Trasporti ‘45: la Regio Insubrica scrive al Consigliere federale Albert Rösti

Trasporti ‘45: la Regio Insubrica scrive al Consigliere federale Albert Rösti

Comunicato stampa (13.01.2026)

La Comunità di lavoro Regio Insubrica prende posizione sul rapporto di perizia del Politecnico federale di Zurigo inerente al futuro sviluppo delle infrastrutture di trasporto scrivendo al Consigliere federale Albert Rösti, Capo del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni.

I membri dell’Ufficio Presidenziale della Regio Insubrica hanno preso atto con preoccupazione dei contenuti del rapporto di perizia “Trasporti ’45”, redatto dal Politecnico di Zurigo su mandato del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), volto a definire le priorità di investimento e ampliamento delle infrastrutture di trasporto fino al 2045, constatando che la perizia non prevede interventi di rilievo sull’infrastruttura ferroviaria in Ticino. Una simile esclusione causerebbe importanti conseguenze negative per la stabilità dell’intero sistema, sia per la qualità dell’offerta del traffico passeggeri a lunga distanza e regionale transfrontaliero, sia di quello merci.

A riguardo si ricorda l’importanza della Dichiarazione d’Intenti (MoU) sottoscritta nel 2023 da Svizzera e Italia, mirata all’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria entro il 2035, con obiettivi ed interventi sia per il traffico merci, sia per il traffico passeggeri a lunga distanza, nonché per il traffico regionale transfrontaliero Ticino-Lombardia. L’impegno a favore dell’infrastruttura ferroviaria e del trasporto merci su rotaia, in particolare attraverso lavori di potenziamento delle tratte di accesso meridionali ad AlpTransit, è stato nuovamente ribadito durante il recente incontro avvenuto a novembre scorso tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti della Repubblica Italiana Matteo Salvini e il Consigliere federale Albert Rösti.

Considerato che entro la fine di gennaio il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni presenterà al Consiglio federale i progetti da includere nelle fasi di ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria, la Comunità di lavoro esprime l’auspicio di un approccio e di una pianificazione globale e integrata, che tenga conto della continuità geografica, sistemica e funzionale tra l’Italia e la Svizzera, per dare attuazione agli impegni assunti da entrambe le parti con la Dichiarazione di Intenti del 2023 e garantire un significativo miglioramento della stabilità dell’esercizio ferroviario e dei principali collegamenti transfrontalieri, recependo le puntuali richieste di interventi infrastrutturali integrativi sulla rete ferroviaria presentate dal Cantone Ticino.

Regio Insubrica, il tavolo della pace tra il Ticino e le province di frontiera

Regio Insubrica, il tavolo della pace tra il Ticino e le province di frontiera

A Bellinzona ieri è andata in scena l’assemblea generale della comunità di lavoro – Definitivamente tramontati i tempi in cui il confronto aveva caratteri di asprezza – Norman Gobbi: «Siamo un ponte tra i nostri due Paesi» – Nel 2025 un summit dei deputati nazionali eletti sul territorio

Dai muri da costruire a Chiasso al «confine che unisce», il salto è di quelli che provocano le vertigini. Eppure, è accaduto. Gli anni in cui Ticino e province italiane di frontiera si guardavano in cagnesco, e i rapporti transfrontalieri erano tesi come corde di violino, sono finiti. Le cose sono cambiate. Nei toni, sicuramente. E anche nei modi. Dalle parti della «ramina» è esplosa la pace. E il fragore lascia storditi.
Chi ha vissuto da vicino le altalenanti vicende che hanno caratterizzato le relazioni tra il Cantone e i territori limitrofi deve prendere atto di una vera e propria metamorfosi. Che ieri mattina, nell’atmosfera un po’ ovattata e retrò del Teatro Sociale di Bellinzona, ha vissuto il suo zenith. L’assemblea generale della Regio Insubrica, convocata per alcuni adempimenti formali – dalle modifiche statutarie all’approvazione di consuntivo e preventivo – è stata infatti l’occasione per uno scambio non rituale di considerazioni sullo stato attuale dei rapporti tra Paesi e, soprattutto, sulle opportunità offerte da una rinnovata volontà di collaborazione.
Il più esplicito e diretto, in questo senso, è stato Giacomo Zamperini, esponente lecchese di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione regionale per i Rapporti tra la Lombardia e la Confederazione Svizzera. «A che cosa serve la Regio Insubrica se non a questo?», si è chiesto Zamperini. «A consolidare la mutua capacità di dialogo. Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontani», ha chiosato. Insistendo sul «rilancio della missione della Regio», nata per fare in modo che due realtà istituzionalmente differenti potessero muoversi in una sola direzione.

Diplomazia e politica
Da Comunità di lavoro, la Regio Insubrica è ormai diventata una «Comunità di valori che condivide princìpi, cultura, relazioni ». La definizione è di Francesco Quattrini, segretario generale della stessa Regio, colui che probabilmente ha forgiato più di altri la nuova identità del consesso transfrontaliero. Quattrini è un diplomatico, e nel suo stile dialogante tesse da anni la trama di un diverso approccio al confronto con l’Italia, anche sfruttando il ruolo di delegato cantonale per le relazioni esterne (comprese, ovviamente, quelle con Roma e con Milano). La lunga relazione introduttiva di Quattrini è servita a elencare i numerosi tavoli tecnici in cui è impegnata la Regio, ma anche – e soprattutto – a sottolineare il ruolo politico della comunità di lavoro, che oggi «fa da ponte tra i due Stati», tra Svizzera e Italia, «come dimostrano le felici conclusioni di alcuni dossier: l’accordo sulla fiscalità dei frontalieri, la rinnovata intesa sullo stoccaggio del gas ticinese in Italia, il patto sul telelavoro».
Un’immagine, quella del ponte, ripresa pure da Norman Gobbi, consigliere di Stato e presidente della Regio per i prossimi 12 mesi. Dopo aver ricordato il «comune patrimonio linguistico e culturale dell’Insubria», Gobbi ha evidenziato come ogni «collaborazione debba fondarsi sulla progettualità» e ha annunciato per il 2025, anno in cui si festeggerà il trentennale della comunità di lavoro, la volontà di mettere attorno a un tavolo «tutti i parlamentari nazionali eletti in Ticino e nelle province italiane di frontiera. Un modo per individuare i problemi transfrontalieri e costruire proposte di soluzione praticabili». Un altro salto di qualità nelle modalità di azione della politica, da una parte e dall’altra della frontiera. Una modalità, peraltro, comune in Svizzera – dove le deputazioni cantonali sono abituate al confronto – ma alquanto rara in Italia, Paese nel quale le divisioni politiche sono un ostacolo talvolta insormontabile.

Dallo scontro al dialogo
Sono davvero lontanissimi i tempi in cui proprio Gobbi, dopo aver deciso l’obbligatorietà del certificato penale per ottenere il permesso G, si confrontava in modo aspro e brusco nell’assemblea generale della Regio Insubrica con la presidente della Provincia di Como e sindaca di Olgiate Comasco, Maria Rita Livio. Mostrando anche plasticamente una distanza tra enti che oggi appare del tutto azzerata.
A favorire il cambiamento ha concorso sicuramente l’ingresso nella comunità di lavoro prima della Regione Lombardia e poi della Regione Piemonte. Istituzioni che, con il proprio peso specifico, hanno spostato molto più in alto l’asse della discussione. Il rapporto diretto con Milano e Torino ha dato forza anche a Bellinzona, che si è trovata a recitare un ruolo attivo di intermediario tra le istanze locali e quelle nazionali. Una responsabilità che, è ovvio, difficilmente poteva conciliarsi con continue rivendicazioni dal sapore propagandistico.

Un’istituzione adulta
Se sul piano tecnico-operativo i problemi restano, così come le difficoltà a portare a termine progetti e idee in tempi brevi, sul piano politico la Regio Insubrica dimostra, a trent’anni quasi dalla sua costituzione, di essere diventata un’istituzione adulta. Molto più consapevole delle proprie possibilità. In grado di essere centrale, soprattutto lungo la linea del dialogo tra gli Stati. Non sono un caso, in questo senso, le parole pronunciate dai rappresentanti diplomatici italiani presenti ieri a Bellinzona: il console generale di Lugano, Gabriele Meucci e l’ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado. «Prendiamo atto che celebriamo una comunità di lavoro matura», ha detto Meucci. Il quale ha efficacemente collegato questa maturità alla «fortissima volontà di decidere in autonomia dispiegata su tracciati che esistono da secoli». È come se i territori dell’Insubria, ha spiegato il console, si fossero riappropriati della «memoria dei rapporti che ne hanno caratterizzato la storia», facendoli diventare patrimonio comune politico-istituzionale. «Da qui, dal Ticino, dal confine più bello d’Europa iniziano i rapporti tra Italia e Svizzera », ha ripetuto poi l’ambasciatore Cornado, annunciando per il 28 novembre il forum del dialogo Italia-Svizzera con il Ticino protagonista.

Articolo all’interno dell’edizione di venerdì 27 settembre 2024 del Corriere del Ticino

 

Assemblea generale della Regio Insubrica 2023

Assemblea generale della Regio Insubrica 2023

Comunicato stampa (Comunità di lavoro Regio Insubrica)

L’Assessore di Regione Piemonte Matteo Marnati alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Si è svolta oggi presso il Palacongressi di Stresa l’Assemblea Generale della Regio Insubrica, durante la quale è stato sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Lombardia alla Regione Piemonte.
Dopo i saluti iniziali del Viceprefetto Vicario della Provincia del Verbano Cusio Ossola Giorgio Orrù, del Presidente della Provincia Alessandro Lana e del Sindaco di Stresa Marcella Severino, il Presidente uscente Massimo Sertori – Assessore di Regione Lombardia – ha introdotto i lavori dell’Assemblea.
“Oggi si conclude un anno di Presidenza della Regio Insubrica – dichiaraMassimo Sertori, – iniziato lo scorso settembre a Varese. Un anno caratterizzato da molteplici attività e iniziative volte a rafforzare e a migliorare la cooperazione territoriale nei nostri territori in diversi ambiti, anche difficili, come quello della mobilità, dell’ambiente, con una attenzione alla qualità delle acque e alla gestione idrica, tema particolarmente delicato e su cui ci siamo confrontati in maniera costante a fronte dell’emergenza idrica che ha colpito i nostri territori”.
“Oltre a ciò – continua Sertori – ci si è occupati del tema della navigazione dei laghi e del cabotaggio, ma anche di attività importanti nell’ambito del turismo e della cultura. Questo anno di presidenza ha visto inoltre anche la ratifica del nuovo Accordo sull’imposizione dei frontalieri, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2024”.
“Infine – sottolinea il Presidente uscente Sertori – come Comunità di Lavoro transfrontaliera, non possiamo non considerare la Programmazione Interreg 2021-2027 che si aprirà in queste settimane come elemento chiave e centrale per la concretizzazione di progetti strategici e di qualità”. 
“Sono certo – chiosa Sertori – che la collaborazione tra le nostre istituzioni attraverso i tavoli della Regio Insubrica, sia un elemento necessario per proseguire in modo positivo e propositivo anche nei prossimi mesi, dando un contributo importante alla cooperazione transfrontaliera e rispondendo alle principali sfide che caratterizzano i territori di confine. Auguro pertanto buon lavoro al collega assessore della Regione Piemonte, Matteo Marnati, che ricoprirà per l’anno 2023-2024 il ruolo di presidente della Regio Insubrica”, conclude Sertori.
Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, ha evidenziato la centralità della Regio Insubrica quale attore e punto di riferimento per il dialogo e la collaborazione transfrontaliera tra Svizzera e Italia, rilevando come la località di Stresa sul Lago Maggiore, sede dell’odierna Assemblea, faccia risaltare la centralità dei laghi come elemento di sintesi e di convergenza di interessi delle nostre popolazioni, sia che si tratti della promozione turistica, della gestione comune del livello dei laghi, di navigazione, ma anche in termini di sicurezza pensando alla recente crisi idrica e alla crescente collaborazione transfrontaliera nell’ambito della gestione delle catastrofi naturali.
«Innanzitutto, ho scelto che l’assemblea generale della Regio Insubrica si svolgesse a Stresa – ha esordito l’assessore all’Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati, che oggi ha assunto la presidenza della Comunità di Lavoro – perché negli ultimi anni abbiamo condiviso con il sindaco della città lacustre una tragedia che per noi è ancora una ferita aperta: quella della funivia del Mottarone. A questo proposito Regione Piemonte finanzierà la progettazione dell’impianto e a breve ci verrà sottoposta una proposta progettuale». Entrando poi nel merito di quanto è emerso nel corso dei lavori il neopresidente Marnati si è soffermato su alcuni aspetti fondamentali: dalla sicurezza del Lago Maggiore «un tema, quello della sicurezza, che per noi è prioritario a tutto campo: sia sulle acque del Lago, infatti abbiamo ottenuto insieme ai Comuni, il presidio permanente, quindi per 365 giorni all’anno, della Guardia Costiera, che sulle strade. Il nostro ruolo è quello di stimolare il Governo e gli amministratori», a quello della regolazione dei livelli del lago «ho interessato il ministro Pichetto che a breve convocherà un tavolo», passando per un tema molto importante, quello del turismo «quest’anno si è registrata un’ottima performance sia in termini di arrivi che di presenze con un aumento, di entrambe le voci, a due cifre, più del 20%. Il lago Maggiore è una risorsa straordinaria. Bisogna potenziare la mobilità sull’acqua e a breve metteremo a disposizione fondi per il revamping dei mezzi per renderli ecosostenibili. L’anno prossimo avremo poi il riconoscimento europeo di Città Europea del Vino del Consorzio Alto Piemonte che coinvolgerà le due province piemontesi della Regio, Novara e VCO, e, proprio in nome della continuità territoriale, vorremmo coinvolgere anche il Canton Ticino». «Per noi – ha concluso il neopresidente Marnati – è importante, anzi, fondamentale il rapporto tra enti e territorio per promuovere e favorire la coscienza dell’appartenenza al territorio stesso. Dobbiamo unire le forze e lavorare tutti insieme puntando sulla sicurezza, sull’ambiente declinato anche sull’aspetto sociale ed economico, e sul turismo d’accoglienza e di qualità»
Il Segretario Francesco Quattrini ha presentato il Rapporto sulle attività svolte dalla Regio Insubrica nel 2022, evidenziando le numerose iniziative politiche della Regio nei vari ambiti di interesse del territorio, quali la gestione del mercato del lavoro, del livello delle acque del lago Maggiore, della navigazione e del cabotaggio per i mezzi di trasporto pubblico transfrontalieri.
Un’importante finestra è stata dedicata agli “Stati Generali della Cultura e del Turismo della Regione Insubrica”, nell’ambito dei quali nel 2022 sono stati realizzati cinque atelier tematici nei rispettivi territori della Regio e l’Assemblea plenaria conclusiva a Novara il 17 novembre. Stefano Scagnolari, professore dell’Università della Svizzera italiana e membro del Tavolo Scientifico che ha curato il progetto, ha presentato sintesi e riflessioni sui risultati raggiunti; ha meritato inoltre una particolare attenzione l’apertura prossima della programmazione Interreg, su cui l’Autorità di Gestione del Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Monica Muci ha aggiornato i presenti.
In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato il conto consuntivo 2022 e il preventivo 2023.

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

L’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori alla guida della Comunità di lavoro

L’Assessore a enti locali, montagna e piccoli comuni di Regione Lombardia, Massimo Sertori, ha assunto oggi la Presidenza della Comunità di lavoro Regio Insubrica, durante l’Assemblea generale tenutasi a Varese, nella cornice di Villa Recalcati.
Per l’occasione, è stato ricordato che durante l’anno di presidenza lombarda prenderanno avvio le misure del nuovo programma Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, di cui il territorio della Regio Insubrica rappresenta il fulcro. Viene inoltre rilanciato l’appuntamento dei primi Stati generali della Cultura e del Turismo della regione insubrica, la cui Assemblea plenaria si terrà il 17 novembre, un’occasione importante per promuovere la ripresa in un settore chiave per l’economia della regione.
Dopo i saluti iniziali del Prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, del Sindaco Davide Galimberti e del Vicepresidente della Provincia Alberto Barcaro, il Presidente uscente Norman Gobbi – Consigliere di Stato del Cantone Ticino – ha introdotto i lavori dell’assemblea.
Il rappresentante del Governo ticinese ha ricordato la centralità del ruolo della Regio Insubrica quale espressione delle esigenze di un territorio altrettanto centrale nell’ambito delle relazioni tra Italia e Svizzera. Ruolo che si è rivelato essenziale durante la fase pandemica e che non mancherà di esserlo ora, in questo momento critico caratterizzato da una crisi energetica di portata internazionale e da un’impennata inflazionistica che toccano direttamente anche la fascia di frontiera. Il Consigliere Gobbi ha inoltre ricordato il successo dell’operazione Odescalchi e il ruolo attivo del Cantone e delle Regioni, per il tramite delle Prefetture, nella gestione delle catastrofi a livello transfrontaliero. Ha terminato il suo intervento auspicando una pronta ratifica dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri una volta entrato in carica il nuovo Parlamento in Italia.
Massimo Sertori, Assessore di Regione Lombardia, ha poi assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro Regio Insubrica per l’anno entrante.
“L’impegno – ha affermato l’assessore Sertori nel suo discorso di insediamento – è quello di rafforzare la nostra cooperazione, in un’ottica sempre più vicina e funzionale alle esigenze dei nostri territori con un occhio alle principali sfide in ambito locale ed europeo: lavorare ad una mobilità più efficiente, integrata e sostenibile, promuovere azioni per la salvaguardia ambientale e azioni di rilancio del comparto turistico e culturale come elementi propulsori dell’economia del territorio insubrico dopo due anni di pandemia”.
“Le attività realizzate nell’ultimo anno – ha continuato Sertori – testimoniano lo slancio che la Regio Insubrica mantiene nel promuovere e facilitare la cooperazione tra i tre territori a tutti i livelli, nonché la propensione a farsi portavoce presso le autorità nazionali di istanze e temi fondamentali anche in ottica di relazioni bilaterali tra i due Paesi e in chiave europea, già a partire dal prossimo dialogo sulla cooperazione bilaterale tra Italia e Svizzera in programma entro la fine dell’anno”.
“La Lombardia – ha sottolineato Sertori – assume la presidenza in un momento cruciale, quello dell’avvio del nuovo Programma di cooperazione Interreg Italia Svizzera 21-27, di cui il territorio della Regio Insubrica rappresenta l’area funzionale di maggiore impatto in tutto il perimetro del Programma: nostro compito sarà quello di facilitare l’emersione di progettualità di valore e la più ampia partecipazione di imprese e soggetti del sistema della conoscenza affinché i nostri territori possano esprimere a pieno il loro potenziale. Per i prossimi mesi sarebbe interessante avviare un confronto all’interno della Regio Insubrica sul percorso di avvicinamento alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 considerato il forte impatto economico e sociale che l’evento avrà per l’intero territorio e un confronto sul tema delle comunità energetiche, tema di particolare interesse e attualità”.
“Un momento di lavoro quello di oggi – ha concluso l’assessore Sertori – che ha permesso di consolidare la sinergia tra Lombardia, Ticino e Piemonte, con l’obiettivo sfidante di portare avanti strategie e obiettivi comuni per migliorare la qualità di vita delle nostre comunità”.
Un intervento ad ampio raggio quello dell’Assessore all’ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati, che ha puntato l’attenzione su tutte le problematiche con le quali, in questo anno, ci si è dovuti confrontare. “Oggi stiamo vivendo un altro momento difficile – ha sottolineato – quello dell’approvvigionamento energetico conseguente al conflitto tra Ucraina e Russia; tuttavia, pur nel panorama ancora molto difficile, per il nostro territorio e per le nostre imprese, stiamo vivendo un momento di grande fermento: ci avviciniamo infatti a scaricare a terra i primi progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con i decreti per le comunità energetiche che contribuiranno a rendere il nostro territorio più autonomo sotto il profilo energetico”.
E sulla sostenibilità, l’assessore ha sottolineato come “sia fondamentale investire, in sinergia con il mondo accademico e della ricerca, tenendo in debito conto tutti gli aspetti collegati alla sostenibilità, da quello sociale a quello ambientale, passando per quello economico e turistico”.
E su quest’ultimo aspetto “Il 5 ottobre si terrà a Novara il primo appuntamento degli Stati generali della Cultura e del Turismo, l’inizio di un percorso il cui obiettivo è quello di sviluppare la regione transfrontaliera e la regione dei laghi da un punto di vista turistico e ambientale, promuovendo un turismo sostenibile”. E sull’importanza della Regio Insubrica “in questo momento l’alleanza e la collaborazione già esistenti sono fondamentali. Dobbiamo lavorare in stretta sinergia. Il nostro compito sarà quello di portare sul tavolo del nuovo Governo anche le tematiche territoriali”.
Il Rapporto sulle attività svolte dalla Regio Insubrica nel 2022 è stato infine presentato dal Segretario Francesco Quattrini e approvato all’unanimità dall’assemblea. In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2022 e consuntivo 2021.

Riunione dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Regio Insubrica

Riunione dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Regio Insubrica

Comunicato stampa

Si sono riuniti questa mattina a Mezzana (Cantone Ticino) i membri dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di lavoro Regio Insubrica.
Sotto la Presidenza del Consigliere di Stato del Cantone Ticino Norman Gobbi, con la partecipazione dell’Assessore Massimo Sertori di Regione Lombardia e dell’Assessore Matteo Marnati di Regione Piemonte, nonché dei rappresentanti delle Province di Como, Lecco, Novara, Varese e Verbano Cusio Ossola e della Città di Lugano, sono stati passati in rassegna diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento.
Nello specifico le parti si sono dapprima reciprocamente aggiornate circa l’attuale situazione sanitaria e le misure in essere per la gestione del Covid-19, in particolare nella regione insubrica.
Si è provveduto ad un aggiornamento su alcuni temi relativi al 13° “Dialogo sulla cooperazione transfrontaliera”, sul programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg 2021-2027, sullo stato di avanzamento della progettualità del P.N.R.R. in Lombardia e Piemonte, sulla navigazione dei laghi, sull’esercitazione Odescalchi in materia di prevenzione e gestione delle catastrofi naturali, prevista per il prossimo mese di giugno, e sugli oneri fiscali e previdenziali legati al lavoro a domicilio dei frontalieri.
Sono state passate in rassegna le attività dei gruppi di lavoro quali Turismo e Cultura, Giornate Insubriche del Verde Pulito e Mobilità. In particolare il progetto degli Stati Generali del Turismo e della Cultura della regione insubrica che vedrà la sua realizzazione nei mesi di ottobre e novembre 2022 e la Giornata Premio dedicata alle scuole elementari/primarie, che si terrà il prossimo 20 maggio a Lugano.
I membri dell’Ufficio Presidenziale hanno inoltre valutato le domande di patrocinio e contributo dei progetti portati all’attenzione della Regio Insubrica.
Nell’ambito della ricorrente rotazione della presidenza della Comunità di lavoro è stata confermata la disponibilità della Lombardia, nella persona dell’Assessore Massimo Sertori, ad accettare la Presidenza della Regio per l’anno 2022-2023.

 

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Tra Roma e Berna ci sono solo le tasse

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 de La Regione

Ticino e Lombardia promuovono un dialogo tra Svizzera e Italia per quanto riguarda la conclusione dell’annoso dossier fiscale sui frontalieri
Più che l’ottimismo della ragione, è l’ottimismo della volontà a mantenere viva la speranza che entro fine anno si arrivi, finalmente, a sottoscrivere l’accordo italo-svizzero sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Dossier che sta particolarmente a cuore al Cantone Ticino, da una parte e alla Lombardia, dall’altra. All’accordo parafato nel dicembre del 2015, nel senso che il negoziato è tecnicamente terminato, manca in calce ancora la firma politica dei rispettivi governi. Passo fondamentale per arrivare a una ratifica da parte dei Parlamenti dei due Paesi e l’entrata in vigore dello stesso. Ancora ieri, a margine della riunione dell’Ufficio presidenziale e del comitato direttivo della Regio Insubrica a Mezzana, tra autorità ticinesi e lombarde si percepiva una nota di fondo positiva, nonostante il parziale blocco (3,8 milioni su 84,3 milioni di franchi a causa dei debiti di Campione d’Italia nei confronti del Ticino, ndr) dei ristorni fiscali dei frontalieri. «Tra Bellinzona e Milano c’è sintonia politica e personale per arrivare a una soluzione in tempi rapidi e nell’interesse delle due parti in causa», ha affermato Norman Gobbi, consigliere di Stato e presidente della Regio Insubrica. «È su quest’asse di confine che si intende fare pressione a Roma e a Berna per sbloccare la situazione», ha continuato Gobbi. Della stessa opinione anche l’assessore lombardo ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori. «I lavoratori frontalieri rappresentano una risorsa importante per l’economia locale e da parte nostra c’è la volontà di non penalizzarli dal punto di vista fiscale», ha affermato l’esponente della giunta regionale lombarda.
È quindi l’aspetto del quantum fiscale, il punto dolente tra le due parti, almeno a livello della diplomazia di ‘prossimità’ o di ‘vicinato’. «A noi preme che i lavoratori frontalieri paghino il dovuto senza aumentare la pressione al ribasso sui salari ticinesi», ha aggiunto Gobbi. Eguale e contrario il punto di vista di Sertori. A questo punto si attendono soluzioni proposte da Milano e accettate da Roma. Ricordiamo che i ministeri competenti sul dossier sono il Ministero delle finanze, per l’Italia e il Dipartimento delle finanze per Berna. I rispettivi ministri degli esteri, Cassis e Moavero, possono da parte loro agevolare il dialogo. Nulla di più. Concretamente non si tratta di far ripartire da zero il negoziato. Basterebbe aprire in modo chirurgico gli aspetti più controversi ed è fatta. Facile a dirsi.

****

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 28 giugno 2019 del Corriere del Ticino
Frontiera Regio Insubrica, alla lente ristorni e targhe
Si è parlato anche di ristorni ieri nel corso della riunione dell’Ufficio presidenziale della Regio Insubrica. Riuniti a Mezzana, i membri del comitato direttivo hanno discusso «della situazione debitoria e dello stato doganale del Comune di Campione d’Italia», si legge in una nota. Mercoledì, ricordiamo, il Consiglio di Stato ha infatti deciso di versare all’Italia i ristorni dell’imposta alla fonte dei frontalieri (pari a oltre 84,3 milioni di franchi), trattenendo però 3,8 milioni. Ovvero a quanto ammonta il debito di Campione nei confronti dei vari enti pubblici e semi pubblici del Cantone. Un passo questo deciso all’unanimità dal Governo e che è stato affrontato brevemente anche dalla Regio Insubrica. In particolare, presente per il nostro cantone era il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi mentre sul fronte italiano c’era l’assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori, i rappresentanti delle province di confine e Fabio Carosso, vice presidente della Regione Piemonte. Detto dei ristorni, durante i lavori uno sguardo è poi stato lanciato al Decreto sicurezza, entrato in vigore in Italia dal 1. gennaio e che pone non pochi problemi ai frontalieri che vengono fermati oltre confine alla guida di un veicolo di servizio con targhe svizzere. Per cercare di individuare una soluzione, la Regio Insubrica ha «trasmesso una lettera al ministero dell’interno Matteo Salvini».

****

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 27 giugno 2019 de Il Quotidiano

Reazioni sui ristorni e Regio Insubrica
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11920664

Ristorni, Gobbi e Zali in minoranza

Ristorni, Gobbi e Zali in minoranza

I due ministri sono stati gli unici contrari al pagamento.
Unanimità invece sulla collaborazione con Piemonte e Lombardia

Nessuna sorpresa: sui ristorni il Governo ticinese ha deciso a maggioranza per non bloccarli. La conferma, dopo le indiscrezioni circolate già nella giornata di ieri, è arrivata oggi dal direttore del DI Norman Gobbi. Lo ha fatto a margine dell’assemblea generale della Regio Insubrica, durante una giornata che, alla fine, si è confermata all’insegna della cooperazione transfrontaliera.
Se da un lato i due ministri leghisti sono stati gli unici a dirsi contrari al pagamento, dall’altro Gobbi e Zali hanno ritenuto importante proseguire il dialogo con le autorità di confine, magari sperando in una sensibilità maggiore del nuovo governo italiano.
Obiettivo per il quale, non va dimenticato, resta essenziale anche il ruolo della Confederazione:
“Si possono avere diversi punti di vista. Claudio Zali ha sottoscritto un volere di trattenere i ristorni per obbligare ad investire i soldi e rividere una politica passiva da parte degli enti nazionali italiani sulle infrastrutture” ha dichiarato ieri Gobbi ai microfoni di TeleTicino. “Come Consiglio di Stato, in maniera condivisa e senza fratture interne, abbiamo condiviso di operare con regione Piemonte e Lombardia un piano di azione per affrontare quelle opere e fare fronte comune nei confronti di Berna e Roma. Questo perchè se ci sono problemi per infrastrutture tra i due Stati le conseguenze le vediamo noi direttamente: dal Locarnese con le chiusure regolari dei collegamenti con il Piemonte, e le colonne infinite nel Sottoceneri che sono dovute ai frontalieri e alla mobilità individuale che non viene ottimizzata. L’obiettivo è di migliorare anche questi aspetti di vivibilità”.

Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Ticino in ‘pressing’ con Lombardia e Piemonte

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 de La Regione

Gobbi nominato presidente della Regio Insubrica: ‘Costellazione politica attuale da sfruttare’

«La costellazione politica è favorevole». Norman Gobbi lo ripete quasi fosse un mantra. Nel giorno in cui assume la presidenza della comunità di lavoro Regio Insubrica, e all’indomani dall’essersi trovato in minoranza in governo sul blocco parziale dei ristorni proposto dal collega leghista Claudio Zali, è tutto sorrisi e diplomazia. Liberati anche per quest’anno i soldi delle imposte dei frontalieri, il ‘pressing’ si potrà fare comunque, ritiene il consigliere di Stato. «Con le regioni Piemonte e Lombardia perseguiamo obiettivi comuni – commenta Gobbi a margine dell’assemblea della Regio –. È importante poter far pressione insieme su Berna e su Roma. La costellazione di chi siede nella stanza dei bottoni federale (leggi Ignazio Cassis agli Esteri) e a Roma (governo Conte, ndr) è favorevole per poter risolvere i problemi sulla linea di confine. Questo momento storico deve servire a questo». Il Gran Consiglio ha di recente dato incarico all’Esecutivo cantonale di avviare trattative con la controparte italiana. Con quale risultato? «L’intenzione è già stata condivisa con le due regioni italiane nel voler declinare in piani d’azione quegli interventi prioritari per far meglio convivere i nostri territori». Infrastrutture, soluzioni per la mobilità, messa in sicurezza delle reti stradali. «Nelle prossime settimane tecnici e politici si siederanno al tavolo per concludere un piano operativo condiviso». Una lista ordinata per priorità, che convince anche Massimo Sertori (Lega Nord), assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Svizzera. Quando il documento sarà pronto «potremo far intervenire anche il governo centrale, in questo momento molto più sensibile rispetto a prima – precisa –. Senza andare a toccare i ristorni o altro, magari attraverso Roma riusciamo a rimodellare un accordo bilaterale». E soprattutto ottenere più finanziamenti. «Da una parte c’è l’assonanza politica, e persone al governo che conoscono perfettamente i problemi transfrontalieri. Ma è in trattativa pure l’autonomia della Regione Lombardia – ricorda Sertori –: dovesse andare in porto, e oggi ci sono le condizioni politiche perché accada, significa ricevere competenze e soldi. Dal nostro punto di vista sono condizioni nuove non banali. Anzi, stravolgenti. Che possono aiutare in modo determinante la soluzione dei nostri problemi cronici». Un cambiamento di “costellazione” su cui è ben più prudente Aldo Reschigna del Pd, vicepresidente della Regione Piemonte. «Solo il tempo dirà» se effettivamente siamo di fronte ad una svolta. «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’enclave chiusa – aggiunge Reschigna –. E credo che la Regio Insubrica possa aiutare a contribuire a risvegliare una progettualità locale transfrontaliera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 15 giugno 2018 del Corriere del Ticino

Il dopo ristorni e la presidenza a Norman Gobbi

Mentre i milioni dei ristorni prenderanno il volo verso Roma, come è stato deciso mercoledì dal Consiglio di Stato riunitosi sulle isole di Brissago, la carica di presidente della Regio Insubrica passa in mani ticinesi. Durante l’assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica tenutasi a Mezzana, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha assunto la carica, succedendo al vicepresidente della Regione Piemonte Aldo Reschigna. E alla luce di quanto scaturito dal tradizionale incontro settimanale del Governo, Gobbi ha dichiarato: «Sulla questione dei ristorni c’erano visioni differenti tra chi, come Claudio Zali e il sottoscritto intendevano bloccarli per obbligare le persone a sedersi al tavolo, e chi invece ha preferito una soluzione alternativa. Ma tutto il Governo è consapevole che con Regione Lombardia e Regione Piemonte esistono interessi comuni, evidenziati attraverso delle reciproche lettere che ora dovranno essere concretizzate in un piano operativo, in modo da risolvere quei piccoli problemi e fare fronte comune verso Roma e verso Berna. Questo proprio perché – prosegue ancora Gobbi – oggi la costellazione di entrambi i Governi è positiva. A Berna, quale interlocutore, abbiamo un consigliere federale ticinese in carica per gli affari esteri, Ignazio Cassis. Un momento storico quindi da utilizzare proprio per risolvere i problemi sulla linea di confine». Problemi questi che il consigliere di Stato ritiene debbano essere affrontati «dai territori di frontiera e non dagli Stati centrali, in modo da non delegarne la soluzione a Berna o Roma».

Quanto all’accordo sui frontalieri parafato nel dicembre del 2015, Reschigna osserva: «I tempi in cui è venuto a maturazione erano incompatibili con lo scenario politico proprio dell’avvicinamento alle elezioni. Aspetto questo che si è dimostrato un freno. Mentre per il tema delle compensazioni fiscali c’è molta preoccupazione da parte delle comunità locali. Per favorire l’approvazione a livello nazionale è necessario che lo Stato affronti il tema delle compensazioni nei confronti dei comuni italiani». In merito poi alla modalità di risoluzione dei problemi che coinvolgono i territori di confine, Reschigna spiega: «È uno dei compiti della Regio Insubrica costruire quelle convergenze necessarie a risolvere le questioni che coinvolgono gli interessi delle comunità locali». Per quanto riguarda invece la «costellazione dei governi a Berna e a Roma più favorevoli rispetto al passato» per dirla con le parole di Gobbi, Reschigna non esprime giudizi. Ma confermando la volontà di mantenere vivo il dialogo e promuovere la cooperazione, il vicepresidente della Regione Piemonte sottolinea: «Credo ci debba essere la consapevolezza che ciascuno dei nostri paesi non può vivere come un’unità chiusa, per cui le relazioni con i territori confinanti è vitale per poter costruire un futuro di sicurezza economica e sociale». L’obiettivo è «risvegliare e costruire una progettualità locale transfrontaliera, che significa anzitutto guardare al sistema delle istituzioni locali e delle università che possono essere anche di stimolo nel fornire dei riferimenti importanti» ha infine dichiarato.

Una Regio Insubrica quindi ancora vitale, come conferma Gobbi: «Una volta vi erano anche dinamiche di carattere culturale, che oggi si è preferito lasciare un po’ da parte per concentrarsi maggiormente sulla risoluzione dei problemi del territorio. La Regio rimane il luogo privilegiato per discutere e dialogare». In conclusione sono stati presentati il rinnovato sito internet (www.regioinsubrica.org) e il nuovo logo.

 

Servizio trasmesso nell’edizione di giovedì 14 giugno 2018 de Il Quotidiano

Italia e Svizzera, fronte comune
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10585542

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi alla guida della Comunità di lavoro

Comunicato stampa della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Il Consigliere di Stato del Canton Ticino Norman Gobbi ha assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’assemblea generale tenutasi a Mezzana. La riunione ha permesso di presentare un documento su strategia e obiettivi della Comunità di lavoro, che si è inoltre dotata di un rinnovato sito internet e di un nuovo logo.

Si è svolta oggi a Mezzana l’Assemblea generale della Regio Insubrica, la Comunità di lavoro – nata per promuovere la cooperazione nell’area italo-svizzera dei laghi prealpini – che riunisce il Canton Ticino, le Regioni Piemonte e Lombardia, le Province del VCO, di Novara, di Como, di Lecco e di Varese. La seduta ha sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Piemonte al Canton Ticino.

Il Presidente uscente Aldo Reschigna – Vicepresidente della Regione Piemonte – ha anzitutto ricordato l’importanza delle attività di dialogo e confronto transfrontaliero rese possibili dalla Regio Insubrica. La relazione si è concentrata sullo stato dell’esperienza avviata nel 1995, esprimendo in particolare l’auspicio che il coinvolgimento delle istituzioni e delle comunità locali venga posto sempre più al centro dell’attività della Regio, per favorirne il riconoscimento anche da parte della società civile. A questo proposito, è stata salutata con favore la continua crescita della qualità dei progetti presentati nell’ambito del programma di cooperazione Interreg.

Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, che ha assunto la carica di Presidente della Comunità di lavoro per l’anno entrante, ha in seguito presentato un documento che ne delinea strategia e obiettivi per il prossimo futuro. È stato evidenziato che, dopo la riorganizzazione avvenuta nel 2016, la Regio Insubrica è oggi pienamente in grado di svolgere il proprio ruolo di espressione del territorio – complementare a quello dei Governi – stimolando lo sviluppo di una progettualità condivisa e la risoluzione dei problemi transfrontalieri.

L’Assessore della Regione Lombardia con delega ai rapporti con la Confederazione elvetica Massimo Sertori – nuovo membro dell’Ufficio Presidenziale – ha poi proposto alcune riflessioni in merito all’opportunità di sfruttare la Comunità di lavoro quale canale preferenziale per contribuire a risolvere – adottando una logica di prossimità – i potenziali conflitti che possono emergere nell’ambito delle relazioni italo-svizzere, e quale organo di contatto con il nuovo Governo nazionale italiano. È stato inoltre suggerito di potenziare la comunicazione verso i territori, per contribuire ad aumentare l’autorevolezza della Regio Insubrica.

Le numerose attività svolte nel 2017 dalla Regio Insubrica sono state poi ripercorse dal Segretario della Comunità di lavoro, Francesco Quattrini. In generale, nel corso del 2017 la Comunità di lavoro ha rafforzato il proprio ruolo nell’ambito delle relazioni italo-svizzere; ciò è emerso ad esempio con la riunione del luglio dello scorso anno, nella quale i Presidenti della Regione Lombardia e del Consiglio di Stato ticinese hanno potuto chiarire alcune questioni cruciali legate alla mobilità ferroviaria transfrontaliera. Sono stati inoltre ricordati l’importante accordo fra Lombardia e Ticino per ottimizzare la gestione dei materiali inerti – con un’accresciuta collaborazione in materia di monitoraggio – e la cooperazione su temi ambientali e di sicurezza, ad esempio con il gruppo di lavoro Protezione civile per la gestione dei casi di dissesto idrogeologico. È stato infine menzionato anche il recente accordo istituzionale fra Ticino e Piemonte.

In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2018 e consuntivo 2017. In coda ai lavori sono inoltre stati presentati il rinnovato sito internet e il nuovo logo della Regio.

Una presidente per la Regio

Una presidente per la Regio

Da RSI.ch l L’assessore di regione Lombardia con delega ai rapporti con il canton Ticino Francesca Brianza è stata investita oggi, giovedì, della carica presidenziale della Regio Insubrica per l’anno a venire, venendo così a sostituire il Consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, che l’ha detenuta dal 2015.

“Sono onorata di assumere la presidenza della Regio Insubrica, organo che sta diventando sempre più un punto di riferimento fondamentale sia per la risoluzione di tante problematiche transfrontaliere, sia per mettere a frutto le varie opportunità”, ha dichiarato la neoeletta. “In un periodo di grande incertezza dovuto al nuovo riassetto istituzionale previsto dalla Riforma Costituzionale e alla revisione degli accordi bilaterali italo-svizzeri, il prossimo passo sarà costituire tavoli tematici per sviluppare ambiti fondamentali come viabilità, lavoro, sport, cultura e turismo”.

L’investitura ha avuto luogo durante l’assemblea generale della Regione Insubrica tenutasi a Villa Gallia a Como e alla quale è intervenuto, tra gli altri, anche il cancelliere dello Stato del Canton Ticino e segretario della Regio Giampiero Gianella.