Ponte di Spada: avviati i lavori della passerella ciclopedonale

Ponte di Spada: avviati i lavori della passerella ciclopedonale

Norman Gobbi: “Quasi un unicum”

Un’opera attesa da decenni che finalmente diventerà realtà. È la passerella ciclopedonale Ponte di Spada, i cui lavori di costruzione sono stati avviati in questi giorni con una cerimonia ufficiale. Il nuovo manufatto, che si svilupperà lungo circa 150 metri, collegherà Cagiallo, nel Comune di Capriasca, a Sonvico (quartiere di Lugano). Si compie pertanto un importante passo avanti nell’ambito della mobilità lenta del Luganese. “Il progetto del Ponte di Spada” – come evidenzia il Direttore incaricato della Divisione delle costruzioni Norman Gobbi – “dal punto di vista tecnico è quasi un unicum a livello nazionale, in quanto si realizza un manufatto a campata unica senza pilastri nella parte centrale; un ponte che andrà ad unire le due sponde completando un percorso già presente da ambo i lati, ma soprattutto il nuovo ponte sarà un ulteriore promotore di un territorio che ha molte ricchezze e bellezze da offrire.

I lavori si concluderanno nel corso dell’estate 2027, per un investimento di circa 11 milioni di franchi, finanziati da Confederazione, Cantone e Comuni del Luganese secondo le quote stabilite nell’ambito del Programma di agglomerato del Luganese di seconda generazione (PAL2).

Alla cerimonia di avvio lavori erano presenti, oltre al Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Sindaco di Capriasca Francesco Canonica, il Sindaco di Lugano Michele Foletti e il Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann. Per l’occasione il Sindaco del Comune di Capriasca Francesco Canonica ha ribadito l’importanza del ponte come unione tra due territori: “Costruire un ponte significa unire. Significa superare divisioni naturali e, simbolicamente, anche quelle umane. Significa investire nella nostra comunità e lasciare alle generazioni che verranno un’eredità concreta, utile e bella. Ogni ponte è un dialogo tra due rive, e questo ponte sarà un dialogo tra passato e futuro, tra natura e modernità, tra tradizione e innovazione”. Il Sindaco della Città di Lugano Michele Foletti ha invece sottolineato l’importanza di disporre di una rete ciclabile nel territorio: “È necessaria una rete di percorsi ciclopedonali estesa, sicura, attrattiva, ben segnalata e ben integrata nel territorio: una consapevolezza cresciuta nel corso dei decenni, con l’aumento del traffico e la necessità di un approccio davvero integrato a tutti i mezzi”. A conclusione degli interventi il Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann ha ringraziato tutti gli addetti che hanno reso possibile l’inizio dei lavori di costruzione, auspicando che, una volta terminata, l’opera possa venire utilizzata da più persone possibili.

Il progetto della passerella ciclopedonale Ponte di Spada è stato selezionato tramite un concorso di progettazione a procedura selettiva svoltosi tra marzo e settembre 2018, vinto dal team composto da Ruprecht Ing. SA (Lugano), Messi + Associati SA (Bellinzona) e Moro & Moro Architetti (Locarno). Nasce da un’attenta analisi del contesto ambientale e paesaggistico, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sulla natura circostante. Il tracciato e la concezione strutturale sono stati definiti in modo da preservare il più possibile l’integrità del luogo.

Non da ultimo va ricordato, come sottolineato dal Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi che “quest’opera è fonte di soddisfazione anche e soprattutto per quanto concerne l’accoglienza da parte della popolazione, che ha fortemente voluto questo progetto e con il suo sostegno ha nutrito la motivazione del Cantone e di tutti coloro che sono coinvolti nella realizzazione di questa infrastruttura; un ringraziamento sincero va ai Comuni del Luganese per l’ottima collaborazione sempre dimostrata anche nell’ambito della mobilità sostenibile.”

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 7 dicembre 2025 de Il Mattino della domenica

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Ieri presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta la tradizionale cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale penale federale Alberto Fabbri e il Procuratore Generale Andrea Pagani.
Nel corso dell’evento sono stati presentati i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi, e sono stati sottolineati i traguardi raggiunti attraverso specifici percorsi formativi. Nel suo intervento il Comandante Matteo Cocchi ha dapprima evidenziato che la Polizia cantonale ha affrontato un 2025 che non è stato privo di sfide e che offre anche molti motivi per essere fieri del suo operato. Infatti, il Corpo ha proseguito con determinazione nell’adempimento dei suoi compiti istituzionali quali la prevenzione, il controllo del territorio, gli interventi e la cooperazione con le altre forze dell’ordine nonché altre istituzioni dello Stato. Si è poi soffermato sul ricambio generazionale che interesserà anche la Polizia cantonale nei prossimi anni. Una sfida complessa che ne vede implicate quattro, i “Baby Boomers” (nati tra il 1946 e il 1964), la “Generazione X” (1965-1980), i “Millennials” (1981-1996) e la “Generazione Z” (1997-2012), e che richiederà appropriate misure per mantenere gli effettivi e la qualità del servizio, attrarre e formare nuove leve nonché valorizzare l’esperienza degli agenti senior in uscita. In quest’ambito ha sottolineato che, grazie ad un intenso lavoro di squadra, è stato possibile organizzare una nuova Scuola di polizia con 15 aspiranti per il Corpo. Questo nonostante le difficoltà finanziarie a livello cantonale. Ha inoltre rilevato che il 2026 si prospetta come un anno di straordinaria importanza e di grande impegno, che metterà alla prova la professionalità, la capacità organizzativa e la coesione delle forze dell’ordine svizzere. Il calendario degli eventi internazionali, ad esempio la Conferenza dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) a Lugano, che si terranno in Svizzera e nei territori limitrofi richiederà infatti un dispositivo di sicurezza di ampia portata e di grande complessità. Sarà necessario pianificare con largo anticipo, coordinare risorse e competenze, rafforzare la collaborazione interforze e tra istituzioni, sia a livello cantonale ma anche federale e internazionale. Impegni che comporteranno sacrifici, orari impegnativi e una disponibilità straordinaria da parte di ognuno. In un periodo in cui la sicurezza è un valore sempre più sentito dai cittadini e un fondamento della nostra democrazia, il ruolo della Polizia cantonale sarà dunque determinante. Non si tratterà solo di “gestire eventi”, ma di garantire che la Svizzera continui a essere riconosciuta come un Paese sicuro, stabile e affidabile. “Insieme, con professionalità e spirito di servizio, sapremo essere all’altezza di questa sfida” ha concluso il Comandante.
Nel suo intervento alla cerimonia della Polizia cantonale ticinese, il Presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, ha espresso gratitudine per il lavoro svolto dal Corpo nell’ultimo anno, segnato da sfide tradizionali e nuove nella lotta alla criminalità. Ha sottolineato come, nonostante queste sfide, la Polizia cantonale abbia garantito presenza, prevenzione e stabilità in ambiti sensibili. Il Governo ha ribadito il proprio sostegno, in particolare sul fronte della formazione, della tecnologia e della cooperazione interforze, riconoscendo il ruolo centrale della Polizia cantonale nel mantenere la sicurezza e la fiducia della popolazione ticinese. Ha terminato il suo saluto con gli auguri per le ormai prossime festività natalizie e soprattutto per un 2026 ricco di soddisfazioni professionali e personali.

La Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina chiude l’anno a Magliaso

La Delegazione della Svizzera Italiana dell’Accademia Italiana della Cucina chiude l’anno a Magliaso

Una serata dedicata a tradizione, relazioni e vita associativa: la Conviviale degli auguri ha permesso di fare il punto su un anno di intensa attività.

Nel clima discreto e ordinato del Golf Club di Magliaso, l’Accademia Italiana della Cucina ha chiuso ieri sera il proprio anno accademico con la conviviale degli auguri. Oltre sessanta i partecipanti, accolti dal delegato Emilio Casati insieme al presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi e al Console generale d’Italia a Lugano, Uberto Vanni d’Archirafi. Ospiti della serata anche Giovanni e Matteo Sardagna dei Poderi Einaudi, invitati per raccontare storia e prospettive della storica cantina piemontese.
Casati ha ricordato che la conviviale segna la conclusione del quarantesimo anno della Delegazione ticinese. «Nel settimo anno di presidenza – ha affermato – ho voluto rafforzare il senso di appartenenza. L’Accademia cresce: oggi conta 227 Delegazioni in Italia e 91 all’estero, con oltre 7.600 associati». Per il Ticino, il bilancio è di sei conviviali nel 2025 e 298 partecipanti complessivi, con una richiesta di adesione in aumento: «In alcune occasioni non riusciamo ad accogliere tutti per limiti di spazio. È un segnale positivo che richiede scelte attente». A Magliaso sono stati ufficialmente presentati i tre nuovi accademici: Herbert Dietrich, Emanuele Ferreri ed Enrico Marghignani.
Nel suo intervento, Norman Gobbi ha posto l’accento sull’importanza del lavoro svolto dietro le quinte dalle associazioni: «Spesso dimentichiamo quanto impegno ci sia nell’organizzare serate come questa. In un’epoca in cui siamo diventati più individualisti, questi momenti ricordano il valore del contatto umano». Gobbi ha definito l’Accademia «una tavola fatta di amici», capace di unire la promozione della cucina italiana alla costruzione di relazioni nel territorio. Dal governo cantonale sono arrivati gli auguri per un «periodo natalizio sereno».
Il Console generale Vanni d’Archirafi ha collegato la serata alla fase decisiva della candidatura della cucina italiana all’UNESCO: «Tra il 13 e il 16 dicembre verrà esaminata. È un passaggio delicato, che potrà riconoscere la cucina italiana come patrimonio culturale immateriale». Il Console ha definito le attività dell’Accademia un elemento «di vicinanza e continuità culturale», sottolineando il ruolo del Consolato come luogo di aggregazione aperto alla comunità.
Ampio l’intervento di Matteo Sardagna, oggi alla guida dei Poderi Einaudi. Ha ripercorso le vicende familiari, dall’acquisto del primo podere nel 1897 da parte di Luigi Einaudi alla trasformazione della cantina nel corso delle generazioni. Sardagna ha parlato del rapporto con il territorio piemontese, rivendicando una produzione orientata alla «gentilezza verso la natura». Ha descritto Barolo Cannubi, abbinato allo Chateaubriand servito a tavola, come «un cru aristocratico», inserendolo nel contesto di un crescente interesse internazionale verso i vini italiani.

Da www.cdt.ch

Ponte di Spada, cantiere al via dopo un’attesa di 150 anni

Ponte di Spada, cantiere al via dopo un’attesa di 150 anni

Le autorità hanno sottolineato la giornata storica per i due versanti della valle del Cassarate, che saranno collegati dalla nuova passerella ciclopedonale (il Ponte di Spada) in un percorso «ad anello».
Le autorità hanno sottolineato la giornata storica per la valle del Cassarate.
Francesco Canonica: ‘Per noi capriaschesi è un sogno che si avvera’

Autorità in grande spolvero sottolineano la giornata storica per i due versanti della valle del Cassarate, che saranno collegati dalla passerella ciclopedonale in un percorso ‘ad anello’.
«I ponti uniscono, i muri dividono. Noi abbiamo scelto di costruire un ponte», così ha esordito ieri il sindaco di Capriasca Francesco Canonica all’inaugurazione del cantiere per la realizzazione del Ponte di Spada. Un’inaugurazione attesa: l’idea di collegare i due versanti della valle risale alla fine dell’Ottocento, mentre il progetto era stato premiato il 4 settembre 2018 all’ex caserma di Tesserete e ci sono voluti ben sette anni per vedere i rappresentanti delle istituzioni, tra cui anche il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann e il sindaco di Lugano Michele Foletti, svelare la targhetta commemorativa che segna la data di ieri come il giorno d’inizio dei lavori.

Consentirà un percorso ‘ad anello’
L’iter progettuale non è stato semplice, si sono susseguiti ricorsi durante la pubblicazione del progetto e nella fase di aggiudicazione, nonché altri impedimenti determinati dal complesso quadro europeo scosso da una crisi economica e geopolitica. Il Vecchio continente con l’invasione russa dell’Ucraina ha sopportato un aumento dei prezzi delle materie prime e una componente essenziale alla realizzazione del ponte è l’acciaio. Questo ha generato incertezze sui costi e rallentato i lavori. Il Ponte di Spada segnerà un ulteriore passo importante in direzione della sostenibilità e della mobilità lenta nel Luganese. La passerella ciclopedonale consentirà di unire in modo continuo due dei principali assi ciclabili regionali, disegnando un percorso “ad anello” che collegherà il fondovalle con Tesserete da un lato e Sonvico dall’altro. Rispetto al tema della sostenibilità, Foletti sottolinea che «è stato privilegiato un tracciato che interessi solo marginalmente l’area boschiva, così da tutelare al massimo l’ambiente». Un’opera che permetterà spostamenti più agevoli, inserendosi nella strategia, ricordata dal sindaco di Lugano, di rafforzare una rete ciclopedonale «estesa, sicura, attrattiva, ben segnalata e ben integrata nel territorio», anche necessaria per ovviare al problema dell’aumento del traffico e «alla necessità di offrire un approccio integrato a tutti i mezzi».

Ampio il sostegno popolare
Nel comunicato diramato dal Cantone, si annuncia anche la prossima fine dei lavori sulla passerella di Sarone (Lugaggia), convertita da percorso pedonale a ciclopedonale. Una passerella, quest’ultima, che permetterà di evitare i ripidi dislivelli che caratterizzano la valle del Cassarate e la valle del Capriasca, irrobustendo la rete ciclabile di 140 km del Luganese con un nuovo ramo che si unisce alla già esistente e frequentata ciclopedonale che congiunge Tesserete e Canobbio. Dal canto suo, Norman Gobbi ha espresso la propria soddisfazione soprattutto «per il sostegno manifestato dalla nostra popolazione. La volontà e l’interesse dei cittadini hanno rappresentato uno stimolo importante sia per il Cantone sia per tutti i partner coinvolti in questo progetto». Oltre all’aspetto di utilità pratica rispetto a quest’opera infrastrutturale, il sindaco di Capriasca ha messo in evidenza il valore simbolico del nuovo attraversamento: «Costruire un ponte significa unire… un dialogo tra passato e futuro, tra natura e modernità, tra tradizione e innovazione».

Una passerella sospesa di 150 metri
L’investimento finanziato dalla Confederazione, dai Comuni del Luganese e dal Cantone è stimato complessivamente in circa 11 milioni di franchi nell’ambito del Programma di agglomerato del Luganese (Pal2). La “spada” che collegherà le due sponde del Cassarate ha caratteristiche tecniche di rilievo: il progetto d’ingegneria leggera e rispettosa del paesaggio è stato ideato dallo studio d’ingegneria Ruprecht Sa, Messi & Associati Sa di Bellinzona e lo studio d’architettura Moro & Moro di Locarno ed è nato da una lettura attenta del contesto naturale, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto paesaggistico. La struttura, interamente in acciaio, sarà una passerella sospesa di circa 150 metri in un’unica campata, sostenuta da un traliccio tridimensionale e quattro cavi portanti ancorati alle due sponde, per una lunghezza complessiva di 168 metri. L’impalcato, largo 3,80 metri, offrirà una visuale aperta sulla valle anche grazie a parapetti dal disegno alternato che creeranno un “effetto visivo dinamico”. Il progetto vedrà luce nell’estate del 2027.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 dicembre 2025 de La Regione

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Il Ponte di Spada è in cantiere «È un sogno che si avvera»
L’avvio dei lavori, che si concluderanno fra un anno e mezzo, è stato sottolineato con un momento ufficiale e la posa di una targa: «È una grande emozione essere qui a salutare l’inizio di un’opera attesa per almeno 150 anni».

Finalmente ci siamo. Sono ufficialmente iniziati i lavori per realizzare il Ponte di Spada, la passerella ciclopedonale che collegherà i due lati della valle del Cassarate, riducendo drammaticamente le distanze fra Sonvico, Cadro, Dino, Tesserete e Lugaggia. Ci siamo, ma c’è voluto un po’. Tanto che dei relatori presenti il 4 settembre 2018 all’ex caserma di Tesserete per premiare il progetto vincitore – gli allora sindaci di Capriasca e Lugano Andrea Pellegrinelli e Marco Borradori e il consigliere di Stato Claudio Zali – ieri nel proprio ruolo ufficiale non c’era più nessuno (Pellegrinelli era fra il pubblico): al loro posto, i corrispettivi Francesco Canonica, Michele Foletti e Norman Gobbi.
Sette anni sono passati da allora. In mezzo una pandemia e una guerra che hanno restituito un mondo diverso e hanno fatto traballare il Ponte di Spada, a causa dell’aumento dei costi. D’altronde, già in passato altri Ponti di Spada – l’idea di collegare le due sponde del Cassarate in quest’area è vecchia di almeno 150 anni – erano sfumati a un passo dal cantiere, sempre a causa degli eventi mondiali. Stavolta no.

Le dichiarazioni
Ieri si è quindi salutato un momento storico per le valli del Cassarate e per il Luganese. «I ponti uniscono e i muri dividono. Noi abbiamo deciso di costruire un ponte – ha esordito il sindaco di Capriasca Francesco Canonica. – È un giorno storico, in cui finalmente inizia un’opera che per tanti e troppi anni era rimasta sulla carta. Non è solo un’opera infrastrutturale, ma un simbolo di storia, identità e futuro. Per noi capriaschesi è un sogno che si avvera». Sentimenti poi rievocati in varie forme anche negli altri interventi. Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha in particolare sottolineato quanto l’opera entusiasmi la popolazione, citando a mo’ di esempio la Banca Raiffeisen del Cassarate che si è proposta per realizzare a sue spese un’area di sosta attrezzata per le bici sul lato di Dino, nei pressi del Ponte di Spada. Idem il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann: «È una grande emozione essere qui a salutare l’inizio di un’opera attesa così tanto a lungo. L’auspicio è che possa anche essere di sprone per il turismo». In questo senso potrà aiutare l’eccezionalità dell’opera, come sottolineato dal presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi: «Sarà una delle strutture più particolari del Ticino e di tutta la Svizzera per le sue caratteristiche ».
Dal punto di vista tecnico, l’opera immaginata dallo studio d’ingegneria Ruprecht SA di Lugano (capofila), Messi & Associati SA di Bellinzona e lo studio d’architettura Moro & Moro di Locarno è infatti complessa, e così lo sarà il cantiere, che impone metodi esecutivi particolari e una qualità nel montaggio e fabbricazione particolarmente elevate. Il manufatto del ponte Spada presenta infatti un’unica campata di 146 metri sostenuta da un traliccio in acciaio di circa 400 tonnellate che va montato a un’altezza di oltre 80 metri sopra la vallata sottostante.
Gobbi ha infine ricordato la «pazienza e determinazione» che sono stati necessari per arrivare al cantiere, sottolineando come l’entusiasmo della popolazione sia stato uno sprone ad avallare il comunque ingente investimento: 11 milioni di franchi circa. Il cantiere dovrebbe concludersi fra primavera ed estate 2027.

Il suo scopo
Il pregio del Ponte di Spada sarà quello di avvicinare le due sponde del Cassarate come mai prima. Sponde ora collegate da un ripido e scomodo sentiero che scende e risale la stretta valle di Spada. La passerella permetterà di collegare il percorso che dal fondovalle si estende fino Tesserete e il percorso che da Cadro sale in direzione della Valcolla fino a Sonvico. Nello specifico si creerà un collegamento «ad anello» che darà continuità ai percorsi ciclabili già realizzati senza dover superare dislivelli elevati e rendendo quindi il tragitto molto più diretto e agevole. Quale opera accompagnatoria è stata anche resa ciclabile la vicina passerella Sarone, in modo di agganciare ottimamente il Ponte di Spada all’esistente percorso ciclopedonale all’altezza di Lugaggia.

Articolo pubblicato nell’edizione di mercoledì 3 dicembre 2025 del Corriere del Ticino

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Il Ponte di Spada, una lama d’acciaio che taglierà le distanze.
Dal 2027 Capriasca e Lugano saranno unite da una passerella ciclopedonale lunga 150 metri
Al via i lavori per l’opera su una sola campata che costerà 11 milioni di franchi

Per oltre un secolo si è parlato del Ponte di Spada e, negli ultimi anni, l’attesa sembrava infinita. Prima i rincari dell’acciaio dovuti alla pandemia e alla guerra russo-ucraina, poi i ricorsi. Per questo l’avvio dei lavori, celebrato martedì dalle autorità, rappresenta un passo importante. Le due sponde del Cassarate, da Capriasca a Lugano, saranno finalmente collegate.
“In quattro e quattr’otto si raggiungerà l’altra sponda senza utilizzare i mezzi pubblici o altri veicoli a motore. Senza inquinare”, sottolinea ai microfoni del Quotidiano Francesco Canonica, sindaco di Capriasca.
Uno degli obiettivi della passerella ciclopedonale, che si svilupperà su un’unica campata di circa 150 metri,  è di promuovere la mobilità lenta, creando un percorso ad anello. “Per noi è qualcosa di estremamente interessante”, afferma il sindaco di Lugano, Michele Foletti. “Perché mette in collegamento due ciclopiste, la Lugano-Tesserete e la Lugano-Cadro-Dino, che sono tra le più frequentate. Anche perché passano sui tracciati delle due ex ferrovie”.
Il nuovo Ponte di Spada, molto atteso dalla popolazione, renderà accessibili in bicicletta itinerari che oggi si possono affrontare solo a piedi dal vecchio ponte e con dislivelli impegnativi. “Questa passerella si aspettava da almeno cinquant’anni. Forse di più”, dice un cittadino.
Il manufatto sarà realizzato interamente in acciaio. “Dal punto di vista tecnico è quasi un unicum – afferma il direttore della Divisione delle costruzioni, Norman Gobbi -. Proprio perché ha una sola campata, senza pilastri in mezzo, e questa era una delle condizioni poste dal Cantone per inserire il ponte nel paesaggio nella maniera meno impattante possibile”.
L’opera non rappresenterà un vantaggio solo per chi vive qui, ma anche per i turisti. “Tanti scelgono come meta di vacanza le zone ben servite da piste ciclabili. La passerella – sostiene il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann – potrebbe essere un ulteriore sprone per chi vuole visitare la nostra regione”.
I lavori si concluderanno nell’estate del 2027, con un investimento di circa 11 milioni di franchi.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Il-Ponte-di-Spada-una-lama-d%E2%80%99acciaio-che-taglier%C3%A0-le-distanze–3324818.html

(Immagine: DT Render)

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Dopo decenni, lavori al via per il Ponte Spada.
Gobbi: “Quasi un unicum in Svizzera”

Dovrebbero concludersi nel corso dell’estate 2027. La spesa totale ammonta attorno agli 11 milioni di franchi e sarà finanziata da Confederazione, Cantone e Comuni del Luganese.

Si è tenuta oggi la cerimonia di avvio lavori del Ponte di Spada che collega il Comune di Capriasca e Lugano. La realizzazione dell’opera, si legge in un comunicato del Dipartimento del territorio, «permetterà di garantire la continuità tra due dei principali percorsi della rete ciclabile del Luganese, creando un percorso ad anello che dal fondovalle si sviluppa in un senso verso la Capriasca fino a Tesserete, e nell’altro senso in direzione della Valcolla fino a Sonvico». «Finalmente, sono molto emozionato e felice», commenta il sindaco di Capriasca Francesco Canonica che sottolinea l’attesa durata decenni: «Ho sentito parlare del Ponte di Spada quando ero bambino».

L’opera
Il progetto della passerella ciclopedonale Ponte di Spada nasce con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sulla natura circostante. «In Ticino abbiamo 250’000 biciclette, una per abitante. Poter fornire loro delle adeguate piste ciclabili è assolutamente importante», afferma il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann. La passerella si svilupperà su un’unica campata di circa 150 metri, che permetterà una vista panoramica senza ostacoli con una lunghezza complessiva di 168 metri e un’altezza massima in campata di 7,5 metri: «Questo progetto, dal punto di vista tecnico, è quasi un unicum in Svizzera», ricorda orgogliosamente il direttore incaricato della Divisione dei traporti Norman Gobbi. L’impalcato avrà una larghezza totale di 3,80 metri, di cui 3,30 destinati al passaggio di ciclisti e pedoni. Questa soluzione «offrirà un effetto visivo dinamico: una percezione di chiusura per chi attraversa rapidamente la passerella e, al contempo, una visuale panoramica per chi procede lentamente o si ferma a osservare il paesaggio».

Costi e tempistiche
I lavori dovrebbero concludersi nel corso dell’estate 2027. La spesa totale ammonta attorno agli 11 milioni di franchi e sarà finanziata da Confederazione, Cantone e Comuni del Luganese. «Quest’opera è fonte di soddisfazione anche e soprattutto per quanto concerne l’accoglienza da parte della popolazione, che ha fortemente voluto questo progetto e con il suo sostegno ha nutrito la motivazione del Cantone e di tutti coloro che sono coinvolti nella realizzazione dell’infrastruttura», ha dichiarato Norman Gobbi a cui fa eco il sindaco di Lugano Michele Foletti: «È estremamente importante per il benessere delle persone. È chiaro che a Lugano è complicato muoversi nel centro città con la bicicletta e di questo ne siamo tutti coscienti, però, per territori periferici, la bici è un mezzo interessante per la mobilità».

Natale con i tuoi in sicurezza con noi

Natale con i tuoi in sicurezza con noi

Comunicato stampa

Dal 1° al 24 dicembre 2025 la Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), ripropone l’operazione di prevenzione PREVENA, volta a garantire maggiore sicurezza durante il periodo dell’Avvento e a sensibilizzare la popolazione sui rischi di furti nei veicoli, nei centri urbani e nei luoghi di acquisto. 

Con l’inizio delle settimane che precedono il Natale, tra luminarie, mercatini e corsa ai regali, aumenta l’afflusso di persone nei centri urbani e nelle principali aree commerciali del Cantone.
Un contesto segnato da giornate più buie e da spazi affollati, che può offrire maggiori opportunità a chi intende commettere furti, sia nei veicoli sia approfittando di momenti di distrazione durante lo shopping.
Da oltre 18 anni, PREVENA mira a tutelare la popolazione in un periodo particolarmente sensibile, rafforzando la cultura della prevenzione e promuovendo comportamenti attenti e responsabili in collaborazione con le forze dell’ordine sul territorio.
Nel mese di dicembre la Polizia aumenterà la propria presenza nei principali centri urbani e nelle aree commerciali del Cantone. Le pattuglie saranno maggiormente visibili nelle ore diurne e, in alcune giornate, anche nelle fasce pomeridiane e serali, con l’obiettivo di prevenire furti e reati legati al maggiore afflusso di persone. L’attività comprenderà pattugliamenti mirati, controlli sul territorio e momenti di contatto con la popolazione.

Consigli di prevenzione
Le festività rappresentano un’occasione di convivialità e incontro, ma possono anche trasformarsi in motivo di spiacevoli sorprese se non si adottano alcune misure di prudenza. La Polizia cantonale invita quindi cittadine e cittadini a prestare attenzione e a non sottovalutare piccoli gesti di cautela che possono fare la differenza. Di seguito alcuni accorgimenti utili per tutelare la propria sicurezza e i propri beni durante lo shopping e gli spostamenti.

Quando portate con voi borse e portafogli: 
– Tenete borse, borsette e zaini sempre sotto controllo, evitando di appoggiarli su sedie, carrelli o altri supporti senza sorveglianza.
– Portate le borse a tracolla sul davanti e assicuratevi che siano ben chiuse, soprattutto nelle aree affollate come mercatini e centri commerciali.
– Aprite borse e portafogli solo quando necessario e, per quanto possibile, evitate di mostrare oggetti di valore o grosse somme di denaro in pubblico.
– Riponete portafogli e portamonete nelle tasche interne della giacca o all’interno della borsa, evitando tasche esterne o facilmente accessibili.

Quando lasciate l’automobile:
– Scegliete, quando possibile, posteggi ben illuminati e, nelle ore serali o notturne, strutture sorvegliate.
– Non lasciate mai le chiavi all’interno del veicolo, neppure se parcheggiato nel vostro garage.
– Prima di allontanarvi, verificate di aver chiuso correttamente tutte le portiere e il bagagliaio.
– Chiudete completamente finestrini e tettucci apribili.
– Evitate di lasciare in auto oggetti di valore, borse o documenti personali: portateli con voi oppure custoditeli in modo da non renderli visibili.
– Dopo aver attivato la chiusura, controllate, anche a qualche passo di distanza, che il veicolo sia effettivamente bloccato.

Grazie alla collaborazione di ciascuno, le feste possono rimanere un momento di serenità e sicurezza per tutte e tutti.

Flyer

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Oltre la traccia – Imparare a conoscere la montagna d’inverno

Come muoversi in sicurezza su un pendio innevato?
Come interpretare correttamente il bollettino valanghe?
Come usare ARTVA, pala e sonda in modo efficace?

Queste sono domande fondamentali per chi ama vivere la montagna d’inverno e sono al centro di Oltre la traccia, il nuovo progetto formativo promosso dalle Guide Alpine Ticinesi (GAT).
Si tratta di cinque giornate dedicate alla prevenzione degli incidenti da valanga e alla promozione della cultura della sicurezza in montagna. Tutte con identico programma e pensate per le appassionate e gli appassionati di sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Le date sono separate e autonome, pensate per essere più comode per la popolazione.
L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico ticinese, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino.
Le giornate si svolgeranno tra dicembre 2025 e gennaio 2026 in cinque località della Svizzera italiana: Cios Prato, Airolo, San Bernardino, Carì e Nara.
“Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale”, afferma Pierre Crivelli, segretario del GAT.
La collaborazione con il progetto di prevenzione Montagne sicure, promosso dal Dipartimento delle istituzioni e con un rappresentante GAT nella Commissione consultiva, rafforzerà l’iniziativa grazie alla fornitura di materiale informativo e, dove necessario, esperti con competenze complementari a quelle delle guide alpine. Secondo Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva: «Questa è un’opportunità, offerta da un partner qualificato, per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».
Grazie al sostegno di partner e sponsor come AET, il GAT mantiene contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione.
Ogni giornata, condotta da professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss Mountain Training (SMT).
Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza.
www.guidealpineticino.chwww.guidealpineticino.ch/event-list

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La sicurezza in montagna ora va ben «Oltre la traccia»

In inverno gli infortuni sulla neve sono all’ordine del giorno: gli incidenti possono essere prevenuti promuovendo «la cultura della prudenza» – Lo faranno le guide alpine, attraverso cinque giornate, nell’Alto Ticino e a San Bernardino.

Prevenire gli incidenti da valanga, certo. Ma anche e soprattutto farsi promotori della cultura della sicurezza in montagna. La scorsa stagione invernale in Svizzera si sono registrati 21 morti a causa delle slavine. Oltre la metà dei decessi è avvenuta in maggio a causa del clima umido, freddo e ventoso. Bisogna sensibilizzare. Ecco perché le Guide alpine ticinesi (GAT) lanciano il progetto «Oltre la traccia» che mira a formare coloro che vanno in alta quota. Affinché non capitino più altre tragedie. Cinque le giornate in programma dal corrente mese di dicembre a gennaio, in Ticino (Cioss Prato, Airolo, Carì e Nara) ed in Mesolcina (San Bernardino): «L’iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico, fornendo strumenti pratici e conoscenze fondamentali per muoversi con maggiore consapevolezza e responsabilità nel territorio alpino ». È particolarmente rivolta a chi pratica discipline quali lo sci escursionismo ed il fuori pista oppure si «accontenta » di una passeggiata con le racchette da neve.

Azioni mirate sul territorio
Un progetto importantissimo che va a concatenarsi con quello promosso da sette anni dal Dipartimento delle istituzioni, vale a dire «Montagne sicure ». L’impegno delle guide alpine sarà impreziosito dalle raccomandazioni di esperti con competenze complementari, mentre a disposizione dei partecipanti vi sarà del materiale informativo dettagliato. «Abbiamo voluto creare un percorso concreto e accessibile, per sensibilizzare le persone, contribuire a ridurre gli incidenti e aumentare la sicurezza. Diffondere una cultura di prudenza e rispetto della montagna è il nostro obiettivo principale», afferma il segretario del GAT Pierre Crivelli. Gli fa eco Alessandro Lava, presidente della Commissione consultiva, secondo il quale si tratta di una grande opportunità «offerta da un partner qualificato per raggiungere il nostro pubblico di riferimento con azioni mirate e davvero utili, in un periodo in cui l’interesse per la montagna e per le attività fuori pista è in costante crescita».

Le date da segnare sull’agenda
GAT è un’associazione che riunisce una quindicina di guide alpine, quattro maestri di arrampicata, due accompagnatori di montagna (specializzati nell’affrontare le medie vette) e tre aspiranti guide. «Tutti i nostri membri sono persone che della loro passione ne hanno fatto un mestiere. Dopo avere seguito le differenti formazioni e conseguito i rispettivi brevetti federali, continuano a promuovere le attività di montagna ed in particolare sul territorio ticinese, ma non solo», si legge sul sito www.guidealpineticino. ch. Il GAT ha un rappresentante nella Commissione consultiva di «Montagne sicure», campagna di sensibilizzazione che sarà rafforzata da «Oltre la traccia». I cinque appuntamenti in altrettante località sono in agenda nelle seguenti date (minimo 8 partecipanti): Cioss Prato (sabato 13 dicembre), Airolo (sabato 20 dicembre), San Bernardino (lunedì 29 dicembre), Carì (lunedì 5 gennaio) e Nara (domenica 11 gennaio).
Ogni giornata, che vedrà in qualità di relatori professionisti riconosciuti a livello federale, permetterà ai partecipanti di conseguire la formazione di livello 1 del sistema Swiss mountain training. Tutte seguiranno lo stesso canovaccio e sono pensate, ribadiamo, per gli appassionati degli sport invernali: sci alpinismo, freeride e racchette da neve. Grazie al sostegno di partner e sponsor come l’Azienda elettrica ticinese, il GAT riesce a mantenere «contenuta la quota d’iscrizione, rendendo la formazione accessibile ad un ampio pubblico. Rimane aperta la possibilità per nuovi sponsor di contribuire a questo importante progetto di sensibilizzazione. Perché la libertà in montagna nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dalla consapevolezza ».

Unione d’intenti con il Cantone
«Montagne sicure» ha quali obiettivi – leggiamo dalla pagina Web del Dipartimento delle istituzioni – la sensibilizzazione e il sostegno a progetti legati alla sicurezza ad alta quota in tutte le stagioni dell’anno e all’indirizzo di tutti i suoi frequentatori. Inevitabile, pertanto, la collaborazione con «Oltre la traccia». Ciò che consentirà, ancora di più, di veicolare il messaggio che quando si va in montagna bisogna andarci… con testa, seguendo consigli come quelli che trovate nel box a lato.

I consigli da seguire per evitare il peggio
I consigli, quando si va in montagna in inverno, sono sempre gli stessi. Ma vanno seguiti alla lettera. Innanzitutto consultare il bollettino valanghe ed accertarsi del grado di pericolo (da 1 a 5). In secondo luogo occorre prestare attenzione alle condizioni della neve, che nel corso della giornata possono cambiare più volte. Poi bisogna preparare nel dettaglio l’escursione, soprattutto se possibile non uscire da soli.
Fondamentale è altresì adattare l’attrezzatura alle condizioni, in particolare per quanto riguarda l’abbigliamento. Infine, quando si effettuano gite di gruppo, vanno chiariti fin da subito i ruoli.

Obbligo di servizio civico respinto

Obbligo di servizio civico respinto

Comunicato stampa Alleanza Sicurezza Svizzera (30.11.2025)

Il servizio civico deve valere solo per compiti di sicurezza

Il Popolo svizzero ha respinto nettamente l’iniziativa «Servizio Civico». L’iniziativa avrebbe obbligato tutte le cittadine ed i cittadini svizzeri a prestare un servizio a favore della collettività o dell’ambiente. Con il suo rifiuto, la popolazione ha lanciato un segnale chiaro: un servizio arbitrario a spese dei contribuenti non è gradito. L’obbligo di servizio deve essere limitato alla nostra sicurezza.

L’Alleanza Sicurezza Svizzera è convinta che il Popolo svizzero abbia preso la decisione giusta respingendo l’iniziativa «Servizio Civico». Sebbene l’iniziativa fosse animata da buone intenzioni, non avrebbe raggiunto l’obiettivo di rafforzare la sicurezza della Svizzera. Importanti pilastri della nostra società, della nostra sicurezza e della nostra economia sarebbero stati indeboliti. Per questo motivo un’ampia alleanza che spaziava dalla sinistra alla destra si è opposta a questa iniziativa.

Focus sul rafforzamento di esercito e sicurezza
L’estensione dell’obbligo di servizio è stata respinta. L’esercito e la protezione civile possono quindi continuare a contare su strutture regolate, responsabilità vincolanti e risorse affidabili. Il focus deve restare, come sottolineato anche dalle promotrici e dai promotori, sul poter garantire il fabbisogno di personale per l’esercito e la protezione civile: la nostra sicurezza non può essere ulteriormente indebolita.
«Ora spetta al Consiglio federale elaborare una soluzione efficace e sostenibile per assicurare il personale adeguato a coprire il fabbisogno di esercito e protezione civile, senza rischi inutili per la sicurezza nazionale. Attendiamo quindi la proposta del Consiglio federale per l’attuazione dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza», evidenzia il Consigliere nazionale Reto Nause, presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.

Obbligo di servizio generale respinto – Come sarà l’obbligo di servizio in futuro?
Come comunicato dal Dipartimento della difesa l’11 novembre 2025, presto non sarà più possibile avere abbastanza personale a disposizione per l’effettivo necessario di esercito e protezione civile. È indispensabile affrontare il problema degli effettivi, aggravato dalla facilità con cui si può passare al servizio civile. La nostra sicurezza ne paga le conseguenze: molte persone adempiono il proprio obbligo svolgendo mansioni come la sorveglianza delle pause in una scuola, lo sfalcio di prati ad alta biodiversità o lavori di giardinaggio, mentre nell’esercito e nella protezione civile mancano le persone.
«Il prossimo passo è ora il pacchetto di misure già discusso dal Parlamento per il rafforzamento della protezione civile. Esso introduce un meccanismo di compensazione che permette di assegnare alle organizzazioni cantonali della protezione civile, qualora sia sottodotate, delle persone che svolgono il servizio civile. Per garantire gli effettivi a lungo termine, tuttavia, abbiamo bisogno dell’obbligo di prestare servizio di sicurezza», afferma il Consigliere nazionale Michael Götte, membro di comitato dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.

Un successo trasversale
Il “no” all’obbligo di servizio civico generalizzato ha unito rappresentanti di tutti gli schieramenti politici – dall’UDC al Centro e PLR fino al PS e ai Verdi – oltre a rappresentanti del mondo economico, della società civile e delle organizzazioni di sicurezza. Il chiaro “no” dimostra che l’Alleanza Sicurezza Svizzera, in qualità di organizzazione capofila, è riuscita a riunire le diverse parti e a condurre una campagna trasversale sotto un’unica guida. L’Alleanza ha così superato con successo la prova del fuoco sotto la nuova presidenza di Reto Nause.