Ticino 2020 presentato ai Comuni «È un progetto di cultura politica»

Ticino 2020 presentato ai Comuni «È un progetto di cultura politica»

Molti i campi d’azione toccati dalla riforma, ma oltre agli aspetti finanziari a incidere maggiormente saranno due settori sensibili: anziani e scuola
Marzio Della Santa, capo sezione Enti locali: «È il miglior compromesso politico immaginabile su un tema tanto complesso»

«Ticino 2020 è solo in apparenza un progetto tecnico. In realtà è un progetto al 100% politico. Di cultura politica di questo cantone». Marzio Della Santa, capo sezione Enti locali, ha a lungo accompagnato la riforma Cantone-Comuni. Una riforma laboriosa, che ha dovuto superare numerosi ostacoli e il cui risultato finale non soddisfa appieno le parti. Banalmente, nel corso del tempo sono stati inseriti tanti paletti che non hanno permesso il raggiungimento completo dell’obiettivo finale: chiarire e semplificare i rapporti tra i due livelli istituzionali.

Ristabilire un principio
Negli ultimi sessant’anni, il Ticino dei Comuni ha cambiato pelle, ricorda Della Santa. «Si è assistito a un progressivo trasferimento di competenze dai Comuni al Cantone». Piccoli paesi che, non sapendo come far fronte alle nuove sfide amministrative, politiche e finanziarie, chiedevano a Bellinzona di riprendere o farsi carico di determinate responsabilità. Venendo però meno al principio di equivalenza, secondo cui «se è il Cantone a decidere una determinata politica, è giusto che se ne assuma anche l’intero onere», dice il capo sezione. Detto in altre parole: chi decide, deve assumere il costo delle proprie decisioni.

La spinta aggregativa che ha attraversato da nord a sud l’intero territorio ticinese negli ultimi 20 anni – si è passati da 245 Comuni ai poco più di 100 di oggi – ha però reso evidente la necessità di rimettere ordine fra le cose. Ma oramai bisognava muoversi in una realtà nuova, con differenze sempre più crescenti fra piccoli e grandi. «Un contesto che non ha certo facilitato il raggiungimento della totalità degli obiettivi», sottolinea Della Santa. «Ma aggiungo anche che neppure il Cantone, oggi, ha le stesse libertà di ieri. Prendiamo ad esempio il settore degli anziani, regolato da una legge a livello federale. Oggi, la risposta che si cerca di dare ai bisogni della società è talmente complessa che su alcuni grossi temi – come appunto gli anziani o la scuola – la competenza è quantomeno cantonale». Ticino 2020, dunque, è un compromesso. «Il miglior compromesso politico immaginabile su un tema tanto complesso». Anche alla luce della volontà – non prevista dal progetto originale ma inserita in un secondo momento – di rendere l’intero progetto finanziariamente neutro non solo per il cittadino, bensì anche per Cantone e l’insieme dei Comuni.

Meno direzioni, ma più solide
Riassumendo all’osso: il grosso delle competenze trasferite in esclusiva dagli enti locali al Cantone, riguarda flussi finanziari. «Ma si chiede ai Comuni, su altre questioni, come l’assistenza, di giocare comunque un ruolo in termini esecutivi. Più che altro per mantenere la prossimità al cittadino», spiega il capo sezione. «I veri compiti dati ai Municipi con la riforma, riguardano gli anziani e la scuola». Due settori molto sensibili, e che toccano da vicino la popolazione. «Per quanto riguarda la politica scolastica, bisogna essere consapevoli che la competenza, oggi, è del Cantone, visti anche gli accordi Harmos», premette Della Santa. «Detto questo, con Ticino 2020 la responsabilità esecutiva rimane condivisa fra i due livelli istituzionali. Tuttavia, ciò che il Cantone ha chiesto ai Comuni è di creare degli istituti di una dimensione tale da garantire le condizioni necessarie per un’istruzione di qualità».

La proposta comprende dei requisiti minimi da rispettare, come il numero delle sezioni (7), il numero di allievi (150) e il numero di abitanti serviti dal comprensorio (2.500). Se almeno due di questi criteri sono rispettati, allora verrà concessa la possibilità di disporre di un istituto scolastico comunale. È verosimile, quindi, che in futuro ci saranno meno istituti sul territorio cantonale, una cinquantina in tutto. «Ma ciò non si tradurrà necessariamente con meno sedi scolastiche », evidenzia Della Santa. «Il Comune inteso come autorità politica potrà infatti determinarsi a livello di localizzazione delle sedi scolastiche che fanno parte di quell’istituto». In pratica, verranno raggruppateuna o più sedi in comprensori più ampi. Cambierà dunque la mappa organizzativa. «Avremo meno direzioni, ma più solide. Scompariranno le forme consortili: i tre consorzi oggi esistenti in Ticino sono destinati a estinguersi, a vantaggio dei comuni-sede che potranno stabilire delle convenzioni con i paesi della zona.
Di conseguenza, all’interno del nuovo istituto bisognerà chiarire come ripartire i costi. Un Comune convenzionato, avendo i numeri, può anche decidere di mantenere aperta una sede anche quando razionalmente converrebbe centralizzare ». Tanto farà la coerenza politica dei Municipi, i quali dovranno riuscire nell’esercizio di equilibrare le finanze e l’attrattività del Comune. «In alcuni comprensori sarà necessario un vero dibattito locale sul tema», rileva Della Santa. «Per alcuni Comuni periferici il mantenimento di una sede scolastica non è solo una questione di attrattività, ma di sopravvivenza. Ciò detto, non si può sacrificare a oltranza la corretta istruzione degli adulti di domani. La comunità locale deve trovare il giusto equilibrio ».

Sei comprensori regionali
L’altro ambito sensibile toccato dalla riforma Ticino 2020 è il settore degli anziani. Un settore che, visti i dati sull’invecchiamento della popolazione, vedrà fortemente aumentare i bisogni. Non potendo modificare la chiave di riparto per garantire l’obiettivo di neutralità (i costi rimarranno all’80% a carico dei Comuni, mentre il Cantone continuerà a coprire il rimanente 20%, ndr), per il principio di equivalenza abbiamo voluto riconoscere maggiore autonomia decisionale ai Municipi». Il tutto si è tradotto nella creazione di 6 comprensori regionali (Mendrisiotto, Luganese, Malcantone e Vedeggio, Bellinzonese, Tre Valli e Locarnese e Valli) e di altrettante commissioni regionali, che dovranno discutere e decidere, per esempio, come ottimizzare l’offerta sul proprio territorio. «Sarà fondamentale, a questo proposito, la messa in rete delle strutture sociosanitarie comunali e private», spiega Della Santa. «Attraverso queste entità regionali, si è dunque voluto dare maggiore autonomia e responsabilità esecutiva ai Comuni ». Con la semplificazione e il raggruppamento degli attori attivi in questo settore, si creano le premesse per scongiurare il rischio di frammentazione, che avrebbe potuto pregiudicare il raggiungimento pieno degli obiettivi – molto importanti – della Pianificazione integrata 2021-2030.

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I prossimi passi
Durante l’estate arriveranno i dettagli

Misurare l’impatto
Giovedì sera, con l’ultimo appuntamento di Locarno, si sono concluse le quattro serate di presentazione del progetto ai Municipi. Successivamente, durante il mese di luglio, arriveranno – per ogni singolo Comune – i risultati dettagliati dell’impatto della riforma.

In vigore nel 2025
Una volta inviata tutta la documentazione, si aprirà la fase di consultazione, che si concluderà nel mese di ottobre.
I Comuni saranno chiamati a esprimersi sulla totalità del progetto Ticino 2020, non sulle singole aree toccate dalla riforma. Una volta valutate le proposte e le osservazioni, il Governo licenzierà il messaggio al Parlamento (la data prevista è aprile 2024). Il progetto, nelle intenzioni del Dipartimento delle Istituzioni, dovrebbe entrare in vigore a partire dal gennaio 2025.

Articolo pubblicato nell’edizione di sabato 3 giugno 2023 del Corriere del Ticino

‘Per un’azione politica più responsabilizzata’

‘Per un’azione politica più responsabilizzata’

Terminato il giro di presentazioni del progetto – ‘non perfetto ma politicamente sostenibile’ – che rivede compiti e flussi finanziari tra Cantone e Comuni

«Un risultato frutto di un processo funambolico durato otto anni». Così è stato definito – durante la prima delle quattro serate informative tenutesi tra il 23 maggio e ieri in differenti luoghi – il progetto ‘Ticino 2020’, la riforma di riorganizzazione dei compiti svolti dal Cantone e dai Comuni e dei relativi flussi finanziari. Serate che hanno visto al centro la presentazione del Rapporto della Direzione di progetto e a cui seguirà, a partire da luglio, la procedura di consultazione dei Municipi che saranno chiamati a esprimersi su alcuni aspetti della proposta. «Si tratta di un documento frutto di anni di intenso lavoro che dà seguito alla volontà politica di perseguire l’obiettivo di semplificare i rapporti istituzionali tra Cantone e Comuni», ha esordito il direttore del Dipartimento istituzioni nonché presidente del Comitato strategico di ‘Ticino 2020’ Norman Gobbi. «Uno dei motivi che ci ha portato ad affrontare questo percorso è la mancanza di trasparenza dei flussi finanziari attestata anche da un’indagine esterna – ha evidenziato Gobbi –. Questo è avvenuto con l’evolversi della storia del nostro Cantone e ha generato come conseguenza di rendere poco responsabilizzante l’azione politica. Perciò tra gli scopi della riforma c’è anche quello di recuperare un’appropriata azione politica per ogni elemento del nostro sistema federale». Concretamente, in questa prima fase del progetto, sono state ridefinite le responsabilità esecutive e finanziarie tra i due livelli istituzionali su diversi punti prestazionali: le assicurazioni sociali (con responsabilità dissociate fatta eccezione per le prestazioni complementari Avs/Ai che rimangono condivise), l’assistenza sociale (totalmente a carico del Cantone), la politica a sostegno della famiglia (soppressa la partecipazione comunale per le misure di protezione dei minorenni), la presa a carico degli anziani (che resterà compito condiviso, ma con un ruolo esecutivo rafforzato sul fronte comunale), le autoambulanze (con l’allineamento del contributo pro capite a carico dei Comuni in quattro comprensori su cinque), le scuole comunali (nessuna dissociazione delle responsabilità ma rafforzamento dell’autonomia comunale nella gestione degli istituti scolastici, che dovranno raggiungere una dimensione minima), e il trasporto pubblico (che continuerà a prevedere il principio del cofinanziamento).

Per assicurare la neutralità finanziaria del progetto tra Cantone e Comuni, questi ultimi trasferiranno parte delle loro risorse fiscali al Cantone. Viene inoltre proposta una riforma del sistema perequativo intercomunale che ha per obiettivo di continuare ad assicurare risorse finanziarie adeguate a tutti i Comuni, eliminando le disfunzioni riscontrate nel sistema attuale. Tutto questo avrà comunque un impatto sugli enti locali (verso inizio luglio ogni Comune riceverà una valutazione ah hoc sulle conseguenze prospettate dal punto di vista finanziario) e per finalizzare la neutralità orizzontale si è pensato a un contributo transitorio di compensazione per un periodo di tempo limitato: due le variabili su cui si dovranno esprimere gli esecutivi.

Tre – ricapitolando – sono per contro gli assi principali di intervento su cui si è voluto lavorare. Ovvero ridare autonomia residua ai Comuni, con i compiti secondo il principio di sussidiarietà. Assicurare piena responsabilità finanziaria ai due livelli istituzionali, con flussi secondo il principio di equivalenza. E aggiornare lo strumento di solidarietà, quindi il sistema perequativo, secondo i principi di trasparenza, efficacia ed efficienza.

Un percorso in salita e tortuoso
A ripercorrere la cronistoria di «un percorso in salita e tortuoso» e a presentare le proposte punto per punto sono stati Marzio Della Santa, capoprogetto per il Cantone, e Michele Passardi, capoprogetto per i Comuni: «Si tratta di una riforma all’apparenza molto tecnica, ma che in realtà ha una fortissima componente politica e afferisce a un cambiamento di natura prevalentemente culturale. Una cultura dei rapporti tra Cantone e Comuni che si è costruita sull’arco di oltre 60 anni e che di fronte all’evoluzione della società ha visto un progressivo trasferimento delle responsabilità politiche dai Comuni al Cantone e dell’assunzione di nuovi compiti prevalentemente da parte di quest’ultimo». Quanto a costi, la soluzione sviluppata ha permesso di essere «parsimoniosi», ha affermato Gobbi. Dei crediti inizialmente allestiti (6,4 milioni) è stato usato il 43%, ovvero 2,78 milioni ripartiti in misura uguale tra Cantone e Comuni. Secondo il direttore del Di, «quanto presentiamo non è una soluzione perfetta, perché i compromessi non lo sono mai. Questi però hanno il pregio di essere maggiormente sostenibili dal punto di vista politico». A ribadirlo è stato Felice Dafond, presidente dell’Associazione Comuni ticinesi e membro del Comitato strategico: «La soluzione identificata raggiunge solo parzialmente gli obiettivi iniziali. Si tratta tuttavia di un buon risultato, ottenuto dopo un intenso lavoro di confronto in un contesto poco incline al cambiamento». D’altronde il punto finale è ancora ben lontano dall’essere posto, come rilevato da Dafond: «Il cantiere non è ancora giunto al termine, questo è un primo passo a cui ne dovranno seguire altri». Dai presenti alla prima serata tenutasi nella capitale – in gran parte municipali del Bellinzonese e Valli – non sono mancate domande e considerazioni: dalla richiesta di sapere se nella consultazione tutti i Comuni avranno lo stesso peso; all’impressione che ci si aspetti più un atto di fede che non una presa di posizione su un progetto dai delicatissimi equilibri. Dalla preoccupazione che si semplifichino i rapporti tra Cantone e Comuni ma si complichino quelli tra Comuni; a qualche timore sulle minori entrate fiscali o per il criterio di dimensione minima degli istituti scolastici. I relatori hanno cercato di dare risposte e qualche rassicurazione, dicendosi aperti ad altri incontri chiarificatori. La procedura di consultazione si concluderà il 20 ottobre. Dopodiché ci sarà la valutazione sulle risultanze. Gli auspici del Comitato strategico sono che dopo il licenziamento del messaggio governativo il dibattito parlamentare sia svolto in tempo utile per l’entrata in vigore nel gennaio 2025.

Articolo pubblicato nell’edizione di venerdì 2 giugno 2023 de La Regione

Operazione di controllo in Valle Leventina

Operazione di controllo in Valle Leventina

Comunicato stampa

La Polizia cantonale comunica che il 28 e 29.05.2023, presso il Centro di controllo veicoli pesanti (CCVP) di Giornico, è stata effettuata un’operazione di controllo da parte di agenti del V Reparto Gendarmeria stradale con il supporto dello Stato Maggiore della Polizia cantonale e dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
Questo con l’obiettivo di incrementare la sicurezza stradale sull’asse del San Gottardo attraverso il nuovo e moderno centro, che facilita in maniera importante le verifiche. In questa occasione l’attenzione è stata posta sui bus per accertare in particolare la loro idoneità alla circolazione. In quest’ambito si evidenzia che su strada questo tipo di controlli sono resi difficoltosi dalla struttura di questa tipologia di veicoli e dalla non facile gestione della sicurezza delle persone a bordo.
Lo scopo dell’operazione consisteva nella constatazione di eventuali infrazioni relative alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr), all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e alla Legge federale sugli stupefacenti. Pure in programma la verifica dei documenti di viaggio dei passeggeri e la loro autenticità.
In totale sono stati controllati 13 bus e 387 persone. Sono state riscontrate le seguenti infrazioni: 4 relative all’Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo dei conducenti professionali di veicoli a motore (OLR), 2 all’Ordinanza concernente le esigenze tecniche per i veicoli stradali (OETV) e una alla Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr).

 

 

Gobbi: “Ticino maestro nella prevenzione”

Gobbi: “Ticino maestro nella prevenzione”

La sensibilizzazione non ha eguali in Svizzera. E i risultati si vedono

Campagna Acque sicure

Sta arrivando la bella stagione (speriamo) e con essa anche il forte afflusso di turisti. “Il Ticino è un Cantone che piace anche per i suoi laghi, i suoi fiumi e torrenti, oltre che per le sue montagne. Offre molte opportunità a chi scegli di passare un po’ di vacanza a sud delle Alpi e a chi già vi risiede. Se poi la stagione sarà caratterizzata dal bel tempo, ecco che i corsi d’acqua saranno nuovamente e giustamente presi d’assalto per trovare refrigerio, divertimento, ma anche per praticare sport”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Vogliamo che queste belle opportunità offerte dalla natura vengano godute pienamente e nella massima sicurezza possibile. Per questo anche nel 2023 presentiamo una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione con molte iniziative, sotto il cappello di Acque sicure”.

La campagna Acque sicure è ormai diventata un punto di riferimento nel campo della sensibilizzazione sul tema. “Il Ticino – sottolinea il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi – rappresenta un unicum al livello elvetico. Siamo gli unici ad avere questo tipo di campagna”. E i risultati si vedono! “L’anno scorso in Ticino abbiamo registrato una diminuzione di annegamenti, passati da 9 nel 2021 a 6 nel 2022. In Svizzera invece vi è stata una forte impennata, purtroppo: da 36 a 60 annegamenti. L’impegno della commissione cantonale Acque sicure, presieduta da Boris Donda e di tutti i partner coinvolti – Comuni e Società Svizzera di Salvataggio Regione Sud in primis – anche quest’anno cercherà di sensibilizzare tutti i target, con particolare riferimento ai cittadini stranieri, tenuto conto che oltre l’80% delle vittime non risiedevano in Ticino”. Un programma molto intenso che vedrà anche una particolare cura della presenza di pattugliatori lungo i fiumi Verzasca e Maggia e alla Foce del Cassarate sul lago di Lugano. “La presenza fisica di questi pattugliatori per tutto il mese di luglio e per tutto il mese di agosto in Valle Maggia e in Valle Verzasca e i fine settimana e i giorni festivi di luglio e agosto alla Foce del Cassarate garantirà più sicurezza. Per questo ringrazio l’Organizzazione Turistica Regione di Locarno e Valli, nonché la Città di Lugano per collaborare con Acque sicure in questa preziosa azione”.

L’inizio della campagna di Acque sicure è coinciso con l’inserimento del tema della violenza domestica nell’ambito delle attività di Ticino sicuro. “La prevenzione e la sensibilizzazione sono fattori distintivi dell’attività del Dipartimento delle istituzioni e hanno in “Ticino sicuro” il cappello sotto il quale trovano casa tutte le campagne. Dopo Strade sicure, Acque sicure, Montagne sicure, stop radicalizzazione e Cyber sicuro, proprio in settimana si è aggiunta una sesta attività, legata alla prevenzione contro la violenza domestica e denominata Stop.violenzadomestica. Anche per Stop.violenzadomestica – al pari delle altre campagne – saranno utilizzati i canali social Facebook e Instagram per diffondere messaggi di sensibilizzazione a 360 gradi. Con un obiettivo; rendere il nostro Cantone più forte, ma soprattutto il Ticino sicuro e accogliente”, ha affermato il Consigliere di Stato Norman Gobbi. 

Articolo pubblicato nell’edizione di domenica 28 maggio 2023 de Il Mattino della domenica28

Cerimonia di consegna dei diplomi CAS CEP 2021-2022

Cerimonia di consegna dei diplomi CAS CEP 2021-2022

Comunicato stampa

Cerimonia di consegna dei diplomi CAS CEP oggi presso il Teatro Sociale di Bellinzona. Si tratta di una formazione, giunta alla sesta edizione e promossa dall’Istituto Svizzero di Polizia (ISP) e dalla Haute école de gestion Arc (HEG Arc), destinata agli ufficiali delle polizie ticinesi e romande, di fedpol, della Polizia militare, dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e della Polizia dei trasporti. Al termine della formazione, declinata in corsi intensivi ripartiti in sei settimane sull’arco di due anni, si ottiene il Certificato di studi avanzati per la condotta di eventi di polizia a livello di ufficiale. La sessione 2021-2022 ha visto la partecipazione di 48 ufficiali che hanno ottenuto l’importante diploma. Per quanto riguarda i ticinesi si tratta di 2 della Polizia cantonale, uno della Polizia della città di Lugano, uno della Polizia comunale di Chiasso e 2 dell’UDSC. L’evento ha visto la partecipazione del Consigli ere di Stato nonché Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, del Direttore della Haute école de gestion Arc Olivier Kubli, del Direttore dell’Istituto Svizzero di Polizia Stefan Aegerter e del Direttore CAS CEP Sébastien Jaquier. Nel suo discorso il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha evidenziato che “il tema della formazione professionale è determinante per la missione di un’autorità quale è la polizia. L’aggiornamento delle capacità e il rinnovamento delle competenze sono infatti indispensabili per poter assicurare alla nostra popolazione la sicurezza che ci viene da molti invidiata“. La polizia deve rimanere al passo coi tempi ed essere moderna cercando di prevenire e contrastare le nuove sfide che la criminalità pone sul suo cammino. Da non dimenticare poi un secondo aspetto estremamente importante: la collaborazione tra forze di polizia. In quest’ambito, la formazione di base è già stata standardizzata a livel lo svizzero, e nella formazione CAS CEP “vedo l’opportunità di un primo passo verso l’armonizzazione della formazione degli alti funzionari di polizia. Ciò che è in atto da diversi anni a livello latino dovrebbe servire da esempio, incoraggiandoci a lavorare tutti in modo sinergico e coordinato a livello nazionale nella prevenzione del crimine e nelle attività di contrasto” ha rilevato il Comandante che ha poi augurato ai neodiplomati del corso di affrontare le nuove sfide professionali con le capacità acquisite, l’entusiasmo necessario, la motivazione dovuta nonché con una buona dose di saggezza.

Lotta alla violenza domestica: progressi nell’attuazione della roadmap

Lotta alla violenza domestica: progressi nell’attuazione della roadmap

Comunicato stampa – Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP

Due anni dopo l’adozione della roadmap «Violenza domestica», il 26 maggio 2023 rappresentanti della Confederazione e dei Cantoni hanno stilato un bilancio intermedio positivo. Un rapporto documenta i progressi ottenuti nell’attuazione delle misure volte a contrastare la violenza domestica. I Cantoni, ad esempio, intendono attivare entro inizio 2025 un numero di telefono centrale per fornire consulenza alle vittime di reati. Gli attori politici hanno inoltre deciso di integrare nella roadmap il tema della violenza sessuale. «Vogliamo lanciare un segnale chiaro: in Svizzera la violenza domestica e sessuale non è tollerata», ha dichiarato il ministro della giustizia Elisabeth Baume-Schneider.

Al fine di intensificare e coordinare la lotta alla violenza domestica, nell’aprile 2021 rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e della società civile si sono riuniti per un Dialogo strategico i cui risultati sono confluiti nella roadmap del 30 aprile 2021 sotto forma di dieci campi d’azione.
Due anni dopo l’adozione della roadmap, il 26 maggio 2023, rappresentanti del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) e della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) hanno adottato un documento comune, il Rapporto di bilancio intermedio dell’attuazione della roadmap sulla violenza domestica, che consente agli attori politici di fare il punto della situazione.

Progressi concreti
Il rapporto evidenzia notevoli progressi nell’attuazione delle misure previste dalla roadmap, ad esempio nel settore dei mezzi tecnici. Un viaggio di studio in Spagna ha contribuito a con-solidare le conoscenze per quanto riguarda l’impiego della sorveglianza elettronica al fine di migliorare la protezione delle vittime di violenza domestica. Primi Cantoni stanno avviando corrispondenti progetti pilota per raccogliere esperienze in materia.
La roadmap ha anche dato nuovi impulsi al progetto di un numero di telefono centrale per le vittime di violenza. I Cantoni hanno accolto positivamente la strategia e le linee direttrici sta-bilite dalla CDOS nel 2022 e intendono proseguire i lavori di attuazione con l’obiettivo di atti-vare entro inizio 2025 un numero di telefono centrale che fornisca alle vittime di violenza una prima consulenza 24 ore su 24.
Sono inoltre stati fissati standard di qualità per la gestione cantonale delle minacce e ne è stata raccomandata l’attuazione ai Cantoni. La gestione delle minacce mira a riconoscere precocemente, valutare e ridurre mediante misure adeguate il potenziale rischio di ricorso alla violenza di singole persone.
Netti progressi sono stati infine conseguiti anche negli altri campi d’azione. A tutela dei mi-nori esposti alla violenza domestica è stata elaborata la guida «Contatti dopo la violenza do-mestica?». La Conferenza svizzera contro la violenza domestica continuerà a diffonderla e a promuoverne l’applicazione.

Misure supplementari contro la violenza sessuale
Gli attori coinvolti hanno parimenti adottato misure supplementari contro la violenza sessuale. Il Dialogo «Violenza sessuale», avviato dal DFGP nel quadro della revisione del diritto penale in materia sessuale, è stato unito al Dialogo sulla violenza domestica e la roadmap del 30 aprile 2021 adeguata di conseguenza. In tal modo la Confederazione e i Cantoni esprimono la loro volontà di migliorare attivamente la protezione e l’assistenza delle vittime di violenza sessuale e di sfruttare le sinergie esistenti. Il ministro della giustizia, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, ha dichiarato che l’obiettivo è rafforzare la fiducia delle vittime di violenza sessuale nelle autorità di perseguimento penale e nei tribunali.
Anche il Parlamento dimostra il suo impegno nella lotta contro la violenza sessuale. La revi-sione del diritto penale in materia sessuale è in dirittura d’arrivo. Nell’ultima sessione spe-ciale il Consiglio nazionale ha inoltre incaricato il Consiglio federale di chiarire le esigenze delle vittime di violenza sessuale in materia di sostegno e di agevolare loro il più possibile l’accesso al perseguimento penale.
I rappresentanti di Confederazione e Cantoni concordano sul fatto che gli organi responsabili debbano proseguire i loro sforzi volti ad attuare la roadmap, come previsto. In questo conte-sto svolgono un ruolo importante anche la società civile – ossia le organizzazioni attive in questo campo – nonché le città e i Comuni. Nel 2025 o 2026 è previsto un bilancio finale dell’attuazione della roadmap ampliata.

Violenza domestica: seconda serata pubblica a Lugano di un ciclo di quattro appuntamenti  

Violenza domestica: seconda serata pubblica a Lugano di un ciclo di quattro appuntamenti  

Comunicato stampa

“Prevenire la violenza domestica nei diversi ambiti della società”: è questo il titolo della seconda serata del ciclo di incontri che la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni organizza nell’ambito delle attività di sensibilizzazione previste dal Piano d’azione cantonale contro la violenza domestica. L’appuntamento è fissato per martedì 6 giugno 2023 alle 18.00 presso il Centro La Piazzetta a Lugano.

A 5 anni dall’entrata in vigore in Svizzera della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, è tempo di bilanci e di nuove prospettive. In tale contesto la Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, in collaborazione con il Municipio di Lugano, organizza la seconda delle 4 serate previste durante l’anno, che si focalizzeranno ognuna su uno degli assi strategici delineati nel Piano d’azione cantonale: prevenzione, protezione della vittima, perseguimento dell’autore e politiche coordinate.  
La seconda serata pubblica, dedicata alla prevenzione e dal titolo “Prevenire la violenza domestica nei diversi ambiti della società” è prevista martedì 6 giugno 2023 a Lugano presso il Centro La Piazzetta alle ore 18.00. Alla presenza della Capo Dicastero sicurezza e spazi urbani Karin Valenzano Rossi, parteciperanno al dibattito Luca Dattrino, docente mediatore presso il Centro Professionale Tecnico di Bellinzona, Pepita Vera Conforti, esperta della formazione continua della Divisione della formazione professionale, Francesco Lepori, giornalista RSI, Angelica Lepori Sergi del Collettivo Io l’8 ogni giorno e Emma Brugnoli, rappresentante dei Club di servizio.  
Dopo un bilancio sull’implementazione della Convenzione di Istanbul a livello svizzero a cura di Marie-Claude Hofner rappresentante della Svizzera per il Gruppo di esperti per la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (GREVIO)  e di Norman Gobbi, Direttore del Dipartimento delle istituzioni, sul Piano d’azione cantonale sulla violenza domestica, la Capo Dicastero Karin Valenzano presenterà un progetto pilota di prevenzione in partenariato con la Divisione polizia e con la Divisione socialità della Città di Lugano.  
La seconda serata, che segue quella del 21 marzo a Locarno dedicata al tema del perseguimento degli autori, metterà l’accento sulla prevenzione della violenza domestica, un elemento chiave della lotta contro questo fenomeno. Per una prevenzione efficace è necessario il coinvolgimento di tutti gli ambiti della società che comprendono le istituzioni, la scuola, la società civile e i media, per citarne i principali. È infatti indispensabile che il lavoro di sensibilizzazione ed educazione parta sin dalla giovane età, in particolare nell’ambito scolastico. È altresì necessario, affinché si riescano a superare una serie di stereotipi ereditati dal passato e si promuova un’educazione collettiva basata sul rispetto per sé stessi e per gli altri, che anche i media parlino “correttamente” di violenza domestica. In questo contesto anche il contributo della società civile è fondamentale. Al dibattito interverranno per questo alcuni referenti dei diversi ambiti citati.  
Gli approfondimenti tematici promossi dalla Divisione della giustizia proseguiranno nei prossimi mesi a Mendrisio e Bellinzona, per giungere così, in novembre, al lancio della Campagna dei “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere”. Tali occasioni – grazie alla collaborazione con i Comuni interessati – permetteranno di sensibilizzare la cittadinanza su un tema delicato e costituiranno un momento privilegiato di scambio tra istituzioni cantonali, comunali e società civile.   

Attenzione nei laghi e nei fiumi: torna “acque sicure”

Attenzione nei laghi e nei fiumi: torna “acque sicure”

Lungo le rive dei laghi e le principali località turistiche dalla settimana prossima vedremo spuntare nuovamente i cartelli di “Acque Sicure”. La campagna ha l’obiettivo di ridurre il rischio di incidenti nelle acque libere ed è stata presentata oggi.

Nel 2022 gli annegamenti in Ticino sono stati sei: un numero inferiore rispetto ai nove dell’anno precedente. Una positiva diminuzione che non ha però trovato riscontro a livello svizzero. L’anno scorso sono stati infatti superiori a 60 gli annegamenti sul territorio nazionale, contro i 36 del 2021. Un dato che ha spinto il Dipartimento delle istituzioni a confermare le molteplici attività di prevenzione e di sensibilizzazione, in particolare quelle destinate ai turisti, che sono coinvolti nella maggior parte degli incidenti con esito letale.

Gobbi: “i momenti di svago non dovrebbero mai trasformarsi in tragedia”
Con alcune settimane di anticipo rispetto agli scorsi anni, il DI ha quindi presentato questa mattina a Brissago la campagna di sensibilizzazione e di prevenzione “Acque sicure 2023”. Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza dell’azione preventiva a favore dei residenti e dei numerosi turisti che raggiungono il Ticino, evidenziando come il nostro cantone sia l’unico a proporre una campagna di tale portata. “I risultati sono positivi e dobbiamo insistere affinché vi sia una sempre maggiore consapevolezza dei potenziali pericoli e rischi che i laghi e i fiumi possono nascondere”, ha detto Gobbi. I momenti di divertimento, di svago e di sport in acqua “sono un’espressione di libertà e non dovrebbero mai trasformarsi in tragedia e dolore”. Una campagna, tante attività “Acque sicure” quest’anno punterà su assi già collaudati, rafforzando alcuni punti. Sul fronte pattugliatori, si legge in un comunicato, “viene aumentata la loro formazione attraverso l’obbligatorietà di seguire corsi con la Polizia lacuale, così da essere sempre meglio attrezzati nel pattugliare i fiumi Maggia e Verzasca e il lago Ceresio nella zona della Foce del Cassarate”. I pattugliatori saranno presenti tutti i giorni in luglio e agosto in Valle Maggia e in Valle Verzasca e i fine settimana e i giorni festivi di luglio e agosto alla Foce del Cassarate. Attraverso una nuova divisa che li renderà più facilmente riconoscibili, la Commissione “Acque sicure” mira a far comprendere meglio ai turisti il loro ruolo.

Fondamentale informare
La campagna 2023 tiene conto dei diversi target di riferimento (residenti, turisti, bambini, anziani, stranieri, torrentisti) e viene fatta in più lingue. Ci sono opuscoli informativi, affissioni stradali e digitali, informazioni sui mezzi di trasporto pubblico, sottopiatti negli esercizi pubblici, volantinaggio alle stazioni FFS di Bellinzona e di Lugano, distribuzione di materiale informativi agli infopoint degli OTR, nei capeggi, negli alberghi. Non mancano inoltre le attività informative oltre San Gottardo, così da “intercettare” potenziali frequentatori dei laghi e fiumi ticinesi ancora prima che giungano nel nostro cantone, mentre la campagna social proseguirà con ritmi più intensi rispetto allo scorso anno. Confermata pure la presenza dei collaboratori della campagna a eventi particolari, così come tutta l’attività informativa rivolta ai canyonisti, dato che il Ticino rimane una meta prediletta a livello internazionale dagli amanti di questo sport.

https://www.ticinonews.ch/ticino/attenzione-nei-laghi-e-nei-fiumi-torna-acque-sicure-378142

Da www.ticinonews.ch

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Acque sicure, prevenzione e pattugliatori
Lanciata la nuova campagna 2023 – Lo scorso anno in Ticino registrati sei annegamenti, un numero in calo rispetto all’anno prima

Con l’arrivo della bella stagione, torna anche la campagna del Dipartimento istituzioni ticinese Acque sicure, versione 2023 che si muoverà su assi già collaudati: prevenzione e sensibilizzazione.
Alcuni punti saranno rafforzati rispetto agli scorsi anni, in particolare l’attività legata ai pattugliatori e alla collaborazione con i comuni. Sul primo fronte, sarà aumentata la loro formazione, attraverso l’obbligatorietà di seguire corsi con la polizia lacuale.
La campagna, presentata giovedì mattina a Brissago, tiene conto dei diversi target di riferimento (residenti, stranieri, bambini, ecc) e viene presentata in più lingue. Sono previsti opuscoli informativi, affissioni, informazioni sui social e volantinaggio. La collaborazione con i partner del turismo, già ottima, è stata potenziata. Attività informative saranno svolte anche oltre San Gottardo. Nel 2022, gli annegamenti in Ticino sono stati sei, tre in meno rispetto all’anno precedente. Una diminuzione in controtendenza rispetto ai dati nazionali (60 casi contro i 36 del 2021).

https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Acque-sicure-prevenzione-e-pattugliatori-16272922.html

Da www.rsi.ch/news

‘Carcere giudiziario pieno, siamo in grosse difficoltà’

‘Carcere giudiziario pieno, siamo in grosse difficoltà’

Prigioni mai così piene in Ticino. Soprattutto La Farera, il carcere giudiziario. Dove vengono rinchiusi gli imputati in attesa di giudizio dei quali il Ministero pubblico, con l’ok del giudice dei provvedimenti coercitivi, ha deciso la detenzione preventiva. «Siamo in difficoltà, in grosse difficoltà», conferma, interpellato dalla ‘Regione’, il direttore delle Strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini.
«In passato abbiamo avuto situazioni di sovraffollamento, ma a questi livelli è storicamente la prima volta», sottolinea. Il problema, continua Laffranchini, «ha cominciato a manifestarsi un paio di settimane fa, negli ultimi giorni si è però aggravato».

Direttore, i numeri?
Oggi (ieri, ndr) alla Farera, che ha una capienza massima di 88 posti, ci sono 86 detenuti, il novanta per cento stranieri. Nella vicina Stampa, ossia il carcere penale, destinato a coloro che sono stati condannati a una pena detentiva, ci sono 144 persone: la capienza massima è di 144 posti. Alla Stampa dunque si registra il tutto esaurito. A preoccuparmi sono in particolare le cifre che riguardano il carcere giudiziario della Farera. E che sono da ricondurre all’accavallarsi in questo periodo di diverse inchieste del Ministero pubblico con un numero importante di persone delle quali viene ordinata la carcerazione. Spesso sono cittadini stranieri per i quali sussiste un marcato rischio di fuga prima del processo. Ora, non potendo intervenire sulla logistica, dato che eventuali misure concernenti le strutture non competono al sottoscritto, devo trovare delle soluzioni sul piano organizzativo.

Le ha già trovate?
Qualcosa sì. All’interno della Stampa, per esempio, abbiamo due celle ubicate in un luogo per fortuna fisicamente ben separato dagli spazi riservati ai detenuti in esecuzione di pena. Le ultime due ancora disponibili. Che come Direzione abbiamo momentaneamente trasformato in celle per prevenuti. Cioè per quelle persone di cui il procuratore pubblico ha disposto la detenzione, confermata dal giudice dei provvedimenti coercitivi, per rischio di recidiva o di collusione oppure di fuga e che di regola vengono rinchiuse alla Farera in attesa della conclusione dell’inchiesta. Questi imputati non possono avere contatti con il resto della popolazione carceraria, ma come detto alla Stampa le due celle sono separate da quelle per i detenuti che, condannati, stanno espiando la pena. Ricordo che nella capienza massima di posti alla Stampa rientrano anche quelle due celle. Alla Farera, dove la stragrande maggioranza dei detenuti è di sesso maschile, alcuni imputati uomini siamo ora costretti a collocarli nelle celle, libere, del comparto femminile. Con notevoli sforzi sul piano organizzativo per rispettare anche in questo caso la legge: nella fattispecie per evitare che questi imputati vengano a contatto con le detenute presenti nel comparto.

Soluzioni sufficienti?
Lo vedremo. Intanto sono anche in contatto con la Polizia cantonale per quanto riguarda l’uso delle celle di polizia di Mendrisio e Lugano. Si sta valutando la possibilità, in questa fase di urgenza, di evitare l’immediato trasferimento alla Farera delle persone tratte in arresto. In altre parole, si sta valutando la possibilità di prolungare la loro permanenza nelle celle di Mendrisio e Lugano sino a quando si libereranno posti nel carcere giudiziario.

Direttore Laffranchini, in questa fase appunto di emergenza, ha dovuto rivedere turni e congedi degli agenti di custodia?
Per ora no. Il numero di agenti è adeguato per una situazione normale, non a un simile livello di occupazione del carcere giudiziario della Farera. Ma so, per esperienza, di poter contare su personale capace e con un elevato spirito di servizio.

Individuati dei rimedi
Quanto sta interessando il settore carcerario è ovviamente sotto la lente anche della Divisione della giustizia del Dipartimento istituzioni. «Ho già informato della situazione le autorità giudiziarie penali e la Polizia cantonale: abbiamo nel frattempo individuato dei rimedi per gestire subito e al meglio questo sovraffollamento nel carcere giudiziario – afferma, da noi contattata, la direttrice della Divisione Frida Andreotti –. Ho anche preannunciato al Consiglio di vigilanza del settore esecuzione pene e misure un incontro per discutere di questa situazione, guardando pure al futuro».

Articolo pubblicato nell’edizione di giovedì 25 maggio 2023 de La Regione

Acque sicure, parte la campagna 2023

Acque sicure, parte la campagna 2023

Comunicato stampa

Con alcune settimane di anticipo rispetto agli scorsi anni il Dipartimento delle istituzioni ha presentato questa mattina a Brissago la campagna di sensibilizzazione e di prevenzione Acque sicure 2023. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi – accompagnato dal presidente della commissione Acque sicure, Boris Donda, dalla capo progetto Fabienne Bonzanigo e dal presidente della Società Svizzera di Salvataggio, Regione Sud, Maurizio Vitali – ha sottolineato l’importanza dell’azione preventiva a favore dei residenti e dei numerosi turisti che raggiungono il Ticino, in un contesto di svago e di divertimento legato alla fruizione dei nostri laghi, dei nostri fiumi e degli stabilimenti balneari, con l’obiettivo prioritario di ridurre al massimo il rischio di incidenti.

Nel 2022 gli annegamenti in Ticino sono stati 6: un numero inferiore rispetto all’anno precedente (9). Una positiva diminuzione che purtroppo non ha trovato riscontro a livello svizzero. Infatti l’anno scorso sono stati superiori a 60 gli annegamenti sul territorio nazionale, contro i 36 del 2021. Un dato che ha spinto il Dipartimento delle istituzioni a confermare le molteplici attività di prevenzione e di sensibilizzazione, in particolare quelle destinate ai turisti che sono coinvolti nella maggior parte degli incidenti con esito letale. Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha evidenziato come il Ticino sia l’unico Cantone a proporre una campagna di tale portata. “I risultati si vedono, sono positivi e dobbiamo insistere affinché vi sia una sempre più forte consapevolezza dei potenziali pericoli e rischi che i laghi e i nostri fiumi possono nascondere. I momenti di divertimento, di svago e di sport in acqua sono un’espressione di libertà e di qualità di vita e non dovrebbero mai trasformarsi in tragedia e dolore”, ha affermato Norman Gobbi.

Obiettivo: prevenzione
D’altronde la prevenzione e la sensibilizzazione sono fattori distintivi dell’attività del Dipartimento delle istituzioni e hanno in “Ticino sicuro” il cappello sotto il quale trovano casa tutte le campagne. “Dopo Strade sicure, Acque sicure. Montagne sicure, stop radicalizzazione e Cyber sicuro, proprio ieri si è aggiunta una sesta attività, legata alla prevenzione contro la violenza domestica e denominata Stop.violenzadomestica. Anche per Stop.violenzadomestica – al pari delle altre campagne – saranno utilizzati i canali social Facebook e Instagram per diffondere messaggi di sensibilizzazione”, ha sottolineato Norman Gobbi.

Una campagna, tante attività

Acque sicure quest’anno punterà su assi già collaudati, rafforzando alcuni punti. Come quelli legati all’attività dei pattugliatori e alla collaborazione con i Comuni. Sul fronte pattugliatori viene aumentata la loro formazione, attraverso l’obbligatorietà di seguire corsi con la Polizia lacuale, così da essere sempre meglio attrezzati nel pattugliare i fiumi Maggia e Verzasca e il lago Ceresio nella zona della Foce del Cassarate. La Città di Lugano, in collaborazione con la Commissione Acque sicure, ha confermato e potenziato gli sforzi, che nel 2022 avevano permesso di non registrate alcuna vittima. I pattugliatori saranno presenti, grazie al coordinamento dell’Organizzazione turistica regionale di Locarno e Valli, tutti i giorni in luglio e agosto in Valle Maggia e in Valle Verzasca e i fine settimana e i giorni festivi di luglio e agosto alla Foce del Cassarate. Attraverso delle affissioni in valle Verzasca e a una nuova divisa che li renderà più facilmente riconoscibili, la Commissione Acque sicure mira a far comprendere meglio ai turisti il loro ruolo.
Il presidente della commissione cantonale Boris Donda e la capo progetto di Acque sicure Fabienne Bonzanigo hanno insistito sulla composita serie di misure pensate per il 2023. Una campagna che tiene conto dei diversi target di riferimento (residenti, turisti, bambini, anziani, stranieri, torrentisti) e che viene fatta in più lingue. Opuscoli informativi, affissioni stradali e digitali, informazioni sui mezzi di trasporto pubblico, sottopiatti negli esercizi pubblici, volantinaggio alle stazioni FFS di Bellinzona e di Lugano, distribuzione di materiale informativi agli infopoint degli OTR, nei capeggi, negli alberghi. A questo riguardo la collaborazione con i partner del turismo è ottima ed è stata potenziata. Non mancano le attività informative oltre San Gottardo, così da “intercettare” potenziali frequentatori dei nostri splendidi laghi e fiumi ancor prima che giungano in Ticino, mentre la campagna social proseguirà con ritmi più intensi rispetto allo scorso anno. Confermata pure la presenza dei collaboratori della campagna a eventi particolari, così come tutta l’attività informativa rivolta ai canyonisti, considerato che il Ticino rimane una meta prediletta a livello internazionale dagli gli amanti di questo sport.
Al termine della conferenza stampa, alla presenza del sindaco di Brissago Roberto Ponti, il presidente della Società Svizzera di Salvataggio Regione Sud, Maurizio Vitali ha presentato il cartello sulle regole dei bagnanti mentre il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha mostrato il pannello informativo sul pontile di Brissago, uno dei 46 pannelli posati sui pontili sia pubblici sia privati dei laghi Ceresio e Verbano. Un’ulteriore novità che caratterizza la campagna 2023 di Acque sicure.