Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Cerimonia di Consegna dell’arma per la Scuola di polizia del V° circondario

Comunicato stampa

Oggi a Giubiasco presso il Centro formazione di polizia si è tenuta la cerimonia di Consegna dell’arma agli aspiranti della Scuola di polizia del V° circondario. All’evento, diretto dal cap Cristiano Nenzi, sono intervenuti il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Comandante della Polizia cantonale col Matteo Cocchi. Pure presenti tutti i Comandanti, o loro rappresentanti, dei Corpi di polizia con aspiranti in formazione. 

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi nel suo discorso ha sottolineato l’importanza di questo momento, la fiducia riposta dai cittadini nei confronti dei futuri agenti di polizia, il ruolo della formazione che dovrà continuare in un aggiornamento costante anche dopo la fine della Scuola di polizia e la responsabilità che ogni agente si assume, nel rispetto delle leggi e attraverso un comportamento professionale e privato all’altezza del compito a cui ognuno sarà chiamato.

Nel suo intervento il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha dal canto suo evidenziato come con la cerimonia odierna sia terminato per tutti gli aspiranti un importante tassello della loro formazione di base e che da questo momento tocca ad ognuno di loro dare prova sul terreno di quanto appreso sui banchi di scuola e sulle piazze di tiro.

Dopo un percorso di formazione impegnativo, comprensivo di allenamenti pratici e di approfondimenti normativi sull’uso della pistola d’ordinanza, 29 aspiranti agenti della Polizia cantonale (di cui 23 aspiranti gendarmi e 6 aspiranti ispettori), 15 aspiranti agenti delle Polizie comunali (rispettivamente di Bellinzona, Lugano, Mendrisio, Biasca, Chiasso, Ceresio Nord, Intercomunale Gordola), 2 aspiranti della Polizia dei trasporti, 3 aspiranti della Polizia cantonale dei Grigioni e 1 aspirante della Polizia militare, hanno così ricevuto ufficialmente la pistola d’ordinanza. I 50 aspiranti totali, fra cui si contano 11 donne, sono ora pronti per il completamento della loro formazione, che prevede un periodo di stage nei posti di polizia e presso i propri comandi di appartenenza. Questo ulteriore e fondamentale passo porterà loro al conseguimento dell’Attestato professionale federale di agente di polizia, con il superamento degli esami federali di professione il pr ossimo mese di febbraio.

Al posto della banca il Palazzo di giustizia

Al posto della banca il Palazzo di giustizia

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 28 novembre 2019 del Corriere del Ticino

Stabile Botta – Il Cantone intende comprarlo per 80 milioni e trasferici tribunali e Procura Un’epoca che si chiude: per decenni è stato uno dei simboli della forza della Lugano finanziaria EFG rassicura: «Restiamo legati al Ticino e rinnoveremo gli edifici di nostra proprietà in centro»

Ottanta milioni: a tanto ammonta l’investimento del Cantone per acquistare lo stabile EFG di viale Franscini (ex Banca del Gottardo) a Lugano. Insieme all’attuale Palazzo di giustizia in via Pretorio, l’immobile costruito da Mario Botta andrà a costituire un polo per la giustizia ticinese «assicurandole così – si legge in una nota del Consiglio di Stato – per i prossimi cinquant’anni spazi adeguati e coerenti dal punto di vista della funzionalità del lavoro». Il messaggio, approvato ieri dal Governo e che ora verrà trasmesso al Gran Consiglio, contiene pure la richiesta di un credito di quasi 6,5 milioni di franchi per la progettazione della ristrutturazione e dell’adeguamento dello stabile EFG, ma anche per uno studio di fattibilità e per la progettazione degli spazi destinati alla sede provvisoria necessaria al momento del cantiere al Palazzo di giustizia. Infatti, nei prossimi anni verranno intrapresi anche i lavori di rimessa a nuova dello stabile di via Pretorio (il costo preventivato ammonta a 83 milioni) e nel frattempo il Ministero pubblico verrà trasferito nella sede di via Bossi. Si tratta di lavori importanti e di cifre altrettanto importanti: sono quasi 224 i milioni di franchi che verranno investiti nel periodo 2020/2032 per completare il nuovo polo della giustizia.

Un luogo centralissimo
«Negli ultimi anni alla ricerca di uno spazio per la giustizia – spiega il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi – abbiamo valutato molte varianti, ma una delle condizioni poste era di poter disporre di uno stabile che fosse rappresentativo e degno del terzo potere» (il palazzo ex Banca del Gottardo sarà sede del Tribunale d’appello, che rappresenta il terzo potere del sistema democratico cantonale, n.d.r.). A far propendere il Cantone ad acquistare lo stabile, la disponibilità di metri quadri, la posizione centrale così come pure il suo essere un simbolo. Il palazzo è stato infatti per anni uno dei veri cuori della Lugano finanziaria. È stato la sede della Banca del Gottardo negli anni della sua massima espansione e ha poi vissuto, nel 2008, la fusione con la BSI e infine l’assorbimento in EFG.

La ripartizione e i tempi
Nella sede di viale Franscini saranno sotto lo stesso tetto tribunali e uffici, compreso il Tribunale d’appello che attualmente si trova a Locarno, il Tribunale penale cantonale e la Corte d’appello e di revisione penale, la Pretura penale e il Tribunale di espropriazione. Nel Palazzo di giustizia ristrutturato troveranno spazio invece Ministero pubblico unificato (sedi di Lugano e Bellinzona), Magistratura e Polizia. L’accordo con l’istituto bancario prevede che EFG occupi per i prossimi tre anni il palazzo Botta, dove i lavori di ristrutturazione partiranno nel 2024. Nel 2032 saranno invece terminati quelli che riconsegneranno il «vecchio» Palazzo di giustizia al Ministero pubblico.

Secondo il direttore Gobbi, «l’acquisto del palazzo EFG rappresenta non solo un miglioramento a livello logistico, ma anche un investimento per il futuro. Di immobili importanti realizzati da Mario Botta il Cantone non ne possiede molti: questo è anche un riconoscimento dell’autorità cantonale nei confronti del maestro».

Cornaredo resta un’opzione
La Città di Lugano aveva chiesto formalmente al Cantone di portare Palazzo di giustizia (o almeno una parte di esso) in una delle future due torri la cui realizzazione è prevista al nuovo polo sportivo degli eventi. Ipotesi a questo punto non più realizzabile. «Era un’opzione – spiega il capodicastero Roberto Badaracco – che abbiamo sempre tenuto in considerazione. Il Cantone però, nonostante diverse sollecitazioni, non ci ha mai fatto sapere le sue intenzioni. Le nostre porte restano comunque aperte». Ma la perdita del Cantone rischia di compromettere il progetto (che verrà tra l’altro presentato oggi)? «No», risponde il sindaco Borradori. «Una torre sarà occupata dagli uffici della città e l’altra ospiterà contenuti abitativi. Esiste ancora la possibilità che il Cantone porti degli uffici a Cornaredo. In questo caso potrebbero utilizzare parte dello stabile che sorgerà di fronte ai Pompieri». Come spiega dal canto suo Gobbi, «la variante di uno spostamento a Cornaredo era ipotizzabile per le attività amministrative, ma non certo per la giustizia». In ogni caso, conclude, «il discorso non è ancora completamente chiuso visto che abbiamo ancora altri servizi da riposizionare».

Che farà l’istituto?
EFG ha fatto sapere in una nota di «rimanere legata al Ticino» e che si concentrerà sugli stabili già di sua proprietà, come lo storico Palazzo Riva.

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Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 27 novembre 2019 de Il Quotidiano

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