La sfida dell’essere umano contro muri alti 7 metri

La sfida dell’essere umano contro muri alti 7 metri

Sgombero neve alla Novena: Norman Gobbi sul campo con le squadre operative

A 2’478 metri di altitudine, dove il paesaggio si fa essenziale e le condizioni cambiano rapidamente, il passo della Novena torna ogni anno a rappresentare una sfida tecnica e umana. La riapertura del valico alpino che collega la Val Bedretto con la Valle di Goms, nell’alto Vallese, segna molto più di un semplice cambio di stagione: è il ripristino di un collegamento vitale tra territori. Le operazioni di sgombero della neve sono affidate al Centro manutenzione alpino di Chiggiogna, che fa capo alla Divisione delle costruzioni, impegnato con sei uomini e quattro mezzi. La responsabilità per la riapertura del passo è affidata a Claudio Giudici, che nelle scorse settimane ha effettuato i sopralluoghi e coordinato la pianificazione degli interventi con i colleghi vallesani attivi sul versante opposto. Se le condizioni meteo si manterranno favorevoli, quest’anno le prime automobili potrebbero raggiungere la sommità della Novena già all’inizio di giugno. Molto dipenderà dall’evoluzione delle condizioni nelle prossime settimane.

“Solo” sette metri
I lavori di sgombero neve sul versante ticinese sono iniziati il 27 aprile da All’Acqua. Una settimana dopo, il Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi ha voluto essere presente sul campo, raggiungendo la zona di Rosalba, considerata dagli esperti la più critica dell’intero tracciato. Sul percorso di 11 km, è infatti il punto dove la neve si accumula in quantità maggiore, creando immense pareti che richiedono interventi mirati. Quest’anno, paradossalmente, le condizioni sono state considerate favorevoli: “solo” sette metri di neve, contro i tredici che si registrano solitamente negli anni più impegnativi. « Essere qui permette di vedere quanto impegno e quanta professionalità vengono messe in campo per garantire l’apertura di queste strade» , ha sottolineato Gobbi. «È un lavoro complesso, che richiede grande competenza e prudenza. Mi ha fatto piacere vedere una squadra molto affiatata ».

Sgombero e messa in sicurezza
Le operazioni di sgombero avanzano grazie a un lavoro coordinato in più fasi. Una fresa cingolata apre il primo varco nei tratti più critici, dove gli accumuli di neve raggiungono altezze maggiori. Seguono due frese gommate che consentono di proseguire lungo il tracciato. Dove necessario, entra in azione anche un escavatore cingolato, indispensabile per rimuovere la neve che resta ancorata alle pareti rocciose. Se le condizioni lo permetteranno, già nel corso del prossimo fine settimana si potrebbe raggiungere la sommità del passo. Ma il traguardo operativo non coincide ancora con l’apertura al traffico. Seguirà infatti una fase altrettanto delicata: la messa in sicurezza del tracciato, con la posa della segnaletica verticale, la pulizia completa della carreggiata e, soprattutto, i brillamenti controllati per eliminare gli ultimi accumuli di neve instabile.

Una rete viaria di oltre 1’200 km
La presenza sul posto del Direttore Gobbi si inserisce in un approccio che, da settembre 2025, privilegia il contatto diretto con la parte più operativa della Divisione. Un modo per conoscere da vicino le sfide quotidiane del settore e valorizzare il lavoro di chi, spesso lontano dai riflettori, garantisce infrastrutture sicure e funzionali. « In questi mesi ho visitato numerosi cantieri per conoscere da vicino la realtà e la complessità operativa del settore. Le visite ai centri di manutenzione cantonali mi hanno inoltre permesso di interagire con collaboratrici e collaboratori che, con grande impegno, garantiscono quotidianamente la gestione di una rete complessa che si estende per oltre 1’200 chilometri: un patrimonio importante, da gestire con cura ». In Val Bedretto questo impegno prende forma concreta: ogni metro liberato dalla neve è un passo verso la riapertura, ma anche la testimonianza di un lavoro indispensabile per il territorio.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 10 maggio 2026 de Il Mattino della domenica