Ospedale e Infocentro, dal Cantone 16 milioni Licenziato il messaggio per l’acquisizione della Saleggina e dell’edificio dismesso in Leventina

Ospedale e Infocentro, dal Cantone 16 milioni Licenziato il messaggio per l’acquisizione della Saleggina e dell’edificio dismesso in Leventina

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 30 ottobre 2020 de La Regione

Ospedale e Infocentro, dal Cantone 16 milioni Licenziato il messaggio per l’acquisizione della Saleggina e dell’edificio dismesso in Leventina

Soddisfazione è stata la parola più utilizzata durante la conferenza stampa di presentazione del messaggio licenziato dal Consiglio di Stato: parlamento permettendo, segna infatti un passo decisivo per tre importanti progetti delle regioni del Bellinzonese e dell’Alto Ticino. Ovvero la realizzazione del nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, l’acquisizione del Cantone dell’ex Infocentro di Pollegio e la progettazione dei lavori riguardanti la rivitalizzazione del fiume Ticino nell’ambito del Parco fluviale Boschetti-Saleggi. Il governo mette sul piatto 16,06 milioni di franchi. L’operazione, un Tetris sull’asse Bellinzona-Pollegio-Berna, consiste nella cessione del terreno della Saleggina da Armasuisse al Cantone e nel passaggio di proprietà del terreno di Pollegio da AlpTransit ad Armasuisse, con successivo acquisto del Cantone dell’ex Infocentro per servizi di pubblica utilità.
Partendo dai progetti che riguardano il Comune di Bellinzona, il Cantone intende acquisire dall’Esercito (al prezzo di 13,7 milioni) i 214’246 metri quadri del comparto della Saleggina affacciato sul fiume Ticino tra Bellinzona e Giubiasco. Ciò che consentirà di avviare l’iter di progettazione del nuovo ospedale, previsto su una parte del terreno (circa 130mila m2) che da decenni viene utilizzato come stand di tiro, sede di accampamenti militari ma soprattutto per il pascolo (204mila m2).
I terreni della Saleggina rappresentano l’unico comparto ritenuto adeguato dalla direzione dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc): superficie ampia, pianeggiante e ben collegata. Lo sviluppo della rete ferroviaria e la realizzazione del futuro semisvincolo accorceranno ancora di più i tempi di raggiungimento del nuovo ospedale, ponendo importanti presupposti per un buon funzionamento della struttura. Il 15 settembre scorso il Cda dell’Eoc ha confermato al Cantone l’interesse ad acquisire (modalità favorita) o utilizzare sulla base di un diritto di superficie circa 130mila metri quadri. Il futuro nosocomio rientra nel concetto di Ospedale cantonale multisito, inteso come una moderna rete ospedaliera che sul fronte delle cure somaticoacute prevede due ospedali di riferimento: Lugano e Bellinzona. La missione dell’Eoc è inoltre quella di rafforzare i settori della ricerca e dell’insegnamento. Si stima che la prima fase dei lavori, prevista indicativamente a partire dal 2028, richiederà 12 anni, con termine di realizzazione ipotizzato nel 2046. Nel frattempo per l’attuale ospedale San Giovanni – considerato troppo vetusto per essere ristrutturato in maniera efficace e duratura – sono previsti investimenti milionari lungo i prossimi 15 anni, direttamente proporzionali ai tempi di attesa per il nuovo edificio.

Saleggi: tappa fulcro del Parco fluviale
La parte della Saleggina che si affaccia direttamente sul fiume Ticino sarà invece utilizzata per ultimare il progetto e iniziare i lavori della tappa fulcro della rinaturazione di alcuni punti del fiume da Bellinzona (già iniziati i lavori in zona Torretta) a Gudo. L’intera operazione del progetto denominato Parco fluviale (80 milioni di franchi in massima parte sussidiati da Confederazione e Cantone) ha quali scopi la messa in sicurezza degli argini, la sua rivitalizzazione ambientale e una migliore fruizione di un comparto già oggi molto frequentato da famiglie, sportivi ed escursionisti. «Piace molto l’idea di avere un Parco fluviale accanto al futuro ospedale», ha affermato il sindaco Mario Branda, ricordando come fino al 1’500 l’allora ospedale si trovasse già nei pressi di un corso d’acqua, ovvero il riale Dragonato. La struttura fu poi temporaneamente trasferita vicino alla chiesa San Biagio a causa dei pericoli generati dalla periodiche piene. Convivenza e sinergia tra fiume e ospedale che saranno invece garantite in futuro.

Attività militari dirottate in Leventina
Ma dove compensare la perdita delle attività militari attualmente presenti alla Saleggina? Dopo il parere positivo della Confederazione sull’eventualità di rinunciare alle truppe a Bellinzona (ma con conseguente esigenza di trovare una soluzione alternativa), nel 2017 il Dipartimento delle istituzioni (Di) ha avviato le trattative facendo da tramite tra Confederazione e AlpTransit Gottardo Sa, proprietaria dell’ex Infocentro di Pollegio ubicato sui 124’200 metri quadri utilizzati per la fase di cantiere del traforo ferroviario del San Gottardo. Un accordo di massima sulla fattibilità dell’operazione è stato raggiunto nel 2019. Il Cantone occuperà i 2’756 metri quadri su cui sorge l’ex Infocentro, mentre saranno 7’244 i metri quadri dove Armasuisse potrà costruire un edificio modulare (caserma) al servizio delle attività militari. L’operazione, iniziata già nel 2015 e definita complessa dal capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla, ha permesso di scongiurare la demolizione dell’ex Infocentro ventilata da AlpTransit in quanto obbligata a restituire terreni verdi al Comune di Pollegio. La struttura – costruita per una funzione informativa e rappresentativa nell’ambito della costruzione del traforo – passerà inizialmente nelle mani di Armasuisse, con successivo passaggio al Cantone. Sarà il Di che procederà poi ad adattarla a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali. L’investimento per acquisto e sistemazione dell’edificio ammonta a 1,15 milioni di franchi.

Riconversione dei terreni Sac Compresi nei 16 milioni, anche 1’220’057 franchi per la riqualifica di 10’000 metri quadri del terreno della Saleggina in zona agricola Sac (superfici per l’avvicendamento delle colture), ovvero la stessa superficie che in Leventina sarà convertita in zone per attrezzature ed edifici pubblici (Ap/Ep). Per questa procedura servirà una variante del Piano regolatore dei Comuni di Bellinzona e Pollegio (saranno chiamati a esprimersi i rispettivi Consigli comunali).
‘Operazione Win-Win’ Norman Gobbi, direttore del Di, parlando di un’operazione «Win-Win» ha espresso grande soddisfazione per esseri riusciti a fare convergere gli interessi degli attori coinvolti, che ne escono tutti vincitori. «Ora speriamo che il credito possa essere accolto in tempi brevi», ha aggiunto. Sarà il voto del Gran Consiglio – indicativamente previsto a febbraio 2021– a definire l’inizio o meno dell’iter che prevede la firma del contratto di compravendita per la Saleggina, il risanamento dei terreni Sac, la firma del diritto di superficie con Armasuisse relativo al comparto di Pollegio e lo svolgimento dei necessari interventi infrastrutturali.

Stand di tiro sul Monte Ceneri
Come noto, sarà il poligono cantonale previsto sul Monte Ceneri a rimpiazzare lo stand di tiro della Saleggina per il quale è previsto lo smantellamento. All’investimento finanziario di 60 milioni di franchi parteciperà anche la Città di Bellinzona. La messa in esercizio del nuovo poligono non è prevista prima del 2026.

*****

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 30 ottobre 2020 del Corriere del Ticino

Tetris completo per l’ospedale
Il Consiglio di Stato chiede 16 milioni al Parlamento per acquistare dalla Confederazione i terreni alla Saleggina necessari alla costruzione della nuova struttura sanitaria, effettuare la relativa bonifica e rilevare l’Infocentro di Pollegio nei cui pressi si sposteranno le attività militari.
Per il nuovo ospedale di Bellinzona il tetris è compiuto, almeno sulla carta. Dopo anni di valutazioni, studi, contatti e trattative, un mattoncino fondamentale è stato posato mercoledì dal Consiglio di Stato con la firma del messaggio contenente la richiesta al Gran Consiglio di un credito di 16 milioni necessario principalmente all’acquisto dei terreni in zona Saleggina a Bellinzona, ritenuti ideali per ospitare la struttura sanitaria che nei prossimi decenni, con avvio della costruzione stimato nel 2028, dovrà sostituire il vecchio San Giovanni. Mentre quest’ultimo non è più adeguato per la sua situazione collinare e l’impossibilità di un ampliamento ulteriore, la zona individuata al confine tra la città ed il quartiere di Giubiasco è considerata appropriata in quanto ampia, pianeggiante, ben collegata e attrezzata per poter essere edificata e messa a disposizione per scopi di carattere pubblico. L’acquisizione, fatta salva l’approvazione del Parlamento cantonale prevista indicativamente per febbraio 2021, aprirà la strada alla procedura di progettazione. Ma il tetris – come è stato definito ieri nella presentazione alla stampa da parte del presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi – non si ferma qui. Il credito permetterà infatti non solo l’acquisto di questi terreni ma anche il compimento di altri due obiettivi: la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale dell’area tramite il progetto del Parco fluviale (che proprio nel comparto avrà il suo cuore) e il rilevamento da parte del Cantone dell’ex Infocentro AlpTransit di Pollegio, i cui vicini terreni passeranno all’Esercito per spostare le attività militari ora svolte proprio alla Saleggina. Si tratta quindi di un’operazione su tre fronti, che parte appunto dall’acquisizione di cinque particelle nella capitale per un totale di oltre 214.000 metri quadrati, che per altro andranno in parte bonificati a causa dell’inquinamento determinato dall’attività dello stand di tiro, che da parte sua come sostituto avrà dal 2026-27 il futuro poligono del Monte Ceneri (con un ulteriore investimento di 60 milioni). La superficie è l’unica ritenuta adeguata per le esigenze manifestate dalla direzione dell’Ente ospedaliero cantonale nell’ottica di un nuovo ospedale regionale. Ma è ancora oggi di proprietà della Confederazione, ed utilizzata dall’Esercito quale piazza d’esercizio, in particolare per le truppe sanitarie e altre unità attive in Ticino. Già cinque anni fa il Dipartimento delle istituzioni – con il capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione Ryan Pedevilla in prima linea – aveva quindi avviato le trattative con il Dipartimento federale della difesa per trovare un’area sostitutiva da mettere a disposizione dei militari. Scartate le ipotesi di Gorduno, Gudo e Quartino, la soluzione è poi stata individuata nel terreno di Pollegio. Di 124.200 metri quadrati e appartenente ad AlpTransit Gottardo SA, vi sorge l’Infocentro che tra l’altro grazie a questo mosaico potrà essere mantenuto in piedi e destinato a scopi sociali di cui diremo.

Demolizione scongiurata
La mediazione svolta dal Dipartimento delle istituzioni, come ricordato dal direttore Norman Gobbi, ha permesso di raggiungere altri obiettivi. La Città di Bellinzona, da subito interessata a questa trattativa per l’importanza di mantenere sul proprio territorio l’ospedale regionale, ha potuto inserire anche la progettazione definitiva – in collaborazione con il Consorzio correzione fiume Ticino e il Dipartimento del territorio – della citata sistemazione completa del corso d’acqua. Ciò permetterà la messa in sicurezza del territorio, aumentandone il valore ecologico e la disponibilità per la popolazione. «Con il nuovo ospedale e il Parco fluviale centriamo così due obiettivi strategici del progetto aggregativo» ha ricordato allo stesso infopoint sul posto il sindaco di Bellinzona Mario Branda. Inoltre con l’acquisizione da parte dell’Esercito dei terreni di Pollegio, il Consiglio di Stato è riuscito a garantire un futuro all’Infocentro raggiungendo gli obiettivi fissati negli anni passati ed evitando quindi la demolizione della struttura che verrà destinata a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali.

Le cifre dell’operazione
Il costo per l’acquisizione delle cinque particelle alla Saleggina per un totale di 214.246 metri quadrati ammonta a 13 milioni e 582.702 franchi. I costi per rilevare l’Infocentro (135.000 franchi) e per la sua sistemazione e riconversione ammontano in totale a 1,152 milioni. Altri 1,220 milioni (di cui circa la metà solo per lo smaltimento del materiale inquinato) andranno per la riqualifica di 10.000 metri quadrati di terreno, così da compensare il «sacrificio» dei terreni agricoli a Pollegio.

****

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 30 ottobre 2020 de Il Quotidiano

Il Cantone compra i Saleggi
https://rsi.ch/play/tv/redirect/detail/13561057

Nuovo ospedale a Bellinzona e un centro formativo a Pollegio

Nuovo ospedale a Bellinzona e un centro formativo a Pollegio

Da www.laregione.ch
Il Consiglio di Stato chiede 16 milioni per acquistare i terreni in città e riorientare l’ex Infocentro di AlpTransit nella Bassa Leventina

Un passo per tre obiettivi: futuro nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, rivitalizzazione fiume Ticino e acquisto dell’Infocentro di Pollegio.  

Il Consiglio di Stato, nella sua ultima seduta, ha approvato il credito di 16’060’000 franchi necessario all’acquisto dall’Esercito dei terreni della Saleggina a Bellinzona, da decenni usati come stand di tiro e sede di accampamenti militari, oltre che per il pascolo di mucche. Tale acquisizione permetterà di avviare l’iter di progettazione del nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, di sistemazione idraulica e di rivitalizzazione integrale del Fiume Ticino con l’inserimento del previsto parco fluviale. La richiesta di credito che il Governo cantonale ha sottoposto al Gran Consiglio consentirà inoltre di acquistare l’Infocentro di Pollegio. Il costo per l’acquisizione di cinque particelle alla Saleggina per un totale di 214’246 metri quadrati ammonta a 13’582’702 franchi. I costi per l’acquisto dell’Infocentro (135mila franchi) e per la sua sistemazione e riconversione ammontano in totale a 1’152’060 franchi, mentre verranno investiti altri 1’220’057 franchi per la riqualifica di 10’000 metri in zona agricola qualità Sac (597’393 franchi per lo smaltimento di materiale inquinato – importo detratto dal prezzo d’acquisto – e il rimanente per garantire la qualità Sac).    L’operazione, una sorte di Tetris presentato ufficialmente questa mattina alla stampa, consiste nella cessione del terreno della Saleggina da Armasuisse al Cantone e nel passaggio di proprietà del terreno di Pollegio da AlpTransit ad Armasuisse, con successivo passaggio dell’Infocentro dall’Esercito al Cantone per servizi di pubblica utilità.

I terreni alla Saleggina – l’unico comparto ritenuto adeguato per le esigenze manifestate dalla direzione dell’Ente ospedaliero cantonale in ottica nuovo ospedale regionale – appartengono oggi al Dipartimento difesa, protezione della popolazione e sport. Attualmente l’Esercito li usa quale piazza d’esercizio, in particolare per le truppe sanitarie e altre unità attive in Ticino. Il Dipartimento delle istituzioni (Di) ha quindi avviato le trattative con la Confederazione per trovare un’area sostitutiva da mettere a disposizione dell’Esercito. Dopo gli approfondimenti del caso il terreno è stato individuato a Pollegio nella zona dove sorge l’Infocentro. I fondi in questione sono di proprietà di AlpTransit Gottardo Sa (Atg) e si sviluppano su una superficie di 124’200 metri quadrati. Le complesse trattative tra tutte le parti in gioco consentono oggi – se il Parlamento cantonale approverà il messaggio – di mettere quindi il terreno della Saleggina a disposizione dell’Eoc per pianificare la realizzazione del futuro ospedale regionale di Bellinzona, così come all’Esercito di continuare la sua attività. 

L’Infocentro verso una seconda vita
La mediazione svolta dal Di ha permesso di raggiungere altri obiettivi. La Città di Bellinzona, da subito interessata a questa trattativa per l’importanza di mantenere sul proprio territorio l’ospedale regionale, ha potuto inserire anche la progettazione definitiva – in collaborazione col Consorzio correzione fiume Ticino e il Dipartimento del territorio – del previsto parco fluviale nei comparti Saleggina e Boschetti (Sementina). Ciò permetterà ampliamenti dell’ambito fluviale, così da rendere più sicuro il territorio, aumentandone il valore ecologico e la disponibilità per la popolazione. Inoltre con l’acquisizione da parte dell’Esercito dei terreni di Atg a Pollegio, il Consiglio di Stato è riuscito a garantire un futuro all’Infocentro raggiungendo gli obiettivi fissati negli anni passati ed evitando quindi la demolizione della struttura che verrà destinata a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali. 

Questa mattina, durante la presentazione del messaggio governativo, il direttore del Di Norman Gobbi ha espresso soddisfazione per esseri riusciti a mettere insieme gli interessi di tutti gli attori coinvolti, i quali ne escono tutti vincitori. «Ora speriamo che il credito possa essere accolto in tempi brevi dal parlamento», ha aggiunto Gobbi, ricordando il lungo ma accurato iter osservato negli ultimi 5 anni.

Mario Branda, sindaco di Bellinzona, ha evidenziato l’appagamento a nome di tutto il Municipio in un giorno che segna un passo decisivo per entrambi i progetti che riguardano la Città. «Piace molto l’idea di avere un Parco fluviale accanto al futuro ospedale», ha detto il sindaco, ricordando come fino al 1’500 l’ospedale San Giovanni si trovasse presso il viale del Dragonato. La struttura fu poi temporaneamente trasferita vicino alla chiesa San Biagio a causa dei pericoli generati dalla periodiche piene del riale Dragonato. Una prossimità tra ospedale e fiume che sarà invece garantita in futuro, grazie appunto al Parco fluviale che andrà ad offrire alla popolazione maggiori opportunità per fruire del fiume e della natura circostante. 

Stand di tiro sul Monte Ceneri 
Come noto, sarà il poligono cantonale previsto sul Monte Ceneri a rimpiazzare lo stand di tiro della Saleggina (che sarà smantellato). All’investimento finanziario di 60 milioni di franchi parteciperà anche la Città di Bellinzona. La messa in esercizio del nuovo poligono non è prevista prima del 2026. 

****

Da www.cdt.ch

Il Governo pensa al futuro dell’ospedale di Bellinzona
Con un credito di oltre 16 milioni di franchi il Consiglio di Stato ha acquisito i terreni in zona Saleggina per la progettazione del nuovo comparto del nosocomio e la sistemazione del fiume Ticino – Questo passo consentirà anche l’acquisto dell’Infocentro a Pollegio

Il Consiglio di Stato ha approvato il credito di 16’060’000 franchi necessario all’acquisto dei terreni in zona Saleggina a Bellinzona. Tale acquisizione permetterà di avviare l’iter di progettazione del nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona e la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del Fiume Ticino. Il credito accolto dal Governo consentirà inoltre di acquistare l’Infocentro di Pollegio.

Si tratta di un’operazione su tre fronti che parte dall’acquisizione di 5 particelle alla Saleggina in territorio di Bellinzona per un totale di oltre 214mila metri quadrati. Una superficie – l’unica ritenuta adeguata per le esigenze manifestate dalla direzione dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) in ottica nuovo ospedale regionale – oggi di proprietà della Confederazione (Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport). Attualmente l’Esercito la utilizza quale piazza d’esercizio, in particolare per le truppe sanitarie e altre unità attive in Ticino. Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi avviato le trattative con la Confederazione per trovare un’area sostitutiva da mettere a disposizione dell’Esercito. Dopo gli approfondimenti del caso il terreno è stato individuato a Pollegio nella zona dove sorge l’Infocentro. I fondi in questione sono di proprietà di AlpTransit Gottardo SA (ATG) e si sviluppano su una superficie di 124’200 metri quadrati. Le complesse trattative tra tutte le parti in gioco consentono oggi – se il Gran Consiglio approverà il messaggio adottato dal Consiglio di Stato – di mettere quindi il terreno della Saleggina a disposizione dell’EOC per pianificare la realizzazione del futuro ospedale regionale di Bellinzona, così come all’Esercito di continuare la sua attività.

Ma la mediazione svolta dal Dipartimento delle istituzioni ha permesso di raggiungere altri qualificanti obiettivi. La Città di Bellinzona, da subito interessata a questa trattativa per l’importanza di mantenere sul proprio territorio l’ospedale regionale, ha potuto inserire anche la progettazione definitiva – in collaborazione con il Consorzio correzione fiume Ticino e il Dipartimento del Territorio – della sistemazione del Fiume Ticino, Parco fluviale Saleggina e Boschetti. Ciò permetterà ampliamenti dell’ambito fluviale, così da rendere più sicuro il territorio, aumentandone il valore ecologico e la disponibilità per la popolazione. Inoltre con l’acquisizione da parte dell’Esercito dei terreni di ATG a Pollegio, il Consiglio di Stato è riuscito a garantire un futuro all’Infocentro raggiungendo gli obiettivi fissati negli anni passati ed evitando quindi la demolizione della struttura che verrà destinata a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali.

Il costo per l’acquisizione delle 5 particelle per un totale di 214’246 metri quadrati ammonta a 13’582’702 franchi. I costi per l’acquisto dell’Infocentro (135mila franchi) e per la sua sistemazione e riconversione ammontano in totale a 1’152’060 franchi, mentre verranno investiti altri 1’220’057 franchi per la riqualifica di 10’000 m2 in zona agricola, qualità SAC (597’393 franchi per lo smaltimento di materiale inquinato – importo detratto dal prezzo d’acquisto – e il rimanente per garantire la qualità SAC).

Un passo per tre obiettivi: futuro nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, rivitalizzazione fiume Ticino e acquisto dell’Infocentro di Pollegio  

Un passo per tre obiettivi: futuro nuovo Ospedale regionale di Bellinzona, rivitalizzazione fiume Ticino e acquisto dell’Infocentro di Pollegio  

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua ultima seduta, ha approvato il credito di 16’060’000 franchi necessario all’acquisto dei terreni in zona Saleggina a Bellinzona. Tale acquisizione permetterà di avviare l’iter di progettazione del nuovo comparto dell’Ospedale regionale di Bellinzona e la sistemazione idraulica e la rivitalizzazione integrale del Fiume Ticino. Il credito accolto dal Governo consentirà inoltre di acquistare l’Infocentro di Pollegio.

Si tratta di un’operazione su tre fronti che parte dall’acquisizione di 5 particelle alla Saleggina in territorio di Bellinzona per un totale di oltre 214mila metri quadrati. Una superficie – l’unica ritenuta adeguata per le esigenze manifestate dalla direzione dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) in ottica nuovo ospedale regionale – oggi di proprietà della Confederazione (Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport). Attualmente l’Esercito la utilizza quale piazza d’esercizio, in particolare per le truppe sanitarie e altre unità attive in Ticino. Il Dipartimento delle istituzioni ha quindi avviato le trattative con la Confederazione per trovare un’area sostitutiva da mettere a disposizione dell’Esercito. Dopo gli approfondimenti del caso il terreno è stato individuato a Pollegio nella zona dove sorge l’Infocentro. I fondi in questione sono di proprietà di AlpTransit Gottardo SA (ATG) e si sviluppano su una superficie di 124’200 metri quadrati. Le complesse trattative tra tutte le parti in gioco consentono oggi – se il Gran Consiglio approverà il messaggio adottato dal Consiglio di Stato – di mettere quindi il terreno della Saleggina a disposizione dell’EOC per pianificare la realizzazione del futuro ospedale regionale di Bellinzona, così come all’Esercito di continuare la sua attività.

Ma la mediazione svolta dal Dipartimento delle istituzioni ha permesso di raggiungere altri qualificanti obiettivi. La Città di Bellinzona, da subito interessata a questa trattativa per l’importanza di mantenere sul proprio territorio l’ospedale regionale, ha potuto inserire anche la progettazione definitiva – in collaborazione con il Consorzio correzione fiume Ticino e il Dipartimento del Territorio – della sistemazione del Fiume Ticino, Parco fluviale Saleggina e Boschetti. Ciò permetterà ampliamenti dell’ambito fluviale, così da rendere più sicuro il territorio, aumentandone il valore ecologico e la disponibilità per la popolazione. Inoltre con l’acquisizione da parte dell’Esercito dei terreni di ATG a Pollegio, il Consiglio di Stato è riuscito a garantire un futuro all’Infocentro raggiungendo gli obiettivi fissati negli anni passati ed evitando quindi la demolizione della struttura che verrà destinata a un uso polivalente: formazione degli addetti alla protezione della popolazione; laboratorio alimentare a gestione privata (con inclusa una mensa); spazi amministrativi e spazi per attività espositive e socioculturali.

Il costo per l’acquisizione delle 5 particelle per un totale di 214’246 metri quadrati ammonta a 13’582’702 franchi. I costi per l’acquisto dell’Infocentro (135mila franchi) e per la sua sistemazione e riconversione ammontano in totale a 1’152’060 franchi, mentre verranno investiti altri 1’220’057 franchi per la riqualifica di 10’000 m2 in zona agricola, qualità SAC (597’393 franchi per lo smaltimento di materiale inquinato – importo detratto dal prezzo d’acquisto – e il rimanente per garantire la qualità SAC).        

Licenziato il credito per il nuovo Centro polivalente di Camorino

Licenziato il credito per il nuovo Centro polivalente di Camorino

Comunicato stampa

Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha licenziato il Messaggio Governativo relativo alla concessione di un credito di CHF 11’000’000.- per la realizzazione del nuovo Centro polivalente di Camorino.

Il progetto prevede l’edificazione, sopra l’attuale impianto di Protezione civile, di un edificio di 3 piani e la riorganizzazione degli spazi delle strutture protette sottostanti. Gli spazi interni dell’edificio principale potranno essere organizzati in compartimenti separati, in modo da permetterne l’utilizzo da parte di differenti tipologie di utenza in maniera flessibile e razionale.
La nuova struttura avrà una capacità complessiva di circa 180 posti letto. La sua gestione prevede una collaborazione tra il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) e il Dipartimento delle Istituzioni (DI), volta a garantire un’adeguata e tempestiva presa a carico degli ospiti. Il DI assumerà la responsabilità della gestione operativa del centro, mentre il DSS la gestione degli aspetti d’integrazione degli ospiti, coerentemente con quanto previsto dall’agenda integrazione svizzera.
La nuova struttura avrà inoltre una doppia funzione. Da una parte permetterà di adeguare la capacità ricettiva nell’ambito dell’asilo, considerando anche quella che andrà persa a seguito della chiusura del centro collettivo di Paradiso. Dall’altra, andrà a inserirsi nel dispositivo cantonale di Protezione della popolazione e consentirà l’accoglienza – in caso di necessità – di persone bisognose di protezione a causa di eventi particolari o eccezionali. In caso di occupazione bassa, la struttura potrà inoltre essere utilizzata da altri partner, quali per esempio la polizia o l’esercito, per altri scopi strettamente legati alla protezione della popolazione.
L’apertura del nuovo Centro è pianificata nella seconda metà del 2022.

“Gettate le basi per l’ospedale di Bellinzona e l’uso dell’Infocentro”

“Gettate le basi per l’ospedale di Bellinzona e l’uso dell’Infocentro”

“Un lavoro certosino, esempio di buona politica”

Due piccioni con una fava, si potrebbe dire, dopo l’incontro di questa settimana che ha permesso di consolidare le basi affinché il Cantone entri in possesso del terreno ai Saleggi su cui sorgerà il futuro ospedale Regionale di Bellinzona e dell’Infocentro di Pollegio che verrà messo a disposizione per scopi di interesse pubblico cantonale. “Addirittura i piccioni presi con una fava sono quattro – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi,- perché con questa operazione permettiamo pure la rinaturalizzazione di un tratto del fiume Ticino inserita in un progetto di valenza federale e la realizzazione a Pollegio di una piazza d’istruzione dell’esercito”.

Ci spieghi il passo compiuto nell’incontro di mercoledì scorso. “Si tratta di un’operazione che coinvolge molti attori con il duplice scopo principale di acquisire il terreno necessario per la realizzazione del futuro ospedale Regionale di Bellinzona e il salvataggio dell’Infocentro, la struttura di Pollegio realizzata da AlpTransit Gotthard nell’ambito della costruzione del tunnel di base del San Gottardo. Quale corollario si aggiungono i lavori di rinaturalizzazione del Ticino e la costruzione della piazza d’istruzione a Pollegio. Siamo riusciti, grazie all’ottimo lavoro dei miei funzionari attivi alla Sezione del militare e della protezione della popolazione e in particolare del capo Sezione Ryan Pedevilla, a mettere attorno allo stesso tavolo tre Dipartimenti (oltre al DI, anche il DT e il DSS), la Città di Bellinzona, il Comune di Pollegio, armasuisse, proprietaria dei terreni ai Saleggi, Alptransit Gotthard AG, proprietaria dell’Infocentro, l’EOC che dovrà realizzare l’ospedale e il consorzio correzione fiume Ticino”. Ma in pratica di cosa si tratta? “L’esercito, che ha alcune attività ai Saleggi ed è proprietario dei terreni, permuterà quell’area con un terreno di AlpTransit a Pollegio dove sorge l’Infocentro. Il Cantone acquisterà i terreni ai Saleggi e l’Infocentro, struttura che per come è realizzata non entra negli interessi di armasuisse. Ai Saleggi di Bellinzona potrà così sorgere, se tutto procederà come nelle intenzioni, il nuovo ospedale Regionale, mentre l’Infocentro sarà messo a disposizione per scopi di interesse pubblico cantonale, sotto la competenza del Dipartimento delle istituzioni”.

“In un momento che ci vede in difficoltà a causa del coronavirus e delle sue conseguenze – sottolinea il Consigliere di Stato Norman Gobbi – ritengo quanto sin qui fatto in questo ambito davvero notevole. Abbiamo dimostrato che non manca la capacità di trovare soluzioni, ma pure la voglia di guardare a un arco temporale più lungo. Un esempio di buona politica. Gli scogli che si sono dovuti superare sono stati numerosi, ma gli obiettivi finali – costruzione del futuro ospedale e salvataggio dell’Infocentro, rinaturalizzazione del tratto lungo il fiume Ticino e nuova piazza d’istruzione dell’esercito – sono sempre stati al centro degli interessi di tutti. Ciò ha portato a una condivisione e a una collaborazione davvero molto buone. Anche se mancano ancora alcuni passi decisivi, in particolare legati alle decisioni politiche che dovranno venir prese dal Parlamento cantonale e dal legislativo della Città di Bellinzona, oggi abbiamo delineato una strada chiara e percorribile. Averlo fatto in questo particolare momento credo debba essere un esempio virtuoso da rimarcare”, conclude il presidente del Governo Norman Gobbi.

Al Cantone andranno Saleggina e Infocentro

Al Cantone andranno Saleggina e Infocentro

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 27 agosto 2020 de La Regione

Intesa tra governo, AlpTransit e Armasuisse

Si consolidano le basi per la futura compravendita da parte del Cantone dei terreni ai Saleggi di Bellinzona (di proprietà della Confederazione) e la relativa permuta di terreni a Pollegio, attualmente posseduti da AlpTransit, in favore di Armasuisse Immobili. L’incontro di ieri tenutosi a Palazzo delle Orsoline alla presenza dei rappresentanti di tutti gli autori coinvolti in questa sorta di Tetris sull’asse Bellinzonabassa Leventina-Berna, spiana la strada al previsto ospedale regionale e definisce il futuro dell’Infocentro di Pollegio. Quest’ultima struttura, inserita nella porzione di terreno che AlpTransit cederà ad Armasuisse, sarà poi in un secondo tempo acquisita dal Cantone per un utilizzo volto a scopi d’interesse pubblico cantonale.

Gobbi: ‘Obiettivo far vivere la struttura’
«L’edificio sarà inizialmente utilizzato a scopi di protezione della popolazione – afferma da noi contattato il direttore del Di, Norman Gobbi –. Un po’ sulla falsariga di quello che rappresenta oggi il Centro di istruzione di Rivera che può accogliere anche utenti esterni. Il tutto sarà gestito dal nostro Dipartimento tramite la Sezione del militare e della protezione della popolazione. Anche gli spazi espositivi e la cucina – continua Gobbi – potranno essere messi a disposizione, ma in maniera coordinata. Per il momento non possiamo ancora sbilanciarci, ma l’obiettivo è quello di far vivere l’Infocentro e non mantenerlo come un mausoleo».

Nuovo ospedale regionale più vicino
Ciò che lega la capitale ticinese alla bassa Leventina, ricordiamo, sono i due vasti terreni sui quali Cantone ed Esercito intendono realizzare rispettivamente il nuovo ospedale regionale di Bellinzona e valli, in zona Saleggina, e una nuova piazza d’esercitazione militare vicino all’Infocentro così come previsto dal Piano settoriale militare.
A Pollegio saranno dunque spostate le attività militari attualmente presenti nella capitale. Nell’iter che porterà alla realizzazione del nuovo ospedale regionale, nel comparto della Saleggina, la Città di Bellinzona dovrà procedere allo smantellamento dello stand di tiro e contribuire alla realizzazione del poligono d’impronta cantonale sul Ceneri. Il passaggio al Cantone del comparto dei Saleggi assume inoltre un’importanza strategica anche per la futura sistemazione idraulica prevista nel progetto per la rinaturazione del fiume Ticino. «C’è soddisfazione da parte di tutti i partner perché sono progetti che potevano anche essere divergenti dal punto di vista degli interessi. Siamo però riusciti a fare incastrare il tutto grazie a un lavoro minuzioso».

A breve accordo definitivo e richiesta di credito al Gran Consiglio
Grazie alla mediazione condotta dal Dipartimento delle istituzioni (Di) e al lavoro svolto dai vari attori coinvolti, a breve – si legge nel comunicato diffuso dal Di – potrà essere formalizzato l’accordo definitivo tra le parti. Sul piano temporale è stato fissato l’obiettivo di presentare il messaggio per la richiesta del credito d’acquisizione al Gran Consiglio nell’autunno 2020. «Per quanto riguarda i messaggi – rileva ancora Gobbi – la parte più importante riguarderà ovviamente la questione dell’acquisizione del comparto dei Saleggi perché il passaggio di proprietà dell’Infocentro potrà avvenire solo dopo il termine della procedura di pianificazione che permetterà di convertire a Bellinzona la parte di zona agricola che verrà a mancare a Pollegio». Presenti ieri a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, oltre alle delegazioni di AlpTransit San Gottardo Sa, Armasuisse Immobili, Ente ospedaliero cantonale e Consorzio correzione fiume Ticino, i consiglieri di Stato Norman Gobbi, Christian Vitta e Claudio Zali in rappresentanza dell’Autorità cantonale, il sindaco Mario Branda e il municipale Simone Gianini per il Comune di Bellinzona e il sindaco John Mercoli per il Comune di Pollegio.

Acquisizione del terreno dei Saleggi da parte del Cantone

Acquisizione del terreno dei Saleggi da parte del Cantone

Comunicato stampa

Si è tenuto oggi l’incontro che ha permesso di consolidare le basi per la futura compravendita dei terreni ai Saleggi di Bellinzona da parte del Cantone e la relativa permuta di terreni a Pollegio, attualmente di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA, in favore di armasuisse Immobili. L’odierna discussione ha inoltre permesso di determinare il futuro dell’Infocentro di Pollegio, scongiurandone l’abbattimento.  

Oggi al Palazzo delle Orsoline a Bellinzona si sono riunite tutte le parti interessate alla compravendita dei terreni ai Saleggi e ai relativi progetti annessi: rappresentanti dell’Autorità cantonale (Consiglieri di Stato Gobbi, De Rosa e Zali), del Comune di Bellinzona (il sindaco Branda e il municipale Gianini), del Comune di Pollegio (il sindaco Mercoli), di armasuisse Immobili, di AlpTransit San Gattardo SA, dell’Ente ospedaliero cantonale e del Consorzio correzione fiume Ticino.

Ricordiamo come il terreno ai Saleggi sia considerato d’importanza strategica per il Canton Ticino, in particolare per quanto riguarda la costruzione del nuovo Ospedale regionale di Bellinzona e della sistemazione idraulica prevista nel progetto, di valenza federale, per la rinaturalizzazione del fiume Ticino.

Durante l’incontro sono state discusse le varie perizie – immobiliare e ambientale – che hanno permesso di definire il reale valore del comparto e i costi relativi alla bonifica del sedime dei Saleggi. Altro tema di discussione è stato il passaggio dei terreni di Pollegio di proprietà di AlpTransit San Gottardo SA a favore di armasuisse Immobili, condizione sine qua non per la vendita dei Saleggi al Cantone, garantendo così lo spostamento delle attività militari a Pollegio, così come previsto dal Piano Settoriale Militare. Inoltre l’Infocentro potrà così essere acquistato dal Cantone per un utilizzo volto a scopi d’interesse pubblico cantonale.

Grazie alla mediazione condotta dal Dipartimento delle istituzioni e al lavoro svolto dai vari attori coinvolti a breve potrà essere formalizzato l’accordo definitivo tra le parti.

Sul piano temporale è stato fissato l’obiettivo di presentare il messaggio per la richiesta del credito d’acquisizione al Gran Consiglio nell’autunno 2020.  

Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Ripresa del reclutamento per il servizio militare e della Protezione Civile a partire dal 25 maggio 2020

Comunicato stampa

La Sezione del militare e della protezione della popolazione, Comando di circondario, a seguito della decisione dell’esercito conferma che il reclutamento per il servizio militare e per la Protezione civile riprenderà a partire da lunedì 25 maggio 2020 nel rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale. Pertanto tutti i convocati al reclutamento che hanno previsto di svolgere la scuola reclute nell’estate del 2020 verranno contattati personalmente nei prossimi giorni per informarli della nuova data prevista. Per evitare incomprensioni i convocati al reclutamento ai quali è stata annullata la convocazione riceveranno un’informazione personale e sarà loro trasmessa una nuova convocazione.   

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Dopo 60 giorni viene liberata la compagnia sanitaria 2, ma l’appoggio dell’esercito al Ticino continua

Comunicato stampa

Oggi, giovedì 14 maggio, alla Caserma del Monte Ceneri, si è svolta la cerimonia della resa della bandiera della compagnia sanitaria 2 che oggi verrà liberata dal servizio. Alla cerimonia, svoltasi in forma ridotta nel rispetto delle norme igieniche accresciute, hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi e il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3.

Tra le prime truppe chiamate a far fronte all’emergenza Coronavirus, la compagnia sanitaria 2 (cp san 2) del capitano Marco Spacio è entrata in servizio sulla piazza di mobilitazione di Ambrì il 17 marzo 2020. Da allora, acquartieratasi nella caserma del Monte Ceneri, ha fornito il suo sostegno alle autorità del Canton Ticino rilevando le truppe delle Scuole sanitarie 42 di Airolo che dai primi giorni della crisi avevano offerto spontaneamente il loro aiuto. Dopo un breve periodo di formazione specifica all’impiego per il COVID-19, il 21 marzo, quale primo compito, i soldati della cp san 2 hanno montato una tenda sanitaria militare davanti all’ospedale Civico.

Svariate le attività svolte dagli uomini del capitano Spacio, per la maggior parte concentrate su compiti d’appoggio agli ospedali: triage dei pazienti, monitoraggio dei parametri vitali, supporto logistico e trasporto di materiale sanitario tra i nosocomi. Non sono mancati anche compiti più impegnativi: ad esempio, alcuni soldati hanno prestato servizio nei reparti di chirurgia, medicina, oncologia e in pronto soccorso. Fino a un massimo di 60 militari sono stati impiegati contemporaneamente; a loro vanno aggiunti inoltre tutti i militi il cui lavoro in cucina, magazzino ed ufficio ha garantito il buon funzionamento della compagnia. Oltre agli ospedali Beata Vergine (Mendrisio), Italiano, Civico (Lugano), San Giovanni (Bellinzona) e La Carità (Locarno), anche la clinica Moncucco, la fondazione Madonna di Re, la Clinica Santa Chiara e la Clinica Malcantonese di Castelrotto così come i centri per richiedenti l’asilo di Chiasso e Balerna hanno usufruito del sostegno dei militari.
“La compagnia sanitaria 2 si è fatta trovare pronta e il duro lavoro svolto nei corsi di ripetizione passati ha dato i propri frutti. Nelle varie strutture sanitarie e in caserma avete lavorato in maniera professionale e diligente dando sempre il massimo delle vostre capacità. Sono consapevole del fatto che avete vissuto delle situazioni difficili. Non si è mai abbastanza pronti a confrontarsi con il dolore e la morte dell’essere umano. Ho un profondo rispetto del lavoro svolto e di come avete gestito le varie situazioni.” Sono le parole che il capitano Spacio ha rivolto ai suoi uomini. Hanno inoltre preso la parola il comandante del battaglione d’ospedale 5, il cappellano e un soldato. Il divisionario Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3 responsabile dell’impiego militare in Canton Ticino, nel ringraziare tutti i militari per lo straordinario impegno dimostrato, si è detto orgoglioso di come ognuno abbia prontamente risposto alla chiamata mettendosi a disposizione con professionalità e spirito di sacrificio in questo difficile momento. Ha infine preso la parola il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi che, nel ringraziare i militari per il servizio reso al Ticino e ai Ticinesi, ha affermato: “L’impiego coordinato di tutte le nostre migliori forze di primo intervento predisposto dallo SMCC ha dimostrato le ottime capacità del Canton Ticino di affrontare un’emergenza tanto subdola come quella legata al virus Covid-19. E in questo contesto l’Esercito ha prestato un contributo sussidiario di prim’ordine. Voi soldati avete dato tanto a favore dei vostri concittadini ticinesi. Sono convinto che abbiate ricevuto un equivalente ritorno di benefici in quanto a esperienza e motivazione. Fatene tesoro per la vostra vita quotidiana”.
Domani, venerdì 15 maggio, dopo 60 giorni di servizio, la compagnia sanitaria 2 verrà licenziata, ma non tutti i suoi uomini torneranno subito a casa: un distaccamento di volontari si è offerto di continuare il lavoro restante. Questi militari verranno attribuiti pertanto alle Scuole sanitarie 42 di Airolo che oggi hanno rilevato la compagnia sanitaria 2 nell’adempimento delle richieste cantonali che restano pendenti: l’appoggio sanitario al centro richiedenti l’asilo di Balerna e il rinforzo al servizio ambulanze.

 

Didascalia:
Immagine 1: La compagnia sanitaria 2 al completo.
Immagine 2: Il presidente del Governo Norman Gobbi consegna al capitano Spacio (e in seguito a tutti i militi) una bottiglia di Merlot di Mezzana con etichetta commemorativa e firmata in ricordo dell’impiego in Ticino della cp san 2.
Immagine 3: Un momento dell’intervento del presidente del Governo Norman Gobbi.
Immagine 4: Il comandante della divisione territoriale 3 Lucas Caduff in primo piano al momento del Salmo Svizzero. Alle sue spalle il capo dello Stato Maggiore Cantonale di Condotta Matteo Cocchi.

“L’Esercito è essenziale anche in tempo di pace”

“L’Esercito è essenziale anche in tempo di pace”

“Ci sono importanti aspetti che spesso sfuggono all’analisi della gente di fronte a questa emergenza sanitaria. Penso in particolare all’organizzazione che permette di far funzionare tutto il sistema sanitario. Il grande lavoro di riorientamento delle strutture ospedaliere, per esempio, è stato sostenuto in modo importante dai militi della Protezione civile e dell’Esercito”. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi a poco più di due mesi ormai dall’inizio della crisi sanitaria esprime il suo ringraziamento a due istituzioni che fanno grande la Svizzera. “È l’occasione per sottolineare l’apporto dato da Esercito, Protezione civile e Servizio civile nell’affrontare tutte le situazioni nuove che si sono create. In tutta la Svizzera e in Ticino in particolare l’impiego ha dimostrato la validità di queste istituzioni a favore della protezione della popolazione. Soprattutto il nostro modello di milizia si è dimostrato vincente e ha permesso il coinvolgimento attivo di parecchie donne e uomini che generosamente hanno risposto presente, contribuendo ad affrontare la crisi”, sottolinea il direttore del Dipartimento delle Istituzioni.

Ma si può quantificare questo impegno? “L’Esercito ha messo a disposizione una compagnia sanitaria, che opera a livello cantonale. Possiamo dire che circa 200 soldati hanno e stanno svolgendo i loro compiti, soprattutto legati all’ambito sanitario. Per quanto riguarda la Protezione civile impegnata nella logistica, nei trasporti, nei controlli e che impiega per meno giorni i militi, il numero aumenta e ci attestiamo attorno alle 800 unità. I civilisti presenti nelle strutture socio-sanitarie sono una sessantina”, precisa Norman Gobbi.

Si può dunque dire che Esercito e Pci hanno risposto presente alle richieste di sostegno giunte in questa situazione. “In effetti, prosegue il Consigliere di Stato Norman Gobbi, la crisi ha dimostrato che il nostro Paese è dotato di strumenti efficaci per affrontare anche le situazioni più impegnative. Il nostro sistema di milizia, poi, è un valore aggiunto, perché permette di coinvolgere donne e uomini che trovano motivazioni supplementari legate allo spirito volontaristico. Mettersi a disposizione per il bene comune – e in questo caso per dare una mano in una circostanza che ha risvolti drammatici o comunque molto pesanti sulla vita quotidiana – fa crescere e maturare tutta la società civile. Per questo motivo non posso che ringraziare tutti i militi che si sono impegnati sino a oggi e che continueranno a farlo anche nelle prossime settimane, assieme alle persone che li guidano per svolgere al meglio i loro compiti”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.