Cambiare Via sicura?

Cambiare Via sicura?

Puntata di giovedì 13 febbraio 2020 di Falò/RSI

Un flash che ti affibbia l’etichetta di pirata della strada; la fedina sporca senza aver recato danni a terzi. VIA SICURA, per violazioni gravi dei limiti di velocità, prevede almeno dodici mesi di detenzione. Una sanzione ritenuta  sproporzionata da molti soprattutto se paragonata a quelle previste per altri reati. Così adesso il Legislatore vorrebbe cambiare la legge. Ma RoadCross promette battaglia: “Quelle pene così severe permettono di salvare vite umane ogni anno e sono necessarie”.

 

Un medico sotto accusa

Perizie sbrigative e malfatte, tariffe esose imposte per umiliare gli automobilisti come fossero criminali. Si è letto di tutto in questi mesi contro il Medico del traffico, figura di perito introdotta dal pacchetto VIA SICURA e chiamata a verificare l’idoneità alla guida di persone fermate per aduso di alcol e consumo di droga. Un passaparola ostile che è diventato una devastante campagna stampa, soprattutto via social. Falò ha analizzato questa polemica, per capirne i motivi e verificarne le principali accuse, oltre a raccogliere, per la prima volta, le ragioni del medico finito sotto accusa.

https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo/tutti-i-servizi/Un-medico-sotto-accusa-12733368.html

 

 

Bilancio della Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento

Bilancio della Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento

Comunicato stampa

Dopo un anno di attività, la Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento è stata sollecitata in 15 casi che hanno richiesto un’attenta valutazione. Il Dipartimento delle istituzioni traccia un bilancio positivo delle misure attuate dalla Piattaforma di prevenzione e dal portale stopradicalizzazione.ch. Oltre a una gestione confidenziale, mirata e individuale delle situazioni in legame con un processo di radicalizzazione, la Piattaforma cantonale ha avviato un progetto pilota di prevenzione rivolto ai docenti del Centro professionale e tecnico (CPT) di Trevano, con l’obiettivo di estenderlo nel corso di quest’anno ad altri importanti ambiti che si occupano di formazione o che sono in contatto con giovani e persone fragili. Per il 2020, la Piattaforma di prevenzione della radicalizzazione ed estremismo violento ha ricevuto il sostegno della Confederazione nell’ambito del Piano d’azione nazionale (PAN) per prevenire e combattere la radicalizzazione e l’estremismo violento.

La Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione coinvolge tre dipartimenti, DI, DECS e DSS, ed è stata sviluppata con l’obiettivo di prevenire le vulnerabilità che possono spingere una persona a essere attirata da ideologie o movimenti che giustificano una forma di violenza per perseguire i propri fini.
Allo scopo di fornire informazioni specialistiche per rispondere a inquietudini e interrogativi di cittadine e cittadini, ma anche aiutare docenti, funzionari, professionisti interpellati da questioni attinenti alla radicalizzazione a matrice violenta, il Cantone ha aperto nel novembre 2018 il portale stopradicalizzazione.ch (modulo di contatto: stopradicalizzazione@ti.ch) e una permanenza telefonica (+41 79 953 46 82).
È importante ricordare che la Piattaforma è un dispositivo a carattere preventivo composto da figure professionali attive in campo educativo, sociale, giuridico e presso la Magistratura dei minorenni, che collaborano nella gestione confidenziale dei casi di sospetta radicalizzazione e di estremismo e nella promozione di progetti di prevenzione. Tra questi una formazione pilota proposta in collaborazione con il DECS e la Divisione della formazione professionale ai docenti del CPT di Trevano si occupa in particolare della sensibilizzazione e della formazione del personale insegnante e sarà estesa dal 2020-2021 ad altre sedi. Inoltre due pubblicazioni sul tema della radicalizzazione con consigli rivolti alla popolazione e ai genitori, nonché un video, sono consultabili sul sito stopradicalizzazione.ch.
Dal novembre 2018, il portale stopradicalizzazione e la helpline hanno ricevuto 15 segnalazioni, riassunte in 8 situazioni diverse. La maggioranza delle situazioni riguardava il fenomeno dell’estremismo di destra e in alcuni casi erano legate all’islam radicale. Le segnalazioni provengono principalmente da privati.
Nel merito si osserva come questi casi coinvolgano perlopiù giovani adulti e di sesso maschile. Solo in un caso la segnalazione ha costituito un pericolo concreto e seguendo il principio di precauzione ha dovuto essere segnalato alla polizia.
Inoltre, in questo anno di attività, un’intensa rete di contatti con operatori, professionisti, associazioni e istituzioni attive sul territorio è stata intrecciata grazie all’ottima collaborazione interdipartimentale e con la Città di Lugano.
La prevenzione di ogni forma di radicalizzazione politica e religiosa è un obiettivo importante per il Cantone. È indispensabile poter continuare a sviluppare un dispositivo basato sulla prevenzione in ogni ordine, sociale ed educativo, allo scopo di consentire un riconoscimento precoce dei segnali di radicalizzazione prima che la persona possa adottare comportamenti violenti.