Intervento del Presidente del Consiglio di Stato in occasione della conferenza stampa sul preventivo 2026

Intervento del Presidente del Consiglio di Stato in occasione della conferenza stampa sul preventivo 2026

Gentili ed egregi rappresentanti dei media, cittadine e cittadini del Canton Ticino. Governare significa prevedere e non prevedere nulla significa andare incontro alla rovina. È con questa citazione di Emile de Girard che oggi presentiamo il Preventivo 2026 dello Stato della Repubblica e Cantone Ticino. È un esercizio che si colloca in un contesto particolarmente delicato tanto sul piano internazionale, quanto su quello nazionale e cantonale. Le tensioni economiche globali, i nuovi dazi statunitensi e la congiuntura incerta incidono anche sul nostro Cantone.

Sul fronte interno siamo confrontati a una dinamica della spesa pubblica che cresce più velocemente delle entrate e a nuove sfide che derivano da decisioni federali e cantonali, anche di carattere popolare. Qualcuno ha posto la domanda – che ci siamo anche noi posti – se avesse senso presentarlo oggi e con questa forma. La risposta è sì. L’incertezza data dalla dimensione del voto di domenica, il cui peso finanziario è pari a quello di un intero Dipartimento o anche di più Dipartimenti, non può compromettere le prestazioni che già oggi lo Stato eroga a favore della cittadinanza. Bloccare un processo che dà le basi finanziarie al Cantone per operare non ha senso e creerebbe ulteriori incomprensioni nella popolazione.

Il Preventivo 2026 prevede un disavanzo d’esercizio di circa 97 milioni di franchi e un disavanzo totale che si attesta a 156 milioni di franchi, con un debito pubblico che a fine anno 2026 potrebbe superare i 2,9 miliardi di franchi. Sono numeri preoccupanti che ci impongono responsabilità, serietà e visione di lungo periodo. Per rispettare il freno ai disavanzi abbiamo integrato nuove misure di riequilibrio per circa 120 milioni di franchi. Sono misure che toccano trasversalmente tutti i settori in uno spirito di equa condivisione degli sforzi e che consentono di mantenere il bilancio entro i limiti imposti dalla nostra Costituzione.

Ma sappiamo bene che i numeri non bastano a raccontare la realtà. Domenica scorsa il popolo ticinese ha approvato a larga maggioranza due iniziative popolari sulle casse malati: quella che fissa un tetto del 10% del reddito disponibile per i premi e quella che prevede un ampliamento delle deduzioni fiscali. È un segnale forte che il Consiglio di Stato rispetta e ascolta con attenzione. Questo voto esprime la fatica crescente delle famiglie e delle persone di fronte a premi di assicurazione malattia sempre più pesanti. È un chiaro segnale di malessere e di preoccupazione che non possiamo ignorare.

La loro entrata in vigore comporterà per il Cantone un onere oggi stimato di circa 350 milioni di franchi all’anno. Si tratta di un impegno enorme, se teniamo già conto dei circa 400 milioni e passa degli attuali sussidi cassa malati. Sommando questi 350 milioni significa quasi la dimensione di due Dipartimenti – penso, per esempio, al Dipartimento dell’Istruzione e del Territorio – quindi un peso importantissimo a livello di spesa pubblica. Un impegno enorme che dovrà essere pianificato con responsabilità e anche con il coinvolgimento di tutte le parti interessate.

E già la settimana prossima incontreremo come Consiglio di Stato i due fronti iniziativisti. Un coinvolgimento che permetterà una traduzione ordinata e sostenibile delle decisioni democratiche. Il messaggio politico e il mandato che viene affidato alla politica è chiaro: ridurre e limitare la pressione dei costi sanitari sulle cittadine e sui cittadini. La sfida è ora quella di conciliare due principi apparentemente contrapposti: da una parte rispondere alle legittime aspettative della popolazione e, dall’altra, garantire la sostenibilità finanziaria attraverso le coperture finanziarie delle due iniziative.

Non sarà un compito facile. Significherà per tutti doversi mettere in gioco fuori dalle trincee ideologiche. Richiederà dialogo, coraggio e senso di responsabilità collettiva. Come Consiglio di Stato, continueremo a difendere gli interessi del Ticino anche a livello federale, sia per ottenere condizioni più eque nella perequazione finanziaria intercantonale, sia per affrontare le riforme sanitarie e fiscali che oggi pesano sui nostri bilanci.

Il Preventivo che oggi vi presentiamo non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso iniziato da svariati anni e che continuerà anche nei prossimi. Un percorso che potremo affrontare solo con il contributo di tutti: del Governo stesso, del Parlamento, dei Comuni, ma soprattutto delle cittadine e dei cittadini, ai quali siamo chiamati a rendere conto del nostro operato.

Permettetemi di concludere con una convinzione. Il Ticino ha sempre dimostrato resilienza nei momenti difficili. Anche oggi, pur nelle sfide, dobbiamo guardare avanti con fiducia. Il successo dipenderà dalla nostra capacità di unire rigore, solidarietà, responsabilità e attenzione ai bisogni concreti delle persone, tutto per dare stabilità e sicurezza al Ticino e ai ticinesi.

Preventivo 2026 del Cantone Ticino e ulteriori misure di riequilibrio finanziario

Preventivo 2026 del Cantone Ticino e ulteriori misure di riequilibrio finanziario

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il preventivo 2026 del Cantone che prevede un disavanzo d’esercizio di 97.4 milioni di franchi, rispettando il vincolo del freno ai disavanzi pubblici. Unitamente al preventivo vengono presentate delle ulteriori misure di rientro finanziario per un ammontare di circa 120 milioni di franchi. I dati relativi al Piano finanziario della gestione corrente 2027-2029 mostrano che la situazione finanziaria permane fragile e sarà ulteriormente aggravata dai nuovi oneri derivanti dalle riforme appena approvate in votazione popolare così come da decisioni prese a livello federale.

Il preventivo presenta un disavanzo di 97.4 milioni di franchi, un autofinanziamento di 134 milioni di franchi e un grado di autofinanziamento del 46.2%. Considerato un onere netto per investimenti di 290 milioni di franchi, mantenuto quindi a livelli elevati, il disavanzo totale ammonta nel 2026 a 156 milioni di franchi e il debito pubblico a fine 2026 dovrebbe superare l’importo di 2.9 miliardi di franchi. Il capitale proprio resta negativo e potrebbe attestarsi, tenuto conto dei dati di preconsuntivo 2025 e di preventivo 2026, a -361.9 milioni di franchi.

La spesa corrente (spese totali, dedotti i contributi da riversare e gli addebiti interni) cresce di 107.1 milioni di franchi rispetto al preventivo 2025 (+2.6%). Gli aumenti di spesa maggiori si riscontrano per le spese di trasferimento (+95.8 milioni di franchi), per quelle finanziarie (+9.2 milioni) e per le spese sul personale (+8.9 milioni).

I ricavi correnti (ricavi totali, dedotti i contributi da terzi da riversare e gli accrediti interni) aumentano di 104.2 milioni di franchi rispetto al preventivo 2025 (+2,6%), grazie in particolare alla crescita dei ricavi da trasferimento (+62.4 milioni) e dei ricavi fiscali (+47.8 milioni).

Gli sforzi intrapresi nell’ambito del preventivo 2024 e del preventivo 2025 sono continuati con questo preventivo, che prevede ulteriori misure di riequilibrio finanziario per un importo di circa 120 milioni di franchi che interessano sia il fronte delle uscite che quello delle entrate. Ciò consente di presentare un preventivo 2026 con un risultato entro il limite imposto dal freno all’indebitamento, anche se preoccupante in ottica futura.

Le misure proposte con il preventivo 2026 si aggiungono nei vari ambiti a quelle decise negli scorsi anni e che continuano tuttora ad esplicare i loro effetti; l’impatto sul 2026 delle misure decise nell’ambito dei preventivi 2024 e 2025 può essere quantificato in circa 68 milioni di franchi, per un totale cumulato di poco meno di 190 milioni di franchi. Le misure sono in parte di competenza del Governo e in parte di competenza del Parlamento (per i dettagli si rimanda allo specifico capitolo del messaggio). Le stesse toccano tutti gli ambiti, dal personale, ai beni e servizi, ai trasferimenti, ai ricavi, e sono da considerare complessivamente nell’ottica di un’equa partecipazione di tutti i settori al risanamento dei conti cantonali. Le misure proposte porteranno un leggero beneficio per le finanze comunali in quanto le stesse sono più che compensate con l’aumento di gettito comunale derivante dall’adeguamento delle stime immobiliari e da altre puntuali misure.

Assieme al preventivo 2026, il presente messaggio contiene il piano finanziario 2027-2029 che già considera una stima dell’importante impatto finanziario di EFAS (finanziamento uniforme delle prestazioni) e delle misure di risparmio della Confederazione, ma non le conseguenze finanziarie della riforma fiscale del valore locativo e delle due iniziative concernenti i premi di cassa malattia approvate dai cittadini nelle votazioni federali e cantonali del 28 settembre 2025.

A livello cantonale, il Consiglio di Stato ha preso atto dell’esito delle votazioni popolari sulle due iniziative popolari relative ai premi di cassa malattia, la prima volta a contenere i premi entro il limite del 10% del reddito disponibile, e la seconda a concedere un aumento della loro deduzione fiscale. L’approvazione di entrambe le iniziative, non considerata né nel preventivo 2026 né nel piano finanziario, comporta un aggravio per il Cantone stimato a 350 milioni di franchi. Il Consiglio di Stato incontrerà a breve tutte le parti interessate al fine di discutere le modalità d’implementazione delle iniziative e di garantire il loro finanziamento. La loro entrata in vigore dovrà essere stabilita unitamente alla loro copertura finanziaria. A questo aggravio si aggiunge anche quello derivante dall’approvazione a livello federale della riforma relativa al valore locativo, riforma non ancora considerata nei dati di piano finanziario, che potrebbe pesare sulle finanze cantonali fino a 55 milioni di franchi a seconda delle misure di compensazione che verranno adottate, verosimilmente a partire dal 2028.

Se aggiungiamo anche l’impatto di EFAS e le misure di risparmio della Confederazione il disavanzo complessivo è superiore ai 700 milioni di franchi, insostenibile per una realtà come il Ticino. Per questo motivo Consiglio di Stato, Parlamento, Comuni e partner sociali dovranno confrontarsi e accordarsi sulle misure necessarie a garantire l’imprescindibile copertura finanziaria.

I dati di piano finanziario mostrano ad ogni modo una situazione molto preoccupante in prospettiva, che non permetterà di rispettare il freno ai disavanzi già a partire dal 2027, evidenziando quindi la necessità di importanti interventi che considerino sia il fronte della spesa che quello delle entrate nell’ambito dei futuri preventivi. Ricordiamo che il freno ai disavanzi impone di ammortizzare il saldo negativo del conto di compensazione, per cui il rispetto del vincolo finanziario imporrà a termine anche di compensare questo saldo negativo.

Le misure proposte con i preventivi 2024 e 2025 e con quello attuale del 2026 contribuiscono a migliorare le tendenze finanziarie, ma non sono sufficienti per raggiungere un equilibrio finanziario che diviene obiettivo ancora più complicato ora, considerando i nuovi oneri legati alle iniziative approvate. Occorrerà quindi rinnovare e intensificare gli sforzi per poter rispondere alle necessità del Cantone e della sua popolazione e nel contempo rispettare quanto la Costituzione e la legge sulla gestione e sul controllo finanziario ci impone, ossia l’equilibrio finanziario e i vincoli del freno ai disavanzi che ne conseguono. Questo richiede il coinvolgimento di tutti a fronte di un contesto preoccupante che richiede un importante sforzo collettivo.