Il Tiro storico del San Gottardo ha per la prima volta una regina

Il Tiro storico del San Gottardo ha per la prima volta una regina

Un’altra donna in vetta pure tra i giovani
Nella gara al fucile 300m ad aggiudicarsi il secondo rango e il premio di miglior attivo è stato Gabriele Tela de La Mendrisiense con 75 punti e colpi centrali 89-94. Miglior veterano è risultato invece Alberto Hachen de La Balernitana con 74 punti. Si è tinto di rosa pure il premio per il miglior giovane, conquistato dalla diciannovenne Giada Macchi della Società di tiro Aurora di Stabio. Nel concorso di sezione, tra le società ticinesi ha vinto La Mendrisiense con 572 punti cui è pure andato il premio di sezione. Secondo rango alla Civici carabinieri di Lugano con 565 punti, seguiti dall’Unione Tiratori di Locarno con 560 punti. Tra gli ospiti la vittoria è andata nuovamente alla Schützengesellschaft der Stadt Luzern con 555 punti, seguiti dalla Schützengesellschaft der Stadt Zürich con 540 punti e dalla Schützengesellschaft Aeugst am Albis con 527 punti. Nella speciale classifica che premia la partecipazione dei Giovani, il primo rango è stato conquistato da La Balernitana, seguita dalla Civici carabinieri di Lugano e dall’Unione tiratori del Gottardo.

Bodycam in Ticino, sperimentazione in corso

Bodycam in Ticino, sperimentazione in corso

Un progetto pilota congiunto permetterà di determinare se questo strumento potrà essere adottato da tutti gli agenti di polizia

“È necessario avere degli elementi concreti per valutare attentamente se è il caso di utilizzare le bodycam o meno in polizia in Ticino”. Lo afferma Renato Pizolli, portavoce della polizia cantonale, riferendosi al progetto pilota iniziato ad agosto che permetterà di determinare se queste micro-camere potranno essere adottate da tutti gli agenti.

Per il momento otto telecamere sono state date in dotazione alla polizia cantonale e altre otto alla comunale di Lugano e la sperimentazione proseguirà ancora per alcuni mesi. “Vengono acquisiti tutta una serie di dati sull’esperienza che si fa nel servizio e questi vengono valutati secondo criteri di logistica, di operatività e sotto gli aspetti giuridici”, continua Pizolli.

Eventuali criticità, come lo stoccaggio dei dati o aspetti legati alla privacy, saranno riviste sulla base dell’esperienza per fissare correttivi o limiti. Il primo rapporto sulla sperimentazione potrebbe già giungere nei primi mesi del prossimo anno.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Bodycam-in-Ticino-sperimentazione-in-corso-14789010.html

Da www.rsi.ch/news

Ricordo di Alex Pedrazzini

Ricordo di Alex Pedrazzini

Ci eravamo visti non molto tempo fa, qui in Piazza Governo, durante una pausa per il caffè. E con lui abbiamo parlato ancora di alcuni avvenimenti politici, passando da un tema all’altro, perché per lui la politica, ma quella con la P maiuscola, era una passione, era vita. Non per nulla è stato il “padre” della nuova Costituzione cantonale, votata nel 1997. Siamo stati colleghi in Gran Consiglio per due legislature. Non sempre allineati sulle stesse posizioni, ma sempre nel solco del rispetto personale e del dialogo. Dirigendo poi quello che era stato anche il “suo” Dipartimento, ho visto durante il mio lavoro anche i segni che aveva lasciato, in particolare continuando il cantiere delle aggregazioni.
Una persona arguta, ironica, anche autoironica, in una parola: intelligente. Negli anni aveva poi messo molte energie nel sostegno dei più indifesi, in particolare dei bambini. Lo vedevo dietro le sue bancarelle per raccogliere fondi o firme a sostegno di Marche blanche per esempio. E negli ultimi due anni, dopo la sua uscita dal Parlamento, lo incrociavo per le vie del centro di Bellinzona, spesso con la mascherina e lo zaino in spalla.
È stato un Consigliere di Stato brillante, il primo a utilizzare un tipo di comunicazione più moderno, con meno “politichese” e più messaggi e slogan incisivi. Un antesignano del linguaggio degli attuali social… Il “monello” della politica ticinese ci mancherà.
«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

«Dopo gli sforzi fatti sarebbe sbagliato non riconcedere le libertà perse»

Il consigliere di Stato Norman Gobbi dice la sua sulla possibile uscita dalla pandemia.
«Ci sono state diverse partite negli stadi, con tante persone al chiuso, e non abbiamo visto crearsi focolai», sottolinea.
Sono numeri sempre più incoraggianti, quelli che riassumono l’andamento della situazione epidemiologica nel nostro Paese. Sia a livello nazionale, che cantonale. E in molti si chiedono quanto dovremo ancora aspettare perché le attuali restrizioni vengano abbandonate definitivamente. Il consigliere di Stato Norman Gobbi, ai microfoni di Radio Ticino, si dice favorevole a un imminente cambio di rotta rispetto alle attuali misure.
Traguardi da premiare – «Secondo me la luce in fondo al tunnel c’è», esordisce Gobbi, «proprio perché, l’abbiamo visto, c’è stato un aumento della protezione della popolazione». Per il consigliere di Stato «sarebbe stupido continuare a essere molto fermi sulle misure, perché ora due terzi dei ticinesi hanno già ricevuto almeno una prima dose». Questo significa, spiega, che tra un mese le persone completamente vaccinate saranno ancora più numerose. Vanno poi aggiunti i guariti, «e con loro potremmo arrivare a un 80% circa di popolazione protetta dal virus». Questo risultato dovrebbe essere premiato, sottolinea Gobbi: «Credo che sarebbe un segnale negativo chiedere degli sforzi alla popolazione e poi non riconcedere le libertà che abbiamo perso durante la pandemia».
Risultati promettenti – Unici punti interrogativi, le ferie autunnali degli svizzeri tedeschi, che li porteranno nuovamente in Ticino, e l’intensificarsi del freddo che ci costringerà sempre più all’interno. Ma Gobbi si dice ottimista: «Ci sono state diverse partite negli stadi al chiuso, alla Corner come alla Gottardo Arena, con un alto numero di persone presenti, e non abbiamo visto crearsi focolai».

Da www.tio.ch