Registrato un sensibile aumento dei furti in Ticino nel 2023
Il bilancio dell’attività della Polizia cantonale riporta cifre vicine al periodo pre pandemico, ma inferiori rispetto alla media degli ultimi 12 anni
Il 2023 ha visto un sensibile aumento dei reati contro il patrimonio, in particolare per quanto riguarda i furti. È quanto emerge dal bilancio dell’attività della Polizia cantonale nel 2023 presentato oggi, 25 marzo, dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e dal comandante Matteo Cocchi. I furti con scasso sono passati dai 781 del 2022 ai 1’190 dello scorso anno, coinvolgendo in particolare abitazioni, esercizi pubblici e negozi: il dato è molto vicino a quello registrato in periodo prepandemico (1’255 nel 2019) ma ancora di molto inferiore alla media degli ultimi 12 anni, come sottolineato in conferenza stampa dal consigliere di Stato Norman Gobbi.
Ancora maggiore l’incremento dei furti nei veicoli e dei taccheggi, mentre i furti senza scasso sono aumentati in modo meno sensibile. C’è da aggiungere, come precisa il comunicato odierno, che sulla Statistica criminale di polizia ha inciso il ritardo accumulato nel 2022 nella registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie, dovuto al passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia, che è stato colmato nel corso dell’anno da poco trascorso. Una situazione tale per la quale le indicazioni per il Ticino non riflettono le cifre reali riscontrate in base agli avvenimenti segnalati e registrati.
Per quanto riguarda gli autori dei furti, così come si riscontra in altri Cantoni e in altri Paesi, si tratta in un numero sempre maggiore di casi di richiedenti l’asilo provenienti dagli Stati del Maghreb come Marocco, Algeria, Tunisia, Libia. Un fenomeno che la Polizia cantonale è riuscita a tenere sotto controllo.
Stabile il numero di rapine, in tutto 34 nel 2023 contro le 39 dell’anno precedente: nella metà dei casi a essere coinvolti, sia come imputati sia come vittime, sono stati minorenni: in quasi il 75% dei casi si è potuto risalire ai responsabili, effettuando arresti o emanando ordini di arresto nazionali e/o internazionali. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione con gli altri Cantoni e con fedpol, come pure con le autorità estere, in particolare italiane.
Aumentano del 7% anche i reati digitali, passati dai 381 del 2022 ai 408 del 2023 (+7%), in particolare i casi di acquisizione illecita di dati (34 nel 2022, 44 nel 2023) e di accesso indebito a un sistema per l’elaborazione degli stessi (da 6 a 11): reati come il phishing, l’abuso di sistemi di pagamento online o l’abuso dell’identità di terzi per scopi fraudolenti che rientrano nella categoria del cybercrimine economico. Calano invece le truffe, passate dalle 122 del 2022 alle 113 del 2023.
Per quanto riguarda le chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (Cecal) della Polizia cantonale, il 2023 ha visto una diminuzione delle cifre, con 230’343 richieste di intervento rispetto alle 266’318 del 2021. Gli interventi per disagi in famiglia sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni, con 1’037 interventi per disagio familiare (+6%), di cui 175 per reati d’ufficio fra coniugi o partner (-14%). A protezione delle vittime sono stati ordinati 60 allontanamenti (-24%). Stabile il numero di incidenti: 3’965 rispetto ai 3’931 del 2022. Di questi 3’289 con soli danni (+2%), 485 con feriti leggeri (-1%) e 184 con feriti gravi (+1%). Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri, che dall’1 aprile 2020 giungono direttamente alla Cecal hanno invece raggiunto quota 11’577 (12’470 nel 2022).
Da parte sua il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “i mutamenti nei modi e nell’estensione di molte fattispecie criminali, impattano anche sull’organizzazione e l’attività di polizia. In un contesto di risorse finanziarie limitate, l’affinamento dell’organizzazione e l’adattabilità dei processi del Corpo saranno aspetti rilevanti nei prossimi anni”. Considerazioni dalle quali, come recita il comunicato odierno, “nasce la centralità del contrasto da un lato dei reati contro il patrimonio, che vanno a intaccare il sentimento di sicurezza della popolazione, mentre dall’altro dei reati economico-finanziari e delle misure patrimoniali intese a recuperare le ingenti somme sottratte dai criminali a detrimento dell’economia e delle risorse dello Stato”.
Un contrasto, quello ai fenomeni criminali emergenti, per la cui incisività in futuro saranno importanti il progresso tecnologico con la messa in rete delle informazioni, la coordinazione e la collaborazione interdisciplinare tra e all’interno delle forze di polizia, a livello locale, cantonale e federale, e i settori dello Stato competenti. In quest’ambito sono già state poste le basi per una maggiore collaborazione a livello svizzero grazie a progetti intercantonali, in particolare a livello informatico.
Particolare rilievo assumerà nei prossimi anni la definizione delle basi legali e la creazione di una piattaforma, che dovrà permettere lo scambio automatico di importanti informazioni di polizia a livello svizzero. Progetto affidato alla Confederazione e ai Cantoni “con l’obiettivo di incrementare la lotta alla criminalità che, sempre più spesso, coinvolge ampie parti del territorio, non conosce limitazioni legali, dispone di ingenti somme di denaro ed è tecnologicamente all’avanguardia” ha rilevato il Comandante. La polarizzazione e la frammentazione sociale, derivante dall’attuale situazione economica, vanno di pari passo con il rischio di derive violente, come quella domestica e giovanile, e con l’incremento della criminalità. Anche in questo settore la Polizia cantonale si è attivata con la creazione del Centro Competenza Violenza (Ccv) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione.