Smartphone e volante: una connessione pericolosa.

Smartphone e volante: una connessione pericolosa.

Renato Pizolli e la lotta alle distrazioni

Messaggiare mentre si guida? Uso criminale del telefonino
Le nuove tecnologie possono causare una guida scorretta. E non tutto si risolve con il vivavoce. Perché l’utilizzo del telefonino non si limita alle chiamate: su mille infrazioni legate a questa fattispecie, 165 sono state trattate con una procedura ordinaria negli ultimi anni. Ciò vuol dire che oltre al parlare al telefono c’era qualcosa di più, ossia la lettura di messaggi. O anche la manipolazione dell’apparecchio, che comporta il rischio più grande mentre si è al volante. E questo solo per leggere meglio o sentire più distintamente quanto ci viene detto. Ma attenzione, perché anche il vivavoce non mette al riparo dai rischi, essendo la conversazione comunque in grado di influire sulla concentrazione. L’ideale sarebbe commutare il telefonino sulla modalità aerea quando si sale sulla macchina, ma è altresì vero che se si trascorre più tempo alla guida che in ufficio, lo smartphone diventa indispensabile. Se il tragitto però è breve, meglio lasciarlo da parte e utilizzarlo una volta scesi dal proprio mezzo. Per avere una panoramica della situazione abbiamo parlato con Renato Pizolli,portavoce della Polizia Cantonale.

Quanti incidenti o denunce ci sono stati ultimamente?
Gli incidenti con danni materiali l’anno scorso sono stati 3200, di cui il 21% sono avvenuti per distrazioni. Quest’anno sino ad oggi siamo a quota 2487, di cui il 22% dovuto a disattenzioni. E ancora: nel 2022 gli eventi con danni alla persona sono stati 731, di cui il 21% per distrazione, mentre nel 2023 abbiamo finora raggiunto i 502 casi, con il 20% per negligenza.

Quali sono i pericoli quando si mandano messaggi mentre si è al volante?
È un comportamento evidentemente illegale, ma che mette in serio pericolo la propria incolumità e quella degli altri. Occorre ricordare che se ci si scatta un selfie, si manda un messaggio o si dà un’occhiata ai profili social, i tempi di reazione vengono drasticamente allungati. Ad esempio se si guarda il telefonino per 4 secondi viaggiando a 50 km/h è come se percorressimo per 70 metri con gli occhi chiusi. E se questo accade nei centri abitati, magari vicino a dei passaggi pedonali o a delle scuole, il rischio aumenta parecchio.

La legge è abbastanza severa in questi casi?
Oltre al repressione, che va fatta puntualmente e con scopi anche dissuasivi, è necessario capire il senso delle leggi. Perciò bisogna mettere in atto azioni di prevenzione e dibattere su questo tema.

La Polizia svolge dei controlli mirati?
Il dato parziale da gennaio a settembre indica come siano state comminate 2852 multe disciplinari, delle infrazioni lievi, per l’impiego durante la guida di un telefonino senza l’uso di di un dispositivo mani libere. Le infrazioni più gravi , come la guida compromessa dalla manipolazione di un apparecchio elettronico o la lettura di un documento alla guida, sono state 685.

La tecnologia è sempre più presente nelle auto: come fare per non distrarsi?
Questa domanda ha una risposta semplice, che può essere tenuta presente pure come principio base per una guida sicura: si devono tenere gli occhi sulla strada. Ci si distrae solo con il veicolo fermo.

Quali consigli elargirebbe per guidare più coscientemente?
Anche se negli anni gli incidenti gravi sono costamentemente diminuiti, il rischio di conseguenze pesanti per la propria salute e quella degli altri mentre si guida è maggiore rispetto ad altre situazioni. Pertanto, qualunque sia il nostro ruolo, si deve essere concentrati e prudenti. È fondamentale assumere una guida e un atteggiamento preventivi.

Ci sono anche motociclisti che usano il telefonino alla guida…
Purtroppo quanto si fa in automobile si riproduce anche alla guida di una moto, di una bicicletta o di un monopattino. Con il rischio di incidenti con conseguenze fisiche gravi in forte aumento.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 12 novembre 2023 de Il Mattino della Domenica 

“Più contributi dalla Confederazione per la sicurezza e per la polizia”

“Più contributi dalla Confederazione per la sicurezza e per la polizia”

Norman Gobbi: “Occorre intodurre un pattugliamento rafforzato ed efficace”

“In 12 anni di attività quale Consigliere di Stato la musica non è cambiata: la Confederazione arriva impreparata nelle soluzioni logistiche che abbiano la capacità di smaltire i flussi aumentati dai richiedenti l’asilo. Anche perché non si tratta ormai più di gestire un’emergenza, ma di dare una risposta alla crescita costante di persone che entrano in Svizzera”. Sono queste le considerazioni del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, all’indomani della visita della Consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider a Chiasso. Una critica non tanto velata che Gobbi ha avuto modo di esprimere a più riprese nel corso degli ultimi anni verso l’autorità federale, ma che purtroppo è rimasta inascoltata. “È certo anche che la bocciatura da parte del Parlamento federale della proposta del Consiglio federale di realizzare nuovi alloggi in strutture prefabbricate è stata un grave errore. Avrebbe permesso di trovare accorgimenti permanenti all’attuale e alle future pressioni migratorie”, afferma il Consigliere di Stato.

Il Cantone ha fatto però anche altre proposte, in particolare sul fronte della sicurezza, quello che maggiormente interessa la nostra popolazione. “Come scritto su queste colonne la scorsa settimana, ho di recente inviato alle nostre Città e ai comuni di Ascona e Biasca una lettera con la quale ho chiesto una maggiore presenza e visibilità di agenti nelle piazze, nei luoghi di maggior ritrovo e nelle stazioni ferroviarie. Questo per dare una risposta concreta al senso di insicurezza percepito dai cittadini di fronte a un aumentato numero di episodi di microcriminalità e di disturbo dell’ordine pubblico compiuti damigranti, ma non solo”.

“In particolare per Chiasso – che ha maggiormente bisogno di ritrovare tranquillità e sicurezza –, ma anche per i Comuni che si trovano sull’asse del San Gottardo almeno sino a Biasca, abbiamo chiesto alla Confederazione che gli attuali soldi spesi per sostenere le ronde di un’agenzia privata nelle vicinanze dei centri di registrazione e nelle piazze e strade di Chiasso vengano commutati in un mandato di prestazione a favore della Polizia cantonale, così da potenziare l’attività delle pattuglie sia della cantonale sia delle comunali. Non chiediamo di più, ma chiediamo che i soldi vengano spesi meglio, in una situazione che è peggiorata rispetto agli anni scorsi e dove la “sorveglianza” da parte di poliziotti aumenterebbe l’efficacia degli interventi. Infatti, la qualità di questi migranti è peggiorata ed è misurabile. Ad esempio, un decimo dei prevenuti in carcere alla Farera sono richiedenti l’asilo, una proporzione non sostenibile e che chiede maggior presidio da parte di tutte le autorità sul tema migrazione e sicurezza”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 12 novembre 2023 de Il Mattino della Domenica