Il Consiglio di Stato decreta l’aggregazione dei Patriziati di Arogno e Bissone

Il Consiglio di Stato decreta l’aggregazione dei Patriziati di Arogno e Bissone

Comunicato stampa

I cittadini patrizi, chiamati ad esprimersi in votazione consultiva lo scorso 9 settembre, hanno confermato all’unanimità la volontà di aggregarsi. Preso atto di questo responso, il Consiglio di Stato ha quindi decretato formalmente la nascita del nuovo Patriziato di Arogno e Bissone. Grazie all’unione delle loro forze, i cittadini patrizi dei due Enti aggregati potranno continuare a salvaguardare e promuovere i propri beni a beneficio della collettività.
Il Governo, che tramite il Dipartimento delle istituzioni ha accompagnato e sostenuto passo dopo passo la procedura di aggregazione, esprime piena soddisfazione per l’esito finale positivo. Questa aggregazione si inserisce, infatti, nella strategia cantonale di promozione e valorizzazione dei Patriziati quali Enti locali fondamentali e sussidiari nei confronti dei Comuni.
L’elezione dell’Ufficio patriziale, che determinerà formalmente la nascita del nuovo Patriziato di Arogno e Bissone, è prevista a inizio 2019.

Telecamere sugli agenti

Telecamere sugli agenti

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 8 novembre de Il Quotidiano
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11077497

Il Dipartimento delle istituzioni (DI) ticinese apre alla possibilità che anche le polizie comunali si possano dotare delle bodycam, le minivideocamere che possono essere integrate alle divise degli agenti in servizio.
Si sta infatti elaborando un progetto specifico in proposito, da sottoporre al Governo cantonale entro la fine di marzo del 2019, inserendo questa particolarità nella Legge sulla polizia che è attualmente in corso di revisione.
L’intenzione del dipartimento diretto da Norman Gobbi è stata confermata da una lettera che il DI ha inviato nei giorni scorsi al Municipio di Lugano, che aveva espressamente richiesto alle autorità cantonali di prendere posizione sull’eventualità di permettere ai poliziotti luganesi di poter disporre di tali “strumenti”.