Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi prosegue le visite nei Comuni

Comunicato stampa

Proseguono gli incontri del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi con i Comuni ticinesi. La conoscenza reciproca, il dialogo, la salute della democrazia a livello locale e l’importanza di attivare e stimolare la comunità sono stati i temi al centro dei tre appuntamenti con i Comuni di Val Mara, Vico Morcote e Bissone. Il ciclo, iniziato nel 2018 a Stabio, proseguirà il 17 gennaio 2023 nel Luganese, continuando una campagna di incontro e scambio di informazioni che tocca ogni parte del Ticino.  

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, accompagnato dal Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, e dall’ispettore comunale Alan Lancetti ha incontrato i Municipi di Val Mara, Vico Morcote e Bissone.
Nel primo incontro, quello con il Comune di Val Mara, il Municipio ha illustrato gli sforzi profusi per mettere in funzione la nuova realtà comunale in seguito all’aggregazione che si è consolidata nell’aprile del 2022. Una delle grandi sfide del nuovo Comune è senza dubbio l’importanza di stimolare la comunità creando una nuova identità senza però cancellare le identità dei tre quartieri. Un punto sul quale l’Esecutivo sta lavorando è la costituzione delle commissioni di quartiere che vogliono essere ideate all’insegna della partecipazione dei cittadini.
Il Municipio di Vico Morcote ha invece evidenziato come i movimenti nella popolazione residente degli ultimi anni abbiano inciso sullo spirito comunitario del Paese. Sensibile a offrire momenti di incontro, di svago e di aggregazione ai propri cittadini, l’Esecutivo riconosce una difficoltà a tenere unito il tessuto comunitario.
Nell’ultimo incontro, quello con il Municipio di Bissone, l’accento è stato messo sull’importanza del coinvolgimento dei giovani all’interno della comunità, in quanto erediteranno un giorno la gestione della cosa pubblica. Una sfida per le Autorità comunali che devono ingegnarsi per proporre momenti d’incontro attrattivi per le nuove generazioni.
Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha evidenziato che grazie alle visite «possiamo rivedere il funzionamento della Sezione degli enti locali. Una delle nostre priorità è quella di fare in modo che le istituzioni siano al passo con i tempi, per offrire servizi appropriati a una cittadinanza sempre più esigente. In questo senso grazie agli spunti raccolti in questi incontri istituzionali possiamo calibrare le riflessioni in corso. Il nostro obiettivo è di estendere il mandato della Sezione oltre alla vigilanza e all’attività ordinaria».
Infine, il capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa ha preso atto con piacere della «consapevolezza dei Municipi di investire per creare una comunità solida e una cittadinanza attiva. Questo va oltre i compiti tradizionali dei Comuni, definiti dalla legge. Un Comune non può esistere senza una comunità viva. In questo senso la Sezione degli enti locali si sta impegnando per promuovere una serie di progetti – come il Buon governo – che consentono di rivoluzionare il modo di funzionare dei Comuni, per essere al passo con i tempi».

In Svizzera mancano agenti «In Ticino effettivi idonei»

In Svizzera mancano agenti «In Ticino effettivi idonei»

Secondo la Federazione dei funzionari di polizia nel nostro Paese servirebbero almeno 7 mila unità in più A Sud delle Alpi, però, il loro numero è tra i più alti della Confederazione
Importante crescita delle candidature femminili

«In Svizzera mancano migliaia di poliziotti. La professione va resa più attrattiva e la politica deve assicurare sufficienti risorse ». L’appello è stato lanciato a fine dicembre dalla Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), la quale si è detta preoccupata per la motivazione e il carico di lavoro in seno alle forze dell’ordine.
Stando alle cifre della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali (CCPCS), all’inizio del 2022 la Svizzera poteva contare su poco più di 19.000 agenti sul campo, ossia un poliziotto ogni 447 abitanti. L’ONU, tuttavia, raccomanda a ogni Paese di dotarsi di circa un poliziotto ogni 333 abitanti. Tradotto su scala elvetica, dunque, nel nostro Paese complessivamente servirebbero 26.000 agenti, ossia 7.000 in più rispetto a oggi. E proprio da questo dato è partito l’appello della FSFP.
Ma il Ticino? Come è messo da questo punto di vista? Cifre alla mano, la situazione nel nostro cantone è più vicina alle raccomandazioni dell’ONU. Sempre stando alle cifre della CCPCS, il Ticino può infatti contare su 1.164 agenti sul campo (699 della Cantonale e 465 delle Comunali). Tenendo conto dei 351 mila abitanti del nostro cantone, il Ticino può contare su un agente ogni 301 persone. Addirittura meglio, dunque, delle raccomandazioni fornite dall’ONU.
A questo proposito, da noi interpellato, il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli precisa che «l’ONU propone cifre a livello generale» e quindi, quale premessa, va evidenziato che «i problemi di sicurezza variano molto da un Paese all’altro e non possono essere affrontati semplicemente a livello numerico». Detto altrimenti, le cifre statistiche non dicono tutto. Entrando nel merito della questione, Pizolli osserva che «per quanto riguarda il Ticino l’effettivo attuale, che comprende sia agenti della Polizia cantonale sia agenti delle Polizie comunali, viene ritenuto idoneo per assicurare la sicurezza dei suoi circa 350.000 abitanti a cui si aggiungono quasi quotidianamente oltre 75.000 frontalieri nonché, in particolare in estate, migliaia di turisti».
Insomma, se ai 351.000 abitanti si aggiungessero frontalieri e turisti, la cifra raccomandata dall’ONU non verrebbe raggiunta nemmeno dal Ticino, che in Svizzera, come noto, è il Cantone con il maggior numero di agenti in rapporto al numero di abitanti.
Non a caso, alle nostre latitudini l’assemblea del sindacato OCST agenti qualche settimana fa ha votato una risoluzione per chiedere alla politica che la gendarmeria della Polizia cantonale sia dotata delle «necessarie risorse» affinché possa operare «in modo adeguato». Ma, chiediamo quindi a Pizolli, in Ticino (e in particolare nella Gendarmeria) c’è una mancanza di agenti? «La direzione della Polizia cantonale – risponde il portavoce – è da sempre attenta alle necessità delle diverse aree e si adopera costantemente per far fronte alle criticità che si possono manifestare e la Gendarmeria in questo senso non fa certo eccezione». Ad ogni modo, sottolinea Pizolli, «va comunque ricordato come il Corpo è in grado di far fronte alle necessità di sicurezza con gli effettivi che gli sono stati messi a disposizione dall’Autorità politica. Ed è evidente che ogni rinforzo che dovesse essere integrato negli effettivi andrebbe ad aumentare il già alto livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni fornite alla cittadinanza ».

Una scelta pagante
Nel lanciare il suo appello, la FSFP aveva pure spiegato che, per rendere la professione più attrattiva, bisognerebbe tenere maggiormente conto delle richieste delle nuove generazioni, che vogliono più equilibrio fra vita professionale e privata. Ma non solo. La FSFP aveva pure spiegato di vedere di buon occhio anche una maggiore promozione delle candidature femminili. E in questo senso, anche in Ticino si stanno facendo dei passi avanti significativi. «Da alcuni anni – racconta il portavoce – anche in fase di reclutamento si è posto l’accento sulla ricerca di profili femminili. E in quest’ambito possiamo affermare che la scelta è stata pagante e dal 2013 al 2023 il numero di donne attive quali agenti della Polizia cantonale è passato da una sessantina a un centinaio». A conferma di tale tendenza, aggiunge Pizolli, «si evidenzia che circa il 30% dei candidati e delle candidate ammessi alla Scuola cantonale di Polizia 2022 (attualmente in formazione) è composto da persone di sesso femminile ». 

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 gennaio 2023 de Il Corriere del Ticino

Imposte di circolazione 2023

Imposte di circolazione 2023

Comunicato stampa

In questi giorni i detentori di un veicolo stanno ricevendo o riceveranno al loro domicilio la fattura dell’imposta di circolazione 2023. La stessa potrà essere pagata entro il 1. marzo 2023. L’imposta di circolazione di quest’anno è stata calcolata in base alla nuova formula, votata dal popolo il 30 ottobre 2022 e comprende gli adeguamenti portati dall’iniziativa parlamentare approvata il 15 dicembre scorso dal Gran Consiglio alla Legge sulle imposte e tasse di circolazione dei veicoli a motore. La nuova formula di calcolo è incentrata sulle emissioni di CO2 del veicolo. La modifica interessa unicamente le automobili e automobili pesanti, in quanto per tutti gli altri generi di veicolo le formule restano quelle applicate nel 2022.  

Il 2022 è stato un anno impegnativo e ricco di attività per la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni. Oltre alla grande mole di lavoro ordinario a cui la Sezione è stata confrontata (si legga al proposito l’allegato 1), la stessa ha accompagnato l’iter riguardante la votazione popolare sulla nuova imposta di circolazione ed è stata in grado di assicurare in un lasso di tempo esiguo l’introduzione della nuova imposta per il 2023. Si ricorda che per le imposte di circolazione del 2024 e anni seguenti il Consiglio di Stato presenterà al Gran Consiglio un apposito messaggio governativo. L’intenzione è di permettere al Parlamento di poter decidere prima della fine della legislatura.
Nel 2023 il gettito prodotto con l’imposta di circolazione per le sole automobili (quelle toccate dall’iniziativa approvata dal popolo) ammonta a 81 milioni di franchi, mentre nel 2022 si attestava a 104.8 milioni di franchi. Il totale fatturato dal Cantone per le imposte di circolazione di tutti i veicoli ammonta invece a 111 milioni di franchi, importo sensibilmente inferiore rispetto ai 134 milioni del 2022, proprio come conseguenza delle modifiche legislative citate. A questi 111 milioni si aggiungono circa 3.6 milioni di franchi per le imposte di navigazione.
Come è noto, per le automobili immatricolate prima dell’1.01.2009 l’imposta di circolazione non subirà modifiche rispetto a quella del 2022, per effetto della moratoria di un anno inserita nel testo di legge approvato dal popolo e confermata dall’iniziativa parlamentare approvata il 15 dicembre scorso.
Al 31 dicembre 2022 l’intero parco veicoli ticinese si attesta a ben 324’508 unità (+491). Il numero di automobili immatricolate (224’455) è leggermente diminuito rispetto al 2021 (225’042, -587 unità).
Ricordiamo che per il pagamento dell’imposta – da saldare entro il 1. marzo 2023 – vi è la possibilità di usufruire della procedura elettronica (e-fattura). Inoltre allegato alla fattura relativa l’imposta, sia agli utenti che usufruiscono della e-fattura, che agli utenti che prediligono l’invio per posta tradizionale, viene trasmesso un volantino informativo intitolato “Info mobilità 2023” (vedi allegato 2).
Ulteriori informazioni sull’imposta di circolazione, così come un calcolatore online sono disponibili sul sito internet della Sezione della circolazione (www.ti.ch/imposta23), unitamente a molte altre informazioni utili al disbrigo delle pratiche.

Attività in pillole

Flyer Info Mobilità