Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Peste suina africana: bilancio positivo dell’esercitazione tra i partner SMPP

Comunicato stampa

Sull’arco di tre giorni, dal 27 al 29 settembre, si è svolta un’importante esercitazione congiunta, che ha coinvolto alcuni partner della protezione della popolazione: Polizia cantonale, Protezione civile, Pompieri, Servizi ambulanze, Servizi tecnici, l’Ufficio del veterinario cantonale e l’Ufficio della gestione dei rischi ambientali e del suolo. L’esercizio messo in atto presentava quale scenario principale un focolaio, presso l’azienda agricola cantonale di Mezzana, con suini colpiti da peste suina africana, malattia che ultimamente si è sviluppata anche nel nord Italia. Lo scenario esercitato ha portato all’allestimento di uno stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI), poi completato con rappresentanti degli enti partner, al fronte coordinato dalla Polizia cantonale.

L’organizzazione e la pianificazione delle attività svolte, sotto la coordinazione dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, hanno richiesto un intenso lavoro di preparazione sull’arco di più mesi in quanto i differenti scenari simulati sono stati allestiti ad hoc ed in parte occupati da figuranti. L’esercitazione ha permesso di:

  • Allenare la costituzione di uno SMEPI
  • Esercitare e perfezionare il ritmo di condotta dello SMEPI
  • Esercitare le capacità di condotta dei quadri ai diversi livelli
  • Consolidare le sinergie operative di tutti gli enti coinvolti
  • Testare la prontezza, l’operatività e la capacità a durare degli specialisti in vari ambiti
  • Reagire in maniera coerente e coordinata rispetto ai vari scenari simulati dalla regia

Esercitazioni simili erano già state proposte nel 2019 nella regione dell’alto Vedeggio, simulando una contaminazione da Afta epizootica, e nel 2021 nel Mendrisiotto, quando a essere simulato fu un focolaio di influenza aviaria. L’edizione di quest’anno, su richiesta specifica del Veterinario cantonale, è stata orientata alla peste suina africana, malattia che viene attualmente riconosciuta come una delle principali minacce, in materia di epizoozie, per il nostro territorio. Si ricorda come questo virus è stato trovato in alcune regioni del nord Italia, in particolare nei cinghiali e come questo vettore possa facilmente passare il confine e raggiungere le nostre latitudini. Cogliamo qui l’occasione per sensibilizzare nuovamente la popolazione sui comportamenti cautelativi da tenere, in particolare, smaltendo i rifiuti (resti di cibo e loro contenitori) in modo corretto ed evitando di disperderli in natura.  Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito www.ti.ch/pestesuina.  

Questi esercizi, va ricordato, hanno lo scopo di verificare e assicurare il pieno funzionamento delle misure tecniche e organizzative, al fine di garantire una maggiore sicurezza alla popolazione in caso di eventi particolarmente pericolosi e che richiedono un notevole sforzo organizzativo, sia a livello di mezzi sia a livello di personale messo in campo. A seguito dei risultati ottenuti, che saranno valutati nelle prossime settimane, verranno predisposti dei correttivi, laddove necessario, per ulteriormente migliorare l’istruzione e l’efficacia d’intervento sul terreno e di condotta in situazioni che superano, per l’elevato grado di minaccia, l’ordinaria attività dei diversi enti.

Come per le precedenti edizioni del 2018 e del 2021 la direzione dell’esercizio si è detta soddisfatta dei risultati raggiunti e intende continuare a riproporre a scadenze regolari questa importante attività di formazione continua che permette di essere pronti a rispondere in maniera adeguata alle differenti emergenze che potrebbero sorgere a livello cantonale.  

Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Coronavirus – Nuovo centro cantonale di riferimento a Quartino

Comunicato stampa

A partire dall’inizio di maggio, la gestione del coronavirus in Ticino avrà quale base un nuovo Centro cantonale, situato a Quartino. La struttura ospiterà il servizio di vaccinazione con il relativo numero verde, il servizio di tracciamento dei contatti e la hotline telefonica cantonale, che sarà gestita direttamente dal Cantone e continuerà a fornire informazioni alla popolazione in caso di bisogno.

Durante gli ultimi due anni, il dispositivo cantonale per gestire la pandemia da coronavirus è stato costantemente adattato, in base alle necessità del momento. Il prossimo adeguamento riguarda il Centro cantonale di riferimento, che a partire dal 1. maggio si sposterà da Giubiasco nella nuova sede di Quartino (nella Zona Industriale, all’interno dello stabile Miraflores).
Questo cambiamento permetterà di mantenere una struttura cantonale di riferimento per tutti i principali servizi legati alla gestione della pandemia, e di riconsegnare la struttura del Mercato coperto alla Città di Bellinzona. Le autorità cantonali colgono l’occasione per ringraziare il Municipio e i servizi cittadini per avere messo a disposizione la struttura, che in questo lungo periodo ha assunto un ruolo centrale nella strategia di contrasto alla diffusione del coronavirus.
In conseguenza dello spostamento, le attività di vaccinazione al Mercato coperto di Giubiasco saranno sospese a partire dal prossimo 25 aprile. L’attività di vaccinazione riprenderà a Quartino mercoledì 11 maggio con Pfizer, venerdì 13 maggio con Moderna e sabato 14 maggio con Pfizer adulti, ragazzi e bambini. Le persone che volessero informazioni relative alle possiblità di vaccinazione possono contattare la hotline cantonale. Gli altri servizi legati alla gestione della pandemia rimarranno invece in funzione senza interruzioni, anche nel periodo del trasferimento. 
Oltre alle attività di vaccinazione, dal mese di maggio il nuovo Centro cantonale di Quartino ospiterà anche il servizio di tracciamento dei contatti – che rimarrà a disposizione della popolazione in caso di necessità – e la hotline cantonale, che sarà raggiungibile al numero 0800 128 128. In concomitanza con il trasferimento, il Cantone rileverà dalla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA) la gestione di questo strumento di contatto, attivato fin dai primi giorni della crisi e rivelatosi fondamentale per la riuscita della strategia cantonale. Le autorità cantonali ringraziano pertanto anche la FCTSA, per essersi assunta la responsabilità di gestire la hotline cantonale, accanto ai numerosi altri compiti straordinari svolti a favore della popolazione durante la crisi pandemica. 

Crisi umanitaria in Ucraina: la PCi risponde “presente”

Crisi umanitaria in Ucraina: la PCi risponde “presente”

Norman Gobbi: “Comuni e Regioni di Protezioni civile si sono già attivati”

Ancora una volta nel giro di pochi mesi la Protezione civile (PCi) dimostra tutta la sua utilità. Prima con la pandemia e la parallela grande campagna di vaccinazione, oggi – sommandosi alle esigenze sanitarie ancora aperte per far fronte al coronavirus – con la crisi innescata dalla guerra in Ucraina. “La PCi è l’importante riserva di risorse umane e di mezzi a disposizione delle autorità per la protezione della popolazione. In Ticino, le Regioni della PCi, emanazione diretta dei Comuni, assumono anche nella crisi attuale un ruolo decisivo” – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. “Confederazione e Cantone hanno già chiesto la scorsa settimana l’attivazione dei vari dispositivi nei confronti dei Comuni e quindi delle organizzazioni regionali di PCi. Si tratta di affrontare due differenti impegni: da un lato quello legato all’arrivo di cittadini ucraini che fuggono dalla guerra nel loro Paese. Dall’altro – in una prospettiva che mai vorremmo si attuasse – quello di accogliere nei rifugi tutti i residenti nel caso il conflitto avesse ripercussioni, in una maniera o in un’altra, anche sulla Svizzera. Dico subito, per non generare inutili paure e preoccupazioni su questo ultimo aspetto, che attualmente una simile eventualità appare lontana”, precisa il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “È però importante che già oggi si sia attivato tutto il dispositivo per essere in prontezza. In questo senso stanno dunque operando le Regioni di Protezione civile, per rendere agibili tutti i rifugi, così come da disposizioni fatte avere ai Comuni”.
Ritorniamo allora al tema dell’arrivo dei profughi ucraini. “Si presume che a partire da domani, lunedì, la Segreteria della migrazione (SEM) potrà iniziare ad assegnare ai Cantoni un certo numero di profughi. Persone, in particolare donne, bambini e anziani, che nel frattempo sono giunte in Svizzera”, sottolinea Norman Gobbi. “A livello cantonale abbiamo predisposto un centro di prima accoglienza a Cadenazzo, utilizzando una struttura di protezione civile che viene gestita dal Cantone e che recentemente è stata ammodernata. Qui le persone sono però destinate a rimanere pochissimo tempo, al massimo tre giorni. Poi verranno accolte in altre strutture, appartamenti o altri alloggi collettivi che nel frattempo sono stati individuati. Anche in questo caso ci vorrà una buona coordinazione e collaborazione affinché il flusso sia gestito con puntualità e in modo efficace”, si auspica in conclusione il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Prova delle sirene di mercoledì 2 febbraio 2022

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, in base alle istruzioni dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, informa che mercoledì 2 febbraio 2022 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (413 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.50 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle ore 14.00 ed alle ore 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (127 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità. Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti.
Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Grazie ad Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando gratuitamente la relativa applicazione, le stesse si potranno ricevere sul proprio telefono mobile.
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento. Sottolineiamo inoltre l’importanza di informare dell’evento le categorie più vulnerabili, che non hanno accesso autonomamente ai canali di informazione.   
Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch.

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

Gobbi: “Più letti protetti anche in tempo di pace”

La politica del Dipartimento delle istituzioni a favore della protezione della popolazione

Questa settimana il Consiglio di Stato ha versato alla Valascia Immobiliare SA i 3 milioni di franchi serviti per la costruzione all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambri dei rifugi pubblici di Protezione civile. Con questi rifugi si copre il fabbisogno in posti protetti dei Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe. “Si è trattato – afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi – di una buona collaborazione tra settore pubblico (Cantone e Comuni) e privati (la Valascia Immobiliare SA). La politica del Dipartimento delle istituzioni in questi ultimi anni nell’ambito della realizzazione dei posti letto protetti in caso di guerra segue due obiettivi principali: da un lato individuare le migliori infrastrutture pubbliche o private che già devono essere costruite per inserire anche questi spazi protetti della Protezione civile. Dall’altro lato realizzare infrastrutture protette che sappiano rispondere anche alle esigenze di protezione della popolazione in tempo di pace”. In che senso? “Il concetto di protezione della popolazione non è valido esclusivamente se dovesse scoppiare un conflitto armato. Questo concetto è esteso anche in tempo di pace. Pensiamo alle calamità naturali, come le alluvioni, le frane per esempio. In un contesto territoriale sempre più antropomorfizzato le conseguenze di queste calamità toccano molto di più la popolazione. Senza dimenticare gli incendi, oppure gravi incidenti della circolazione, magari con il coinvolgimento di più persone. Poter avere a disposizione infrastrutture in grado di ospitare per un tempo limitato e nel migliore dei modi coloro che sono toccati da questi eventi diventa indispensabile. Questi bisogni vengono coperti da impianti di Protezione civile al passo con i tempi. È quanto può avvenire all’interno della nuova pista di ghiaccio di Ambrì, dove 50 posti letto – su un totale di 858 – sono e saranno sempre a disposizione per queste eventualità”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
In Ticino l’esempio di Ambrì non è l’unico. “Se pensiamo alla collaborazione con i Comuni, stiamo realizzando Centri di Protezione civile con posti protetti da mettere a disposizione anche per necessità “in tempo di pace” nei nuovi istituti scolastici di Pianezzo, di Cresciano e prossimamente anche a Taverne-Torricella, mentre a Terre di Pedemonte è stato da poco votato il credito necessario. A livello cantonale, poi, saranno creati posti di PCi nel futuro Stand di tiro cantonale del Ceneri. Lo stesso concetto di utilizzo di posti protetti in tempo di pace è inoltre presente nel nuovo Centro polivalente di Camorino. Lì realizzeremo una struttura con una capacità complessiva di 180 posti letto, che permetterà da un lato di adeguare la capacità ricettiva nell’ambito dell’asilo e dall’altro lato si inserirà nel dispositivo cantonale di Protezione della popolazione. L’esperienza avuta in questi ultimi due anni con la pandemia ci ha confermato la necessità di avere spazi adeguati per eventi straordinari”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Rifugi pubblici di Protezione civile ad Ambrì: approvata la liquidazione a favore della Valascia Immobiliare SA  

Rifugi pubblici di Protezione civile ad Ambrì: approvata la liquidazione a favore della Valascia Immobiliare SA  

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale ha approvato la liquidazione a favore della società Valascia Immobiliare SA, con sede a Quinto, per la realizzazione all’interno del nuovo stadio del ghiaccio di Ambrì delle strutture protette di Protezione civile. I rifugi pubblici collettivi coprono il fabbisogno in posti protetti dei Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe nello specifico campo della protezione della popolazione. L’importo complessivo della liquidazione ammonta a 3 milioni di franchi, come da preventivo approvato nel 2019 dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione.

La volontà di colmare il disavanzo di posti protetti è stata promossa e successivamente preavvisata favorevolmente dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione (SMPP), approvando nel 2019 il progetto definitivo che concerne i tre Comuni dell’Alta Leventina. Il Regolamento cantonale sulla protezione civile (RPCi) prevede che nelle zone particolarmente carenti in posti protetti (PP) il Dipartimento delle istituzioni promuove la realizzazione di rifugi pubblici in edifici privati o pubblici, previa la sottoscrizione di una convenzione che ne regola la proprietà, l’uso in tempo di pace e la manutenzione.  

È nata quindi una positiva sinergia tra il Cantone, i Comuni di Quinto, Prato Leventina e Dalpe e la Società Valascia Immobiliare SA. L’impianto sportivo di Ambrì risponde alle caratteristiche tecniche necessarie e rappresenta per i Comuni interessati l’unica e ottimale soluzione al raggiungimento del numero di posti letto richiesti. In totale all’interno della pista di ghiaccio di Ambrì sono state ricavate 5 strutture protette per un totale di 858 posti protetti.

Grazie agli accordi tra il Cantone, i tre Comuni e la Valascia Immobiliare SA saranno inoltre sempre disponibili 50 posti letto per soddisfare le esigenze di prima accoglienza in caso di emergenze, come per esempio in caso di persone evacuate da stabili danneggiati da eventi naturali o incendi, oppure a seguito di incidenti gravi sull’autostrada.

Particolare attenzione è stata data all’uso civile (tempo di pace) della struttura protetta. Il DI, per il tramite della SMPP, promuove da alcuni anni la realizzazione di opere/infrastrutture/installazioni supplementari in base alla loro correlazione con il concetto di protezione della popolazione, sussidiando anche parte dell’importo riconosciuto per poter utilizzare questi spazi per svariate attività a favore della collettività.  

La possibilità di realizzare dei rifugi pubblici annessi ad una struttura dotata di servizi indispensabili per un possibile utilizzo in caso di emergenza (docce, spogliatoi, servizi igienici, cucina, posteggi, ecc.) permette di garantire alla popolazione alloggi temporanei di qualità superiore agli standard previsti dalla Confederazione. 

Comprato il terreno per il nuovo ospedale

Comprato il terreno per il nuovo ospedale

Oltre alla Saleggina anche l’Infocentro di Pollegio

A Bellinzona è stato sottoscritto ieri l’atto di compravendita tra Cantone e Armasuisse per il terreno della Saleggina, finora di proprietà dell’Esercito, sul quale l’Ente ospedaliero cantonale edificherà il nuovo nosocomio regionale. A porre la loro firma il direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi, per conto del Consiglio di Stato, ed Eros Hürlimann per conto del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (Ddps). L’atto di compravendita non definisce soltanto l’acquisto e il passaggio dei terreni tra Armasuisse Immobili Sa e il Cantone Ticino nel comparto Saleggina – dove da decenni è presente lo stand di tiro che verrà smantellato e bonificato insieme a quella che fra gli anni 50 e 70 del secolo scorso è stata una discarica per rifiuti edili, solidi urbani e materiale di scavo – ma anche il contratto di servitù relativo allo stabile Infocentro a Pollegio. “Con questa firma – viene sottolineato in un comunicato – si dà avvio concretamente a due progetti d’interesse cantonale per i quali il Gran Consiglio ha votato nella primavera 2021 un credito 16 milioni di franchi”. Da un lato, appunto, la pianificazione ai Saleggi quale sede del futuro ospedale regionale e dall’altro il completamento degli importanti lavori di rinaturazione del fiume Ticino che consegneranno ai bellinzonesi un nuovo spazio di aggregazione, l’atteso parco fluviale; non da ultimo (terzo tassello dell’intero progetto) l’acquisizione da parte del Cantone dell’Infocentro di Pollegio. Tutto da definire, ricordiamo, il futuro dell’ospedale San Giovanni dove potrebbero proseguire delle attività mediche e di ricerca.

Chi andrà dove
Il passo compiuto ieri pomeriggio “chiude il lungo e articolato iter portato avanti dal Dipartimento istituzioni, in collaborazione col Dipartimento finanze ed economia, con quello della sanità e della socialità, con la Città di Bellinzona, il Comune di Pollegio, Armasuisse, AlpTransit San Gottardo Sa e Consorzio correzione fiume Ticino. L’accordo, ricordiamo, prevede che AlpTransit ceda ad Armasuisse il terreno di Pollegio situato accanto all’Infocentro per le sue esigenze di istruzione militare; il terreno agricolo qui sacrificato sarà compensato con una bonifica e trasformazione in pregiata Superficie di avvicendamento colturale (Sac) di altrettanti 10mila metri quadrati situati alla Saleggina; qui, come detto, lo stand di tiro sarà smantellato e le relative attività di sparo per i militi saranno integrate nel nuovo Centro polifunzionale d’istruzione e tiro previsto nel Comune di Monteceneri. La firma di ieri segue la recente sentenza del Tribunale federale (novembre 2021) contraria ai ricorsi dell’Unione contadini ticinesi e dell’agricoltore che vi pascola le mucche contro la decisione parlamentare dell’aprile scorso.
Norman Gobbi esprime soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: «Si tratta – afferma il consigliere di Stato – di un punto d’arrivo e di un punto di partenza: si chiude un percorso molto impegnativo a livello di contatti e di strategia per riuscire a mettere d’accordo svariati attori coinvolti, trovando soluzioni che soddisfano tutte le parti. Da oggi abbiamo la possibilità di pianificare, presentare e finalizzare quei progetti che hanno una valenza molto importante sul fronte ambientale e su quello della politica sanitaria. Avere tutti i portatori d’interesse sin dall’inizio delle attività allo stesso tavolo ha permesso di trovare importanti sinergie future tra i differenti progetti a favore della collettività, non da ultimo mantenendo in toto l’attività svolta in Ticino dall’Esercito e portando in dote al Cantone e alla regione della Bassa Leventina una infrastruttura interessante qual è l’Infocentro di Pollegio».

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 19 gennaio 2022 de La Regione

“Saleggina”: firmato l’atto di compravendita tra Cantone e armasuisse  

“Saleggina”: firmato l’atto di compravendita tra Cantone e armasuisse  

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi per conto del Consiglio di Stato, ed Eros Hürlimann per conto del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) hanno firmato questo pomeriggio a Bellinzona l’atto di compravendita che definisce l’acquisto e il passaggio dei terreni tra armasuisse Immobili SA e il Cantone Ticino nel comparto Saleggina di Bellinzona, così come il contratto di servitù relativo allo stabile “Infocentro” nel Comune di Pollegio. Con questa firma si dà avvio concretamente a due progetti di interesse cantonale per i quali il Gran Consiglio aveva votato nella primavera del 2021 un credito 16 milioni di franchi: da un lato la pianificazione ai Saleggi quale sede per il futuro Ospedale regionale di Bellinzona e dall’altro lato il completamento degli importanti lavori di rinaturalizzazione del fiume Ticino, che consegneranno alle cittadine e ai cittadini di Bellinzona un nuovo spazio di aggregazione direttamente a contatto con il fiume Ticino. Non da ultimo (terzo tassello dell’intero progetto) l’acquisizione da parte del Cantone dell’Infocentro di Pollegio.

Il passo compiuto questo pomeriggio – a cui ha assistito anche il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla – chiude il lungo e articolato iter portato avanti dal Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Dipartimento delle finanze, con quello della sanità e della socialità, con la Città di Bellinzona, con il Comune di Pollegio, con armasuisse Immobili SA, con AlpTransit San Gottardo SA e con il Consorzio Fiume Ticino. Una firma che giunge all’indomani della sentenza del Tribunale federale (novembre 2021) nella quale l’Alta Corte di Losanna aveva respinto i ricorsi dell’Unione Contadini Ticinesi e di un privato contro la decisione del Gran Consiglio che il 12 aprile 2021 aveva accolto favorevolmente il messaggio governativo sull’acquisto di fondi alla Saleggina di Bellinzona, stanziando un credito complessivo di 16 milioni e 60 mila franchi.
Norman Gobbi ha espresso soddisfazione per l’obiettivo raggiunto: “Si tratta – ha detto il Consigliere di Stato – di un punto di arrivo e di un punto di partenza: si chiude un percorso molto impegnativo a livello di contatti e di strategia per riuscire a mettere d’accordo svariati attori coinvolti, trovando soluzioni che soddisfano tutte le parti. Voglio quindi ringraziare i due Comuni – la Città di Bellinzona e Pollegio – il consorzio e le istanze federali coinvolte per la fattiva collaborazione con il Cantone. Da oggi abbiamo la possibilità di pianificare, presentare e finalizzare quei progetti che hanno una valenza molto importante sul fronte ambientale e su quello della politica sanitaria. Avere tutti i portatori d’interesse sin dall’inizio delle attività allo stesso tavolo ha permesso dunque di trovare importanti sinergie future tra i differenti progetti a favore della collettività, non da ultimo mantenendo in toto l’attività svolta in Ticino dall’Esercito e portando in dote al Cantone e alla regione della Bassa Leventina una infrastruttura interessante qual è l’Infocentro di Pollegio”.

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Trentatré nuovi ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 33 nuovi ufficiali di Protezione civile.
Lo scorso 15 dicembre 2021 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e del pool degli istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, col SMG Ryan Pedevilla, si è rivolto ai nuovi ufficiali, ringraziandoli per l’impegno e la disponibilità a favore della cittadinanza e per l’ottimo livello di formazione raggiunto. Ha in seguito consegnato i diplomi di riconoscimento.

I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
tenente  Bognuda Joel
tenente  Bullo Kent
tenente  Gianora Graziano
tenente  Lunini Francesco
tenente  Minotti Nicolas
tenente  Sibilio Domenico
tenente  Tognali Benat

Regione PCi Bellinzonese
tenente  Eglin Andrea
tenente  Leonardi Rocco
tenente  Raso Andrea
tenente  Rende Marco
tenente  Roncelli Evaristo

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente  Cecchettin Dario
tenente  Dadò Manuele
tenente  Foresti Enos
tenente  Maselli Maurizio

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Schürch Roberto
tenente  Corti Alex
tenente  Grubenmann Luca 
tenente  Guscetti Filippo
tenente  Marioni Oliver
tenente  Meier Samuele
tenente  Naghiero Stefano

Regione PCi Lugano-Città
tenente  Burgener Athos       
tenente  Cadario Diego
tenente  Costa Damiano                                                                
tenente  Gentilini Stefano
tenente  Gutersohn Riccardo                                                        
tenente  Leray Benoit Jacques Joseph
tenente  Longhi Alessandro
tenente  Maccagni Alessio
tenente  Vanoni Alessandro

Regione PCi Mendrisiotto
tenente  Quadranti Elia

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Il Tribunale federale respinge i ricorsi contro il credito votato dal Gran Consiglio per l’acquisto dei terreni alla “Saleggina”  

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni accoglie con soddisfazione la sentenza del Tribunale federale, con la quale respinge i ricorsi dell’Unione Contadini Ticinesi e di un privato contro la decisione del Gran Consiglio, che in data 12 aprile 2021 aveva accolto favorevolmente il messaggio sull’acquisto di fondi alla “Saleggina” di Bellinzona, stanziando un credito complessivo di 16 milioni e 60 mila franchi.

Il Tribunale federale si è espresso con sentenza del 28 ottobre scorso, dopo che già il Tribunale cantonale amministrativo il 14 giugno aveva dichiarato irricevibili i ricorsi. Ricordiamo che il credito votato dal Gran Consiglio servirà per la progettazione di un nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona; permetterà inoltre di realizzare la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del fiume Ticino, nonché l’acquisto dell’Infocentro di Pollegio. Le opposizioni facevano riferimento a un presunto torto nei confronti del contadino a cui Armasuisse aveva dato in passato in gestioni alcuni terreni alla “Saleggina”. Questa decisione permetterà a breve di concludere il contratto di compravendita tra il Canton Ticino e armasuisse Immobili SA in rapporto ai terreni alla “Saleggina” e proseguire gli importanti lavori decisi dal Gran Consiglio nella primavera scorsa.