Liberi e Svizzeri: Ticino contrario a ogni cedimento nei confronti dell’UE!

Liberi e Svizzeri: Ticino contrario a ogni cedimento nei confronti dell’UE!

Pro Svizzera, UDC e Lega dei Ticinesi si sono riuniti oggi alla Swissminiatur di Melide per dire un chiaro no all’accordo quadro che il Consiglio federale vuole sottoscrivere con l’Unione europea.
Il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Consigliere nazionale Piero Marchesi, l’ex Consigliere nazionale Oskar Freysinger e il Granconsigliere Alessandro Mazzoleni hanno ribadito la necessità di informare le cittadine e i cittadini svizzeri sull’importanza di combattere per una Svizzera libera e sovrana.
L’accordo con l’UE – frutto del mandato negoziale che Berna ha approfondito con Bruxelles – in sostanza prevede una serie di sottomissioni all’Unione europea: l’adozione automatica del diritto europeo, il riconoscimento di giudici stranieri, il costante pagamento di contributi di coesione che con il passare del tempo saranno destinati a diventare più consistenti, l’imbrigliamento delle nostre istituzioni nelle leggi europee. Si rischia di distruggere un valore tipico svizzero che ci rende competitivi, ossia la democrazia diretta.
Norman Gobbi, Piero Marchesi, Oskar Freysinger e Alessandro Mazzoleni hanno sottolineato nei loro interventi che l’UE e la Svizzera hanno sistemi democratici e istituzionali agli antipodi: centralista, burocratico e liberticida quello dell’UE; democratico, liberale e federalista quello svizzero. Ne consegue l’impossibilità di accettare le regole dell’UE in Svizzera, perché soffocherebbe il nostro paese. Accettando l’accordo quadro, la Svizzera compierebbe un vero e proprio salto nel buio che anticiperebbe la conseguenza più nefasta: l’adesione all’UE. Pro Svizzera, UDC e Lega dei Ticinesi sono favorevoli a migliorare i nostri accordi commerciali con l’UE, ma a patto che questi non minino la sovranità della Svizzera. Intervenire su questo non è necessario a ogni costo.

Comunicato stampa congiunto Lega dei Ticinesi – UDC Ticino

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«Ticino contrario a ogni cedimento nei confronti dell’UE»

Pro Svizzera, UDC e Lega dei Ticinesi si sono riuniti ieri alla Swissminiatur di Melide per dire «un chiaro no all’accordo quadro che il Consiglio federale vuole sottoscrivere con l’Unione europea». Il consigliere di Stato Norman Gobbi, il consigliere nazionale Piero Marchesi, l’ex consigliere nazionale Oskar Freysinger e il granconsigliere Alessandro Mazzoleni hanno ribadito «la necessità di informare le cittadine e i cittadini svizzeri sull’importanza di combattere per una Svizzera libera e sovrana».

«L’accordo con l’UE – frutto del mandato negoziale che Berna ha approfondito con Bruxelles – in sostanza prevede una serie di sottomissioni all’Unione europea: l’adozione automatica del diritto europeo, il riconoscimento di giudici stranieri, il costante pagamento di contributi di coesione che con il passare del tempo saranno destinati a diventare più consistenti, l’imbrigliamento delle nostre istituzioni nelle leggi europee. Si rischia di distruggere un valore tipico svizzero che ci rende competitivi, ossia la democrazia diretta».

Norman Gobbi, Piero Marchesi, Oskar Freysinger e Alessandro Mazzoleni hanno sottolineato nei loro interventi che «l’UE e la Svizzera hanno sistemi democratici e istituzionali agli antipodi: centralista, burocratico e liberticida quello dell’UE; democratico, liberale e federalista quello svizzero. Ne consegue l’impossibilità di accettare le regole dell’UE in Svizzera, perché soffocherebbe il nostro paese».

Accettando l’accordo quadro, «la Svizzera compierebbe un vero e proprio salto nel buio che anticiperebbe la conseguenza più nefasta: l’adesione all’UE. Pro Svizzera, UDC e Lega dei Ticinesi sono favorevoli a migliorare i nostri accordi commerciali con l’UE, ma a patto che questi non minino la sovranità della Svizzera. Intervenire su questo non è necessario a ogni costo».

Da www.tio.ch

«Temo non sia finita qui»

«Temo non sia finita qui»

All’indomani della notizia della multa disciplinare inflitta dal Consiglio della Magistratura al giudice Siro Quadri per aver svolto funzioni non compatibili con il suo ruolo di magistrato, il consigliere di Stato Norman Gobbi ricorda quanto affermato nelle scorse settimane: «Ho subito avvertito che la situazione al Tribunale penale cantonale era più complessa di quanto appariva ».
E ancora: «Il CdM ha fatto le sue valutazioni e continuerà a farle anche in futuro». Già, perché secondo Gobbi, potrebbe non finire qui.

Dopo la notizia della multa disciplinare inflitta al giudice, il direttore del Dipartimento delle istituzioni ribadisce la sua previsione «Finora è uscita solo una parte della vicenda del TPC»
 Il presidente della Commissione giustizia Fiorenzo Dadò: «È una corsa al massacro»

«Lo avevo detto». All’indomani della notizia della multa disciplinare inflitta dal Consiglio della Magistratura al giudice Siro Quadri per aver svolto funzioni non compatibili con il suo ruolo di magistrato, il consigliere di Stato Norman Gobbi ricorda quanto affermato nelle scorse settimane: «Sin da subito ho avvertito che la situazione al Tribunale penale cantonale era più complessa di quanto appariva. La decisione del CdM conferma questa mia previsione. Fino a ieri era infatti emersa solo una parte dell’intera vicenda ». Guardando alla decisione del CdM, il consigliere di Stato ribadisce l’autonomia e l’indipendenza dell’organo di vigilanza: «Il CdM ha fatto le sue valutazioni e continuerà a farle anche in futuro». Già, perché secondo il direttore del DI, la spaccatura aperta in seno al TPC è molto più profonda. «La multa disciplinare palesa una situazione più ampia e grave. Purtroppo temo che non finirà qui». Del resto, a inizio ottobre, Gobbi lo aveva lasciato intendere in maniera esplicita durante una puntata della Domenica del Corriere: «Temo che non finirà bene. Ci saranno conseguenze gravi con il Parlamento che, un momento o l’altro, potrebbe nominare da due a tre nuovi giudici per il TPC».

«Ennesima fuga di notizie»
«Come Commissione giustizia e diritti non eravamo al corrente della pendenza; ci troviamo di fronte all’ennesima fuga di notizie», riconosce da parte sua Fiorenzo Dadò, presidente della Commissione giustizia e diritti. «Al momento non abbiamo ancora avuto modo di consultare le carte, che si trovano in mano all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio». Ad ogni modo, la prima reazione del deputato è di sconforto: «Ciò che pare evidente, tuttavia, è che si sta consumando all’interno del TPC una corsa al massacro. In generale questa vicenda, anche se non c’entra nulla con il resto, aggiunge un ulteriore elemento di confusione ad una situazione già intricata ». In merito al caso specifico legato alla sanzione al giudice Siro Quadri, il deputato del Centro riconosce che «il Consiglio della Magistratura ha svolto il suo lavoro, ora spetta al magistrato eventualmente impugnare la decisione e contestarla di fronte alle istanze preposte. Al di là di questo fatto, penso che l’ attenzione vada mantenuta sul Tribunale penale cantonale dove, per contro, gli interrogativi aperti sono ancora tanti e vanno chiariti. In altre parole, non vorrei che si metta l’accento sulla sanzione del giudice, dimenticandosi la gravità di tutto il resto. Il quadro generale è a dir poco disarmante.

«Un ulteriore danno»
Più tiepida la reazione di Matteo Quadranti. Il deputato liberale radicale, membro della Giustizia e diritti, precisa di «non conoscere la fattispecie, che però sembra esulare dal tema di cui la Commissione si è occupata fin qui». Il riferimento di Quadranti va alla lunga trafila di segnalazioni e querele che ha dato vita al cosiddetto «caos al TPC». Ma, al netto della premessa, anche per il deputato PLR «pare evidente che, anche in questo caso, la Giustizia ne esca danneggiata. Di principio qualsiasi sanzione, se confermata in via definitiva, sul comportamento di un magistrato, non è una buona notizia. È vero anche che non è la prima sentenza del Consiglio della Magistratura. Ci sono altre decisioni che, sia detto per inciso, solitamente non vengono pubblicate», conclude Quadranti.

«Complica il tutto»
«Non voglio giudicare né il caso specifico né la decisione dell’organo di vigilanza, di cui ho piena fiducia. L’entità della sanzione, tuttavia, è pesante: parliamo di 5.000 franchi». Per IvoDurisch (PS) la vicenda non va quindi sottovalutata, anche perché una simile multa «presuppone episodi di una certa rilevanza». Per il deputato socialista, seppure il caso non sia direttamente riconducibile alle recenti vicende del TPC, «è chiaro che quanto appreso aggiunge un ulteriore tassello che complica il tutto». Durisch, infine, sottolinea comunque «un aspetto ‘‘positivo’’. Le decisioni iniziano a uscire. Ciò conferma che l’organo di vigilanza sta facendo il suo lavoro per riportare chiarezza e tranquillità in un settore chiave».

L’incontro
La Lega si limita «a prendere atto » della decisione del Consiglio della Magistratura. «Non conosciamo i dettagli», sottolinea Alessandro Mazzoleni, il quale guarda ai prossimi sviluppi. «Prossimamente la Commissione incontrerà i rappresentanti del CdM e del Tribunale d’appello per chiarire da un lato i contenuti del rapporto Galliani che ancora – e a mio avviso a giusta ragione non abbiamo potuto visionare, dall’altro sarà anche l’occasione di tornare sulla multa disciplinare ricevuta dal giudice Quadri». Anche Mazzoleni evita ogni possibile speculazione, preferendo leggere la situazione nel suo complesso. «Si tratta dell’ennesimo episodio che mette in cattiva luce la Giustizia », spiega. «Un settore composto da moltissime persone che svolgono un lavoro impeccabile ma che si trovano al centro dell’opinione pubblica». Per Mazzoleni, il Dipartimento sta cercando di portare un po’ di ordine: «Se guardiamo alla questione logistica, l’iniziativa del Dipartimento dopo la bocciatura dello stabile EFG va salutata in maniera positiva».

«Siamo sorpresi»
Di «sorpresa» parla invece Marco Noi, co-coordinatore dei Verdi. «Al momento non abbiamo ancora avuto accesso alla decisione del CdM, che in qualità di membri della Commissione dovremmo poter visionare », dice. «Per quanto sia difficile pronunciarsi senza avere sottomano i dettagli, si tratta chiaramente di un tassello che rende ancora più intricata la già complessa situazione al TPC».

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 7 dicembre 2024 del Corriere del Ticino

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Cerimonia annuale della Polizia cantonale

Comunicato stampa

Ieri presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta la tradizionale cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Michele Guerra, il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, il Presidente del Tribunale penale federale Alberto Fabbri, il Procuratore Generale Andrea Pagani e la Procuratrice federale capo della divisione “Criminalità economica” Dounia Rezzonico.

Nel corso dell’evento sono stati presentati i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi, e sono stati sottolineati i traguardi raggiunti attraverso specifici percorsi formativi. Nel suo intervento il Comandante Matteo Cocchi ha dapprima evidenziato che nel 2024 la Polizia cantonale ha affrontato situazioni complesse, che hanno richiesto non solo competenza operativa, ma anche la capacità di rispondere con empatia e rispetto ai bisogni dei cittadini. Questo riferendosi in particolare alla tragedia che quest’estate ha colpito la Vallemaggia, che ha visto operare il Corpo dapprima attraverso le misure messe in campo dalla Centrale comune d’allarme (CECAL), che ha coordinato i primi interventi della Polizia, dei Pompieri nonché della Protezione civile, e successivamente con l’istituzione dello Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC), diretto dal capitano Antonio Ciocco e dal sostituto Federico Chiesa, capo ufficio presso la Sezione del Militare e della Protezione della Popolazione (SMPP). Ha poi sottolineato la sua recente nomina, quale secondo ticinese, a Presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (CCPCS). Gremio che ha l’importante compito di promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i Corpi di polizia della Confederazione. In quest’ambito lo scorso anno la Polizia cantonale ha rafforzato i controlli sul territorio, intensificato le attività preventive e potenziato la collaborazione con altre forze dell’ordine. Questo lavoro in sinergia è stato essenziale per rispondere ai nuovi scenari, dalla sicurezza stradale alla lotta contro la criminalità, fino al contrasto delle nuove forme di reato informatico che minacciano i cittadini, le imprese e la nostra comunità. In questo modo sono stati raggiunti risultati importanti con impegno, sacrificio e dedizione. Tuttavia, ha concluso il Comandante, ogni traguardo è anche un punto di partenza. Le sfide future richiederanno infatti ancora più impegno, formazione e coordinamento.

Nel suo intervento il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha colto l’occasione per sottolineare il buon lavoro svolto dalle agenti e dagli agenti in ogni settore di attività, ricordando i successi raggiunti. Ha inoltre ribadito l’importanza della sicurezza per un Cantone di frontiera come il Ticino, quale fattore di competitività nella costruzione del benessere a favore della collettività. Nel 2024 sono poi stati raggiunti importanti obiettivi anche nel campo della digitalizzazione con i nuovi processi di lavoro “assistiti” da supporti digitali che rendono più efficace e più efficiente l’azione della Polizia cantonale. Ha terminato il suo saluto con gli auguri per le ormai prossime festività natalizie e soprattutto per un 2025 ricco di soddisfazioni professionali e personali.

 

Riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo  della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Riunioni dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di Lavoro Regio Insubrica

Comunicato stampa

Si sono riuniti questa mattina a Mezzana (Cantone Ticino) i membri dell’Ufficio Presidenziale e del Comitato Direttivo della Comunità di lavoro Regio Insubrica.
Sotto la Presidenza del Consigliere di Stato del Cantone Ticino, Norman Gobbi, alla presenza dell’Assessore di Regione Lombardia Massimo Sertori e del Sottosegretario alla Presidenza di Regione Piemonte Alberto Preioni, nonché dei rappresentanti delle Province di Como, Lecco e Varese, sono stati passati in rassegna diversi temi di particolare attualità e rilevanza per il territorio di riferimento.
Si è provveduto ad un aggiornamento sul Dialogo economico italo-svizzero tenutosi a Roma nello scorso mese di ottobre, sulle questioni relative alla fiscalità dei lavoratori frontalieri e sul Programma di Cooperazione Italia-Svizzera Interreg 2021-2027, per il quale il 9 e 10 dicembre si riunirà a Briga (VS) il Comitato di Sorveglianza che illustrerà le graduatorie approvate nell’ambito della prima finestra di apertura dell’avviso. Per quanto concerne l’andamento congiunturale ed economico dell’area insubrica, sono state rilevate delle preoccupazioni circa le ricadute derivanti da possibili delocalizzazioni di imprese, anche storiche, presenti sul territorio, ed è stato deciso di portare il tema all’attenzione delle competenti autorità politiche.  
Per quanto attiene alla mobilità, è stata salutata favorevolmente la recente sottoscrizione dell’Accordo bilaterale sul cabotaggio per il trasporto pubblico transfrontaliero su gomma, firmato tra i Governi di Italia e Svizzera, volto a sostenere una maggiore cooperazione tra Piemonte, Lombardia e Cantone Ticino nella direzione di una mobilità pubblica più sostenibile e integrata.
Sono state altresì prese in esame le attività dei tavoli tematici e dei gruppi di lavoro, quali Economia, Turismo e Cultura, Migrazioni transfrontaliere di fauna selvatica – gruppo Peste Suina Africana, Qualità delle acque, Mobilità e Giornate Insubriche del Verde Pulito. L’Ufficio Presidenziale ha inoltre deliberato la costituzione, nell’ambito del tavolo Territorio ambiente e mobilità, di un nuovo gruppo di lavoro, denominato “Valorizzazione dei boschi e delle aree montane”.
È stato infine stabilito che l’Assemblea generale 2025 si terrà nella seconda metà di settembre in Lombardia, dove avrà luogo, con la ricorrente annuale rotazione, il passaggio di Presidenza per l’anno 2025-2026 dal Cantone Ticino alla Regione Lombardia.
In tale occasione, per celebrare il trentesimo anniversario dalla firma della Dichiarazione di Intesa con cui nel 1995 è stata costituita la Comunità di lavoro, una parte del programma vedrà per la prima volta il coinvolgimento dei parlamentari nazionali rappresentanti delle regioni insubriche.

 

Finanze dell’esercito: mancano cinque minuti alla mezzanotte!

Finanze dell’esercito: mancano cinque minuti alla mezzanotte!

Sono all’ordine del giorno due oggetti finanziari con importanti implicazioni: il budget dell’esercito per il 2025, che consentirà di finanziare i prossimi investimenti per la difesa, e il limite di spesa dell’esercito 2025–2028, che rappresenta la concessione finanziaria per la ricostruzione delle capacità di difesa. Il deterioramento della situazione della sicurezza richiede ora responsabilità e unità. Per l’orologio della politica di sicurezza mancano cinque minuti alla mezzanotte.

Budget dell’esercito 2025: occorre agire subito
Il budget dell’esercito e i relativi crediti d’impegno devono essere aumentati di almeno 530 milioni di franchi per il 2025. I fondi aggiuntivi sono necessari per finanziare i prossimi progetti di modernizzazione dell’esercito. Il Parlamento federale deve dimostrare di prendere sul serio gli eventi mondiali e di reagire con forze armate moderne e completamente equipaggiate, rispettando al contempo il freno all’indebitamento.

Limite di spesa dell’esercito 2025–2028: assunzione di responsabilità per la Svizzera
L’aumento del quadro dei pagamenti 2025-2028 da 25.8 a 29.8 miliardi di franchi in linea con il freno all’indebitamento è urgente. Le spese militari devono essere gradualmente aumentate all’1% del PIL entro il 2030. Senza questo adeguamento, le forze armate elvetiche non avranno garanzia di pianificazione e non saranno in grado di completare la ricostruzione delle loro capacità di difesa. I Paesi della NATO devono raggiungere almeno il 2% del PIL, il doppio della Svizzera. Questi Paesi beneficiano anche della protezione dell’Alleanza, di cui la Svizzera non gode.

Da www.alleanzasicurezza.ch

(Immagine: Alleanza sicurezza Svizzera)

“C’è chi ci fa vedere un mondo alla rovescia”

“C’è chi ci fa vedere un mondo alla rovescia”

Gobbi: eseguire i rimpatri forzati è un compito essenziale dell’autorità

Su un portale della Svizzera italiana un’avvocatessa “specialista della migrazione” ha ricordato come mercoledì scorso siano stati eseguiti alcuni rimpatri di stranieri dal Ticino verso l’Iraq. Tenuto conto del tenore dello scritto, che imputa all’autorità un atteggiamento contrario alla dignità umana, abbiamo voluto sentire il parere del Consigliere di Stato, Norman Gobbi. “Diciamo che la questione dei rimpatri forzati, perché di questo stiamo parlando, si presta a una doppia interpretazione. C’è chi ritiene che ci si stia accanendo contro la persona straniera “deportandola” e chi invece considera questi rimpatri l’espressione dell’autorità, che fa rispettare le leggi. Ed è questa seconda considerazione che corrisponde alla realtà. Non dimentichiamo che le persone che sono state appena rimpatriate avevano quasi tutte ricevuto risposta negativa alle loro domande d’asilo (sino all’ultimo stadio di ricorso) e pure condanne penali con la pena aggiuntiva dell’espulsione decretata dal Tribunale. Insomma: sono spesso persone che hanno tentato di chiedere l’asilo già tanti anni fa, ma che l’autorità federale competente ha loro negato la richiesta. Da qui l’obbligo di lasciare il nostro territorio”, afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

In parecchi casi, come lei ci ha detto, queste persone hanno anche subito condanne penali. “È proprio così. Un’aggravante che si aggiunge a un comportamento poco o del tutto non collaborativo durante le pratiche d’asilo. Uno Stato di diritto è chiamato a far rispettare le decisioni dei tribunali. Pensiamo poi che tra le persone rimpatriate figura anche uno straniero che più volte ha fatto parlare di sé sulla stampa in maniera molto negativa. L’autorità deve tener conto anche di chi è rimasto vittima di queste persone, poi condannate, e dei loro famigliari che giustamente chiedono che la condanna venga correttamente eseguita. Altrimenti che Giustizia avrebbe il nostro Paese? Due pesi e due misure, a favore degli stranieri? No, la Giustizia è uguale per tutti, nel senso che le pene e/o le decisioni amministrative vanno eseguite. Non vedo il motivo per cui uno straniero deve essere privilegiato. Ma ci sono “addetti ai lavori” che vogliono far vedere un mondo alla rovescia. Personalmente non ci sto: la nostra politica d’asilo deve essere credibile e le possibilità d’integrazione che diamo vanno indirizzate, come facciamo, a chi ha veramente bisogno di accoglienza e a chi si comporta bene sul nostro territorio, dimostrando una volontà e un interesse reale all’integrazione. La credibilità delle istituzioni agli occhi dei cittadini, che tutti dicono di difendere, dipende anche dalla capacità di far rispettare le decisioni delle autorità”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 1 dicembre 2024 de Il Mattino della domenica

Natale con i tuoi, in sicurezza con noi

Natale con i tuoi, in sicurezza con noi

Le settimane dell’avvento, l’avvicinarsi delle festività natalizie e le giornate corte. Un connubio che purtroppo non è solo segnale di clima festivo e di regali, ma pure di un accresciuto rischio di furti, sia nei veicoli che con destrezza durante gli acquisti. Per questo motivo la Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e l’Ufficio federale della dogana e  della sicurezza dei confini (UDSC), promuove anche quest’anno, dal 1 al 24 dicembre, l’operazione PREVENA. Da oltre 17 anni l’iniziativa di prevenzione ha quale obiettivo di aumentare la  sicurezza della popolazione in questo particolare momento dell’anno, grazie alla presenza accresciuta e capillare di forze dell’ordine su tutto il territorio, nei luoghi di grande affluenza e in ambito di controlli della circolazione stradale. Le festività sono alle porte e la tradizionale corsa ai regali è già iniziata. Un periodo sinonimo di mercatini natalizi e di aperture prolungate dei negozi, dove i malviventi approfittano di questo momento dell’anno e dell’afflusso in massa di persone per commettere borseggi e furti in genere.
Per non incorrere in brutte sorprese, la polizia vi invita nuovamente a mantenere alta l’attenzione, poiché i malviventi possono approfittare dell’affollamento e di momenti a loro propizi per eseguire dei furti in genere.
Al fine di prevenire spiacevoli sorprese durante gli acquisti, i festeggiamenti o il ritorno a casa, si ricordano alcuni consigli principali:

Automobili:
– Parcheggiate in luoghi sicuri e illuminati, preferendo parcheggi sorvegliati soprattutto di notte.
– Non lasciate mai le chiavi all’interno del veicolo, nemmeno quanto è nel vostro garage.
– Assicuratevi che tutte le portiere e il baule siano chiusi a chiave
– Chiudete sempre finestrini e tettucci apribili.

Rimuovete oggetti di valore e documenti dall’auto prima di allontanarvi.
– Prima di lasciare l’automobile, controllate che sia effettivamente chiusa.

Borse, portamonete e portafogli:
– Non lasciate borse, borsette, portamonete e portafogli incustoditi.
– Portate le borse a tracolla sul davanti e tenetele sempre ben chiuse soprattutto in luoghi affollati.
– Evitate di aprire borse e portafogli davanti a sconosciuti, mostrando oggetti di valore. Evitate di portare somme consistenti di denaro contante e prediligendo l’utilizzo di carte di credito.
– Riponete portamonete e portafogli nelle tasche intere della giacca o all’interno della borsa.

Liberi e Svizzeri – Il Ticino si oppone a ogni cedimento verso l’UE

Liberi e Svizzeri – Il Ticino si oppone a ogni cedimento verso l’UE

27Il Ticino è da sempre in prima linea nella difesa della sovranità svizzera e contrario a ogni compromesso che possa intaccare i nostri principi di indipendenza. In questo contesto, è essenziale che la nostra voce si faccia sentire nei negoziati che il Consiglio federale sta conducendo con l’Unione Europea per il rinnovo degli accordi di collaborazione. Nella sua più recente presa di posizione, il Consiglio federale non propone alcun miglioramento significativo, specialmente per quanto riguarda la tutela della nostra democrazia diretta e del diritto decisionale del popolo e dei cantoni. Non vogliamo “vecchio vino in bottiglie nuove”. Pro Svizzera respinge fermamente il progetto del Consiglio federale di sottoporre la Svizzera all’UE attraverso:

  • L’adozione automatica del diritto europeo.
  • La subordinazione alla Corte di giustizia dell’UE in caso di controversie.
  • Nuovi tributi annuali ricorrenti richiesti dall’UE.

Il 6 dicembre, alle 18:30, discuteremo di queste importanti questioni presso la SwissMiniatur di Melide, con interventi di Oskar Freysinger, Piero Marchesi, Alessandro Mazzoleni e la moderazione di Norman Gobbi.

Vi aspettiamo numerosi!

Flyer

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni

Comunicato stampa

La Piattaforma di dialogo Cantone-Comuni ha tenuto oggi una seduta ordinaria – la quarta del 2024 e la 72. dalla sua costituzione – alla presenza del Consiglio di Stato, accompagnato dal capo della Sezione enti locali, e dei rappresentanti dei Comuni ticinesi.

In apertura, i partecipanti alla seduta hanno approvato un aggiornamento della Lettera d’intenti che regola l’attività della Piattaforma di dialogo. Come di consueto, sono state discusse alcune richieste dei Comuni all’indirizzo del Consiglio di Stato e dell’Amministrazione cantonale.
A margine della catastrofe che ha colpito la Vallemaggia, il Dipartimento del territorio ha risposto a una sollecitazione sul tema del prelievo di contributi di miglioria, nell’ambito della realizzazione di opere di premunizione contro i pericoli naturali. Saranno ora approfondite alcune possibili soluzioni per consentire ai Comuni di consolidare le basi di finanziamento degli investimenti necessari in questo ambito.
Il Dipartimento delle istituzioni ha presentato una serie di iniziative avviate nel settore della raccolta di dati relativi al controllo degli abitanti, allo scopo di ottimizzare l’aggiornamento e l’invio dei dati alla banca dati cantonale MovPop. È stato anticipato che nel 2025 verrà organizzata una formazione per funzionari comunali.
Il Dipartimento della sanità e della socialità ha poi presentato i risultati della consultazione sulla riorganizzazione del soccorso agli animali, progetto che prevede una serie di modifiche alle Leggi cantonali che regolano la materia. È stato precisato che la revisione normativa sarà formalizzata prossimamente in un messaggio del Consiglio di Stato, e comprenderà la creazione di un ente per gli interventi d’urgenza e un nuovo fondo per finanziare le procedure di collocamento presso le SPA e l’acquisto di attrezzature.
Sono poi stati discussi i risultati di un sondaggio, svolto fra i Municipi, sul nuovo articolo di legge che obbliga gli assicurati morosi a rispondere alla convocazione del proprio Comune e sul ripristino della lista dei sospesi dalla copertura assicurativa («blacklist»). La sintesi delle risposte raccolte sarà ora trasmessa alla competente Commissione del Gran Consiglio, che sta trattando il tema. Nel corso del 2025 sarà inoltre promossa un’analisi qualitativa che permetta di inquadrare più precisamente il problema.
La Piattaforma è stata in seguito informata in merito al nuovo Piano di azione che punta a promuovere la creazione di reti integrate regionali, nel settore delle case per anziani oggi presenti in Ticino. È stato concordato che sul documento sarà ora aperta una fase di consultazione.
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ha informato sull’entrata in vigore, anche per gli istituti comunali, di una versione delle «Direttive sui comportamenti inadeguati in ambito scolastico» già introdotte per gli istituti cantonali. I rappresentanti dei Comuni sono poi stati informati sul tema delle Unità scolastiche differenziate, anche in riferimento alla ripartizione dei costi relativa agli allievi iscritti a una sede che non si trova nel loro Comune di domicilio.
In conclusione, il Dipartimento delle istituzioni ha informato in merito al progetto congiunto «Polizia ticinese», segnalando che entro il mese di febbraio 2025 il gruppo di lavoro terminerà i propri lavori, e proporrà di avviare la fase di consultazione già nel corso della primavera.
Sono stati anticipati anche i prossimi passi relativi al progetto che intende concretizzare la possibilità di organizzare, in caso di necessità, uno Stato maggiore di crisi a livello locale. È stata comunicata la necessità di designare una persona di riferimento nei Comuni, che sia raggiungibile lungo tutto l’arco dell’anno.
La prossima seduta della Piattaforma è prevista per mercoledì 12 marzo 2025.

Pianificazione del comparto della Giustizia del Luganese

Pianificazione del comparto della Giustizia del Luganese

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha deciso gli indirizzi strategici del comparto della Giustizia del Luganese, a seguito della ridefinizione dei contenuti promossa dopo la votazione popolare del 9 giugno 2024. Confermando la necessità di ristrutturare totalmente l’attuale Palazzo di giustizia di Lugano, il Governo ha determinato 4 blocchi di Autorità e Uffici interessati dalla pianificazione, nell’ambito dei quali si procederà con le verifiche dei relativi spazi anche tramite una grida pubblica. Il Consiglio di Stato ha pure deciso gli indirizzi strategici della pianificazione penitenziaria cantonale, che prevedono l’edificazione del futuro complesso carcerario cantonale sull’attuale sedime dello Stato sul piano de La Stampa.

A seguito della votazione popolare dello scorso 9 giugno in merito al nuovo Palazzo di giustizia di Lugano, il Governo ha da subito promosso la ridefinizione dei contenuti della pianificazione logistica per il comparto della Giustizia del Luganese, confermando la necessità di ristrutturare totalmente l’attuale Palazzo di giustizia. Viste le risultanze dell’analisi svolta dall’apposito Comitato guida istituito a tale scopo – presieduto dalla Direttrice della Divisione della giustizia e che vede la partecipazione di rappresentanti del Dipartimento delle istituzioni, del Dipartimento delle finanze e dell’economia e del Consiglio della magistratura –, il Consiglio di Stato ha determinato i seguenti 4 blocchi di Autorità e Uffici interessati dalla pianificazione:

  • blocco 1 “Filiera penale”: Ministero pubblico (sede Lugano), Ministero pubblico (attuale sede distaccata di Bellinzona), Magistratura dei minorenni, Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi e Polizia cantonale (Gendarmeria e Polizia giudiziaria);
  • blocco 2 “Tribunale di appello”: Tribunale di appello (Sezioni di diritto civile e di diritto pubblico), Tribunale di appello (rientro della Corte di appello e di revisione penale attualmente con sede transitoria a Locarno), Sede Ordine degli avvocati (per statuto presso il Tribunale di appello);
  • blocco 3 “Preture e Preture di protezione”: Pretura civile e futura Pretura di protezione di Lugano;
  • blocco 4 “Servizi amministrativi”: Ufficio di esecuzione, Ufficio dei fallimenti e Ufficio del registro fondiario (sedi di Lugano).

A questi blocchi si aggiungono le Autorità e gli Uffici potenzialmente collocabili – anche in maniera separata e indipendente – al di fuori degli stessi, tra cui il Consiglio della magistratura, il Tribunale penale cantonale e l’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative.
Il Governo ha disposto le verifiche di dettaglio circa le necessità di spazio dei blocchi identificati, in modo da stabilirne la futura ubicazione, anche a livello delle sedi transitorie che possano ospitare provvisoriamente le Autorità. Per ampliare il ventaglio delle potenziali superfici a disposizione (locazione o acquisto di spazi/terreni), verrà indetta una grida pubblica che sarà pubblicata sul Foglio ufficiale il 29 novembre 2024. L’obiettivo del Governo è quello di procedere in tempi rapidi alla ridefinizione della pianificazione, per sottoporre al Parlamento le decisioni del caso tese a rispondere alle esigenze logistiche della Magistratura quale Terzo Potere dello Stato nel Luganese.
Nel contempo, il Consiglio di Stato ha pure deciso gli indirizzi strategici della pianificazione penitenziaria cantonale, visto lo stretto legame tra le Autorità giudiziarie e il settore dell’esecuzione pene e misure nonché la conclamata necessità di ristrutturare totalmente l’attuale Carcere penale La Stampa, giunto al termine del ciclo di vita infrastrutturale. Il Governo ha quindi confermato la realizzazione del nuovo complesso carcerario cantonale sull’attuale sedime di proprietà dello Stato sul piano de La Stampa a Lugano, emersa quale variante ottimale a seguito delle ulteriori verifiche su tutto il Cantone che hanno coinvolto il Dipartimento delle istituzioni, il Dipartimento delle finanze e dell’economia e il Dipartimento del territorio. Una variante concretizzabile per molti fattori tra cui gli aspetti pianificatori, l’idoneità territoriale, la disponibilità del fondo, l’identità del luogo, l’accessibilità per il personale operante e gli addetti ai lavori del settore, compresi gli avvocati. Non da ultimo, si evidenzia anche l’efficienza e l’efficacia gestionale data dalla presenza ravvicinata del Carcere penale, del Carcere giudiziario e del Carcere aperto.
A fronte della decisione del Consiglio di Stato sul futuro complesso carcerario cantonale, verrà attivato il consueto iter-progettuale a sé stante che ha già conosciuto un primo atto formale con l’annuncio del progetto all’Ufficio federale di giustizia da parte del Dipartimento delle istituzioni, ai fini della richiesta di sussidio per le costruzioni in ambito penitenziario previsto dalla legge federale.