Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa: il Governo approva il Messaggio

Comunicato stampa

Nel corso della seduta odierna il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio inerente alla realizzazione e al funzionamento della nuova Sezione femminile presso il Penitenziario cantonale La Stampa, accogliendo il progetto del Dipartimento delle istituzioni. Un progetto che contempla pure l’adeguamento degli spazi da destinare a detenuti anziani e a detenuti con disabilità fisica o motoria, volto a rispondere all’evoluzione della nostra società anche nell’ambito dell’esecuzione della pena, a dimostrazione del grado di civiltà del Canton Ticino.

Il progetto, allestito dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni, con in particolare le Strutture carcerarie cantonali, l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa e il Servizio medico carcerario, verte sulla realizzazione delle opere di ristrutturazione e di sicurezza presso il Penitenziario cantonale La Stampa e il rispettivo funzionamento, allo scopo di ricavare una Sezione femminile per l’esecuzione della pena, come pure di predisporre i necessari interventi edilizi per degli spazi che permettano un’adeguata gestione di detenuti anziani nonché di detenuti con disabilità fisica o motoria.
La nuova Sezione femminile sarà composta da 11 posti cella dedicati alle detenute donne, compresa una cella madre-bambino, con l’obiettivo di accogliere in maniera adeguata le esigenze delle donne in regime detentivo chiuso, oltre che di madri con figli fino ai 3 anni, nonché di limitare allo stretto indispensabile i collocamenti fuori Cantone. La creazione di una Sezione femminile in una struttura di esecuzione pena maschile trova quale presupposto imprescindibile l’approccio che concretizza il concetto di “Sicurezza dinamica”, in uso a livello internazionale nel settore che attribuisce un ruolo fondamentale alle relazioni tra gli operatori penitenziari in generale (agenti di custodia, operatori sociali, servizio medico carcerario, terapeuti, insegnanti, ecc.) e le persone detenute, con lo scopo di rafforzare la prevenzione e la sicurezza nell’esecuzione di sanzioni penali.
L’investimento complessivo per lo Stato è quantificato in circa 3 milioni di franchi, compresi gli interventi edilizi globali e le risorse necessarie per il funzionamento della nuova Sezione femminile, con delle tempistiche di realizzazione stimate su 20 mesi dal momento dell’approvazione del credito da parte del Parlamento. Un investimento che, in termini finanziari, consentirà di generare un indotto positivo per il Cantone pari a circa 1.5 milioni di franchi, considerando sia la diminuzione dei costi attualmente sostenuti per l’esecuzione della pena delle detenute in altri Carceri svizzeri, sia il potenziale aumento dei ricavi derivanti dal collocamento in Ticino di detenute provenienti da altri Cantoni.
Con il Messaggio approvato oggi il Consiglio di Stato intende dunque portare una particolare attenzione alla detenzione in esecuzione pena femminile ma anche alla detenzione di persone anziane, rispettivamente con disabilità fisica o motoria, riconoscendo quindi l’evoluzione della nostra società alla quale un Carcere moderno nella sua presa a carico deve poter rispondere in maniera adeguata.

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Approvato il Messaggio sulla revisione totale della Legge sulla polizia e il suo Regolamento

Comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha approvato il Messaggio governativo sulla revisione totale della Legge sulla polizia (LPol) e il relativo regolamento. Grazie a una struttura chiara e adattata, la nuova proposta di revisione intende garantire una normativa moderna e snella a supporto dell’attività di polizia, assicurando la tutela delle cittadine e dei cittadini e offrendo una maggiore flessibilità alla rapida evoluzione del contesto sociale, tecnologico e tecnico.

Il 6 luglio 2022 il Consiglio di Stato, per il tramite del Dipartimento delle istituzioni, aveva messo in consultazione il progetto di revisione totale della LPol fino al 30 settembre 2022. Data l’importanza del tema sono state prese in considerazione e analizzate tutte le osservazioni, anche quelle giunte dopo la scadenza del termine o da enti inizialmente non inseriti fra i destinatari. Il messaggio è stato ampiamente condiviso e sono stati apportati degli accorgimenti puntuali. Per il resto il messaggio conferma tutte le altre principali modifiche.
L’odierna attività di polizia si iscrive in un contesto sociale in continua e rapida evoluzione, come continuo e rapido è l’aggiornamento delle tecniche, delle modalità e degli strumenti di cui la polizia deve servirsi per svolgere le sue funzioni.
La nuova legge è stata concepita in maniera da poter sostenere le sfide con le quali la polizia deve oggi quotidianamente confrontarsi. L’effettiva tutela dei cittadini impone altresì a una buona legge di polizia di non limitarsi a esplicitare le competenze degli organi preposti alla garanzia della sicurezza pubblica, ma di presentare anche caratteristiche di leggibilità e una struttura tali per cui il testo risulti accessibile e comprensibile tanto a coloro che sono tenuti ad applicarlo, quanto a coloro di cui si vogliono proteggere gli interessi. Inoltre, nell’eventualità della costituzione di un Corpo di “polizia unica” le modifiche sarebbero limitate alle denominazioni del testo di legge, vale a dire lo stralcio puntuale dei termini “cantonale” e “comunale” laddove previsto.
Le principali novità della revisione riguardano in particolare una definizione più chiara e univoca dei principi generali, una suddivisione più accurata delle diverse competenze di polizia, un aggiornamento e una migliore flessibilità dell’organizzazione della Polizia cantonale, nonché l’aggiunta di norme fondamentali a garanzia del principio di legalità, le quali formalizzano la prassi oggi in vigore, come pure un’esplicitazione delle misure coercitive di polizia.
Un altro tema importante della revisione è quello dell’istituzione della gestione cantonale delle minacce. L’obiettivo è quello di riconoscere i segnali premonitori, di valutare la probabilità che insorga il comportamento minaccioso e, se del caso, di intervenire preventivamente. Questo processo è già in vigore in molti Cantoni e l’importanza e necessità è stata auspicata anche dal Consiglio federale, per esempio in ambito di violenza domestica.
La nuova legge consolida pure altre importanti novità recenti che rispondono alle esigenze di polizia: sviluppi tecnici, nuovi bisogni legati ai profili di chi opera in polizia, nuove modalità operative e strumenti di attività.
Il risultato è un disegno di legge che conta 85 articoli e un disegno di regolamento composto di 72 articoli, accompagnato dal rapporto esplicativo. Per ovviare alla velocità dei cambiamenti cui è sottoposta la nostra società, la nuova revisione è stata impostata per contenere unicamente i fondamenti indispensabili, mentre il regolamento, più flessibile negli aggiornamenti, prevede le disposizioni che non richiedono una base legale in senso formale.

Malcantone: approvato all’unanimità il rapporto sul progetto aggregativo

Malcantone: approvato all’unanimità il rapporto sul progetto aggregativo

Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio hanno compiuto un ulteriore passo verso il progetto aggregativo.
Nella serata di ieri, infatti, tramite trattande extra-loc, i cinque comuni interessati si sono chinato sull’approvazione del rapporto della commissione di studio del 25 gennaio 2023.
In tutti i legislativi/assemblee il rapporto è stato approvato con i seguenti risultati:

ASTANO (assemblea): 32 favorevoli 1 contrario 1 astenuto
BEDIGLIORA (CC): 15 favorevoli 2 contrari 1 astenuto
CURIO (CC): 1 0 favorevoli 3 contrari 1 astenuto
MIGLIEGLIA (assemblea): 32 favorevoli 0 contrari 0 astenuti
NOVAGGIO (CC): 14 favorevoli 1 contrario 0 astenuti

Da www.tio.ch

(Immagine: www.astano.ch)

Sezione della circolazione sempre più digitale

Sezione della circolazione sempre più digitale

Comunicato stampa

Terza e ultima “pillola” informativa del Dipartimento delle istituzioni sull’attività 2022 della Sezione della circolazione. Dopo i settori “Immatricolazioni” e “Ufficio tecnico” questa breve scheda si occuperà del rapporto con il cittadino-utente e delle novità legate sia al 2022 sia a questi primi mesi del 2023.

Le 536’754 pratiche effettuate dai diversi settori e le oltre 940 telefonate giornalmente ricevute sottolineano la considerevole attività della Sezione della circolazione. Nel corso dell’emergenza sanitaria è stato introdotto il nuovo sistema di gestione degli sportelli tramite appuntamenti, fissabili via telefono ed e-mail. Un sistema che ha dato ottimi risultati, incontrando la soddisfazione di gran parte dell’utenza unitamente all’inoltro di pratiche per posta con la garanzia di evasione in 24 ore. Tali modalità di lavoro sono state confermate e migliorare nel 2022. È stata pure mantenuta un’apertura più estesa degli sportelli, dalle ore 07.30 alle ore 16.15 senza pausa sul mezzogiorno, così come ampliata la piattaforma ePartner dedicata ai professionisti del settore, che possono gestire autonomamente gli appuntamenti al collaudo dei veicoli dei propri clienti.

Dalla fine 2021 la Sezione della circolazione è stata il primo Ufficio dell’Amministrazione cantonale a dotarsi delle nuove fatture con codice QR. Annualmente la Sezione della circolazione emette circa 580’000 fatture e l’introduzione della fattura QR permette in particolare agli utenti di effettuare i pagamenti anche digitalmente, in modo rapido e semplice tramite scansione. L’offerta di prestazioni online continua a riscuotere i favori delle cittadine e dei cittadini, che possono comodamente da casa modificare la data del collaudo, cambiare l’indirizzo di domicilio, fissare l’appuntamento per l’esame pratico di guida o pagare le multe ordinarie online. Apprezzata anche la modalità “open doors” per gli esami teorici per auto e navigazione, che consente all’utente di presentarsi il giorno dell’esame consultando le date sul sito senza dover chiedere un appuntamento.

Tra le novità del 2022 si segnala l’introduzione, a partire dal 1° marzo, della nuova targa rossa da usare sul portabiciclette. Nel corso dei 10 mesi dell’anno sono state fornite ben 3’722 targhe rosse, realizzate dalle Strutture carcerarie cantonali, che hanno fornito un eccellente servizio.

In questi primi mesi del 2023 è stato messo in funzione il nuovo sistema di ticketing. Grazie a questo sistema è possibile prenotare online gli appuntamenti del Servizio conducenti e del Servizio immatricolazioni. Anche in questo caso si tratta di una prima per tutta l’Amministrazione cantonale e di un altro importante passo del Dipartimento delle istituzioni nel segno della digitalizzazione, che garantisce servizi online moderni e sempre attivi, diminuendo i tempi d’attesa agli sportelli di Camorino.

A partire dal prossimo 15 aprile è previsto un importante cambiamento per quanto riguarda il rilascio delle licenze di condurre. Da questa data infatti la stampa delle licenze sarà centralizzata a Zurigo così come fatto da tutti gli altri cantoni. Di conseguenza non verranno più stampate e rilasciate licenze di condurre a Camorino da parte della Sezione della circolazione, Servizio conducenti, e le attuali stampanti in sede verranno definitivamente dismesse. Le licenze di condurre saranno emesse normalmente nel giro di 2-3 giorni e successivamente inviate per posta A all’utenza. I costi non subiranno variazioni: il primo rilascio continuerà a costare al cittadino 60 franchi rispettivamente 30 ogni successiva ristampa. Le licenze rilasciate lo scorso anno sono state 21’768 (+1.61%) rispetto al 2021. 

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Sfide all’orizzonte: ‘Violenza e migrazione’

Presentato il bilancio 2022 della Polizia cantonale. Gli indicatori della criminalità sono cresciuti, tornando ai livelli pre-pandemia, e per qualche reato anche oltre.

«Col ritorno alla normalità, la storia si ripete». Le parole di Matteo Cocchi, comandante della Polizia cantonale, pronunciate durante la conferenza stampa di bilancio tenutasi ieri alla sede Centrale comune d’allarme (Cecal) di Bellinzona, riassumono la matrice che ha caratterizzato l’attività del Corpo durante il 2022. Gli indicatori della criminalità sono infatti tornati ai livelli pre-pandemia, a volte superandoli – soprattutto per i furti e gli incidenti stradali –, mentre all’orizzonte si profila un significativo aumento dei flussi migratori, forse al pari degli anni record 2015-16. In aggiunta si prefigurano ulteriori sfide legate all’aumento del disagio sociale – e della violenza domestica – nonché alle nuove forme di criminalità informatica. Sfide per cui ci si sta preparando, ha assicurato Cocchi, riferendosi alla nuova Legge di polizia presentata nel 2022 e attualmente in consultazione, che sostituirà quella attuale vecchia di 30 anni: «La nuova legge disciplinerà il lavoro futuro degli agenti con novità anche e soprattutto nel contrasto alla violenza. In particolare per allontanare più a lungo dal domicilio chi minaccia o colpisce i familiari»: vittime principalmente le donne. Il disagio che può trasformarsi in violenza, ha aggiunto il direttore del Dipartimento istituzioni (Di) Norman Gobbi, ha portato alla creazione del Centro di competenza ‘violenza’ all’interno della Polizia cantonale «per meglio coordinare le attività che vanno dalla prevenzione alla repressione».

Le cifre ticinesi mostrano che gli interventi per violenza domestica nel 2022 sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni: i 983 episodi (953 nel 2021) hanno richiesto, a protezione delle vittime, l’allontanamento di 79 persone dal proprio nucleo familiare. Gobbi ha ricordato che nel 2022, a seguito di una decisione del Tribunale federale, è venuta meno la base legale che permetteva agli specialisti in ambito sanitario – Pronto soccorso e medici di famiglia – di segnalare le violenze alla polizia. «Per questo restano inoltre fondamentali i numerosi momenti di sensibilizzazione offerti alla popolazione».

Per quanto riguarda la migrazione, «le statistiche che provengono dall’Italia negli ultimi mesi, ma anche quello che è capitato nell’ultimo weekend con gli sbarchi di migliaia di persone a Lampedusa, annunciano una maggior pressione anche per quanto riguarda la porta Sud della Svizzera – ha affermato Cocchi –. Per questo dovrà essere messo l’accento sulla prevenzione e la collaborazione e, speriamo meno, sulla repressione». Gobbi ha dal canto suo rimarcato che «il rischio di avere una situazione paragonabile al 2015-16 diventa sempre più reale. Così ancora di recente abbiamo scritto alla Confederazione per una partecipazione ai costi di gestione per l’accoglienza e la riammissione semplificata dei migranti in Italia, perché il Canton Ticino non può affrontare da solo le conseguenze finanziarie della situazione». Il direttore del Di ha poi sottolineato in generale l’importanza della collaborazione strategica e operativa con i vari partner all’interno e all’esterno del Paese: «Siamo l’unico cantone a Sud delle Alpi e dobbiamo poter contare sulla cooperazione per gestire eventi maggiori e sviluppare le nostre competenze. Anche perché l’essere sul confine ci vede più esposti su alcuni fronti, soprattutto per quanto riguarda le bande che entrano sul nostro territorio».

Lo scorso anno a livello di furti si è registrato un leggero aumento di quelli con scasso (+5%) rispetto al 2021. Un incremento maggiore è stato invece censito per i furti senza scasso (+13%), per quelli dai veicoli (+12%) e per i furti di veicoli (+66%), principalmente velocipedi ed e-bike, sempre più attrattivi anche per il loro alto valore sul mercato: l’appello ai cittadini è di tutelarsi. Al capitolo rapine, le infrazioni registrate sono state 39 come nel 2021. In relazione a quelle avvenute sulla pubblica via, la quasi totalità è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori. Quanto agli omicidi, se ne conta uno ad Avegno. Mentre gli interventi relativi a incidenti stradali, in collaborazione con le Polizie comunali, sono stati 3’931 (+7% rispetto al 2021): si tratta di una cifra leggermente superiore al pre-emergenza Covid. È stata invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con 10 vittime (12 nel 2021). Il 2022 ha anche registrato in cifre assolute un aumento delle chiamate in entrata giunte alla Cecal: 278’788 (+3,5%). «Un dato positivo – ha rilevato Cocchi – è quello di aver effettuato 1’147 controlli di manodopera estera (aumentati del 31%), ma a differenza delle 86 infrazioni riscontrate nel 2021, lo scorso anno ne abbiamo rilevate solo 63». Nei prossimi giorni saranno pubblicate le “pillole” di approfondimento per i vari settori di polizia.

Svizzera: preoccupano gli atti violenti gravi
Sul fronte svizzero, dopo una costante diminuzione dei reati registrati negli ultimi 9 anni, nel 2022 vi è stato un aumento di circa il 10%. A preoccupare particolarmente sono gli atti di violenza grave: quelli denunciati sono cresciuti del 16,6% a 1’942, il valore più alto da quando nel 2009 è stata avviata la statistica criminale di polizia. Sono aumentate in particolare le lesioni gravi e le violenze carnali. Le autorità di polizia hanno inoltre registrato, come nel 2021, 42 omicidi, 25 dei quali commessi nell’ambito della violenza domestica. Sono stati assassinati 17 donne e 3 uomini; nel caso delle altre vittime, si è trattato di minori uccisi da un genitore. I reati contro il patrimonio sono cresciuti dell’11,5%. Sono aumentati i furti con scasso (+12%) e con introduzione clandestina (+22%), e i furti di veicoli (+16%), con un forte aumento di quelli di e-bike (+59%). Anche nel Canton Grigioni sono cresciuti in particolare i reati violenti gravi passati da 26 a 45 casi (+73%). Il numero di omicidi compiuti o tentati è salito da uno a 5. In relazione alla violenza domestica, nel 2022 sono stati registrati 284 reati penali, per un aumento del 31%. Sono anche incrementate le infrazioni contro il patrimonio (+29%), specialmente i furti.

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 de La Regione

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Un ritorno alla normalità per la Polizia e i criminali
Presentato il bilancio dell’attività per il 2022: le cifre sono ormai ai livelli pre-pandemia In aumento i furti, così come gli incidenti della circolazione – Stabili gli interventi per violenza domestica Preoccupa il fenomeno migratorio: «Il rischio di rivedere la situazione del 2015 è sempre più reale»

Il 2022, con la fine di tutte le restrizioni legate alla pandemia, ha fatto segnare un « ritorno alla normalità » anche per la criminalità. E, va da sé, anche il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine ticinesi è tornato, di riflesso, ai livelli pre-pandemici. A certificarlo sono le cifre pubblicate ieri dalla Polizia cantonale che, alla centrale comune d’allarme CECAL di Bellinzona, come di consueto ha stilato un bilancio della sua attività per l’anno passato.

Chiamate più frequenti
Partiamo proprio dalle cifre che, come detto, mostrano in generale un aumento dell’attività delle forze dell’ordine. Le chiamate giunte alla CECAL sono infatti cresciute in maniera sensibile, passando dalle 254.330 del 2021 alle 266.318 del 2022 (+3,5%).
E ad aumentare sono stati pure i furti. Nel dettaglio, sono cresciuti leggermente quelli con scasso (+5% rispetto al 2021) e, in maniera un po’ più importante, anche quelli senza scasso (+13%). Sullo stesso livello, anche i furti da veicolo ( 12%), mentre i furti di veicoli sono cresciuti in maniera ben più sensibile (+66%). Un dato, quest’ultimo, che come precisato dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi è da ricondurre in particolare ai furti di biciclette e, soprattutto, delle e-bike. «Se la mobilità lenta ha un grande successo, purtroppo allo stesso tempo anche i furti di questi veicoli stanno avendo successo», ha rimarcato il consigliere di Stato.
Una sostanziale stabilità, invece, è stata riscontrata al capitolo «rapine», che nel 2022 sono state 39, lo stesso numero del 2021. Anche se, come fatto notare del direttore del DI, rispetto al 2012 (quando le rapine in Ticino furono 89) il dato ha subito un calo importante. E un altro aspetto sottolineato questo proposito è stato quello dell’identificazione degli autori dei reati, che avviene con regolarità. « Fare una rapina in Ticino è poco interessante», ha voluto rimarcare il consigliere di Stato.
A livello di omicidi è stato registrato un caso ad Avegno, mentre gli interventi per violenza domestica sono anch’essi rimasti stabili nel confronto con gli ultimi anni, attestandosi nel 2022 a quota 983 (erano 953 nel 2021). Di questi episodi, è stato precisato, 79 hanno richiesto l’allontanamento di una persona dal nucleo familiare.

Attenzione in strada
Arriviamo, infine, al capitolo incidenti della circolazione stradale. Anche in questo caso, rispetto al 2021 è stato registrato un sensibile aumento, pari al 7%. Più nel dettaglio, gli incidenti registrati nel 2022 sono stati 3.931, di cui 3.200 con danni materiali, 721 con feriti e 10 con esito mortale.

Un occhio alla frontiera
Insomma, come sottolineato anche dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, «il 2022 è stato l’anno del ritorno alla normalità su più fronti». Guardando all’anno passato, il comandante ha pure voluto ricordare il successo legato alla Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina, svoltasi in luglio a Lugano. Guardando invece al futuro Cocchi ha espresso una certa preoccupazione riguardo al fenomeno migratorio: « Ovviamente ci auguriamo di non tornare alla situazione del 2015, ma penso che con l’arrivo della bella stagione anche questa problematica tornerà a toccare il Ticino». Una preoccupazione condivisa anche da Gobbi: «Questo fine settimana ci sono stati 4 mila arrivi a Lampedusa. Significa che il flusso sta ripartendo in maniera importante. E il rischio di tornare al 2015 diventa sempre più reale».


A livello nazionale
Crescita importante anche in Svizzera

La prima volta in 10 anni

Sempre ieri sono stati forniti dall’Ufficio federale di statistica anche i dati a livello nazionale.

Cifre da cui emerge che in Svizzera nel 2022 per la prima volta dopo dieci anni è stato constatato un aumento dei furti con scasso e delle intrusioni nelle case (+14,6%), ciò che ha fatto tornare le cifre ai livelli prepandemia. Gli atti di violenza grave denunciati sono cresciuti del 16,6%, il valore più elevato dal 2009. In totale sono stati poi segnalati 42 omicidi, un dato in linea con la media degli ultimi anni. Tendenza in crescita anche la criminalità digitale: nel 2022 sono stati denunciati 33.345 reati di questo tipo (+9,9%).

Articolo pubblicato nell’edizione di martedì 28 marzo 2023 del Corriere del Ticino

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Criminalità ai livelli pre-pandemici
https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Criminalit%C3%A0-ai-livelli-pre-pandemici-16128439.html

Da www.rsi.ch/news

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Furti e incidenti in aumento
https://www.rsi.ch/play/tv/redirect/detail/16129825
Servizio all’interno dell’edizione di lunedì 27 marzo 2023 de Il Quotidiano

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Polizia cantonale attività in crescita (dal 5.00 minuto)
http://teleticino.ch/programmi/ticinonews/ticinonews-270323-MD5566358

Da www.teleticino.ch

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Anche per la criminalità la pandemia è finita
https://www.tio.ch/ticino/cronaca/1655589/anche-per-la-criminalita-la-pandemia-e-finita

Da www.tio.ch

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La fine della pandemia fa salire i numeri della Polizia cantonale
https://www.ticinonews.ch/ticino/la-fine-della-pandemia-fa-salire-i-numeri-della-polizia-cantonale-375699

Da www.ticinonews.ch

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Cantoni più efficienti: risparmio di 13 miliardi

Il confronto nazionale fa emergere un grande potenziale di miglioramento nella spesa pubblica – Il Ticino in testa in materia di sicurezza pubblica e aiuto sociale

I cantoni svizzeri, se fossero pienamente efficienti, potrebbero risparmiare fino a 13 miliardi di franchi. Lo ha calcolato una ricerca dell’Istituto di studi in amministrazione pubblica (IDHEAP) dell’Uni di Losanna e di PwC Svizzera che lunedì hanno pubblicato il terzo monitoraggio dell’efficienza cantonale.
Il “potenziale di miglioramento” è stato calcolato confrontando le spese e i servizi forniti per: istruzione (4,6 miliardi di potenziale), cultura (1,1 miliardi), strade (2,3 miliardi), aiuto sociale (2,9 miliardi), ordine pubblico e sicurezza (1,9 miliardi). Per ogni area, è stata stilata una classifica dei cantoni. I migliori sono citati, ma non i peggiori, poiché l’obiettivo è di fornire suggerimenti per il miglioramento (ogni cantone viene informato “in modo confidenziale” della sua posizione).
Il Ticino spicca in 2 ambiti su 5: sicurezza pubblica (82% di efficienza) e aiuto sociale (93%). In materia di formazione a guidare la classifica sono invece i Grigioni (90%).

Da www.rsi.ch/news

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Efficienza cantonale, il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC dove sono state comparate le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori.

Lavorando in modo più efficiente i cantoni svizzeri potrebbero risparmiare 12,9 miliardi di franchi all’anno. È la conclusione alla quale giunge uno studio condotto dall’Università di Losanna e dalla società PwC. Ticino e Grigioni si distinguono positivamente in diversi ambiti. Gli autori sono giunti a questo risultato comparando le spese e i servizi forniti dai cantoni in cinque settori: istruzione, cultura, strade, assistenza sociale, sicurezza. Per ognuno di questi campi hanno stilato una classifica dei migliori, ma non dei peggiori, dato che la ricerca vuole fungere da stimolo per migliorare e non vuole puntare il dito contro nessuno.

Il Ticino primeggia per sicurezza e socialità
Per quanto riguarda la sicurezza pubblica, analizzata per la prima volta nel monitoraggio, che viene pubblicato annualmente, il potenziale di risparmio dei cantoni ammonta a 1,9 miliardi di franchi. Considerando la media dell’ultimo decennio, la classifica è dominata dai cantoni latini, ovvero Ticino (82% di efficienza), Vaud (80%), Neuchâtel (78%) e Ginevra (77%). È un settore dove regna grande volatilità, rilevano gli autori. “Possiamo supporre che aspetti come i reati registrati dalla polizia si muovano a ondate e che le risorse investite, come il numero di agenti di polizia, siano in ritardo”, afferma Philipp Roth di PwC, citato in una nota.Nell’ambito dell’assistenza sociale, è stato calcolato un miglioramento potenziale di 2,9 miliardi. La mediana è situata al 75%. Ancora una volta è in testa il Ticino (93%), seguito da Vallese (90%), Uri (88%), Obvaldo e Friburgo (entrambi 86%). “Queste cifre indicano che il carattere rurale favorisce l’efficienza”, prosegue il comunicato, nel quale si sostiene che che le grandi differenze non si ridurranno presto. L’alta densità di popolazione e l’elevata percentuale di residenti stranieri hanno una “influenza negativa” in questo ambito, annotano gli autori.

Nella formazione spiccano i Grigioni

Il maggior risparmio potenziale è rappresentato dalla formazione, con 4,6 miliardi. L’efficienza dei cantoni raggiungeva una media dell’80% nel 2020, con una forbice che si situa tra il 90 e il 61%. Il più efficiente in questo caso è il cantone dei Grigioni (90%), seguito da Sciaffusa (89%), Glarona (89%), Obvaldo (88%) e Berna (87%). In questo ambito l’efficienza è cambiata poco nel complesso tra il 2019 e il 2020. Secondo gli autori questa coerenza è degna di nota se si considera che le scuole sono state sotto pressione durante la pandemia.

Strade

Differenze considerate “importanti” appaiono anche nella gestione delle strade. I quattro cantoni meno efficienti, quelli di montagna, sono scesi ulteriormente in classifica. Anche i cantoni urbani ne risentono, dimostrando che la topografia non spiega tutto. Rispetto allo studio precedente, Ginevra (85%) ha registrato un chiaro aumento dell’efficienza ed è ora al secondo posto dietro a Lucerna (86%). La mediana è al 69%, ciò che rappresenta un potenziale di risparmio di circa 2,3 miliardi di franchi.

Cultura

Infine, i cantoni di Soletta e Argovia (entrambi all’83%) si collocano al primo posto per quanto riguarda la cultura, seguiti da Turgovia (82%). L’aumento potenziale dell’efficienza per tutti i cantoni ammonta a 1,1 miliardi. Dato che i cantoni sono liberi di scegliere la loro offerta culturale, c’è un notevole margine e potenziale di guadagno di efficienza, secondo gli autori dello studio.

Polizia cantonale, ritorno alla normalità con nuove sfide

Polizia cantonale, ritorno alla normalità con nuove sfide

Comunicato stampa

Il termine delle restrizioni legate alla pandemia e il ritorno a una relativa normalità, si sono riflessi rapidamente anche sui comportamenti delle persone. L’attività della Polizia cantonale e gli indicatori della criminalità sono tornati ai livelli pre COVID, a volte superandoli. Ad aumentare nel 2022 sono stati gli incidenti della circolazione stradale oltre ad alcune categorie di furti. All’orizzonte si profilano inoltre nuove sfide, quali il disagio sociale e la pressione migratoria, e il principale compito del Corpo sarà quello di farsi trovare pronto, procedendo verso gli obiettivi pianificati. Il bilancio dell’attività 2022 della Polizia cantonale è stato presentato oggi a Bellinzona, nel corso di una conferenza stampa, dal Consigliere di Stato Norman Gobbi e dal Comandante Matteo Cocchi.

Il 2022 ha registrato in cifre assolute un aumento delle chiamate in entrata giunte alla Centrale comune d’allarme (CECAL) della Polizia cantonale. Sono state infatti 266’318 rispetto alle 254’330 del 2021. Le chiamate per richieste d’intervento dei pompieri hanno invece raggiunto quota 12’470 (14’812 nel 2021). Per quanto riguarda i fenomeni criminali, a causa del passaggio al nuovo sistema gestionale di polizia dai primi mesi del 2022, la registrazione dei rapporti trasmessi alle autorità giudiziarie ha subito un forte ritardo. Questa situazione ha avuto importanti ripercussioni sulla Statistica criminale di polizia. I dati ne hanno particolarmente risentito e le indicazioni per il Ticino non riflettono le cifre reali riscontrate. In base agli avvenimenti segnalati è comunque possibile fornire delle tendenze legate all’attività operativa. A livello di furti lo scorso anno ha fatto registrare un leggero aumento di quelli con scasso rispetto al 2021. Un incremento maggiore è stato invece censito per i furti senza scasso, per quelli da veicolo e per i furti di veicolo, principalmente velocipedi ed e-bike. Al capitolo  rapine, le infrazioni registrate sono state 39 come nel 2021. In relazione a quelle avvenute sulla pubblica via, la quasi totalità è stata chiarita con l’identificazione e l’arresto degli autori. A livello di omicidi se ne conta uno ad Avegno. Gli interventi per violenza domestica sono rimasti stabili in rapporto agli ultimi anni. I 983 episodi (953 nel 2021) hanno richiesto, a protezione delle vittime, l’allontanamento di 79 persone dal proprio nucleo famigliare. Nel 2022 gli interventi relativi a incidenti stradali, in collaborazione con le polizie comunali, sono stati 3’931 (+7% rispetto al 2021). Si tratta di una cifra leggermente superiore al pre-emergenza COVID. È stata
invece registrata una diminuzione di quelli mortali, 10 in totale con 10 vittime (12 nel 2021). Nel corso della conferenza stampa il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi ha evidenziato come la digitalizzazione anche in polizia “sia un obiettivo estremamente importante: da un lato per avvicinarsi al cittadino e dall’altro per snellire il sistema Stato, incrementando al contempo l’efficienza”. L’implementazione della prima fase del sistema integrato di gestione delle attività di constatazione e inchiesta della Polizia cantonale rappresenta quindi una prima tappa nella giusta direzione. Il nuovo gestionale per la registrazione degli eventi myABI garantirà infatti una più efficiente gestione delle pratiche e più in generale delle informazioni di polizia. In quest’ ultimo ambito, a livello di progetti conclusi, vi è pure da sottolineare la costituzione del Reparto 4 di Polizia giudiziaria dove sono confluiti i servizi sin qui attivi in diverse Aree del Corpo nella raccolta, nell’elaborazione, nell’analisi, nello sviluppo e nella divulgazione di dati e informazioni.

Da parte sua il Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi ha sottolineato che “l’instabilità dovuta all’incertezza economica e i flussi migratori sono tutti elementi di stress che avranno importanti ricadute sull’ordine pubblico”. Flessibilità e capacità di adattamento permangono quindi le linee guida per l’attività futura della Polizia cantonale. Evoluzione, quest’ultima, che ha portato alla creazione del Centro Competenza Violenza (CCV) per meglio coordinare, internamente ed esternamente, le differenti attività che vanno dalla prevenzione fino alla repressione dei reati violenti. Lo scorso anno ha visto anche il coronamento di un progetto strategico, a lungo atteso, per la sicurezza stradale sull’asse del San Gottardo. Si tratta del Centro di controllo dei veicoli pesanti (CCVP) a Giornico, inaugurato il 2 dicembre scorso, che migliora sensibilmente la sicurezza dei transiti dei veicoli pesanti e garantisce alla Polizia cantonale una moderna struttura di controllo. Il 2022 non è stato solo un anno di cambiamenti ma anche di successi. Il principale è stato il dispositivo di sicurezza per l’Ukraine Recovery Conference 2022, tenutasi a Lugano gli scorsi 4 e 5 luglio. Lo dimostrano le attestazioni giunte da più parti. “L’impiego coordinato dalla Polizia cantonale, sotto l’ottima direzione del Sostituto comandante, è stato pianificato nei minimi dettagli. Questo ha permesso di migliorare e far crescere i collaboratori che hanno dimostrato professionalità, flessibilità e spirito di collaborazione” ha rilevato il Comandante. Infine, i mutamenti climatici che toccano anche il Ticino originano delicate situazioni idro-geologiche che incrementano i rischi di dissesti e catastrofi naturali. “Basti citare il maltempo che ha colpito il Malcantone e che ha visto la polizia intervenire in prima linea per salvare delle vite umane, nonché il notevole dispiegamento di forze e risorse che l’incendio sul Monte Gambarogno ha generato” ha concluso Cocchi.

Lo storico ritorno in Ticino del gruppo di artiglieria 49

Lo storico ritorno in Ticino del gruppo di artiglieria 49

Norman Gobbi sottolinea l’importanza di questo corso di ripetizione

Le fotografie che proponiamo oggi sono una testimonianza di un evento che può definirsi storico. “L’ultimo esercizio di tiro in Ticino risale addirittura al millennio scorso. Era infatti l’ormai lontano 1998”, afferma il Consigliere di Stato Norman Gobbi. “Per questo motivo è bello sottolineare il ritorno del battaglione d’artiglieria 49, storicamente il battaglione ticinese. Il corso di ripetizione ha fatto tappa nel Sopraceneri tra il 10 e il 15 marzo e le truppe hanno simulato una situazione reale (senza sparare munizioni d’artiglieria). Presenti anche i blindati M109 Kawest arrivati in treno a Cadenazzo dal Vallese. L’esercizio, chiamato BELLEPRISE SUD”, si è concluso nella corte di Castelgrande a Bellinzona, con la consegna della bandiera. Il mio auspicio, riportato anche al tenente colonnello Paolo Colombo, è che “il 49” non debba aspettare altri 24 anni prima di un nuovo corso in terra ticinese”, conclude il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi.     

Anche qui, utili e concreti: la campagna comunicativa della Protezione Civile entra nella sua seconda fase

Anche qui, utili e concreti: la campagna comunicativa della Protezione Civile entra nella sua seconda fase

Comunicato stampa

Per valorizzare i numerosi compiti di protezione, assistenza e sostegno che la Protezione Civile svolge regolarmente a favore della popolazione ticinese, nel 2022 è stata avviata una campagna comunicativa dallo slogan
“Anche qui: utili e concreti” per mettere in luce e per far conoscere i numerosi impieghi svolti lontano dai riflettori. La campagna comunicativa è pronta ora a entrare nella sua seconda fase, in occasione della quale si informa la popolazione sull’attività di regolazione del traffico che la Protezione Civile svolge durante importanti eventi, tra cui slowUp Ticino.

In programma domenica 23 aprile 2023, l’undicesima edizione di slowUp presenta un percorso di circa 50 km tra Bellinzona e Locarno, lungo il quale i militi delle Regioni di Protezione Civile del Bellinzonese e del Locarnese daranno il loro supporto all’organizzazione dell’evento, assicurando la regolazione del traffico, affinché l’evento si possa svolgere nella massima sicurezza e con il minor disagio possibile. In questo senso, nella settimana che precede l’evento lungo il percorso saranno visibili delle affissioni che – oltre ad annunciare l’imminente evento – mostrano il lavoro svolto dai militi della Protezione civile a favore sia della sicurezza dei partecipanti sia degli utenti della strada, invitando alla dovuta comprensione.

Un modo per ricordare che la Protezione civile… è utile e concreta.

Esercizio congiunto Svizzera-Italia in ambito ATLAS

Esercizio congiunto Svizzera-Italia in ambito ATLAS

Comunicato stampa

Negli scorsi giorni, si è svolta in Ticino un’importante esercitazione internazionale che ha visto impegnati la Polizia cantonale e l’Arma dei Carabinieri. Lo scenario conclusivo di questa attività, sviluppatosi su più giorni,  si è svolto sul Lago Maggiore (territorio di confine) con la messinscena di una presa di ostaggi avvenuta su un battello di linea che fa la spola tra Svizzera e Italia.
Nel corso dell’esercizio sono stati impiegati gli agenti del Reparto Interventi Speciali (RIS) della Polizia cantonale e gli operatori del Gruppo Interventi Speciali (GIS) dei Carabinieri, unità quest’ultima recentemente impiegata anche per l’arresto del latitante mafioso Matteo Messina Denaro. Pure l’Esercito svizzero ha preso parte all’esercitazione con l’impiego delle Forze Speciali e delle Forze Aeree. In qualità di osservatori pure presenti agenti svizzeri provenienti dai Cantoni Vaud, Turgovia e Zurigo, anch’essi operativi con attività di polizia lacuale. Lo scopo di questa operazione congiunta risiede nell’attivazione dell’articolo 19 dell’Accordo di collaborazione di Polizia e doganale tra Svizzera e Italia, entrato in vigore il 1° novembre 2016, che contempla il sostegno reciproco in situazioni di crisi o eventi straordinari.
L’esercitazione fa seguito a quanto messo in campo con successo dai due Paesi nel corso del 2020 con la messa in atto di un esercizio congiunto, legato alla tematica di contrasto al terrorismo, che si era sviluppato su entrambi i territori nazionali e con la partecipazione dei rispettivi Reparti speciali. Questo in considerazione che il tema della sicurezza nelle zone di confine, in tutte le sue molteplici sfumature, da sempre impegna
le nostre Forze dell’ordine a livello operativo e strategico, senza dimenticare gli aspetti legati agli esercizi e quindi alla formazione continua. I territori dei Cantoni Ticino e dell’Italia, si trovano sulle vie principali che attraversano l’Europa, con le relative problematiche legate alla criminalità transfrontaliera, ai flussi migratori nonché al terrorismo. Proprio per questo la collaborazione tra i vari attori a ridosso dei nostri Confini nazionali è fondamentale al fine di migliorare le attività quotidiane di prevenzione, ma anche di repressione.
Restando nell’ambito del sostegno in situazioni di crisi o eventi straordinari, la Svizzera è inserita, in qualità di osservatore, nell’organizzazione Europea dei Reparti Speciali di polizia ATLAS, contraddistinta dal motto All Together to Protect you, fondata nel 2001 per il mutuo supporto tra le nazioni sotto l’egida dell’Unione Europea. Il Comandante Matteo Cocchi è dal 2013 il rappresentante per la Confederazione nel Board Europeo di ATLAS e grazie a questa posizione, come già avvenuto nel 2020, è stato possibile organizzare nuovamente questa importante attività. La settimana di interscambio ha contemplato un momento addestrativo comune per lo scambio di esperienze operative, l’approfondimento dei rispettivi quadri normativi relativi alle possibilità d’impiego italo-svizzero nonché un esercizio conclusivo che verteva su interventi specialistici sia sul lago sia verso obiettivi terrestri ubicati su entrambi i versanti del confine.