Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Sospensione del reclutamento militare,  delle attività di tiro fuori servizio e dei corsi di formazione della Protezione Civile

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, Sezione del militare e della protezione della popolazione, conferma che le giornate di reclutamento militare e della Protezione civile, le attività di tiro fuori del servizio così come i corsi di formazione della Protezione civile presso il Centro cantonale d’istruzione di Rivera sono da subito sospesi fino a nuovo avviso.

Reclutamento 
La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito, in accordo con i Cantoni, di annullare il reclutamento, conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile è annullato a partire da lunedì 16 marzo 2020 fino a nuovo avviso. Pertanto tutti i convocati al reclutamento non devono entrare in servizio.
Dal momento in cui la situazione lo permetterà, gli astretti al servizio riceveranno una nuova convocazione tramite ordine di marcia.

Tiro fuori servizio
In accordo con l’Ufficiale federale di tiro 17° circondario, si conferma che tutte le attività di tiro fuori del servizio sono sospese fino a nuovo avviso. Non appena la situazione lo consentirà le società di tiro interessate saranno informate sulle modalità per riprendere queste attività.

Moduli formativi PCi
Si conferma che tutti i corsi di formazione che si svolgono presso il Centro d’istruzione di Rivera sono annullati.

Per evitare incomprensioni, tutti i convocati al reclutamento e ai corsi di formazione annullati riceveranno nei prossimi giorni un’informazione personale; successivamente sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Coronavirus: “Risposte coerenti e proporzionate”

Coronavirus: “Risposte coerenti e proporzionate”

L’impegno in queste giornate di emergenza

“Sono stati 10 giorni intensi per molti servizi dell’amministrazione cantonale, così come intenso è stato il coinvolgimento e la partecipazione della gente di fronte all’arrivo e al propagarsi del virus influenzale Covid-19 in Ticino”.
Con queste parole esordisce il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che traccia un breve bilancio di queste giornate.
“La risposta sin qui data dall’autorità cantonale e da quella federale è stata assolutamente coerente e figlia di un’analisi non emotiva. Il Consiglio di Stato ha seguito in modo costante la situazione, prendendo decisioni ponderate e proporzionali alla situazione che giorno dopo giorno ci si presentava.
Lo scopo principale rimane il contenimento del propagarsi dell’infezione, riuscendo nello stesso tempo a non mandare in tilt il nostro sistema sanitario, così da garantire la presa a carico di tutti quei pazienti (e sono la stragrande maggioranza) che soffrono delle più disparate patologie e hanno bisogno di essere curati, operati. Proprio in questo sforzo tutti i Dipartimenti, in particolare il DSS diretto dal collega Raffaele De Rosa, il DFE con il presidente del Governo Christian Vitta, il DECS con il collega Manuele Bertoli, stanno profondendo molte energie.
Anche il Dipartimento delle istituzioni dà il suo contributo. Si tratta in particolare, ma non solo, di tutta la parte organizzativa, di coordinamento e di attivazione delle forze da mettere in campo per affrontare oggi questa situazione di crisi. Anche sulla scorta di costanti esercitazioni che vengono messe in atto più volte all’anno e in differenti settori per prepararsi alle emergenze (
e qui ricordiamo proprio l’intervista al Consigliere di Stato Gobbi al MDD di due settimane fa, ndr) la Sezione del militare e della protezione della popolazione, in collaborazione con la Polizia cantonale e i servizi di primo intervento sono in grado di pianificare quanto serve per l’emergenza.
Nel corso di questa settimana il Governo ha deciso di attivare formalmente lo Stato Maggiore di Condotta Cantonale (SMCC), il braccio esecutivo del Consiglio di Stato che vede alla sua guida il comandante della Polizia cantonale. Oltre a questi importanti aspetti di condotta, non si può dimenticare l’impegno dei militi della Protezione civile, già oggi sul terreno per il triage alle entrate degli ospedali e pronti a prestare servizio per sostenere e aiutare gli enti di primo intervento e quindi la popolazione toccata da questa emergenza.
Vorrei rivolgere un plauso in primis al medico cantonale Giorgio Merlani, ma pure a tutti gli operatori in prima fila del settore sanitario: i medici e gli infermieri degli ospedali, i medici di famiglia, i servizi ambulanza, senza dimenticare il farmacista cantonale e i responsabili dei nostri nosocomi, cliniche private incluse. Quanto fatto sinora dimostra un approccio pragmatico, coordinato e coerenze: l’unico modo per rispondere a questa emergenza e agli sviluppi futuri, senza lasciarsi travolgere dalle paure, che in questi casi portano a cattivi consigli”,
conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Le tendine sono state installate

Le tendine sono state installate

Da www.rsi.ch/news

Si trovano nei pressi dei 4 ospedali dell’EOC e della clinica Moncucco. Accolgono chi presenta sintomi sospetti, evitando il contagio di terzi

L’annuncio era arrivato mercoledì dal direttore del DSS Raffaele De Rosa. Dalle parole si è passati ai fatti giovedì, quando sono state installate le tendine della Protezione civile nei pressi dei quattro ospedali dell’EOC e della clinica Moncucco. Queste strutture servono per accogliere chi presenta sintomi sospetti del coronavirus, evitando il contatto e l’eventuale contagio di altri pazienti.
“Informiamo l’utenza su vari aspetti, come la disinfezione della mani, e distribuiamo le mascherine a chi presenta sintomi d’influenza”, ha commentato da Mendrisio Marco Quattropani. Secondo lo stesso comandante del PCi del Mendrisiotto, non c’è stato un aumento dell’utenza rispetto a quella che normalmente già si reca all’ospedale.
Dalla conferenza stampa di Bellinzona, è emerso che l’unico malato ticinese sta bene, ma è ancora degente. Sono giunti i risultati di 15 casi sospetti, tutti negativi. Delle cinque persone sotto osservazione, quattro stanno bene mentre per la quinta si è in attesa dei risultati.
Il medico cantonale Giorgio Merlani ha invece ricordato le misure di prudenza: non solo lavarsi le mani, ma evitare di andare al lavoro o a scuola se si presentano sintomi e nemmeno fare visita ai degenti in ospedale o in casa anziani.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Le-tendine-sono-state-installate-12786756.html

“In caso di eventi gravi preparati al soccorso”

“In caso di eventi gravi preparati al soccorso”

“Camper e auto sotto una valanga sulla strada del passo del Lucomagno: ma è un’esercitazione!”. Questo era il titolo di una notizia apparsa settimana scorsa su diversi portali e sui giornali di casa nostra. “Una notizia – ci dice il Consigliere di Stato Norman Gobbi – che spero possa aver acceso qualche lampadina, perché quando tutto funziona alla perfezione, come spesso capita da noi anche nei momenti di emergenza, non si pensa mai a come fanno gli enti di primo intervento a essere così preparati e performanti. Per raggiungere una capacità di soccorso di alto livello occorre avere infatti un’organizzazione ottimale e questa organizzazione, specie se coinvolge diversi enti, deve essere costantemente allenata e aggiornata. L’esercitazione di una decina di giorni fa al Lucomagno rientrava proprio in questo contesto”.

Diretto da un quadro superiore della Polizia cantonale in stretta collaborazione con il Servizio della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, “l’esercizio – ci spiega Norman Gobbi – ha visto impegnati un’ottantina di soccorritori provenienti dagli enti partner della protezione della popolazione. Significativo anche il coinvolgimento di collaboratori della Scuola di Sci Blenio, che si sono prestati a fare i figuranti, ossia le persone che sono rimaste coinvolte sotto la valanga. Nel caso dell’esercitazione al Lucomagno gli enti in prima linea erano la Polizia cantonale, i Corpi Pompieri di Biasca e di Blenio, i servizi dell’autoambulanza, l’organizzazione di protezione civile delle Tre Valli, il soccorso alpino svizzero, la REGA, la Pro Lucomagno con il proprio personale del servizio tecnico (coloro che hanno la responsabilità della strada del Pass, ndr) e il Centro di sci nordico di Campra, che ha coordinato gli aspetti logistici. A tutte queste persone rivolgo il mio ringraziamento, perché è grazie a loro se domani – ma si spera sempre che non capiti – si sarà in grado di intervenire in modo celere ed efficace nel caso di un incidente simile”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Passo del Lucomagno: auto e camper travolti da una valanga (ma è un’esercitazione)

Passo del Lucomagno: auto e camper travolti da una valanga (ma è un’esercitazione)

Comunicato stampa

L’allarme è scattato con una telefonata al 117 alle ore 18.55 ieri sera, mercoledì. Un automobilista che stava percorrendo il passo del Lucomagno ha visto davanti a sé la carreggiata invasa da una valanga. Immediatamente la polizia ha avvertito tutti gli enti interessati. Sono partiti i soccorsi, perché sotto la valanga era sicura la presenza di almeno una vettura. Per fortuna tutto si è risolto al meglio: si trattava di un’esercitazione.

Con lo scopo di testare la prontezza d’intervento a seguito di un avvenimento lungo la strada del Passo del Lucomagno la Pro Lucomagno, responsabile per la gestione della strada nel periodo invernale, ha proposto ieri, mercoledì 12 febbraio dalle 18.00 alle 23.30, un esercizio di salvataggio in scala 1:1. L’operazione ha coinvolto i partner della protezione della popolazione e conseguentemente le strutture di condotta e il personale preposto al salvataggio. Questi ultimi hanno dovuto operare in uno scenario che prevedeva, appunto, la caduta di una valanga lungo la strada del Passo, con il coinvolgimento di un’auto e di un camper.L’esercizio, diretto da un quadro superiore della Polizia cantonale in stretta collaborazione con il Servizio della protezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni, ha visto l’impiego di un’ottantina di soccorritori provenienti dagli Enti partner della protezione della popolazione, oltre che di figuranti (messi a disposizione della Scuola Svizzera di Sci Blenio, per simulare i passeggeri dei veicoli) per rendere il tutto verosimile.
In particolare hanno collaborato: la Polizia cantonale, i corpi pompieri di Biasca e di Blenio, i servizi d’autoambulanza, l’organizzazione di protezione civile delle Tre Valli, il soccorso alpino svizzero, la REGA, la Pro Lucomagno con il proprio personale del servizio tecnico e il Centro di sci nordico di Campra (aspetti logistici).  

Grazie allo scenario predisposto si è potuto testare l’attivazione della catena d’allarme e allenare il coordinamento, così come la condotta di un dispositivo d’urgenza al fronte, denominato SMEPI (Stato maggiore degli enti di primo intervento). La direzione d’esercizio ha messo l’accento sulle modalità (tecnico/tattiche) di intervento e sulle capacità di condotta, quali elementi fondamentali per riuscire ad affrontare questo genere di situazioni.  

L’esercitazione, organizzata nell’ambito delle attività della Commissione dell’istruzione della protezione della popolazione (CT istr PP), ha avuto un riscontro molto positivo e ha permesso d’identificare alcuni spunti di miglioramento che verranno ora elaborati e conseguentemente implementati.

Prova sirene oggi mercoledì 5 febbraio 2020

Prova sirene oggi mercoledì 5 febbraio 2020

Comunicato stampa

Oggi mercoledì 5 febbraio 2020 è prevista in Ticino la prova annuale di verifica dei dispositivi di allarme alla popolazione. Saranno coinvolte nel test tutte le sirene della Protezione civile installate sul territorio cantonale, che diffonderanno l’Allarme generale e l’Allarme acqua.  

Il programma della prova prevede dapprima l’attivazione delle sirene per l’Allarme generale (413 dispositivi); alle 13.30, 13.35, 13.45 e 13.55 sarà diffuso un suono continuo e modulato, dalla durata di 1 minuto. Ricordiamo che – nell’eventualità di un vero Allarme generale, – la popolazione deve ascoltare la radio, seguire le istruzioni delle autorità e informare i vicini.
Alle 14.15 e alle 15.00, nelle zone a valle degli impianti di accumulazione (dighe), saranno in seguito attivate le sirene per l’Allarme acqua (127 dispositivi). In questo caso saranno diffusi 12 suoni continui e gravi (più cupi rispetto a quelli dell’Allarme generale), in sequenze di 20 secondi a intervalli di 10 secondi, per un totale di 6 minuti. In caso di vero Allarme acqua, la popolazione deve abbandonare immediatamente la zona a rischio e attenersi alle istruzioni delle autorità.
Trattandosi di prove di funzionamento del sistema, come di consueto non occorrerà intraprendere misure reali: il test serve a controllare lo stato delle installazioni, esercitare il personale ed informare la popolazione sui comportamenti corretti. Il Dipartimento si scusa per eventuali disagi e conta sulla comprensione di tutta la popolazione.
Con l’introduzione del nuovo applicativo Alertswiss le informazioni relative alla prova annuale come pure tutte le informazioni e le raccomandazioni in caso di evento sono ora anche disponibili sul sito www.alertswiss.ch o scaricando la relativa applicazione.
Allarme acqua – Informiamo che accedendo al sito www.ti.ch/allarmi è possibile consultare i prospetti informativi “Allarme acqua – cosa fare, come reagire”, anche nelle versioni tradotte, come pure creare un affisso personalizzato, dove vengono riportati i punti di raccolta in caso di evento.Ulteriori informazioni possono essere consultate sui siti internet www.protpop.ch oppure richieste all’indirizzo di-spci@ti.ch. 

Dipartimento delle istituzioni: promozione ufficiali di Protezione civile

Dipartimento delle istituzioni: promozione ufficiali di Protezione civile

Comunicato stampa

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha il piacere di comunicare la promozione di 31 nuovi ufficiali di Protezione civile, di cui un Comandante di compagnia e 7 sostituti.
Lo scorso 13 dicembre 2019 si è tenuta, presso il Centro cantonale di istruzione della Protezione civile di Rivera, una breve quanto significativa cerimonia. Alla presenza dei Comandanti, dei Capi istruzione e di diversi istruttori professionisti delle sei Regioni di Protezione civile, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, ten col SMG Ryan Pedevilla, si è complimentato con i promossi, consegnando loro i diplomi di riconoscimento quale ringraziamento per l’attività fin qui svolta e per l’impegno e la disponibilità a favore di tutta la cittadinanza.
I neo promossi sono:

Regione PCi 3 Valli
I tenente Bontà Augusto
tenente Charpié Antoine
tenente Guscetti Curzio
tenente Lunini Matteo

Regione PCi Bellinzonese
tenente Castelli Franco
tenente Censi Enrico

Regione PCi Locarno e Vallemaggia
tenente Andina Nicholas
tenente Genasci-Borgna Massimo
tenente Quaglia Didier
tenente Rullo Paolo

Regione PCi Lugano-Campagna
capitano Lischetti Luca
tenente Airaghi Filippo
tenente Copa Loris
tenente Gandola Steven
tenente Ponti Patrick

Regione PCi Lugano-Città
I tenente Codoni Lorenzo
I tenente De Pasquale Giuseppe
I tenente Parisi Paolo
I tenente Vismara Raffaele
I tenente Zarrillo Fabio
tenente Massetti Alessandro
tenente Tanzi Filippo
tenente Zanin Danilo

Regione PCi Mendrisiotto
capitano Marending Andrea
tenente Capizzi Francesco
tenente Crivelli Mathieu
tenente Fior Achille
tenente Poli Kilian
tenente Snider Samuele

Sezione del militare e della protezione della popolazione
tenente Cabezas Marco
tenente Marchese Luca

Protezione della popolazione: i partner si allenano

Protezione della popolazione: i partner si allenano

Comunicato stampa

Il Bellinzonese ha ospitato, martedì 8 e mercoledì 9 ottobre 2019, le ultime due edizioni 2019 del corso per gli Stati maggiori degli enti di primo intervento denominato «SMEPI». Si è trattato di una formazione pratica destinata ai responsabili delle operazioni nelle organizzazioni ticinesi di primo intervento: polizia, pompieri e servizi d’autoambulanza. Le attività si sono alternate tra Monte Carasso, Castione, Camorino e Sant’Antonino.

La Commissione tecnica per la formazione nella protezione della popolazione (CT istr PP) propone, già da alcuni anni, moduli formativi per esercitare le capacità di gestione, coordinamento e risoluzione di situazioni che necessitano l’attivazione di uno Stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI).
L’edizione 2019 ha visto impegnati circa settanta operatori degli enti di primo intervento (EPI) su quattro giornate di esercitazioni, durante le quali i professionisti del primo intervento hanno avuto la possibilità di consolidare le loro conoscenze grazie a una serie di applicazioni pratiche, coadiuvate da un team d’istruttori esperti.
Gli scenari proposti hanno simulato: un incendio in una fattoria, un’evacuazione di persone nel settore di Monte Carasso-Mornera (compresa la funivia), un problema di ordine pubblico presso un centro commerciale e un cedimento strutturale all’interno di alcuni magazzini di stoccaggio.
I partecipanti hanno così avuto la possibilità di esercitare in modo pratico la propria funzione, chi a capo dello SMEPI, chi di responsabile del proprio servizio chiamato a intervenire. Durante le simulazioni hanno dovuto allenare l’attivazione e il coordinamento di un dispositivo d’urgenza, nonché l’applicazione dei vari protocolli di condotta.
Gli aspetti logistici del programma sono stati gestiti dal Corpo civici pompieri di Bellinzona, con la supervisione della CT istr PP. Nelle singole piazze di lavoro ci si è pure avvalsi delle competenze dei partner specializzati per le singole simulazioni (proprietari delle infrastrutture, protezione civile, soccorso alpino, sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo e l’ufficio del veterinario cantonale).

Nuova Valascia – Sinergie in caso di catastrofe

Nuova Valascia – Sinergie in caso di catastrofe

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha autorizzato ieri il finanziamento di una struttura protetta di oltre 850 posti, da inserirsi nel futuro stadio in Alta Leventina, destinata ai Comuni di Dalpe, Prato Leventina e Quinto. Il progetto segue la strategia adottata dal Dipartimento delle istituzioni atta a costruire unicamente rifugi pubblici ad alto valore aggiunto capaci di garantire alla popolazione una sistemazione funzionale a fronte di situazioni particolari e straordinarie.

Alla base del nuovo Stadio multifunzionale di Ambrì Piotta verrà costruito un rifugio pubblico capace di ospitare, qualora ve ne fosse il bisogno, 858 cittadine e cittadini bisognosi di protezione. Questo progetto segue quanto prescritto dalla Legge federale sulla protezione della popolazione e protezione civile del 4 ottobre 2002, la quale prevede che ogni abitante deve disporre di un posto protetto. L’intervento consentirà quindi di colmare il deficit dei comuni di Prato Leventina, Quinto e Dalpe. Il Consiglio di Stato ha deciso di dare continuità a una strategia, già adottata ultimamente dai Comuni di Pianezzo, Cresciano e Torricella-Taverne, che prevede la progettazione di rifugi pubblici multifunzionali capaci, da un lato di dare una sistemazione rispettosa delle necessità individuali per le persone ospitate in caso di emergenza e, d’altro, di poter essere utilizzati in tempo di “pace” per accogliere, su richiesta, truppe dell’esercito durante i corsi di ripetizione, squadre sportive o altre attività. L’edificazione del rifugio pubblico sotto la nuova Valascia, peraltro finanziato tramite il fondo dei contributi sostitutivi vincolati al collaudo della costruzione di strutture protette (in questo caso l’impegno finanziario a opera conclusa sarà di 3 milioni di franchi), porterà un importante valore aggiunto allo Stadio e in generale a tutta la Regione, garantendo maggiore sicurezza alla popolazione in caso di necessità e permettendo importanti sinergie a partire dalla messa in funzione del nuovo complesso sportivo.