Eventi estivi alle cave di Arzo (Mendrisio)

Eventi estivi alle cave di Arzo (Mendrisio)

Comunicato stampa

Gli eventi estivi previsti durante il mese di luglio 2025 alle cave di Arzo (Mendrisio) potranno svolgersi regolarmente: con decisione odierna, è stato infatti stabilito che il ricorso al Consiglio di Stato – presentato da due privati cittadini – non avrà effetto sull’autorizzazione concessa a fine maggio dal Municipio di Mendrisio.

Lo scorso 21 maggio, il Municipio di Mendrisio ha concesso all’associazione La Soleggiata il permesso di organizzare 10 manifestazioni nell’area delle cave di Arzo durante il mese di luglio 2025. Contro questa decisione, due privati cittadini – residenti nel vicino quartiere di Tremona – hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato. Contrariamente a quanto è stato riferito su alcuni mezzi di informazione, finora il Governo non si è affatto espresso riguardo a questa vicenda.

Secondo quanto prevede la normale procedura, il Presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi è stato però chiamato a decidere se accogliere le richieste di revoca dell’effetto sospensivo avanzate dal Comune di Mendrisio e dall’associazione interessata, ovvero se permettere di fatto l’organizzazione degli eventi previsti per il mese di luglio.

La decisione è stata di accogliere, parzialmente, la richiesta di revoca dell’effetto sospensivo: in attesa che il Consiglio di Stato si esprima sul contenuto del ricorso, gli eventi previsti alle cave di Arzo nel mese di luglio potranno quindi regolarmente svolgersi, secondo le condizioni fissate nell’autorizzazione concessa dal Municipio, ma anticipando di un’ora lo spegnimento della musica.

Nelle motivazioni della decisione, viene sottolineato che la decisione tiene conto della legittima esigenza dei ricorrenti di tutelare la propria tranquillità, ma anche dell’interesse del Comune di offrire eventi di svago alla popolazione, e di quello dell’associazione La Soleggiata di potere portare a termine un’iniziativa da tempo pianificata.

In prospettiva futura, il Presidente del Consiglio di Stato intende inoltre farsi promotore di un incontro di conciliazione fra il Municipio e i ricorrenti.

Nuovo Capoufficio dell’Ufficio del registro di commercio

Nuovo Capoufficio dell’Ufficio del registro di commercio

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato, nella sua seduta settimanale, ha nominato Claudio Cortese quale nuovo Capoufficio dell’Ufficio del registro di commercio a Biasca.

Claudio Cortese, classe 1980, ha conseguito la laurea in diritto presso l’Università di Friburgo nel 2003 e ha ottenuto il brevetto di avvocato nel 2006. Dopo aver esercitato per diversi anni la professione di avvocato in Ticino, nel 2013 è entrato nell’Amministrazione cantonale, dove ha assunto dapprima il ruolo di Cancelliere presso la Terza Camera civile del Tribunale d’appello, per poi essere nominato, pochi mesi dopo, Ispettore giurista presso la Camera di esecuzione e fallimenti dello stesso Tribunale. È membro della Commissione federale in materia di esecuzione e fallimento ed è docente presso la SUPSI per i Certificates of Advanced Studies (CAS) in diritto penale economico e in diritto tributario. Per 15 anni ha ricoperto il ruolo di Segretario giudiziario presso il Tribunale militare 3 con il grado di capitano.
Il Governo formula i migliori auguri a Claudio Cortese per il nuovo incarico professionale e coglie l’occasione per ringraziare Andrea Porrini per il lavoro svolto negli anni presso l’Amministrazione cantonale.

Chiuse le procedure aggregative tra Morcote e Vico Morcote e tra Lavertezzo e Locarno

Chiuse le procedure aggregative tra Morcote e Vico Morcote e tra Lavertezzo e Locarno

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso di chiudere i progetti di aggregazione tra i Comuni di Morcote e Vico Morcote, avviato nel maggio 2019, e quello tra i Comuni di Lavertezzo e Locarno, formalmente attivato nel gennaio 2024. Entrambe le procedure aggregative sono state iniziate su richiesta dei rispettivi municipi allora in carica. Contestualmente, sono state sciolte le due Commissioni di studio incaricate di elaborare le rispettive proposte di comune unico.

Queste decisioni segnano la prima applicazione dell’articolo 5a capoverso 1 della Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni, che consente all’Esecutivo cantonale, sentiti i Municipi e eventuali altri istanti, di stabilire la chiusura di procedure aggregative prima della votazione consultiva, qualora le circostanze lo giustifichino.

 Per quanto concerne la procedura che coinvolge Morcote e Vico Morcote, il Governo ha preso atto che la Commissione di studio, istituita sei anni fa, ha da tempo sospeso i propri lavori. Pertanto, sebbene la procedura rimanga formalmente attiva, di fatto è stata accantonata, senza che si prospetti di poter giungere a una votazione consultiva in tempi ragionevoli.

Sia il Municipio di Morcote che quello di Vico Morcote, interpellati al riguardo, hanno espresso preavviso favorevole alla chiusura della procedura di aggregazione tra i loro Comuni, ritenendo che attualmente non sussistano le condizioni per proseguirla. In futuro, qualora dovessero emergere nuove opportunità condivise, i Comuni potranno avviare un nuovo progetto aggregativo partendo da basi aggiornate.

Riguardo al progetto aggregativo tra Lavertezzo e Locarno, rilevato che a tutt’oggi la procedura non ha conosciuto concreti passi operativi, il Consiglio di Stato ha preso atto dei nuovi orientamenti emersi nel frattempo che hanno condotto, da un lato, all’avvio di approfondimenti tra Comuni dell’area urbana dell’agglomerato del Locarnese e, dall’altro, a prese di contatto in ottica aggregativa tra i Municipi di Lavertezzo e Gordola.

Il Municipio di Lavertezzo ha formulato preavviso favorevole alla chiusura della procedura aggregativa con Locarno, confermando di aver svolto ulteriori analisi di concerto con l’Esecutivo di Gordola, condividendo con quest’ultimo l’intenzione di inoltrare a breve un’istanza per l’avvio di un’aggregazione. Il Municipio di Locarno, pur ribadendo la propria adesione all’aggregazione in oggetto che coinvolge un importante territorio del proprio Comune, nel ricordare che la richiesta di iniziare il processo aggregativo è giunta da Lavertezzo raccogliendo la disponibilità dell’Esecutivo cittadino, alla luce delle circostanze ha comunicato di rimettersi alla decisione di Lavertezzo.

(Immagine: Comune Vico Morcote)

Cerimonia di fedeltà alla Costituzione per tre nuovi membri dell’autorità giudiziaria cantonale

Cerimonia di fedeltà alla Costituzione per tre nuovi membri dell’autorità giudiziaria cantonale

Comunicato stampa

Mercoledì 25 giugno 2025, presso il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, si è svolta la cerimonia ufficiale di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi da parte di tre nuovi membri dell’autorità giudiziaria del Cantone Ticino.

Durante la cerimonia, presieduta dal Presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann, hanno prestato giuramento:

  • l’avvocata Serena Bellotti, eletta dal Gran Consiglio quale Giudice del Tribunale di appello, in carica fino al 31 maggio 2028;
  • l’architetta Elisa Moresi, eletta quale Perito del Tribunale di espropriazione, con mandato valido fino al 31 marzo 2027;
  • la signora Angelica Forni, nominata Assessore-giurato del Tribunale penale cantonale, in carica fino al 31 maggio 2028.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il Presidente delConsiglio di Stato Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale di appello Giovan Maria Tattarletti, il Presidente del Consiglio della magistratura Damiano Stefani, il Segretario generale del Tribunale di appello Alessandro Simoneschi, il Segretario generale del Gran Consiglio Tiziano Veronelli e l’Aggiunto alla Direttrice della Divisione della giustizia Cristoforo Piattini.

Campo Vallemaggia diventa Villaggio degli alpinisti

Campo Vallemaggia diventa Villaggio degli alpinisti

Il villaggio sparso, situato alla fine di una valle laterale della Vallemaggia, è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana.

Silenzioso, appartato e impressionante: chi visita Campo Vallemaggia incontra l’autenticità nel mezzo di un selvaggio mondo alpino. Il Comune ticinese sarà ufficialmente accolto il 21 giugno 2025 nel gruppo dei Villaggi degli alpinisti svizzeri che già comprende St. Antönien, i villaggi dell’Engadina Lavin, Guarda & Ardez e la Valle Onsernone. Tipiche case in pietra ticinesi, imponenti palazzi, chiese pittoresche, laghi alpini cristallini, boschi di larici ariosi e impressionanti guglie di gneiss: il Comune di Campo, nell’omonima valle alpina ticinese, è uno dei villaggi più autentici della Svizzera meridionale. Il villaggio sparso, situato alla fine di una valle laterale della Vallemaggia, è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana. Il Comune si distingue per la natura intatta, un’offerta turistica selezionata e un attraente programma di escursioni e attività invernali lontano dai percorsi più battuti – tutti criteri che contraddistinguono i Villaggi degli alpinisti.

Grande impegno della popolazione locale
Il Comune di Campo Vallemaggia, composto dal capoluogo Campo e dai tre villaggi Cimalmotto, Pian di Campo e Niva, a prima vista non sembra un tipico Villaggio degli alpinisti. La popolazione è molto ridotta – solo circa 50 persone vi risiedono stabilmente – e anche le strutture ricettive e i negozi sono limitati. Nonostante ciò, il gruppo di coordinamento internazionale ha deciso di ammettere Campo Vallemaggia come Villaggio degli alpinisti. “La decisione è stata presa grazie al grande impegno delle persone del posto che si dedicano attivamente allo sviluppo sostenibile” spiega Julia Isler, Responsabile del progetto Villaggi degli alpinisti presso il Club Alpino Svizzero CAS. Inoltre, Campo Vallemaggia soddisfa i criteri grazie al paesaggio intatto, al carattere rurale e alle possibilità di sport di montagna vicine alla natura – e risponde agli obiettivi dell’iniziativa Villaggi degli alpinisti. Il 21 giugno 2025, Campo Vallemaggia diventerà ufficialmente il 4° Villaggio degli alpinisti in Svizzera e il 42° nell’arco alpino. Timo Cadlolo, Responsabile dello sviluppo regionale della Vallemaggia, si rallegra: “L’ammissione è una bella conferma del lavoro svolto dalla popolazione locale. Allo stesso tempo rappresenta l’inizio di un nuovo sviluppo per Campo Vallemaggia”.

Per famiglie, amanti del relax e appassionati di sport di montagna
Solo recentemente, Campo Vallemaggia si è aperto al turismo dolce. L’offerta di alloggi è limitata ma in grado di soddisfare diverse esigenze. Nel Comune si trovano la curata Locanda Fior di Campo, l’agriturismo Munt la Reita e il rifugio alpino Rifugio la Reggia. Le attività sportive di montagna giocano un ruolo importante: Cimalmotto, ad esempio, è tappa dell’impegnativo sentiero in quota Via Alta Vallemaggia. Sentieri più semplici e altri più alpini conducono ad alpeggi, passi e cime che delimitano la valle a nord, sud e verso l’Italia. In inverno, grazie alla sua altitudine, il Comune offre ottime condizioni per lo sci alpinismo e le ciaspolate. Tra le mete di interesse storico-culturale figurano il sentiero didattico della pietra ollare che segue le tracce degli antichi artigiani e l’impressionante «muro delle capre» Muro Bombögn sulla cresta del Pizzo Bombögn, costruito per proteggere dai danni causati dalle capre e dall’erosione. Dal punto di vista geologico è interessante la frana – oggi stabilizzata – sotto Campo, considerata uno dei maggiori fenomeni di instabilità dei pendii in Europa. Tipici della regione sono i «torbe» in legno con base in muratura, usati come granai per la segale. Da non perdere durante una visita il tipico formaggio della Vallemaggia, prodotto con latte di capra e vacca dalle tre aziende agricole locali e venduto nei loro spacci.

https://www.ticinonews.ch/ticino/campo-vallemaggia-diventa-villaggio-degli-alpinisti-413962

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Campo Vallemaggia è il 42esimo Villaggio degli alpinisti.

La località ticinese viene inserita nella lista che già comprende St. Antoenien, i villaggi dell’Engadina Lavin, Guarda e Ardez, e la Valle Onsernone. «Il villaggio – scrive il Club Alpino Svizzero – è uno dei più alti del Ticino e permette di immergersi in un mondo lontano dalla frenesia quotidiana», con natura intatta e un’offerta turistica selezionata.
I Villaggi degli alpinisti sono piccole e tranquille località che hanno scelto il turismo dolce. Il progetto è promosso dai club alpini di Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera.

https://www.bluewin.ch/it/attualita/regionali/campo-vallemaggia-villaggio-alpinisti-2749768.html

(Immagine: SAC/Timo Cadlolo)

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Al via le campagne estive “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”

Comunicato stampa

Con l’arrivo dell’estate tornano anche quest’anno le campagne di sensibilizzazione “Montagne Sicure” e “Acque Sicure”, promosse dal Dipartimento delle istituzioni in collaborazione con esperti del settore, enti di soccorso e numerosi partner. L’obiettivo è chiaro: promuovere la sicurezza di chi vive la natura, fornendo strumenti utili per informare, educare e proteggere, sia in montagna che in prossimità di fiumi e laghi.

Entrambe le iniziative si fondano sulla prevenzione, la diffusione di buone pratiche e lo sviluppo di un comportamento consapevole, con l’intento di ridurre gli incidenti e i rischi legati alle attività all’aperto.

Montagne Sicure: libertà e responsabilità
La montagna affascina per la sua bellezza e il senso di libertà che trasmette, ma può nascondere insidie spesso sottovalutate, soprattutto da chi la frequenta solo saltuariamente. Escursioni non adeguatamente pianificate, condizioni meteorologiche imprevedibili, percorsi al di sopra delle proprie capacità e attrezzatura inadeguata sono tra le principali cause di incidenti. Inaspettatamente, le statistiche degli ultimi anni mostrano che spesso sono proprio gli escursionisti esperti a essere maggiormente coinvolti in incidenti, talvolta con esiti fatali.  
Per questo motivo, la campagna “Montagne Sicure” continua a promuovere il messaggio “Liberi e sicuri”, invitando a pianificare con cura ogni uscita, rispettare sentieri segnalati e indicazioni ufficiali, consultare preventivamente le previsioni meteo ed equipaggiarsi in modo adeguato.  
Durante l’estate, il materiale informativo sarà distribuito lungo i principali percorsi escursionistici, presso capanne e impianti di risalita. Sono previste anche attività formative in collaborazione con le guide alpine, il Soccorso alpino, la Polizia cantonale e altri partner. Il libretto “Consigli per una montagna sicura” sarà disponibile a breve in tedesco, francese e inglese, così da raggiungere anche i visitatori internazionali.  
In collaborazione con sureVIVE (una società di Rega), è in corso un’analisi approfondita degli incidenti per definire le priorità tematiche delle prossime campagne. Inoltre, vista la crescente diffusione di smartphone e strumenti digitali, verranno organizzati momenti formativi sull’uso corretto delle app e delle funzionalità utili in caso di emergenza. Anche Ticinopass, il pass unico per accedere agli impianti di risalita ticinesi, partecipa alla rete di collaborazioni, con l’obiettivo di rafforzare la visibilità reciproca e il messaggio condiviso della sicurezza in montagna.  

Acque Sicure: conoscere per prevenire
Anche le acque dei laghi e dei fiumi, se non affrontate con consapevolezza, possono diventare pericolose. Tuffi in acque torbide, correnti improvvise, balneazione in zone non sorvegliate o l’uso imprudente di stand up paddle e canoe senza dispositivi di sicurezza sono comportamenti a rischio, talvolta fatali.  
La campagna, che torna con lo slogan “La prudenza fa la differenza”, sarà al centro di un’intensa azione informativa in italiano, tedesco, francese e inglese. Il programma, realizzato con il contributo dei Comuni interessati e delle associazioni partner, si rivolge a bagnanti, sportivi, famiglie, anziani e migranti, promuovendo comportamenti responsabili, la conoscenza delle aree balneabili e il rispetto delle regole di sicurezza e della segnaletica.  
Saranno attivi i servizi di pattugliamento lungo i fiumi Maggia, Verzasca e nella zona della foce del Cassarate. Quest’anno i pattugliatori, oltre ai compiti di sensibilizzazione e di avviso agli enti di soccorso in caso d’incidente, svolgeranno un sondaggio ai bagnanti per valutare la loro percezione dei rischi. Un’infoline dedicata ai torrentisti sarà operativa grazie alla collaborazione con le aziende idroelettriche. Materiale informativo verrà distribuito nei lidi, nelle piscine e nei locali pubblici.  
Le attività di sensibilizzazione coinvolgeranno anche il pubblico residente, con campagne sui media cantonali, articoli redazionali e contributi su riviste specializzate. Sono inoltre previste iniziative didattiche durante eventi manifestazioni, con un’attenzione particolare ai bambini, categoria particolarmente vulnerabile.  
Si segnala la posa di nuova segnaletica presso la pozza di S. Petronilla a Biasca e l’aggiornamento di quella al Pozzo di Tegna e al ponte di ferro a Ponte Brolla, danneggiata dall’alluvione del 2024.  
Tra le novità principali figura il riconoscimento ufficiale della Società Svizzera di Salvataggio Lugano come unico centro cantonale per la formazione delle unità cinofile da salvataggio. Questo progetto, sostenuto dalla Commissione Acque Sicure, rappresenta una prima assoluta a livello nazionale e costituisce un passo fondamentale nella strategia di prevenzione per le acque libere del Cantone, in particolare con l’utilizzo di unità cinofile imbarcate sui natanti in servizio sul lago e durante le manifestazioni estive che andranno ad aggiungersi agli incontri con le scuole  e presso enti e associazioni.

Un tuffo nella prevenzione: premiati i vincitori
L’evento si è svolto presso lo Splash & Spa di Rivera, in collaborazione con la Croce Verde di Lugano e la Polizia cantonale. Le giornate hanno riscosso un buon riscontro da parte del pubblico e hanno incluso una simulazione di salvataggio in acqua di un bambino. Ci congratuliamo con i vincitori, che verranno contattati personalmente.

Le campagne sono rese possibili grazie a una rete di collaborazioni solida e articolata. Tra le più recenti, spicca quella con RSI, BancaStato e TicinoSentieri, che ha portato alla pubblicazione di “In cammino tra i laghetti”, una serie di prospetti che integra messaggi di sensibilizzazione di entrambe le campagne.
Come sottolinea Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni: «Il Cantone Ticino conferma attraverso il lavoro delle due Commissioni consultive Montagne sicure e Acque sicure il proprio impegno per la sicurezza di chi frequenta la natura. Le sinergie tra Dipartimento, soccorritori, professionisti dei due settori e operatori turistici sono fondamentali per trasformare l’informazione in azione concreta: la prima misura di protezione è una scelta consapevole».  

Tutti gli interessati possono trovare aggiornamenti, materiale informativo e consigli pratici sui siti ufficiali www.montagnesicure.ch e www.acquesicure.ch, oppure seguendo le pagine Facebook e Instagram di TicinoSicuro.  

Gli svizzeri chiedono sicurezza con un esercito più forte

Gli svizzeri chiedono sicurezza con un esercito più forte

Norman Gobbi commenta un recente sondaggio sul ruolo delle forze armate

Un quadro preoccupante o, meglio, preoccupato, emerge dallo studio “Sicurezza 2025” pubblicato dall’Accademia militare svizzera e dal Centro di studi sulla sicurezza, entrambi affiliati al Politecnico federale di Zurigo. La popolazione elvetica manifesta infatti crescenti timori per la situazione geopolitica internazionale e chiede risposte concrete in termini di difesa e cooperazione internazionale.
I dati raccolti tra gennaio e febbraio 2025 su un campione di 2’091 cittadini aventi diritto di voto rivelano un cambiamento significativo nella percezione della sicurezza. L’81% degli intervistati si dichiara pessimista sulla situazione politica globale, una percentuale praticamente invariata rispetto al 2024, ma che testimonia la persistenza delle preoccupazioni. Più significativo è il calo dell’ottimismo sul futuro della Svizzera stessa: solo il 69% si mostra fiducioso, contro il 79% dell’anno precedente. Questo deterioramento dell’umore nazionale si riflette anche nella sensazione generale di sicurezza, scesa all’86% rispetto al 92% del 2024.
In questo contesto di incertezza crescente, gli svizzeri privilegiano chiaramente la sicurezza rispetto alla libertà personale”, esordisce Norman Gobbi, “una tendenza che segna una svolta importante nella mentalità nazionale. La richiesta di un esercito forte e ben equipaggiato è quasi unanime: l’80% considera l’esercito necessario o indispensabile, mentre il 90% vuole forze armate “molto ben addestrate” e il 74% “completamente equipaggiate. Questi numeri, seppur leggermente inferiori al 2024, restano impressionanti e dimostrano il consenso trasversale attorno alla necessità di una difesa efficace”.
La disponibilità a investire maggiori risorse nella difesa raggiunge il picco dal 1986, con il 24% dei cittadini favorevoli a incrementare la spesa militare. Il tradizionale sistema di milizia basato sul servizio obbligatorio mantiene un solido sostegno del 60%.
Per Gobbi, “questo risultato conferma l’attaccamento a un modello di difesa radicato nella storia e nell’identità nazionale svizzera”.
Particolarmente significativo è l’atteggiamento verso la NATO. Una maggioranza del 53% si dichiara favorevole al rafforzamento dei legami con l’Alleanza atlantica, mentre il 32% sostiene addirittura l’adesione completa della Svizzera all’organizzazione. “Questi dati rappresentano un’evoluzione notevole per un paese tradizionalmente neutrale e indicano come le sfide geopolitiche contemporanee stiano ridefinendo le priorità strategiche nazionali”, commenta Gobbi, che prosegue: “l’invasione russa dell’Ucraina ha chiaramente influenzato la percezione della neutralità svizzera: sebbene l’87% della popolazione rimanga ancora favorevole a questo principio fondamentale, si tratta di un calo significativo rispetto al 97% registrato prima dello scoppio della guerra”. Per il 28% degli intervistati, la Svizzera dovrebbe inoltre prendere posizioni più nette nei conflitti militari internazionali, mentre il 40% ritiene che l’interdipendenza economica e politica renda ormai impossibile una vera neutralità.
Sul fronte delle politiche di genere nella difesa, emerge un forte sostegno all’uguaglianza: il 67% della popolazione approva l’estensione del servizio obbligatorio alle donne, pur lasciando loro la scelta tra servizio militare, civile o sociale. Tuttavia, l’introduzione del servizio militare obbligatorio specificamente per le donne raccoglie ancora solo il 47% dei consensi. “Questa apertura è un riflesso positivo del dibattito sociale di questi ultimi anni, che ha visto superare i pregiudizi su funzioni prettamente maschili o femminili e pone al centro il contributo che il cittadino, indipendentemente dal genere, può dare al suo Paese”, commenta Gobbi.
Interessante notare come gli svizzeri si mostrino meno entusiasti verso forme di cooperazione internazionale più “soft”: il rafforzamento della mediazione dei conflitti ottiene il 72% di approvazione, mentre l’aumento degli aiuti allo sviluppo si ferma al 52%. Per Gobbi questo aspetto è significativo perché “suggerisce una preferenza per approcci più diretti e concreti alla sicurezza rispetto a strategie diplomatiche o umanitarie”,
Il sondaggio rivela una popolazione svizzera che, pur mantenendo alcuni pilastri della propria identità nazionale, si sta adattando pragmaticamente alle nuove realtà geopolitiche. La richiesta di un esercito più forte e di maggiore cooperazione internazionale non rappresenta un abbandono dei valori tradizionali, ma piuttosto la loro evoluzione di fronte alle sfide del XXI secolo. Gli svizzeri sembrano aver compreso che la sicurezza nazionale richiede oggi un equilibrio più sofisticato tra neutralità, cooperazione internazionale e deterrenza militare credibile; anche se l’eventuale collaborazione con la NATO chiederà un voto popolare tutt’altro che scontato”, conclude il Consigliere di Stato. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 giugno 2025 de Il Mattino della domenica

Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Società svizzera di medicina legale riunita in Ticino: un grande successo

Comunicato stampa

Il 13-14 giugno scorsi ha avuto luogo a Locarno l’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale. Organizzato per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, l’evento ha riscosso un grande successo, riunendo oltre 150 professionisti della medicina legale provenienti da tutta la Svizzera, dalla Germania e dal Lussemburgo. Un importante momento istituzionale e di scambio scientifico, che attesta la crescita della medicina legale del Canton Ticino.

Sono oltre 150 i professionisti del settore della medicina legale che il 13-14 giugno scorsi si sono riuniti a Locarno, nella splendida cornice della Sala della Società Elettrica Sopracenerina, per l’Assemblea 2025 della Società svizzera di medicina legale, ritornata in Ticino dopo diversi anni.
L’Assemblea, oltre a fungere da appuntamento istituzionale, rappresenta un importante momento di scambio a livello scientifico, vista la presenza di medici legali, tossicologi e genetisti forensi provenienti da tutta la Svizzera, ma anche dalla Germania e dal Lussemburgo in particolare, che sulle due giornate di lavori hanno tenuto approfondite relazioni su tematiche afferenti ai campi della medicina legale.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale è stata organizzata per l’occasione dall’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, in funzione del 1° gennaio 2024 e diretto dalla Dr. med. Rosa Maria Martinez. Un evento che ha riscosso un grande successo, sia in termini della folta presenza di professionisti che di ricchezza dei contenuti, che attesta la crescita che ha contraddistinto la medicina legale del Canton Ticino. 
Un Istituto fortemente voluto dal Dipartimento delle istituzioni con la Divisione della giustizia, vista l’importanza della medicina legale in favore del buon funzionamento della Giustizia ticinese, per la sua operatività quotidiana e quindi per la collettività tutta.
L’Assemblea annuale della Società svizzera di medicina legale ha quindi consentito di sottolineare ancora una volta l’importanza del lavoro svolto ogni giorno da tutti gli operatori della medicina legale, che risulta infine fondamentale per la credibilità della Giustizia stessa. Ciò ritenuto quando la medicina legale opera con indipendenza, competenza e trasparenza, non aiuta solo il magistrato: aiuta l’intera collettività a credere in un sistema più giusto, più umano e più moderno. Principi che hanno guidato e guideranno gli ulteriori sviluppi dell’Istituto di medicina legale del Canton Ticino, una realtà altamente qualificata e oggi pienamente inserita nel panorama della medicina legale svizzero e internazionale.

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Verscio, la nuova palestra polivalente è pronta all’uso

Inaugurata sabato nella campagna, con un momento di festa molto sentito dalla cittadinanza, la nuova infrastruttura sportiva

Le Terre di Pedemonte possono finalmente contare su una palestra polifunzionale moderna, a disposizione della scuola, delle società sportive locali e della popolazione del territorio per attività aggregative di vario genere. L’inaugurazione dell’immobile, con tanto di festa, è stata organizzata dal Comune sabato in serata. Un momento semplice ma sentito (la partecipazione della cittadinanza è stata numerosa), col quale l’autorità ha voluto valorizzare uno spazio fondamentale per le attività motorie, all’interno di un piccolo polo sportivo con tanto di terreni da tennis, campi di calcio e pista ciclopedonale lungo l’argine. L’evento ha visto dapprima la consueta parte ufficiale, con gli interventi del sindaco Giotto Gobbi che ha ricordato l’iter che ha portato all’edificazione della struttura, del consigliere di Stato Norman Gobbi e dell’architetto Elena Fontana di Zurigo. Presente all’evento anche il presidente del Gran Consiglio, Fabio Schnellmann.
Un’opera perfettamente inserita nell’ambiente circostante, dotata di posti protetti per la popolazione, costruita secondo le più moderne tecnologie e materiali (tanto da fregiasi del marchio Minergie-A e Minergie-P, un unicum per simili infrastrutture in Svizzera) che garantiscono una migliore resa termica e un miglior comfort all’interno. Al taglio del nastro ha fatto seguito un’ottima maccheronata offerta alla popolazione.

(Immagine: Comune Terre di Pedemonte)

https://www.laregione.ch/cantone/locarnese/1846372/palestra-verscio-festa-pedemonte-sentito

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ricordo di Gianmaria Pusterla

Ci sono incontri che iniziano in modo semplice, quasi ordinario, ma che con il tempo rivelano la loro profondità. Il mio con Gianmaria fu così.
Fino a quel 7 gennaio 2019, al Bar Indipendenza di Chiasso, i nostri contatti erano stati solo professionali: lui giornalista, vicedirettore del Giornale del Popolo, io spesso oggetto delle sue domande. Quel giorno, però, fu l’inizio di un cammino condiviso che andò ben oltre il lavoro.
Dopo le elezioni cantonali, Gianmaria entrò nel mio staff. Era il nostro punto di riferimento per i media, ma ridurlo a questo ruolo sarebbe ingiusto. Con il suo modo di fare – cordiale, sereno, calmo – sapeva portare equilibrio anche nelle situazioni più turbolente. In direzione sapeva sempre ridimensionare tutto con lucidità, anche quando c’era tensione, tranquillizzando i tusan o l’eterno agitato Sacha.
Gianma era così: una presenza solida, positiva, profonda. Aveva fatto pace con il suo passato, vissuto nel bene e nel male, senza rimpianti. E per me non era solo un collaboratore. Era una persona con cui confrontarmi, su tutto, soprattutto su politica. Un fratello maggiore, con cui si parlava in dialetto, come si fa tra gente che si capisce davvero.
Sul lavoro era presenza discreta. Potremmo raccontare tanti aneddoti. Mi piace raccontarne uno, rammentatomi dal Cancelliere e pure lui uomo di questo Borgo Arnoldo Coduri.
La sera di quella tremenda nevicata che bloccò Bellinzona, il Gran Consiglio e l’intera viabilità, Gianma restò bloccato in ascensore a Palazzo governativo dopo la caduta della rete elettrica. A dire il vero un fatto non eccezionale… ma in quella serata lo fu per lui.
Evidentemente preoccupato, non si lasciò perturbare. Chiamò il Cancelliere: “mo cume fu a saltà fö?” con il suo solito tono ironico e allegro. Prontamente le chiavi della cancelleria lo estrassero, ma il rientro non fu dei più agevoli…
Questo ci mostra come lui fosse sempre osservatore e talvolta attore dei fatti, senza mai però voler apparire, come quando lavorava dietro le quinte per la comunicazione del Dipartimento.
Parlava spesso con orgoglio dei suoi figli, Valentina e Gianluca, e della gioia di essere nonno. Gli brillavano gli occhi quando raccontava dei progressi del piccolo Edoardo e del recente arrivo di Filippo. E poi Bea, la sua compagna di vita, la sua felicità. Con lei condivideva sogni e progetti per il tempo che sarebbe venuto dopo il lavoro. Un tempo che purtroppo è stato più breve del previsto. Ci siamo visti l’ultima volta qualche settimana fa, a Bellinzona. Come sempre, ci siamo trovati al Bar Incontro, il nostro solito posto. Un “feca” o un “bücer”, l’immancabile “paiéta”, e la solita conversazione fatta di politica, sport e vita.
Mi mostrò con un sorriso un vecchio video di lui stesso, portiere del suo FC Mendrisio in LNB. Era orgoglioso, ma soprattutto divertito: lo spirito era quello di sempre, allegro, positivo, tenace. Anche quando la malattia si è fatta sentire, Gianma ha mantenuto quello spirito. Al telefono, la voce era più affaticata, ma il tono rimaneva lo stesso. Positivo.
Come quando avrebbe dovuto vedere Marzio dopo una conferenza, ma c’era prima da passare dal medico. Con la sua solita discrezione, lasciava intendere tutto senza mai lamentarsi.
Oggi lo salutiamo con dolore, ma anche con gratitudine. Per quello che è stato, per ciò che ha dato, per l’esempio che lascia.
A Bea, Valentina, Gianluca e a tutta la famiglia va il mio e nostro abbraccio più sincero.

Ciao Gianma. Grazie da tütt. Bon viacc, Amiis.

Norman

Ricordo pubblicato nell’edizione di domenica 15 giugno 2025 de Il Mattino della domenica