“Gh’è scià la guèra? No, ma dobbiamo informare”

“Gh’è scià la guèra? No, ma dobbiamo informare”

Norman Gobbi annuncia la prossima pubblicazione di uno speciale opuscolo

Nei passati giorni la stampa ha sottolineato l’iniziativa della Svezia, che sta distribuendo 5 milioni di brochure a tutti i fuochi dal titolo: Om krisen eller kriget kommer (In caso di crisi o di guerra). Un opuscolo che riporta consigli pratici su quali scorte tenere in casa, liste e istruzioni per affrontare diverse situazioni di crisi. Sono presenti anche varie raccomandazioni in caso di guerra.

In Svizzera che cosa si sta facendo? Lo abbiamo chiesto al Consigliere di Stato, Norman Gobbi, che è pure membro del Comitato della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP). “Il tema di realizzare una brochure di questo genere è stato tematizzato proprio la scorsa settimana durante i lavori della CG MPP. Nel 2025 la nostra Conferenza prevede di realizzare una pubblicazione di questa natura in collaborazione con la Confederazione. Lo scopo è quello di aiutare la popolazione a meglio prepararsi in caso di crisi e in caso di una guerra. Siamo convinti che occorra aumentare la resilienza della nostra società e promuovere una presa di coscienza della popolazione su eventuali crisi e un’eventuale guerra. Certo, mai vorremmo che scoppiasse un conflitto armato che coinvolga la Svizzera, ma la situazione geo-politica internazionale sempre più instabile consiglia di prendere provvedimenti. In questo caso si tratta di misure legate alla comunicazione, che rimane un asse di prevenzione molto importante. Il Comitato della Conferenza intercantonale ha inoltre deciso di raccomandare all’Ufficio federale della protezione della popolazione di realizzare una nuova rubrica chiamata “Guerra” da inserire nell’app “Alertswiss” entro il test delle sirene previsto nel febbraio del 2025”, fa sapere il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Quanto fatto dalla Svezia non è una novità. Anche la Norvegia ha distribuito un opuscolo simile alle famiglie, mentre un volantino digitale è scaricabile in pdf in Finlandia e in Danimarca. Ritengo che l’informazione a tutti i livelli sia essenziale e quindi su questo fronte anche in Svizzera dobbiamo essere attivi e propositivi. Le situazioni di crisi sono diverse. Pensiamo solo alle catastrofi naturali legate anche alla meteorologia, oppure ai possibili attacchi informatici che possono mettere in crisi il nostro sistema. Inoltre le condizioni di sicurezza in Europa ci obbligano a informare e ad aggiornare le nostre concittadine e i nostri concittadini. Gh’è scià la guèra? Non necessariamente e non si vuole nemmeno fare dell’allarmismo inutile, ma scartare questa ipotesi sarebbe una mancanza grave sul fronte della sicurezza interna”, conclude il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

 

Matrioska: crisi istituzionale

Matrioska: crisi istituzionale

Questo il titolo dell’ultima puntata di Matrioska. Gli ospiti di Marco Bazzi: Karin Valenzano Rossi, municipale Plr di Lugano e Presidente della Conferenza regionale consultiva sulla sicurezza della Regione III del Luganese; Giorgio Galusero, già ufficiale della Polizia cantonale; Sergio Morisoli, capogruppo Udc; Raoul Ghisletta, segretario Vpod e municipale Ps di Lugano; Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni.

https://www.teleticino.ch/matrioska/matrioska-191124-7147

 

Sono l’assistente virtuale, come posso aiutarla?

Sono l’assistente virtuale, come posso aiutarla?

Da alcuni mesi chi chiama la Sezione della circolazione si sente rispondere da un voicebot, cioè da un sistema di Intelligenza artificiale, che capisce pure il dialetto ticinese

Se si compone il numero della Sezione della circolazione per chiedere un’informazione ci si sente rispondere: «Sono l’assistente virtuale. Come posso aiutarla?». Da settembre è infatti in corso un progetto pilota che introduce l’Intelligenza artificiale (IA) in un contact center dell’Amministrazione cantonale. Il voicebot – come viene definito in gergo il sistema – è in grado di capire la voce parlata e di rispondere in modo pertinente. Al termine della conversazione, se chiamato da un cellulare, invia per SMS il link che porta direttamente alla pagina del sito internet relativa alle risposte ricercate. Quando invece non riesce a soddisfare la richiesta, collega l’utente con un operatore. È attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e capisce pure il dialetto ticinese. Implementato in stretta collaborazione con il Centro Sistemi Informativi del Cantone e un’azienda svizzera specializzata, il voicebot della Sezione della circolazione sta facendo continui progressi, poiché il sistema si alimenta e si affina man mano che viene utilizzato. Elia Arrigoni, capo della Sezione della circolazione, è fiducioso sugli obiettivi del progetto: aumentare la qualità e la rapidità del servizio ai cittadini senza intervenire sul numero di collaboratori.

All’inizio qualche critica e presa in giro non sono mancate. «Eravamo consapevoli che far accettare un simile cambiamento sarebbe stata una sfida», afferma Elia Arrigoni, precisando che «questo sistema è già in uso, oltre che in ditte operanti in Ticino, in altre Sezioni della circolazione in Svizzera come ad esempio in quella del Canton Argovia». Per la strategia di digitalizzazione del Cantone Ticino questo progetto è un tassello importante. La scelta di effettuare la sperimentazione nella Sezione della circolazione corrisponde al preciso intento di sfruttare la massa di chiamate che questa unità amministrativa riceve. La grande quantità di dati è infatti un principio chiave del funzionamento dell’IA. Il capo Sezione chiarisce anche la questione relativa alle aspettative: «In genere queste ultime sono molto elevate, ma è necessario capire che non è possibile ricevere risposte su tutto. Il ruolo degli operatori è ancora essenziale; grazie al voicebot possono ora concentrarsi maggiormente sulle questioni più complesse formulate dagli utenti, accorciando i tempi di attesa».

Alcuni dati contribuiscono a spiegare la portata del servizio fornito dalla Sezione della circolazione. L’anno scorso sono stati registrati oltre 96’000 utenti e circa 445’000 pratiche. Telefonate e mail sono state rispettivamente oltre 245’000 e 18’000. Sempre secondo i dati del 2023, il numero di veicoli (326’063) ha quasi raggiunto quello degli abitanti (355’841). Calcolando i giorni lavorativi nei quali è operativo il contact center si arriva a oltre 940 telefonate quotidiane. «Questo significa – spiega il capo Sezione– che non è sempre possibile per i collaboratori rispondere in modo immediato alla chiamata in entrata». Quali i primi risultati ottenuti con il voicebot? Risponde sempre Elia Arrigoni: «Se paragoniamo il mese di settembre a quello di giugno, siccome luglio e agosto sono condizionati dalle vacanze estive, osserviamo una diminuzione del 26% delle chiamate a quello che noi definiamo il primo livello. Fino a fine agosto questo settore accoglieva tutte le telefonate, trasmettendo le richieste più complesse al secondo livello. Sgravando l’attività del primo livello grazie all’introduzione del voicebot, è già stato possibile assegnare un collaboratore di questo stadio a quello superiore ottimizzando quindi le risorse e riducendo nel contempo i tempi di attesa degli utenti che necessitano di risposte più elaborate. Va inoltre precisato che per alcune pratiche la comunicazione scritta su carta o tramite il sito è comunque sempre necessaria, sia che l’istruzione venga trasmessa tramite un collaboratore o tramite il voicebot. Seguire le indicazioni fornite da quest’ultimo tramite SMS è pertanto molto utile». Per valutare l’operato del voicebot e il suo sviluppo è prevista una riunione settimanale fra tutti i partner interessati. Elia Arrigoni stima che entro la fine dell’anno il sistema sarà stabilizzato. «In questi primi mesi – aggiunge – abbiamo registrato un aumento del numero di mail che monitoriamo. Pensiamo infatti che sia in parte dovuto all’introduzione del voicebot. Per quanto attiene alle recensioni, la maggior parte degli utenti è soddisfatta dei nostri servizi, ma resta silenziosa, contrariamente agli scontenti che manifestano pubblicamente il loro disappunto».

Il sistema è orientato alla quantità, ciò significa che è e sarà allenato a rispondere alle domande più frequenti e non a quelle più difficili. Già il primo mese il sistema ha contato quasi 29’000 chiamate in entrata, di cui circa 16’000, quindi oltre la metà, evase. «Le restanti – precisa il capo della Sezione della circolazione – sono state trasferite a operatori del contact center. Da segnalare che le chiamate senza la formulazione di una richiesta sono state circa 6500 e quelle ricevute fuori orario poco più di 1500». Per quanto riguarda i settori della Sezione più sollecitati dai cittadini, si possono citare la modifica della licenza di circolazione, l’immatricolazione dei veicoli, l’iter degli allievi conducenti, la conversione della licenza di condurre estera, la licenza di condurre internazionale, le modifiche concernenti il collaudo dei veicoli e informazioni su questo tipo di controllo, ai quali si aggiungono lo spostamento degli esami pratici di guida e gli aspetti contabili legati all’imposta di circolazione.

Elia Arrigoni ricorda infine il ruolo pilota del progetto voicebot, volto a fornire pure gli elementi utili per valutare un’eventuale introduzione dell’assistenza vocale presso altri contact center dell’Amministrazione cantonale. «I dati dei primi mesi di utilizzo – spiega – dimostrano che l’impiego del voicebot va letto come occasione di miglioramento del servizio all’utenza. Siamo ancora in una fase iniziale di applicazione di questi sistemi, per cui chi desidera raccogliere la sfida, come ha fatto la Sezione della circolazione, sa che agisce da pioniere con tutte le possibili critiche provenienti dall’esterno e il costante impegno interno per migliorare lo strumento, aspetto questo svolto dalla Sezione unitamente alle aziende che collaborano dal punto di vista tecnico e dell’IA e al Centro Sistemi Informativi». Il progetto vede quindi coinvolti due Dipartimenti: il Dipartimento delle istituzioni dal quale dipende la Sezione della circolazione e il Dipartimento delle finanze e dell’economica al quale fa capo il Centro Sistemi Informativi.

Indipendentemente da come è percepita dalla popolazione, vale a dire quale opportunità di progresso oppure con scetticismo o avversione, l’Intelligenza artificiale sta in ogni caso entrando nella vita quotidiana dei cittadini come dimostra questa iniziativa. La prima ticinese di un assistente vocale virtuale per i servizi amministrativi cantonali ha superato lo scoglio iniziale e rimarrà un’iniziativa pilota fino a quando sarà oggetto di una valutazione complessiva.

Da www.azione.ch

San Martino, “festa dei mille incontri”

San Martino, “festa dei mille incontri”

Mendrisio: si rinnova la tradizione. Alcune considerazioni di Norman Gobbi

Secondo gli scritti dello storico Mario Medici di Mendrisio la Fiera di San Martino quest’anno ha compiuto 340 anni. Risalgono infatti al 1684 i primi documenti che attestano l’organizzazione di una sagra sui prati attorno alla chiesetta romanica dedicata appunto al santo. “San Martino a Mendrisio è un’occasione unica di incontro, di festa, di allegria e di amicizia”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi che anche quest’anno non ha voluto mancare al tradizionale appuntamento. “Il bel tempo – che ha confermato il detto dell’estatella di San Martino – ha favorito un’affluenza eccezionale durante le 4 giornate. Lunedì 11 novembre, giorno in cui si festeggia il santo, ho potuto passare alcune ore al mattino tra i vari grottini, tendine e capannoni, senza dimenticare una visita all’interno della chiesetta. Grazie all’impegno di professionisti del settore primario e a tanti collaboratori San Martino mantiene la sua caratteristica rurale. E per questo motivo salvaguardia e rinnova le nostre tradizioni e diventa porta bandiera dei prodotti tipici del nostro territorio, quali salumi, formaggi, senza parlare dei nostri vini. 

“Ma San Martino – prosegue il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi – dà la possibilità di fare mille incontri e di rivedere amici e conoscenti. Alcuni li si incontra quasi solo quel giorno, con altri invece la frequentazione è ricorrente durante tutto l’anno. Per il sottoscritto, poi, la visita alla Fiera è pure l’occasione per tastare un po’ il polso della nostra popolazione. Molti concittadini, seppur in un ambito di festa, mi presentano i loro problemi, ma anche i loro successi nel campo professionale o famigliare. Si intrecciano quindi tante storie, che creano il vissuto della nostra società. A San Martino puoi vedere persone di una certa età, così come tanti giovani e tante famiglie. Poi c’è, come detto, tutto il còté dei piccoli produttori che presentano e vendono quanto da loro realizzato. Sono poi molte le associazioni che usufruiscono della fiera di San Martino per raccogliere i fondi indispensabili per portare avanti le proprie attività a favore dei giovani, ma non solo. Ogni anno ritrovo lo spirito genuino della nostra comunità: gente che lavora, che si impegna in ogni ambito professionale e che dedica almeno qualche ora per godersi momenti di allegria. Una festa – al pari di San Provino ad Agno – che vive anche grazie all’impegno delle autorità locali e delle amministrazioni locali. Un plauso e un ringraziamento dunque da parte mia anche al Municipio di Mendrisio, alle collaboratrici e ai collaboratori dell’amministrazione comunale, senza dimenticare il lavoro degli agenti di polizia. E come sempre: arrivederci all’anno prossimo!”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 17 novembre 2024 de Il Mattino della domenica

Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2024 al 30 settembre 2024

Andamento delle finanze cantonali – Aggiornamento intermedio del preventivo 2024 al 30 settembre 2024

Comunicato stampa

In base al rendiconto intermedio a fine settembre 2024, il Consiglio di Stato ha preso conoscenza dell’andamento delle finanze cantonali. L’aggiornamento delle principali voci di spesa e ricavi determina un disavanzo stimato di -104.2 milioni di franchi, sostanzialmente allineato al precedente preconsuntivo (-104.4 milioni).

L’aggiornamento dell’andamento delle finanze cantonali a fine settembre 2024 è in linea con il risultato del precedente preconsuntivo riferito ai primi sei mesi dell’anno. Rispetto al preventivo 2024, l’aggiornamento del disavanzo d’esercizio evidenzia da un lato maggiori spese per 68.4 milioni di franchi e dall’altro maggiori ricavi per complessivi 95 milioni di franchi. Per i dettagli concernenti i principali scostamenti rimandiamo al rapporto allegato che riporta il confronto dei dati con il preventivo.

Per quanto attiene alle spese l’aumento previsto è determinato in particolare, per quanto concerne i contributi, dalla spesa non preventivata di 40.7 milioni di franchi relativa ai contributi per persone con statuto S (profughi ucraini; compensati da contributi federali), da maggiori contributi nel settore dell’asilo per 13.9 milioni di franchi a seguito dell’aumento di rifugiati e da un incremento di 4 milioni di franchi delle prestazioni complementari AVS/AI. Si segnala poi un incremento ad oggi quantificabile in 10 milioni di franchi della spesa del personale conseguente alla crescita della spesa per il personale docente (+2.5% rispetto alla cifra a preventivo) e di 6.7 milioni dei riversamenti a titoli di computo globale d’imposta e di 6.6 milioni delle spese per interessi. Diminuiscono d’altro canto di 10 milioni di franchi i contributi per la partecipazione al premio assicurazione malattia (15 milioni in meno per la partecipazione al premio assicurazione malattia per beneficiari PC AVS/AI, ai quali si contrappongono  5 milioni in più per la Ripam ordinaria) e di 4.5 milioni di franchi ciascuno sia i contributi comunali, a seguito della mancata proroga della riduzione del coefficiente d’imposta cantonale, sia i contributi per l’accordo universitario intercantonale.

Sul fronte dei ricavi si evidenzia, considerate le ultime previsioni congiunturali del mese di ottobre e l’avanzamento delle tassazioni emesse, un miglioramento dei gettiti fiscali per 51.5 milioni di franchi (10.5 milioni in più rispetto al precedente preconsuntivo), maggiori entrate dalle imposte alla fonte (+5 milioni), della quota IFD sull’anno corrente (+3 milioni) e dall’imposta sugli utili immobiliari (+2 milioni).

Crescono poi, a seguito delle spese non preventivate indicate in precedenza, di 38.6 milioni di franchi i contributi della Confederazione per il settore dell’asilo (46.8 milioni considerando solo i contributi per persone con statuto S). Si segnala infine un incremento di 4.8 milioni di franchi delle devoluzioni allo Stato, di 2.7 milioni di franchi delle imposte sulle automobili, di 2.4 milioni di franchi della ripresa dai Comuni sul contributo di livellamento, di 2 milioni delle tasse degli uffici di esecuzione e fallimento, di 1.4 milioni i recuperi di stipendi e di 1.2 milioni di franchi della partecipazione sulla tassa sul traffico pesante. Diminuiscono d’altro canto di 10 milioni di franchi le imposte di successione e donazione e di 7.5 milioni di franchi le tasse d’iscrizione al registro fondiario. Si riducono poi di complessivi 4.9 milioni i contributi federali per spese d’esercizio nei settori delle strade nazionali e della formazione professionale, di 2.6 milioni di franchi i contributi comunali alle imprese di trasporto e di 2 milioni quelli per l’assistenza.

I dati presentati con questo preconsuntivo sono da considerare con cautela, non solo perché provvisori, ma anche in relazione alle incertezze e alla volatilità del momento. Gli stessi mostrano che il risultato prospettato per il 2024, salvo importanti eventi favorevoli, sarà negativo.

Detenuti sempre più difficili affollano il carcere ticinese

Detenuti sempre più difficili affollano il carcere ticinese

Dopo il sovraffollamento dei mesi scorsi, oggi si discute del crescente numero di persone con disturbi psichiatrici o con comportamenti aggressivi
Manca una struttura ad hoc che possa ospitarli – La politica intende affrontare il tema

Se prima nelle strutture carcerarie ticinesi il problema era il sovraffollamento, che lo scorso anno aveva raggiunto livelli allarmanti, ora a impensierire è il comportamento dei detenuti. A confermarlo è lo stesso direttore Stefano Laffranchini, il quale spiega: «Stiamo assistendo a una recrudescenza di casi molto difficili da gestire. Casi di detenuti con spiccate problematiche caratteriali o psichiatriche che finiscono per sollecitare oltre misura anche il servizio medico-psichiatrico del carcere, oltre agli agenti di custodia ». In pratica, nella stragrande maggioranza dei casi, «si tratta di persone che affiancano alle problematiche psichiatriche l’abuso di sostanze stupefacenti». Le cui ripercussioni si fanno sentire soprattutto sul personale, accrescendone il livello di stress e di pressione. Il tutto aggravato dal fatto che in Ticino attualmente manca un centro chiuso per il trattamento terapeutico dei detenuti sottoposti a misure. «I cantoni romandi – spiega Laffranchini hanno a disposizione la struttura Curabilis. Noi disponiamo di cinque posti lì ma, come sappiamo, scontare una misura stazionaria fuori cantone non è la soluzione ottimale per via della lingua e per la distanza dai familiari».

In arrivo i container
La situazione, racconta il direttore, al momento è gestibile: «Soprattutto perché, per fortuna, un anno fa abbiamo aperto il comparto di sicurezza, che ci permette di gestire questi casi. Altrimenti, ora ci troveremmo in seria difficoltà ». All’interno del comparto di sicurezza, una sorta di carcere nel carcere creato nel 2023, sono disponibili nove posti. «Troppo pochi rispetto alle nostre esigenze. Anche perché oltre ai detenuti considerati più pericolosi trovano posto lì anche persone che necessitano di una presa a carico continuativa, che può essere garantita solo in quella sezione». Per alleviare la pressione, il prossimo anno dovrebbero arrivare in Ticino quattro o cinque container che troveranno posto proprio nel comparto di sicurezza. «Al suo interno – spiega Laffranchini – troveranno posto altrettante persone: sia prevenuti, sia detenuti con accresciuti bisogni di tipo psichiatrico ».

Servono altri agenti
Per alleviare il carico di lavoro delle guardie carcerarie e, soprattutto, per cercare di reperire più personale, la Divisione della giustizia nei mesi scorsi ha messo in campo una serie di misure. Da un lato, sgravando gli agenti di custodia dai compiti di sicurezza all’esterno del carcere, affidando il mandato a società di sicurezza esterne. D’altro canto, nel tentativo di reperire nuovi agenti, negli scorsi mesi è stato aperto un concorso per reclutare personale. «Siamo riusciti a trovare sette nuovi agenti, ma non sono abbastanza. Ne servirebbero almeno altri sette, quindi riapriremo a breve un altro concorso », dice Laffranchini. Soprattutto perché almeno sei agenti saranno necessari in vista dell’apertura della nuova sezione femminile, i cui lavori dovrebbero partire a gennaio. «La nostra intenzione è rendere operativa la nuova sezione dedicata alle donne entro la fine del 2025, ma tutto dipenderà dalla possibilità di riuscire a trovare il personale necessario. Confidiamo quindi nel nuovo concorso».

Lettera alla Giustizia e diritti
I problemi di organico, ma anche il tema dei detenuti con problemi psichiatrici, sono stati affrontati venerdì scorso, in occasione di una riunione con la Commissione parlamentare di sorveglianza delle condizioni di detenzione. «Un incontro – spiega il presidente commissionale Patrick Rusconi (PLR) – voluto per capire quale sia il clima di lavoro all’interno delle strutture carcerarie ticinesi e dal quale è emersa la grande stanchezza da parte degli agenti di custodia, alle prese con detenuti che talvolta si comportano in modo molto violento, con insulti e persino sputi». Nella riunione, prosegue Rusconi, è anche emersa la problematica della gestione di detenuti con problemi psichiatrici. «Attualmente alla Stampa c’è solo una figura specifica, impiegata all’80%. A nostro avviso andrebbe fatto qualcosa di più». Per tentare di smuovere le acque, la Commissione di sorveglianza delle condizioni di detenzione scriverà a breve ai colleghi della Commissione Giustizia e diritti. «In primis chiederemo di riflettere sul potenziamento dell’organico, cercando anche di capire come rendere più attrattiva la professione degli agenti di custodia. Inoltre, intendiamo sottolineare l’esigenza di capire che cosa fare con i detenuti psichiatrici, che ormai rappresentano quasi il 20% della popolazione carceraria, magari creando una sezione ad hoc».

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 12 novembre 2024 del Corriere del Ticino

Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni

Incontro tra i Governi del Cantone Ticino e del Cantone dei Grigioni

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto oggi a Campra il Governo del Cantone dei Grigioni per la tradizionale visita di lavoro annuale. L’incontro odierno – che si inserisce nella serie di incontri che il Consiglio di Stato ticinese organizza con altri Governi cantonali – ha permesso di discutere svariati temi di interesse comune.

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Christian Vitta, ha ricevuto oggi a Campra, in Valle di Blenio, il Governo grigionese, guidato dal Presidente Jon Domenic Parolini. L’incontro odierno testimonia il buono stato delle relazioni tra i due Cantoni.  

Durante la riunione politica, i due Esecutivi si sono confrontati su numerosi argomenti di interesse comune. In primo piano, le questioni che riguardano le misure di risparmio della Confederazione, con uno sguardo rivolto all’imminente sessione parlamentare, e le possibili ripercussioni sui Cantoni. Si è inoltre ritornati a discutere delle conseguenze dei nubifragi della scorsa estate che hanno duramente colpito la Mesolcina e la Vallemaggia così come la strategia di ristrutturazione de La Posta che tocca in maniera importante entrambi i Cantoni.  

L’incontro ha infine permesso di toccare anche altri temi come i lavori preparatori in vista di un possibile arrivo della peste suina africana in Svizzera e delle attività di promozione della lingua e cultura italiana.

Pneumatici invernali: perché aspettare la neve?

Pneumatici invernali: perché aspettare la neve?

Comunicato stampa

In autunno e in inverno, anche durante le giornate più miti e soleggiate le temperature possono scendere rapidamente. Freddo, ghiaccio e neve possono quindi rendere il fondo stradale più pericoloso per i veicoli non adeguatamente equipaggiati. In questo senso, il progetto di prevenzione “Strade sicure” del Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale propongono come di consueto una campagna di prevenzione volta a sensibilizzare i/le conducenti sull’importanza di dotare i veicoli del corretto equipaggiamento invernale.

In Svizzera non vi è l’obbligo di utilizzare pneumatici invernali, tuttavia il principio di responsabilità individuale richiede che i/le conducenti mantengano sempre il pieno controllo del proprio veicolo. Chiunque causi disagi alla circolazione o incidenti per mancanza di un adeguato equipaggiamento può dunque essere sanzionato. Se si decide di partire per un viaggio all’estero si consiglia d’informarsi sulle regole delle regioni o sulle strade che si desidera percorrere. In alcune nazioni o regioni è infatti obbligatorio montare gomme invernali e/o avere a bordo le catene da neve della corretta misura.  

Ogni conducente è quindi tenuto a garantire la sicurezza del proprio veicolo. Poiché le condizioni del fondo stradale con il freddo possono velocemente deteriorarsi, utilizzare pneumatici estivi in inverno è fortemente sconsigliato: su un tratto innevato ad una velocità di 40 km/h la frenata con pneumatici invernali richiede circa 30 metri, mentre con pneumatici estivi può richiedere il doppio!  Con le gomme invernali le prestazioni dei mezzi migliorano invece in maniera importante, l’aderenza è maggiore e di conseguenza il controllo del veicolo è più sicuro.  

Per circolare in sicurezza sulle strade anche durante la stagione fredda si raccomanda di:   

  • Sostituire gli pneumatici estivi con quelli invernali prima che la temperatura scenda sotto i 7 °C;     
  • Acquistare nuovi pneumatici invernali quando il profilo del battistrada è inferiore ai 4 mm;
  • Sebbene il limite minimo legale per gli pneumatici sia di 1,6 mm, per quelli invernali si raccomanda una profondità minima di 4 mm;
  • Sulle strade innevate mantenere una distanza di sicurezza di almeno tre volte superiore rispetto a quella tenuta su strade asciutte;
  • Evitare manovre brusche improvvise con lo sterzo.

Per ulteriori informazioni e materiali informativi www.stradesicure.ch.  

“Costruiamo ponti, non barriere tra il Cantone e i Comuni”

“Costruiamo ponti, non barriere tra il Cantone e i Comuni”

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi rilancia il dialogo

In questi giorni si è parlato molto di rapporti tra Cantone e Comuni, sia a seguito dell’assemblea dell’associazione dei comuni ticinesi (ACT) che ha criticato il ribaltamento di oneri del Cantone sulle spalle dei Comuni, sia dopo la presentazione del preventivo della Città di Bellinzona in cifre rosse e che si lamenta per le stesse cose evidenziate dall’ACT. Sui rapporti difficili tra Cantone e Comuni il Consigliere di Stato Norman Gobbi si era già espresso settimana scorsa proprio sul Mattino della domenica, anticipando alcuni concetti, che vale la pena approfondire. “Stiamo vivendo un momento di crisi tra Cantone e Comuni, è sotto gli occhi di tutti. Ciò avviene a maggior ragione oggi, con la necessità di operare risparmi sia da parte della Confederazione, sia da parte del Cantone e i Comuni rischiano di subire le peggiori conseguenze. Teniamo conto che i 2/3 circa delle spese comunali sono vincolate da decisioni imposte dal livello cantonale o dal livello federale per il tramite del livello cantonale. Detto questo, come responsabile del Dipartimento che si occupa e preoccupa dei Comuni ritengo che siamo giunti a un punto di svolta. Spesso quando i rapporti tra due persone sono al minimo storico si trova il coraggio di guardarsi negli occhi e per un bene superiore si trovano i compromessi o le convergenze per continuare assieme. È ciò che dobbiamo fare. Qui il bene superiore sono le cittadine e i cittadini ticinesi, così come le nostre aziende. Devono essere i loro interessi al centro della nostra azione. Cittadini e aziende che devono affrontare grandi difficoltà. Non possiamo quindi permetterci di “litigare”, di ignorare le loro più che legittime aspettative”, afferma il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Sì, ma che cosa si può fare? “Non ci sono ricette preconfezionate o soluzioni semplici. Di questo ne siamo tutti ben coscienti. Vi è un punto di partenza positivo evidenziato dai Comuni: la disponibilità di trovare soluzioni assieme. Occorrerà quindi da parte dei Comuni presentarsi in modo compatto su determinati temi, affinché la loro forza contrattuale sia maggiore e non vi siano contasti al loro interno. Da parte del Cantone ci dovrà essere la volontà di collaborare realmente per soluzioni condivise. In questo senso, come avevo già scritto la scorsa settimana sul Mattino della domenica, sono pronto a impegnarmi per trovare soluzioni concrete. Sarà questa una delle priorità che fisserò per il mio prossimo anno da presidente del Consiglio di Stato, a partire quindi dall’aprile del 2025. Anche se già da oggi occorre lavorare nella costruzione di ponti e non di barriere tra Cantone e Comuni”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 10 novembre 2024 de Il Mattino della domenica

I 60 anni della SCAM, la corale dal cuore operaio

I 60 anni della SCAM, la corale dal cuore operaio

Nel documentario ‘Un anno con nüm e un po’ da storia’ la musica e le voci del coro nato nella Monteforno. Nicolas Joray (regista): ‘È come una famiglia’

“Le parole che noi cantiamo, hanno avuto un’importanza per chi le ha pensate e per la storia che raccontano”. Lo dice con rispetto, quasi in punta di piedi. Luca Pasci è uno degli elementi della Società Corale Amici della Montagna, la SCAM. Il coro virile della Leventina l’anno scorso ha raggiunto i sessant’anni ed è l’ultima testimonianza della Monteforno, legame al quale la società tiene, tanto che la divisa in alcuni concerti è fatta dagli abiti da lavoro.
Per sottolineare il giubileo, è stato realizzato un documentario co-prodotto dalla stessa corale (da cui è nata l’idea) e da Toro Film Mairengo di Nicolas Joray. Il regista di origine basilese, che vive proprio in Leventina, ha seguito e accompagnato il coro sull’arco di un anno. Ne è uscito un film di 84 minuti, che si apre e si chiude con due concerti di Natale. Di quello del 2022 nella chiesa di Quinto è stato inserito il brano ‘Viva la compagnia’, scelta simpatica e simbolica per iniziare il ritratto di un coro che ha come motto ‘Cantare bene per volersi bene’. Di quello del 2023 nella chiesa di Gordola si può sentire un ‘Silenzio nella neve’ (cantato e suonato insieme alla Filarmonica Verzaschese e al coro femminile DesDes di Faido) che se lo ascolti a occhi chiusi, par di sentirsi avvolti da quel silenzio bianco e ovattato.
In mezzo ai due concerti festivi, molto spazio «ovviamente è lasciato alla musica, anche perché – ci spiega Nicolas Joray – la musica racconta tanto di ciò che è il coro stesso». Non s’è però voluto fare un unico, lungo videoclip con un collage di brani. Ai canti, interi o a frammenti, si alternano spezzoni sulle origini e la storia della SCAM, sulle prove, sulla vita sociale. «È interessante, tramite la musica, vederne e intuirne lo sviluppo avuto negli anni. Rimane un coro amatoriale, ma che ha saputo evolversi fino a cimentarsi anche con brani di classica».
E poi ci sono loro, alcuni degli elementi che fanno e hanno fatto la SCAM. È grazie alle loro voci (“non c’è un’altra cosa meglio della voce, che ci caratterizza” dice il maestro Andrea Cupia) che il documentario si rivolge anche a chi non è strettamente dell’ambiente. Riflessioni, aneddoti ed emozioni raccontano di una «grande famiglia che, insieme, ha attraversato anni, non di rado decenni di vita». C’è Manuel Locarnini, per il quale “un pubblico contento è il miglior ringraziamento che si possa ricevere”. C’è Marcello Ferrari che no, non canta sotto la doccia “sebbene per l’acustica sarebbe il posto ideale”, risata, ma quando canta “ti si apre il cuore e si entra quasi in un’altra dimensione”. C’è Mario Cammarata con la passione per la musica “fin da piccolissimo”. C’è Stefano Mazzoleni (che dal 2022 è il presidente) a spiegare come cantare voglia dire “mettersi lì e dare te stesso agli altri”, perché “se non ci metti della tua persona, lo può fare anche una macchina”. C’è Ivan Arici nella SCAM da oltre trent’anni che ancora ama “trovarci dopo i concerti e farci delle belle cantate”. Perché cantano, conferma Joray. «Cantano per ore. Durante il concerto e pure dopo, all’aperitivo o alla cena. Non smettono mai, è una parte della loro vita che li fa stare bene e si vede». C’è Silvana Gatti, la moglie del Bruno capo della sicurezza al quale venne l’idea di metter su un coro “quella volta che, mi raccontò, girando per la fabbrica con i macchinari spenti sentì gli operai cantare”. C’è Giuliano Bera, uno dei quattro fondatori e presidente dal 1979 al 1980, con la camicia della prima divisa e c’è Angelo Sora, pure corista della prima ora per cui “è stato un sogno: c’è il canto, sì, ma anche l’amicizia”.
Intanto passano ‘La Montanara’, ‘La tua immagine’ (da ‘The Sound of Silence’ di Simon&Garfunkel) e ‘Also sprach Zarathustra’ (cantato all’auditorio Stelio Molo di Besso con gli Italian Harmonists, gruppo vocale formato da artisti del coro del Teatro alla Scala), le toccanti ‘Il Signore delle cime’ e ‘Lentamente’. E poi c’è anche Piero Mainardis, 44 anni nella SCAM di cui venti (dal 1987 al 2007) come presidente, che “in tutti questi anni magari vi ho anche rotto le scatole, ma già cominciate a mancarmi”.

Lo spirito nel nome
Il 31 dicembre 1994 furono definitivamente spenti i macchinari dell’acciaieria, che nei momenti di maggiore espansione arrivò a occupare fino a 1’750 persone, di cui circa il 90 per cento proveniente dall’Italia. Ma la chiusura dell’azienda nata nel 1946, in concomitanza con lo sviluppo del Ticino industriale, non spense le voci che si erano unite proprio all’interno della fabbrica di Bodio dando vita nel 1963 alla Società Corale Aziendale Monteforno. Voci che, anzi, continuano a levarsi forte. Oggi non sono più le voci degli operati svizzeri e italiani di quella che per un trentennio fu la più importante industria dell’alto Ticino, ma di quelle voci portano avanti il nome, SCAM – dal 1° gennaio 1995 modificato in Società Corale Amici della Montagna – e lo spirito. «Storia e origine operaie si avvertono ancora – dice Nicola Joray –. Degli attuali membri del coro, quasi un terzo arriva da quel mondo e canta con la SCAM già quando era la corale della Monteforno. Trovo bello che abbiano conservato l’acronimo: è un modo per tenere vivo un ricordo e tramandare una tradizione come una staffetta».
Il primo direttore artistico fu l’avvocato Raimondo Peduzzi, appassionato di musica e di canto. “Fu uno degli ideatori che – si legge sul sito internet del coro SCAM –, con paziente dedizione e impegno, per i primi 40 anni di esistenza del coro istruì e condusse i coristi, ottenendo notevoli successi in patria e all’estero”. Alla direzione artistica nel 2003 gli successe Giotto Piemontesi (musicista di Faido), sotto la cui conduzione decennale venne prodotto un CD di canti che è ancora il solo registrato e il coro partecipò a diversi concorsi nazionali, “portando orgogliosamente in Leventina la vittoria dalle competizioni corali di Svitto e Appenzello”.
Oggi la SCAM ha spostato la sede da Giornico a Lavorgo, conta un organico di circa 40 cantori ed è diretta (dal 2013) dal maestro Andrea Cupia, che ha portato la corale a “percorrere strade più ‘moderne’ e aperte all’interazione con altre realtà musicali, tiene concerti in Svizzera e all’estero”.

L’invito di Sandro Pertini al Quirinale
Il repertorio iniziale era prevalentemente costituito da canti della montagna e degli alpini; per poi venire ampliato con brani popolari, del repertorio classico e anche folcloristico di altre culture.
Nicolas Joray, nato a Basilea, dal 2009 vive a Mairengo. Direttore della fotografia in diversi film per il cinema e la tv (tra cui ‘The Yellow Star’, candidato all’Oscar 1981), operatore alle riprese (‘La Tregua’ di Francesco Rosi) e regista (‘Le mamme della Valascia’, documentario del 2012), da tempo è appassionato di fotografia. Il suo documentario ‘La SCAM e i suoi primi 60 anni. Un anno con nüm e un po’ da storia’ verrà proiettato questa sera al Cinema Teatro Blenio di Acquarossa (ore 20.30) e domenica 24 novembre al Cinema Leventina di Airolo (ore 17).
È il 2023, fa buio. Il concerto di Natale a Gordola è finito, ma dal sagrato non se ne va nessuno. È il momento di un brindisi, due chiacchiere e degli scambi di auguri. E naturalmente di intonare un altro brano, ‘L’Universo per me’. “Sono vicino al Felice e sono felice”, dice uno dei coristi della SCAM. “E se lui è felice – gli fa eco un altro –, noi siamo felici”. Viva la compagnia.

Da www.laregione.ch

(Foto: Nicolas Joray)