Il centro migranti resta aperto

Il centro migranti resta aperto

Da RSI.ch | La struttura di Rancate sarà operativa fino alla fine del 2018

L’intervista alle CSI delle 18:00: http://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Il-centro-migranti-resta-aperto-9261295.html

Il centro migranti di Rancate non chiuderà ad ottobre, ma prolungherà la propria operatività fino alla fine del 2018. Lo ha comunicato oggi, mercoledì, il Consiglio di Stato che ha prorogato l’attività della struttura dopo aver considerato anche il parere positivo del Municipio di Mendrisio.

La decisione è stata presa tenendo presente la situazione attuale dei flussi di persone alla frontiera sud e l’aumento di casi di migranti in procedura di riammissione semplificata, constatato in particolare a partire dall’estate dello scorso anno.

Nel corso della primavera l’afflusso è stato in linea con gli anni precedenti e, secondo le esperienze passate, è ipotizzabile che durante i mesi estivi, si assisterà a un importante aumento di persone che intendono unicamente attraversare la Svizzera per raggiungere il Nord Europa.

Per questo motivo, si legge in un comunicato, il prolungamento dell’operatività della struttura aperta nell’agosto 2016 è in grado di rispondere alle attuali esigenze, nonché di tenere in considerazione le necessità della popolazione e le richieste delle autorità federali.

Centro di Rancate: prolungamento dell’operatività

Centro di Rancate: prolungamento dell’operatività

Comunicato stampa del Consiglio di Stato | Il Consiglio di Stato, dopo aver sentito anche il parere positivo del Municipio di Mendrisio, ha avvallato il prolungamento fino alla fine del 2018 dell’operatività del centro unico temporaneo per migranti in procedura di riammissione semplificata di Rancate. La decisione è stata presa tenendo presente la situazione attuale dei flussi di persone alla frontiera sud e l’aumento di casi di migranti in procedura di riammissione semplificata constatato in particolare a partire dall’estate dello scorso anno. La struttura è stata aperta nell’agosto 2016, poco dopo che il Governo ha decretato lo stato di necessità.

Nel corso della primavera l’afflusso di migranti è stato in linea con gli anni precedenti. Secondo le esperienze passate è ipotizzabile che, durante i mesi estivi, si assisterà a un importante aumento di migranti che intendono unicamente attraversare la Svizzera per raggiungere il Nord Europa. A titolo di riferimento, rispetto agli stessi mesi del 2015 in giugno gli ingressi nel 2016 sono pressoché raddoppiati, tendenza confermata anche nel 2017. Per questo motivo il prolungamento dell’operatività della struttura di Rancate è in grado di rispondere alle attuali esigenze, di agevolare le questioni logistiche, di accelerare i lavori di riammissione, di migliorare la sicurezza, nonché di tenere in considerazione le necessità della popolazione e le richieste delle autorità federali.

Con questa disposizione s’intende quindi rispondere in maniera puntale e mirata alle
diverse necessità di alloggio legate ai flussi migratori nell’ottica della continuità e in base alla positiva esperienza del 2016. A questo proposito si rammenta infatti che la presenza del Centro nella regione del Mendrisiotto non ha riscontrato problematiche ma ha anche contribuito ad accrescere la sicurezza nella regione grazie alla maggior presenza di forze dell’ordine.

Il Centro flussi migratori, gestito dal Corpo delle guardie di confine (Cgcf) con la Polizia cantonale, fornisce quindi la soluzione ideale per alloggiare quei migranti che non intendono richiedere l’asilo in Svizzera e quindi, secondo gli accordi internazionali, devono essere riammessi in Italia con la procedura semplificata. In questo senso si ricorda che la struttura di Rancate prevede l’esclusivo alloggio e il relativo vitto di persone che si trovano in attesa di riammissione semplificata in Italia, ossia di coloro che non hanno formulato domanda d’asilo in Svizzera. Al contrario, il centro non supplisce in alcun modo all’accoglienza di richiedenti l’asilo. Per questi ultimi infatti, a differenza dei migranti in procedura di riammissione semplificata, la competenza è della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), e implica il loro trasferimento in uno dei centri di registrazione e di procedura della Confederazione.

Muss der Gotthard-Raser jetzt zu Hause in den Knast?

Da Blick.ch | Im Februar wurde Christian R. (42) im Tessin zu 30 Monaten Haft verurteilt, davon zwölf unbedingt. Lange wiegte sich der Stuttgarter in seiner Heimat in Sicherheit. Doch nun wirds brenzlig für den Hobby-Rennfahrer.

Eines muss man Norman Gobbi (40) lassen: Er fackelt nicht lange. Der Tessiner Staatsrat will den Gotthard-Raser hinter Gittern sehen. Und er zieht das durch. Mit Hochdruck wurde das Bundesamt für Justiz in Bern angewiesen, den deutschen Strassenrowdie auch in seiner Heimat jagen zu lassen.

Am 16. Juni ging das Ersuchen um Vollstreckung der Freiheitsstrafe an das Justizministerium von Baden-Württemberg und flatterte am Dienstag gegen 15 Uhr der Rechtshilfe-Abteilung in Strafsachen auf den Tisch. Nun müssen die Deutschen handeln!

Der Stuttgarter Christian R. (42) bretterte im Juli 2014 in seinem hochgetunten BMW Z4 (482 PS) mit über 200 km/h über Schweizer Autobahnen und durch den Gotthardtunnel. Im Tessin hielt ihn die Polizei an und konfiszierte seinen Sportwagen. Dem deutschen Raser werden Gefährdung des Lebens und Strassenverkehrsdelikte in fünf Kantonen vorgeworfen. Ende Februar verurteilte ein Tessiner Gericht Christian R. zu 30 Monaten Haft. Zwölf davon müsste der Gotthard-Raser absitzen.

Das deutsche Justizministerium prüft jetzt den Fall
Bisher wiegte sich Christian R. in seiner Heimat in Sicherheit. Er ignorierte den Verhandlungstermin und drehte den Schweizern eine lange Nase. «Das Urteil interessiert mich nicht», sagte er zu BLICK. Jetzt wirds brenzlig, machen auch die Deutschen ernst? Muss er zu Hause in den Knast? «Das Justizministerium prüft den Fall», sagt Robin Schray (35), Pressesprecher des Ministeriums der Justiz Baden-Württemberg. Ein Rechtshilfeersuchen seitens der Schweiz, bei dem es um ein Verkehrsverstoss gehe, habe es seines Wissens noch nicht gegeben!

Gotthard-Raser wird nochmals gehört
So lange braucht Norman Gobbi Geduld. «Das Justizministerium reicht den Fall an die zuständige Staatsanwaltschaft weiter» sagt Schray, «diese leitet ein Verfahren ein und entscheidet über einen Antrag an eine Strafkammer des Landgerichts. Der Beschuldigte wird gehört, und es wird geprüft, ob er die Strafe absitzen muss.»
Würde das ausländische Urteil rechtskräftig, müsse das Landesjustizministerium eine Vollstreckungsübernahme bewilligen, so der Sprecher. Erst dann muss der Gotthard-Raser in eines der 17 Gefängnisse von Baden-Württemberg. «Die ganze Prozedur kann allerdings Monate dauern», sagt Schray.

Zeit genug für Christian R. das Weite zu suchen. Nicht in die Schweiz sicherlich. Dort hat der Tessiner Justizdirektor Norman Gobbi bereits ein Einreise- und Fahrverbot für den Gotthard-Raser erwirkt. Sollte er dennoch hier erwischt werden, würde er schnurstracks in den Knast wandern.

(Articolo di Myrte Müller: https://www.blick.ch/news/ausland/schweiz-hat-deutschland-gesuch-um-straf-vollstreckung-geschickt-muss-der-gotthard-raser-jetzt-zu-hause-in-den-knast-id6870186.html)