Assemblea generale della Regio Insubrica 2023

Assemblea generale della Regio Insubrica 2023

Comunicato stampa (Comunità di lavoro Regio Insubrica)

L’Assessore di Regione Piemonte Matteo Marnati alla guida della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Si è svolta oggi presso il Palacongressi di Stresa l’Assemblea Generale della Regio Insubrica, durante la quale è stato sancito il passaggio della Presidenza dalla Regione Lombardia alla Regione Piemonte.
Dopo i saluti iniziali del Viceprefetto Vicario della Provincia del Verbano Cusio Ossola Giorgio Orrù, del Presidente della Provincia Alessandro Lana e del Sindaco di Stresa Marcella Severino, il Presidente uscente Massimo Sertori – Assessore di Regione Lombardia – ha introdotto i lavori dell’Assemblea.
“Oggi si conclude un anno di Presidenza della Regio Insubrica – dichiaraMassimo Sertori, – iniziato lo scorso settembre a Varese. Un anno caratterizzato da molteplici attività e iniziative volte a rafforzare e a migliorare la cooperazione territoriale nei nostri territori in diversi ambiti, anche difficili, come quello della mobilità, dell’ambiente, con una attenzione alla qualità delle acque e alla gestione idrica, tema particolarmente delicato e su cui ci siamo confrontati in maniera costante a fronte dell’emergenza idrica che ha colpito i nostri territori”.
“Oltre a ciò – continua Sertori – ci si è occupati del tema della navigazione dei laghi e del cabotaggio, ma anche di attività importanti nell’ambito del turismo e della cultura. Questo anno di presidenza ha visto inoltre anche la ratifica del nuovo Accordo sull’imposizione dei frontalieri, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2024”.
“Infine – sottolinea il Presidente uscente Sertori – come Comunità di Lavoro transfrontaliera, non possiamo non considerare la Programmazione Interreg 2021-2027 che si aprirà in queste settimane come elemento chiave e centrale per la concretizzazione di progetti strategici e di qualità”. 
“Sono certo – chiosa Sertori – che la collaborazione tra le nostre istituzioni attraverso i tavoli della Regio Insubrica, sia un elemento necessario per proseguire in modo positivo e propositivo anche nei prossimi mesi, dando un contributo importante alla cooperazione transfrontaliera e rispondendo alle principali sfide che caratterizzano i territori di confine. Auguro pertanto buon lavoro al collega assessore della Regione Piemonte, Matteo Marnati, che ricoprirà per l’anno 2023-2024 il ruolo di presidente della Regio Insubrica”, conclude Sertori.
Norman Gobbi, Consigliere di Stato del Cantone Ticino, ha evidenziato la centralità della Regio Insubrica quale attore e punto di riferimento per il dialogo e la collaborazione transfrontaliera tra Svizzera e Italia, rilevando come la località di Stresa sul Lago Maggiore, sede dell’odierna Assemblea, faccia risaltare la centralità dei laghi come elemento di sintesi e di convergenza di interessi delle nostre popolazioni, sia che si tratti della promozione turistica, della gestione comune del livello dei laghi, di navigazione, ma anche in termini di sicurezza pensando alla recente crisi idrica e alla crescente collaborazione transfrontaliera nell’ambito della gestione delle catastrofi naturali.
«Innanzitutto, ho scelto che l’assemblea generale della Regio Insubrica si svolgesse a Stresa – ha esordito l’assessore all’Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati, che oggi ha assunto la presidenza della Comunità di Lavoro – perché negli ultimi anni abbiamo condiviso con il sindaco della città lacustre una tragedia che per noi è ancora una ferita aperta: quella della funivia del Mottarone. A questo proposito Regione Piemonte finanzierà la progettazione dell’impianto e a breve ci verrà sottoposta una proposta progettuale». Entrando poi nel merito di quanto è emerso nel corso dei lavori il neopresidente Marnati si è soffermato su alcuni aspetti fondamentali: dalla sicurezza del Lago Maggiore «un tema, quello della sicurezza, che per noi è prioritario a tutto campo: sia sulle acque del Lago, infatti abbiamo ottenuto insieme ai Comuni, il presidio permanente, quindi per 365 giorni all’anno, della Guardia Costiera, che sulle strade. Il nostro ruolo è quello di stimolare il Governo e gli amministratori», a quello della regolazione dei livelli del lago «ho interessato il ministro Pichetto che a breve convocherà un tavolo», passando per un tema molto importante, quello del turismo «quest’anno si è registrata un’ottima performance sia in termini di arrivi che di presenze con un aumento, di entrambe le voci, a due cifre, più del 20%. Il lago Maggiore è una risorsa straordinaria. Bisogna potenziare la mobilità sull’acqua e a breve metteremo a disposizione fondi per il revamping dei mezzi per renderli ecosostenibili. L’anno prossimo avremo poi il riconoscimento europeo di Città Europea del Vino del Consorzio Alto Piemonte che coinvolgerà le due province piemontesi della Regio, Novara e VCO, e, proprio in nome della continuità territoriale, vorremmo coinvolgere anche il Canton Ticino». «Per noi – ha concluso il neopresidente Marnati – è importante, anzi, fondamentale il rapporto tra enti e territorio per promuovere e favorire la coscienza dell’appartenenza al territorio stesso. Dobbiamo unire le forze e lavorare tutti insieme puntando sulla sicurezza, sull’ambiente declinato anche sull’aspetto sociale ed economico, e sul turismo d’accoglienza e di qualità»
Il Segretario Francesco Quattrini ha presentato il Rapporto sulle attività svolte dalla Regio Insubrica nel 2022, evidenziando le numerose iniziative politiche della Regio nei vari ambiti di interesse del territorio, quali la gestione del mercato del lavoro, del livello delle acque del lago Maggiore, della navigazione e del cabotaggio per i mezzi di trasporto pubblico transfrontalieri.
Un’importante finestra è stata dedicata agli “Stati Generali della Cultura e del Turismo della Regione Insubrica”, nell’ambito dei quali nel 2022 sono stati realizzati cinque atelier tematici nei rispettivi territori della Regio e l’Assemblea plenaria conclusiva a Novara il 17 novembre. Stefano Scagnolari, professore dell’Università della Svizzera italiana e membro del Tavolo Scientifico che ha curato il progetto, ha presentato sintesi e riflessioni sui risultati raggiunti; ha meritato inoltre una particolare attenzione l’apertura prossima della programmazione Interreg, su cui l’Autorità di Gestione del Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Monica Muci ha aggiornato i presenti.
In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato il conto consuntivo 2022 e il preventivo 2023.

Qualità di vita locale: le assemblee dei cittadini a Losone e Tresa

Qualità di vita locale: le assemblee dei cittadini a Losone e Tresa

Comunicato stampa

La Sezione degli enti locali comunica che sabato 23 settembre 2023 e 30 settembre 2023 si terranno rispettivamente a Losone e Tresa due mattinate di lavoro tra Autorità politiche locali e cittadini nell’ambito del progetto “Bilancio partecipato della qualità di vita residenziale”.  

Si tratta di un’iniziativa del Dipartimento delle istituzioni, realizzata in collaborazione con SUPSI e ConsultaTI e promossa dall’Ufficio federale per lo sviluppo territoriale della Confederazione. L’intento è quello di portare le realtà comunali di Losone e di Tresa a riflettere sulla qualità di vita locale e sulla relativa sostenibilità. Per farlo è fondamentale che le rispettive comunità siano partecipi. Dal loro coinvolgimento scaturirà una maggiore consapevolezza e responsabilità individuale nei confronti delle politiche promosse dagli organi comunali.  

I dettagli del “Bilancio partecipato della qualità di vita residenziale”, parte integrante del più ampio progetto di “Buon Governo locale”, sono stati presentati nel corso della primavera ai cittadini dei due Comuni che in seguito sono stati invitati a rispondere a un sondaggio mirato per provare a tracciare il perimetro della qualità di vita residenziale. Nei prossimi due fine settimana le Autorità politiche locali e i cittadini discuteranno insieme alcuni risultati scaturiti dall’inchiesta e proveranno a formulare delle raccomandazioni utili a migliorare la qualità di vita e la relativa sostenibilità nelle due realtà comunali.   Il Dipartimento delle istituzioni invita i rappresentanti dei media a partecipare – integralmente o in parte – alle due mattinate per ricevere informazioni sul progetto direttamente dai protagonisti.   

L’appuntamento è per:

Sabato 23 settembre 2023
dalle ore 09:30 alle ore 13.00
a Losone
nella sede delle Scuole comunali  

e  

Sabato 30 settembre 2023
dalle ore 09:30 alle ore 13.00
a Croglio nella sede delle Scuole comunali  

 

Violenza domestica: terza serata pubblica a Mendrisio di un ciclo di quattro appuntamenti

Violenza domestica: terza serata pubblica a Mendrisio di un ciclo di quattro appuntamenti

Comunicato stampa

“Violenza domestica: proteggere chi la subisce … e i bambini?”: è questo il titolo della terza serata del ciclo di incontri che la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni organizza nell’ambito delle attività di sensibilizzazione previste dal Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. L’appuntamento, aperto al pubblico, è fissato per mercoledì 27 settembre 2023 alle ore 18.00 presso LaFilanda a Mendrisio.

A cinque anni dall’entrata in vigore in Svizzera della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, è tempo di bilanci e di nuove prospettive. In tale contesto la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Municipio di Mendrisio, organizza il terzo dei quattro eventi previsti durante l’anno, focalizzati ognuno su uno dei quattro assi strategici delineati nel Piano d’azione cantonale: prevenzione, protezione della vittima, perseguimento dell’autore e politiche coordinate.  
La terza serata – che segue quella del 21 marzo a Locarno sul perseguimento degli autori e quella del 6 giugno a Lugano dedicata alla prevenzione – si propone al pubblico per sensibilizzarlo sull’importanza di proteggere le persone coinvolte nel fenomeno della violenza domestica che, a causa di quanto vivono, possono avere importanti ripercussioni a livello fisico, psichico, professionale e sociale. L’accento verrà altresì messo sulle gravi conseguenze che i bambini coinvolti in dinamiche familiari di violenza fisica e psicologica riportano, in particolare sul loro benessere psico-fisico a breve e lungo termine e su quanto sia fondamentale garantire loro un’adeguata protezione.  
L’incontro dal titolo “Violenza domestica: proteggere chi la subisce … e i bambini?”, è previsto mercoledì 27 settembre 2023 a Mendrisio presso LaFilanda alle ore 18.00. Sarà introdotto dalla responsabile del Dicastero Politiche sociali e politiche di genere Françoise Gehring Amato. Seguirà un bilancio sull’implementazione della Convenzione di Istanbul a livello svizzero a cura di Martine Lachat Clerc, rappresentante della DAO (organizzazione mantello delle case protette per donne della Svizzera e del Liechtenstein) e di Raffaele De Rosa, Presidente del Governo e Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità, sul Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica. Seguirà un dibattito, moderato dalla giornalista della RSI Sharon Bernardi, cui parteciperanno Cristiana Finzi, Delegata per l’aiuto alle vittime di reati, Giulia Bruzzone, Capoclinica del Servizio di Pronto Soccorso presso l’Ente ospedaliero cantonale, Siro Buzzi, Presidente di tre diverse sedi delle Autorità regionali di protezione e Domenico Didiano, Medico FMH in Psichiatra e Psicoterapia dell’infanzia e adolescenza.
Il ciclo di incontri promossi quest’anno dalla Divisione della giustizia in collaborazione con i comuni si concluderà nella giornata del 25 novembre a Bellinzona, in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, con il lancio della Campagna dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”. Anche questo, come altri eventi sul tema previsti nei prossimi mesi, è stato segnalato nell’ultimo numero della Newsletter sulla violenza domestica di recente pubblicazione, la cui iscrizione, da effettuare sul sito www.ti.ch/violenzadomestica, permette di ricevere regolarmente spunti e tematiche rilevanti sul tema, di aggiornarsi sulle novità legislative a livello cantonale e federale e di disporre di informazioni utili.
La lotta alla violenza domestica deve infatti rimanere un tema prioritario, non solo tra gli specialisti e la popolazione, ma anche nell’agenda politica. In questo ambito il Consiglio di Stato ha varato, nel novembre 2021, uno specifico “Piano d’azione cantonale”. Coerentemente con quest’ultimo il Governo, nell’ambito della procedura di consultazione relativa al progetto preliminare di Legge federale concernente il miglioramento della protezione penale contro gli aspetti persecutori (stalking), nella sua recente presa di posizione, ha salutato positivamente l’inserimento dello specifico reato di stalking nel Codice penale svizzero e nel Codice penale militare, ciò che andrà a costituire un’ulteriore misura efficace per migliorare la protezione di coloro che ne sono vittime, anche coerentemente con quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul.  

‘Berna ha ascoltato più gli avvocati dei magistrati…’

‘Berna ha ascoltato più gli avvocati dei magistrati…’

Il consigliere di Stato sulla revisione del Codice di procedura penale: maggiori costi per i Cantoni e inchieste che rischiano di subire rallentamenti

«Evidentemente a Berna conta di più la voce degli avvocati di quella dei magistrati inquirenti, del resto quest’ultimi non possono sedere in parlamento…», dice Norman Gobbi alla ‘Regione’. In vigore a breve, il 1° gennaio 2024, il ‘nuovo’ Codice di procedura penale svizzero, frutto della revisione varata dal parlamento federale nel giugno dello scorso anno, preoccupa non solo il consigliere di Stato ticinese titolare del Dipartimento istituzioni. Ma anche l’intero Comitato, di cui lo stesso Gobbi fa parte, della Cddgp, la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia. Ebbene, secondo il Comitato “le norme introdotte creano maggiori costi ai Cantoni e alle rispettive autorità giudiziarie penali, senza però permettere una maggiore efficienza nel perseguimento dei delitti e dei crimini”. Parole eloquenti, riportate nel comunicato stampa diffuso qualche giorno fa in cui il Dipartimento istituzioni riferiva della riunione, in Val di Blenio, dell’organo esecutivo della Cddgp.

Il procuratore generale Pagani: ‘A Ginevra altri cinque pp’
E le modifiche procedurali, all’insegna di un maggior formalismo e di garanzie accresciute, preoccupano anche il procuratore generale ticinese Andrea Pagani. “Se la politica cantonale non ci darà una mano, se non assegnerà al Ministero pubblico dei rinforzi e se non attribuirà competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei procuratori, nei procedimenti contravvenzionali affinché anche loro possano firmare decreti d’accusa o di abbandono, mi domando come faremo a dar seguito, con la necessaria celerità, alle incombenze derivanti dalla revisione del Codice di procedura penale”, ha dichiarato Pagani in aprile intervistato da questo giornale. Nel frattempo il pg ha formalizzato al Consiglio di Stato, per il tramite della Divisione giustizia del Dipartimento istituzioni, una richiesta di potenziamento: un segretario giudiziario giurista in più e due funzionari amministrativi in più. Una proposta contenuta se si pensa che in qualche altro cantone, come Ginevra, «stando alle informazioni che ho ricevuto sono stati chiesti e ottenuti cinque procuratori in più e ulteriori tredici posti amministrativi proprio in previsione dell’impatto che questa revisione avrà sull’operatività delle autorità di perseguimento penale», indica Pagani. E rammenta: «Ginevra conta già oltre quaranta procuratori…».

Il capo del Di: ‘Valuteremo considerando anche l’intera catena penale’
La manovra di risparmio annunciata dal Consiglio di Stato per conseguire il pareggio dei conti del Cantone nel 2025 non facilita certo le cose. Tuttavia, come ricordava il pg nell’intervista pubblicata in aprile, “qui siamo davanti a nuove norme di rango superiore a quelle cantonali: il Codice di procedura penale è infatti una legge federale. Come magistrati siamo tenuti ad applicare pure le leggi federali, il che può comportare anche la necessità di disporre di personale”. La richiesta di potenziamento di Pagani è tuttora pendente. «Verrà valutata considerando anche l’intera catena penale – sostiene Gobbi –. È pendente fra l’altro la richiesta di attribuire alla Pretura penale un giudice in più, che potrebbe essere un pretore aggiunto».
Annunciando di recente l’entrata in vigore del ‘nuovo’ Codice per il prossimo 1° gennaio, il Consiglio federale ha richiamato alcune delle modifiche apportate al testo legislativo del 2011. “Nella procedura del decreto di accusa, ad esempio, il pubblico ministero dovrà sempre interrogare l’imputato se si profila una pena detentiva da scontare – scrive il governo –. Finora l’interrogatorio non era imposto per legge”. Non solo. “Viene esteso il diritto della vittima di essere informata: in futuro potrà ricevere gratuitamente la sentenza o il decreto d’accusa contro l’autore, anche laddove non partecipasse come parte al procedimento penale”. E ancora: “Nell’ambito del dissigillamento di carte, registrazioni od oggetti, il Codice di procedura penale disciplinerà in maggior dettaglio la procedura e impartirà dei termini allo scopo di accorciare i tempi e quindi”, a detta del Consiglio federale, “contribuire ad accelerare in particolare i procedimenti penali complessi”.

‘Questione finanziaria da discutere con la Confederazione’
Per Gobbi, questa revisione della procedura penale comporterà nel complesso «un verosimile rallentamento delle inchieste e costi aggiuntivi. Come direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia lo abbiamo fatto presente, anche in sede di consultazione. Lo ha fatto presente anche la Commissione di diritto penale, da me presieduta, organo consultivo in seno alla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei Dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (della citata commissione sono membri pure altri due ticinesi: il pg Pagani e il giudice Roy Garré, in rappresentanza del Tribunale penale federale, ndr). Ma niente da fare, il parlamento federale ha tirato dritto. Ripeto: si vede che la voce degli avvocati conta di più». Che fare? «Ritengo – evidenzia Gobbi – che i Cantoni debbano ora affrontare con la Confederazione la questione dei costi. Perché non è possibile che a sostenere finanziariamente questa revisione decisa a Berna siano solo i Cantoni».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 21 settembre 2023 de La Regione