Aste pubbliche della settimana

Aste pubbliche della settimana

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni, tramite la Divisione della giustizia, informa che nel 2025 sarà adottata una nuova modalità di comunicazione riguardante le aste pubbliche organizzate dall’Ufficio di esecuzione e dall’Ufficio dei fallimenti.
A partire da gennaio, un avviso con l’elenco delle aste previste per la settimana successiva verrà trasmesso agli organi di stampa ogni venerdì pomeriggio.
Questa iniziativa, che si affianca ai canali tradizionali – come la pubblicazione sul Foglio ufficiale e sulla pagina web dell’Amministrazione cantonale – mira a raggiungere un pubblico più ampio di potenziali interessati in modo capillare ed efficace. 
Nel documento allegato è possibile consultare l’elenco degli oggetti che saranno messi all’asta nella settimana dal 6 al 10 gennaio 2025.
Per ulteriori dettagli, si invita a visitare la pagina web dedicata

IMPORTANTE: si ricorda che, conformemente alla legislazione vigente, le aste possono essere annullate anche all’ultimo momento.

Prevena 2024: un Natale con i tuoi in sicurezza con noi!

Prevena 2024: un Natale con i tuoi in sicurezza con noi!

Comunicato stampa

Come ogni anno durante il periodo natalizio, dal 1° al 24 dicembre 2024, si è svolta la campagna su tutto il territorio cantonale. L’iniziativa mira a rafforzare la sicurezza dei cittadini, garantendo una maggiore presenza nei luoghi pubblici di aggregazione e tutelando il territorio attraverso controlli mirati e attività di  sensibilizzazione.
La Polizia cantonale, in collaborazione con le Polizie comunali, la Polizia dei trasporti e l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), ha concluso la campagna di prevenzione PREVENA 2024: Natale con i tuoi in sicurezza con noi.

L’operazione ha portato a:
– l’istituzione di 200 posti di controllo nei punti più critici
– l’impiego di 350 pattuglie a piedi per contrastare borseggi, taccheggi e furti nei veicoli in zone ad alta affluenza come piazze, mercatini di Natale, negozi e centri commerciali
• la verifica dell’identità di 650 persone

Questi interventi hanno prodotto risultati tangibili, tra cui:
– l’arresto di due persone in esecuzione di mandati di cattura
– il fermo di tre autrici di furto a Pizzamiglio

Oltre alle azioni dirette, la campagna ha contribuito ad accrescere il senso di sicurezza tra i cittadini, favorendo il dialogo e rafforzando la fiducia reciproca.
Ricordiamo che, in caso di urgenza, è fondamentale contattare la Polizia al numero 117. Per situazioni anomale o sospette non urgenti, è importante chiamare il numero 0848 255 555.

Otto anni di legge anti-burqa: più hooligans che islamici

Otto anni di legge anti-burqa: più hooligans che islamici

Dal primo gennaio il divieto di dissimulare il volto è materia federale. Il Ticino è stato un precursore ma in questi 8 anni ne hanno fatto le spese più i facinorosi che le donne con il volto coperto

È entrata in vigore con l’anno nuovo la legge federale contro la dissimulazione del volto in pubblico, che manda in pensione gran parte dell’analogo e ormai celeberrimo testo ticinese, risalente al 1° luglio 2016 (data di entrata in vigore) e frutto di un’iniziativa popolare del 2013 che venne approvata dal 65,4% dell’elettorato.
In questi otto anni in Ticino sono state comminate in tutto 60 sanzioni e – con buona pace di chi la chiama ancora legge anti burqa – sono stati gli hooligans a farne le spese maggiori, con 32 multe contro le 28 inflitte a chi indossava una qualche forma di velo integrale. Più facile, insomma, trovare per le strade ticinesi qualcuno con un passamontagna piuttosto che con un velo integrale.
Dal 2020, poi, non ci sono più state segnalazioni, perché il COVID ha generalizzato l’uso delle mascherine, e il virus è rimasto un utile pretesto anche quando la pandemia ha cessato di essere un’emergenza.
Con il passaggio dalla normativa cantonale a quella federale cambiano alcune cose importanti: la competenza sanzionatoria non è più dei municipi, la sanzione massima è di 1’000 franchi (ma di norma saranno 100) e non 10’000. Resta invece in vigore quella parte di legislazione ticinese che parla di mostrare il volto come elemento di integrazione e avvicinamento ai valori della maggioranza, ma andrà declinata in un altro modo.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Otto-anni-di-legge-anti-burqa-pi%C3%B9-hooligans-che-islamici–2474686.html

“Fuori pista sì, ma con la giusta preparazione”

“Fuori pista sì, ma con la giusta preparazione”

Il pericolo valanghe

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2462524

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Il progetto di prevenzione “Montagne sicure” rilancia la sua campagna informativa con una serie di consigli per gli amanti degli sport invernali

Con l’inizio dell’inverno e il ritorno della neve anche sulle montagne ticinesi, fa di nuovo capolino pure il progetto di prevenzione “Montagne sicure”. Il focus di questa edizione del consueto libretto proposto dal Dipartimento delle istituzioni (DI) è posto sul “fuori pista”. L’obiettivo è di sensibilizzare soprattutto chi frequenta saltuariamente la montagna e abbandona le stazioni invernali alla ricerca di maggiore libertà.

“La maggiore libertà e la natura incontaminata nascondono talvolta delle situazioni inaspettate che bisogna saper gestire, soprattutto se si frequenta la montagna solo occasionalmente”

Il progetto si avvale delle competenze di esperti di montagna e sicurezza e presenta come sempre importanti consigli e preziose indicazioni per praticare nella massima sicurezza possibile gli sport invernali.

Il telefonino può essere un prezioso alleato
Nel comunicato con cui il DI presenta il nuovo libretto “Consigli per una montagna sicura” si sottolinea anche come il telefonino possa rivelarsi uno strumento utile e decisivo in caso d’emergenza. Si suggerisce di attivare la geolocalizzazione e l’invio delle coordinate della posizione a un conoscente e di scaricare le app che aiutano a pianificare l’escursione (SLF White Risk, e MeteoSvizzera), nonché quella da utilizzare nella malaugurata situazione di un incidente (REGA). Un’app, quest’ultima, molto efficace anche per il tracciamento del percorso.

Si consiglia anche di non mettere mai in “modalità aereo” lo smartphone, ma occorre tener conto che in altitudine la copertura non è sempre assicurata. Inoltre, le basse temperature riducono la durata delle batterie (per ovviare si consiglia un power-bank). “Giusto affidarsi alla tecnologia – chiosa il DI – ma altrettanto necessario informare conoscenti e famigliari sulle escursioni che si intendono effettuare”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CFuori-pista-s%C3%AC-ma-con-la-giusta-preparazione%E2%80%9D–2454049.html

 

Furti sotto le feste, Pizolli: “Con le giornate più corte tendono ad aumentare”

Furti sotto le feste, Pizolli: “Con le giornate più corte tendono ad aumentare”

La situazione quest’anno è in linea con il recente passato. Il portavoce della Polizia: “Vi è un’attenzione accresciuta non solo tra le forze dell’ordine, ma anche tra i partner quali l’Ufficio delle dogane”.

Due cileni sono stati arrestati nel Mendrisiotto il 17 dicembre. Due giorni dopo, a finire in manette è stato un 27enne nel Gambarogno. Venerdì scorso, infine, tre giovani donne sono state fermate e arrestate a Chiasso. Solo negli ultimi giorni sono più volte scattate le manette ai polsi di persone accusate di furto con scasso, spesso colte con la refurtiva o con strumenti usati per entrare nelle abitazioni. “Con le giornate più corte e con il buio che arriva prima che la gente rientri a casa dal lavoro, il numero di furti con scasso conosce tutti gli anni un aumento”, commenta ai microfoni di Ticinonews Renato Pizolli, portavoce della Polizia cantonale. Quest’anno “ci troviamo in una situazione in linea con il recente passato. Vi è infatti un’attenzione accresciuta non solo tra le forze dell’ordine, ma anche tra i partner quali l’Ufficio delle dogane e del controllo dei confini e le polizie comunali”.

La campagna “Prevena”
E in effetti in questo periodo la polizia è presente sul territorio in maniera ancora più capillare, in particolare per la campagna di prevenzione “Prevena”, che viene svolta nel mese di dicembre da ben 17 anni. “Prevena si occupa principalmente della prevenzione dei furti che si verificano nel periodo natalizio e quindi il focus, in questo caso, è incentrato principalmente su borseggi e furti nelle automobili”, aggiunge Pizolli. “È però accompagnata anche da un’altra opera di sensibilizzazione che concerne i ‘colpi’ all’imbrunire, ovvero principalmente quelli con scasso nelle abitazioni. Ci si occupa quindi di dare degli elementi per rendere più sicura la casa proprio in questo periodo dell’anno”.

Alcuni suggerimenti
Nell’ambito della campagna vengono quindi forniti anche dei suggerimenti al cittadino sui comportamenti che possono fungere da deterrente per questi reati. “Noi consigliamo sempre, ad esempio, di non far capire che non si è in casa e di simulare quindi la propria presenza, magari attraverso dei giochi di luce. Viceversa, è prudente non palesare la propria assenza per vacanze, né sui social né tantomeno lasciando che la bucalettere trabocchi di posta”. A tal proposito “si può chiedere a vicini o parenti di passare e svuotare la cassetta delle lettere, in modo da evitare di evidenziare un’assenza prolungata”, termina Pizolli.

https://www.ticinonews.ch/ticino/furti-sotto-le-feste-pizolli-con-le-giornate-piu-corte-tendono-ad-aumentare-405538

Montagne sicure: avviata la stagione invernale

Montagne sicure: avviata la stagione invernale

Comunicato stampa

Con l’inizio delle festività natalizie e di fine anno il progetto di prevenzione Montagne sicure propone una serie di consigli per gli amanti degli sport praticati sulle piste delle stazioni invernali o nel “fuori pista”. Proprio a questi ultimi, un pubblico in crescita, sono rivolte alcune indicazioni e alcune attività sul terreno. L’augurio è che la diffusione di messaggi di sensibilizzazione possa contribuire alla pratica dello sport in tutta sicurezza. 

Nel fine settimana la neve ha ricoperto le nostre montagne e la stagione invernale nella maggior parte dei casi può prendere avvio. Del resto, dopo alcuni inverni in cui la neve è praticamente mancata, l’attesa è grande ed è pure confermata dal buon riscontro ottenuto dalla prevendita del nuovo abbonamento ticinopass.

“Il progetto di prevenzione Montagne sicure, sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi anche quest’inverno segnala i comportamenti più virtuosi da adottare durante le uscite, in particolare a chi pratica il “fuori pista”. Soprattutto a favore di chi, ed è il pubblico di riferimento del progetto, frequenta soltanto di tanto in tanto la montagna e abbandona le stazioni invernali alla ricerca di maggiore libertà e forti emozioni”.

In aggiunta ai suggerimenti, da alcuni anni questo progetto gestisce l’Avalanche Training Center (ATC) di Airolo Pesciüm (da quest’anno posizionato nelle immediate vicinanze del ristorante) e collabora con quello situato alla Capanna Piansecco in Val Bedretto: due centri di formazione dove è possibile apprendere le regole basilari di comportamento in caso di valanghe, partecipando a corsi o organizzando dei momenti formativi su misura, oppure ancora utilizzando il centro in modo autonomo. Nelle prime settimane del 2025 il Gruppo Ricerche e Costatazioni della Polizia cantonale proporrà, con l’aiuto di alcuni partner di progetto, dei momenti d’istruzione gratuiti aperti a tutti. Gli appuntamenti, come consuetudine, saranno comunicati di volta in volta.

Sempre restando al “fuori pista”, a volte dimentichiamo di possedere un telefonino e che quest’ultimo potrebbe rivelarsi uno strumento utile e decisivo: la tecnologia tascabile ci accompagna in tutte le nostre uscite e può aiutarci in caso d’emergenza. Bastano poche modifiche alle impostazioni tecniche (in particolare l’attivazione della geolocalizzazione e dell’invio delle coordinate della posizione a un conoscente), rispettivamente scaricare le App che migliorano la pianificazione dell’escursione (SLF White Risk, MeteoSvizzera) o quella da utilizzare nella malaugurata situazione di un incidente (REGA). Un’App, quest’ultima, molto efficace anche per il tracciamento del percorso. Il cellulare non deve mai essere in “modalità aereo” e occorre tener conto che in altitudine la copertura non è sempre assicurata. Le basse temperature, poi, riducono la durata delle batterie (per ovviare si consiglia un power-bank). Giusto affidarsi alla tecnologia, ma altrettanto necessario informare conoscenti e famigliari sulle escursioni che si intendono effettuare.

Per tutti gli altri consigli ricordiamo, in particolare, il libretto aggiornato “Consigli per una montagna sicura” e il  materiale di sensibilizzazione ottenibile scrivendo a di-montagnesicure@ti.ch oppure scaricabile direttamente dal sito internet www.montagnesicure.ch.

Il progetto si avvale, come sempre, delle competenze di esperti di montagna e sicurezza presenti nella Commissione consultiva Montagne sicure, rispettivamente dei consigli della Commissione tecnica invernale.

Ricordiamo infine che nelle prossime settimane il progetto Montagne sicure promuoverà in stretta collaborazione con le tre sezioni del Club Alpino Svizzero, la Federazione Alpinistica Ticinese e Gioventù + Sport  una serata per addetti ai lavori dal titolo “Condurre un gruppo in montagna: ruoli, responsabilità, rischi e possibilità formative”. Anche in questo caso, la sicurezza viene posta al centro e discussa con relatori esperti.    

‘Cantone-Comuni, solo uniti si esce dalle crisi’

‘Cantone-Comuni, solo uniti si esce dalle crisi’

Gli attuali difficili rapporti fra i due livelli istituzionali e l’auspicio del capo della Sezione enti locali: ‘Collaborazione per rispondere alle necessità dei cittadini’

Le tensioni tra Comuni e Cantone non sono davvero mancate negli ultimi mesi. Basti pensare alla dura presa di posizione dell’Associazione dei Comuni ticinesi di fine ottobre. Nel comunicato diramato in seguito all’assemblea dei propri delegati, l’Act lamentava “una progressiva erosione dei margini di manovra dei Comuni, in termini di riduzione dei mezzi finanziari a libera disposizione e di un effettivo potere decisionale”. A metà novembre le bordate all’indirizzo del Cantone sono partite dai centri urbani. “I Municipi delle Città ritengono che sia giunto il momento di porre fine alla politica dello ‘scaricabarile’, rinunciando da subito a ulteriori aggravi finanziari unilaterali a carico dei Comuni, e che occorra avviare una seria discussione sul futuro ruolo dei Comuni”: questo e altro nella lettera inviata dai sindaci di Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio a Consiglio di Stato, Gran Consiglio e commissione parlamentare della Gestione, in quel periodo alle prese con il Preventivo 2025 del Cantone. Ora però c’è chi invita a voltar pagina. Dal Dipartimento istituzioni il capo della Sezione enti locali Marzio Della Santa scrive: “Guardiamo con fiducia e ottimismo al futuro, certi che solo il dialogo e la collaborazione tra i due livelli istituzionali permettano a tutti gli attori di trovare soluzioni sostenibili e pragmatiche per uscire insieme, più forti, da questo momento di crisi”.

‘Tensioni esacerbate dal contesto economico e finanziario’
In una recente comunicazione agli esecutivi e ai legislativi comunali, Della Santa non si limita ad augurare buone feste. Coglie l’occasione anche per soffermarsi sui rapporti Comuni-Cantone. Accennando pure alle tensioni, “esacerbate dalle difficoltà che il contesto economico e finanziario sta imponendo a Confederazione e Cantoni, oltre che agli stessi Comuni”. Con “il 2024” che ha segnato “il probabile avvio di un periodo di incertezze e sfide, in particolare per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche”. I Comuni, “benché finanziariamente solidi”, almeno per ora, sono comunque chiamati “a gestire una crescente pressione dovuta alla precarietà delle entrate, all’incremento delle necessità sociali ed economiche e alle difficoltà delle finanze di Confederazione e Cantoni, che navigano in mari in tempesta”, annota il responsabile della Sel: “Anche per queste ragioni, ma non solo, desideriamo esprimere il nostro profondo ringraziamento a tutti voi, per il lavoro instancabile che svolgete quotidianamente come enti di prossimità”. I Comuni “sono il punto di riferimento principale per i cittadini, e in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo la vostra vicinanza, la vostra capacità di ascoltare e di rispondere tempestivamente alle necessità delle persone è fondamentale”.

‘Promuovere un equilibrio tra le esigenze locali e quelle cantonali’
Continua Della Santa: “L’invito per il 2025 è di impegnarvi a favore di un Ticino coeso istituzionalmente”. Un invito a “ricercare e sostenere” un dialogo “franco e costruttivo col Cantone”, in grado “di promuovere un equilibrio tra le esigenze locali e quelle cantonali, in un momento in cui la collaborazione tra i vari livelli di governo è più che mai necessaria”. E ancora: “Proprio quando si aprono divisioni e disgregazioni, voi siete chiamati a unire, a promuovere il dialogo e il confronto, con una visione capace, al contempo, di difendere e di costruire”. E allora, prosegue il capo della Sezione enti locali, “è opportuno sottolineare l’importanza del buon governo e del dialogo costante tra i vari livelli istituzionali. Solo grazie alla collaborazione tra Cantone e Comuni potremo riuscire a progettare e attuare politiche pubbliche che rispondano alle necessità dei cittadini e delle aziende del nostro territorio, pur in un momento di difficoltà economica. La solidarietà tra gli enti locali e tra i vari livelli di governo è ciò che ci permetterà di uscire più forti da questa crisi istituzionale e di rafforzare ulteriormente il nostro sistema di governance”.

Dafond (Act): ma si riconoscano con i fatti le nostre prerogative e competenze
Osserva, interpellato dalla ‘Regione’, il presidente dell’Associazione dei Comuni ticinesi Felice Dafond: «I Comuni – realtà, ricordo, riconosciute dalla Costituzione – si impegnano da sempre a favore di un Ticino istituzionalmente coeso: detto questo e affinché le parole e le buone intenzioni non rimangano tali, occorre che anche il Cantone faccia la sua parte riconoscendo prerogative e competenze degli enti locali. Altrimenti, come l’Act ha già avuto modo di evidenziare, i Comuni diventano semplicemente degli sportelli del Cantone. Cosa che a noi non va bene». Aggiunge Dafond: «Se Consiglio di Stato e Gran Consiglio continuano ad attribuire nuovi compiti agli enti locali e nel contempo li privano delle necessarie risorse anche finanziarie, si riduce la progettualità del Comune, con conseguenze pesanti per i suoi cittadini. Vero, al Preventivo 2025 del Cantone è stato apportato qualche correttivo dal parlamento, ma la sostanza non cambia. Pertanto il mio auspicio è che dal prossimo anno si torni a discutere seriamente – perché sui dossier si compiano passi avanti – di perequazione intercomunale, di ‘Ticino 2020’ e di autonomia comunale».

Articolo pubblicato nell’edizione di lunedì 23 dicembre 2024 de La Regione

Sicurezza nei mercatini, in Ticino differenze tra le città

Sicurezza nei mercatini, in Ticino differenze tra le città

Tour tra le piazze del Cantone
La polizia: “Le misure vengono attuate in maniera puntuale e adeguata”

“Non ci sono indicazioni di un’accresciuta minaccia”. Dopo l’attentato al mercatino di Natale di Magdeburgo, il capo del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi si esprime ai microfoni della RSI sulla situazione in Ticino. Visitando i vari mercatini del cantone, si notano però differenze nei dispositivi di sicurezza: tra chi ha mantenuto le misure precedenti e chi le ha rafforzate.

A Locarno non sono presenti transenne fisse nell’area della Piazza Grande. “Le misure di sicurezza per Winterland sono state attentamente pianificate seguendo le disposizioni impartite dalla polizia comunale e cantonale”, spiegano gli organizzatori dell’evento locarnese.

Anche al mercatino di Chiasso non ci sono particolari protezioni, se non una transenna ai lati della strada e un cartello di divieto. Il capo del Dicastero sicurezza pubblica Luca Bacciarini ha indicato che il mercatino non è stato considerato “a rischio a fronte di quanto successo in Germania”, ma che “non escludo per il futuro eventuali misure supplementari”.

A Bellinzona, invece, tra transenne fisse e dissuasori, è quasi impossibile che un’auto riesca ad accedere al mercatino. “Dopo quanto successo abbiamo aumentato le ronde, c’è più personale che controlla quello che capita”, riferisce Mauro Minotti, alla testa del dicastero responsabile della sicurezza. “A essere importante è anche la videosorveglianza”, aggiunge.

Passando a Lugano, oltre ai “panettoni” di cemento, sono spuntati anche dei grandi dadi di calcestruzzo, pensati per proteggere Piazza Manzoni, cuore del mercatino. “Abbiamo questo dispositivo di sicurezza che è adeguato ai livelli di rischio”, indica Karin Valenzano Rossi, capa del Dicastero sicurezza e spazi urbani.

Ogni città è diversa
Differenti città e differenti approcci alla sicurezza, come mai? La polizia cantonale ha risposto per iscritto alla RSI: ”I corpi di polizia sono in contatto permanentemente con le autorità federali per quanto riguarda la valutazione e i dispositivi di sicurezza da attuare”, si legge. “Queste misure di protezione vengono condivise dalla polizia cantonale con i corpi delle polizie comunali per i rispettivi territori di competenza, così da procedere alla loro attuazione in maniera puntuale e adeguata”.

Anche Norman Gobbi sottolinea che le valutazioni sono puntuali e che ogni città presenta delle differenze morfologiche. Riguardo al fenomeno, il capo del Dipartimento delle Istituzioni sottolinea che “di solito sono dei lupi solitari o delle persone con gravi problemi psichiatrici che poi arrivano a sfogare la loro violenza in questo modo”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Sicurezza-nei-mercatini-in-Ticino-differenze-tra-le-citt%C3%A0–2452417.html

 

“Vi auguro felicità e speranza in un futuro migliore”

“Vi auguro felicità e speranza in un futuro migliore”

Buone Feste dal Consigliere di Stato Norman Gobbi

Mentre ci avviciniamo al Natale, ci sarebbero tanti temi importanti da affrontare, in particolare riguardo all’attività politica e alle decisioni prese dal Consiglio di Stato. “Ad esempio, il Governo ha recentemente risposto al Gran Consiglio sulle riforme nel settore della Giustizia, fornendo risposte concrete alle istanze presentate. Si tratta di un tema a cui tengo molto, convinto che un sistema giudiziario efficace rappresenti un valore fondamentale sia per i cittadini che per le imprese del nostro Cantone,” afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi.

“Tuttavia, oggi desidero mettere da parte gli aspetti istituzionali per dedicare un pensiero speciale a tutte e tutti voi, ticinesi, in occasione delle festività. Nelle scorse settimane ho inviato il mio tradizionale biglietto di auguri a familiari e amici. Quest’anno l’immagine scelta raffigura un ponte, con persone che si tengono per mano, collegando le due sponde di un fiume. Il ponte è un simbolo potente: rappresenta l’unità, il superamento degli ostacoli, e la forza della comunità. In questo 2024, il ponte più simbolico per noi ticinesi è certamente quello ricostruito a Visletto, in Vallemaggia, con il supporto dell’esercito, dopo la devastante alluvione.

Sul retro del biglietto ho scritto queste parole che desidero condividere con voi:
«Auguro a ciascuna e a ciascuno di voi un periodo natalizio sereno e un nuovo anno all’insegna dell’amicizia e della vicinanza. Ci lasciamo alle spalle un anno intenso, fatto di momenti felici, ma anche di sfide difficili, tra cui le dolorose tragedie che hanno colpito l’Alta Vallemaggia e la Mesolcina. Tuttavia abbiamo saputo reagire, sostenuti dalla solidarietà di molte persone. La ricostruzione che abbiamo intrapreso rappresenta simbolicamente il nostro impegno, la forza dell’unità, la resilienza e la fiducia in un futuro migliore».

Questo è il mio augurio per tutte e tutti voi che mi seguite e che mi date forza nel mio impegno politico e nella mia azione in Consiglio di Stato. Il Natale è un momento per stringersi attorno ai propri affetti, ricordando con gratitudine anche chi non è più con noi. E l’inizio del nuovo anno deve essere un invito a dare il meglio di noi stessi, trovando soluzioni anche nelle difficoltà e mantenendo viva la speranza che il 2025 possa portare felicità e serenità a tutti,” conclude Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 22 dicembre 2024 de Il Mattino della domenica

Il 2024 della giustizia ticinese

Il 2024 della giustizia ticinese

Intervista all’interno dell’edizione di venerdì 20 dicembre 2024 de Il Quotidiano

https://www.rsi.ch/play/tv/-/video/-?urn=urn:rsi:video:2449198

 

Gobbi sul caos giudici: “Le Istituzioni prima dell’ego”
Intervista a tutto campo al consigliere di Stato, al termine di un anno difficile, anche dal punto di vista personale: “Sono stato due volte vittima”

“Ho chiesto (ai magistrati, ndr) calma, rispetto, che è anche la parola scelta da Treccani per il 2024, e soprattutto di mettere al centro le istituzioni e non il proprio ego”. La Giustizia ticinese, uscita fortemente ammaccata dal caos al Tribunale penale cantonale, deve riconquistare la fiducia dei cittadini, ma anche rifarsi un’immagine. E allora, come spiega al Quotidiano il direttore del Dipartimento Istituzioni Norman Gobbi, bisognerà “lavorare soprattutto dal punto di vista della comunicazione”.
Nell’intervista alla RSI il consigliere di Stato torna sulla destituzione di due giudici del TPC da parte del Consiglio della Magistratura. Quanto sarà dura riconquistare la fiducia dei cittadini? “L’immagine della Giustizia, sicuramente, ne è danneggiata tutta, anche se parliamo solamente di cinque giudici su un centinaio di magistrati eletti e nominati dal Gran Consiglio. È una minima parte, ma sicuramente la loro visibilità e il loro ruolo istituzionale ha intaccato l’immagine e per ricostruire o riallacciare questo rapporto di fiducia necessaria tra la magistratura e la popolazione si dovrà lavorare”.

Cosa prova nel vedere dei magistrati che litigano senza sembrare consapevoli del loro ruolo istituzionale?
“Mi sono chiesto se questa situazione si fosse presentata all’interno del collegio del Consiglio di Stato. Qualcuno avrebbe chiamato l’attenzione a tenere il pallone basso, ad abbassare i toni e cercare altre soluzioni che non fosse una denuncia penale, tra colleghi, giudici penali”.

Nel 2020 la vicenda dei cinque procuratori pubblici bocciati dal CdM, poi i problemi logistici e adesso il caos al TPC. Per la magistratura ticinese sembra davvero non esserci pace. C’è in tutto questo anche una responsabilità della politica?
“Da un lato c’è la nostra dimensione territoriale. Non abbiamo la possibilità di andare a pescare fuori cantone dei magistrati, come fanno in Svizzera tedesca o in Romandia. Per la politica e il Parlamento dovrebbe essere tema di riflessione l’accesso a questa funzione pubblica rilevante e il modo in cui i magistrati vengono nominati. Spesso dei potenziali bravi candidati rinunciano perché pensano che quel ruolo sia già riservato a un determinato colore o a una determinata persona”.

Un altro momento importante e complicato la votazione sull’acquisto dello stabile EFG. Quanto hanno influito sul voto del 9 giugno i conflitti nati all’interno del tribunale?
“Secondo me, molto meno rispetto a quello che è l’atteggiamento prudente della popolazione ticinese. Il popolo è molto attento quando non vede la necessità. La necessità di trovare una soluzione logistica è invece reale. Non ci sarà una sola Casa della Giustizia, ma ci saranno più Case proprio nell’ottica, speriamo, di poter ottimizzare l’investimento”.

Questa soluzione costerà di più o di meno?
“A parer mio, potenzialmente costerà qualcosina in più. Farà magari contente più strutture. Una sola Casa sarebbe stata magari ideale dal punto di vista funzionale. Saranno magari immobili più anonimi, ma comunque funzionali”.

Parliamo del progetto Polizia ticinese, che ha già sollevato dei dubbi da parte di chi lo ha definito ‘centralizzato e dirigista’. Una critica che però lei respinge.
“Soprattutto perché il gruppo di lavoro è paritetico. Vi è una metà in rappresentanza del Cantone e una metà di Comuni. È poco corretto parlare di un progetto ‘centralizzante e cantonalizzante’. D’altra parte sarà importante suddividere bene i compiti per chiarire le competenze. Ma soprattutto migliorare il servizio alla cittadinanza che deve essere posta al centro quando si parla di sicurezza”.

Per Norman Gobbi è stato un anno difficile anche sul fronte personale. Mi riferisco al caso dell’incidente stradale occorsole in Leventina. Come ha vissuto i mesi dell’inchiesta penale?
“Qualcuno ha detto che la verità non ha paura delle domande. Alle domande non potevo rispondere pubblicamente, se non a quelle del procuratore generale quando mi ha interrogato. L’inchiesta penale ha permesso anche e soprattutto di chiarire il fatto che il sottoscritto non ha influenzato nulla in questa vicenda. Semmai sono stato due volte vittima. Vittima di un incidente che non ho causato io, come riconosciuto dalle assicurazioni, e vittima poi dell’attacco politico anche per il mio doppio ruolo. Quello di consigliere di Stato, ma anche di coordinatore pro tempore della Lega. Questa situazione l’ho vissuta personalmente in maniera molto pesante. Non solo io, ma anche chi mi è vicino”.

Quanto ha dovuto subire, non è anche motivo di riflessione sui toni che il suo movimento usa ogni domenica nei confronti degli altri?
“Diciamo che negli ultimi anni non mi sembra che il Mattino abbia fatto degli attacchi gratuiti su cose non vere. I toni lo sappiamo sono quelli, è nato così e continuerà così fintanto che Lorenzo Quadri è il redattore responsabile. Anche qui penso che si debba parlare di rispetto. L’importante è rispettare le persone soprattutto nell’ambito, mi permetto di dirlo, della sfera privata. Se si può essere attaccati per quello che si fa, per il ruolo istituzionale, si è pronti anche alla critica e anche alla menzogna. Per questioni privati lo si è molto meno, perché si danneggia quello che c’è dietro la corazza”.

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Gobbi-sul-caos-giudici-%E2%80%9CLe-Istituzioni-prima-dell%E2%80%99ego%E2%80%9D–2448967.html