Stabio, il 1. Agosto parlerà Gobbi

Stabio, il 1. Agosto parlerà Gobbi

Festa nazionale

Manca sempre meno ai festeggiamenti per il Natale della Patria. Quasi tutti i Comuni del Distretto hanno pubblicato i relativi programmi della serata del Primo d’Agosto. All’elenco mancava Stabio che ora ha svelato anche il protagonista dell’allocuzione ufficiale: sarà il consigliere di Stato Norman Gobbi. I festeggiamenti si terranno a partire dalle 19 in piazza Maggiore, dove griglia e buvette saranno affidate al locale Football Club (sezione seniori) in collaborazione con lo Sci Club. Alle 20 ci sarà il tradizionale suono delle campane, seguito dall’inno nazionale e dall’allocuzione del consigliere di Stato. La Filarmonica Unione San Pietro, dal canto suo, interverrà durante la parte ufficiale. Infine, la serata sarà allietata dalla «Déjà-vu liveband ».
Anche nel quartiere di Ligornetto di festeggerà. La locale filarmonica proporrà la grigliata mista all’oratorio parrocchiale. Chef Martillo e il suo staff saranno operativi dalle 19. La serata, in questo caso, sarà allietata da Marzia e dalla sua musica.

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 25 luglio 2024 de La Regione

‘Aiutiamo la Vallemaggia a rialzarsi!’: raccolti finora oltre 70mila franchi!

‘Aiutiamo la Vallemaggia a rialzarsi!’: raccolti finora oltre 70mila franchi!

L’associazione TICINO SOCIALE prevede di destinare i fondi raccolti per aiutare i privati e contribuire alla ricostruzione della pista di ghiaccio, un luogo di incontro sociale e comunitario fondamentale per la vitalità della regione.
La raccolta “Aiutiamo la Vallemaggia a rialzarsi!” prosegue. Continuiamo a mostrare la nostra solidarietà. Grazie di cuore a tutti!
I contributi possono essere versati sull’IBAN CH02 0900 0000 1621 3240 9 con la causale #forzavallemaggia
oppure usando la fattura QR al seguente link: Fattura_QR_forzavallemaggia
oppure usando il QR-Code seguente:

“Un ponte per iniziare la ricostruzione”

“Un ponte per iniziare la ricostruzione”

Norman Gobbi evidenzia il lavoro del nostro Esercito

L’impiego dell’Esercito per far fronte all’emergenza in Vallemaggia si sta rivelando ancora una volta decisivo. Infatti, proprio in queste ore di domenica i militi del battaglione d’intervento d’aiuto in caso di catastrofe dovrebbero apprestarsi ad appoggiare e assicurare il nuovo ponte provvisorio di Visletto, un manufatto che permetterà in prima battuta il transito anche dei veicoli pesanti sino a 32 tonnellate. E solo Dio sa quanto bisogno abbiamo in alta Valle di tutti i mezzi per proseguire un intervento di messa in sicurezza prima e di recupero poi nelle zone trasfigurate dalla furia delle acque”. In questi termini si esprime il Consigliere di Stato, Norman Gobbi, sempre a stretto contatto in questi giorni con i responsabili militari delle operazioni che consentiranno di aprire il provvisorio ponte a Visletto. 

L’apertura del ponte sarà caratterizzata da due fasi. Nella prima verrà data priorità assoluta al passaggio dei mezzi pesanti che, come sottolineato, permetteranno di intervenire per eseguire le opere necessarie. Durante questo periodo rimarrà normalmente in funzione il ponte che già attualmente consente il passaggio dei veicoli leggeri. Saranno mantenute le modalità di frequenza sin qui decise e applicate dallo Stato maggiore regionale di condotta. Nella seconda fase, invece, il ponte sarà aperto a tutti i veicoli, indistintamente e il traffico verrà regolato tramite un impianto semaforico e da personale presente in loco”, precisa il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.

Intanto Comuni, associazioni, enti e privati si stanno mobilitando per sostenere le azioni di raccolta fondi a favore delle regioni colpite dal maltempo. “Un moto di solidarietà di grande spessore, quello che sta caratterizzando tutto il Ticino, tutte e tutti i ticinesi. È sicuramente una constatazione che fa bene al cuore, dopo il dolore per quanto avvenuto in Alta Vallemaggia e prima in Mesolcina. Per questo vorrei ringraziare tutte e tutti per quanto sinora fatto e per quello che ancora saranno in grado di fare. Lo dico anche quale presidente dell’Associazione Ticino Sociale, che ha subito lanciato la raccolta “Aiutiamo una Valle a rialzarsi #forzavallemaggia”. Davvero un GRAZIE a chi ha già contribuito e un GRAZIE anticipato a chi lo vorrà fare nel corso dei prossimi giorni”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 21 luglio 2024 de Il Mattino della domenica

Alta Vallemaggia: “UTILI e CONCRETI” la protezione civile in impiego

Alta Vallemaggia: “UTILI e CONCRETI” la protezione civile in impiego

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni fa il punto della situazione sull’impiego della Protezione civile a favore dell’alta Vallemaggia.  

Già nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, a seguito dei gravi eventi meteorologici che hanno colpito la parte alta della Vallemaggia, la Protezione civile (PCi) è stata da subito attivata, in particolare per quanto attiene le prime evacuazioni e la relativa accolta dei residenti sfollati, rispettivamente degli ospiti dei campeggi in bassa Vallemaggia, come pure per la messa a disposizione e la gestione del posto comando sito a Locarno.
In aggiunta, la PCi è stata impiegata a supporto della Polizia cantonale per quanto attiene la gestione del traffico al ponte di Visletto.
Da domenica 30 giugno, grazie al supporto di elicotteri civili e militari, la PCi ha inoltre coordinato e organizzato la distribuzione di beni di prima necessità nelle zone ancora isolate.
Da mercoledì 3 luglio, una volta resa agibile al passaggio veicolare la passerella pedonale, i militi della Protezione civile hanno potuto accedere alle zone colpite così da attivare le prime operazioni di ripristino.
In particolare, si segnalano interventi nei settori (in ordine alfabetico): Alnedo, Bignasco, Broglio, Cevio, Brontallo, Fontana, Fusio, Giumaglio, Mogno, Monti valle di Peccia, Prato Sornìco, Piano di Peccia, Ponte Visletto, Riveo, St’Antonio.
Degni di nota alcuni interventi che rivestono un ruolo simbolico per la valle e che consentono di trasmettere, alla popolazione toccata, un segno tangibile degli sforzi profusi e della salda volontà di mantenere viva la valle, segnatamente: pulizia e riordino delle scuole e ripristino del parco giochi di Prato Sornìco, il rispristino del collegamento dell’acquedotto che collega le due frazioni a Valle di Peccia e la ricostruzione del sentiero per il bestiame all’Alpe Bolla e Alpe Sovenat, come pure numerosi  interventi di ripristino a favore delle aziende agricole.
Di rilievo anche la condotta dello Stato maggiore regionale di condotta che, dallo scorso 11 luglio, è passata dalla Polizia cantonale, la quale ha gestito la prima fase emergenziale, alla Protezione Civile responsabile per il territorio colpito, coadiuvata dalla Sezione del militare e della protezione della popolazione, per quanto attiene la fase di ripristino. Tra i suoi compiti, oltre alla coordinazione di tutti gli enti coinvolti, tra cui anche i volontari, la verifica di fattibilità e la pianificazione degli interventi di ripristino pervenute da enti pubblici e dai privati ad oggi circa 80, di cui 17 già conclusi.
La Protezione civile di Locarno e Vallemaggia, supportata dalle altre cinque regioni ha prestato, per il momento, un totale di 1850 giorni di servizio, suddivisi su 405 militi.
A supporto delle attività di rispristino si sono annunciati anche 526 volontari, 94 dei quali sono già stati coordinati dalla PCi e impiegati su vari cantieri per un totale di 294 giorni di lavoro.

L’Esercito sosterrà le autorità ticinesi sino al 28 luglio

L’Esercito sosterrà le autorità ticinesi sino al 28 luglio

Comunicato stampa

Il Dipartimento delle istituzioni ha richiesto il prolungo del servizio d’assistenza da parte dell’Esercito nelle zone colpite dal maltempo in Alta Vallemaggia.

Il Dipartimento delle istituzioni comunica che, a seguito della richiesta sottoposta alle autorità federali, ha ottenuto il nullaosta per potersi avvalere dell’impiego dell’Esercito sino al 28 luglio 2024.
Questo prolungo del termine precedentemente determinato, permetterà alle truppe impiegate di ultimare i lavori di posa del ponte temporaneo a Cevio in zona Visletto, di rendere possibile l’accesso alla Val Bavona, nonché di intervenire in Val Lavizzara per le prime attività di ripristino, unitamente alle ditte private, ai militi della Protezione civile e ai volontari.  

Alta Vallemaggia: estesi i criteri di accesso alla passerella in zona Visletto

Alta Vallemaggia: estesi i criteri di accesso alla passerella in zona Visletto

Comunicato stampa

Lo Stato Maggiore Regionale di Condotta (SMRC) ha esteso ulteriormente i criteri di accesso alla passerella in zona Visletto, validi dal 16 luglio anche per turisti con riservazione.  

L’accesso a Cevio, rispettivamente alla Valle Rovana e alla Valle Lavizzara è possibile passando dalla Passerella pedonale in zona Visletto, con veicoli leggeri fino a un peso massimo di 3.5 tonnellate, con larghezza massima di 1.80 metri e alla velocità di 10 chilometri orari, con le seguenti restrizioni orarie:

  • Enti di primo intervento: 24 ore su 24
  • Fornitori: 05:00 – 06:00
  • Residenti lavoratori: 06:00 – 8:00 // 17:00 -19:00
  • Proprietari di case secondarie: 09:00 – 10:00 / 15:00 – 16:00
  • Turisti con riservazione: 11:00 – 15:00  

L’accesso è stato esteso ai turisti con una riservazione in essere, mentre è vietato il transito ai turisti di giornata e ai curiosi. La Valle Bavona rimane chiusa e accessibile agli enti di primo intervento oppure agli addetti ai lavori autorizzati unicamente per via aerea.
Considerata la capacità limitata della passerella e quindi il relativo traffico generato, sono da prevedere possibili attese di circa 30 minuti. Per ridurre i tempi di attesa e limitare i disagi ai residenti e ai lavoratori si invita la popolazione a far riferimento al posteggio provvisorio di Riveo e proseguire verso Cevio tramite car pooling oppure utilizzando i mezzi di trasporto pubblici (fermata FART temporanea). Si segnala inoltre la possibilità di servirsi delle nuove postazioni bike sharing, recentemente installate al posteggio provvisorio a Riveo e a Cevio.
Verranno invece gestiti direttamente dal personale sul posto i transiti relativi a visite mediche e veterinarie, residenti, agricoltori, addetti ai lavori, assicuratori e rifornimenti di prima necessità.
In caso di allerte meteo sono possibili puntuali modifiche delle disposizioni indicate.

Krisenfestes Mobilfunknetz wird zur Mammutaufgabe – Kantone und Bund streiten um 3 Milliarden Franken

Krisenfestes Mobilfunknetz wird zur Mammutaufgabe – Kantone und Bund streiten um 3 Milliarden Franken

Das bestehende Funknetz von Polizei, Feuerwehr und Sanität kommt in weniger als zehn Jahren an sein Lebensende. Nun hat Bundesrätin Viola Amherd den Startschuss für ein Nachfolgesystem gegeben.
Die katastrophalen Unwetter der letzten Wochen haben es gezeigt: Ausgerechnet, wenn man sie am dringendsten braucht, brechen die normalen Kommunikationsnetze zusammen. So fiel im oberen Maggiatal während Stunden der Handyempfang aus, nachdem das Tal überflutet worden war. Internet und Festnetz funktionierten noch länger nicht.
«Nur dank dem nationalen Funknetz Polycom konnten Polizei, Feuerwehr, Sanität und andere Einsatzkräfte ihre Hilfsaktionen koordinieren und der Bevölkerung helfen», so beschreibt der Tessiner Polizeidirektor Norman Gobbi die dramatische Situation vor wenigen Wochen.
Im Krisenfall funktioniert die Kommunikation für die sogenannten Blaulichtorganisationen und die Führungsstäbe also noch, während die kommerziellen Systeme teilweise ausfallen. Das Polycom-Funknetz wird landesweit täglich von rund 60 000 Benutzern des Bundes, der Kantone sowie von Betreibern kritischer Infrastrukturen verwendet. Zu den kritischen Infrastrukturen gehören Strassen, Bahnen und Kraftwerke.
Doch der Blick in die Zukunft bereitet Gobbi und zahlreichen anderen Sicherheitsexperten grosse Sorgen. Der Zeitpunkt ist absehbar, zu dem das vor 25 Jahren installierte und bereits einmal komplett erneuerte Polycom-Funknetz das Ende seiner Lebensdauer erreicht. Gleichzeitig muss das System aufgrund der technischen Entwicklung digitalisiert werden. Neben der Sprachkommunikation sollen auch Daten, Bilder und Videos über das neue Mobilfunknetz übertragen werden können. Mit Polycom ist dies derzeit nicht möglich.

Im Ernstfall droht das Blackout
Spätestens 2035 muss das neue ausfallsichere Mobilfunknetz in Betrieb sein, und zwar in der ganzen Schweiz. Sonst droht der Schweiz im Ernstfall ein Blackout. Dies zeigte die letzte nationale Sicherheitsverbundsübung im November 2019. Dabei stellten die beteiligten Stellen fest, dass die Datenübertragung der Einsatzkräfte durch Ausfälle und Störungen der kommerziellen Telekommunikationsnetze massiv gestört wird. Solche Situationen träten bereits heute im Alltag ein und dürften durch Terror- und Cyberattacken noch weiter zunehmen, heisst es im Abschlussbericht der Übung.
Die Bedeutung eines solchen Systems sei deshalb nicht zu unterschätzen, betont Gobbi. «Es geht um nichts Geringeres als um die Sicherheit der Bevölkerung. Im Alltag und erst recht bei Katastrophen und in Notlagen ist sie darauf angewiesen, dass die Blaulichtorganisationen und die Führungsorgane über ein gemeinsames und funktionierendes Kommunikationssystem verfügen», erklärt der Politiker, der sich in der Regierungskonferenz Militär, Zivilschutz und Feuerwehr sowie in der Konferenz der kantonalen Justiz- und Polizeidirektorinnen und -direktoren intensiv mit dem Vorhaben auseinandergesetzt hat.
Die Gefahr ist seit langem bekannt. Hinter den Kulissen liefen intensive Diskussionen zwischen dem Bundesamt für Bevölkerungsschutz, den Kantonen und den betroffenen Betreibern kritischer Infrastrukturen. Ohne dass etwas Zählbares herausgekommen wäre. «Wir haben fast zehn wertvolle Jahre verloren», sagt Gobbi. Der Tessiner Staatsrat muss es wissen, ist er doch Präsident des strategischen Ausschusses der Organisation Polizeitechnik und -informatik Schweiz (PTI). Dieses Gremium spielt bei der Beschaffung des neuen Systems eine Schlüsselrolle.
Unmittelbar vor der Sommerpause hat die für den Bevölkerungsschutz zuständige Bundesrätin Viola Amherd den politischen Startschuss gegeben. Der Bundesrat hat die Vernehmlassung eröffnet. Sie dauert bis zum 24. Oktober 2024.
Dass es sich bei dem nun aufgegleisten nationalen mobilen Sicherheitskommunikationssystem (MSK) gemäss Beteiligten um eine «Riesenkiste» handelt, zeigt der Preis. Die Gesamtkosten werden vom Bundesamt für Bevölkerungsschutz (Babs) auf über 2,9 Milliarden Franken veranschlagt. Davon entfallen 1,1 Milliarden auf die Beschaffung. Weitere 1,8 Milliarden sind für die Einführungsphase vorgesehen, die zwischen 2026 und 2035 erfolgen soll.

Kostenverteilung ist umstritten
Bereits im Vorfeld hatte der vorgesehene Kostenschlüssel für viel Diskussionsstoff gesorgt. Die Vernehmlassungsvorlage sieht einen Kostenteiler von 30 Prozent für den Bund und 70 Prozent für die Kantone vor. Angesichts der Milliardenbeträge, um die es geht, ist dieser Verteilschlüssel keineswegs in Stein gemeisselt.
Norman Gobbi geht davon aus, dass die Finanzen in der Vernehmlassung und vor allem im nationalen Parlament noch einmal zu reden geben werden. Auch von den Kantonen werden wohl Anträge kommen, den Bund finanziell stärker in die Pflicht zu nehmen. Die Beteiligung der Kantone richtet sich nach der Einwohnerzahl. Bevölkerungsreiche Kantone zahlen mehr, kleinere Kantone weniger.
Im Vernehmlassungsbericht ist auch festgehalten, was das MSK alles können muss. Die Führungsorgane von Bund, Kantonen und Gemeinden, die Blaulichtorganisationen sowie die Betreiber kritischer Infrastrukturen müssen kommunizieren können, wenn die kommerziellen Netze überlastet sind. Das gesamte Gebiet der Schweiz und des Fürstentums Liechtenstein muss abgedeckt werden. Die Sendeleistung muss auch innerhalb von Gebäuden sowie in Eisenbahn- und Strassentunneln gewährleistet sein.
Die Netzinfrastruktur muss gegen Stromausfälle gehärtet (besonders gesichert) sein, so dass sie an definierten Sendestandorten während mindestens 72 Stunden ohne Notstromaggregat betrieben werden kann. Die Härtung der Netzinfrastruktur muss auch gegen Cyberangriffe wirksam sein. Für die notwendige Übertragung von Daten im Krisenfall müssen Frequenzen zur Verfügung gestellt werden. Die Notfallorganisationen sollen in Zukunft auch Lagebilder übermitteln können. Weil dies mit dem bestehenden Polycom nicht möglich ist, greifen Polizisten und Feuerwehrleute bereits heute immer häufiger auf ihr privates Smartphone zurück.
Diese Ziele sollen nach dem Willen des Bundesrates mit einer kombinierten Variante erreicht werden. Dazu werden einzelne Standorte des kommerziellen Mobilfunknetzes gehärtet. Eine Härtung des gesamten Systems wäre nicht finanzierbar. Ausserdem wird ein MSK-Hybridnetz aufgebaut. Dabei handelt es sich um die Kombination eines Kernnetzes, das der öffentlichen Hand gehört und von gewissen Teilen der Netze von privaten Telekomanbietern. Ein solch komplexes System ist ohne die Armee nicht realisierbar. Die Mitbenutzung militärischer Infrastruktur spielt in den Plänen eine nicht unwesentliche Rolle.
Das MSK ist nicht nur für den Krisenfall vorgesehen, sondern soll für die tägliche Kommunikation in allen Regionen der Schweiz und über internationales Roaming auch im grenznahen Ausland rund um die Uhr zur Verfügung stehen. Der Bundesrat will diese Kombi-Variante gestaffelt einsetzen. Damit soll neuen technologischen Entwicklungen wie der Satellitentelefonie Rechnung getragen werden.
Eine schrittweise Einführung von Kanton zu Kanton, wie dies noch bei Polycom der Fall war, kommt nicht infrage. Die Erfahrungen aus der Vergangenheit sind zu schlecht. Es dauerte nicht weniger als siebzehn Jahre, bis das Polycom-Funknetz von allen rund 60 000 Benutzern des Bundes, der Kantone sowie der Betreiber kritischer Infrastrukturen genutzt werden konnte.
Die angestrebte gleichzeitige Einführung auf allen Stufen erhöht den Druck auf alle Beteiligten. Es ist eine grosse Herausforderung, ein derart komplexes System in etwas mehr als zehn Jahren zum Laufen zu bringen.

Neat-Organisation als Vorbild
Die Zahl und Vielfalt der beteiligten Behörden und Organisationen ist in dieser Form ziemlich einzigartig. Von der Armee über das Bundesamt für Bevölkerungsschutz, die Kantone, die Betreiber kritischer Infrastrukturen bis hin zu Polizei und Feuerwehr ist so ziemlich alles vertreten, was im Krisenfall gebraucht wird.
Der vom Bundesrat Ende Juni verabschiedete Bericht enthält keine Informationen darüber, wie die Organisation im Detail aussehen soll, die sicherstellt, dass das MSK termingerecht und ohne Kostenüberschreitung realisiert werden kann. Geprüft wird jedoch ein Organisationsmodell, das sich an einem anderen Megaprojekt orientiert, das die Schweiz vor ein paar Jahren erfolgreich abschliessen konnte: die Neue Eisenbahn-Alpentransversale (Neat). Mit dieser Organisationsform, die unter anderem eine parlamentarische Oberaufsicht vorsieht, sollen insbesondere die Projektrisiken minimiert werden.
Es brauche eine adäquate Organisation ausserhalb der Bundesämter und der Kantone, die aber von Bund und Kantonen gemeinsam getragen und gesteuert werde, betont Gobbi. «Als Beispiel könnte das Modell zur Realisierung des Neat-Basistunnels dienen.» Bei dem 16-Milliarden-Projekt gab es ein Dreiecksmodell mit einem Besteller, einem Ersteller und einem Betreiber. Dies stellte sich als Erfolgsfaktor heraus, weil die Interessen zwischen dem Bund als Besteller und Geldgeber, der Alptransit Gotthard AG als Erstellerin und den SBB als Betreiber sauber voneinander abgegrenzt werden konnten. In einem Workshop soll dieser Ansatz für das MSK demnächst geprüft und vertieft werden.

https://www.nzz.ch/schweiz/krisenfestes-mobilfunknetz-wird-zur-mammutaufgabe-kantone-und-bund-streiten-um-3-milliarden-franken-ld.1837759

Esercito, PCi, Cantone: in campo per la Vallemaggia

Esercito, PCi, Cantone: in campo per la Vallemaggia

Norman Gobbi sottolinea il lavoro ben coordinato tra tutti gli enti

Anche nelle difficilissime giornate che hanno seguito i nubifragi con conseguenze tragiche nell’alta Vallemaggia, il supporto della Protezione civile e dell’Esercito è stato di primaria importanza. “E lo sarà ancora per parecchi giorni – afferma il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi. Esercito e PCi da subito sono entrati in servizio. I nostri soldati hanno assicurato nelle prime ore l’elitrasporto delle persone da evacuare: due Super Puma hanno garantito l’intervento. In seguito i nostri soldati si sono concentrati e si concentreranno sui lavori di genio, con un focus importante adesso nella realizzazione del ponte provvisorio per sostituire il ponte a Visletto andato distrutto dalla furia delle acque. Ci stiamo muovendo in modo coordinato per garantire il massimo sostegno alle comunità così pesantemente colpite. Il ruolo dello Stato Maggiore Regionale di Condotta, attivo già nella notte su domenica 30 giugno e diretto dall’ufficiale della Polizia cantonale Antonio Ciocco, è essenziale. Così come determinante nell’emergenza è il lavoro della Sezione del militare e della Protezione della popolazione, con in campo il Capo Ufficio, Federico Chiesa. Un altro aspetto importante è legato alla comunicazione. In questo senso vi è stato un continuo flusso di informazioni per i media, coordinato dal Servizio stampa della Polizia cantonale, e si è così potuto informare l’opinione pubblica in modo dettagliato”, sottolinea il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.
“Settimana scorsa – lanciando la raccolta fondi di Ticino Sociale – da queste colonne avevo espresso la mia solidarietà a tutti i valmaggesi per i tragici accadimenti. Oggi vorrei mettere in evidenza il lavoro che molte persone stanno portando avanti. L’Esercito come detto sta dando il suo contributo: un intervento insostituibile! La Protezione civile si conferma il braccio operativo del Cantone nel sostegno alla popolazione nelle emergenze. Già detto della Sezione del militare e della protezione della popolazione e della Polizia cantonale con i suoi Servizi, anche diversi altri uffici cantonali e del Dipartimento del territorio in particolare sono operativi. Il Governo non si pone questioni di ordine finanziario e sta agendo con sollecitudine su tutti i fronti, annullando vincoli burocratici per essere efficaci ed efficienti. Dobbiamo continuare in questo solco anche nelle settimane e nei mesi che arriveranno. Il lavoro che ci attende, per il bene della popolazione dell’intera Vallemaggia, di tutte le sue attività commerciali, delle associazioni e delle istituzioni locali, sarà lungo. Ma abbiamo le forze per portare avanti questo impegno. Come ha detto il mio collega Claudio: “Siamo la Svizzera!”, conclude il Consigliere di Stato, Norman Gobbi.

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 14 luglio 2024 de Il Mattino della domenica.

Raccolti oltre 45mila franchi: continuiamo a mostrare la nostra solidarietà!

Raccolti oltre 45mila franchi: continuiamo a mostrare la nostra solidarietà!

L’associazione TICINO SOCIALE ringrazia di cuore tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi a sostegno dell’alta Vallemaggia, recentemente colpita dal maltempo. Grazie alla generosità di molti, in dieci giorni siamo già riusciti a raccogliere oltre 45mila franchi. Le numerose piccole donazioni e i significativi contributi ricevuti testimoniano l’attenzione e la solidarietà dei ticinesi verso i cittadini di Cevio e Lavizzara.

L’associazione prevede di destinare i fondi per aiutare i privati e contribuire alla ricostruzione della pista di ghiaccio, un luogo di incontro sociale e comunitario fondamentale per la vitalità della regione. La raccolta fondi “Aiutiamo la Vallemaggia a rialzarsi!” prosegue. Invitiamo chiunque non abbia ancora donato a unirsi a questo sforzo comune: ogni contributo, piccolo o grande, è prezioso per riportare speranza e normalità in queste comunità colpite.

Continuiamo a mostrare la nostra solidarietà. Grazie di cuore a tutti!

I contributi possono essere versati sull’IBAN CH02 0900 0000 1621 3240 9 con la causale #forzavallemaggia
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