Sono Caprara e Ghisla i due “Re delle nevi”

Sono Caprara e Ghisla i due “Re delle nevi”

Da www.ticinonews.ch

Diversi politici si sono sfidati questa mattina sulle piste di Bosco Gurin. Sci di fondo e Slalom gigante le due specialità.

Dopo il calcio… ecco anche lo sci per il parlamento ticinese. Diversi deputati – come testimoniato dal profilo Facebook di Germano Mattei – si sono infatti sfidati questa mattina sulle nevi di Bosco Gurin.
Lo slalom gigante è stato vinto dal PLR Bixio Caprara, che ha preceduto di pochissimi centesimi il collega di partito Fabio Käppeli. Terzo Paolo Beltraminelli. Unica donna in gara è stata Giovanna Viscardi.
Nel fondo, la vittoria è invece andata al pipidino Simone Ghisla. Anche in questo caso la “medaglia d’argento” è toccata a Käppeli. Oltre al Consigliere di Stato Beltraminelli, era presente anche Norman Gobbi. Auguri di pronta guarigione a Fabio Regazzi, infortunatosi.

Ecco la squadra dei Giovani Leghisti candidati al Gran Consiglio

Ecco la squadra dei Giovani Leghisti candidati al Gran Consiglio

Sono 19 i giovani candidati presenti nella lista della Lega dei Ticinesi (n°14). «In questi anni il movimento giovanile ha avuto un’importante crescita che oggi permette di presentare un numero considerevole di giovani».

I candidati provengono da diverse zone del Cantone e sono presenti in tutti i distretti della lista, «ciò é frutto dell’importante lavoro svolto sul territorio. Anche per le Elezioni Cantonali 2019 il Movimento Giovani Leghisti ci tiene a dare il propriocontributo all’interno della lista Lega dei Ticinesi portando la voce delle giovani generazioni».

Di seguito la lista dei candidati MGL:

16 Tonini Stefano 02.08.1991 Chiasso
19 Aldi Sabrina 10.06.1985 Lugano
25 Bignasca Boris 17.12.1986 Lugano
28 Caldelari Gabriele 03.05.1993 Magliaso
29 Campagna Jon 11.07.1984 Savosa
32 Censi Andrea 09.07.1992 Lugano
37 Marioli Nicholas 28.07.1994 Lugano
38 Masucci Massimo 04.11.1989 Lugano
46 Rückert Amanda 21.01.1987 Lugano
55 Ceschi Valentina 09.04.1987 Locarno
56 Dadò Darwin 05.08.1992 Locarno
62 Freddi Ewan 27.06.1990 Centovalli
64 Grassi Marco 02.05.2000 Ascona
72 Ambrosini Elia 02.02.2000 Bellinzona
73 Bognuda Joel 06.11.1988 Riviera
80 Gadoni Matteo 04.09.1986 Bellinzona
82 Guerra Michele 11.11.1985 Pollegio
85 Melera Mattia 17.08.1995 Arbedo-Castione
90 Simoni Matteo 30.05.1992 Pollegio

Per un pugno di voti

Per un pugno di voti

Quattro settimane di campagna elettorale, 19 candidati al Consiglio di Stato in lizza

In piena ambientazione western, parte il 25 febbraio la trasmissione preelettorale di Rete Uno. “Per un pugno di voti” è il programma per conoscere i candidati al Consiglio di Stato ticinese in un fuoco di fila di domande, degno delle migliori pellicole di Sergio Leone. Gli incontri saranno quotidiani dal lunedì al venerdì. Proseguiranno fino al 29 marzo, con l’eccezione della settimana di Carnevale.
Saranno 14 minuti, dalle 12.08 alle 12.22, tutti i giorni durante i quali, a turno, Sharon Bernardi, Agata Galfetti e Amanda Pfaendler, con la collaborazione di “cavallo pazzo” Paolo Riva, ci faranno conoscere i contendenti alle prossime elezioni cantonali ticinesi.
La trasmissione sarà in diretta radiofonica su Rete Uno, ma pure diffusa in video streaming sul sito, sul play e su Facebook RSINews dove ci sarà la possibilità di commentare quanto sta andando in onda.

L’appuntamento è per martedì 26 febbraio alle 12.08 su Rete Uno

 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Il dialogo, la conoscenza reciproca e l’approfondimento dei principali cantieri in corso saranno al centro di una serie di incontri organizzati dal Dipartimento delle istituzioni con alcuni dei Comuni del Cantone per rafforzare la vicinanza tra la realtà cantonale e quella comunale. Iniziata nel giugno 2018 con Stabio, la serie riparte il 25 febbraio 2019 da Miglieglia, per proseguire a Castel San Pietro (1 marzo 2019) e a Minusio (25 marzo 2019).
Da alcuni anni le Autorità cantonali hanno avviato progetti e riforme volte a ridefinire i compiti e i flussi tra Cantone e Comuni. Grazie a cantieri come il Piano cantonale delle aggregazioni e la riforma Ticino 2020 si intende ridare vitalità al Comune, in modo che possa diventare un partner affidabile e solido per l’Amministrazione cantonale. Infatti, il rapporto tra Cantone e Comuni è determinante non solo per l’erogazione di servizi pubblici, ma anche per rafforzare il sistema federale.
In quest’ottica il Dipartimento delle istituzioni ha pertanto promosso una serie di incontri tra Cantone e Comuni allo scopo di entrare in contatto con gli enti locali, conoscere le loro caratteristiche e aggiornarsi reciprocamente sui principali temi di interesse comune.
Alle prossime visite (Miglieglia, Castel San Pietro e Minusio) prenderanno parte il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa e le Autorità comunali. Si ricorda, infine, che i primi 10 incontri si sono tenuti a Stabio, Ascona, Lavizzara, Chiasso, Paradiso, Morcote, Lugano, Blenio, Locarno e Mendrisio.

Pretura di Riviera: designazione della Pretore supplente

Pretura di Riviera: designazione della Pretore supplente

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato informa di aver nominato l’avv. Elettra Orsetta Bernasconi Matti quale Pretore supplente del Distretto di Riviera al 30% a contare da oggi 20 febbraio sino al 12 marzo 2019.
Si è svolta oggi a Bellinzona, alla presenza del Presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali, del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, della Direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti, del Presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani e del Presidente della Pretura penale Marco Kraushaar la cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi dell’avv. Elettra Orsetta Bernasconi Matti, chiamata a sostituire nella misura del 30% l’avv. Patrizia Gianelli, titolare della Pretura del distretto di Riviera. La designazione si è resa necessaria per l’incapacità lavorativa al 50% per malattia dell’avv. Gianelli. L’avv. Bernasconi Matti si occuperà delle pratiche penali legate all’attività presso la Pretura penale della Pretura della Riviera. L’attività in ambito civile continua ad essere garantita dalla Pretora titolare.
Il Governo formula i migliori auguri per un pronto ristabilimento alla Pretore avv. Patrizia Gianelli e gli auguri di buon lavoro alla Pretore Elettra Orsetta Bernasconi Matti.

Quei «baffoni» lunghi ben 27 anni

Quei «baffoni» lunghi ben 27 anni

Da www.cdt.ch

A fine mese Marzio Eusebio lascerà la carica di sindaco del Comune altoleventinese e la politica attiva
«Tornerei soltanto se il Cantone continuasse ad insistere sulle fusioni», dice con il sorriso

Gli ultimi nove giorni. E poi calerà il sipario su un’importante pagina nella storia di Dalpe. Il sindaco Marzio Eusebio si appresta a lasciare “per sempre” la politica attiva dopo 27 anni al timone del Comune altoleventinese. Le dimissioni, come noto, le aveva comunicate a metà dicembre durante la seduta prenatalizia del Legislativo. Non ha cambiato idea nel frattempo?, chiediamo. “Guardi, potrei tornare in sella solamente qualora il Cantone continuasse ad insistere con le aggregazioni. L’ho già detto in tono scherzoso anche al direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi”, ci risponde con un sorriso sornione dietro i grandi baffi. Non è un mistero, infatti, che Eusebio sia da sempre contrario al cantiere delle fusioni. “Preferisco le cose piccole condotte bene”, taglia corto con la sua innata schiettezza. Sotto la sua guida Dalpe è diventato un paese attrattivo, non solamente dal punto di vista fiscale, ma soprattutto per quanto riguarda i servizi offerti. La sua più grande soddisfazione e il rimpianto che non la lascia dormire la notte? “Sono semplicemente orgoglioso di aver sempre fatto il mio dovere andando d’accordo con tutti. Per il resto spetta agli altri giudicare il mio operato”, chiosa Marzio Eusebio. Il quale potrà ora concentrarsi esclusivamente sul suo ruolo di presidente della Delegazione consortile della Casa leventinese per anziani Santa Croce e della Fondazione Elena Celio che nel settembre scorso hanno inaugurato la struttura per la terza età a Giornico costata circa 27 milioni di franchi.

Leadership al femminile – un Simposio a Lugano

Leadership al femminile – un Simposio a Lugano

Comunicato stampa
Quali sono le difficoltà che le donne ancora incontrano nell’ottenere ruoli dirigenziali? Parlare di leadership al femminile significa creare uno stereotipo pericoloso per il ruolo della donna nella società? E le donne sono leader migliori o peggiori degli uomini? A queste e ad altre domande si cercherà di dare risposta nel corso di una serata pubblica promossa dal Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi che avrà luogo mercoledì 13 marzo 2019 alle ore 20.00 nell’Aula magna dell’Università della Svizzera Italiana a Lugano.
Nell’anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario dall’ottenimento del diritto di voto per le donne in Ticino, il Dipartimento delle istituzioni in occasione dell’evento “Leadership al femminile” intende approfondire e discutere il ruolo odierno della donna in posizioni di responsabilità nelle realtà aziendali pubbliche e private.
La serata sarà introdotta con una relazione della Capo Settore Servizio giuridico della Polizia cantonale Bernadette Rüegsegger e in seguito la giornalista Simona Galli modererà la discussione con otto dirigenti che si stanno distinguendo nel loro ambito professionale.
Si tratta di:

Alessandra Alberti
Direttrice Chocolat Stella

Frida Andreotti
Direttrice Divisione della Giustizia del Dipartimento delle istituzioni

Monica Bonfanti
Comandante della Polizia cantonale di Ginevra

Rosy Croce
Membro di Direzione Cooperativa Migros Ticino, Responsabile Dipartimento Risorse umane

Monica Duca-Widmer
Direttrice EcoRisana SA e Presidente del Consiglio dell’USI

Beatrice Fasana
Direttrice generale della Sandro Vanini SA e membro del Consiglio dei Politecnici federali

Maruska Ortelli
Presidente del Consiglio comunale di Lugano

Dounia Rezzonico
Procuratore federale capo, Responsabile della Divisione criminalità economica del Ministero pubblico della Confederazione

Chiuderà il Simposio l’intervento della Presidente del Gran Consiglio Pelin Kandemir-Bordoli.
La serata è aperta a tutta la popolazione; gli interessati sono pregati di iscriversi entro giovedì 28 febbraio 2019 all’indirizzo di posta elettronica di-comunicazione@ti.ch oppure compilando il formulario presente su www.ti.ch/eventidi

La Cantonale al Cpi, ‘presidio e senso di sicurezza’

La Cantonale al Cpi, ‘presidio e senso di sicurezza’

Da www.rsi.ch/news

https://www.rsi.ch/play/tv/rsi-news/video/il-dipartimento-delle-istituzioni-sul-territorio?id=11447195

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/11448410

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 19 febbraio 2019 de La Regione

Tra circa un anno sarà operativo il ‘Commissariato del Mendrisiotto’.
Da Lugano a Chiasso una sezione intera della Polizia giudiziaria.

Quella che oggi è una struttura grezza, in futuro sarà l’ultimo tassello che andrà a completare un «unicum in Svizzera»: tutte le forze in campo sotto un unico tetto. Si è detto, visto e scritto tanto del Centro di pronto intervento di Mendrisio e, ora, una volta completata anche la ‘Fase 2’, il disegno – dal lato architettonico curato da Mario Botta – sarà completo. Tra circa un anno, infatti, la ‘Porta di Mendrisio’ – oltre a Polizia Comunale, pompieri e protezione civile – ospiterà anche la Gendarmeria della Polizia cantonale. La visita al cantiere di ieri, per il Dipartimento delle istituzioni guidato dal consigliere di Stato Norman Gobbi, è stata anche l’occasione per fare il punto sulla strategia adottata nel merito della delocalizzazione dei servizi dell’Amministrazione cantonale. Dagli spostamenti avvenuti, quali il trasferimento del Registro di commercio a Biasca, la creazione di un contact center e di un Centro di competenza precetti dell’Ufficio di esecuzione a Faido nonché la riorganizzazione del settore stranieri (con la chiusura dei Servizi regionali); si è arrivati ai progetti futuri: il centro di controllo del traffico pesante a Giornico, il trasferimento della Sezione del militare e protezione della popolazione (nonché della Scuola di polizia) da Bellinzona al Monteceneri, sino alla revisione delle strutture carcerarie. E anche il Mendrisiotto, gendarmeria a parte, sarà toccato da alcuni cambiamenti.

Droga, tratta di esseri umani e prostituzione illegale
Con l’arrivo della Cantonale al Cpi di Mendrisio, che ne sarà della sede di Chiasso? Ebbene: sul confine si implementerà l’attività della Polizia giudiziaria. Lo ha spiegato ieri il Comandante della Cantonale Matteo Cocchi, assicurando che la cittadina «non rimarrà sguarnita». Gli spazi lasciati vuoti permetteranno infatti «di trasferire una sezione completa di Polizia giudiziaria da Lugano appunto, a Chiasso». Nello specifico, agli uomini che attualmente si occupano di contrastare il traffico di stupefacenti si uniranno quelli dediti a combattere «la tratta di esseri umani e la prostituzione illegale». Al Cpi di Mendrisio invece, come detto, la sede della Gendarmeria andrà a completare la riorganizzazione in atto su tutto il territorio Cantonale. Una sorta di ritorno al passato che, a detta di Cocchi, porterà non pochi vantaggi: si «garantirà infatti un presidio regionale permanente, accessibile alla popolazione, ai partner e alle autorità». Uno degli elementi analizzati durante la strategia di regionalizzazione, ha spiegato il Comandante, è anche quello legato al forte traffico che, di fatto, ha «obbligato a decentralizzare per essere più celeri negli interventi».

Cinquanta milioni… lungimiranti
Parli di Mendrisiotto e, volenti o nolenti, affronti anche il discorso della percezione della sicurezza: il Distretto – ha ricordato Norman Gobbi – «è una regione che sente più di altre la pressione della vicina Italia in diversi ambiti: da quello dell’economia privata a quello, citato, della sicurezza. Ed è proprio da Mendrisio che siamo ripartiti – ha aggiunto – per riportare le sedi della Gendarmeria della Cantonale sul territorio; proprio per aumentare il presidio e il senso di sicurezza percepito dalla popolazione». A queste parole hanno fatto eco quelle del capodicastero sicurezza pubblica di Mendrisio Samuel Maffi: «Abbiamo raggiunto obiettivi invidiabili e impensabili fino a pochi anni fa. Dei livelli di sicurezza oggettiva che sono veramente difficili da raggiungere». E qui scende in campo il Cpi: «Una storia molto importante fatta di decisioni politiche coraggiose e dalla perseveranza» Senza dimenticare «la lungimiranza del Municipio di decenni fa nell’intravvedere nel sedime (dove ora trova spazio la struttura, ndr) la possibilità di costruire un Centro di pronto intervento con più enti legati alla sicurezza». Un investimento da più di cinquanta milioni di franchi.

 

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 19 febbraio 2019 del Corriere del Ticino

Sforzi e progetti della politica di delocalizzazione

La delocalizzazione dei servizi, volta a favorire l’insediamento di posti di lavoro nelle diverse regioni del Cantone, è uno dei progetti strategici condotti dal Dipartimento delle istituzioni (DI). A questo proposito, sono stati presentati ieri al Centro di pronto intervento di Mendrisio il bilancio degli sforzi intrapresi nel corso delle due passate legislature e i progetti previsti in futuro. Un luogo che non è stato scelto a caso, come ha indicato il direttore del DI Norman Gobbi: «Il Mendrisiotto è una regione che sente più di altre la pressione della vicina Italia in diversi ambiti: da quello dell’economia privata a quello della sicurezza. Per questo motivo la regione necessita di una particolare attenzione da parte dello Stato per preservare i posti di lavoro dell’Amministrazione cantonale». Gobbi ha in seguito illustrato i passi intrapresi dal Governo per procedere con la mappatura degli impieghi cantonali sul territorio e identificare possibili dislocazioni nelle regioni periferiche. «È proprio da Mendrisio che siamo partiti quattro anni fa per riportare le sedi della gendarmeria della Polizia cantonale sul territorio, – ha aggiunto Gobbi – così da aumentare il presidio e il senso di sicurezza percepito dalla popolazione». Tra le misure principali portate a termine spiccano il trasferimento del Registro di commercio a Biasca, la creazione del Contact Center dell’Ufficio di esecuzione a Faido, la realizzazione del centro di competenza dei precetti esecutivi sempre a Faido e le riorganizzazioni della Polizia cantonale. A questo proposito il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha posto l’accento sui vantaggi dell’operazione: garantire un presidio regionale permanente, accessibile alla popolazione, ai partner e alle autorità. Da parte sua il capodicastero di Mendrisio Samuel Maffi ha sottolineato l’importanza per l’intera regione della presenza della Polizia cantonale, che ha contribuito all’aumento della sicurezza soggettiva. Tra i progetti futuri, l’apertura del nuovo centro di pronto intervento della Polizia di Mendrisio e la creazione del nuovo centro controllo del traffico pesante a Giornico, che permetteranno di continuare il riequilibrio degli impieghi in tutti i distretti.

 

La politica di delocalizzazione dei servizi del DI

La politica di delocalizzazione dei servizi del DI

Comunicato stampa

La delocalizzazione dei servizi è uno dei progetti strategici del Dipartimento delle istituzioni volto a favorire l’insediamento di posti di lavoro cantonali nelle diverse regioni del Cantone. Il bilancio degli sforzi intrapresi nel corso delle due passate legislature e una fotografia di quanto previsto in futuro sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa a Mendrisio.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e dal Municipale della Città di Mendrisio Samuel Maffi, ha presentato in conferenza stampa al Centro di Pronto intervento (CPI) di Mendrisio il bilancio della strategia di delocalizzazione attuata dal Dipartimento delle istituzioni dal 2011 al 2018. Al termine del momento informativo, il Direttore del DI ha visitato, assieme all’architetto Mario Botta, il nuovo Centro di Pronto intervento e ha ufficialmente preso in consegna gli spazi “grezzi” che ospiteranno nel prossimo futuro la Polizia cantonale.
“Non abbiamo scelto a caso il luogo dell’evento odierno: il Mendrisiotto è una regione che sente più di altre la pressione della vicina Italia in diversi ambiti: da quello dell’economia privata a quello della sicurezza. Per questo motivo la regione necessita di una particolare attenzione da parte dello Stato per preservare i posti di lavoro dell’Amministrazione cantonale” ha dichiarato in apertura il Direttore del Dipartimento delle istituzioni. “Ed è proprio da Mendrisio che siamo partiti quattro anni fa per riportare le sedi della gendarmeria della Polizia cantonale sul territorio; proprio per aumentare il presidio e il senso di sicurezza percepito dalla popolazione”.
Il Direttore del DI ha illustrato i passi intrapresi dal Consiglio di Stato che nel febbraio del 2013 ha incaricato un gruppo di lavoro interdipartimentale di procedere con la mappatura degli impieghi cantonali sul territorio e identificare possibili dislocazioni nelle regioni periferiche. Dopo una serie di rapporti intermedi, nel settembre del 2016 l’Esecutivo cantonale ha quindi deciso di chiudere il progetto e di non intraprendere nuovi passi operativi per rendere effettiva la dislocazione di impieghi dell’Amministrazione cantonale. Ha tuttavia autorizzato il Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con la Sezione della logistica, a proseguire con i propri progetti di dislocazione.
Norman Gobbi ha continuato ricordando le principali misure portate a termine tra cui spiccano il trasferimento del Registro di commercio nel 2011 a Biasca, la creazione del Contact Center dell’Ufficio di esecuzione a Faido nel 2016, la realizzazione del centro di competenza dei precetti esecutivi a contare dal 2017 sempre a Faido e le riorganizzazioni della Polizia cantonale.
A questo proposito il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha quindi posto l’accento sui vantaggi che sono derivati dalla regionalizzazione della Gendarmeria: garantire un presidio regionale permanente, accessibile alla popolazione, ai partner e alle autorità.
Nel suo intervento il Capodicastero Samuel Maffi ha evidenziato i motivi che hanno spinto il Comune a optare per il raggruppamento dei servizi, sottolineando l’importanza per l’intera regione della presenza della Polizia cantonale, resa possibile dalla delocalizzazione dei posti principali di polizia nell’ambito della riorganizzazione della gendarmeria del 2015. Operazione che ha contribuito all’aumento della sicurezza soggettiva.
In conclusione, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha menzionato alcuni dei progetti che diventeranno realtà in futuro e che permetteranno di continuare il riequilibrio degli impieghi in tutti i distretti ovvero il trasferimento dell’Ufficio esecuzione di Biasca a Faido, l’apertura del nuovo centro di pronto intervento della Polizia di Mendrisio e la creazione del nuovo centro controllo del traffico pesante a Giornico.