Bilaterali, tra i Cantoni contrari c’è il Ticino

Bilaterali, tra i Cantoni contrari c’è il Ticino

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:3226731

****

Il no del Ticino, “già stati agnello sacrificale della Confederazione”

È la presa di posizione del presidente del Consiglio di Stato ticinese Norman Gobbi, a margine del sostegno dei Governi Cantonali al pacchetto di misure legate al rapporto con l’Europa.

Il sostegno dei Bilaterali III da parte della Conferenza dei Governi Cantonali continua a far discutere soprattutto in Ticino, uno dei quattro cantoni che si è pronunciato contro l’adozione del pacchetto di misure. Ticinonews ha incontrato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi per raccogliere le prime reazioni. 

I motivi del “no”
“In queste prese di posizione non sono state considerate le richieste del Canton Ticino”, spiega Gobbi, “il Ticino ha detto no a questa presa di posizione, perché non tiene conto delle nostre difficoltà nell’ambito della libera circolazione”. In particolare, ad essere problematiche, sono state le questioni legate alla parificazione delle rette universitarie, che “evidentemente sarà un problema per l’Università della Svizzera Italiana e quindi di riflesso per il Canton Ticino”. Inoltre, Gobbi spiega come anche la questione del referendum obbligatorio sia stata fonte di tensioni: “il Ticino è tra i 10 cantoni che lo voleva, questa però non è la posizione maggioritaria. alla fine abbiamo detto no a questa presa di posizione che non teneva conto anche di altri aspetti”. 

La richiesta al Consiglio Federale: misure accompagnatorie
Il Consiglio di Stato ha ancora la possibilità di elaborare la presa di posizione che presenterà al Consiglio Federale. In essa, verranno formulate delle richieste. Il risultato non permette di farsi troppe illusioni: “i Cantoni hanno detto sì e il moto sarà questo”. D’altra parte, “se gli accordi bilaterali dovranno evolversi il Canton Ticino dovrà avere delle misure compensative, perché già con i bilaterali I e II il Canton Ticino è stato l’agnello sacrificale della Confederazione”. In particolare, si chiedono delle misure accompagnatorie che tengano conto di una mediana dei salari “ampiamente sotto la media nazionale” per residenti e frontalieri.

https://www.ticinonews.ch/ticino/il-no-del-ticino-gia-stati-agnello-sacrificale-della-confederazione-420204

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

“A Camorino l’IA si occupa del 30% delle telefonate”

Da poco più di un anno alla Sezione della circolazione risponde un voicebot – Il bilancio è positivo

Dal 2 settembre 2024 alla Sezione della circolazione di Camorino risponde l’AI, un voicebot concepito in Svizzera che è in grado di comprendere anche il dialetto ticinese. Per stilare un bilancio, a un anno dalla sua introduzione, il Radiogiornale della RSI ha intervistato Gianbattista Pron, aggiunto al capo Sezione della circolazione.
“Dai dati che abbiamo raccolto in questo anno di utilizzo del voicebot è andata molto bene. Abbiamo visto una diminuzione dei contatti gestiti dal nostro centralino, quindi quelli che arrivano direttamente all’operatore, del 30%. Questo vuol dire che il voicebot si occupa del 30% delle telefonate che arrivano alla Sezione della circolazione, quindi un risultato direi molto buono”.
Il dubbio maggiore è che una voce creata con l’IA non sia in grado di rispondere alle domande dell’utenza. Gianbattista Pron rassicura: il voicebot impara da ogni chiamata che gestisce, quindi le sue capacità sono migliorate, e, trattandosi di un’evoluzione continua, migliorerà ancora.
Un altro grande interrogativo riguarda i tempi di attesa delle telefonate: sono stati effettivamente ridotti? Secondo l’aggiunto al capo Sezione della circolazione la risposta è sì: “Il voicebot è subito disponibile, non bisogna aspettare che un operatore sia libero e quindi, quando la telefonata entra alla Sezione della circolazione, il voicebot risponde immediatamente”. Il tempo d’attesa sarebbe in questo modo annullato, almeno per parlare con il voicebot.
Il progetto pilota di Camorino intende aumentare la qualità e la rapidità del servizio all’utenza: il sistema, infatti, risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e dovrebbe ridurre i tempi di attesa. Il personale (in carne e ossa) risponde solo nel caso in cui il voicebot non riesce ad evadere la richiesta dell’utente. Si tratta di un sistema già rodato: utilizzato da altre Sezioni della circolazione in Svizzera e da alcune aziende ticinesi.
Quello che è sicuro è che l’IA sta entrando ed entrerà sempre di più nella nostra quotidianità, e l’implementazione di nuove tecnologie procede anche nell’Amministrazione cantonale, secondo la Strategia per la trasformazione digitale del Cantone Ticino.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CA-Camorino-l%E2%80%99IA-si-occupa-del-30-delle-telefonate%E2%80%9D–3225120.html