“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

“I cittadini vanno coinvolti più attivamente”

Il progetto pilota Buon Governo ha terminato la prima fase di sperimentazione, tenutasi negli ultimi tre giorni a Faido
Oggi alla palestra delle scuole comunali di Faido si è tenuto il terzo e ultimo laboratorio legato al progetto Buon Governo, che negli ultimi mesi ha visto coinvolti autorità comunali e cittadini stessi. Tra i vari obiettivi del progetto, vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti. TicinoNews è andata sul posto per interrogare le autorità implicate.

Di cosa si tratta
Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre campi di intervento nei quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020). Ma di cosa si tratta esattamente? L’ha spiegato il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi: “Vogliamo riattivare la partecipazione attiva della popolazione nelle scelte strategiche del comune, organo di prossimità più vicino alla popolazione. Qui abbiamo coinvolto i cittadini di Faido nell’elaborazione della visione strategica che il comune dovrà adottare per il futuro.”

Il funzionamento nello specifico
Il progetto pilota mira poi ad essere esteso a tutti i comuni ticinesi, con una modifica alla legge organica comunale, come afferma lo stesso Direttore del Dipartimento delle Istituzioni. Il Capo sezione enti locali Marzio della Santa ha inoltre specificato meglio i meccanismi amministrativi che porteranno alla realizzazione degli obiettivi stabiliti in concerto con la popolazione: “Quanto scaturirà da queste mezze giornate sarà uno strumento del legislativo col quale potrà dare mandato all’esecutivo affinché realizzi questi obiettivi nel suo ambito di competenza, attraverso la definizione di come raggiungere questi risultati. La visione sarà sottoposta al legislativo di nuovo sotto forma di messaggi per un’approvazione finale. Il municipio non potrà e non dovrà esprimersi, è un lavoro tecnico di sintesi fatto dall’amministrazione. Sarà il Consiglio comunale di Faido a decidere l’immagine del comune da realizzare.”

Faido 2032: sfide e ottimismo
Una delle sfide più urgenti da affrontare per l’anno 2032, secondo quanto emerso nelle giornate di Faido, è lo spopolamento del comune della Leventina. In questo senso, il sindaco Corrado Nastasi è ottimista: “Mi aspetto una crescita a livello demografico. Speriamo di ospitare domiciliati e di vedere uno sviluppo del settore turistico, anche visto quanto è stato fatto in ambito sportivo e ricreativo.”

https://www.ticinonews.ch/ticino/i-cittadini-vanno-coinvolti-piu-attivamente-BF5340443

Da www.ticinonews.ch

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Quando il Governo è “collaborativo”
Partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali, un progetto promosso dal Dipartimento delle Istituzioni. Prima tappa: Faido

Un modo di governare diverso: in gergo tecnico si chiama “governo collaborativo” e prevede una partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali. In Ticino, il Dipartimento delle Istituzioni ha deciso di promuovere questa forma di partecipazione in tutti i comuni a partire da Faido dove oggi, sabato, si sono conclusi i lavori.
Sette gruppi per la presentazione di sette visioni diverse del futuro comune. È la fase conclusiva del progetto, uno scambio di idee fra cittadini municipali e collaboratori dell’amministrazione comunale che, divisi in gruppi dal mese di gennaio, hanno ragionato su come ridefinire il ruolo del Comune. Votazione dopo votazione, i gruppi da sette sono diventati sempre meno e le visioni che passano il turno vengono man mano perfezionate. A coordinare la mattinata nella palestra delle scuole di Faido, il responsabile degli enti locali, Marzio Della Santa.
Sarà difficile che questa visione rispecchi tutti gli interessi di tutti i partecipanti, ma in fondo di tutta la popolazione? “Direi assolutamente di sì – risponde Della Santa ai microfoni della RSI, “nella misura in cui, per un Comune come per un’azienda, muoversi a 360 gradi, andando incontro a tutte le possibilità, a tutti i bisogni immaginabili e possibili, significa anche disperdere le energie. Per poter sviluppare una realtà comunale occorre, per contro, concentrare le risorse disponibili, che non sono infinite, verso un obiettivo che è più ampiamente condiviso. In fondo questo metodo è lì che ci porta”.
La visione vincente porterà alla stesura di un rapporto che il Consiglio comunale consegnerà al Municipio, cui spetterà poi il compito di elaborare dei messaggi per attuare gli obiettivi proposti. Il fatto di condividere obiettivi e strategie alla base, senza che vengano imposte dall’alto, potrebbe anche evitare di doversi confrontare con ricorsi e controricorsi, che allungano i tempi di sviluppo del Comune.
Un’esperienza – quella di Faido – che al di là delle sensazioni avrà un seguito anche sul piano legislativo. A fine legislatura, fra due anni, verrà infatti stilato un bilancio e le conclusioni che emergeranno verranno poi inserite nella revisione della legge organica comunale. E dopo Faido sarà il turno di Tresa.

Le testimonianze
Al di là di vincitori e vinti, l’esercizio è stato visto un po’ per tutti come una grande opportunità. “Lo trovo molto utile perché ci siamo confrontati”, ha dichiarato un partecipante al progetto. “C’è stato un bel mix tra esperienze e giovani e sicuramente mi ha stimolato a partecipare attivamente alla politica”. “No, non sono attiva politicamente”, afferma un’altra partecipante. “Sono stata coinvolta, però mi ha fatto piacere. È stato interessante, all’inizio ero scettica”
“È vero”, ammette il sindaco Corrado Anastasio, “la visione del gruppo cui partecipavo non è stata la più votata, ma era una visione di un gruppo assimilabile alle altre. Questo vuol dire che il senso di comunità a Faido è forte”.

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Quando-il-Governo-è-collaborativo-15226954.html

Da www.rsi.ch/news

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Il Buon Governo dei Comuni: l’esperienza di Faido

Comunicato stampa

Si è svolto nella palestra delle Scuole comunali di Faido l’ultimo dei tre laboratori proposti nell’ambito del progetto «Buon Governo», una prima a livello svizzero, che attraverso il coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini intende accompagnare le realtà comunali nell’adottare strumenti di lavoro appropriati e al passo con i tempi. Alla giornata conclusiva erano presenti 80 persone tra autorità comunali e cittadini della cosiddetta società civile oltre al Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e al Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa.  

Il progetto pilota «Buon Governo» rientra in uno dei tre assi di intervento sui quali sta lavorando il Dipartimento delle istituzioni per ridefinire il ruolo e il funzionamento del Comune dopo la riforma della dimensione (le aggregazioni) e la riforma dei compiti (il progetto Ticino2020) e al quale prendono parte i Comuni di Faido e di Tresa. Tra i vari obiettivi perseguiti vi è quello di aumentare la partecipazione dei cittadini in modo da arrivare a scelte politiche il più possibile condivise ed evitare conflitti.  
Nel corso di tre mattinate il Municipio, il Consiglio comunale, i funzionari dirigenti e i rappresentanti dei cittadini di Faido si sono riuniti per progettare lo sviluppo del Comune con l’orizzonte posto al 2032. In particolare, grazie al coinvolgimento di alcuni collaboratori della Sezione degli enti locali sono stati definiti la visione, gli obiettivi e le azioni strategiche per i prossimi dieci anni.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha salutato positivamente la folta partecipazione all’iniziativa che «dà un nuovo slancio alle istituzioni locali e rende ottimisti per il futuro della democrazia diretta». Come ha avuto modo di sottolineare in occasione del recente Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni «la democrazia necessita di cittadini che vogliono contribuire per il bene comune, consapevoli dei propri diritti e coscienti degli strumenti a loro disposizione. L’esercizio svolto con il Comune di Faido ci dimostra che per ottenere politiche locali capaci di soddisfare i bisogni della comunità occorre reinterpretare il ruolo del legislativo e dell’esecutivo, nonché il coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni politico-strategiche del Comune».
«Alla base del «Buon Governo» ci deve essere una comunità forte con un marcato senso di appartenenza e con una volontà del cittadino di impegnarsi per la cosa pubblica» spiega il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa. Le tre mezze giornate di lavoro hanno permesso di coinvolgere anche parte della popolazione in quelle che sono le scelte fondamentali e strategiche del Comune e questo vissuto potrebbe indurre alcune persone ad assumere in futuro un ruolo più attivo in seno alle istituzioni. Inoltre i laboratori «hanno permesso all’Esecutivo e al Legislativo di dialogare e ascoltarsi, lavorando insieme. Infatti, capita di sovente che ci sia una sovrapposizione tra Municipio, Consiglio comunale e Amministrazione comunale, il che può generare conflittualità e frustrazione», conclude Marzio Della Santa.  
Dal canto suo il Sindaco del Comune di Faido Corrado Nastasi esprime la sua soddisfazione per il progetto in corso: «Sono molto soddisfatto e orgoglioso di come la nostra Comunità abbia aderito con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco a questa iniziativa. Il lavoro da svolgere è ancora molto, ma oggi abbiamo gettato le fondamenta per costruire la Faido di domani con una visione condivisa».   Le esperienze con i Comuni di Faido e di Tresa dureranno per tutta la legislatura 2021-2024 e al termine verrà stilato un bilancio dell’esperienza e le conclusioni saranno inserite nella modifica del quadro normativo (la revisione della Legge organica comunale) che prenderà il via prossimamente.