All’asta i vecchi radar fissi, ma forse sarà un arrivederci

All’asta i vecchi radar fissi, ma forse sarà un arrivederci

Gli apparecchi saranno venduti sabato 5 ottobre a Lodrino alla giornata delle porte aperte della Polizia cantonale.
Renato Pizolli: «Per fare prevenzione un Comune o un cittadino potrebbe piazzarli in strada anche se sprovvisti di fotocamera»

Il prossimo 5 ottobre i più nostalgici potranno finalmente salutare per l’ultima volta i nove «vecchi radar fissi» che per anni sono stati l’incubo di molti conducenti ticinesi, e non solo. Mandate in pensione dai due apparecchi semi-stazionari il primo gennaio di quest’anno, le nove scatolette in metallo (rigorosamente private del cosiddetto flash) saranno infatti messe all’asta all’aerodromo di Lodrino durante la giornata di Porte aperte della Polizia cantonale.
La base d’asta è di cento franchi ma, essendo la prima volta che apparecchi del genere vengono messi in vendita, nessuno sa quanto gli appassionati saranno disposti a spendere per portarsi a casa il curioso oggetto.
Inoltre, bisogna considerare che l’oggetto all’asta è comprensivo di una palo di 3,5 metri e pesa circa 280 chili; non un acquisto da poco.

Il possibile motivo
Ma per quale motivo – si chiederanno in molti – qualcuno dovrebbe portarsi a casa un tale apparecchio? Una prima ipotesi a questo proposito ce l’ha data il portavoce della Polizia cantonale Renato Pizolli: «Ovviamente non possiamo saperlo con certezza. Ma una delle probabili opzioni – visto che l’apparecchio è sprovvisto di fotocamera e quindi non funzionante – è che qualcuno decida di comprarlo in un’ottica di prevenzione. Ad esempio, un’autorità comunale per piazzarlo nel proprio comprensorio». Qualcuno potrebbe addirittura acquistarlo per metterlo in giardino e far rallentare le vetture davanti a casa? «Non si può escludere», spiega Renato Pizolli che però tiene a precisare a tal proposito che «in questo caso si deve verificare con l’autorità comunale se è necessaria una licenza edilizia. Di principio ciò non è vietato dalla legge sulla circolazione stradale. Qualcuno – ci dice ridendo – potrebbe anche acquistarlo per una goliardata; per regolare qualche “conto in sospeso” con questo apparecchio. Ognuno, nei limiti della legge, ne farà ciò che vuole».
Tuttavia, sottolinea Pizolli, «è chiaro che se si installa nell’apparecchio un flash che accieca i conducenti, allora tutto cambia, perché disturba la loro guida».

Una festa con la popolazione
Detto dei radar, veniamo però alla giornata di Porte aperte della Polizia cantonale; un appuntamento durante il quale, ci spiega sempre Pizolli, le attività saranno numerose: «Ci saranno le dimostrazioni dei gruppi speciali d’intervento (le cosiddette teste di cuoio) e del servizio d’ordine, ovvero degli agenti che intervengono durante particolari manifestazioni (ad esempio un derby di hockey). Dimostrazioni che hanno anche una certa componente di spettacolarità. Ma soprattutto – prosegue il nostro interlocutore – ci saranno diverse postazioni interattive per mostrare e «toccare con mano» il lavoro quotidiano di praticamente tutti i reparti della Polizia». Ad esempio, spiega Pizolli, «la scientifica rappresenterà una scena del crimine, potranno essere rilevate le impronte digitali o vedere un macroscopio. Ci sarà anche lo stand espositivo sul cibercrimine dove saranno illustrate le diverse attività investigative e come il cosiddetto IoT o Internet delle cose impatti sulla nostra quotidianità e anche sulle attività inquirenti. Infine, tra le numerose attività, ci sarà anche la possibilità di fare il tiro al bersaglio con armi molto simili a quelle d’ordinanza (con una munizione evidentemente d’esercizio)».
Il tutto, ricorda il portavoce, «sarà animato dagli speaker di Radio3 che, provando anche loro le attività promosse, ci permetteranno di presentarci in maniera un po’ più leggera e raggiungere un pubblico più vasto».

Per i giovani
Insomma, attività per tutti; dagli adulti ai giovani e giovanissimi. E proprio a proposito di giovani, chiediamo a Pizolli, visti anche i recenti problemi a reclutare guardie di confine nel nostro cantone, se questo problema si presenta anche per la Polizia cantonale: «A differenza di altri cantoni che vivono questa problematica, in Ticino abbiamo un numero di candidature costante che ci permette di fare delle selezioni nelle quali possiamo veramente scegliere i candidati più adatti. Ma – precisa Pizolli – è un’attività costante quella di riuscire a comunicare con un pubblico più giovane. In questo, ad esempio, senso abbiamo recentemente attivato un canale Instagram della Polizia cantonale».

Nuova Valascia – Sinergie in caso di catastrofe

Nuova Valascia – Sinergie in caso di catastrofe

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha autorizzato ieri il finanziamento di una struttura protetta di oltre 850 posti, da inserirsi nel futuro stadio in Alta Leventina, destinata ai Comuni di Dalpe, Prato Leventina e Quinto. Il progetto segue la strategia adottata dal Dipartimento delle istituzioni atta a costruire unicamente rifugi pubblici ad alto valore aggiunto capaci di garantire alla popolazione una sistemazione funzionale a fronte di situazioni particolari e straordinarie.

Alla base del nuovo Stadio multifunzionale di Ambrì Piotta verrà costruito un rifugio pubblico capace di ospitare, qualora ve ne fosse il bisogno, 858 cittadine e cittadini bisognosi di protezione. Questo progetto segue quanto prescritto dalla Legge federale sulla protezione della popolazione e protezione civile del 4 ottobre 2002, la quale prevede che ogni abitante deve disporre di un posto protetto. L’intervento consentirà quindi di colmare il deficit dei comuni di Prato Leventina, Quinto e Dalpe. Il Consiglio di Stato ha deciso di dare continuità a una strategia, già adottata ultimamente dai Comuni di Pianezzo, Cresciano e Torricella-Taverne, che prevede la progettazione di rifugi pubblici multifunzionali capaci, da un lato di dare una sistemazione rispettosa delle necessità individuali per le persone ospitate in caso di emergenza e, d’altro, di poter essere utilizzati in tempo di “pace” per accogliere, su richiesta, truppe dell’esercito durante i corsi di ripetizione, squadre sportive o altre attività. L’edificazione del rifugio pubblico sotto la nuova Valascia, peraltro finanziato tramite il fondo dei contributi sostitutivi vincolati al collaudo della costruzione di strutture protette (in questo caso l’impegno finanziario a opera conclusa sarà di 3 milioni di franchi), porterà un importante valore aggiunto allo Stadio e in generale a tutta la Regione, garantendo maggiore sicurezza alla popolazione in caso di necessità e permettendo importanti sinergie a partire dalla messa in funzione del nuovo complesso sportivo.

Certificato di solvibilità: attenzione a un sito internet non ufficiale

Certificato di solvibilità: attenzione a un sito internet non ufficiale

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni segnala che da qualche tempo circola in rete un sito internet che propone di ottenere online il certificato di solvibilità, versando anticipatamente un importo di Fr. 37.00. Si tratta di un’operazione del tutto estranea agli Uffici esecuzione del Canton Ticino.
Si ricorda infatti agli utenti che il certificato di solvibilità è ottenibile compilando il formulario online sul sito ufficiale dell’Amministrazione cantonale al prezzo di Fr. 18.00 (Fr. 17.00 + Fr.1.00 per spese di spedizione).
Si invita pertanto la popolazione a far capo agli Uffici di esecuzione (www.ti.ch/uef) che garantiscono il costo stabilito dalla legge (Ordinanza sulle tasse riscosse in applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento) nonché l’ottenimento di quanto richiesto.
Infine, si rammenta che se la richiesta è completa, corretta e inoltrata entro le ore 15.30, il certificato sarà spedito il giorno stesso tramite posta tradizionale (posta A).

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi di nuovo in visita nei Comuni

Comunicato stampa

Partirà dal Comune di Breggia il terzo ciclo di incontri tra il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e i Comuni ticinesi. Durante le diciassette visite si approfondiranno il dialogo, la conoscenza reciproca e due importanti cantieri in corso: la collaborazione tra la Polizia cantonale e le comunali nonché la protezione del minore. Il primo appuntamento è previsto per domani, mercoledì 25 settembre 2019, alle ore 13.30 a Morbio Superiore.

Anche per la legislatura appena avviata il Dipartimento delle istituzioni ha intenzione di promuovere una serie di incontri tra Cantone e Comuni, come già fatto in passato, per un aggiornamento reciproco sulle principali riforme e sui progetti in corso volti a ridefinire i flussi e i compiti tra i due livelli istituzionali. Oltre a un confronto sui grandi cantieri come la riforma Ticino 2020 e il Piano cantonale delle aggregazioni si approfondiranno in particolare il progetto “Polizia ticinese” e la riorganizzazione del settore della protezione del minore. Alle prossime visite, che riprenderanno mercoledì 25 settembre 2019, prenderanno parte il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Capo della Sezione degli enti locali Marzio Della Santa, il collaboratore personale del Direttore per le questioni di polizia Luca Bieri e le Autorità comunali. Il primo dei diciassette incontri, che proseguiranno nel corso dell’autunno, è previsto a Breggia, e seguiranno gli appuntamenti con Serravalle, Ascona, Brissago, Melide, Paradiso, Massagno, Vezia, Monteggio, Caslano, Magliaso, Mendrisio, Chiasso, Gordola, Cugnasco, Bellinzona e Lumino. Nel corso del mese di dicembre sarà stilato un bilancio delle visite in un incontro con gli organi di informazione che sarà convocato nei prossimi mesi.

Ampliato il Giardino dei Giusti al Parco Ciani

Ampliato il Giardino dei Giusti al Parco Ciani

Da www.ticinonews.ch

La Fondazione Spitzer e la Città di Lugano hanno presentato al pubblico anche la piattaforma digitale “Le vite dei Giusti”

La Fondazione Spitzer e la Città di Lugano hanno presentato venerdì l’ampliamento del Giardino dei Giusti inaugurato lo scorso anno al Parco Ciani.
Sono stati posati due nuovi alberi dedicati a Marietta Crivelli Torricelli e a Federica Spitzer. Presentata al pubblico anche la piattaforma digitale Le vite dei Giusti.
Ospite d’onore la Presidente della Commissione federale svizzera contro il razzismo,Martine Brunschwig Graf.
Il Giardino dei Giusti di Lugano – una prima svizzera – si ispira ai giardini realizzati in diversi paesi da GARIWO, Gardens of the Righteous Worldwide, ed è stato inaugurato nell’aprile 2018. Nell’area situata fra la Biblioteca Cantonale e il lago Ceresio un gruppo di ulivi e delle targhe rendono omaggio a sei figure particolarmente rappresentative della tradizione umanitaria della Città e del Cantone Ticino.
Dalla sua creazione il Giardino dei Giusti è diventato parte integrante del paesaggio cittadino. Attorno a esso sono nate iniziative culturali, come la pubblicazione del volume Lugano Città Aperta a cura dell’Archivio storico e dell’Istituto di Studi Italiani dell’USI, e attività didattiche per le scuole, gestite spontaneamente dalle singole classi delle scuole comunali e cantonali. Il Giardino al Parco Ciani è stato dotato di un nuovo sistema di segnaletica interna ed esterna al parco ed è stato ingrandito con nuove piante in ricordo che potessero ricordare altre figure meritevoli di attenzione e di omaggio.
Nell’anno in cui si celebra l’anniversario del suffragio femminile la Città ha deciso di aggiungere due piante dedicate a due figure luminose della storia cittadina, Marietta Crivelli Torricelli e Federica Spitzer. Con queste due aggiunte il Giardino raggiunge il numero di sei ulivi, divisi equamente tra figure maschili e femminili.
La Fondazione Federica Spitzer si è fatta inoltre promotrice di un’idea intesa a valorizzare il Giardino dei Giusti in ambito didattico (e non solo): la creazione di una piattaforma digitale in quattro lingue intitolata Le vite dei Giusti in cui si raccontano nel dettaglio, con materiali documentari, fotografie, video e testimonianze d’epoca, le vite dei Giusti luganesi. Al progetto hanno lavorato l’Archivio storico e il Dipartimento Formazione e Apprendimento della SUPSI.
Nell’evento di presentazione il Sindaco di Lugano Marco Borradori ha detto: “Segniamo oggi una nuova tappa di un progetto di crescita civile e di educazione alla cittadinanza democratica e al rispetto dei diritti umani sostenuto con passione dalla Città. In un anno particolarmente importante per la questione femminile, a 50 anni dal primo voto alle donne nel Canton Ticino, non potevamo che scegliere due donne eccezionali: Marietta Crivelli Torricelli, la “mamma dei poveri” di Lugano, come era chiamata in vita, e Federica Spitzer, testimone del campo di concentramento di Theresienstadt che ha fatto di Lugano la sua patria”.
Roberto Badaracco, capo Dicastero Cultura, sport ed eventi, dal canto suo ha fatto notare che “il Dicastero Cultura, Sport ed Eventi, attraverso la sua Divisione Cultura, è fortemente impegnato a dare un concreto orizzonte di crescita a un progetto di primo piano per la Città. Un giardino dedicato a coloro che hanno dedicato la vita agli altri deve diventare un orto da coltivare con amore e passione affinché le generazioni future possano crescere e maturare anche grazie all’esempio di chi li ha preceduti.
Lugano dedica sempre maggiore attenzione alla sua storia e al suo patrimonio culturale. Le vite dei Giusti sono un esempio emblematico di come la micro-storia possa legarsi, a partire da documenti concreti conservati nei nostri archivi, alla Storia con la S maiuscola e di quanto la vita di ognuno di noi possa essere determinante per la collettività”.
“Il bilancio di questa iniziativa – ha detto il Consigliere di Stato Norman Gobbi – è più che positivo: in tre anni oltre 2000 allievi e 250 insegnanti hanno lavorato su progetti mirati alla prevenzione dei conflitti tra razze, culture e religioni diverse. Il sostegno dato al Premio Spitzer e in generale la promozione delle attività legate all’integrazione si fondano sulla sussidiarietà orizzontale che caratterizza da sempre l’operato del Dipartimento delle istituzioni e che definisce una comunità in grado di promuovere azioni per il bene comune, in uno Stato che si pone nei confronti di tali azioni in maniera – appunto – sussidiaria, conscio che nessuno meglio del vicino di casa può conoscere i reali bisogni di chi gli abita accanto”.
Il Giardino dei Giusti del Parco Ciani rende ora omaggio a sei figure ticinesi che si sono distinte per l’impegno a favore dell’accoglienza e contro le discriminazioni: oltre a Marietta Crivelli Torricelli e Federica Spitzer, Francesco Alberti, Anna Maria Valagussa, Carlo Sommaruga e Pietro Rivoir.

Liebäugeln mit dem Ex-Zockerparadies

Liebäugeln mit dem Ex-Zockerparadies

Aus dem Neue Zürcher Zeitung E-Paper vom 21.09.2019

Lega-Staatsrat Norman Gobbi zieht einen Anschluss von Campione d’Italia an die Schweiz in Betracht

Campione d’Italia – dieser Name stand für das wohl schönste und reichste Zockerparadies auf italienischem Boden, umgeben von Tessiner Territorium. Über etliche Jahrzehnte finanzierte sich die italienische Exklave am Luganersee praktisch nur durch ihre Spielbank. Doch dann kam der 27. Juli 2018: Wegen Missmanagements musste die Spielbank von Campione ihre Tore schliessen. Und diese bleiben auf unbestimmte Zeit zu. Die Exklave ist seither pleite und wird von einem Kommissär verwaltet, weil niemand mehr Bürgermeister oder Gemeindeparlamentarier sein will. Campione hofft nun auf die baldige Überweisung der Nothilfe von maximal fünf Millionen Euro jährlich, welche der italienische Senat vor einiger Zeit per Dekret beschlossen hat.
Punkto Infrastruktur ist Campione von der Schweiz abhängig. So wird unter anderem die Abwasserklärung und die Müllentsorgung von Tessiner Dienstleistern besorgt. Die Schulden wachsen und belaufen sich mittlerweile auf etwa vier Millionen Franken – und seit Juli hält die Tessiner Kantonsregierung einen Teil des Grenzgänger-Finanzausgleichs für Italien zurück, bis die Schulden beglichen sind. Jedoch werden die dringend notwendigen Dienstleistungen für Campione weiterhin erbracht. Der Kanton Tessin zahlt auch nach wie vor Arbeitslosengelder aus.

Keine neue Idee
Dieser Tage sorgte der Tessiner Regierungsrat Norman Gobbi, Mitglied der Lega, für Schlagzeilen. In einem kürzlich veröffentlichten Artikel der italienischen Tageszeitung «Corriere della Sera» erklärte er Folgendes: Angesichts der prekären Situation Campiones und der engen Verflechtung mit der Eidgenossenschaft könne die Angliederung Campiones an die Schweiz eine überlegenswerte Option sein. Ein solcher «Abkauf» von Italien erscheine auch deswegen denkbar, weil die italienische Exklave politisch führungslos und ohne mittelfristige Perspektiven sei.
So brandneu ist diese Idee nicht. Just vor einem Jahr äusserte sich der Chef des Eidgenössischen Departementes für auswärtige Angelegenheiten (EDA), Ignazio Cassis, ebenfalls zu dieser Thematik. Das tat er auf eine parlamentarische Anfrage des Tessiner CVP-Nationalrates Marco Romano hin: Dieser wollte damals wissen, ob der Bund möglicherweise das Thema einer Angliederung Campiones an die Schweiz in Gesprächen mit Italien thematisieren würde. Bundesrat Cassis antwortete, dies sei unter Umständen vorstellbar – doch zuvor müsste eine entsprechende Anfrage seitens der Tessiner Regierung vorliegen. Auf Anfrage erklärt das EDA, bisher keinen solchen Antrag erhalten zu haben.
Den Campionesen selber scheint die Idee, Teil der Schweiz zu werden, sehr zu gefallen. Am vergangenen 27. Juli, als sie ihre Gemeinde während einer Demonstration symbolisch zu Grabe trugen, hatten viele Teilnehmer einen Anschluss ans Tessin als den Ausweg aus der schweren Krise bezeichnet. Im Übrigen äusserten in den letzten Jahren so einige italienische Gemeinden, die an das Tessin grenzen, den Wunsch nach einer Eingliederung in die Schweiz.

Bald im EU-Zollgebiet
Dieses Liebäugeln mit dem Ex-Zockerparadies verwerfen italienische Politiker in Rom wie auch in der Region Lombardei natürlich heftig, wie den Medien zu entnehmen war. Doch sie werden sich mit der engen Beziehung der Schweiz zu Campione bald aus einem pragmatischen Grund beschäftigen müssen: Per 1. Januar 2020 wird Campione Teil des EU-Zollgebiets. Daher gilt es, offene Fragen punkto Besteuerung und Verzollung zu klären. Auch ist noch ungewiss, welche Dienstleistungen, die derzeit von der Schweiz erbracht werden, indirekt vom Übergang Campiones betroffen und neu zu verhandeln wären – oder gar hinfällig würden.
Laut dem Tessiner Staatsrat Gobbi waren offenbar mit der alten, vor wenigen Wochen abgetretenen italienischen Regierung Gespräche im Gang, um Campiones Beitritt zum EU-Zollraum zu verschieben. Denn die Behörden der italienischen Exklave würden es nicht schaffen, alle nötigen Vorkehrungen rechtzeitig zu treffen, betont Gobbi.
In diesem weit gefassten Zusammenhang kommt natürlich auch das neue Grenzgängerabkommen mit Italien ins Spiel. Es würde Rom, den italienischen Grenzgemeinden und in geringerem Ausmass auch dem Tessin Mehreinnahmen bescheren. Das Abkommen ist 2015 von Bern und Rom paraphiert worden – doch während die Schweiz zur Unterzeichnung bereit ist, scheint es Italien diesbezüglich nicht eilig zu haben.
Weil sich nun die Vorbedingungen für das Abkommen seit 2015 geändert hätten, will Gobbi eine Neuverhandlung. Diese sollte die Möglichkeit der einseitigen Aufkündigung des Abkommens durch die Schweiz thematisieren. Um hierbei mehr Druck auszuüben, möchte der Chef des Tessiner Justiz- und Polizeidepartements die Möglichkeit nicht ausschliessen, die Auszahlung des Grenzgänger-Finanzausgleichs an Italien zu blockieren. So geschah es unter ähnlichen Begleitumständen bereits 2011, als die damalige Kantonsregierung die Hälfte des Betrages zurückhielt.
Die alte Rede vom Tessiner Malaise gegenüber Italien könnte jetzt wieder Auftrieb erhalten. Denn für Unmut sorgt nicht nur das Zögern Italiens, das Abkommen zu unterschreiben. Die Zahl der «billigen und willigen» Grenzgänger hat mit über 66 000 Personen einen neuen Höchststand erreicht; fast jeder dritte Arbeitsplatz im Tessin wird von einem «Frontaliere» belegt. So wächst die Furcht vor noch mehr Druck auf die Tessiner Löhne und Arbeitsbedingungen.

Grande successo per la seconda Ice Fondue

Grande successo per la seconda Ice Fondue

Da www.tio.ch

Ben 650 persone si sono date appuntamento sul ghiaccio della Valascia.
Tra di loro anche Lombardi, Gobbi, Cattaneo e Romano, nonché una delegazione russa.

Si è svolta oggi la seconda edizione dell’Ice Fondue, dopo il successo registrato dalla prima. E sono (ancora una volta) stati tanti gli appassionati (e golosi) biancoblù che si sono ritrovati sotto le volte della Valascia per partecipare all’evento proposto dal Gruppo di Sostegno dell’Ambrì Piotta. «La pista era piena come un uovo», scrive il club in una nota precisando che «i partecipanti sono stati 650, ovvero 200 più rispetto la passata edizione». 

Tra di loro non potevano naturalmente mancare il presidente della squadra sopracenerina Filippo Lombardi e il grande tifoso – nonché leventinese doc – Norman Gobbi.
Ma non solo. Perché tra i presenti spiccano anche 40 vecchie glorie dell’HCAP che hanno consegnato al presidente una pregevole pergamena firmata da coloro che hanno scritto la storia del club biancoblù.

Delegazione russa alla Valascia – Ospite d’onore in occasione del 220esimo anniversario del passaggio del San Gottardo da parte delle truppe del Generale Suvorov – con la loro epica vittoria contro i Francesi al Ponte del Diavolo – una delegazione del senato russo guidata dal vicepresidente Yuri Vorobiev e accompagnata dall’ambasciatore russo a Berna Sergei Garmonin, nonché una milizia storica russa in costume d’epoca.

Ad accogliere questi ospiti – oltre a Lombardi, Gobbi e ai due consiglieri nazionali Rocco Cattaneo e Marco Romano – era presente la milizia napoleonica di Aquila guidata dal presidente Vittore Devittori.
«Esibendosi insieme – precisa il club biancoblù in una nota – le due milizie hanno dimostrato quanto le ferite del passato si possano rimarginare e come lo sport possa oggi affratellare anche popoli che si sono combattuti nella storia.

La giornata è iniziata alle 12.00 con l’aperitivo servito direttamente sul ghiaccio ed è proseguita con il pranzo a base di fondue e il dessert. I soldi ricavati dall’evento – ricordiamo – andranno in favore del settore giovanile dell’Ambrì-Piotta. 

(immagine: www.hcap.ch)

“Ecco come si migliora la Giustizia ticinese”

“Ecco come si migliora la Giustizia ticinese”

Passi misurati per ottimi risultati

Pur essendo stato accolto all’unanimità, il potenziamento del Tribunale d’Appello ha dato la stura in Parlamento alle solite critiche di chi vorrebbe a tutti i costi risolvere i problemi della magistratura semplicemente dando più risorse. Sentiamo il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi: “Beh, in primo luogo incasso l’unanimità di consenso espresso dal Gran Consiglio per questo potenziamento che garantirà al Tribunale d’Appello un funzionamento migliore, soprattutto pensando alla lotta contro la criminalità, in particolar modo quella finanziaria obiettivo che vogliamo perseguire prioritariamente”. Sul tema della riforma generale per potenziare la Giustizia ticinese? “La cosa più semplice – sottolinea Gobbi – sarebbe quella di accogliere tutte le istanze di potenziamento che ogni ordine e grado del potere giudiziario avanza. Ma non è il modo giusto di intervenire, anche se sarebbe quello più comodo. È indispensabile procedere attraverso una verifica dell’efficienza e dell’efficacia dei processi che portano a una sentenza. E quando parlo di efficacia ed efficienza mi riferisco anche a quanto dettomi dal presidente del Tribunale federale, che constata come le sentenze del nostro Tribunale d’appello siano tra le più lunghe di tutta la Svizzera.  È una richiesta che il mio Dipartimento e in ultima analisi il Governo chiedono alla nostra Magistratura, affinché vi sia un impiego giustificato e consono dei soldi dei contribuenti ticinesi”.

“In questi ultimi anni e mesi – prosegue il consigliere di Stato Gobbi – seguendo questo modus operandi e mantenendo un costante dialogo con la Magistratura siamo riusciti a ottenere buoni risultati. L’ultimo esempio è il messaggio approvato settimana scorsa dal Consiglio di Stato sul potenziamento,  questa volta, del Ministero pubblico, messaggio che ora verrà esaminato dal Gran Consiglio. Ciò può avvenire perché sullo sfondo di tutto vi è il lavoro prodotto grazie al progetto di “Giustizia 2018”, che non è stato chiuso in un cassetto, ma anzi ci ha mostrato carenze, opportunità e priorità da seguire. Tra le priorità ricordo che abbiamo messo il tema delle Autorità regionali di protezione (ARP), ambito molto sensibile su cui stiamo lavorando. Ho capito – e con me il Governo e gli stessi magistrati – che non si può sognare una rivoluzione in un settore – la Giustizia cantonale – che ha bisogno di grande stabilità”, conclude il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

 

Non solo una boutade, l’annessione è un’opzione

Non solo una boutade, l’annessione è un’opzione

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 21 settembre 2019 del Corriere del Ticino

Norman Gobbi ribadisce la necessità di risolvere la situazione dell’enclave: «Ma la soluzione ideale sarebbe far slittare l’entrata del paese nello spazio doganale europeo»
Secondo la portavoce del Gruppo residenti «i referenti sono e rimangono le istituzioni italiane»

Negli anni d’oro i campionesi l’avevano chiesta a gran voce per diventare una nuova Livigno (una zona extra-doganale con privilegi fiscali), ma ora rischia di costargli cara. Stiamo parlando dell’entrata nello spazio doganale dell’Unione europea prevista per l’enclave il 1. gennaio prossimo. Una novità che non preoccupa solo gli abitanti di Campione ma anche il direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi che, qualche giorno fa, ha dichiarato come «l’annessione alla Svizzera sarebbe una soluzione dato che l’Italia non riesce a risolvere la crisi di Campione».
Una provocazione, ci conferma Gobbi, ma non solo. Il consigliere di Stato stava lavorando insieme ad esponenti del precedente Governo italiano per far slittare l’entrata nello spazio doganale e stipulare degli accordi con le aziende ticinesi fornitrici di servizi nell’enclave. Le discussioni però si sono interrotte con lo stravolgimento politico a Roma.
E adesso? Gli scenari – spiega Gobbi – sono tre: l’entrata di Campione nello spazio doganale UE fra tre mesi, la sua posposizione accompagnata da accordi ad hoc per garantire la funzionalità del paese e il processo di adesione alla Svizzera. «L’ideale – continua – sarebbe il secondo perché ci permetterebbe di regolamentare i servizi gestiti da aziende ticinesi».

Via la targa rossocrociata
Senza accordi, ad esempio, rifiuti e acque luride di Campione dovranno essere portati oltre confine per lo smaltimento. Le auto, che oggi hanno targa svizzera, dovranno essere esportate e immatricolate in Italia. A preoccupare Gobbi è anche la sicurezza. «Con la crisi, a Campione sono rimasti pochissimi agenti di polizia e la situazione potrebbe favorire il proliferare di attività illegali». Siamo pronti ad avere una dogana all’entrata del paese, ma senza accordi sarà dura. È qui che entra in gioco l’ipotesi adesione. «È l’ultima opzione, ma è un’opzione ed era già stata avanzata Berna dal deputato Marco Romano (e anche il consigliere federale Ignazio Cassis aveva definito immaginabile una Campione svizzera, n.d.r.). «Nel rispetto del principio di autodeterminazione, la volontà deve partire dai residenti e una petizione in questo senso era stata lanciata». La raccolta firme era partita nel 2018 come provocazione e poi ritirata. In pochi giorni aveva raccolto centinaia di adesioni, a dimostrazione che il tema non lascia indifferenti gli abitanti dell’enclave.
Quella di Gobbi è una posizione che stride con quanto urlato a gran voce da Lorenzo Quadri sul leghista Mattino della domenica. «Io non sono a capo del mio partito e ragiono come direttore del DI – risponde – e come tale sono preoccupato per la situazione che si verrebbe a creare con l’entrata nello spazio doganale UE senza accordi. In ogni caso, l’adesione non sarebbe un regalo all’Italia ma un tentativo di risolvere un problema».

Almeno attira l’attenzione
Non si potrà mai dire che le esternazioni di Gobbi non siano servite a nulla. «Nel bene o nel male quelle dichiarazioni sono riuscite ad attirare nuovamente l’attenzione su una situazione drammatica che da oltre un anno si sta trascinando», dice Caterina Ferrari, portavoce e del Gruppo residenti di Campione d’Italia: «Nel bene o nel male quelle dichiarazioni sono riuscite ad attirare nuovamente l’attenzione su una situazione drammatica che da oltre un anno si sta trascinando». Perché «quella che per qualcuno può essere una semplice boutade destinata a creare un polverone, ha sollevato la questione di un vuoto politico che oltre a gravare sulla vita di un’intera comunità ha anche provocato la perdita di un’ingente somma di denaro pubblico». Per quanto grati alla Svizzera, per i residenti «i referenti sono e rimangono le istituzioni italiane» con cui il Gruppo «è in stretto contatto».