la nuova funzione con il grado di capitano.

Un’emozione personale, ma non solo, perché Bernadette Rüegsegger è cosciente che la sua nomina è stata straordinaria per la realtà ticinese. Il fatto che sia una donna ha suscitato scalpore. “Spero che anche le donne lo prendano un po’ da esempio e spero di essere un po’ di ispirazione perché con la competenza e con il lavoro si può arrivare”, afferma, consapevole che il suo nome resterà legato alla rottura di un altro soffitto di cristallo in seno alla PolTI. “Personalmente non ho mai trovato ostacoli, ma forse ho anche già cominciato come funzionaria dirigente, quindi ad un altro livello – spiega -. Ho trovato delle ottime collaborazioni, delle menti aperte. Posso immaginarmi che, magari nei livelli più bassi, sia più difficile e che ci sia ancora una cultura maschile, un po’ più chiusa. Però vorrei anche dire che c’è un’apertura che, man mano, si sta sviluppando. Come donne in polizia siamo al 13,5%. È un processo lento, però è un processo in atto”.

Il suo percorso professionale è stato quasi interamente legato all’attività inquirente. Ma non in polizia. Nel 2009 è entrata alle dipendenze del ministero pubblico di Zürich-Limmat in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Poi, nel 2011, è diventata procuratrice pubblica alla Procura di Winterthur. Nel 2014 è diventata procuratrice pubblica del canton Zurigo. “La mia passione è il diritto penale, il perseguimento penale – afferma senza tentennamenti -. La giustizia è proprio il mio ambito. L’ho sempre sentita mia fin dagli studi”.

La carriera in magistratura a Zurigo nel corso degli anni l’ha portata ad avere stretti contatti con la polizia dove è approdata dopo aver deciso di far rientro in Ticino. Un percorso quasi naturale, anche perché Oltralpe la vicinanza tra agenti e magistrati è maggiore e le carriere molto permeabili. “La collaborazione tra polizia e ministero è molto più stretta – spiega Bernadette Rüegsegger ripensando agli anni a Zurigo -. Tantissimi ufficiali di polizia e comandanti di polizia sono stati procuratori pubblici. C’è questa permeabilità di andare dalla polizia al ministero e indietro, come giuristi”.

Una formazione che ha portato Bernadette Rüegsegger ad essere procuratrice, capo del Servizio giuridico e poi la prima donna ufficiale della polizia del canton Ticino: la capitano Rüegsegger.

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Da www.rsi.ch/news

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Polizia cantonale: nominata la prima donna ufficiale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha nominato nella sua seduta di ieri Bernadette Rüegsegger quale prima donna al grado di ufficiale della Polizia cantonale. Bernadette Rüegsegger dirigerà con il grado di capitano i Servizi Generali. Servizi che assicurano il supporto specialistico, tecnico, logistico, amministrativo e legale alle attività del Corpo di Polizia cantonale; i vari servizi gestiscono le risorse umane e finanziarie, di controllo strategico e di qualità nonché sostengono i reparti operativi, l’agevolazione delle procedure e l’ottimizzazione dell’impiego di mezzi e risorse. La signora Rüegsegger assumerà la funzione ricoperta da Elia Arrigoni, nel frattempo nominato e operativo a capo della Sezione della circolazione.

Bernadette Rüegsegger, classe 1979 madre di un figlio e una figlia, dopo aver conseguito la licenza in diritto nel 2007 all’Università di Zurigo ha completato la sua formazione ottenendo una specializzazione in scienze forensi (nel 2011 il Certificato e nel 2013 il Master in Advanced Studies in Forensics) alla Hochschule di Lucerna. Una volta conclusi gli studi, dopo aver svolto due anni di pratica giudiziaria e una prima esperienza professionale, nel 2009, è entrata alle dipendenze del Ministero pubblico di Zurigo (Zürich-Limmat) in veste di segretaria giudiziaria e assistente procuratrice. Nel 2011 è invece passata, già quale Procuratrice pubblica, al Ministero pubblico di Winterthur dove è rimasta fino al 2014 per poi divenire Procuratrice pubblica al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Dal 2018 è stata nominata Capo settore Servizio giuridico della Polizia cantonale con il ruolo di funzionario dirigente, mentre nel 2019 ha conseguito il brevetto di avvocato. Bernadette Rüegsegger, oltre a essere perfettamente bilingue in italiano e tedesco, dispone di un Certificate of Proficiency in inglese.

Il Consiglio di Stato formula a Bernadette Rüegsegger i migliori auguri per la nuova sfida professionale che l’attende all’interno della Polizia cantonale.

Un ufficio mobile della Polizia

Un ufficio mobile della Polizia

Il IV° Reparto Gendarmeria Locarnese organizza 7 giornate sul territorio per un contatto diretto con la popolazione e i turisti. Grazie all’Ufficio mobile potranno essere effettuate pratiche d’ufficio, quali denunce di furto, smarrimento o altro. Non si tratta solo di uno sportello di Polizia mobile, ma di un vero punto d’informazione dove si prenderà contatto con i cittadini, raccogliendo segnalazioni o ricevendo suggerimenti tramite un sondaggio. Ecco il calendario: 27.6 a Maggia dalle 9.30 alle 12 e a Bignasco dalle 13 alle 16.30. Martedì 11.7 a Intragna dalle 9.30 alle 12 e a Spruga dalle 13 alle 16.30. Giovedì 27 .7 a Brissago dalle 9.30 alle 10.30, Ascona dalle 11 alle 12, Losone dalle 13 alle 14.30 e a Tegna dalle 15 alle 16.30. Venerdì 18.8 a Giumaglio dalle 9.30 alle 12 e a Gordevio dalle 13 alle 16.30. Sabato 26.8 a Mergoscia dalle 9.30 alle 12, Sonogno dalle 13 alle 14.30 e a Brione Verzasca dalle 15 alle 16.30. Martedì 5.9 a Verscio dalle 9.30 alle 12, Losone dalle 13 alle 14.30 e Ascona dalle 15 alle 16.30. Sabato 23.9 a Orselina dalle 9.30 alle 12 e a Tenero dalle 13 alle 16.30.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 27 giugno 2023 del Corriere del Ticino

“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

“Distratti mai!”: il cellulare alla guida è sinonimo di pericolo

Comunicato stampa

La Polizia cantonale torna a sensibilizzare sui pericoli derivanti dall’utilizzo del cellulare alla guida. Dall’inizio di luglio verranno infatti effettuate su tutta la rete
stradale cantonale delle azioni di prevenzione ma anche di repressione con controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefono.
Come già evidenziato più volte negli ultimi anni con l’azione “Distratti mai!”, svolta dalla Polizia cantonale nell’ambito del progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni, l’uso degli apparecchi elettronici durante la guida continua ad essere una pratica frequente. Un comportamento non solo illegale, ma che mette in serio pericolo l’incolumità propria e di tutti gli altri utenti della strada. Appare quindi importante e opportuno rammentare che l’uso del telefonino, ad esempio per scattare un selfie mentre si è al voltante, per la lettura di un messaggio o per dare una rapida occhiata su un social, allunga in maniera notevole i tempi di reazione. Si calcola infatti che guardare lo smartphone per 4 secondi mentre si viaggia a una velocità di 100 chilometri orari equivale a percorrere circa 150 metri “al buio”, a 50 chilometri orari la lunghezza corrispondente è invece di 70 metri.

In base alle ultime statistiche, nel 2022 sulle strade ticinesi si sono contati 3’931 incidenti della circolazione stradale (3’656 nel 2021). Spesso all’origine di questi eventi vi è anche un utilizzo scorretto del telefonino. Dati alla mano, la percentuale di incidenti che vedeva quale concausa (causa principale o secondaria) la distrazione al volante è stata infatti del 21.1%. A livello di infrazioni infine, nel 2022 oltre 3’500 contravvenzioni erano dovute all’uso del telefono cellulare alla guida.

Da qui l’importanza di costantemente responsabilizzare le categorie di utenti della strada nell’intento di prevenire e di ridurre il numero di incidenti. A partire da luglio verranno dunque effettuate dalla Polizia cantonale delle azioni di sensibilizzazione sui comportamenti da assumere quando si circola, ma anche dei controlli mirati nei confronti dei conducenti sorpresi al volante mentre usano il telefonino.

‘Giustizia e diritti’, si ripartirà con la riforma della legge polizia

‘Giustizia e diritti’, si ripartirà con la riforma della legge polizia

Il 4 settembre in agenda l’audizione di Norman Gobbi

Arrivederci a settembre. A lunedì 4, quando la ‘Giustizia e diritti’, informa una nota della stessa commissione parlamentare, tornerà a riunirsi. E si ripartirà con, fra l’altro, l’audizione del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi sul progetto di riforma della Legge sulla polizia elaborato dal Consiglio di Stato e oggetto del corposo messaggio che il governo ha varato in marzo. «È un importante e delicato dossier: prima però di designare al nostro interno i relatori ed entrare così nel merito della revisione totale della legge riteniamo opportuno sentire il consigliere di Stato: sarà anche l’occasione per porgli eventuali domande», afferma la socialista Daria Lepori, che con la nuova legislatura ha assunto la presidenza della ‘Giustizia e diritti’, da noi contattata al termine della seduta commissionale di ieri, l’ultima prima della pausa estiva. Uscito dal Dipartimento istituzioni e posto in consultazione nel luglio 2022 presso autorità giudiziarie, uffici amministrativi e associazioni, il disegno di legge, si spiega nel messaggio governativo, prevede, fra le “principali” novità, “una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia”. Non solo. Un’altra novità consiste nell’“istituzione della gestione cantonale delle minacce, il cui obiettivo è di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente”: un modus operandi, ricorda l’Esecutivo, che “è già in vigore in molti Cantoni”. E la sua “importanza” e la sua “necessità” sono state sottolineate “anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica”. Dice Norman Gobbi alla ‘Regione’: «Dopo più di trent’anni, la legge cantonale sulla polizia ha bisogno di essere rivista completamente per adeguarla alle nuove esigenze anche operative; non si può più andare avanti con piccole, parziali revisioni. Inoltre, come ho già sostenuto, questo progetto di revisione totale viene proposto dal Consiglio di Stato a prescindere da quella che sarà la futura organizzazione di polizia in Ticino».
Nella riunione del 4 settembre della ‘Giustizia e diritti’ non si parlerà solo della riforma della normativa sulla polizia. In agenda, indica Lepori, «c’è anche l’iniziativa parlamentare per la modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria, affinché il Consiglio della magistratura trasmetta il proprio rapporto annuale sul funzionamento dell’apparato giudiziario cantonale al Gran Consiglio e non, come ora, al Consiglio di Stato». Si tratta di uno dei correttivi suggeriti dalla commissione parlamentare, attraverso il rapporto allestito nel gennaio di quest’anno dall’allora deputato del Centro Luca Pagani, per migliorare la procedura di elezione dei magistrati – segnatamente di coloro che alla scadenza del periodo di nomina decennale si (ri)candidano alla medesima funzione – dopo le lacune, i pasticci e le polemiche che hanno caratterizzato nel 2020 il rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico.

‘Fissate delle scadenze per accelerare i lavori’
Questi e altri i temi che attendono la ‘Giustizia e diritti’ dopo la pausa estiva. «Un dossier che mi sta molto a cuore è quello delle autorità di protezione e quindi il completamento della riforma dopo il sì popolare all’adozione del modello giudiziario», evidenzia Lepori. Aggiunge la vicecapogruppo del Ps: «Uno dei miei primi obiettivi quando sono diventata presidente della ‘Giustizia e diritti’ è stato quello di fissare, discutendone in commissione, delle scadenze temporali per la firma dei rapporti, così da accelerare l’evasione di atti parlamentari e messaggi governativi pendenti sia nel plenum commissionale sia nelle sottocommissioni”. Quattro al momento le sottocommissioni della ‘Giustizia e diritti’. Sono coordinate da altrettante donne: Cristina Maderni del Plr (sottocommissione Ministero pubblico), Sara Demir del Centro (naturalizzazioni), Sabrina Gendotti del Centro (autorità di protezione) e Daria Lepori (violenza domestica).

In sicurezza sui passi alpini

In sicurezza sui passi alpini

Equipaggiarsi in modo sicuro non vuol dire rinunciare al proprio stile. La qualità degli indumenti specifici e dell’equipaggiamento per motociclisti e motocicliste viene costantemente perfezionata sia dal punto di vista della sicurezza sia per quanto riguarda la comodità e lo stile. Infatti, se fino ad alcuni anni fa trovare una giacca munita di airbag o pantaloni con protezioni amovibili o intercambiabili era riservato solo a motociclisti/e con moto supersportive, oggi la possibilità di avere un equipaggiamento dotato di tutte le ultime novità è accessibile a tutte le tipologie di moto, siano esse EnduroTouringCustomScooter.
La scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva, omologato, ad alta visibilità e la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, aumentano la sicurezza personale. Questo potrebbe fare la differenza in caso di un incidente. Proteggiti dunque con l’equipaggiamento adeguato, dalla testa ai piedi, anche per brevi spostamenti e pure nelle giornate più calde.

L’equipaggiamento minimo consigliato prevede:

  • Casco integrale;
  • Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbag integrato;
  • Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
  • Guanti da moto;
  • Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

“La sicurezza ti dona”…e ti può salvare la vita in moto e scooter!

https://www4.ti.ch/index.php?id=121121

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https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16334785

Da www.rsi.ch

Operazione di controllo in Valle Leventina

Operazione di controllo in Valle Leventina

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che il 28 e 29.05.2023, presso il Centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) di Giornico, è stata effettuata un’operazione di controllo da parte di agenti del V Reparto Gendarmeria stradale con il supporto dello Stato Maggiore della Polizia cantonale e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
Questo con l’obiettivo di incrementare la sicurezza stradale sull’asse del San Gottardo attraverso il nuovo e moderno centro, che facilita in maniera importante le verifiche. In questa occasione l’attenzione è stata posta sui bus per accertare in particolare la loro idoneità alla circolazione. In quest’ambito si evidenzia che su strada questo tipo di controlli sono resi difficoltosi dalla struttura di questa tipologia di veicoli e dalla non facile gestione della sicurezza delle persone a bordo.
Lo scopo dell’operazione consisteva nella constatazione di eventuali infrazioni relative alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e alla Legge federale sugli stupefacenti. Pure in programma la verifica dei documenti di viaggio dei passeggeri e la loro autenticità.
In totale sono stati controllati 13 bus e 387 persone. Sono state riscontrate le seguenti infrazioni: 4 relative all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), 2 all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e una alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr).

 

 

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Il Passo della Novena in moto, in compagnia della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Dopo tre anni di assenza, principalmente dovuta alle limitazioni causate dalla pandemia, il Dipartimento delle istituzioni, nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, e la Polizia cantonale ripropongono la giornata di prevenzione dedicata alla sicurezza dei motociclisti sui Passi alpini. 
L’appuntamento è per sabato 17 giugno 2023: agenti esperti accompagneranno in moto gli amanti delle due ruote sul Passo della Novena. Il ritrovo è previsto alle 09:00 (alle 13:15 per il pomeriggio) a Cioss Prato. Dopo una breve introduzione teorica incentrata sui consigli per affrontare un determinato percorso e sugli ultimi aggiornamenti introdotti nel settore, la giornata di prevenzione prevede la percorrenza assieme del Passo della Novena fino al culmine e poi, per chi lo vorrà, il rientro al punto di partenza. I partecipanti saranno accompagnati da motociclisti esperti della polizia che durante il percorso forniranno consigli tecnici e pratici da applicare in questi particolari contesti di guida. Con questa azione s’intende sensibilizzare i motociclisti sul comportamento da tenere alla guida del proprio motoveicolo, con un’attenzione particolare sul corretto equipaggiamento personale. Infatti, la scelta di un equipaggiamento con un’alta capacità protettiva – omologato e ad alta visibilità –, la giusta attenzione nel mantenerlo in piena efficienza, associato a uno stile di guida prudente, rappresentano la base per ogni amante delle due ruote, in un’ottica di sicurezza stradale e personale.
La prudenza non è mai troppa. Anche nell’equipaggiamento, con la scelta giusta il grado di protezione e di sicurezza aumenta. 

L’equipaggiamento raccomandato prevede:
– Casco integrale;
– Giacca o tuta con protezioni spalle, gomiti e schiena, meglio se con airbagintegrato;
– Pantaloni da moto con protezione per le ginocchia, le anche e le tibie;
– Guanti da moto;
– Scarpe con protezioni rigide integrate che garantiscano anche la copertura della caviglia.

Proprio in quest’ottica s’inserisce l’appuntamento del prossimo 17 giugno in Valle Bedretto, che prevede anche la presenza di un apposito stand informativo, sul piazzale antistante il Ristorante Cioss Prato, con informazioni utili sul progetto “Strade sicure” curato dal Dipartimento delle istituzioni.

È possibile iscriversi alla giornata fino a lunedì 12 giugno 2023 consultando il sito di “Strade sicure” (www.ti.ch/strade-sicure).
Per chi lo desidera è possibile pranzare presso la struttura del Ristorante Cioss Prato, seguendo le indicazioni fornite online unitamente all’iscrizione. Per la giornata come pure per il pranzo i posti sono limitati.
La giornata si svolgerà unicamente in caso di bel tempo. Informazioni su un eventuale annullamento sempre tramite consultazione del sito di “Strade sicure”.

Una tragedia evitabile?

Una tragedia evitabile?

Il dramma di Aurigeno è stato preceduto dalle minacce che l’omicida aveva rivolto alla vittima – Parla il responsabile del Gruppo Prevenzione e negoziazione che si è occupato del caso

Quanto accaduto ad Aurigeno poteva essere evitato? È l’interrogativo che ricorre da giovedì scorso, dal giorno dell’uccisione del custode della scuola più volte minacciato dall’uomo che gli ha sparato. Di queste minacce si era occupato anche il Gruppo Prevenzione e negoziazione (GPN) della Polizia cantonale, cui possono rivolgersi le potenziali vittime che si sentono in qualche modo a rischio.

Sono stati loro i primi a far risuonare un campanello d’allarme, poi sfociato nel ricovero coatto nel 2022 alla clinica psichiatrica di Mendrisio. Purtroppo non è bastato. Il responsabile del GPN, il capitano Andrea Cucchiaro, che è tenuto al segreto istruttorio, ha risposto ad alcune domande della RSI. “Ci siamo occupati della persona, con dei contatti sia con lui sia con chi gli stava attorno, per diversi mesi, a seguito di una segnalazione. Quando la situazione era un po’ rientrata lo abbiamo consegnato al servizio psicosociale”.
Sembrava aver dato segni di miglioramento, dice Cucchiaro: “Pareva di sì, secondo quelle che sono le analisi fatti con i nostri strumenti, ma anche da quello che risultava dalla stessa persona”.
Parlando più in generale, di fronte ad esempio a delle minacce nella vita reale ma anche in quella virtuale dei social, il GPN “si attiva, operando con un gruppo multidisciplinare su segnalazione. Introduciamo in strumenti di analisi accreditati il testo della minaccia, il racconto della potenziale vittima e via dicendo. Da questo emerge un grado di rischio e quello che può essere la gestione del caso”.
Non è necessaria una denuncia per attivare il monitoraggio. “Uno degli scopi del GPN è proprio di porsi a metà strada tra il non fare niente o denunciare qualcuno”. La risposta da parte della persona problematica che viene contattata da agenti di polizia appare collaborativa: “C’è un tasso di adesione volontaria alle nostre richieste di colloquio che supera il 95%. La nostra finalità è di porci come interlocutore verso tutti: la magistratura, il servizio psicosociale, le ARP. Segnalare contribuisce ad erodere quel non emerso di chi non se la sente di fare il passo forte di una querela”.
Purtroppo lo scopo preventivo, stavolta, non è riuscito ad evitare il dramma. Anche all’interno del GPN la reazione di fronte all’omicidio di Aurigeno è stata dolorosa. I colleghi, dice Cucchiaro, “sono rimasti molto dispiaciuti e toccati”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Una-tragedia-evitabile-16247728.html

Una nuova veste per il sito internet della Polizia cantonale

Una nuova veste per il sito internet della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Da oggi, 3 maggio 2023, il sito internet della Polizia cantonale si presenta totalmente rinnovato. La nuova veste grafica e la struttura ripensata in funzione delle necessità dell’utenza sono il risultato di un progetto portato avanti in collaborazione con la Segreteria generale del Dipartimento delle istituzioni e s’inseriscono nella linea indicata dall’Amministrazione cantonale.
È online il nuovo sito www.polizia.ti.ch, rinnovato dal punto di vista grafico e dei contenuti, con un’attenzione particolare alle necessità dell’utenza. Tra gli obiettivi della ristrutturazione vi è infatti il miglioramento dell’accesso alle informazioni e ai contatti. Questo intento si traduce anche sul piano grafico, con un aspetto generale più strutturato, coerente e intuitivo. 
Il nuovo sito internet della Polizia cantonale presenta alcune novità anche a livello strutturale. In particolare sono state create: una sezione professione, in cui si trovano tutte le informazioni legate al mestiere di agente di polizia, al percorso formativo e alla Scuola; e una sezione che unisce tutti i servizi online offerti all’utenza, in precedenza ripartiti in due settori. Sempre in una logica che punta all’accessibilità delle informazioni, anche l’indicazione dei contatti è stata ottimizzata.
Sul piano dei contenuti le pagine sono state interamente aggiornate. Il nuovo sito presenta ancora una descrizione di tutti i settori di attività, con una parte dedicata alla descrizione e alla prevenzione di fenomeni criminali, ma anche collegamenti diretti alle diverse pagine dei progetti di prevenzione del Dipartimento delle istituzioni (Strade sicure, Acque sicure, Montagne sicure, Cyber sicuro) e a pagine interne dedicate a temi specifici (ad esempio la violenza domestica).