Successo per la cena di Gala dei Corpo Pompieri Melide

Successo per la cena di Gala dei Corpo Pompieri Melide

Articolo pubblicato sul portale Ticinonews.ch.

L’evento, al quale ha preso parte anche Norman Gobbi, ha segnato la chiusura dell’attività 2017

Erano circa un’ ottantina tra Autorità politiche, ospiti, pompieri, ex pompieri, colleghi Vigili del Fuoco di Como, il Comandante Dott Tumbiolo della polizia Locale di Campione d’Italia , Il Comandante della polizia intercomunale Ceresio Sud Reggazoni Marco il Comandante del Corpo Civici Pompieri Lugano Mauro Gianinazzi e famigliari, presenti alla cena del Corpo Pompieri Melide tenutasi venerdì 13 aprile 2018, che ha chiuso l’attività 2017 e ha proiettato i militi nel 2018.

Alla serata era presente il Consigliere di Stato On. Norman Gobbi direttore del Dipartimento delle istituzioni. Il Consigliere di Stato ha voluto portare i saluti delle Autorità Cantonali e il ringraziamento per quanto fanno i militi del Corpo Pompieri Melide durante l’anno 2017 e per quanto faranno nel 2018, collaborando con la polizia e la PCi enti che il suo Dipartimento dirige. Inoltre ha elogiato quanto fatto in questi 118 anni d’intesa attività garantendo la sicurezza nel comprensorio di competenza.

Durante la parte ufficiale ha preso anche la parola il Capo dicastero Pompieri On.Daniele Faustinelli del comune sede del Corpo Pompieri Melide, ringraziando tutti i militi presenti per la loro dedizione nello svolgere questa attività essenziale per la sicurezza della comunità, mettendo a disposizione molte ore del tempo libero per la continua e costante istruzione che permette loro di aumentare le proprie capacità e la propria sicurezza nel salvare persone, animali e beni, riconoscendo la grande professionalità e capacità del Corpo Pompieri Melide e del Comandante. Dando un incentivo di continuare su questa strada visto che anche per il 2017 durante l’intensa attività non si sono registrati infortuni, questo a dimostrare l’ottima preparazione dei militi e dell’istruzione sulla sicurezza personale impartita durante le esercitazioni mensili.

l Comandante I ten. Marzio Riva ha portato il saluto a tutti i presenti, ha voluto ringraziare di cuore tutti i militi del Corpo per l’attività svolta durante l’anno appena trascorso, sacrificando molto del loro tempo libero. Sempre più per far fronte alle chiamate di soccorso i militi devono seguire diverse giornate d’istruzione per garantire un servizio professionale a titolo volontario. Nel contempo ha esteso i ringraziamenti anche ai famigliari che sono sempre a fianco ai militi al loro rientro dopo ogni intervento dando quel supporto morale fondamentale per superare alcuni interventi particolari. Inoltre ha ringraziato il Comandante Mauro Gianinazzi del Corpo pompieri Lugano per la collaborazione avuta nel 2017, a sua volta il Comandante di Lugano ha portato il saluto da parte del suo Corpo e ha evidenziato l’ottimo lavoro svolto dai militi di Melide e dal suo Comandate, ricordando anche che Marzio Riva ricopre con impegno e abnegazione la funzione di Vice Presidente della Federazione Cantonale Ticinese dei Corpi pompieri, al termine del suo intervento ha rinnovato gli auspici di una sicura ottima collaborazione anche per l’anno 2018.

Marzio Riva ha voluto ricordare in modo significativo i 10 anni trascorsi dai festeggiamenti del 100° di Fondazione del Corpo pompieri Melide (2008- 2018). In particolar modo ha evidenziato i molteplici cambiamenti intercorsi in questi anni in ambito di organico di attività superando la soglia di 100 chiamate d’urgenza, ha ripercorso momenti felici della vita di questa grande famiglia come pure momenti tristi per la dipartita di colleghi e come pure dell’allora Comandante Rezzonico Ferruccio Comandante storico per il Corpo e del Capo dicastero Mario Mantese. Ha pure gettato uno sguardo sul futuro pieno di novità e nuove sfide che i pompieri di Melide saranno chiamati ad affrontare, il Comandante Marzio Riva è sicuro che queste nuove sfide miglioreranno ulteriormente il Coro pompieri Melide e saranno affrontate con spirito propositivo.

Al termine ha voluto ringraziare ed a evidenziare l’ottima collaborazione con la polizia locale di Campione d’’Italia, ricordando l’ultimo intervento del 8 aprile del corrente anno per un incendio di un autovettura a Campione. Dopo il rapporto di segnalazione da parte del Comando dei Pompieri di Melide per un probabile incendio doloso le forze di polizia Campionesi si non messi all’opera con un indagine celere che ha portato all’arresto del piromane in brevissimo tempo.

La serata è stata occasione per festeggiare alcuni importanti traguardi:

Appuntato Cometta Giorgio per i sui 30 anni di servizio dal 1988 al 2002 in qualità di Comandante del Corpo pompieri Arogno, in seguito nei ranghi del Coro pompieri Melide dopo l’unione dei di Corpi pompieri.
Il Caporale Lott Simone per i sui 20 anni di attività, dal 1998 sino al 2001 in seno al Corpo pompier Morcote poi dopo l’unificazione dei due Corpi in forza al Corpo pompieri Melide quale sostituto responsabile dell’istruzione.
Il Caporale Porretti Chrys per i 20 anni di servizio nel Corpo pompieri Melide, quale responsabile del gruppo i manutenzione.
Inoltre ha ringraziato i famigliari presenti in sala per la loro comprensione e vicinanza al Corpo soprattutto quando i loro cari sono impegnati nell’attività pompieristica a titolo volontario mettendo in secondo piano la famiglia.

Sulla strada, ‘rifletti’

Sulla strada, ‘rifletti’

Servizio all’interno dell’edizione di venerdì 13 aprile 2018 de Il Quotidiano.
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/10357469

 

Articolo pubblicato nell’esibizione di sabato 14 aprile 2018 de La Regione.

Dipartimento delle istituzioni e associazioni d’accordo: la prevenzione è responsabilità di tutti

Nel 2017 l’82 per cento degli incidenti ha visto il coinvolgimento di almeno un’automobile. Dimostrazione del fatto che la prevenzione e la sensibilizzazione sulla sicurezza stradale sono fondamentali. Con la campagna ‘Rifletti’ – promossa dalla Commissione consultiva del Consiglio di Stato ‘Strade sicure’ e finanziata dal Fondo federale di sicurezza stradale – si è deciso di andare oltre. Innanzitutto, come notato con soddisfazione da Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni (Di), «sono coinvolti tutti gli attori in gioco». E infatti a sottoscrivere il messaggio della campagna – prestare più attenzione quando si è alla guida e, nel caso della mobilità lenta o quando si è piedi, farsi vedere e dedicare la medesima attenzione – oltre alle istituzioni ci sono anche l’Automobile club svizzero sezione Ticino (Acs), l’Associazione traffico ambiente (Ata) e l’Ufficio per la prevenzione degli infortuni (Upi). Con l’obiettivo, rileva Gobbi, di ridurre sì le vittime, ma anche tutte le conseguenze che può avere un incidente. «Quando fortunatamente non si parla di morti o feriti, ci sono comunque danni economici da tenere in linea di conto, che portano un impatto negativo sul vivere comune». Il tutto, continua il direttore del Di, «ricordando come in Ticino ci siano più incidenti rispetto alla media nazionale». Un motivo in più per capire cosa c’è dietro un incidente, quali siano davvero le cause. Spesso la risposta è semplice, seppur forse banale: la disattenzione. «Quando si guida, ad esempio, usare lo smartphone è come avere un’arma carica in mano – afferma Cristiano Canova, presidente della Commissione ‘Strade sicure’ e capo della Sezione della circolazione – ma nonostante questa consapevolezza molti insistono a usarlo, provocando pericoli per sé e per gli altri». In un contesto, quello delle strade ticinesi, dove «stress e traffico contribuiscono senza dubbio a rendere la situazione ancora più pericolosa». Come intervenire, quindi? «Non abbiamo bisogno di molto, dobbiamo solo prestare tutti più attenzione e usare più prudenza e saggezza. Sembrerà moralistico magari, ma è veramente tutto quello che serve». Accendere il cervello, insomma. Riflettere. Da qui, infatti, nota Fabienne Bonzanigo, capo progetto della campagna, si è partiti. «Abbiamo l’obiettivo di raggiungere il maggior numero di persone. Lo faremo partecipando a manifestazioni come il Tour de Suisse quando farà tappa a Bellinzona e proponendo eventi dove ci saranno anche momenti esperienziali da cui le persone potranno uscire, speriamo, arricchite». Persone che saranno sensibilizzate anche tramite spot televisivi e al cinema, come in radio, sulla carta stampata e su internet. «Saranno proposte anche attività ludico-didattiche nelle scuole – conclude Bonzanigo – perché i bambini saranno i conducenti di domani» e, riprende Gianmarco Balemi, direttore dell’Acs, perché «non hanno ancora una percezione completa del pericolo. La sensibilizzazione va sviluppata sempre, e questa proposta va nella giusta direzione». La responsabilità è di tutti, come afferma lo slogan della campagna. E lo ripete Bruno Storni, presidente dell’Ata, notando come «pedoni e ciclisti sono gli utenti della strada più esposti agli incidenti con gravi conseguenze, ed è per noi di grande importanza che automobilisti e motociclisti riflettano sui propri comportamenti, sul rispetto delle regole e degli altri utenti del traffico». Per Pascal Agostinetti, capo delegato presso l’Ufficio della prevenzione degli infortuni per la Svizzera meridionale, è positivo che «questa sia una campagna regionale, visto che sono state riscontrate differenze sul numero di incidenti che avvengono a Sud delle Alpi. In Ticino, infatti, c’è un rischio doppio di possibilità d’incidente rispetto al resto della Svizzera».

 

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 14 aprile 2018 del Corriere del Ticino.

Troppi incidenti, serve un cambio di marcia

Quando si tratta di mettersi alla guida, il Ticino si smarca dal resto della Svizzera. Ma non c’è da esultare. Statistiche alla mano, alle nostre latitudini si registra infatti un tasso di incidenti stradali superiore del 20% alla media nazionale. Allo stesso tempo, il Ticino si classifica al terzo posto della classifica dei cantoni con il più alto tasso di motorizzazione: ovvero 638 automobili ogni mille abitanti. Per cercare di invertire il senso di marcia e riportare il nostro cantone al di sotto della media nazionale, il Dipartimento delle istituzioni ha quindi deciso di scendere in campo e – facendo fronte comune con le principali associazioni attive nel ramo – ha lanciato la campagna di sensibilizzazione «Rifletti». «L’obiettivo di questa azione è molteplice – ha esordito il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi – non solo vogliamo rendere più sicure le strade per i nostri utenti ma, allo stesso tempo, l’intenzione è quella di diminuire drasticamente il numero delle vittime». Vittime che, solo l’anno scorso, sono state 945. Pari a quasi tre feriti al giorno. «Sulle strade occorre imparare a convivere», ha continuato Gobbi che non ha mancato di lanciare una frecciatina: «Se in Ticino si registra un numero più elevanto di incidenti in confronto alla media svizzera è anche perché sulle nostre strade circola una maggior densità di auto». E non solo con targhe ticinesi. «Rispetto ad altri cantoni il Ticino presenta un numero maggiore di lavoratori frontalieri che, va da se, quando attraversano la dogana portano con loro anche un’altra modalità di guida – ha sottolineato il consigliere di Stato – questo fattore, associato ad una guida più latina e ad una diversa geografia del territorio che rende le nostre strade un po’ più tortuose di quelle dell’Altipiano, contribuisce a rendere la realtà ticinese più delicata». Da qui la volontà di dare avvio ad una campagna di sensibilizzazione ad hoc che si inserisce sì nella più ampia azione di prevenzione avviata a livello nazionale ma che, come spiegato dalla responsabile del progetto Fabienne Bonzanigo, è stata ripensata in salsa ticinese. «“Rifletti’’ è una campagna di supporto adattata alle esigenze del nostro territorio che riprende e rafforza il messaggio della campagna nazionale “Made visible’’. Ma se nel resto del Paese si punta più su un messaggio di attenzione a ciclisti e pedoni, da noi serviva un concetto diverso». Da qui «Rifletti», inteso sia come un invito a ragionare quando si è alla guida, sia come un’allusione agli abiti catarifrangenti. Un adattamento in chiave ticinese che ha fatto breccia nel Fondo federale di sicurezza stradale che ha deciso di stanziare 590 mila franchi per finanziare il progetto fino alla fine del 2019. Dalle giornate nelle scuole alle campagne sui media, passando poi dalle manifestazioni alle giornate cantonali, sono tanti i volti che assumerà la campagna. Un’iniziativa vista di buon occhio anche dall’Associazione traffico e ambiente, per la quale «troppo spesso, a pagare le conseguenze di una disattenzione alla guida sono pedoni e ciclisti», ha rimarcato il presidente Bruno Storni, che ha poi invitato gli utenti della strada «a prendere coscienza delle proprie responsabilità». «La verità è che si tende a sminuire la pericolosità dell’uso dello smartphone al volante», ha ribadito da parte sua Cristiano Canova, presidente della Commissione strade sicure che ha poi posto l’accento sui pericoli che corrono i bambini, vittime nel 2017 di 44 incidenti. «Occorre avere un occhio di riguardo per i più piccoli – gli ha fatto eco Gianmarco Balemi, direttore della sezione ticinese dell’Automobile Club Svizzero – che non solo vivono la strada in modo diverso ma che, alla fine, saranno gli automobilisti di domani». Infine, a sottolineare l’impellenza della campagna è stato Pascal Agostinetti, dell’Ufficio per la prevenzione degli infortuni, per il quale «le cifre sugli incidenti parlano chiaro: occorre mettere in campo tutte le forze possibili per ribaltare la situazione in Ticino ed incrementare così la sicurezza».