Il 2024 della SRIP: violenza giovanile sotto la lente

Il 2024 della SRIP: violenza giovanile sotto la lente

Comunicato stampa

Nel 2024 la Sezione reati contro l’integrità delle persone (SRIP) ha registrato una crescita, per il secondo anno consecutivo, del numero di persone minorenni imputate per reati al Codice penale (362, +23.7%) e un aumento delle inchieste per pornografia.

Nel 2024 la Sezione reati contro l’integrità delle persone (SRIP), composta dal Gruppo vittime speciali (GVS) e dal Gruppo minori (GMin), è stata attivata complessivamente in 793 occasioni (813 nel 2023). Di queste, 84 sono state consulenze per altri servizi della polizia, 378 gli eventi inerenti casi trattati dal GMin e 331 per fattispecie di competenza del GVS. Sono state aperte 486 (478) inchieste, mentre per altre 227 situazioni non sono emersi elementi di rilevanza penale e sono quindi state segnalate, quando necessario e per competenza, alle Autorità regionali di protezione (ARP), ai servizi sociali o ai partner in ambito sociale o educativo.

Le inchieste per il reato di pornografia sono state 84 (66 nel 2023). Di queste, 60 (47) riguardavano incarti derivanti dal monitoraggio effettuato a livello internazionale e nazionale di internet. Dal 1° luglio 2024 è entrata in vigore la revisione del diritto penale in materia sessuale, ma al momento non è ancora possibile valutare l’impatto di questa modifica sull’attività inquirente. Un’importante attività svolta dagli e dalle inquirenti della SRIP è relativa alle audizioni videoregistrate di vittime di reato (minorenni, persone anziane, persone con disabilità). Nell’ambito delle inchieste svolte durante l’anno, sono state effettuate 66 (70) audizioni/verbali videoregistrati.

Sono state un centinaio le inchieste per reati violenti commessi da minorenni. Tra questi casi si annoverano tentati omicidi intenzionali, risse, aggressioni, lesioni, vie di fatto, liti, discussioni e violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari. La percentuale di minorenni imputati per reati al Codice penale sale, per il secondo anno consecutivo, dal
10.7% all’11.3%. Si tratta in particolare di furti, rapine e danneggiamenti. Una parte consistente è pure legata ai reati di lesioni gravi, di aggressione, di molestie sessuali e d’incendio intenzionale.

Particolarmente impegnativa per la Sezione è stata poi l’inchiesta riguardante le spedizioni punitive da parte di un gruppo composto prevalentemente da minorenni. Durati svariati mesi, gli accertamenti coordinati dalla Magistratura dei minorenni hanno portato a due riprese, in ottobre e novembre, a identificare e fermare una trentina di giovani coinvolti a titolo diverso nei fatti. Stando alle ricostruzioni, sfruttando le reti social e avvalendosi anche di profili fittizi, gli autori entravano in contatto con persone intenzionate ad avere degli incontri a connotazione sessuale, organizzando quindi un appuntamento che si tramutava in una spedizione punitiva. I fatti venivano quindi filmati e in parte condivisi con terzi.

L’attività del Gruppo visione giovani (GVG), che coinvolge la prevenzione primaria, secondaria e terziaria all’interno di istituti scolastici, dalla quinta elementare fino alle scuole professionali e superiori, è stato sollecitato complessivamente 341 volte (488 nel 2023), con richieste di aiuto da parte di genitori o direzioni di istituti scolastici. Gli agenti hanno svolto 413 interventi di prevenzione nelle scuole (439) e 116 colloqui di conciliazione con i minori ed eventualmente le famiglie (156). 

“Pensarlo vent’anni fa era utopico”

“Pensarlo vent’anni fa era utopico”

Con il voto per scegliere gli organi dei tre nuovi enti locali, il Cantone Ticino tocca la quota simbolica di 100 Comuni

Continua inesorabile, seppure più lento di un tempo, il processo aggregativo in Ticino, che oggi saluta un traguardo simbolico, quello di quota cento Comuni. Fino a ieri gli Enti locali erano ancora 106, ma nel frattempo sono stati eletti i primi organi di Lema – frutto dell’aggregazione in Malcantone tra Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio – e gli ormai ex Comuni di Giornico e Quinto hanno «accolto» rispettivamente Bodio e Prato Leventina. E quindi, cento: una cifra rimarcata nuovamente ieri dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi: «Quando il processo è iniziato oltre vent’anni fa con Alex e Luigi Pedrazzini, immaginare di passare da 250 a 100 Comuni in questo lasso di tempo era utopia, invece ora è realta ». Il processo, ha ricordato il Consigliere di Stato, ha toccato prima le periferie e poi i grossi centri. Sullo sfondo il «suo» Piano cantonale delle aggregazioni che immaginava un Ticino con 23 Comuni: «Allora il Gran Consiglio ci aveva chiesto una mappa, oggi abbiamo capito che se non c’è convincimento dal basso la cosa non funziona». Il DI non intende però fermarsi qui, convinto che l’unione faccia la forza: «Le aggregazioni hanno lo scopo di migliorare i servizi garantendo democraticità e qualità di vita». In questo senso l’occhio ora è soprattutto al Locarnese e al Basso Mendrisiotto: «Abbiamo fatto sedere gli attori a un tavolo perché si confrontino e pensino a uno sviluppo comune », conclude Gobbi. «Dipenderà tutto dalla loro volontà: dal nostro punto di vista c’è il rischio che separati possano restare un po’ indietro rispetto ai tre altri grandi centri».

(…)

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 7 aprile 2025 del Corriere del Ticino

Tra crisi globali e sfide interne

Tra crisi globali e sfide interne

Norman Gobbi sulla situazione europea: “Serve più resilienza, anche a casa nostra”

Viviamo in un momento storico segnato da profondi cambiamenti. L’Europa, oggi, si trova ad affrontare crisi che vanno ben oltre i conflitti militari: si parla di sicurezza energetica, disinformazione, economia instabile e innovazioni tecnologiche che corrono più veloci delle regole. Secondo Norman Gobbi, Consigliere di Stato, tutto questo richiede una nuova forma di resilienza, non solo da parte di governi e istituzioni, ma anche da parte dei singoli cittadini.
“Non possiamo più vivere con l’idea che tutto funzionerà sempre come prima”, afferma Gobbi. “Siamo chiamati ad essere più pronti, più adattabili. E questo vale sia per il Paese nel suo insieme, sia per le nostre case”. Un concetto che richiama anche quanto affermava qualche anno fa l’ex capo dell’esercito svizzero, André Blattmann, il quale consigliava ai cittadini di tenere in casa scorte di cibo e beni di prima necessità almeno per una settimana, per far fronte a eventuali interruzioni o emergenze.
La preparazione individuale – come avere viveri, acqua e medicine a disposizione – è parte integrante di una società resiliente. “Non si tratta di allarmismo, ma di buon senso e responsabilità personale. Una comunità è forte se ogni suo membro lo è”, aggiunge Gobbi.
Sul piano internazionale, il clima è teso: le alleanze tra Paesi, anche se fondamentali, sono messe alla prova da interessi divergenti e cambiamenti rapidi. E sul fronte interno, fake news e propaganda alimentano divisioni e confusione. “Mai come oggi serve una comunicazione chiara, verificata, trasparente. Solo così possiamo evitare il caos e affrontare le crisi in modo unito”.
Anche l’economia è sotto pressione, tra inflazione e incertezza energetica. Gobbi insiste sulla necessità di diversificare le fonti, investire in energie rinnovabili e ridurre la dipendenza da pochi partner strategici: “Essere più autonomi, più preparati e più lungimiranti è l’unico modo per non farci trovare impreparati”.
Insomma, davanti a un mondo che cambia così in fretta, la parola chiave è resilienza. E non riguarda solo chi prende le decisioni dall’alto, ma ciascuno di noi. “Prepararsi oggi significa garantire sicurezza e stabilità domani. È un piccolo impegno personale che può fare una grande differenza per tutta la comunità”, conclude Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 6 aprile 2025 de Il Mattino della domenica

Giornico, Lema e Quinto ai nastri di partenza

Giornico, Lema e Quinto ai nastri di partenza

Le elezioni dei Municipi e dei Consigli comunali di domenica sanciranno la nascita delle tre nuove realtà aggregate – Il Ticino avrà solo 100 Comuni

Cento Comuni. Il Canton Ticino farà cifra tonda questa domenica 6 aprile con le elezioni comunali differite delle ultime tre nuove realtà aggregate: Giornico, Lema e Quinto. Si eleggono i Municipi e i Consigli comunali. Per i prescelti sarà una legislatura breve, rimarranno in carica per soli 3 anni sino alle comunali ticinesi del 2028.
Beninteso siamo ancora molto lontani dallo scenario di 27 Comuni prefigurato dal Piano cantonale delle aggregazioni, ma ancora più distanti dai numeri dell’epoca rurale. Nel 1850 i Comuni ticinesi erano 259 e tali sono rimasti per un secolo e mezzo (a fine 1994 erano ancora 247). In epoca recente i primi a convolare a nozze furono, nel gennaio 1995, Comologno, Crana e Isorno da cui nacque Onsernone. Da lì è partita una cura dimagrante inarrestabile, che non ha rallentato fino a quasi un decennio fa. L’ultimo, consistente, sfalcio risale al 2017 quando da 135 si passò, con le aggregazioni di Bellinzona e di Riviera, a 115. A seguire, negli ultimi quattro anni, solo “spuntatine”: dapprima si è scesi a 108 e, infine, agli attuali 106 Comuni.

Evoluzione del numero Comuni in Ticino
Dall’elenco, domenica, spariranno Prato Leventina (diventerà quartiere di Quinto), Bodio (quartiere di Giornico) e i 5 Comuni che hanno deciso di unirsi nel nome di Lema, il monte che li sovrasta: Bedigliora, Curio, Miglieglia, Novaggio e Astano. Quest’ultima nascita sancirà anche la fine della gerenza di Astano, che è senza un Municipio vero e proprio dall’agosto 2020.

Caratteristiche e rapporti di forza
Il nuovo comune di Quinto conterà circa 1’360 abitanti (di cui circa 390 a Prato Leventina) e una superficie di ben 92 km quadrati ettari (Lugano, per fare un confronto, si estende ha 76). I posti di lavoro presenti sono circa 810 e il moltiplicatore è al 90%. Il Municipio eletto sarà di 5 membri e il Consiglio comunale di 21.
Tanti numeri, ma alla fine a contare saranno i rapporti di forza. Per Quinto sarà interessante scoprire se si confermeranno quelli esistenti. Il partito storico di maggioranza assoluta è il PLR che nel 2021 (quando si era votato solo per il Consiglio comunale) aveva ottenuto ancora il 55%. Situazione simile anche a Prato Leventina, ma con il PLR partito di maggioranza solo relativa (2 municipali su 5 e 7 consiglieri su 15). Sarà interessante vedere se il PLR, che presenta i due sindaci uscenti, riuscirà a confermare il primato e con che margine. A Quinto, nel paese dove il consigliere di Stato Norman Gobbi ha mosso i suoi primi passi politici, sarà curioso inoltre scoprire quanti eletti riuscirà ad ottenere la lista Lega-UDC con la somma dei voti a Quinto e di quelli del gruppo Insieme per Prato Leventina.
Il Comune aggregato di Giornico potrà contare su 1’853 abitanti (di cui circa 890 a Bodio) e un territorio di 28,5 km2 ettari. I posti di lavoro presenti sono quasi 500, mentre il moltiplicatore è sceso dal 100 al 95%. Anche qui è previsto un Municipio di 5 membri, mentre il Consiglio comunale ne avrà 25.
Qui, a livello di forze politiche, a dominare la scena è invece il Centro (nel 2021 aveva conquistato oltre il 40%). Una maggioranza presente anche Bodio, per cui i pronostici sono che l’ex PPD possa mantenere agevolmente il primato anche nella nuova realtà aggregata. Resta da vedere se il dominio sarà assoluto, sia in Municipio che in Consiglio comunale.
Lema sarà, delle tre, la realtà più popolosa, con 2’653 abitanti (così distribuiti nelle frazioni: Astano circa 300, Bedigliora 620, Curio 610, Miglieglia 310 e, infine, Novaggio circa 820) Per superficie complessiva, quasi 19 km2, sarà invece la più piccola. I posti di lavoro complessivi risultano 711 e il moltiplicatore comunale è del 95%. Qui è previsto un Municipio più corposo, 7 membri, con un Consiglio comunale di 21 membri.
Ma in Malcantone la strada dei pronostici si fa maledettamente in salita e i confronti sono complicati dal fatto che, ad esempio. ad Astano da tempo non si affrontano più elezioni e ci sono anche realtà che non avevano il Consiglio comunale. Domenica si determineranno i primi rapporti di forza tra le tre liste civiche che si presentano all’elezione (Crescendo, Intesa e Forum), quella UDC-Lega e quella presentata da HelvEthica per il Legislativo. A riscaldare gli animi, a fine gennaio, c’è stato l’annullamento da parte del Consiglio di Stato della spesa di quasi 3 milioni di franchi varata a dicembre dal Legislativo uscente di Bedigliora. Spesa annullata perché avrebbe zavorrato le finanze del futuro comune.

Progetti e prospettive
Quella del 6 aprile sarà però soprattutto una giornata di volti, più o meno nuovi, più o meno sorridenti a seconda di ciò che diranno le urne. Candidati che, nelle scorse settimane, il Quotidiano ha incontrato in tre distinti reportage che potete rivedere qui sotto.
In Bassa Leventina c’è voglia di arrestare il calo demografico, portare giovani e rilanciare la zona industriale. Anche se l’ex Monteforno, l’acciaieria più grande del Cantone, è ormai spenta da tre decenni, resta intatta la sfida di far convivere la produzione, con i suoi residui e le sue polveri, e la parte turistico residenziale. Giornico, grazie alle sue chiese romaniche ma non solo, è infatti uno dei borghi più belli della Svizzera. “L’obiettivo sarà la collaborazione – spiega uno dei candidati -. Vogliamo un team che lavora per il Comune, senza pregiudizi e colori di partito”. Uno degli obiettivi, come detto, è di attirare più famiglie possibili. Non mancano peraltro gli spazi abitativi vuoti. Nello stesso nucleo storico di Bodio ci sono delle case che attendono di essere ristrutturate. Lo svincolo autostradale ha infine rilanciato l’economia locale e rimesso in uso diversi capannoni dismessi. “C’è un certo fermento nella zona industriale”, gli fa eco un altro candidato.
Anche in Malcantone si punta su una capillare offerta scolastica per portare giovani famiglie a vivere nelle frazioni di Lema. Con un occhio alle finanze. Attualmente ci sono due scuole dell’infanzia, una scuola elementare e una scuola media, queste ultime a Novaggio, con trasporto per gli allievi garantito e un servizio mensa. Un’offerta migliorabile, afferma un candidato: “Vogliamo puntare su doposcuola e asili nido per rendere attrattivo il comune. Ben sapendo che sempre più spesso entrambi i genitori devono lavorare”. “Dovremo esplorare la possibilità di mettere in atto un doposcuola e un pre-scuola”, conferma il candidato di un’altra lista. “Vogliamo inoltre migliorare i trasporti scolastici”, aggiunge un terzo rappresentante di lista. Anche quello delle finanze è un argomento centrale per tutti gli sfidanti. “Aumentare le entrate – ammette un candidato – non sarà semplice, perché abbiamo un grosso problema a valle, il traffico. Mentre il nostro piano regolatore è abbastanza esaurito per le zone artigianali. Non resta che puntare sulla qualità di vita per aumentare l’attrattività”. Qualità di vita che varcato l’uscio di casa, in un territorio costituito per tre quarti da boschi, è garantita. Non resta che abbinare il verde a una digitalizzazione di pari livello.
Quinto è primo per ampiezza del proprio territorio e, probabilmente, anche per bellezze naturali (basti citare la valle di Piora con i suoi laghi alpini). Anche qui, ciò che sembra accomunare la strategia delle regione di montagna, occorre “puntare su politiche a favore delle famiglie. Incentivando, ad esempio, la rivitalizzazione dei nuclei e il rinnovo del parco immobiliare privato”, dice una candidata. E anche qui, si è sicuri di disporre già di un ottimo istituto scolastico, nonché di poter contare su associazioni sportive e culturali molto attive. “Sarebbe bello se la gente riuscisse a sistemare le proprie case o eventualmente anche venderle a persone che vogliono venire a vivere qui”, nota un’altra candidata. L’aspetto più difficile è però quello dei posti di lavoro. “C’è una zona industriale con ancora dei posti liberi dove si potrebbero insediare ditte di qualsiasi ramo”, continua la candidata. “Vogliamo puntare sull’attrattività del nostro territorio, offrendo servizi che vanno dalla scuola dell’infanzia alla scuola media. Abbiamo una fermata del treno che ci collega con i grandi centri. Nel comune ci sono inoltre diversi negozi di e anche una clinica dentaria”. Insomma, qui, aspirano a crescere, anche perché ribadiscono “non siamo fuori dal mondo”.

I risultati di questa tornata elettorale domenica si potranno seguire in diretta sul nostro sito con il liveticker. Maggiori dettagli saranno disponibili tramite le grafiche e i dati sui singoli Comuni presenti nel sito speciale dedicato alle elezioni comunali ticinesi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Giornico-Lema-e-Quinto-ai-nastri-di-partenza–2719456.html

Visita di cortesia del Consiglio di Stato del Canton Zugo

Visita di cortesia del Consiglio di Stato del Canton Zugo

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto ieri sera in Ticino il Governo del Canton Zugo, nell’ambito dei tradizionali incontri confederali. La visita di due giorni a sud delle Alpi offrirà l’occasione per un confronto su svariati temi di interesse comune e per una serie di visite a realtà culturali e imprenditoriali del Mendrisiotto.

Il Consiglio di Stato, guidato dal Presidente Christian Vitta, ha accolto ieri pomeriggio in Ticino il Governo del Canton Zugo al completo, guidato dal Landamano Andreas Hostettler. La visita di cortesia – che contraccambia quella svoltasi nel giugno 2024 a Zugo – ha anzitutto permesso ai due Governi di confrontarsi su diverse tematiche di interesse comune, prima di trascorrere una serata conviviale nel Mendrisiotto. 

Nella giornata di oggi, venerdì, il Consiglio di Stato ticinese accompagnerà poi i colleghi zughesi alla scoperta di alcune istituzioni culturali e realtà imprenditoriali. Il programma si concentrerà ancora nella regione del Mendrisiotto, con visite a due ditte del Mendrisiotto e al Museo Vincenzo Vela di Ligornetto.

 

Conferenza AETAP

Conferenza AETAP

Comunicato stampa

Dall’8 al 10 aprile 2025 a Lugano presso l’Università della Svizzera italiana (USI) si terrà la conferenza dell’Association of European Threat Assessment Professionals (AETAP). L’evento, che riunisce i principali esperti ed esperte di tutti i settori della valutazione e gestione delle minacce, vedrà anche la partecipazione della Polizia cantonale.
Nel corso degli ultimi anni, il tema della gestione della minaccia e della valutazione del rischio, in tutte le sue declinazioni, ha assunto un ruolo centrale tra i professionisti e le professioniste della sicurezza. E proprio con l’obiettivo di rafforzare i legami tra i vari settori e facilitare lo scambio d’informazioni a livello trans-europeo, l’AETAP coinvolge rappresentanti delle forze dell’ordine, della sicurezza privata, della Magistratura, dei servizi di aiuto alle vittime, della psicologia e psichiatria forense e clinica, nonché esperti/e accademici/che. La conferenza di questi giorni, evento europeo di prim’ordine, riunirà i principali esperti e le principali esperte di tutti i settori coinvolti nella valutazione e nella gestione delle minacce. I/le partecipanti avranno l’opportunità di assistere a presentazioni approfondite su un’ampia gamma di argomenti e di partecipare a workshop pratici progettati per fornire opportunità di apprendimento sia per i neofiti sia per i professionisti esperti. Questo appuntamento rappresenta un’occasione per tutti coloro che si occupano di gestione della sicurezza, prevenzione delle minacce, nella valutazione del rischio e nella gestione delle minacce. L’8 aprile 2025 si terrà l’apertura ufficiale della conferenza, con gli interventi di Raoul Jaccard, Presidente dell’associazione AETAP, Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni e Matteo Cocchi, Comandante della Polizia cantonale.

La sicurezza ti dona: equipaggiati dal primo giorno

La sicurezza ti dona: equipaggiati dal primo giorno

Comunicato stampa

Prende il via oggi la nuova edizione della campagna di prevenzione
“La sicurezza ti dona”, promossa dal progetto Strade sicure del Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con la Polizia cantonale. L’iniziativa mira a sensibilizzare i conducenti di motoveicoli sull’importanza di un equipaggiamento adeguato per garantire una maggiore sicurezza, soprattutto tra i più giovani.    

L’abbassamento dell’età minima per il conseguimento della licenza di condurre, introdotta a partire dal 2021, ha portato a un aumento delle immatricolazioni tra i giovani: a partire dai 15 anni per i motoveicoli di categoria motoleggera (<50ccm, max 45 km/h) e dai 16 anni per la categoria moto A1 (<125ccm). Purtroppo, questa tendenza ha visto crescere anche il numero di incidenti che coinvolgono i giovani motociclisti.
Le statistiche mostrano che i motociclisti rimangono la categoria più esposta agli incidenti stradali gravi. Nella fascia 15-17 anni, nel 2024 si sono registrati 46 incidenti, rispetto ai 45 del 2023, 49 del 2022, 28 del 2021 e 16 del 2020.  

L’equipaggiamento: un fattore chiave per la sicurezza
Indossare un equipaggiamento adeguato può fare la differenza. Se da un lato i motociclisti più esperti o alla guida di motoveicoli di categoria superiore tendono a proteggersi con abbigliamento tecnico, dall’altro si nota come ancora molti conducenti di motoveicoli e scooter si limitino al solo casco obbligatorio, trascurando l’importanza di giacche, guanti, pantaloni resistenti all’abrasione e calzature adeguate. Anche con l’arrivo delle giornate più calde, vi è un utilizzo minore dell’equipaggiamento adeguato e quindi per chi accetta questo rischio, le conseguenze fisiche in caso di incidente potrebbero essere maggiori. La campagna “La sicurezza ti dona” vuole ribadire l’importanza di un equipaggiamento completo, dimostrando che protezione, stile e una discreta comodità possono andare di pari passo, perché la sicurezza non riguarda solo i motociclisti di alta cilindrata, ma tutti coloro che viaggiano su due ruote, inclusi gli utenti di scooter.  

Dove trovare informazioni e materiale informativo
La campagna sarà promossa attraverso i canali social della Polizia cantonale, sul sito Strade sicure e mediante la distribuzione di volantini nei posti di Polizia cantonale e durante le manifestazioni in programma. Maggiori informazioni disponibili sulla pagina della campagna

Giornata di prevenzione: appuntamento il 14 giugno
Dopo il successo dell’edizione 2024, quest’anno la giornata di prevenzione si sposta dalla Leventina al centro TCS di Rivera e su un percorso stradale appositamente studiato. Un’occasione per affinare le tecniche di guida e migliorare la consapevolezza dei rischi su strada. Per iscriversi tutte le informazioni sono disponibili sul sito di Strade sicure www.stradesicure.ch.  

Alcuni consigli utili:
Per una maggiore sicurezza in moto o scooter, Strade sicure raccomanda:  

  • Indossare anche per brevi percorsi abbigliamento omologato e ad alta visibilità: casco sempre allacciato, giacca e guanti con protezione delle nocche, pantaloni lunghi resistenti all’abrasione, calzature adatte, protezione per la schiena;
  • Controllare periodicamente il proprio mezzo: in particolare prima della stagione o di un lungo viaggio programmato, fare eseguire un controllo da personale specializzato. Verificare quindi periodicamente la parte meccanica, come l’efficienza dei freni e lo stato degli pneumatici compresa la corretta pressione.
  • Applicare i concetti di guida preventiva e di prudenza: una guida preventiva permette di ridurre in modo significativo gli incidenti.
  • Prestare molta attenzione anche nel traffico urbano: anche se la velocità è minore rispetto ad autostrade e strade fuori località, bruschi cambi di direzione, sorpassi non consentiti e in generale il mancato rispetto delle regole aumentano il rischio d’incidenti. Il maggior numero degli incidenti motociclistici gravi avviene all’interno delle località e spesso sono dovuti a una collisione con un altro veicolo nelle intersezioni.
    Anche laddove non è previsto un obbligo, (e-bike lente e monopattini elettrici) l’utilizzo del casco e di un abbigliamento adatto e ad alta visibilità può fare la differenza.  

Strade sicure incoraggia ancora i motociclisti, scooteristi e chi utilizza le e-bike a migliorare le proprie capacità di guida partecipando a corsi pratici di aggiornamento, sostenuti per moto e scooter dal Dipartimento delle istituzioni.     

Criminalità digitale in Ticino: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe

Criminalità digitale in Ticino: nel 2024 in aumento i reati e le cibertruffe

Comunicato stampa

Per il 2024 la Sezione analisi tracce informatiche (SATI) della Polizia cantonale ha rilevato un leggero aumento dei reati legati alla criminalità digitale (+7% rispetto all’anno precedente). In particolare si è osservato un generale aumento delle cibertruffe (+34%). Rimangono d’attualità le truffe denominate Business Email Compromise (BEC) e gli attacchi ransomware. Due inchieste hanno inoltre riguardato il furto di moneta virtuale.

Lo scorso anno la SATI ha portato avanti 50 inchieste (38 nel 2023), effettuato 52 (130) perquisizioni per altri servizi, eseguito 1’121 (1’151) analisi informatico forensi, elaborato 53 (26) analisi criminali operative e collaborato durante 29 (31) ricerche d’emergenza. Inoltre ha fornito un importante supporto alla Polizia giudiziaria e alla Gendarmeria nelle indagini classiche in cui vi erano delle componenti informatiche in gioco.
Per quanto riguarda la criminalità digitale, la maggior parte dei reati rientra nel settore della “cibercriminalità economica”. In questo senso, l’incremento dei reati informatici registrato nel 2024 s’inserisce in una tendenza rilevata anche sul piano federale. Da sottolineare, nell’ambito dell’aumento delle cibertruffe, l’incidenza del reato di abuso di sistemi di pagamento online/carte di credito o abuso d’identità di terzi (+25%), riconducibile alla crescita del numero d’infrazioni ai sensi dell’art. 179dicies (usurpazione d’identità) in vigore dal 1. settembre 2023.
Il fenomeno delle truffe di tipo Business email compromise (BEC) rimane uno dei principali ambiti d’inchiesta: lo scorso anno sono state aperte 11 indagini (10 nel 2023) per un danno economico di circa 1 milione di franchi. In un’occasione, il tempestivo allarme da parte della società coinvolta ha permesso di recuperare l’intero maltolto: circa 18.6 milioni di franchi versati su un conto estero. Le inchieste concernenti gli attacchi ransomware sono state invece 6 (11 nel 2023).
Le criptovalute sono sempre più al centro degli affari criminali: due inchieste hanno riguardato il furto di moneta virtuale per un totale di 4.7 milioni di franchi. Di questi, 2.7 milioni sono stati bloccati e recuperati. In questi casi l’attività verte principalmente sul tracciamento dei flussi di denaro e sulle richieste d’informazioni agli Exchange (piattaforme di acquisto e vendita di criptovalute).
In molti casi gli autori operano dall’estero utilizzando sistemi che ne tutelano l’anonimato. In 19 occasioni si è collaborato con le autorità di altre nazioni, in base alla Convenzione sulla cibercriminalità, per la conservazione di dati presenti su server di società ticinesi.

“Ha reso il Cantone più democratico e libero”

“Ha reso il Cantone più democratico e libero”

L’entrata del Movimento di via Monte Boglia nell’esecutivo cantonale “ha dimostrato che i ticinesi avevano bisogno di qualcosa di diverso dai partiti tradizionali”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi, che precisa come “ancora oggi serve un movimento identitario”.
Era il 2 aprile del 1995 quando la Lega fece il suo ingresso in Governo. Marco Borradori, allora trentaseienne, conquistò un seggio a spese dell’allora PPD, così si chiamava il partito oggi conosciuto come Il Centro. Avvocato, volto buono della Lega, internamente la spuntò su Flavio Maspoli e in Consiglio di Stato ci restò fino al 2013. Nel 2011 fu affiancato da Norman Gobbi, questa volta a danno dei liberali.

La rivoluzione leghista
Fondata il 17 gennaio 1991 sotto la presidenza a vita di Giuliano Bignasca, il movimento di via Monte Boglia fu una rivoluzione per la politica cantonale. Soltanto tre mesi dopo, infatti, conquistò ben 12 seggi in Gran Consiglio. In autunno approdò persino a Berna con Flavio Maspoli e Marco Borradori eletti in Consiglio nazionale e Giorgio Morniroli al Consiglio degli Stati. È l’ascesa di quello che viene definito uno stato d’animo. La capacità d’intercettare un elettorato che dai partiti storici si sente poco considerato e a tratti derubato. No alle poltrone, basta tasse, più soldi in tasca, libertà agli automobilisti, controlli ai confini. Un linguaggio schietto e anche urlato dalle colonne del Mattino della domenica, ai tempi con un certo orgoglio. Per alcuni, l’inizio del turpiloquio. Coraggio o arroganza nei confronti dell’istituzionalità? Sicuramente una rottura con il perbenismo e la concordanza di allora. Come scordare quel torrido sabato di luglio in cui la Lega, come forma di protesta a un decreto antinquinamento del Consiglio federale, bloccò l’autostrada.  Una storia fatta di cartelloni celebrativi, risotti, slogan e assemblee che si trasformano in feste ma anche di dolorosi addii con la morte del Nano nel 2013 che più di tutte segnò la cesura tra un prima e un dopo della Lega.

La nuova vita della Lega
Cominciò così l’era dei colonnelli, della ricerca di una bussola. Ma anche del record di deputati in Parlamento, prima del calo. Negli ultimi anni il movimento ha vissuto una consecutiva perdita di seggi, contrariamente all’Udc, alleati d’area ma anche avversari, qualche volta. Il prezzo da pagare per sedere in Governo, per taluni. O la mancanza di volti carismatici e il progressivo allontanamento da quella Lega degli albori tanto sprezzante verso la partitocrazia, gli stranieri e quanto battagliera nel difendere il tanto inflazionato ceto medio, gli anziani. Sicuramente un nuovo capitolo si è da poco aperto, con Daniele Piccaluga nuovo coordinatore, a cui ora tocca trainare il movimento. A lui, giovane del popolo, com’è stato definito, l’onere e l’onore del prossimo appuntamento elettorale dopo la bizzarra parentesi alla Shrödinger di Norman Gobbi: consigliere di Stato e coordinatore ad interim.

“Ha reso il Ticino più democratico e libero”
Per Norman Gobbi, consigliere di Stato leghista, la prima manifestazione leghista è stata nel 1992 a Bellinzona, quando “Giuliano Bignasca, insieme a Flavio Maspoli e un gabibbo ticinese hanno attraversato la Città con un calesse”, ricorda a Ticinonews, spiegando che “la Lega era l’unico movimento politico ticinese a contrastare l’adesione della Svizzera allo spazio economico europeo”, per questo “a 15 anni ho abbracciato la causa”. Per Gobbi il Movimento di via Monte Boglia “ha permesso di rendere il Ticino più democratico e libero, perché fino a quel momento tutti erano inquadrati nelle famiglie dei partiti tradizionali e difficilmente c’era qualcosa di diverso”. Ed è qui che è entrata in gioco la Lega, perché “i ticinesi volevano qualcosa di diverso ed è per questo che hanno abbracciato la causa”.

L’entrata in Governo e le conseguenze
 “Entrare in Governo”, continua Gobbi, significa assumersi delle responsabilità non sempre compatibili con un certo modo di fare”. La Lega “è stata sì picconatrice all’inizio, ma poi ha anche preso la pala per costruire qualcosa di nuovo grazie all’impegno di Marco Borradori che è rimasto in in Consiglio di Stato per 18 anni”. Questo, aggiunge, “dimostra che quando si entra nell’esecutivo cantonale serve responsabilità, ma anche un’anima propositiva e battagliera. Caratteristiche che aveva il Movimento in passato e cerca di avere anche oggi grazie alla spinta che vuole dare il nuovo coordinatore Daniele Piccaluga”.

Tra Lega e Udc
La Lega dei ticinesi è alleata con l’Udc, ma ogni tanto i due sono anche rivali. “I rapporti di forza sono ancora chiari: ci sono due consiglieri di Stato leghisti e un gruppo maggioritario in Gran Consiglio”. Questo, conclude Gobbi, “è un aspetto essenziale: il Movimento di via Monte Boglia è la massa popolare, i democentristi sono una struttura di una sezione cantonale di un partito nazionale. Il Ticino ha bisogno di qualcosa di identitario come la Lega, anche per poter dire cose che i partiti nazionali non possono dire”.

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