«Pronti ad annettere Campione d’Italia»

«Pronti ad annettere Campione d’Italia»

Da www.cdt.ch

La preoccupazione del consigliere di Stato leghista in un’intervista al Corriere della Sera: «In Italia c’è un vuoto politico, si può pensare a un riscatto di questo Comune da parte delle autorità elvetiche e ticinesi»

Dopo aver affrontato il «caso» Campione d’Italia in occasione dell’assemblea della Regio Insubrica, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi torna a parlare dell’enclave in un’intervista apparsa oggi sul sito del Corriere della Sera in cui sostiene: «L’Italia non riesce a risolvere la crisi di Campione, l’annessione alla Svizzera sarebbe una soluzione».
«Con il precedente Governo italiano – aveva spiegato Gobbi in occasione dell’assemblea della scorsa settimana – stavano discutendo per far slittare la data dell’entrata di Campione d’Italia il prossimo 1. gennaio nello spazio doganale dell’Unione europea. Ma essendo cambiato l’Esecutivo tutto diventa più complicato. La proroga della data è necessaria, anche perché le autorità di Campione in questi quattro mesi non riusciranno ad adempiere a tutte le formalità necessarie». Questo potrebbe portare a problemi e complicazioni, per esempio, i campionesi che guidano auto immatricolare in Ticino.
«La realtà di Campione – continua il consigliere di Stato sul foglio del Belpaese -, pur trattandosi di un Paese italiano, è stata retta dal diritto consuetudinario negli ultimi 150 anni. Sostanzialmente è un Comune che usufruisce quasi totalmente dei servizi svizzeri, anche se di sovranità italiana. Credo che questa situazione di vuoto politico, visto che da tempo non c’è una giunta comunale, ma anche di assenza di prospettive a breve termine, sicuramente può indurre a una considerazione: pensare cioè a un riscatto di questo Comune da parte delle autorità elvetiche e ticinesi».
Laddove non arriva l’Italia, in sostanza, secondo il consigliere di Stato della Lega dei ticinesi potrebbe arrivare benissimo la Svizzera, conclude l’articolo del Corriere italiano.

Le reazioni
Non è mancata la reazione d’oltreconfine. La parlamentare comasca del PD Chiara Braga, sempre sul corriere.it, commenta: «L’Italia non vende i suoi paesi, ma ne risolve i problemi».
«In questo momento l’enclave è stata un po’ trascurata, a causa di un problema complesso, ma Campione è italiana e tale rimane», le ha fatto eco il neo alleato Giovanni Currò, deputato del Movimento 5 Stelle.

Torniamo ad essere padroni in casa nostra!

Torniamo ad essere padroni in casa nostra!

L’agenda politica elvetica è ormai dettata dai burocrati di Bruxelles

Non ci voleva uno studio scientifico per mostrare ciò che è già sotto gli occhi di tutti: a dettare l’agenda politica in Svizzera sono organismi stranieri, Unione europea in primis. Lo studio in questione è stato eseguito da ricercatori dell’Università di Ginevra e riguarda tutti i quasi 2’000 atti legislativi sottoposti a referendum trattati dal Parlamento federale tra il 1987 e il 2015. “Peccato nell’analisi che ci si fermi al 2015 – osserva il Consigliere di Stato Norman Gobbi. Se fino a quell’anno il 22% delle nuove leggi o revisioni di legge erano una diretta conseguenza di una “imposizione” esterna, sono certo che in questi ultimi 4 anni tale percentuale sia progredita ulteriormente! Questo significa, come sempre sostenuto, che non siamo più padroni in casa nostra. La maggior parte dei cambiamenti legislativi a livello svizzero non sono più richiesti dal parlamento o al Consiglio federale (o dai Cantoni!). No, a dettare l’agenda politica ormai sempre di più è l’Unione europea”.
In queste settimane in cui la campagna per le elezioni federali sta entrando nel vivo ci si rende conto che se non ci fossero Lega e UDC a livello ticinese e svizzero ben pochi metterebbero a tema la difesa della sovranità nazionale. “Beh, un esempio clamoroso – sottolinea Gobbi – è stato dato dalla recente votazione (19 maggio) sulla modifica della legge federali sulle armi. Siamo rimasti praticamente soli a batterci contro questa ennesima ingerenza di Bruxelles. E nonostante questo, anche se soli, siamo riusciti a ottenere il sostegno della maggioranza dei ticinesi che si è recata a votare. Se fosse stato per il Ticino, quel giorno Bruxelles avrebbe ricevuto un sonoro schiaffo. Così non è stato e abbiamo visto come è andata”.
Cioè, cosa intende dire? “Il mese di giugno è stato emblematico nei rapporti Svizzera-UE; ci siamo lasciati prendere a pesci in faccia per quanto riguarda le trattative sull’accordo quadro. Addirittura sino a giungere a togliere l’equivalenza borsistica per Zurigo. Salvo poi constatare – detto per inciso e con soddisfazione – che tale ripicca sinora ha giovato agli affari elvetici”.
Ritorniamo all’accordo quadro. “Non smetterò mai di contrastarlo. Lo giudico pessimo per il futuro della nazione. Non per nulla anche la risposta del Consiglio di Stato alla consultazione voluta da Berna è stata negativa e chiede di rispingerlo. (I consiglieri di Stato leghisti in Governo hanno fatto la loro parte, eccome!). Spero che in questa campagna elettorale si riesca a convincere il maggior numero di cittadini sul fatto che tale accordo sarà davvero dannoso per tutti noi. Minaccia la nostra sovranità nazionale e ci impone di continuare ad adattare la nostra legislazione sulla base delle scelte che vengono fatte a Bruxelles. La Svizzera non ha proprio bisogno di seguire i dettami dell’UE, di questa Unione Europea centralista e verticistica, così lontana dal nostro federalismo e dai reali bisogni della gente!”, conclude il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Puigdemont sbarca a Lugano

Puigdemont sbarca a Lugano

Da www.liberatv.ch

Incontro privato a Palazzo Civico con le autorità prima della conferenza al Festival Endorfine
Dopo l’incontro, il leader catalano in esilio ha posato in compagnia di Claudio Franscella, Gobbi, Borradori, Badaracco e Chiesa

Carles Puigdemont è sbarcato a Lugano. Ieri sera il leader catalano in esilio ha incontrato le autorità comunali a Palazzo Civico, dove si è poi intrattenuto per la classica foto di rito in compagnia del presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, del ministro Norman Gobbi, del sindaco Marco Borradori, del capo Dicastero cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco e del Consigliere Nazionale Marco Chiesa.
Questo pomeriggio, Puigdemont terrà una conferenza pubblica alle 14:30 al Padiglione Conza intitolata “identità catalana” nell’ambito della prima edizione del Festival Endorfine, un evento dedicato al pensiero e alla creatività in programma da ieri a domenica 15 settembre.
L’incontro con il leader catalano – hanno fatto sapere gli organizzatori con una nota su Facebook – ha già registrato il tutto esaurito. Restano ancora pochissimi posti che verranno assegnati, in base alla disponibilità, a chi si presenterà direttamente all’evento.

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Assemblea generale della Comunità di lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa 

 L’Assessore della Regione Lombardia Massimo Sertori alla guida della Comunità di lavoro

L’Assessore della Regione Lombardia con delega ai Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori ha assunto oggi la carica di Presidente della Regio Insubrica, durante l’Assemblea generale tenutasi nella splendida cornice di Villa Gallia sul lago di Como. Un momento di lavoro quello di oggi che ha permesso di consolidare strategia e obiettivi della Comunità di lavoro.

GOBBI: PASSI IN AVANTI SULLA COLLABORAZIONE
Il Consigliere di Stato del Canton Ticino e Presidente uscente della Regio Insubrica Norman Gobbi, ha avviato i lavori ricordando l’importanza delle attività di dialogo e confronto transfrontaliero e con una riflessione sull’anno di attività 2018/2019, che ha portato avanti dossier importanti come quello delle auto immatricolate in Svizzera utilizzate da cittadini residenti in Italia, come l’accordo dei lavoratori frontalieri, per il quale la Confederazione chiede di trovare una soluzione tempestiva che vada al di là dell’accordo del ’74, e la problematica di Campione d’Italia, tema sul quale ha espresso preoccupazione auspicando un intervento celere da parte del Governo italiano. “Tramite i tavoli di lavoro della Regio Insubrica – ha detto il Consigliere di Stato Gobbi – abbiamo fatto ottimi passi in avanti che hanno potuto mediare a favore della collaborazione sulla frontiera Italia – Svizzera”. “Attraverso i vari tavoli tecnici – ha concluso – siamo riusciti inoltre a portare avanti progetti strategici a livello locale volti a migliorare la vita dei nostri cittadini”. 
Le numerose attività svolte nel 2018 dalla Regio Insubrica sono state poi ripercorse dal Segretario della Comunità di lavoro, Francesco Quattrini: il rafforzamento del proprio ruolo nell’ambito delle relazioni italo-svizzere, anche attraverso il lavoro costante dei tavoli tecnici, tra cui quello sull’economia e sulla LIA, sull’ambiente e la mobilità (sostenibilità, dissesti idrogeologici, qualità delle acque e gestione degli inerti) e sul turismo, sport e tempo libero (navigazione e sviluppo turistico globale).

PREIONI: CONFERMATA DISPONIBILITÀ DA NUOVA GIUNTA PIEMONTESE
Intervenendo per portare il saluto della Regione Piemonte il Consigliere Alberto Preioni ha evidenziato la volontà della nuova amministrazione di dare il proprio contributo alla Comunità di lavoro perseguendo un sempre più fattivo rapporto tra Piemonte, Ticino e Lombardia, nonché la propria apertura ad una progettazione congiunta nell’ambito dei programmi di cooperazione transfrontaliera e non solo.

SERTORI: MASSIMA ATTENZIONE PER LAVORATORI FRONTALIERI
“Un ringraziamento all’amico Norman Gobbi – ha dichiarato l’assessore Sertori assumendo la presidenza per l’anno entrante – per il lavoro straordinario fatto fino ad oggi e che dobbiamo portare avanti in maniera continuativa e con lo spirito istituzionale che contraddistingue la Comunità di Lavoro”. “La Regio è una sede dove si affrontano problematiche, con il tipico pragmatistico dei territori da noi rappresentati e con l’obbiettivo di risolverli per le vie brevi. Un metodo che funziona e che vogliamo portare avanti intensificando l’impegno da parte di tutti nel confronto e nella partecipazione ai tavoli”.
“In merito a dossier importanti come quello di Campione di Italia e quello delicato dei frontalieri, l’impegno è quello di adoperarci per proseguire il lavoro fin qui svolto e l’interlocuzione con il governo centrale”.
“Preso atto che l’accordo parafato del 2015 prevede la doppia fiscalità dei lavoratori frontalieri, da simulazioni fatte con incrementi in alcuni casi anche del 70% della tassazione che evidentemente penalizzerebbe in modo importante questa categoria di lavoratori e preso atto che la situazione del frontalierato si è modificata dal 74 ad oggi, generando situazioni a volte di difficoltà alla vicina Svizzera, l’ipotesi di lavoro che Regione Lombardia ha presentato al passato Governo centrale, in una interlocuzione avanzata, prevedeva una sorta di doppio binario che da un lato lasciava immutate le condizioni fiscali degli attuali frontalieri fino al raggiungimento della pensione e dall’altro introduceva, per i nuovi frontalieri, una doppia fiscalità calmierata rispetto a quanto previsto dall’accordo del 2015”.
Anche nell’ambito della Programmazione Interreg 2021/2027 “abbiamo intenzione di portare avanti e sviluppare progetti sempre più di qualità e di valenza strategica sul territorio”. In conclusione, un cenno anche allo scenario delle Olimpiadi invernali del 2026 e che secondo Sertori “Al di là dei confini istituzionali potrà portare dei benefici anche sul territorio svizzero e sono certo che la Regio potrà avvalorare e creare sinergia”.

In conclusione, i membri della Comunità di lavoro hanno approvato i conti preventivo 2019 e consuntivo 2018 che hanno mostrato una positiva solidità finanziaria.

 

Terrorismo: via il passaporto al reclutatore

Terrorismo: via il passaporto al reclutatore

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 del Corriere del Ticino

La Segreteria di Stato della migrazione ha revocato la cittadinanza all’agente di Argo 1 accusato di proselitismo.
È la prima volta che accade in Svizzera – Era stato condannato per aver favorito due foreign fighter del Luganese.

Per la prima volta la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha revocato il passaporto svizzero a un uomo condannato per legami con il terrorismo islamico. E non è una persona qualunque: si tratta infatti dell’ex agente di sicurezza della Argo 1, Ümit Y., conosciuto anche come «il reclutatore». Classe 1984 e cittadino svizzero di origine turca con la doppia nazionalità, nel 2017 l’uomo è stato dichiarato colpevole dal Tribunale penale federale di Bellinzona per violazione della legge che vieta i gruppi terroristici Al Qaeda ed ISIS. Un caso questo senza precedenti in Ticino e che non aveva mancato di suscitare clamore scoperchiando una realtà che, fino ad allora, si pensava risparmiasse il nostro territorio. Una realtà fatta di proselitismo, di giovani luganesi convertiti all’estremismo islamico e foreign fighter che dal nostro cantone raggiungevano l’Iraq o la Siria pronti a morire per la jihad sotto le bombe della coalizione internazionale.

Una visione radicale
Il caso era scoppiato il 22 febbraio 2017 quando Ümit Y. era stato arrestato a Lugano, in un blitz che aveva impiegato una centinaia di agenti. Finito davanti alla Giustizia, l’uomo è stato riconosciuto colpevole di proselitismo per il Fronte al-Nusra (affiliato ad Al Qaeda), nonché di aver inneggiato alla jihad e aver aiutato due foreign fighter a raggiungere il Medio Oriente. Azioni che avevano portato i giudici a emettere una condanna di 2 anni e mezzo, di cui 6 mesi da scontare. Al momento del processo, però, l’uomo aveva già scontato 6 mesi in carcere e dopo pochi giorni dalla sentenza era di nuovo a piede libero. Due, come detto, i principali atti di accusa. Da un lato in merito all’attività di proselitismo durante la quale avrebbe trasmesso la sua visione radicale dell’Islam. Numerosi i casi emersi durante il processo a Bellinzona: in un’occasione una donna di Como gli aveva chiesto l’approvazione per partire a combattere mentre un’altra persona avrebbe espresso la medesima volontà. Un terzo uomo sarebbe invece passato da una visione moderata a una radicale. Più complesso il discorso riguardante il supporto fornito a due foreign fighter mai tornati dal fronte: Oussama Khachia (il «jihadista di Pregassona», dato per morto in Siria) e Ylan B. (un 26.enne di Molino Nuovo morto in Iraq nel 2015). Ümit Y. avrebbe ospitato per due giorni Oussama e la moglie nella casa in Turchia, facendo sembrare la trasferta una vacanza tra coniugi per confondere le acque. A Ylan invece, l’ex agente di sicurezza avrebbe fornito indicazioni sui mezzi pubblici per raggiungere il fronte, consegnandogli 100 franchi.

«Condotta di grave pregiudizio»
Un caso intricato insomma, che ha però un finale chiaro: la revoca della cittadinanza svizzera. Un passo, questo, che la Segreteria di Stato della migrazione può compiere nei confronti di «una persona che possiede anche la nazionalità di un altro Stato e qualora la sua condotta sia di grave pregiudizio agli interessi, e quindi alla sicurezza, della Svizzera», si legge in una nota della SEM. Gravi crimini commessi appunto nel quadro di attività terroristiche o di estremismo violento. Nel caso specifico, la SEM «ritiene che i suddetti requisiti siano soddisfatti, come testimonia il lungo periodo da passare dietro le sbarre inflitto all’uomo. Questi, insieme al passaporto, perde anche la cittadinanza cantonale e comunale».

«Decisione determinante»
Una decisione che il direttore delle Istituzioni Norman Gobbi ha commentato su Facebook: «Il Consiglio di Stato, su proposta del mio Dipartimento, ha dato seguito alla proposta della SEM per la revoca della cittadinanza svizzera, cantonale e comunale di una persona condannata in via definitiva per appartenenza ad un’organizzazione terroristica. La decisione del Cantone Ticino – secondo la recente modifica legislativa – è infatti stata vincolante e determinante al passo compiuto dalla SEM, il primo mai avvenuto a livello elvetico». La decisione non è ancora passata in giudicato e l’uomo ha dunque la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo federale. In giugno, il Consiglio federale aveva affermato che una decina di binazionali sospettati di aver partecipato all’estero ad attività nell’ambito del terrorismo erano stati identificati. V.M.

Segretari giudiziari anche in aula

Segretari giudiziari anche in aula

Servizio all’interno dell’edizione di mercoledì 11 settembre 2019 di TG di Teleticino

http://teleticino.ch/il-tg/non-e-un-cerotto-YN1690515

****

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 12 settembre 2019 de La Regione

Dal governo il messaggio definitivo per il pp in più.
Maggiori competenze ai collaboratori dei magistrati Potenziamento del Ministero pubblico: sulle misure ora la parola al Gran Consiglio

Spetta ora al Gran Consiglio pronunciarsi sui provvedimenti per rafforzare organico e azione della Procura. Conclusasi intorno alla metà di agosto la consultazione sulle misure proposte dal Dipartimento istituzioni, il Consiglio di Stato ha varato ieri il messaggio definitivo. Confermando, spiega il governo stesso in una nota, gli elementi principali del potenziamento del Ministero pubblico prospettati dalla bozza di messaggio che il Dipartimento aveva sottoposto al parere del Consiglio della magistratura, degli uffici giudiziari, della Polizia cantonale e dell’Ordine degli avvocati. Ossia: un procuratore pubblico in più, da inserire nel gruppo di pp impegnato nelle inchieste sui reati economico-finanziari, e l’assegnazione di competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei magistrati inquirenti, per quel che concerne il cosiddetto penale minore. Con una novità, che è frutto della consultazione: nell’ambito dei procedimenti contravvenzionali e previa autorizzazione del procuratore generale, i segretari giudiziari dovrebbero poter non solo emanare decreti d’accusa o di abbandono, ma anche – aggiunge l’Esecutivo nel messaggio appena licenziato – “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti”. Dovrebbero dunque poter, ad esempio, sostenere l’accusa in tribunale (Pretura penale) in caso di opposizione o redigere ricorsi.
Tutto questo parlamento permettendo, dato che il passaggio da ventuno procuratori – pg compreso – a ventidue e l’attribuzione di competenze decisionali ai segretari giudiziari richiedono una modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria. Prima di approdare al plenum del Gran Consiglio, il messaggio verrà esaminato e discusso dalla commissione Giustizia e diritti.

‘Continuità nella gestione delle procedure delegate’
Tornando ai possibili futuri compiti dei segretari giudiziari, l’obiettivo, sottolinea il governo nel messaggio, è di “sgravare i procuratori pubblici dalla responsabilità dei procedimenti contravvenzionali di natura bagatellare per i quali la pena comminata è esclusivamente la multa”. Questi procedimenti “costituiscono circa il 10 per cento delle entrate annuali del Ministero pubblico (pari a circa 1’200 incarti), casistica di competenza in particolare della Sezione di polizia”, ovvero della squadra di pp dedita alle inchieste su tutti gli illeciti non finanziari. Il governo propone pertanto di conferire al procuratore generale “la facoltà di autorizzare singoli segretari giudiziari – solo quindi quelli che saranno ritenuti idonei – ad assumersi la responsabilità dei procedimenti esclusivamente contravvenzionali, in luogo dei rispettivi procuratori pubblici”. Singoli segretari, poiché, scrive il Consiglio di Stato, “non tutti i segretari giudiziari, per assenza di specifica formazione (accademica), potranno infatti essere autorizzati dal procuratore generale ad agire autonomamente”.
Insomma, il nuovo articolo di legge confezionato dal governo “permetterà a singoli segretari giudiziari di dirigere il procedimento penale nei casi contravvenzionali e meglio: condurre le indagini, trasmettere le citazioni, emanare i decreti di non luogo a procedere, sospendere o abbandonare il procedimento penale, emanare i decreti d’accusa, promuovere l’accusa”. E, per l’appunto, “rappresentare il Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti, redigere atti ricorsuali, risposte, osservazioni a reclami ecc.”. Nel messaggio si sottolinea che “l’estensione della delega alla rappresentanza del Ministero pubblico nelle sedi giudiziarie competenti a giudicare l’eventuale impugnativa derivante da una decisione di archiviazione del procedimento contravvenzionale (tramite decreto di non luogo a procedere, decreto d’abbandono o di sospensione) o di opposizione a un decreto d’accusa, discende dall’evidente opportunità di continuità nella gestione delle procedure delegate, nell’ottica di una gestione efficiente ed efficace del procedimento”. Secondo il Consiglio di Stato “appare difatti evidente la necessità che a seguire l’incarto sia la persona che lo ha istruito sin dal principio, piuttosto che indurre un procuratore pubblico a riprenderlo, con un dispendio di tempo e risorse non trascurabile”. A questi segretari giudiziari, osserva dal Dipartimento istituzioni la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti, «si darebbe così anche la possibilità di crescere professionalmente». Afferma il direttore del Dipartimento Norman Gobbi: «Ho preso atto con soddisfazione del fatto che il pg Andrea Pagani ha nel frattempo introdotto un sistema di monitoraggio del lavoro dei singoli procuratori e questo per una gestione efficace dell’ufficio».

Torna l’hockey! L’oroscopone di liberatv: da Gobbi a Lombardi, da Borradori a Regazzi…

Torna l’hockey! L’oroscopone di liberatv: da Gobbi a Lombardi, da Borradori a Regazzi…

Da www.liberatv.ch

Alla vigilia del campionato, il presidente dell’HCAP, il ministro, il sindaco di Lugano, il consigliere nazionale, e poi Chiesa, Bertini, Merlini, Gehri, Schellmann prevedono che…

La nuova stagione di Hockey è alle porte. Domani, venerdì 13 settembre scatterà la stagione 2019-2020 con il primo impegno stagionale.
Dove si posizionerà il ‘nuovo’ Lugano guidato da Sami Kapanen? Chi è la squadra favorita per la vittoria finale?
Riuscirà l’Ambrì-Piotta di Luca Cereda a ripetere la straordinaria impresa della passata stagione e centrare nuovamente i playoff?
Tutte domande che abbiamo sottoposto a personaggi illustri – politici e non – del nostro Cantone.

Chi vedi come favorita?
Filippo Lombardi: “Zugo”
Norman Gobbi: “Sicuramente il Berna, squadra più solida degli ultimi anni”.
Marco Borradori: “Lo Zugo. La sua campagna acquisti mi è sembrata sontuosa”.
Fabio Regazzi: “Lo Zugo sulla carta è la squadra più forte e quindi favorita. Ma il Berna è sempre un cliente temibile”.
Andrea Gehri: “Senza dubbio per la qualità del roster a disposizione vedo favorito lo Zugo, rinforzatosi intelligentemente in tutti i reparti e, ora pure con il portiere più forte e affidabile dell’intera lega”.
Aldo Merlini: “Berna”.
Marco Chiesa: “Lo Zugo si è nuovamente rafforzato. È la pretendente favorita alla conquista del titolo”.
Fabio Schnellmann: “Chiaramente lo Zugo, anche in considerazione dell’importante campagna acquisti”.
Michele Bertini: “Zurigo”

Dove può arrivare il ‘nuovo’ Lugano?
Lombardi: “Lontano”.
Gobbi: “Nelle prime 4, con il roster rafforzato a livello tecnico e di esperienza, il Lugano può (e forse deve) fare meglio dello scorso anno”.
Borradori: “Il Lugano arriverà molto in alto. La sua sarà una stagione ai vertici e saprà suscitare tante emozioni”.
Regazzi: “Il Lugano ha iniziato un nuovo corso è questa sarà probabilmente una stagione di transizione. Ciò nonostante il Lugano deve comunque ambire ad un ruolo di primo piano per cui l’obiettivo è di essere nelle prime sei nella regular season e poi si vedrà…”.
Gehri: “Se si avrà pazienza e fiducia nel nuovo corso, la squadra potrà crescere e diventare un cliente pericolo per tutti. Nei playoff può succedere di tutto, ma la speranza di vedere nuovamente il Lugano almeno in semifinale ne sarebbe il coronamento”.
Merlini: “Fino in finale di playoff dove perderà in gara 7”.
Chiesa: “Da tifoso mi auguro che possa essere la rivelazione del campionato. Da troppi anni aspettiamo bel gioco e soddisfazioni”.
Schnellmann: “Se tutto girerà per il verso giusto arriverà in semifinale. Poi chissà…”.
Bertini: “Arriverà in semifinale dei playoff”

Riuscirà l’Ambrì a ripetere l’impresa della scorsa stagione e centrare nuovamente i playoff?
Lombardi: “Ci proviamo”
Gobbi: Ho visto una squadra solida durante le partite di Champions, e credo che l’obiettivo sia raggiungibile, anche se le altre squadre si sono rafforzate e l’Ambrì-Piotta ha un calendario molto intenso”.
Borradori: “Sì, l’Ambri centrerà nuovamente i playoff, grazie anche all’entusiasmo che circonda la squadra”.
Regazzi: “Dopo l’ottima stagione scorsa non sarà evidente confermarsi anche perché la concorrenza è molto agguerrita. L’Ambri tuttavia ha i mezzi per centrare i playoff e il duo Cereda-Duca in quest’ottica rappresenta sicuramente un punto di forza per il club”.
Gehri: “L’Ambrí ha dimostrato che con cuore, grande dinamismo e ottime intuizioni dello staff tecnico può ritagliarsi anche quest’anno un ruolo da protagonista. Ciò che gioverebbe all’intero movimento hocheistico cantonale. Vedo comunque l’Ambrì nei playoff”.
Merlini: “Tutte le squadre si sono rinforzate, sarà durissima. Vedo l’Ambri fuori dai playoff!”.
Chiesa: “L’Ambrì è una squadra che deve centrare i playoff. È il suo obiettivo minimo”.
Schnellmann: “L’Ambrì farà i playoff piazzandosi settima nella regular season”.
Bertini: “Sì, riuscirà ad arrivare ai playoff”

Appartenenza a un’organizzazione terroristica: la SEM revoca la cittadinanza svizzera a un uomo con doppia cittadinanza

Appartenenza a un’organizzazione terroristica: la SEM revoca la cittadinanza svizzera a un uomo con doppia cittadinanza

Da www.admin.ch

Per la prima volta la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) revoca la cittadinanza svizzera a una persona con doppia cittadinanza.
L’uomo è stato condannato a una pena detentiva di diversi anni per propaganda e reclutamento di combattenti a favore di un’organizzazione terroristica di matrice islamista.

La SEM può revocare la cittadinanza svizzera a una persona che possiede anche la cittadinanza di un altro Stato, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi e quindi alla sicurezza della Svizzera (art. 42 della legge sulla cittadinanza). Tale è il caso, ad esempio, ove una persona commetta un grave crimine nel quadro di attività terroristiche o di estremismo violento (art. 30 dell’ordinanza sulla cittadinanza). Dal punto di vista della SEM, nel caso in questione i pertinenti requisiti sono soddisfatti: l’uomo, infatti, è stato condannato a diversi anni di detenzione per propaganda e reclutamento di combattenti a favore di un’organizzazione islamista vietata. Con la cittadinanza svizzera l’uomo perde anche la cittadinanza cantonale e comunale.

La decisione della SEM non è ancora passata in giudicato. L’interessato ha la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

Gobbi come Karoubian: i social ironizzano sui radar in vendita

Gobbi come Karoubian: i social ironizzano sui radar in vendita

Da www.liberatv.ch

Ricordate i nove radar fissi sparsi in giro per il Cantone?
Dal prossimo 5 ottobre sono pronti per essere venduti all’asta. Tanti i commenti ironici sul web…

Ricordate i nove radar fissi posizionati in giro per il Cantone? Ora sono andati in pensione, ma come dimenticarli. Chissà quante vittime hanno mietuto in questi anni…
Ed ora, chi vuole, può aggiudicarsene uno come ricordo o come ‘semplice’ come decorazione in giardino. Ovviamente, senza l’apparecchio di misurazione.
I nove radar fissi saranno venduti all’asta il prossimo 5 ottobre all’Aerodromo di Lodrino in occasione della giornata di porte aperte della Polizia Cantonale.
Il prezzo di base di palo e cassetta – alti circa tre metri e mezzo e pesanti oltre 280 chilogrammi – è di 100 franchi.

Tanti i commenti ironici spuntati sui social dopo la notizia.
Sul gruppo Facebook del Ticinese Medio sta circolando in queste ore un simpatico meme del sorridente direttore del DI Norman Gobbi con alle spalle i radar dismessi e la didascalia
“Crispas, vendo tutto. Sa vedum” aggiunta alla descrizione “Norman Gobbi is the new Karoubian”.