Un’occasione irripetibile

Un’occasione irripetibile

La Commissione gestione e finanze del Parlamento si appresta a determinarsi in merito all’acquisto del nuovo Palazzo di giustizia di Lugano nello stabile ex Banca del
Gottardo, a seguito delle verifiche promosse dal Dipartimento che dirigo con la Divisione della giustizia

Come reso noto dal Corriere del Ticino il 3 gennaio scorso, la Commissione gestione e finanze del Parlamento si appresta a determinarsi in merito all’acquisto del nuovo Palazzo di giustizia di Lugano nello stabile ex Banca del Gottardo, a seguito delle verifiche promosse dal Dipartimento che dirigo con la Divisione della giustizia, che hanno permesso negli ultimi mesi di ridurre l’investimento di oltre 20 milioni di franchi. Un progetto che nasce nel 2008, derivante dalla conclamata necessità di ristrutturare l’attuale vetusto Palazzo di giustizia – alla stregua di quanto sta già avvenendo per i palazzi dei Pretori di Bellinzona e Locarno – simbolo ormai decadente della Giustizia cantonale.

Le Autorità giudiziarie che già oggi per legge hanno sede a Lugano devono trovare una sede moderna, istituzionale e simbolica, che consenta la digitalizzazione imposta dal diritto federale dal 2027. In particolare, il nuovo Palazzo di giustizia accoglierà il Tribunale di appello, la Pretura civile, la nuova Pretura di protezione (attuali Autorità regionali di protezione), l’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi e altri uffici (esecuzione, fallimenti, registro fondiario, ecc.) già presenti a Lugano. All’attuale Palazzo di giustizia ristrutturato sono previsti il Ministero pubblico e la Polizia cantonale, ciò che permetterà la separazione fisica tra autorità inquirente e giudicante, mentre lo stabile in via Bossi, attuale sede della Pretura civile del Distretto di Lugano e altre autorità, ospiterà ulteriori servizi cantonali. Stabili pienamente occupati da autorità e servizi cantonali già oggi presenti a Lugano come previsto per legge, senza alcuna centralizzazione ma anzi con l’opportunità di inserire in immobili di proprietà dello Stato uffici oggi in affitto presso terzi, con un risparmio stimato in 5 milioni su 10 anni.

Lo stabile ex Banca del Gottardo è l’unica soluzione che risponde a queste esigenze, anche in termini di spazi, nel centro della Città di Lugano, permettendo una gestione efficace della catena di ristrutturazioni degli stabili. Un aspetto, quello del centro della Città di Lugano, che fa parte della storia del nostro Cantone e della Città di Lugano. Con votazione del 4 marzo 1894, il Popolo ticinese ha infatti approvato il dispositivo della Costituzione cantonale sulla sede stabile del Tribunale di appello nella “città di Lugano”, inteso come centro del Comune di Lugano, principio confermato nella revisione totale della Costituzione cantonale del 1997. L’investimento – sostenibile finanziariamente – ha quindi una prospettiva solida, di lungo termine e lungimirante, pensando alle prossime generazioni e al futuro della Giustizia cantonale. Un progetto che mantiene le autorità già presenti a Lugano nel centro della Città, anche a livello di accessibilità vicino alla futura porta della stessa con la rete tram-treno. Una prossimità fisica delle Istituzioni nelle Città come avviene in molte realtà del mondo, con il relativo indotto economico se pensiamo che attorno al Palazzo di giustizia ruotano giornalmente oltre 500 persone, compresa l’utenza. La trasformazione dell’edificio ex Banca del Gottardo s’inserisce inoltre in un contesto di sostenibilità, visto il recupero dell’esistente per un riuso futuro. Un’operazione che porta effetti positivi in prospettiva ambientale e sociale, guardando ad esempio a quanto avvenuto nel comparto dell’Università della Svizzera italiana, poco distante dallo stabile.

La decisione che il Parlamento è chiamato a prendere va dunque in favore della Giustizia ticinese, per la sua immagine autorevole e moderna con la digitalizzazione, anche nel resto della Svizzera e all’estero, e per tutte le persone che vi lavorano quotidianamente. Un investimento in favore dell’economia, per la quale la Giustizia rappresenta un fattore di competitività e di attrattività, che risponde pure alla necessità di sostegno dell’edilizia cantonale. Un investimento che rispetta la storia e i valori del Canton Ticino, con il Popolo ticinese che si è già espresso in merito. «Un’occasione irripetibile», come sottolineato dall’Ordine degli avvocati, che, se non colta oggi, genererà comunque dei costi per lo Stato e la cittadinanza di quantomeno 50 milioni di franchi per delle sedi transitorie, vista l’indubbia necessità di ristrutturare l’attuale Palazzo di giustizia. Un progetto a beneficio infine delle prossime generazioni, del futuro del nostro Canton Ticino e della Giustizia di domani. Perché la percezione della Giustizia da parte delle cittadine e dei cittadini, deriva anche dagli edifici dove opera.
 
Opinione pubblicata nell’edizione di lunedì 8 gennaio 2024 del Corriere del Ticino

 

Anna Nizzola nuova presidente della Commissione consultiva “Acque sicure”

Anna Nizzola nuova presidente della Commissione consultiva “Acque sicure”

Comunicato stampa

Subentra a Boris Donda, rappresentante della Regione sud della Società svizzera di salvataggio, dopo 8 anni di presidenza e 22 complessivi come membro della Commissione.

Nell’ambito del rinnovo delle proprie commissioni consultive per il quadriennio 2024-2027 il Consiglio di Stato ha nominato di recente la signora Anna Nizzola – già membro di diverse associazioni nazionali del canyoning  – quale nuova Presidente della Commissione “Acque sicure” che costituisce un gremio di esperti e specialisti volto a elaborare una strategia comune di prevenzione, informazione e sorveglianza per tutelare gli interessi della popolazione indigena e turistica che frequenta i laghi e i fiumi ticinesi. Essa supporta inoltre il Dipartimento delle istituzioni nello sviluppo e nella promozione della campagna di prevenzione multilingue “Acque sicure” volta a sensibilizzare residenti e turisti sui rischi insiti nei fiumi e nei laghi e a diffondere i comportamenti corretti da adottare nel contesto acquatico.

Anna Nizzola è riconosciuta come una delle massime esperte a livello cantonale in ambito di canyoning, con al suo attivo oltre 22 anni di esperienza e almeno 2’000 emozionanti avventure lungo i torrenti di tutta l’Europa. Il suo nome è legato alla sua rinomata guida “Eldorado Ticino” – di cui insieme al marito Luca Nizzola ne è l’autrice – che rappresenta un autentico capolavoro venduto in tutto il mondo e attualmente considerato come una massima referenza del settore. La sua fama ha varcato i confini nazionali grazie anche ai solidi legami instaurati con i principali club di torrentismo in Europa e America, posizionandola come punto di riferimento per gli appassionati che esplorano i torrenti della nostra regione ogni anno.

Anna Nizzola è anche un’esperta di canyoning in condizioni estreme, con una vasta esperienza nel canyoning invernale, detto anche ice-canyoning, e nel canyoning notturno. La sua competenza in questa nicchia specifica sarà molto utile ai lavori della Commissione nel quadriennio 2024-2027, ritenuto anche che il canyoning, costituisce nel nostro Cantone un’attività importante in tema di sport praticati nelle acque libere, visto che annualmente si registrano circa 25’000 persone che frequentano i nostri corsi d’acqua.

La Commissione “Acque sicure” proseguirà anche nei prossimi anni il suo lavoro di consulenza, nel quadro portato avanti dal Dipartimento delle istituzioni, considerando i seguenti obiettivi:

  • ridurre i decessi a causa di annegamento e gli incidenti gravi nelle acque libere del Cantone Ticino;
  • elaborare una strategia comune di prevenzione e sorveglianza;
  • sensibilizzare cittadini e turisti sui rischi insiti nelle acque libere allo scopo di responsabilizzarli e ridurre gli incidenti dei bagnanti e di chi pratica attività sportive in acqua;
  • far fronte a nuovi fenomeni (sport estremi, aumento dell’utenza, invecchiamento della popolazione, migranti, consumo d’alcool, nuovi pericoli indotti dai social media, ecc.).

Anna Nizzola subentra a Boris Donda che ha rivestito il ruolo di presidente per 8 anni e complessivamente 22 anni come membro in rappresentanza della Regione Sud della Società Svizzera di Salvataggio di cui è stato pure Presidente per ben 25 anni. Sotto la sua conduzione sono stati raggiunti importanti risultati, in particolare una maggiore capillarità nella diffusione dei messaggi di prevenzione con la collaborazione degli enti locali. Questa novità promossa in aggiunta a tutte le molteplici misure della campagna di prevenzione definite assieme agli altri attori di questo specifico ambito hanno certamente contribuito a contenere e ridurre gli infortuni e gli incidenti nei momenti di relax e di sport a contatto con l’acqua in controtendenza all’aumento registrato sul piano nazionale.

Il Dipartimento delle istituzioni coglie l’occasione per ringraziare pubblicamente Boris Donda per l’impegno mostrato in oltre un ventennio di attività in questo delicato e impegnativo ambito e per il prezioso apporto professionale e specialistico che ha saputo fornire a favore della prevenzione degli incidenti nelle acque libere del Canton Ticino.  

Medicina legale, rivoluzione in Ticino

Medicina legale, rivoluzione in Ticino

Il 2024 coincide con l’apertura del primo Istituto cantonale – Dal primo gennaio il Cantone può contare su specialisti per le autopsie, senza dover ricorrere a professionisti esterni, e punta a formare nuove leve ticinesi

Dal primo gennaio il Canton Ticino può contare su specialisti di medicina legale, senza dover ricorrere a dei professionisti esterni. Quella che a prima vista può sembrare una riforma amministrativa, nasconde invece un vero e proprio cambiamento di paradigma, in un settore che richiede un alto grado di specializzazione. 

Quattro anni fa il governo ticinese aveva avviato una riflessione sui servizi dediti alla medicina forense (la scienza che, in sostanza, ha il compito di effettuare le autopsie, in particolare nell’ambito di inchieste giudiziarie). E il 2024 coincide, appunto, con l’apertura del primo Istituto cantonale di medicina legale. Sarà il referente e il fulcro di tutte quelle istituzioni che in Ticino si attivano alla presenza di decessi, sospetti e no. Pensiamo alla polizia, al ministero pubblico e anche ai tribunali. Ma mira anche a creare giovani medici ticinesi, proprio nel settore forense.

Tutto è nato dalla consapevolezza che, affidarsi a dei medici esterni, come si faceva finora, risultava anacronistico. Servono competenze scientifiche sempre più affinate e serve una rete efficace fra gli enti coinvolti, come i laboratori di ricerca, il ministero pubblico, i tribunali, gli ospedali e così via. Ecco, d’ora in poi i loro referenti saranno tre medici forensi, a cui presto se ne aggiungerà un quarto, guidati dalla dottoressa Rosa Maria Martinez. L’Istituto sarà autonomo e indipendente, seppur sotto il cappello del Dipartimento delle Istituzioni. Fra l’altro, su mandato della Confederazione, allestirà le perizie per accertare l’età dei richiedenti asilo che si dichiarano minorenni.

“Devo dire che la professionalità già era garantita qui in Canton Ticino, dai singoli esperti medico legali, ma con la creazione dell’Istituto, l’attività è stata allineata agli standard della medicina legale svizzera e poi, con il riconoscimento dell’Istituto come centro formativo FMH dell’Istituto Svizzero per la formazione medica, che intendo richiedere, sarà possibile per il Canton Ticino formare i futuri medici legali FMH”, afferma la dottoressa Martinez. “Questa sarà una grande opportunità per i giovani medici, rendendo anche il Canton Ticino ancora più attrattivo. Un’altra cosa, a Zurigo ho co-creato, co-direttore e insegnato nel CAS per infermieri forensi, che andiamo a sviluppare con la SUPSI, anche qui in Ticino”.          

https://www.rsi.ch/info/svizzera/Medicina-legale-rivoluzione-in-Ticino–2031522.html