“Un giro di vite contro i fallimenti abusivi”

“Un giro di vite contro i fallimenti abusivi”

Norman Gobbi saluta positivamente la nuova legge federale

Dal 1° gennaio 2025 – dovremo quindi attendere ancora oltre un anno – il Consiglio federale metterà in vigore la Legge federale sulla lotta contro l’abuso del fallimento. “È un passo decisamente importante soprattutto per un Cantone come il Ticino, perché avremo uno strumento in più per combattere quei debitori che oggi troppo facilmente si sottraggono ai loro obblighi finanziari, abusando della procedura fallimentare”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Il nostro Cantone è sovente confrontato con società o persone che fanno dell’uso del fallimento uno strumento improprio per gabbare i propri creditori, chiudendo attività commerciali e riaprendone altre con un nome diverso, oppure facendo perdere le proprie tracce. Un modo di procedere che va a intaccare pesantemente la nostra economia. Da un lato lasciando spesso senza soldi creditori – artigiani, ma soprattutto i dipendenti stessi delle aziende fallite – che a seguito di ciò vanno in contro a notevoli difficoltà. Dall’altro lato facendo concorrenza sleale all’interno del loro settore. Questa legge dovrebbe poter porre finalmente un freno a questo tipo di comportamento altamente scorretto e dannoso”.
“In futuro – spiega Norman Gobbi – sarà più difficile estinguere i propri debiti a scapito dei creditori. Ad esempio, per i crediti di diritto pubblico sarà avviata un’esecuzione in via di fallimento secondo le regole generali. Detto in altre parole: i debitori non devono più poter abusare della procedura fallimentare per sottrarsi ai propri obblighi finanziari, come il pagamento dei salari o dei debiti”.
Perché ci vuole ancora più di un anno per far entrare in vigore questa legge? “Il Parlamento l’ha approvata nel marzo del 2022. Non va dimenticato che questa legge sulla lotta all’abuso dei fallimenti comporta diverse modifiche, per esempio al Codice delle obbligazioni, alla legge federale sulle esecuzioni e sul fallimento, al Codice penale e alla legge federale sull’imposta federale diretta. Insomma, il lavoro non manca. Anche i Cantoni avevano chiesto più tempo per adeguare le procedure interne e i sistemi informatici. L’importante è che oggi conosciamo il temine esatto entro il quale dovremo essere pronti per dare il là a questa importante riforma, che servirà per dare stabilità e credibilità a tutto il settore economico. Come detto per il Ticino, che si confronta spesso anche con sedicenti imprenditori che abusano del diritto liberale del nostro Paese, l’introduzione di un giro di vite contro l’abuso dei fallimenti è un toccasana”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 29 ottobre 2023 de Il Mattino della Domenica

 

Perequazione e critiche: il Cantone risponde

Perequazione e critiche: il Cantone risponde

Vanno riviste “alcune leggi settoriali che non premiano l’efficienza dei vari sistemi”, afferma Norman Gobbi, dopo le dichiarazioni di Michele Foletti

Le nuove critiche sollevate da Michele Foletti, durante la presentazione del preventivo 2024 della Città di Lugano, hanno rilanciato nelle ultime ore il dibattito sul meccanismo di perequazione e dei flussi finanziari fra i comuni e il Cantone. Da un lato, a pagare, ci sono comuni finanziariamente più forti, con un gettito maggiore, come appunto Lugano. Dall’altro, quelli più deboli che ricevono invece soldi. Il sindaco di Lugano ha citato ieri l’ambito sanitario, per il quale la città versa ogni anno al Cantone una sessantina di milioni di franchi. Di questi, è stato detto, solo la metà torna, per così dire, alle strutture come Spitex e case anziani sul territorio cittadino, mentre l’altra metà finanzia strutture in altri comuni più deboli. Di per sé non è il principio della solidarietà intercomunale a essere criticato, ma l’efficienza con cui chi beneficia dei contributi spende quanto ha ricevuto.

Norman Gobbi afferma di capire Foletti. Ma come risponde allora il Cantone a questa sua rimostranza? “Da un lato, sicuramente si devono rivedere alcune leggi settoriali che non premiano l’efficienza dei vari sistemi”, risponde il consigliere di Stato, osservando che “se è vero che la Città di Lugano, riorganizzando tutto il settore delle proprie case anziani, oggi è in grado di garantire le diarie per le degenze più basse del cantone, deve essere da stimolo e anzi da sforzo per gli altri a fare altrettanto”. Ma fintanto che non si avrà “uno strumento che impone questo sistema, evidentemente mancheremo l’obiettivo di essere più efficienti e quindi anche meno costosi e meno impattanti sul fisco dei nostri contribuenti”. Ma per procedere ad un cambio di paradigma, precisa il direttore del Dipartimento delle istituzioni (DI), occorre la collaborazione di tutti. “Ci vuole anche una volontà politica, non solo del Governo, mi permetto di dire, ma soprattutto anche del Parlamento”, che invece talvolta “chiede una parità, un livellamento di tutti i parametri sull’intero territorio” del cantone. Intanto sul tavolo c’è la riforma “Ticino 2020”, la cui consultazione fra i comuni si chiuderà fra pochi giorni: essa dovrebbe regolare anche i flussi finanziari fra Cantone e comuni e permettere soprattutto più trasparenza.

Sul versante dei comuni che ricevono dal contributo di livellamento, c’è anche Bellinzona. Cosa fa la città per ottimizzare le spese con questi soldi? Per il sindaco Mario Branda va sottolineato che i cittadini “dei comuni paganti generalmente versano molte meno imposte, rispetto ai cittadini dei comuni riceventi”. Il differenziale “di moltiplicatore è anche molto importante”, aggiunge, spiegando che, se consideriamo Lugano e Bellinzona, “la differenza è di circa 16 punti di moltiplicatore per le persone fisiche”. Inoltre bisogna anche ritenere che la spesa pro capite generalmente presente nei comuni riceventi “è sensibilmente inferiore rispetto a quella prevista per i comuni paganti”. Branda, quindi, preannuncia che col preventivo 2024, anche grazie al consolidamento dell’aggregazione, il contributo versato alla città si ridurrà in modo massiccio: “Vedremo una riduzione del contributo di livellamento compreso fra i 3 e i 5 milioni di franchi”, precisa il sindaco. Un risultato, che definisce già ora storico.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Perequazione-e-critiche-il-Cantone-risponde–1973199.html

Migrazione: “Il Ticino ha bisogno della solidarietà degli altri Cantoni”

Migrazione: “Il Ticino ha bisogno della solidarietà degli altri Cantoni”

Dopo l’episodio di violenza al Centro Pasture di Balerna, dove due richiedenti l’asilo sono stati arrestati dopo aver ferito tre agenti di Polizia, il governo ticinesi ha scritto a Berna chiedendo maggiori controlli e più collaborazione intercantonale.

Due richiedenti l’asilo 16enni sono stati arrestati dopo aver aggredito tre poliziotti al Centro federale d’asilo Pasture a Balerna. “Questo caso, insieme agli altri episodi accaduti recentemente”, ha spiegato a Ticinonews Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni, “crea una forte incomprensione nella popolazione nei confronti di questi flussi migratori. La Legge sull’asilo è prevista per coloro che hanno diritto alla protezione, quindi per chi fugge da un conflitto o è perseguitato. Il Ticino, nelle ultime sei settimane, ha registrato due terzi di tutte le entrati illegali. Il nostro Cantone è l’hotspot svizzero per quanto riguarda i flussi migratori. Chiediamo a Berna maggiori controlli alla frontiera, per evitare che persone illegali entrino sul nostro territorio, ma anche maggiore fermezza nell’ambito di chi presenta domanda d’asilo”. Non solo, Bellinzona “vuole far capire a Berna che il Ticino non può continuare da solo a gestire la situazione, ma ha bisogno della solidarietà degli altri Cantoni.

https://www.ticinonews.ch/ticino/migrazione-gobbi-il-ticino-ha-bisogno-della-solidarieta-degli-altri-cantoni-384803

Da www.ticinonews.ch

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra i Municipi della Polizia Malcantone Ovest

Il Direttore del Dipartimento delle istituzioni incontra i Municipi della Polizia Malcantone Ovest

Comunicato stampa

Su richiesta di alcuni dei Comuni convenzionati con la Polizia Malcantone Ovest, il Dipartimento delle istituzioni ha tenuto oggi un incontro per presentare il progetto pilota attualmente in corso nella Regione Tre Valli. Per il Dipartimento erano presenti il Consigliere di Stato Norman Gobbi e il capo della Gendarmeria della Polizia cantonale Marco Zambetti. Pure presente il segretario comunale di Biasca Igor Rossetti. Per i Comuni erano presenti i rappresentanti di Caslano, Magliaso, Tresa, Pura, Curio, Bedigliora, Novaggio, Astano e Miglieglia e il comandante della polizia Malcantone Ovest.

A seguito della “disdetta unilaterale” della convenzione da parte del Comune sede della Polizia Malcantone Ovest (Caslano) i vari Municipi hanno reagito indicando di voler valutare tutte le possibili opzioni esistenti, prima di determinarsi su come continuare l’attività di polizia nella regione del Malcantone Ovest. Tra queste opzioni vi è pure una conduzione “mista” in collaborazione tra Polizia cantonale e Polizia comunale. A questo riguardo i Comuni hanno quindi chiesto al Dipartimento delle istituzioni di presentare il progetto pilota che attualmente si sta svolgendo nelle Tre Valli e che applica sul campo questa forma di collaborazione.  
Accogliendo la richiesta di informazione da parte dei Comuni, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha indicato la necessità di trovare una soluzione al problema nel comparto territoriale di Basso e Medio Malcantone, sottolineando l’importanza dell’attività della polizia sul fronte della sicurezza, in un territorio di confine che presenta un forte traffico e che ospita molte attività economiche, oltre a vantare un numero di abitanti considerevole. 
Da parte loro, il maggiore Marco Zambetti, Capo Area della Gendarmeria, e il segretario comunale di Biasca, Igor Rossetti, hanno presentato il progetto pilota in corso nella Regione Tre Valli. A grandi linee, il progetto prevede che gli agenti comunali e cantonali in una prima fase lavorano in un posto misto diretto dalla Polizia cantonale e dispongono delle stesse competenze. Semplificando, procedono sia al primo intervento sia ai compiti maggiori di prossimità. Grazie all’impiego di assistenti di polizia (che sono a diretta dipendenza dei Comuni) vengono svolte diverse attività di prossimità cosiddetta minore (controllo traffico fermo, notifica precetti ed altre attività di competenza comunale). A Biasca questi assistenti di polizia sono gestiti in un pool e sono attribuiti ai vari Comuni per l’operatività. 
Sono state numerose le domande sollevate, alle quali i responsabili “tecnici” hanno potuto rispondere, fornendo un quadro esaustivo del progetto condotto nelle Tre Valli. 
A conclusione dell’incontro, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha auspicato una soluzione concordata della vertenza tra i Comuni, i quali devono ora scegliere quale opzione risponde meglio alle loro esigenze politiche ed operative, fermo restando che la sicurezza è un settore delicato ed essenziale per la cittadinanza.

Lavertezzo e Locarno, prove di un ‘matrimonio’

Lavertezzo e Locarno, prove di un ‘matrimonio’

I sindaci dei due Comuni hanno consegnato al Consiglio di Stato l’istanza per l’avvio di una procedura d’aggregazione
La “promessa di matrimonio” fra Locarno e Lavertezzo, che confina fisicamente con il quartiere locarnese delle Gerre di Sotto, è stata consegnata oggi pomeriggio (venerdì 27 ottobre) a Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, direttamente nelle mani del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e del capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, da parte dei rappresentanti dei due Municipi. Nello specifico, per Lavertezzo la sindaca Tamara Bettazza, il municipale Matteo Lanini (alla testa del Dicastero finanze ed economia) e il segretario comunale Damiano Gianella. Mentre per Locarno, oltre al sindaco Alain Scherrer erano presenti anche il municipale Nicola Pini (capo del Dicastero sviluppo economico e territoriale) e il coordinatore di dicastero Fausto Castiglione.
L’istanza d’aggregazione, come anticipato da laRegione, è figlia della proposta avanzata dal Municipio di Lavertezzo, dopo aver approfondito più scenari con il coinvolgimento diretto del Consiglio comunale. Da sempre fautrice delle fusioni comunali, la Città ha raccolto all’istante l’invito di Lavertezzo. E questo, come sottolinea Scherrer, «anche nella speranza che si tratti della scintilla che inneschi un circolo virtuoso sul fronte delle aggregazioni comunali, nel Locarnese da troppo tempo come ben sappiamo ferme al palo».
Gli fa eco la sindaca di Lavertezzo Tamara Bettazza: «Assieme ai membri del legislativo locale, eletti in rappresentanza della popolazione e dunque le prime ‘antenne’ di un Comune, abbiamo svolto un esaustivo lavoro di analisi su tre scenari. E, tirate le somme, l’esecutivo è giunto alla conclusione che la fusione con il Polo regionale sia quella che meglio risponde alle nostre aspettative e ai nostri bisogni».
Un’aggregazione comunale non si fonda dunque solo sugli ideali. Deve disporre di solide radici, che abbiano la concreta possibilità di rimanere saldamente affrancate al terreno, permettendo così la crescita di un albero solido e rigoglioso. Nell’istanza consegnata al Consiglio di Stato, i due esecutivi, come accennato, a proposito spiegano in una nota stampa: “Dopo aver svolto diverse analisi e confronti, riteniamo che si debba andare oltre la collaborazione intercomunale, considerato che alcune caratteristiche intrinseche ai nostri due Comuni, reciproci interessi economici e sociali, così come obiettivi condivisi possano concretizzarsi in un progetto aggregativo allo scopo, tra le altre cose, di rafforzare i servizi offerti alla cittadinanza, migliorare l’amministrazione generale della cosa pubblica e la gestione del territorio. A dimostrazione dei legami che già esistono, basti citare il fatto che parte del territorio di Locarno (Gerre di Sotto) è situata sul Piano di Magadino e confina con Lavertezzo”.
Ma non è tutto: “Oltre a ciò – aggiungono i due Municipi all’unisono –, riteniamo che gli attuali due enti locali costituiranno una comunità solida, che permetterà al comparto est di consolidare le proprie relazioni. Ad esempio, già attualmente alunni di Locarno dell’area agricola di fronte a Lavertezzo frequentano l’Istituto scolastico di quest’ultimo comune e diversi domiciliati nell’area partecipano alle sue attività”. Senza dimenticare l’ottima collaborazione nella gestione della fornitura d’acqua potabile. A proposito, per segnalare solo una delle ultime sinergie instaurate in ordine cronologico, va ricordato il recente progetto di collegamento tra i due acquedotti, realizzato in brevissimo tempo, che permetterà di migliorare e assicurare un più costante approvvigionamento in caso di siccità.
Consegnata l’istanza, ora si attende l’esito della relativa procedura. La Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni del 16 dicembre 2003 (art. 4a), riassumendo, prevede che entro un anno dall’inoltro dell’istanza il Consiglio di Stato avvii uno studio d’aggregazione, definendone il comprensorio. Andrà dunque nominata una commissione, per la cui composizione gli esecutivi di Lavertezzo e Locarno propongono la seguente e bilanciata formula: per il Comune di Lavertezzo vi faranno parte il sindaco e due municipali con l’accompagnamento tecnico/amministrativo del segretario comunale; per la Città, il sindaco e due municipali, ma con l’accompagnamento tecnico/amministrativo del coordinatore del Dicastero finanze.
Nel corso della procedura, va infine rimarcato, sempre citando le norme in materia, che “tenuto conto degli obiettivi di legge e del Piano cantonale delle aggregazioni” è comunque “data facoltà al Consiglio di Stato di modificare lo scenario proposto con l’istanza, includendo o escludendo Comuni o frazioni” o anche di non dare seguito alla proposta. Contro eventuali decisioni negative del Consiglio di Stato, i Municipi, i legislativi e i cittadini dei Comuni interessati hanno comunque la possibilità di ricorso al Gran Consiglio. I sindaci di Lavertezzo e Locarno non hanno però dubbi e sono fermamente convinti di aver imboccato la strada giusta. Confidano dunque nella buona riuscita del processo innescato con la consegna dell’istanza d’aggregazione al Consiglio di Stato.
 
Da www.laregione.ch
 
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Aggregazioni, Lavertezzo e Locarno “promessi sposi”
I rispettivi sindaci hanno consegnato al Consiglio di Stato l’istanza per l’avvio di una procedura d’aggregazione dei due Comuni.

Si va verso un’altra aggregazione nel Locarnese. Lavertezzo e Locarno hanno infatti siglato una “promessa di matrimonio”, con i due sindaci che oggi hanno consegnato a Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle Istituzioni e a Marzio Della Santa, caposezione degli Enti locali, l’istanza per l’avvio di una procedura d’aggregazione dei due Comuni. 

“che sia una spinta per le aggregazioni nel Locarnese”
L’istanza d’aggregazione, sottolinea la Città di Locarno in una nota, “è figlia della proposta avanzata dal Municipio di Lavertezzo, dopo aver approfondito più scenari con il coinvolgimento diretto del Consiglio comunale. Da sempre fautrice delle fusioni comunali, Locarno ha raccolto all’istante l’invito di Lavertezzo. E questo “anche nella speranza che si tratti della scintilla che inneschi un circolo virtuoso sul fronte delle aggregazioni comunali, nel Locarnese da troppo tempo come ben sappiamo ferme al palo”, spiega Alain Scherrer, sindaco di Locarno, citato nel comunicato stampa. Gli fa eco Tamara Bettazza, sindaca di Lavertezza, secondo cui “la fusione con il Polo regionale sia quello che meglio risponde alle nostre aspettative e ai nostri bisogni”.

“i due enti locali costituiranno una comunità solida”
I due Municipi ritengono che “gli attuali due enti locali costituiranno una comunità solida, che permetterà al comparto est di consolidare le proprie relazioni. Ad esempio, già attualmente alunni di Locarno dell’area agricola di fronte a Lavertezzo frequentano l’Istituto scolastico di quest’ultimo Comune e diversi domiciliati nell’area partecipano alle sue attività”.

https://www.ticinonews.ch/ticino/aggregazioni-lavertezzo-e-locarno-promessi-sposi-384798

Da www.ticinonews.ch

 

La Lega è in crisi? “Dobbiamo lavorare più convinti”

La Lega è in crisi? “Dobbiamo lavorare più convinti”

Il consigliere di Stato leghista Norman Gobbi risponde alle critiche di Michele Foletti: “Dimissioni del Consiglio esecutivo? Ci rimettiamo davanti all’assemblea”

“Diciamo che negli ultimi anni chi è entrato nella Lega si è abituato a essere in alto nella classifica. Come ci insegna lo sport, una stagione non è mai come l’altra: possiamo avere la stessa squadra, ma un risultato sportivo completamente diverso. Lo sport e la politica sono molto simili. Se vogliamo vincere la partita, qualche body check dobbiamo darlo”.
Sono le parole del consigliere di Stato leghista Norman Gobbi, sollecitato dalla RSI sulle pesanti parole di Michele Foletti: alla luce dell’ennesimo calo di consensi della Lega alle elezioni federali, ai microfoni di Teleticino il sindaco di Lugano ha invitato il Consiglio esecutivo del movimento a dimettersi. “Non so dire se la Lega ha fatto il suo tempo, però il fervore che c’era trent’anni fa non c’è più” ha detto Foletti.
Da parte sua, Gobbi parla di un risultato elettorale “sicuramente non soddisfacente”. Ma sottolinea che “può essere visto con un occhio positivo, visto l’investimento che è stato fatto: la campagna della Lega è costata circa 50’000 franchi”.
Fatto sta che il movimento non inverte la tendenza, che lo ha visto perdere anche alle Cantonali dello scorso aprile e pure a quelle del 2019. “L’obiettivo rimane lo stesso: difendere il Ticino e i ticinesi” dice ancora Gobbi. “Dobbiamo farlo in maniera più convinta, con una lavoro che sta ripartendo dal gruppo parlamentare, ma non solo”.
Michele Foletti chiede però le dimissioni, come detto, del Consiglio esecutivo del movimento, nel quale siede anche Gobbi. “Credo che la sua uscita sia soprattutto volta a stimolare la gente a fare di più per il bene della Lega, del Ticino e dei ticinesi” commenta il consigliere di Stato. E aggiunge: “Questa proposta è stata fatta anche alcuni mesi fa, nell’ambito dell’assemblea. Assemblea che ha scelto di confermare il membri del Consiglio esecutivo”.
Il Consiglio esecutivo – assicura – “si metterà davanti all’assemblea per un nuovo giudizio, nell’ottica anche di una nuova Lega, più democratica rispetto a quella dei tempi del Nano, in cui lui decideva per tutti”.
E se dai tempi del Nano si fosse oramai passati a quelli per una fusione con la rampante UDC? “Credo che l’alleanza abbia dato i suoi risultati. L’importante è che la Lega ritrovi un po’ la sua anima, pertanto credo che in questo momento parlare di un’eventuale fusione sia prematuro, se non inopportuno” conclude Gobbi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/La-Lega-%C3%A8-in-crisi-%E2%80%9CDobbiamo-lavorare-pi%C3%B9-convinti%E2%80%9D–1972126.html

Da www.rsi.ch/info

In diminuzione gli annegamenti su laghi e fiumi ticinesi

In diminuzione gli annegamenti su laghi e fiumi ticinesi

Comunicato stampa

Una semplice cerimonia di premiazione da parte del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi della fortunata vincitrice del concorso di “Acque sicure” ha chiuso la stagione della campagna di prevenzione che punta a sensibilizzare turisti e residenti sui rischi legati allo svago e alle pratiche sportive sui laghi e sui fiumi ticinesi. È tempo di bilanci.

La commissione “Acque sicure”, le cui attività sono sostenute finanziariamente dagli introiti legati alla vendita all’asta delle targhe, traccia il bilancio stagionale e ancora una volta fortunatamente i dati degli annegamenti sono in diminuzione: nel 2023 sono 4 purtroppo le vittime, di cui 3 nel lago Ceresio e uno nel canyon del Cenzo, in Riviera. Ricordiamo che nel 2022 i morti furono 6 e nel 2021, 9. Si chiude quindi con dati incoraggianti il quadriennio 2019-2023, “anche se ogni disgrazia è una disgrazia di troppo”, ricorda Norman Gobbi. Da segnalare che quest’anno si è verificata per la prima volta la tragedia di un doppio annegamento nel lago, con il marito che si è tuffato in acqua per aiutare la moglie, purtroppo senza successo per entrambi i coniugi.

La stagione è stata caratterizzata ancora una volta da un’intensa attività preventiva, attraverso l’utilizzo dei media tradizionali e dei canali social di “Ticino Sicuro”, oltre alla presenza a manifestazioni e al pattugliamento sui fiumi Maggia e Verzasca e nelle zone più pericolose della Foce del Cassarare in collaborazione con la Città di Lugano. E la collaborazione è un elemento centrale del lavoro della Commissione, in particolare con la Società Svizzera di Salvataggio, Sezione Ticino, con i Comuni, con le organizzazioni turistiche, con gli alberghi e con tutti i portatori d’interesse. Senza dimenticare tutte le misure organizzative e di prevenzione per ridurre gli incidenti nell’ambito del canyoning, ritenuto che il Ticino resta una meta prediletta a livello internazionale e registra la presenza di circa 25’000 torrentisti all’anno. Al termine della stagione Dipartimento e Commissione tengono a ringraziare tutti i partner per questo proficuo e reciproco sostegno, anche da parte di volontari, che va a potenziare il messaggio volto alla prudenza. Come recita lo slogan principale della campagna: la prudenza fa la differenza!

Per il nuovo quadriennio 2024-2027 la Commissione dovrà chinarsi su come migliorare ulteriormente la sensibilizzazione e l’informazione ai residenti e in particolari ai turisti, principali vittime degli annegamenti e degli infortuni gravi. La prevenzione resta la misura più efficace per evitare l’annegamento. Sono fondamentali in primis le competenze della persona (saper nuotare, essere capaci di tuffarsi, ecc.), ma anche considerare le altre cause principali dell’annegamento come la disattenzione, l’alcool, la stanchezza, il proprio stato di salute e l’attitudine a compiere atti temerari. “La prevenzione consiste nella diffusione di informazioni, di interventi e comportamenti virtuosi che evitano o riducono all’origine l’insorgenza di un incidente. I risultati ottenuti in questo quadriennio sono da stimolo per continuare su questa strada”, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Per terminare ecco i vincitori del concorso che consisteva in un gioco interattivo di  sensibilizzazione: il primo premio (uno stand up paddle) è stato vinto da Blanka Cavanak di Tenero-Contra (nella foto assieme al Consigliere di Stato Norman Gobbi); 2° premio a Marco Riva; 3° a Deidra Anaretti; premiati pure Alessandro Veletta; Christian Gambetta; Carolina Simona; Gianna Sappracone; Marika Schütz; Jia Lei Barilati e Diana Tonelli.  

Faccia a faccia tra Giorgetti e Norman Gobbi

Faccia a faccia tra Giorgetti e Norman Gobbi

Varese al centro del dialogo italo-svizzero tra futuro dell’Ue e Olimpiadi.
Lunedì 6 novembre una giornata di lavori a palazzo estense a Varese. Il focus dell’incontro sarà il ruolo fondamentale delle autorità locali e regionali nel futuro dell’Unione Europea

Lunedì 6 novembre, Varese diventerà il fulcro di un importante dialogo che coinvolgerà rappresentanti istituzionali a livello locale, regionale, nazionale ed europeo.
L’evento, promosso dal Comitato Europeo delle Regioni e patrocinato da ANCI Lombardia, si inserisce nel programma del Festival Glocal e avrà luogo presso il Palazzo Estense (Comune di Varese dalle ore 8.30).
Il focus dell’incontro sarà il ruolo fondamentale delle autorità locali e regionali nel futuro dell’Unione Europea, con un occhio di riguardo alle strategie di promozione dei territori in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 e all’importanza della cooperazione transfrontaliera.

Il faccia a faccia tra Giorgetti e Norman Gobbi
Uno dei momenti salienti della giornata sarà il dialogo tra il Ministro dell’Economia della Repubblica Italiana, Giancarlo Giorgetti, e il Consigliere di Stato della Repubblica del Canton Ticino, Norman Gobbi. Questo confronto italo-svizzero offrirà spunti di riflessione sui temi della sussidiarietà e delle opportunità che le Olimpiadi del 2026 porteranno ai comuni italiani.

Al convegno le istituzioni nazionali e regionali
La giornata inizierà con i saluti istituzionali di Davide Galimberti, Sindaco di Varese, Marco Magrini, Presidente della Provincia di Varese, e Raffaele Cattaneo, Sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali. Seguirà una sessione dedicata alla promozione dei territori di confine e al ruolo degli enti locali nel futuro dell’Europa, con interventi di Roberto Pella, Vicepresidente Vicario di ANCI e Deputato, e di vari parlamentari, tra cui Alessandro Alfieri, Stefano Candiani e Andrea Pellicini.
Il dibattito regionale vedrà la partecipazione dei consiglieri regionali Samuele Astuti ed Emanuele Monti. La sessione pomeridiana sarà dedicata alle istituzioni europee e agli stakeholder territoriali, con interventi di Antonio Marano, della Fondazione Milano-Cortina 2026, Vincenzo Salvatore, dell’Università dell’Insubria, e Isabella Tovaglieri, del Parlamento europeo.

I giovani amministratori locali
La giornata proseguirà con un focus sui giovani amministratori locali, tra cui Stefano Angei, Maria Paola Cocchiere, Cristine Grosso e Helin Yildiz, che avranno l’opportunità di esprimere la loro prospettiva sulla valorizzazione delle nuove generazioni in ambito internazionale. L’evento si concluderà con l’intervento di Matteo Bianchi, Consigliere comunale di Varese e Coordinatore del Dipartimento Europa di ANCI Lombardia.

In un momento storico di grandi cambiamenti e sfide, l’incontro di Varese rappresenta un’occasione unica per riflettere sul futuro dell’Europa e sulle opportunità che le Olimpiadi 2026 potranno offrire al territorio.

Il programma della giornata

Ore 9 Saluti istituzionali
Davide Galimberti – Sindaco di Varese
Marco Magrini – Presidente Provincia di Varese
Raffaele Cattaneo – Sottosegretario di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali

Ore 9:30 “Road to Mi-Cortina 2026” nei territori di confine ed il ruolo degli EE.LL. nel futuro dell’Europa
Norman Gobbi – Consigliere di Stato della Repubblica del Canton Ticino
Giancarlo Giorgetti – Ministro dell’Economia della Repubblica Italiana

Ore 10:30 I Comuni ed i Sindaci come interlocutori per intercettare le ricadute dei grandi eventi sportivi
Ore 10:45 Il ruolo del Parlamento nella valorizzazione delle autonomie locali nel contesto europeo
Ore 11:30 Il dibattito regionale sul ruolo della Lombardia in Europa
Ore 12:30 Le Istituzioni europee e gli stakeholder territoriali come volano per la sussidiarietà
Ore 13 Pausa pranzo
Ore 14:30 La prospettiva dei giovani amministratori locali e la valorizzazione delle nuove generazioni in ambito internazionale
Ore 15:30 Chiusura dell’Evento

Da www.varesenews.ch

(Immagine: www.mef.gov.it)

Protezione della popolazione – Formazione “SMEPI 23”

Protezione della popolazione – Formazione “SMEPI 23”

Comunicato stampa

Il Locarnese ha ospitato, nel corso del corrente anno, due edizioni del corso per gli stati maggiori degli enti di primo intervento «SMEPI». Si è trattato di una formazione pratica destinata ai responsabili delle operazioni nelle organizzazioni ticinesi di primo intervento: polizia, pompieri e servizi d’autoambulanza. Per la prima volta hanno partecipato pure dei quadri professionisti delle Regioni di protezione civile. Le attività si sono svolte nei Comuni di Locarno e di Tenero-Contra.

La Commissione tecnica per la formazione nella protezione della popolazione (CT istr PP) propone, ormai da anni, moduli formativi per esercitare le capacità di gestione, coordinamento e risoluzione di situazioni che necessitano l’attivazione di uno Stato maggiore degli enti di primo intervento (SMEPI).
L’edizione 2023 ha visto impegnati circa cinquanta operatori degli enti di primo intervento (EPI) su due giornate di esercitazioni, durante le quali i professionisti del primo intervento e della protezione civile, hanno avuto la possibilità di consolidare le loro conoscenze grazie ad una serie di applicazioni pratiche, coadiuvate da un team d’istruttori esperti.
Gli scenari proposti hanno simulato: un incidente all’interno della galleria Mappo-Morettina, un problema di ordine pubblico all’interno del Castello Visconteo e una situazione di maltempo che ha toccato la zona dei campeggi di Tenero.
I partecipanti hanno così avuto la possibilità di esercitare in modo pratico la propria funzione, chi a capo dello SMEPI, chi di responsabile del proprio servizio chiamato ad intervenire. Durante le simulazioni hanno dovuto allenare l’attivazione e il coordinamento di un dispositivo d’urgenza, come pure l’applicazione dei vari protocolli di condotta.
Gli aspetti logistici sono stati gestiti dal Centro di soccorso cantonale dei pompieri di Locarno e dal Centro sportivo della gioventù di Tenero (CST), con la supervisione della Commissione tecnica istruzione protezione della popolazione (CT istr PP). Nelle singole piazze di lavoro ci si è pure avvalsi delle competenze dei partner specializzati per le singole simulazioni (proprietari e gestori delle infrastrutture e il Centro meteorologico Regione Sud di Meteo Svizzera).
Nel corso del 2024, altre quattro edizioni (due in aprile e due in ottobre) permetteranno ad ulteriori cento operatori di cimentarsi in questa formazione continua.  

Gobbi: “Con la nuova formula garantiamo equità agli automobilisti”

Gobbi: “Con la nuova formula garantiamo equità agli automobilisti”

Sull’imposta di circolazione: “La volontà popolare è stata salvaguardata”

Quattro domande secche al Consigliere di Stato Norman Gobbi sul tema “Imposta di circolazione”.

Perché dobbiamo ritornare a parlare di imposta di circolazione, quando un anno fa siamo andati a votare e abbiamo introdotto le nuove imposte?
L’imposta di circolazione 2023 ha validità solo per quest’anno. Siamo quindi obbligati a definire una nuova formula. Non dovessimo fare nulla, nel 2024 entrerebbe in vigore un’imposta di circolazione basata sulla formula che il popolo ha approvato il 30 ottobre dell’anno scorso. Una proposta che ha delle forti controindicazioni, in particolare perché tiene conto solo delle emissioni di CO2 di una vettura. Dal momento in cui era stata lanciata l’iniziativa popolare, e cioè nel 2017, fino ad arrivare ad oggi sono cambiate molte cose nel mondo automobilistico e in particolare nei sistemi di rilevamento del CO2 delle nostre auto, tanto da “sballare” i calcoli tra un’auto e l’altra penalizzando le auto immatricolate dopo il 2018. Un effetto negativo, non voluto dall’iniziativa, e che già l’anno scorso ha spinto il Gran Consiglio dopo la votazione a modificare la formula con una soluzione- tampone per il 2023.

Quindi si riparte da zero… 
No, non direi che si riparte da zero. Oggi abbiamo accumulato l’esperienza dello scorso anno. Per questo abbiamo coinvolto gli esperti del settore – cioè tutti i portatori di interesse, da UPSA al TCS e all’ACS, per arrivare anche a CarrosserieSuisse e agli esperti della Divisione Ambiente del Dipartimento del Territorio – per chiedere come venire a capo di questa situazione trovando una formula che durasse nel tempo, ma soprattutto che fosse equa nei confronti di tutti i proprietari di automobili. Ebbene gli esperti ci hanno confermato che utilizzare il CO2 quale unico fattore per determinare le nostre imposte di circolazione avrebbe provocato tutte le disparità e distorsioni che abbiamo conosciuto per l’imposta di quest’anno e che sappiamo che se venisse applicata la formula votata saranno ancora maggiori. È stata quindi individuata una formula che tenga sì conto del CO2, ma che allo stesso tempo consideri il peso a vuoto del veicolo e la potenza. A questi tre fattori è stato aggiunto un coefficiente cantonale (una sorta di moltiplicatore cantonale, per intenderci) che verrà deciso dal Gran Consiglio, attraverso il quale si potrà definire l’ammontare complessivo dell’imposta di circolazione.

Non si tradisce in questo modo la volontà popolare che si basava solo sul CO2 seguendo il principio “che più inquina paga”?
Il rispetto della volontà popolare è alla base del mio agire politico. È un fatto assodato. Di fronte però a una formula che era stata pensata tanti anni fa e che quindi produce diversi effetti molto negativi – basti pensare che per sanare la situazione delle auto più vecchie (immatricolate prima del 2009, ndr) che avrebbero pagato un’altissima imposta di circolazione perché producono molto CO2 si era dovuto inserire una moratoria di un anno… – non si può far finta di niente. Inoltre, è un dato di fatto che il parco circolante in Ticino negli ultimi anni è costantemente invecchiato (con oggi una media di oltre 10 anni di vita per veicolo) e ciò significa che questa disparità di trattamento si protrarrebbe ancora per diversi anni. Per questi motivi, in questo caso il rispetto della volontà popolare, è dato dal fatto che il fattore del CO2 viene sempre tenuto in debito conto, ma per evitare gli errori del passato si deve giocoforza considerare anche altri parametri. La formula proposta permette di trattare ogni possessore di un’auto in modo equo. Abbiamo la sicurezza che questa formula non crea favoritismi o, in senso contrario, delle “vittime” di un calcolo matematico. E questo vale per tutti: da chi ha un’auto elettrica, a chi ha un’auto vecchia, una mossa a carburante diesel, ecc.

C’è chi ha proposto un referendum ancora prima di conoscere la formula. Che cosa ne pensa?
La politica è questa. Ognuno fa il suo gioco. Le frottole sono un po’meno digeribili. Il Consiglio di Stato lascia nelle mani del Parlamento lo strumento del coefficiente cantonale. Questo coefficiente definisce quanto si vorrà incassare con le imposte di circolazione, mentre la garanzia dell’equità di trattamento, come detto, è stabilita dalla formula. Il Gran Consiglio deciderà. Da parte sua il Governo ha calcolato un’entrata di 91,5 milioni di franchi, così come definito per il 2024 nell’opuscolo della votazione del 30 ottobre 2022, a prescindere dalla formula che sarà applicata, per coprire i costi dell’infrastruttura stradale, come chiede espressamente la legge. Dal 2016 a oggi per garantire a tutti noi automobilisti strade accettabili il Cantone ha speso mediamente 106 milioni di franchi…

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 ottobre 2023 de Il Mattino della Domenica