Gobbi inarrivabile

Gobbi inarrivabile

Fra i 46 candidati che corrono per il Consiglio di Stato il più “social” è Norman Gobbi
La lista Lega-Udc è quella che attira più seguaci.

Stringere mani e dare pacche sulle spalle nei carnevali e nelle feste di paese non basta più. Oggi una parte importante delle campagne elettorali passa dall’utilizzo dei social media. Le cantonali di domenica 2 aprile non fanno eccezione, ma c’è chi sui social media è messo meglio di altri in termini di follower. Abbiamo voluto prendere in esame i partiti e i candidati in corsa per il Consiglio di Stato.

Lega-UDC in testa
Fra i partiti stravince la lista Lega dei ticinesi-Udc, che tra Instagram e Facebook in totale conta 18’827 elettori. Quasi il doppio della lista Ps-Verdi, in seconda posizione, che conta 9’750 follower. Chiude il podio il Plr con 5’583.

Gobbi inarrivabile
Indiscusso leader sui social fra i consiglieri di Stato uscenti che sollecitano un nuovo mandato è Norman Gobbi. Con i suoi 29’476 seguaci, il direttore del Dipartimento delle istituzioni presenta numeri inarrivabili per tutti gli altri. Dietro a lui c’è Christian Vitta, che si ferma a 11’711. Molto lontano si situa Raffaele De Rosa, con i suoi 4’389 follower, tutti su Facebook: del Governo è infatti l’unico a non essere presente su Instagram. Ancora più distante è Claudio Zali, con appena 2’176 tra mi piace e segui.

Solo sei candidati su 49 oltre i 2’000 follower Instagram
Concentrandoci sul solo Instagram (che è pure il social scelto dallo stesso Cantone per avvicinare i più giovani con l’apertura di una pagina dedicata alle elezioni) emergono degli aspetti interessanti. Se il voto corrispondesse al numero di follower Instagram, dal Consiglio di Stato sarebbe estromesso Claudio Zali. Oltre ai confermati Gobbi e Vitta, entrerebbero invece nell’Esecutivo la favorita della lista rosso-verde Marina Carobbio, a fianco di Giorgio Fonio (Centro) e Boris Bignasca (Lega). L’equilibrio partitico attuale rimarrebbe dunque invariato. Fra i candidati al Governo, Norman Gobbi è l’unico che abbatte il muro dei 10’000 follower su Instagram. Gli altri faticano decisamente: solo sei candidati su 49, infatti, riescono a superare i 2’000 seguaci.

Un terreno difficile
Rispetto al passato, tuttavia, avere visibilità è più complicato. “Non ci si improvvisa su questi social per avere successo”, commenta a Ticinonews Eleonora Benecchi, docente-ricercatrice all’Istituto di media e giornalismo dell’Usi. La piattaforma su cui è diventato particolarmente difficile emergere è Facebook, ovvero proprio il social che ancora spopola fra i candidati. “Soprattutto a causa delle strategie introdotte dalla stessa Facebook, per avere visibilità si devono investire soldi nelle campagne promozionali e negli annunci sul social. Non ci si può illudere di sbarcare su Facebook, lanciare lì il proprio messaggio, quasi fosse in bottiglia, e magicamente vederlo arrivare a chi è indirizzato, trascinato dalla corrente dell’algoritmo”. Restando nell’ambito delle metafore navali, secondo Eleonora Benecchi “quello che si deve affidare a Facebook, se si vuole avere visibilità, è un messaggio da fare salpare su una nave, sulla quale è stato chiaramente pagato un posto e che infine attraccherà in un porto ben specifico, che corrisponde al pubblico selezionato”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/per-instagram-carobbio-fonio-e-bignasca-in-governo-zali-fuori-373567

Da www.ticinonews.ch

Elezioni cantonali 2023 – Assegnazione dei numeri di lista

Elezioni cantonali 2023 – Assegnazione dei numeri di lista

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha tenuto oggi a Bellinzona, nella sala stampa, la seduta pubblica di sorteggio delle liste in vista delle elezioni cantonali 2023. L’ordine di successione stabilito dalla sorte è il seguente:

Elezione del Consiglio di Stato

1. Partito liberale radicale ticinese (PLR)
2. MPS-Indipendenti
3. PVL e Giovani Verdi Liberali (PVL e GVL)
4. Più Donne
5. Partito Comunista – Partito Operaio e Popolare (PC-POP)
6. Avanti con Ticino & Lavoro
7. il Centro + Giovani del Centro
8. HelvEthica Ticino
9. Socialisti e Verdi
10. Lega dei Ticinesi – UDC

Elezione del Gran Consiglio

1. Partito liberale radicale ticinese (PLR)
2. MPS-Indipendenti
3. PVL e Giovani Verdi Liberali (PVL e GVL)
4. Più Donne
5. Partito Comunista – Partito Operaio e Popolare (PC-POP)
6. Avanti con Ticino & Lavoro
7. il Centro + Giovani del Centro
8. HelvEthica Ticino
11. UDC
12. Partito Socialista, Gioventù Socialista e Forum Alternativo
13. Lega dei Ticinesi
14. Verdi del Ticino
15. DIGNITÀ ai PENSIONATI
16. Movimento MontagnaViva 

 
 
 
Il Patriziato di Comologno incontra il Direttore del DI Norman Gobbi

Il Patriziato di Comologno incontra il Direttore del DI Norman Gobbi

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni il Consigliere di Stato Norman Gobbi è stato ospite del Patriziato di Comologno. Assieme al capo della Sezione degli enti Locali Marzio Della Santa e al responsabile del settore dei Patriziati Fausto Fornera, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni è stato ringraziato per il sostegno – attraverso il Fondo di aiuto patriziale – alle attività promosse e gestite dal Patriziato, che dovrebbe portare alla concessione di un nuovo importante aiuto del Fondo per l’acquisto dello stabile dell’Osteria Palazign.

È una storia di perseveranza, di visione e di dedizione che dura da 25 anni quella che può raccontare il Patriziato il Comologno, nell’alta Valle Onsernone. Una resilienza che ha portato nel 1998 all’acquisto del settecentesco Palazzo Gamboni, alla sua ristrutturazione e all’apertura al suo interno di un piccolo Hôtel de Charme. La volontà di creare in Valle occasioni di lavoro ha spinto il Patriziato a restaurare e a gestire anche la vicina Osteria Palazign. Due strutture interconnesse, la vita dell’una dipendendo dall’altra e viceversa. Grazie al lavoro di tanti volontari, al sostegno dell’associazione “Amici di Comologno”, ad alcune Fondazioni, agli aiuti cantonali attraverso il Fondo di aiuto patriziale e all’avvenuta aggregazione nel 2016 si sono così potute coagulare le forze residue presenti nell’Alta Valle Onsernone, in modo da creare presupposti positivi per il futuro delle nuove generazioni. L’ultimo tassello è costituito dalla necessità di acquistare le mura dell’Osteria Palazign, dopo la scomparsa del compianto proprietario ing. Bezzola, per scongiurare l’eventualità di una vendita a terzi della proprietà, che avrebbe cancellato gli sforzi compiuti sino a oggi. La richiesta del Patriziato giunta al Dipartimento delle istituzioni è stata finora favorevolmente accolta dalle istanze preposte (Sezione enti locali, commissione consultiva del Fondo di aiuto patriziale) e nel corso delle prossime settimane il Patriziato dovrebbe ricevere l’importate contributo che coprirà parte del costo totale per l’acquisto dell’Osteria.

L’esempio del Patriziato di Comologno è virtuoso – ha affermato il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi al termine dell’incontro durante il pranzo all’Osteria Palazign – e dimostra l’importanza di mantenere attivi i nostri Patriziati. Il Patriziato di Comologno (nato nell’Ottocento, 1369 patrizi, 612 fuochi patrizi, di cui 45 domiciliati e ben 567 non domiciliati che costituiscono la diaspora) non beneficia di entrate fiscali. Gestisce i suoi beni, rappresentati oltre che dal Palazzo Gamboni anche dagli alpeggi Pesced e Salei e dalla capanna Salei, solo grazie alla dedizione di molti volontari, al contributo comunale e al sostegno dei patrizi e degli amici del villaggio. Ma in virtù dell’impegno dei cinque membri dell’Ufficio patriziale e del suo segretario riesce a ottenere grandi risultati per la realtà dell’Alta Valle Onsernone”.

Parte la carica della Lega per le cantonali 2023

Parte la carica della Lega per le cantonali 2023

Circa 400 persone hanno partecipato oggi alla prima delle quattro “Feste ticinesi” organizzate dalla Lega dei Ticinesi in vista delle elezioni cantonali del 2 aprile. 

Al Mercato Coperto di Giubiasco il pranzo conviviale ha dato il là a un bel momento di incontro, durante il quale sostenitori e simpatizzanti del Movimento hanno potuto intrattenersi con i tre candidati al Consiglio di Stato Boris Bignasca, Norman Gobbi e Claudio Zali e con i candidati al Gran Consiglio del circondario Bellinzonese e Alto Ticino.

All’insegna dello slogan “Continuità” è stato posto l’accento sull’importanza per il Canton Ticino di avere in Governo ancora due rappresentanti della Lega dei Ticinesi. Due Consiglieri di Stato che hanno dimostrato di saper lavorare e di ottenere grossi risultati nei rispettivi ambiti di competenza. Importante sarà per la Lega dei Ticinesi nella bagarre elettorale riuscire mantenere le proprie posizioni anche in Gran Consiglio, aspirando, perché no, a un miglioramento. Si preannuncia infatti la possibilità di avere un Parlamento frammentato dalla presenza di più “partitini”. Avere un gruppo leghista forte e numeroso permetterà di portare avanti con successo le sfide che attendono il Cantone, prima tra tutte il risanamento delle casse dello Stato.Le “Feste ticinesi” proseguiranno domenica prossima 12 febbraio nel Mendrisiotto (Mercato Coperto di Mendrisio), nel Locarnese e Valli (5 marzo al Centro Miraflores di Quartino) e infine nel Luganese (12 marzo al Capannone di Pregassona).

Da www.mattinonline.ch

“Una legge dinamica e moderna a favore del turismo ticinese”

“Una legge dinamica e moderna a favore del turismo ticinese”

Gobbi sulla revisione della legge sugli esercizi alberghieri e della ristorazione

Alberghi e ristorazione rappresentano per il Ticino un importante settore economico. Il turismo apporta almeno il 10 per cento al Pil cantonale. Occorre quindi avere anche una base legale moderna e snella che possa aiutare, sostenere e sviluppare tale settore. “Sono proprio gli obiettivi principali della revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear)”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Questa settimana abbiamo presentato il progetto di legge e il progetto di regolamento, che mettiamo in consultazione presso tutti i portatori di interesse coinvolti in questo settore, con un occhio particolare verso i Comuni. Enti locali che con questo progetto diventano attori più coinvolti e responsabili, tenuto conto del loro ruolo indispensabile di prossimità verso tutte le attività che si svolgono sul loro territorio”.

Ma quali sono le principali novità che toccheranno il settore? “A livello generale con la revisione della Lear vogliamo assicurare un’effettiva tutale dei consumatori attraverso una normativa che garantisca standard qualitativi minimi per la tutela della salute pubblica. Vogliamo preservare le peculiarità del nostro territorio e inoltre garantire la sicurezza e l’ordine pubblici. Il tutto offrendo maggiore flessibilità e libertà legate alla rapida evoluzione del settore e delle esigenze sociali, favorendo l’imprenditorialità. Il progetto messo in consultazione è stato elaborato da uno speciale gruppo di lavoro, al quale hanno partecipato anche i diretti interessati, ossia le associazioni di categoria legate alla ristorazione e all’albergheria. Il Servizio giuridico della Polizia cantonale, con la Capa del servizio Bernadette Rüegsegger alla guida, ha coordinato i lavori”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Tra le novità proposte vi è un abbassamento dell’età per accedere alle discoteche dai 18 ai 16 anni. “È certamente la misura attorno alla quale si accenderanno più discussioni, ma abbiamo voluto recepire le necessità dovute all’evoluzione della società. Si offre ai giovani di una determinata fascia d’età che comunque escono anche a ora tarda un ambiente e spazi controllati con regole precise. Prima fra tutte il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni. Le discoteche che sgarreranno subiranno sanzioni molto incisive. La consultazione ci dirà come verrà recepita questa novità, pronti ad adeguarci a dipendenza delle osservazioni che riceveremo. Ricordo poi altri cambiamenti: l’abolizione della presenza fisica obbligatoria del gerente; l’introduzione della gerenza multipla; la reintroduzione della figura del gestore; il mantenimento del percorso formativo, ma con un alleggerimento; la ridefinizione della capacità ricettiva degli esercizi pubblici; l’inasprimento, come detto, delle norme relative alla lotta contro l’abuso di alcol e una maggiore flessibilità negli orari di apertura. Chiediamo a tutti gli enti consultati uno sforzo per mandare le osservazioni entro il 17 febbraio. Un colpo di reni indispensabile se vogliamo che la nuova legge possa essere discussa dal Gran Consiglio in marzo e quindi tentare di renderla operativa a favore del nostro turismo già prima dell’estate. Ciò ci permetterebbe di guadagnare un anno, tenuto conto che la stagione estiva è quella che più impatta sull’andamento complessivo del turismo cantonale. Una legge più moderna, più dinamica, che sostiene l’imprenditorialità a favore del turismo ticinese. E in ultima analisi a favore di un Cantone forte”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 5 febbraio 2023 de Il Mattino 

Ristoranti e alberghi, nuove norme ‘al passo coi tempi’

Ristoranti e alberghi, nuove norme ‘al passo coi tempi’

Maggior liberalizzazione ma pure qualche vincolo in più negli ambiti problematici. In consultazione la proposta di revisione della Legge sulla ristorazione.

Il Consiglio di Stato ha messo in consultazione la revisione totale della relativa Legge. Tra le proposte che fanno già discutere, l’abbassamento dell’età a 16 anni per accedere alle discoteche.
In discoteca già a partire dai 16 anni, fermo restando il divieto di consumarvi alcolici fino ai 18. E anzi, punizioni più severe per chi negli esercizi pubblici vende tali bevande ai minorenni. Sono due delle principali modifiche proposte dal Consiglio di Stato nell’abito della revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e del relativo regolamento, posta in consultazione fino al 17 febbraio. Una revisione ritenuta necessaria dal governo «per avere leggi meglio aderenti all’evoluzione dei bisogni e dei consumi della popolazione turistica, di quella residente e dei giovani, ma anche di chi opera sul mercato della ristorazione» ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi, evidenziando come l’attuale quadro normativo risalente al 2011, benché ancora piuttosto recente, debba attuare dei correttivi che siano «espressione di questa evoluzione ma anche figli dell’esperienza vissuta durante la pandemia».
A imprimere una certa accelerazione al cantiere che ha dato contenuto e forma al messaggio governativo, appena presentato, sulla nuova legge, è stato Andrea Censi. Suo infatti un progetto di revisione totale della Lear che la commissione parlamentare ‘Costituzione e leggi’, di cui faceva e fa parte il deputato leghista, aveva posto in consultazione nell’ottobre del 2020 sottoponendolo ai Comuni, agli enti regionali per lo sviluppo, alla Gastro e a HotellerieSuisse, a Ticino Turismo e ai sindacati. E anche al Consiglio di Stato, del quale, da un paio d’anni, era pendente in Gran Consiglio unmessaggio in cui proponeva alcuni correttivi alla legge vigente. Quel messaggio, licenziato nell’aprile 2018, è stato ritirato nell’ottobre 2021 dallo stesso governo. Che spiegava il passo compiuto con l’intenzione di dar vita “rapidamente” a un ristretto gruppo di lavoro per elaborare “un nuovo progetto legislativo, capace di tener conto (…) della realtà ticinese, nonché delle recenti riflessioni che hanno portato la commissione ‘Costituzione e leggi’ a proporre un nuovo progetto di legge”, quello confezionato appunto da Censi.

‘Non è un liberi tutti’
Come si legge nella bozza del messaggio governativo, con la revisione si coglie anche l’occasione per eliminare delle norme “ormai superate, eccessivamente burocratiche, che impongono un iter eccessivamente complicato”. Uno snellimento che ha portato a 60 articoli di legge e 67 di regolamento, quasi la metà rispetto a quelli oggi in vigore. La proposta di modifica – integralmente condivisa dal gruppo di lavoro appositamente costituito, coordinato dal Di e composto da rappresentanti della Polizia cantonale, del Laboratorio cantonale, di HotellerieSuisse Ticino, di GastroTicino e da Censi – ha tenuto conto anche dello stimolo arrivato proprio dal deputato leghista «che mirava a una forte liberalizzazione – ha osservato Gobbi –. Liberalizzazione che però non significa liberi tutti, ma va di pari passo con maggior responsabilizzazione». Tra gli obiettivi strategico-politici citati, figura infatti sì quello di offrire maggior flessibilità e libertà alla rapida evoluzione del settore e delle esigenze sociali, favorendo l’imprenditorialità, ma anche quello di assicurare un’effettiva tutela dei consumatori attraverso una normativa che garantisca degli standard qualitativi, nonché di garantire la sicurezza e l’ordine pubblici. Obiettivi che comprendono anche il permettere ai Comuni di esercitare le proprie funzioni di organo di prossimità con il cittadino e il preservare le peculiarità del territorio.

Le modifiche e le loro ragioni
Le nuove disposizioni sono state ripercorse davanti alla stampa dall’avvocata Bernadette Rüegsegger, capa del Servizio giuridico della Polizia cantonale, che ne ha illustrato i principali tratti nonché le motivazioni alla base. La più sensibile e destinata a far maggiormente discutere è proprio l’abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni, come le discoteche, che a propria discrezione potranno consentire l’entrata già ai 16enni (resta il divieto di accesso per i minorenni ai locali che offrono intrattenimento erotico). La misura, in vigore in diversi cantoni, si propone di offrire ai giovani un ambiente e degli spazi controllati e con regole ben precise, considerando anche che ora nellediscoteche si propongono pure concerti o esibizioni di professionisti dello spettacolo. «È una proposta che sappiamo cozzerà contro diverse sensibilità – ha osservato Gobbi –. Ma la consultazione serve proprio a chiarire i punti più critici». Contestualmente si prevede l’inasprimento delle norme relative alla lotta contro l’abuso di sostanze alcoliche. Viene infatti prevista la possibilità per l’autorità cantonale competente di ordinare il divieto di vendita, temporaneo o addirittura definitivo, di bevande alcoliche qualora un determinato esercizio pubblico violi ripetutamente le norme al riguardo.
Nella revisione si propone poi una maggiore flessibilità a livello di orari di apertura e chiusura. Ogni esercizio pubblico, entro la fascia temporale prevista dalla legge (5.00-2.00, locali notturni 17.00-6.00), potrà scegliere l’orario di apertura e di chiusura. Si prospetta poi l’abolizione dell’obbligo di presenza fisica del gerente per cui viene a decadere il vincolo che allo stato attuale prevede che si trovi fisicamente presso l’esercizio per 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. Visto che spesso il gerente di un esercizio ha molteplici responsabilità e obblighi e che l’imposizione legale di presenza fisica minima non ha risolto il problema delle gerenze fittizie, s’intende porre l’accento su una sua maggiore auto-responsabilizzazione. Il governo vuole poi concedere la possibilità di assumere la gerenza fino a tre esercizi. Si propone anche la reintroduzione di una seconda figura responsabile per quanto riguarda il rispetto della legge e del regolamento. A seguito delle criticità emerse dall’avere un unico soggetto giuridicamente responsabile per l’andamento di un esercizio, si intende affiancare al gerente una nuova figura, quella del gestore: entrambi dovranno garantire il rispetto della legge, ma ognuno con delle responsabilità ben precise. Novità anche per il percorso formativo del gerente, che verrà alleggerito. Quello attuale richiede un certo impegno da parte dei candidati, sia a livello economico sia a livello di durata. Si è quindi ritenuto opportuno proporre un alleggerimento della formazione, ritornando al modello del ‘certificato di capacità’ e semplificando a tre materie le conoscenze di base necessarie per superare l’esame cantonale: ‘igiene’, ‘legislazione’e‘servizio e conoscenze professionali’. Verrà poi ridefinito il concetto di capacità ricettiva. L’attuale regime prevede una rigida e precisa suddivisione tra capacità interna e capacità esterna di un esercizio pubblico che tra l’altro viene conteggiata in termini di posti disponibili. Con le prospettate modifiche, entro determinati limiti, gli esercenti usufruiranno di una maggiore flessibilità nella scelta dell’assegnazione dei posti a seconda delle proprie esigenze e delle condizioni meteorologiche. Semplificazione in vista pure per le tipologie di esercizi pubblici e verso una maggiore flessibilità nella denominazione. L’unico vincolo concerne gli esercizi con cucina limitata che potranno denominarsi unicamente caffè, bar, pub, pasticceria, tea room o gelateria. Viene però preservato il nome di “grotto”, con l’accento posto sul tipo di offerta del servizio e del cibo piuttosto che su elementi strutturali. È poi stata rivista la lista delle strutture che non soggiacciono alla Lear e che pertanto non necessitano di un’autorizzazione. Viene inoltre prevista la possibilità per il Municipio di autorizzare eccezionalmente l’estensione di posti esterni di esercizi già in possesso di un’autorizzazione con la messa a disposizione di suolo pubblico. Questo per regolamentare una situazione definita poco chiara e ambigua. Ogni esercizio potrà così beneficiare di massimo 10 estensioni nel corso di un anno della duratadi 48 ore l’una, limite che è stato pensato per coprire la decina di weekend dell’alta stagione.

Due settimane per esprimersi
Tramite la riforma proposta, il Consiglio di Stato ritiene di aver risposto in maniera puntuale alle esigenze economiche e sociali degli enti coinvolti, con il giusto equilibrio tra i vari portatori di interesse: esercenti, avventori e autorità. Interpellato dalla ‘Regione’, Andrea Censi si dice soddisfatto. «Ritengo che quella prospettata sia una valida riforma, che prevede – rileva il granconsigliere leghista – una maggiore libertà imprenditoriale, la quale responsabilizza maggiormente gli attori del settore, e che contempla una maggiore flessibilità a beneficio degli esercizi pubblici. Inoltre, si mantengono quelle regole che consentono la salvaguardia della qualità del settore. Questo progetto di revisione totale della Lear è il risultato di un compromesso non politico, ma tecnico, raggiunto fra controllori, controllati e avventori. Ed è la dimostrazione che se si vuole, collaborando, le soluzioni la politica le trova, anche celermente, e a questo proposito ringrazio i colleghi del gruppo di lavoro, il governo per la fiducia e la commissione Costituzione e leggi».
Ora attraverso la consultazione si intendono individuare le eventuali criticità. «I tempi sono brevi, si tratta solo di due settimane – ha ammesso Gobbi –, ma questo perché l’obiettivo è che la revisione di legge possa essere votata prima delle elezioni di aprile. Per rispondere a bisogni di Comuni, operatori turistici e della ristorazione, è importante che questo progetto possa entrare in vigore già per la stagione turistica estiva alle porte».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 3 febbraio 2023 de La Regione

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«Più libertà, meno burocrazia»
Messa in consultazione la revisione totale della legge ticinese sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione: fra le novità spiccano l’abbassamento dell’età a 16 anni per accedere alle discoteche, una maggiore responsabilizzazione del gerente e del gestore, orari flessibili

Più libertà, meno burocrazia. Potrebbe essere riassunto così il senso della revisione totale della Legge ticinese sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Rispetto al passato, quando in numerose occasioni erano stati inseriti paletti e norme anche rigide al settore, stavolta si fa un passo indietro. La giungla di procedure viene semplificata e sostituita da un corpo normativo più snello e aderente alle necessità di chi opera nel ramo. Sono infatti cambiati i tempi, le abitudini, il flusso di turisti. Sì. E poi la pandemia ha fatto il resto. Tanti quindi i cambiamenti contenuti nella revisione, alcuni dei quali addirittura sostanziali. Dopo la consultazione (che avverrà a stretto giro di posta, entro il 17 febbraio), le proposte di modifica arriveranno in Parlamento già entro il termine della legislatura. Questo perché, ha spiegato il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, «se vogliamo una legge moderna, non possiamo perdere altro tempo. La stagione turistica è oramai imminente e bisogna rispondere alle esigenze di tutti gli attori interessati».

Il gruppo di lavoro
Il progetto, per evitare (prevedibili) ostacoli, non è stato calato dall’alto. La proposta di modifica è stata infatti concertata per un anno all’interno di un gruppo di lavoro composto dalle associazioni di categoria (come HotellerieSuisse e Gastro-Ticino), da Andrea Censi (in rappresentanza della Commissione parlamentare), dalla Polizia e dal Laboratorio cantonale. Già. Ma cosa contiene la modifica di legge? Come detto, il principio alla base di tutto è la volontà di liberalizzare il settore e di renderlo più flessibile. «Sempre però garantendo gli standard minimi di qualità e la tutela dei consumatori», ha sottolineato Gobbi. Vediamo allora le principali novità.

Lotta ai prestanome
La prima riguarda l’abolizione dell’obbligo di presenza fisica del gerente. Attualmente, questa figura svolge la sua attività a tempo pieno (8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana). Una situazione che spesso non è compatibile con il ruolo. «Il gerente ha molte responsabilità», ha spiegato Bernadette Rüegsegger, capa del servizio giuridico della Polizia. «Cura la contabilità, il contatto con i fornitori ». Insomma, non può essere sempre presente nell’esercizio pubblico. Ma non solo: secondo l’esperienza maturata in questi anni, il problema delle gerenze fittizie (i prestanome) non è stato risolto. Il progetto prevede dunque di responsabilizzare maggiormente il gerente. «Avrà dei compiti per legge e per regolamento ben determinati », ha aggiunto Rüegsegger. «Compiti che avrà sia in presenza, sia in assenza». La seconda novità importante e che riguarda ancora questa figura è la possibilità della gerenza multipla (l’attuale regime, salvo rari casi, prevede un’unica autorizzazione). Potranno esserci fino a tre esercizi pubblici con lo stesso gerente, a patto però che il gestore – o il datore di lavoro – sia lo stesso. «In questo modo si concede maggiore libertà alle attività», ha sottolineato l’avvocata. Verrà inoltre reintrodotta la figura del gestore. «L’autorizzazione, contrariamente a quanto prevede oggi la legge, verrà concessa al gestore e non al gerente. Questo perché si è visto che il gerente non ha alcuna possibilità di decidere sulle scelte economiche o strategiche». In effetti è stato riscontrato come spesso e volentieri il gerente autorizzato sia un semplice dipendente, subordinato alle volontà del datore di lavoro. Tuttavia, in caso di violazioni, ad essere punito è unicamente il gerente stesso. Una situazione che crea parecchia frustrazione. L’idea è quindi di responsabilizzare in maniera separata le due figure. «Il gerente dovrà comunque garantire l’effettiva gestione dell’esercizio pubblico, e sarà responsabile del rispetto dell’ordine e della quiete pubblici nello spazio di pertinenza ». Altra novità legata ai gerenti è l’alleggerimento del percorso formativo per l’ottenimento del certificato.

La flessibilità
Ma sul piatto ci sono altre modifiche, che vanno oltre la figura del gerente. Ad esempio, è stata proposta una ridefinizione della capacità ricettiva. L’obiettivo, anche in questo caso, è una maggiore flessibilità. Gli esercizi pubblici avranno la possibilità di trasferire la capacità ricettiva dall’interno all’esterno (e viceversa)

a seconda delle esigenze e delle condizioni meteorologiche. La capacità ricettiva verrà inoltre definita in termini di avventori e non più di posti disponibili. «Se la capacità di un esercizio pubblico stabilita dal Laboratorio cantonale è di 100 avventori, e il Municipio aveva stabilito un massimo per l’esterno e l’interno, l’esercente avrà libertà di scelta. In caso di bel tempo, potrebbe ad esempio prevedere più posti fuori».

Il marchio «Grotto» è salvo
La proposta di modifica contempla anche una maggiore flessibilità negli orari. Innanzitutto verrà tolto l’obbligo di apertura minima settimanale (attualmente 8 ore al giorno per 5 giorni la settimana). Secondariamente verrà uniformata la fascia oraria d’apertura. Per gli esercizi pubblici dalle 5 del mattino alle 2 di notte, per i locali notturni dalle 17 alle 6. Concessa inoltre maggiore libertà nell’anticipo o nel posticipo di chiusura. «Se alle 22 di un sabato sera non ci sono avventori, l’esercente può chiudere prima avvisando Polizia o Municipio », ha spiegato Rüegsegger. Prevista altresì la semplificazione dei tipi di esercizi pubblici e più libertà nella denominazione. Preservato invece il nome «Grotto»: l’accento verrà posto sul tipo di offerta, che dovrà essere evidentemente tipicamente ticinese. Per fregiarsi della denominazione, oltre alla struttura, bisognerà proporre piatti della tradizione in carta. In questo modo si potranno prevenire gli abusi sul nome.

Alcol, chi sgarra paga
Ma c’è un’ultima novità che non mancherà di far discutere: il previsto abbassamento a 16 anni per l’accesso alle discoteche, come già accade in altri Cantoni. Un punto delicato della consultazione e che, come ha ammesso lo stesso Gobbi, già all’interno del gruppo di lavoro ha prodotto divisioni. «Non sarà un obbligo, ma una facoltà del singolo esercente», ha chiarito l’avvocata. «L’abbassamento non toccherà i Night Club o i locali erotici». L’idea alla base è offrire ai giovani degli spazi controllati in cui divertirsi. «Le discoteche sono cambiate, vengono proposti anche concerti dal vivo». Dovranno essere prese tutte le misure necessarie per garantire il rispetto del divieto di vendita di alcolici ai minorenni. In generale, il progetto prevede poi un inasprimento delle norme relative alla lotta contro l’abuso di alcol fra i minorenni. In caso di ripetute violazioni, potrà essere ordinato all’esercente il divieto (temporaneo o definitivo) di vendita di queste bevande.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 3 febbraio 2023 del Corriere del Ticino

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Il progetto del Cantone: in discoteca già a 16 anni

Questo uno dei punti più controversi della revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear)
Nel Ticino del futuro i 16enni potranno probabilmente entrare nei locali notturni. È quanto annunciato oggi durante la conferenza stampa sull’avvio della procedura di consultazione sulla revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Per Norman Gobbi, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle istituzioni: «Ci sarebbero ancora dei punti da chiarire». Spicca il fatto che all’interno del gruppo di lavoro «ci sono opinioni contrastanti». Alcuni temono che permettere ai minorenni di entrare all’interno dei locali notturni «possa indurli a consumare alcool». Tuttavia, ha sottolineato Gobbi, «in altri cantoni la pratica è già stata attuata da tempo».
La modifica implicherebbe anche un inasprimento della normativa sulla lotta all’abuso di alcool. In caso di ripetuta violazione, l’autorità competente avrà la possibilità di ritirare temporaneamente o in maniera definitiva il permesso di vendita di alcolici. Inoltre, ai minorenni non verrà concesso l’accesso ai locali erotici.

Una gerenza 2.0
Fra le proposte di oggi ci sono anche diverse semplificazioni e sgravi per quanto riguarda la figura del gerente, ritenuta da molti per certi versi un po’ obsoleta e problematica in uno scenario fortemente dinamico e competitivo come quello dei locali.
Stando alle modifiche al vaglio, la presenza fisica obbligatoria del gerente nel locale verrà abolita e – in determinate circostanze – verrà concessa la possibilità di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico. Infine, il percorso formativo per ottenere la patente di gerenza verrà ridotta «sia a livello economico sia a livello di durata».

Orari di apertura e posti a sedere
Gli esercenti avranno la possibilità di scegliere, nella fascia oraria prevista dalla legge, l’orario di apertura e di chiusura del locale, senza più essere vincolati dall’obbligo di rimanere aperti per un minimo di otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana.
Verrà inoltre concesso più margine di manovra nell’assegnazione dei posti a sedere in funzione delle necessità dell’esercente e delle condizioni meteorologiche.

Da www.tio.ch

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IN DISCOTECA A 16 ANNI E PIÙ FLESSIBILITÀ PER RISTORANTI E ALBERGHI
Il Cantone ha posto in consultazione la revisione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione, che prevede numerosi correttivi. Norman Gobbi: “La società è mutata e anche noi dobbiamo adeguare le leggi”.
Possibilità della gerenza multipla, più flessibilità negli orari di apertura e nella gestione dei posti interni ed esterni, abbassamento dell’età per entrare nelle discoteche. Sono alcune delle novità della revisione totale della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (LEAR), presentata oggi a Bellinzona. “L’attuale legge risale al 2011 e negli ultimi 12 anni sono successe varie cose. La società evolve e anche noi dobbiamo adeguare le leggi”, ha sottolineato Norman Gobbi in apertura della conferenza stampa. “I correttivi sono espressioni di questa evoluzione, ma anche figli dell’esperienza vissuta durante la pandemia. Le necessità del mondo della ristorazione sono mutate e cozzano con l’attuale assetto normativo”, ha aggiunto il consigliere di Stato, specificando che la legge verrà ora posta in consultazione fino al 17 febbraio 2023. Ecco le principali novità.

ABOLIZIONE DELL’OBBLIGO DI PRESENZA FISICA DEL GERENTE
Con la nuova legge decade il vincolo posto dalla vigente legislazione, che allo stato attuale prevede lo svolgimento dell’attività di gerente a tempo pieno, inteso come obbligo di presenza fisica presso l’esercizio per 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. “Visto che spesso il gerente di un esercizio ha molteplici responsabilità e obblighi e che l’imposizione legale di presenza fisica minima non ha risolto il problema delle gerenze fittizie, s’intende porre l’accento su una maggiore auto-responsabilizzazione del gerente”, si legge nella nota diramata dal Dipartimento delle istituzioni. Il gerente avrà ciononostante tutto l’interesse ad esercitare un certo controllo poiché il regime di responsabilità varrà anche in caso di sua assenza.

GERENZA MULTIPLA
Ci sarà la possibilità, a determinate condizioni, di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico: attualmente, salvo determinate e restrittive casistiche, un gerente deve effettuare la propria attività presso un unico esercizio pubblico. S’intende ora attenuare questa impostazione, concedendo la possibilità di assumere la gerenza fino a un massimo di tre esercizi, a condizione che il gestore titolare delle autorizzazioni sia il medesimo.

REINTRODUZIONE DI UNA SECONDA FIGURA RESPONSABILE
A seguito delle criticità emerse dall’avere un unico soggetto giuridicamente responsabile per l’andamento di un esercizio, si è proposto di affiancare al gerente una nuova figura: il gestore (o datore di lavoro). Entrambi i soggetti dovranno garantire il rispetto della legge, ma ognuno con delle responsabilità ben precise. Dato il frequente cambio di gerenti nell’ambito della ristorazione, e il conseguente onere burocratico, l’autorizzazione verrà ora rilasciata al gestore.

ALLEGGERIMENTO DEL PERCORSO FORMATIVO DEL GERENTE
Il corrente percorso formativo richiede un certo impegno da parte dei candidati, sia a livello economico sia a livello di durata. Si è quindi ritenuto opportuno proporre un alleggerimento della formazione, ritornando al modello del ‘certificato di capacità’ e semplificando a tre materie le conoscenze di base necessarie per superare l’esame cantonale: ‘igiene’, ‘legislazione’ e ‘servizio e conoscenze professionali’.

RIDEFINIZIONE DEL CONCETTO DI CAPACITÀ RICETTIVA
L’attuale regime prevede una rigida e precisa suddivisione tra capacità interna e capacità esterna di un esercizio pubblico. Questa viene inoltre conteggiata in termini di posti disponibili. Con le prospettate modifiche, entro determinati limiti, gli esercenti usufruiranno di una maggiore flessibilità nella scelta dall’assegnazione dei posti a seconda delle proprie esigenze e delle condizioni metereologiche. La capacità ricettiva verrà inoltre definita in termini di avventori e non più di posti disponibili, puntando così su una maggiore responsabilizzazione degli esercenti.

ABBASSAMENTO DELL’ETÀ PER L’ACCESSO AI LOCALI NOTTURNI
I locali notturni quali le discoteche potranno d’ora in avanti, a propria discrezione, consentire l’accesso già a partire dai 16 anni. La misura è già in vigore in diversi cantoni e si pone quale obiettivo di offrire ai giovani di una determinata fascia di età un ambiente e degli spazi controllati e con regole ben precise. “I mutamenti sociali hanno trasformato il concetto di discoteca, che negli anni l’hanno resa un locale dove proporre anche concerti o far esibire professionisti dello spettacolo”, scrive il DI. Nei locali che offrono intrattenimento erotico (night club e locali erotici) continuerà invece a vigere il divieto d’accesso ai minorenni. Pemane inoltre il divieto di vendita di bevande alcoliche (distillate e fermentate) per i minori di 18 anni. L’abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni “rappresenta un fattore critico”, precisa il DI, che con la consultazione vuole chiarire le posizioni dei vari portatori di interesse.

INASPRIMENTO DELLE NORME RELATIVE ALLA LOTTA CONTRO L’ABUSO DI SOSTANZE ALCOLICHE
È stata anche introdotta una misura volta a combattere l’abuso di bevande alcoliche. Viene infatti prevista la possibilità per l’autorità cantonale competente di ordinare il divieto di vendita, temporaneo o addirittura definitivo, di bevande alcoliche qualora un determinato esercizio pubblico violi ripetutamente le norme riguardanti questo genere di bevande previste dalla Lear.

MAGGIORE FLESSIBILITÀ A LIVELLO DI ORARI DI APERTURA E CHIUSURA
Si è deciso di concedere maggiore libertà agli operatori del settore per quanto riguarda gli orari di apertura e di chiusura. In concreto ogni esercizio pubblico, entro la fascia oraria prevista dalla legge, potrà liberamente scegliere l’orario di apertura e di chiusura, senza più essere vincolato dall’obbligo di rimanere aperto per un minimo di otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana.

SEMPLIFICAZIONE DEI TIPI DI ESERCIZI PUBBLICI E MAGGIOR FLESSIBILITÀ NELLA DENOMINAZIONE
È stata compiuta una riorganizzazione delle categorie di autorizzazioni e una semplificazione dei tipi di esercizi: “Questo apporterà maggiore chiarezza nell’applicazione della legge e consentirà agli esercenti di godere di maggiore libertà nella scelta della denominazione del tipo di esercizio”.

RIDEFINIZIONE DELLE STRUTTURE NON ASSOGGETTATE ALLA LEGISLAZIONE IN AMBITO DI ESERCIZI PUBBLICI
È stata rivista infine la lista delle strutture che non soggiacciono alla Lear e che pertanto non necessitano di un’autorizzazione. In particolare, si è voluto semplificare in maniera pragmatica il regime di assoggettamento alla Lear per le strutture che offrono alloggio. D’ora in avanti, indipendentemente dal tipo di struttura, le persone che offrono alloggio a pagamento fino a un massimo di 6 persone rientreranno nelle eccezioni al campo d’applicazione. Dovranno invece conformarsi con le prescrizioni della Lear coloro che potranno ospitare 7 o più persone.

www.https://www.ticinonews.ch/ticino/in-discoteca-a-16-anni-e-piu-flessibilita-per-ristoranti-e-alberghi-373335

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Ristorazione e alberghi: verso le nuove norme
Al via in Ticino la consultazione su una revisione totale della Lear: previsti un alleggerimento del percorso formativo degli esercenti e l’accesso alle discoteche dai 16 anni

Il Governo ticinese ha approvato l’inizio della procedura di consultazione nell’ottica di una revisione completa della legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e del relativo regolamento. Le principali modifiche, come reso noto oggi, giovedì, si articolano in una decina di punti.
Il primo concerne la soppressione dell’obbligo di presenza fisica del gerente. Decade in sostanza l’attuale vincolo, che prevede lo svolgimento dell’attività di gerente a tempo pieno, ossia come obbligo di presenza nell’esercizio per 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana.
Viene quindi introdotta la possibilità di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico. Ciò fino ad un massimo di 3 esercizi, a condizione però che il gestore titolare delle autorizzazioni sia lo stesso.
Si propone poi di affiancare al gerente una seconda figura responsabile per quanto attiene al rispetto della legge e del regolarmento. Entrambi saranno chiamati a garantire il rispetto della normativa, ma ciascuno con responsabilità ben precise.
La revisione prevede inoltre un alleggerimento del percorso formativo del gerente. In questo senso si ritornerebbe al modello del “certificato di capacità”, semplificando poi a 3 materie (igiene, legislazione, servizio e conoscenze professionali) le conoscenze di base indispensabili per superare l’esame cantonale.
Il concetto di capacità ricettiva viene quindi ridefinito in termini di avventori e non più di posti disponibili. Ciò conferirà all’esercente una maggiore flessibilità nella scelta dell’assegnazione dei posti a dipendenza delle proprie necessità e delle condizioni del tempo.
Prevista anche la possibilità per i locali notturni, come le discoteche, di permettere a propria discrezione l’accesso già a partire dai 16 anni. Per i minori permarrà qui il divieto di vendita di bevande alcoliche.
Sempre in materia di alcolici, la revisione prevede un inasprimento delle norme che concernono la lotta contro l’abuso. E in caso di ripetute violazioni l’autorità competente potrebbe disporre un divieto di vendita temporaneo o addirittura definitivo.
Si concede quindi più libertà agli operatori del ramo per quanto concerne gli orari di apertura e di chiusura. Ogni esercizio pubblico, entro la fascia oraria prevista dalla legge, potrà quindi liberamente scegliere senza più un vincolo di apertura per un minimo di 8 ore al giorno, 5 giorni per settimana.
Introdotte poi anche una riorganizzazione delle categorie di autorizzazioni e una semplificazione dei tipi di esercizi. Ciò apporterà maggiore chiarezza nell’applicazione della legge.
Infine viene rivisto l’elenco delle strutture non assoggettate alla Lear e che, quindi, non necessitano di autorizzazioni. D’ora in avanti, e prescindendo dal tipo di struttura, le persone che offrono alloggio a pagamento fino ad un massimo di 6 persone rientreranno nelle eccezioni al campo d’applicazione della legge.

Da wwww.rsi.ch/news

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Ecco la nuova legge per alberghi e ristorazione
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15989680

Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 2 febbraio 2023 de Il Quotidiano

‘Il nostro sistema democratico sta vivendo un momento di crisi’

‘Il nostro sistema democratico sta vivendo un momento di crisi’

La capacità di affrontare i cambiamenti e coinvolgere la popolazione è stato il tema del quarto Simposio tra Cantone e comuni

“Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Basta guardare la risposte dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona, come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% della popolazione che poteva farlo”. È da questa riflessione del consigliere di Stato Norman Gobbi che si è aperto il quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e comuni. L’evento svolto all’auditorium della scuola cantonale di commercio di Bellinzona davanti a 200 persone ha permesso di riflettere sulla capacità delle istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, sia quelli dettati da emergenze che da tendenze decennali. Gli spunti raccolti, fa sapere il Dipartimento delle istituzioni che ha promosso l’iniziativa, confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027 e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali.
Il Simposio è cominciato con gli interventi del brigadiere e neo divisionario dell’esercito Maurizio Dattrino, della psicologa della Polizia cantonale Marina Lang, del professore e ricercatore presso il Zentrum für Demokratie Aarau (Zda) Francesco Veri e il professore della facoltà di diritto all’Università di Friburgo Adriano Previtali. I loro interventi si sono concentrati sui fattori che possono rendere un comune più solido in tempi di crisi. Il presidente del governo Claudio Zali e Norman Gobbi hanno poi sottolineato l’importanza di fare tesoro dell’esperienza maturata durante gli ultimi tre anni dalle istituzioni pubbliche nella gestione delle diverse crisi ed emergenze che si sono presentate.
La giornata si è poi conclusa con una tavola rotonda moderata da Marzio Della Santa e alla quale hanno preso parte i Consiglieri di Stato Gobbi, Raffaele De Rosa, Christian Vitta e Manuele Bertoli, nonché i sindaci Claudia Canova, Corrado Nastasi, Emanuele Stauffer e il municipale Filippo Lombardi. Il focus della discussione è stato messo in particolare sui requisiti che le istituzioni politiche locali devono soddisfare per essere resilienti, con particolare riferimento al coinvolgimento della cittadinanza nella definizione delle politiche volte ad assicurare un livello sostenibile della qualità di vita residenziale.

https://www.laregione.ch/cantone/ticino/1641951/il-nostro-sistema-democratico-sta-vivendo-un-momento-di-crisi

Da www.laregione.ch

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«Il dialogo rimane la carta vincente»
Cambiamenti e resilienza al centro del simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Si è tenuta ieri all’auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona la quarta edizione del Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni, a cui hanno partecipato circa 200 persone. L’evento, voluto dal consigliere di Stato Norman Gobbi, ha permesso di riflettere sulla capacità delle istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, siano essi dettati da emergenze o da tendenze decennali. Gli spunti raccolti durante l’evento confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la prossima legislatura, e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali. Nel suo intervento, Gobbi ha sottolineato l’importanza dei momenti di dialogo con le diverse realtà comunali. «Non si deve pensare che rimangano fini a sé stessi. Abbiamo raccolto molti spunti, considerazioni, e anche alcune critiche». Il tutto, ha proseguito il direttore del DI, «ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della LOC, ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro». Nella discussione di ieri pomeriggio, non è mancata una riflessione sugli ultimi tre anni, pesantemente condizionati dalla crisi pandemica. «Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria. Hanno messo alla prova i cittadini e la nostra capacità di resilienza». Non è un caso, ha detto Gobbi, che i cittadini non vanno più a votare e al contempo contestano le decisioni delle autorità con il referendum. Anche per questo il DI ha avviato una serie di progetti che «vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune». Per uscire da situazioni di crisi come quella degli ultimi anni, ha concluso Gobbi, «bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili. Il dialogo rimane la ricetta vincente».

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 3 febbraio 2023 del Corriere del Ticino

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Il rapporto tra cittadino e Comune al centro di un simposio

https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/15989668
Servizio all’interno dell’edizione di giovedì 2 febbraio 2023 de Il Quotidiano 

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Gobbi: “Covid, guerra e crisi energetica hanno messo in difficoltà il nostro sistema democratico”
Il Consigliere di Stato è intervenuto al Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni, portando un’analisi delle conseguenze di un momento molto difficile che ha “messo a dura prova la resilienza”. Come se ne esce? “Coerenza e dialogo”
La democrazia è in crisi, la gente non va più a votare ma al contempo contesta le scelte dei Governi. Il concetto espresso da Norman Gobbi nel suo discorso al Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni è di quelli forti. Le cause sono gli anni difficili che si stanno vivendo, ma come uscirne? “Bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Il dialogo rimane la ricetta vincente”, non ha dubbi.

Inizialmente il Consigliere di Stato ha fatto il punto su quanto discusso. “Quando parlo di rapporti tra il Cantone e i Comuni, nell’immaginario comune ticinese – perdonatemi il gioco di parole – si pensa al progetto Ticino2020. È vero si tratta di un importante riforma che presto giungerà – finalmente – a un punto di svolta con l’avvio di una consultazione. Ma, in realtà, io mi riferisco a 360 gradi ai rapporti tra i due livelli istituzionali. Un tema al quale – da quando sono diventato Consigliere di Stato ormai 12 anni fa – ho sempre prestato particolare attenzione e che ho reso concreto grazie a una serie di azioni mirate: gli eventi – tra cui quello odierno – organizzati annualmente, le visite che sto svolgendo nei Comuni ticinesi accompagnato dal Capo Sezione Marzio Della Santa e dalle sue collaboratrici e dai suoi collaboratori, la consulenza che sempre più la SEL offre agli enti locali, e la revisione della formazione per renderla più efficace”

E non ha dubbi sull’utilità di “questi momenti di dialogo e di scambio, che non rimangono fini a sé stessi: e non si tratta nemmeno di un esercizio alibi. Abbiamo raccolto molti spunti, molte considerazioni, alcune critiche e anche dei sentiti ringraziamenti per il lavoro che abbiamo svolto come Dipartimento, soprattutto durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria. Il tutto ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della Legge organica comunale (LOC), ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro. Così anche il momento di oggi per me, per noi, diventa di fondamentale importanza. Infatti a breve inizierà una discussione alla quale parteciperà una delegazione del Consiglio di Stato, alcuni rappresentanti dei Comuni e il professor Francesco Veri che la maggior parte di voi ha potuto ascoltare durante il pomeriggio sul tema della crisi della democrazia. È davvero un momento unico e privilegiato dove sono sicuro emergeranno considerazioni e suggestioni costruttive che a noi serviranno per calibrare le riforme che stiamo portando avanti con e per gli enti locali”.

A suo avviso, però, il focus non può che essere l’attualità, con gli strascichi delle decisioni prese dai Governo nell’ultimo periodo. “Siamo partiti dalla crisi sanitaria che ci siamo lasciati alle spalle ma le cui conseguenze sono visibili ancora oggi. Le persone e le istituzioni hanno dovuto reagire e prendere delle decisioni per il bene della collettività. Scelte imperative – diranno alcuni – ma che dovevano essere prese. Ci stavamo lasciando alle spalle la pandemia e lo scoppio del conflitto in Ucraina e la crisi energetica che ne è conseguita hanno inciso ancora una volta sull’operato delle Autorità e hanno messo a dura prova la nostra capacità di adattamento. Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria che stiamo attraversando. Hanno messo alla prova i cittadini – pensiamo soprattutto ai nostri giovani – anche sotto l’aspetto educativo, sociale e psicologico. E hanno messo a dura prova la nostra capacità di resilienza”, spiega.

Con evidenti riflessi anche sulla democrazia: “Il nostro sistema democratico sta facendo fatica. Guardiamo la risposta dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona – come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% degli aventi diritto di voto – e guardiamo cosa succede con i referendum locali. Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Da una parte i cittadini non vanno a votare e dall’altra contestano le decisioni delle autorità avvalendosi del diritto di referendum”.

“Anche per questo il mio Dipartimento – avvertiti i primi campanelli di allarme – ha avviato una serie di progetti come il “Buon Governo” e la “Responsabilità sociale dei Comuni” che vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune. Attraverso questi progetti si vuole rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società che si muove in maniera diversa rispetto al passato, rendendolo capace di gestire cambiamenti sempre più simili a delle crisi. D’altra parte un’istituzione pubblica si può dire resiliente nella misura in cui riesce anche a cogliere le opportunità che si celano dietro il cambiamento. E mentre mi avvio alla conclusione del mio intervento, lasciatemi un’ultima considerazione che si basa sulla mia esperienza politica che mi ha permesso di militare in tutti i livelli istituzionali del nostro sistema federale. Si tratta di un punto di vista privilegiato che mi ha fatto conoscere a fondo il funzionamento delle nostre istituzionali comunali, cantonali e federali”, aggiunge, lanciando poi la sua ricetta per uscire dal momento difficile: “Sulla scorta di questo prezioso bagaglio posso affermare che per uscire da situazioni di crisi come quelle vissute negli ultimi tre anni, come ha evidenziato Marzio Della Santa nel suo intervento introduttivo, bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Tutti questi elementi ci hanno permesso di affrontare e uscire dallo stato di emergenza. Ed è di questo che è importante parlare oggi. Il dialogo rimane la ricetta vincente e per questo ritengo di assoluta importanza investire energie e tempo in momenti come quello odierno”.

Da liberatv.ch

Discorso pronunciato in occasione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Discorso pronunciato in occasione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Gentili signore, egregi signori

è con immenso piacere che vi do il mio più caloroso benvenuto alla quarta edizione del Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni. Un momento che ho voluto istituire quattro anni fa per favorire il dialogo così come la conoscenza reciproca tra il livello istituzionale cantonale e quello comunale.  

Quando parlo di rapporti tra il Cantone e i Comuni, nell’immaginario comune ticinese – perdonatemi il gioco di parole – si pensa al progetto Ticino2020. È vero si tratta di un importante riforma che presto giungerà – finalmente – a un punto di svolta con l’avvio di una consultazione.  

Ma, in realtà, io mi riferisco a 360 gradi ai rapporti tra i due livelli istituzionali. Un tema al quale – da quando sono diventato Consigliere di Stato ormai 12 anni fa – ho sempre prestato particolare attenzione e che ho reso concreto grazie a una serie di azioni mirate: gli eventi – tra cui quello odierno – organizzati annualmente, le visite che sto svolgendo nei Comuni ticinesi accompagnato dal Capo Sezione Marzio Della Santa e dalle sue collaboratrici e dai suoi collaboratori, la consulenza che sempre più la SEL offre agli enti locali, e la revisione della formazione per renderla più efficace.  

Tuttavia, non si deve pensare che questi momenti di dialogo e di scambio rimangano fini a sé stessi: e non si tratta nemmeno di un esercizio alibi. Abbiamo raccolto molti spunti, molte considerazioni, alcune critiche e anche dei sentiti ringraziamenti per il lavoro che abbiamo svolto come Dipartimento, soprattutto durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria.

Il tutto ci porterà nel prossimo quadriennio a proporre anche una revisione della Legge organica comunale (LOC), ammodernandola e riconoscendo che i Comuni ticinesi sono differentemente strutturati tra loro.  

Così anche il momento di oggi per me, per noi, diventa di fondamentale importanza. Infatti a breve inizierà una discussione alla quale parteciperà una delegazione del Consiglio di Stato, alcuni rappresentanti dei Comuni e il professor Francesco Veri che la maggior parte di voi ha potuto ascoltare durante il pomeriggio sul tema della crisi della democrazia. È davvero un momento unico e privilegiato dove sono sicuro emergeranno considerazioni e suggestioni costruttive che a noi serviranno per calibrare le riforme che stiamo portando avanti con e per gli enti locali.

Ma veniamo al dunque, quale sarà il focus della discussione? Siamo partiti dalla crisi sanitaria che ci siamo lasciati alle spalle ma le cui conseguenze sono visibili ancora oggi. Le persone e le istituzioni hanno dovuto reagire e prendere delle decisioni per il bene della collettività. Scelte imperative – diranno alcuni – ma che dovevano essere prese. Ci stavamo lasciando alle spalle la pandemia e lo scoppio del conflitto in Ucraina e la crisi energetica che ne è conseguita hanno inciso ancora una volta sull’operato delle Autorità e hanno messo a dura prova la nostra capacità di adattamento.

Gli strascichi di questa situazione non consistono unicamente nella crisi finanziaria che stiamo attraversando. Hanno messo alla prova i cittadini – pensiamo soprattutto ai nostri giovani – anche sotto l’aspetto educativo, sociale e psicologico. E hanno messo a dura prova la nostra capacità di resilienza.  

Sul fronte della democrazia le conseguenze sono lì da vedere. L’ho sentito in prima persona negli incontri con i Municipi: il nostro sistema democratico sta facendo fatica. Guardiamo la risposta dei cittadini alle urne anche su temi che li toccano in prima persona – come la votazione sull’imposta di circolazione quando ha votato solo il 35% degli aventi diritto di voto – e guardiamo cosa succede con i referendum locali. Il nostro sistema democratico sta vivendo una crisi, è un dato di fatto. Da una parte i cittadini non vanno a votare e dall’altra contestano le decisioni delle autorità avvalendosi del diritto di referendum. Anche per questo il mio Dipartimento – avvertiti i primi campanelli di allarme – ha avviato una serie di progetti come il “Buon Governo” e la “Responsabilità sociale dei Comuni” che vogliono migliorare la partecipazione della cittadinanza, la conduzione e la gestione del Comune.  

Attraverso questi progetti si vuole rilanciare il nostro sistema di democrazia diretta, adeguandolo a una società che si muove in maniera diversa rispetto al passato, rendendolo capace di gestire cambiamenti sempre più simili a delle crisi. D’altra parte un’istituzione pubblica si può dire resiliente nella misura in cui riesce anche a cogliere le opportunità che si celano dietro il cambiamento.  
E mentre mi avvio alla conclusione del mio intervento, lasciatemi un’ultima considerazione che si basa sulla mia esperienza politica che mi ha permesso di militare in tutti i livelli istituzionali del nostro sistema federale. Si tratta di un punto di vista privilegiato che mi ha fatto conoscere a fondo il funzionamento delle nostre istituzionali comunali, cantonali e federali.

Sulla scorta di questo prezioso bagaglio posso affermare che per uscire da situazioni di crisi come quelle vissute negli ultimi tre anni, come ha evidenziato Marzio Della Santa nel suo intervento introduttivo, bisogna essere coerenti, saper lavorare insieme, saper trovare soluzioni utili e avere un’ottima qualità delle relazioni interne. Tutti questi elementi ci hanno permesso di affrontare e uscire dallo stato di emergenza. Ed è di questo che è importante parlare oggi. Il dialogo rimane la ricetta vincente e per questo ritengo di assoluta importanza investire energie e tempo in momenti come quello odierno.

I nostri sforzi tra l’altro sono anche stati riconosciuti dalla Confederazione e questo è sicuramente un motivo di orgoglio per il nostro Cantone. Infatti, di recente l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ha deciso di sostenere e promuovere un progetto pilota con alcuni comuni che mira a identificare insieme politiche condivise per fare in modo che i cittadini che vivono il territorio siano attori attivi nei processi decisionali.

La strada è tracciata, si tratta di consolidare il rapporto tra Cantone e Comuni rendendo i Comuni partner principali. Perché Comuni più forti fanno un Cantone più forte. E lo costruiremo insieme.  

Grazie a tutte e a tutti per l’attenzione. Buona continuazione di questo Simposio.

Quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Quarto Simposio sui rapporti tra Cantone e Comuni

Comunicato stampa

Si è tenuta all’Auditorium della Scuola cantonale di commercio di Bellinzona la quarta edizione del Simposio sulle relazioni tra Cantone e Comuni. All’evento hanno partecipato circa 200 persone in presenza e in streaming. L’evento, voluto dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, ha permesso di riflettere sulla capacità delle nostre istituzioni pubbliche di affrontare i cambiamenti, siano essi dettati da emergenze o da tendenze decennali. Gli spunti raccolti durante l’evento confluiranno negli approfondimenti per la revisione totale della Legge organica comunale, che sarà sviluppata durante la Legislatura cantonale 2023/2027 e per la revisione della formazione rivolta agli enti locali.  

ll Simposio sui rapporti tra il Cantone e i Comuni – giunto alla sua quarta edizione – ha riscosso un buon riscontro di pubblico, con circa 200 persone in sala e in collegamento video per riflettere sulla capacità delle istituzioni di cogliere le opportunità portate dai cambiamenti, siano essi rapidi e imprevisti o lenti e annunciati.

Il pomeriggio ha preso avvio con gli interventi di quattro esperti qualificati: il brigadiere e neo divisionario dell’esercito Maurizio Dattrino, la psicologa della Polizia cantonale Marina Lang, il professore e ricercatore presso il Zentrum für Demokratie Aarau (ZDA) Francesco Veri e il professore della facoltà di diritto all’Università di Friburgo Adriano Previtali. Attraverso le loro relazioni hanno definito i fattori che possono rendere un Comune più solido in tempi di crisi.  

Dopo un momento di pausa, i lavori sono ripresi con il saluto del presidente del Governo Claudio Zali e con l’intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi, che ha sottolineato l’importanza di fare tesoro dell’esperienza maturata durante gli ultimi tre anni dalle istituzioni pubbliche nella gestione delle diverse crisi ed emergenze che si sono presentate. Un importante bagaglio che ha permesso di sviluppare un’attitudine pragmatica, offrendo risposte concrete alla popolazione e che consente al Cantone di ricalibrare i progetti e le priorità per le sfide future. 

Ha fatto seguito una tavola rotonda moderata da Marzio Della Santa e alla quale hanno preso parte i Consiglieri di Stato Gobbi, Raffaele De Rosa, Christian Vitta e Manuele Bertoli, nonché i sindaci Claudia Canova, Corrado Nastasi, Emanuele Stauffer e il municipale Filippo Lombardi. Il focus della discussione è stato messo in particolare sui requisiti che le istituzioni politiche locali devono soddisfare per essere resilienti, con particolare riferimento al coinvolgimento della cittadinanza nella definizione delle politiche volte ad assicurare un livello sostenibile della qualità di vita residenziale.

Così come è stato il caso per i simposi precedenti, anche per questo le riflessioni scaturite confluiranno all’interno del progetto di revisione della Legge organica comunale, che sarà sviluppato durante la Legislatura cantonale 2023/2027, e dell’aggiornamento dell’offerta formativa per gli enti locali. Lo scopo è quello di fornire a tutte le parti interessate – autorità comunali, cantonali, partiti politici e cittadinanza – strumenti per comprendere meglio la situazione e per stimolare la partecipazione politica a livello locale.

Lear: avvio della procedura di consultazione per la revisione totale

Lear: avvio della procedura di consultazione per la revisione totale

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato l’avvio della procedura di consultazione in merito alla revisione totale riguardante la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e il relativo regolamento. La consultazione durerà sino al 17 febbraio 2023.

A seguito del ritiro del messaggio governativo n. 7526 del 18 aprile 2018 riguardante la modifica della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) del 1° giugno 2010, il Consiglio di Stato ha costituito un apposito gruppo di lavoro con il compito di elaborare e proporre un progetto di revisione per sviluppare il settore degli esercizi alberghieri e della ristorazione, tenendo conto dell’evoluzione del settore turistico e del contesto post-pandemico. In particolare, quest’ultima circostanza ha fatto emergere alcune criticità che, in concomitanza con alcuni altri aspetti, hanno reso necessaria un’importante opera di adeguamento dell’attuale Lear. Tramite questa revisione della Lear si ritiene di aver dato seguito a queste esigenze concretizzando, anche attraverso un parziale alleggerimento normativo, delle proposte efficaci e realizzabili.
Di seguito le principali modifiche che verrebbero introdotte con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni:

Abolizione dell’obbligo di presenza fisica del gerente: viene a decadere il vincolo posto dalla vigente legislazione, che allo stato attuale prevede lo svolgimento dell’attività di gerente a tempo pieno, inteso come obbligo di presenza fisica presso l’esercizio per 8 ore al giorno 5 giorni alla settimana. Visto che spesso il gerente di un esercizio ha molteplici responsabilità e obblighi e che l’imposizione legale di presenza fisica minima non ha risolto il problema delle gerenze fittizie, s’intende porre l’accento su una maggiore auto-responsabilizzazione del gerente. Lo stesso avrà ciononostante tutto l’interesse ad esercitare un certo controllo poiché il regime di responsabilità varrà anche in caso di sua assenza.

Possibilità, a determinate condizioni, di effettuare la gerenza in più di un esercizio pubblico: attualmente, salvo determinate e restrittive casistiche, un gerente deve effettuare la propria attività presso un unico esercizio pubblico. S’intende ora attenuare questa impostazione, concedendo la possibilità di assumere la gerenza fino a un massimo di tre esercizi, a condizione che il gestore titolare delle autorizzazioni sia il medesimo.

Reintroduzione di una seconda figura responsabile per quanto riguarda il rispetto della legge e del regolamento: a seguito delle criticità emerse dall’avere un unico soggetto giuridicamente responsabile per l’andamento di un esercizio, si è proposto di affiancare al gerente una nuova figura: il gestore (o datore di lavoro). Entrambi i soggetti dovranno garantire il rispetto della legge, ma ognuno con delle responsabilità ben precise. Dato il frequente cambio di gerenti nell’ambito della ristorazione, e il conseguente onere burocratico, l’autorizzazione verrà ora rilasciata al gestore.

Alleggerimento del percorso formativo del gerente: il corrente percorso formativo richiede un certo impegno da parte dei candidati, sia a livello economico sia a livello di durata. Si è quindi ritenuto opportuno proporre un alleggerimento della formazione, ritornando al modello del ‘certificato di capacità’ e semplificando a tre materie le conoscenze di base necessarie per superare l’esame cantonale: ‘igiene’, ‘legislazione’ e ‘servizio e conoscenze professionali’. ·        

Ridefinizione del concetto di capacità ricettiva: l’attuale regime prevede una rigida e precisa suddivisione tra capacità interna e capacità esterna di un esercizio pubblico. Questa viene inoltre conteggiata in termini di posti disponibili. Con le prospettate modifiche, entro determinati limiti, gli esercenti usufruiranno di una maggiore flessibilità nella scelta dall’assegnazione dei posti a seconda delle proprie esigenze e delle condizioni metereologiche. La capacità ricettiva verrà inoltre definita in termini di avventori e non più di posti disponibili, puntando così su una maggiore responsabilizzazione degli esercenti.

Abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni: i locali notturni quali le discoteche potranno d’ora in avanti, a propria discrezione, consentire l’accesso già a partire dai 16 anni. La misura, già in vigore in diversi cantoni, si pone quale obiettivo di offrire ai giovani di una determinata fascia di età un ambiente e degli spazi controllati e con regole ben precise. I mutamenti sociali hanno infatti trasformato il concetto di discoteca, che negli anni l’hanno resa un locale dove proporre anche concerti o far esibire professionisti dello spettacolo. L’accesso ai locali notturni a giovani maggiori di 16 anni è limitato alle discoteche: nei locali che offrono intrattenimento erotico (night club e locali erotici) vige il divieto d’accesso ai minorenni. Si precisa inoltre che permane il divieto di vendita di bevande alcoliche (distillate e fermentate) per i minori di 18 anni. L’abbassamento dell’età per l’accesso ai locali notturni rappresenta un fattore critico e con la consultazione si vogliono chiarire le posizioni dei vari portatori di interesse.

Inasprimento delle norme relative alla lotta contro l’abuso di sostanze alcoliche: è stata altresì introdotta una misura volta a combattere l’abuso di bevande alcoliche. Viene infatti prevista la possibilità per l’autorità cantonale competente di ordinare il divieto di vendita, temporaneo o addirittura definitivo, di bevande alcoliche qualora un determinato esercizio pubblico violi ripetutamente le norme riguardanti questo genere di bevande previste dalla Lear.

Maggiore flessibilità a livello di orari di apertura e chiusura: al fine di concretizzare gli obiettivi perseguiti, si è deciso di concedere maggiore libertà agli operatori del settore per quanto riguarda gli orari di apertura e di chiusura. In concreto ogni esercizio pubblico, entro la fascia oraria prevista dalla legge, potrà liberamente scegliere l’orario di apertura e di chiusura, senza più essere vincolato dall’obbligo di rimanere aperto per un minimo di otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana.

Semplificazione dei tipi di esercizi pubblici e maggior flessibilità nella denominazione: è stata compiuta una riorganizzazione delle categorie di autorizzazioni e una semplificazione dei tipi di esercizi. Questo apporterà maggiore chiarezza nell’applicazione della legge e consentirà agli esercenti di godere di maggiore libertà nella scelta della denominazione del tipo di esercizio. ·        

Ridefinizione delle strutture non assoggettate alla legislazione in ambito di esercizi pubblici: è stata rivista la lista delle strutture che non soggiacciono alla Lear e che pertanto non necessitano di un’autorizzazione. In particolare, si è voluto semplificare in maniera pragmatica il regime di assoggettamento alla Lear per le strutture che offrono alloggio. D’ora in avanti, indipendentemente dal tipo di struttura, le persone che offrono alloggio a pagamento fino a un massimo di 6 persone rientreranno nelle eccezioni al campo d’applicazione. Dovranno invece conformarsi con le prescrizioni della Lear coloro che potranno ospitare 7 o più persone.  

Data l’importanza delle modifiche proposte, affinché possano essere convenientemente messe in pratica, il Consiglio di Stato ha deciso di avviare la procedura di consultazione. Quest’ultimo ritiene infatti fondamentale coinvolgere i vari enti e le diverse categorie in qualche maniera toccati da tali modifiche, in quanto saranno loro, in seguito, a doverle rispettare. Oltre a concedere la possibilità alle varie organizzazioni di prendere posizione in merito, la procedura di consultazione permetterà all’autorità cantonale di individuare e analizzare eventuali criticità che potrebbero sorgere con l’introduzione dei cambiamenti prospettati. La consultazione durerà sino al 17 febbraio 2023. 

(Nella foto Bernadette Rüegsegger, capa del Servizio giuridico della Polizia cantonale)